Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

venerdì 30 maggio 2014

I fratelli in Dio (di Nicola Rachello)

Un paio di giorni fa, squilla il telefonino, uno di quegli aggeggi infernali che sono capaci di salvarti la vita o di rovinarti la giornata, a seconda di chi c'è dall'altra parte. 
Guardo il nome sul display e il cuore fa un balzo: Nicola Rachello!
Non ricordo neanche come ho fatto a dargli il mio numero, visto che non lo condivido facilmente, se non in caso di vera necessità.
Ma questo strappo alla regola è stato foriero di una bellissima sorpresa.
Appena ascolto la sua voce, la prima cosa che mi viene in mente (perché? poi) è: parla come XY, un mio amico d'infanzia, l'unico forse che ho avuto e che ora mi è rimasto. In effetti la mia vita passata è stata abbastanza desolata, da questo punto di vista: non ho mai avuto una comitiva vera e propria con cui uscire; non ho mai fatto viaggi fuori casa in compagnia; anche ai tempi dell'università non ho mai legato veramente con qualcuno.
Ora però sento che questa persona, che finora era stato "una X nel ciclo dell'azoto" come direbbe De Gregori, ha qualcosa a che fare con me, condivide cose in cui anch'io credo, a cui anch'io do il mio assenso.
E lo sento anche solo dal tono della sua voce.
La ricezione del telefono è disturbata e più volte devo chiedergli di ripetere quel che ha detto, ma alla fine ci intendiamo bene su tutto.
E ci diamo appuntamento ad un'altra volta, che nessuno dei due sa' se e quando sarà: un'altra telefonata, un incontro davanti ad un caffè seduti ad un bar, una discussione passeggiando in riva ad un fiume, uno scambio d'opinioni per la pubblicazione di un libro... 
Ma tutti e due sappiamo, credo, che in quei pochi minuti ci siamo scambiati la certezza espressa mirabilmente dal Salmo 132 (nella versione cattolica):

Ecco quanto è buono e quanto è soave
che i fratelli vivano insieme!
È come olio profumato sul capo,
che scende sulla barba,
sulla barba di Aronne,
che scende sull'orlo della sua veste.
È come rugiada dell'Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Là il Signore dona la benedizione
e la vita per sempre.

E la certezza si concretizza, per me, quando questa mattina Nicola mi lascia nella chat di Facebook quest'articolo, scritto ieri mattina in treno ripensando al nostro colloquio.
Non voglio aggiungere altro per non guastare il profumo delle sue parole, il profumo dell'olio della benedizione di Dio, del balsamo della Sua vita in pienezza.

I FRATELLI IN DIO
Busso alla porta di Dio.
Toc toc… “Ci sei?”.
La mia fede è grande ma quando busso chiedo sempre: “Ci sei?”. E’ come una memoria cristica. Nel momento del bisogno busso, toc toc… e chiedo: “Ci sei? Mi sei vicino?”. 
Poi tu mi rassicuri, mi dici che ci sei, che ci sei sempre stato, che sempre ci sarai.
Respiro più in profondità, mi sento sollevato, hai risposto e con te anche tutto l’universo. Non manca mai la tua risposta.
Eppure mi chiedo il perché ho sempre bisogno di una conferma. E’ facile intuire come in questo ci sia l’eco di un bambino che ha sopito nelle sue memorie, esperienza dopo esperienza.
Ho deciso di essere positivo, di trovare un modo diverso per bussare alla Tua porta.
Toc toc… “Posso entrare?”.
Ho già la certezza che tu mi hai aperto, che come figlio per quanto possa aver dilapidato le tue ricchezze, troverò sempre la tua porta aperta. La tua tavola è già imbandita, il miglior vino è già stato servito, le più succulenti prelibatezze sono state preparate.
Tu sapevi già che sarei tornato, sapevi già che il mio bisogno era di fare esperienza, di scoprire e apprendere la vita. Con me ti rallegravi della mia felicità, ti espandevi nella mia gioia. Osservavi le mie scorribande, le mie incursioni nella vita, in quei territori sconosciuti. Eri sempre pronto a dirmi: “Vai!”.
Anche quando non potevo sentire la Tua voce era la Tua forza a spingermi, a darmi l’occasione di conoscermi e riconoscermi, di amarmi e accettarmi, anche quando era evidente che mi stavo facendo male da solo.
Quanti giochi ho inventato e quanti amici ho incontrato nella vita. Anche se Tu me lo avevi detto, non mi ero dato il tempo di ascoltarti, non ti avevo prestato attenzione. Ora ritornano e risuonano le Tue parole: “Ricordati siete tutti fratelli!”.
Mi piace riscoprire questo dono della fratellanza, poter vedere che ho appreso sempre e solo da me stesso.
Quando ho lasciato la Casa paterna per conoscere la vita ho lasciato una parte di me là, presso il Padre. Tu che sei mio fratello, che sei quella parte di me saggia e amorevole, che ha visto e conosce il volto di Dio, ora con te lo posso ammettere e riconoscere… Quando sono tornato sei stato tu a imbandire la tavola, a dare ordine ai nostri servitori di preparare cesti e cesti di frutta, affinché il nettare più delizioso potesse placare la mia sete. Il Padre Nostro era compiaciuto. Quando ho bussato alla porta celeste del Padre, sei stato tu ad aprire. Quanto è stato dolce il nostro abbraccio, il nostro stringerci come fratelli!
Si, il Padre Nostro era compiaciuto, era felice di osservare come noi fratelli ci fossimo ritrovati nella Sua gioia, il nostro premio per un merito che nessuno di noi aveva, è stato il Suo abbraccio, la Sua tenerezza paterna, la Sua abbondanza e prosperità. “Si figli miei, tutto questo rimarrà sempre vostro perché è stato creato per voi e ciò che vi ho dato non vi sarà mai tolto. Tornando da me riceverete sempre la stessa copiosa abbondanza. Non vi mancherà nulla e non sarete mai privati del mio amore”. 
 
Juan Segundo

11 commenti:

  1. Eh, molto bello.
    Io, come avrai capito, devo prima superare le mie idiosincrasie legate al contatto diretto con gli altri. Come scrivevo pochi giorni fa, la maschera mi da più sicurezza di un'armatura d'acciaio. Ma mi riprometto sempre, prima o poi, di superare questa mia paura del contatto diretto con gli altri...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come dice Nicola, è un cammino fatto di tanti piccoli passi e può essere anceh divertente. Certo devi trovare le persone giuste, ma una volta inziato...

      Elimina
  2. Grazie Ariano, quando ci permettiamo di essere autentici, possiamo vivere l'amore e la gioia. E' un cammino fatto di tanti piccoli passi, l'importante è iniziare!

    RispondiElimina
  3. La fratellanza... parola così semplice e realtà così complessa da realizzare!.... Incontrarsi per riconoscersi, fare esperienza dell'altro per smascherare le nostre parti dormienti e abbruttite e così, ridar loro l'opportunità di mettere il piede su un nuovo ma antico sentiero, che attendono da eoni di tempo... Ritrovarci, nel buio della nostra anima che aspira alla Sua Luce... Mi vengono alla mente le parole di una canzone di Battiato che dice:
    "E ti vengo a cercare
    anche solo per vederti o parlare
    perché ho bisogno della tua presenza
    per capire meglio la mia essenza.
    (.......)
    E ti vengo a cercare
    con la scusa di doverti parlare
    perché mi piace ciò che pensi e che dici
    perché in te vedo le mie radici.
    Non penso sia mai stata scritta canzone più vera e profonda, più rappresentativa dell'incontro con l'altro, tanto più temuto quante più sono le cose che riflette, colui che incontriamo.
    Credo che la fratellanza sia il primo passo verso quell'Amicizia alla quale Lui ci chiama, dicendo, in un passo del Vangelo: «Non vi chiamo più fratelli, vi chiamo amici.» ... una strada già tracciata e favorita dal Suo Amore incondizionato che, se riconosciuto, risveglia la nostra parte autentica, quella di creature di Dio in cammino per diventarne i Figli.
    Savina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. Grazie per la bellissima riflessione, Savina. Penso che l'amicizia abbia la stessa intensità e la stessa sostanza dell'amore tra due persone che invece hanno una relazione amorosa propriamente detta. Quello che cambia sono le mete verso cui si vuol andare insieme partendo da quelle basi. E anche la voglia di condividere insieme tutta la vita. Ma quanti esempi ci sono di persone che hano convissuto per una vita basando il loro rapporto solo sull'amicizia? Perché non scrivi un articolo per questo blog su questo o altri argomenti? Io aspetto come sempre e sarei felicissimo di averti tra di noi come collaboratrice!

      Elimina
    3. Ciao Juan,.... avevo già lasciato una risposta che evidentemente non sono riuscita a pubblicare correttamente.... Non è il momento giusto per collaborare... Argomenti di questa importanza non possono essere spesi con pensieri emotivi, ma pensieri profondi e alti. Vi seguo con grande appagamento e vi ringrazio della vostra presenza su FB. Se leggerai il messaggio vuol dire che ora l'ho pubblicato correttamente... sigh!

      Elimina
    4. Letto! nessun argomento è troppo alto o troppo basso perché noi non possiamo dire la nostra! ma capisco il tuo punto di vista. Quando vorrai noi siamo sempre qui!

      Elimina
  4. Cara Savina, se sei la Savina a cui penso io, ti aspettavo e in un certo senso stavo chiamandoti... Grazie per essere giunta, grazie per le tue parole di luce, grazie per essermi sorella! E se non fossi la Savina che penso, grazie comunque I love you!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai Nicola che non capisco cosa tu intenda?... Mi potresti spiegare per favore? Grazie mille del tuo affetto e della tua presenta in questo blog... Savina

      Elimina
  5. Scusami Savina, pensavo tu fossi la Savina che io conosco ma essendo anonima non potevo averne la certezza e quindi piacere di conoscerti! Grazie anche a te! Nicola

    RispondiElimina

fatti sentire

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...