Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

mercoledì 7 maggio 2014

A chi dire ti amo. Ho'oponopono Cristiano (di Nicola Rachello)

Proseguiamo con la pubblicazione degli articoli di Nicola Rachello e del suo Ho'oponopono Crstiano®.
Questo pezzo è stato già messo on line ieri sulle pagine di Facebook, ma ho pensato di chiedere a Nicola il permesso di pubblicarlo anche sul blog perché è molto bello e interessante, come d'altra parte tutto ciò che riguarda Ho'oponopono Cristiano.
Buona lettura!


A CHI DIRE TI AMO. HO-OPONOPONO CRISTIANO®
Usare l’espressione “ti amo” è un atto di fede, significa intraprendere quel viaggio interiore che porterà alla riscoperta e al risveglio di tutto il tuo sentire, nella sua più grande e meravigliosa intensità.

Così si fa esperienza e si riscoprono le mille forme d’amore che costellano l’esperienza umana: l’amore per i genitori, quello per i figli, per il partner, l’amore per la natura, per il lavoro, per la vita stessa e mille altre forme d’amore. Alla fine si giunge all’amore per Dio.

Così vorrei scrivere ogni giorno del mio amore per Dio che in fondo è amore per se stessi e quindi, in primis, per me stesso.

Francesco lo sapeva bene, vedeva Dio in tutto, in ogni creatura. Scopriva Dio dietro al volto di Messer nostro Frate Sole, lo vedeva riflesso in nostra Sora Luna, lo percepiva disseminato nelle stelle del firmamento e nel respiro di nostro Frate Vento. Francesco lo sentiva in nostra Sora Acqua e in nostro Frate Fuoco. Lo toccava in nostra Madre e Sora Terra, nei suoi doni: i fiori coloriti, la frutta e l’ erba. Lo riconosceva nella nostra grande Sora Morte corporale e nel lodarlo affermava: “…lodato sii, mio buon Signore, giacché non v’è altro Dio che Te in tutto”.

Così la vita di Francesco trascorse nell’umiltà, nell’obbedienza e soprattutto nel servizio del suo prossimo e in estrema povertà, tanto da minare e compromettere irrimediabilmente la sua salute. Francesco si dedicava ai poveri, ai bisognosi, agli ammalati con un impegno e una dedizione straordinari.

Così ascoltandomi e pensando a lui, mi è stato naturale chiedermi quale fosse il motivo, la forza che spingeva Francesco, il perché di tanta passione nel cuore per la cura e il sostegno dei suoi fratelli, fino a morire povero fra i poveri.

Francesco aveva riconosciuto Dio nel tutto “…lodato sii, mio buon Signore, giacché non v’è altro Dio che Te in tutto” e in ogni suo fratello e sorella che per questo amava. Sapeva prendersi cura di tutti, aveva per ogni uomo il massimo amore e la massima devozione.

Dio, presente in tutto il Creato, aveva raggiunto la sua manifestazione più grandiosa creando l’uomo e riversando in esso tutto il Suo Amore. No, Francesco non si sbagliava conosceva la regola: “chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve” (Lc 22,26). “Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve” (Lc 22,27). “Ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore” (Mc 10,43). “Il più grande tra voi sia vostro servo” (Mt 23,11). “Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti” (Mc 9,35). “… e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo” (Mt 20,27). "Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: Una cosa sola ti manca: va, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi» (Mc 10,21).

Così, amo molto ricordare Wayne W. Dayer quando afferma che, in Un Corso in miracoli, Gesù disse: “Se vuoi essere come me, ti aiuterò, se vuoi essere diverso da Me, aspetterò finché non cambierai idea, e so che cambierai idea”. Alla fine del suo magnifico film The Shift (IlCambiamento), Wayne W. Dayer afferma: “Nessuno ha bisogno di chiedersi che scopo abbia nella vita. Ma ognuno di noi può trovarlo nel servire il prossimo. Se ciascuno di noi riuscisse anche un solo giorno a indirizzare la propria attenzione su come migliorare la vita di un’altra persona seguiremmo la volontà di Dio”.

Juan Segundo

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