Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

lunedì 9 giugno 2014

Amare Dio significa amare il mio vicino (di Nicola Rachello)

Quando ho letto questo articolo che Nicola mi ha inviato la settimana scorsa, non ho potuto non rileggerlo più e più volte.
Voi mi direte: certo! sei duro di comprendonio!
Sì, su questo avete ragione, non ho mai brillato per acume intellettivo. 
Ma il motivo, questa volta, era diverso.
Ogni singola frase, ogni singola parola di questo articolo, andrebbero lette e soppesato a dovere! Ogni frase ha un valore spirituale che pur nella sua semplicità (anzi proprio per la sua semplicità!) può diventare oggetto di riflessione e meditazione.
Nicola ci spiega i principi dell'Ho'oponopono Cristiano® e allo stesso tempo ci fa fare un viaggio salutare all'interno di noi stessi.
Disponiamoci con animo leggero e pronto e andiamo a leggere! 
AMARE DIO SIGNIFICA AMARE IL MIO VICINO
Sono sbalordito, ho tutto ciò che mi serve per comprendere ed agire correttamente.
Ora devo solo fare esercizio. Sono passati alcuni anni da quando ho compreso che la critica mi impoveriva. Criticare era, per me, cercare alleati per sostenere che l’altro aveva torto e io ragione. Per alcuni aspetti si potrebbe definire uno stile di vita, essere sempre sulla superficie di ogni cosa, non porsi mai domande su nulla, ferire prima di essere feriti.
Così ogni piccolo risveglio è stato avvicinarmi sempre di più all’idea, inizialmente ammettendone solo la possibilità, che l’altro sono io.
Così oggi considero amare Dio riconoscerlo in ogni espressione della vita iniziando dal mio vicino, da te che sei mio fratello, da ogni persona che incontro ogni giorno per strada, in treno, sul lavoro, semplicemente passeggiando.
Mi sento ancora a disagio nel vedere quante volte non riesco a riconoscerTi, non ti so amare. Così sul posto di lavoro si susseguono litigi, screzi e critiche che mi devastano dentro e fatico a pulire.
La bellezza del cammino spirituale forse sta proprio in questo, ovvero nell’avere la forza di rialzarsi dopo ogni caduta, e nel lasciar andare la “spazzatura” che produco giornalmente. Semplicemente apro il mio cestino dei rifiuti e lì la getto, con un bel
mi dispiace,
ti prego perdonami,
ti amo,
grazie.
Merito comunque di darmi un grande riconoscimento per quanto mi sia lasciato scavare dentro dall’amore e dalla compassione di Dio. Ammetto sempre di più di incontrarTi nell’arroganza, nella cattiveria, nella sofferenza, nella povertà e nella violenza.
Di primo acchito, sono portato a dire: “Qui non c’è Dio, questa persona non conosce Dio!!”. Poi invece mi accorgo di quanto prezioso sia quell’incontro, quell’occasione che mi fa sentire ancora cocente e viva la rabbia dentro. Riflettendo ammetto: “Si, non posso amare Dio se non riesco a riconoscerlo nel mio prossimo”.
Così amo mettere una bella lente d’ingrandimento su ogni mio atteggiamento, su ogni mia azione e sentirmi felice e grato perché posso percepire la necessità dentro di me di fare pulizia, di svuotare il mio cestino ogni volta che l’ho riempito.
Tante persone continuano a chiedermi: “Nicola, mi insegni l’Ho’oponopono hawaiano?”, sorrido con molta tenerezza e affetto. Poi rispondo: “Dovresti chiederlo a un hawaiano, io ti posso insegnare a dire: Mi dispiace, ti prego perdonami, ti amo, grazie. Lo farai? E’ tutto ciò che ti è necessario”.
La replica seguente è: “Spesso me ne dimentico”. “Ok, va bene, ogni volta che te ne ricordi continua a ripeterlo”.
Così, anche a me, spesso capita di dimenticare che Ti sto incontrando, che ci sei Tu in ogni fratello. Sono sicurissimo del Tuo amore e della Tua pazienza e anche lì Tu mi ripeti: “Ok, va bene, ogni volta che te ne ricordi continua a ripeterlo”.
In quel mi dispiace c’è il riconoscimento di averti ferito, di aver ferito un mio fratello, di aver ferito me stesso.
Ti prego perdonami, l’errore è stato solo nella mia percezione errata, nel mio cestino dei rifiuti troppo pieno.
Ti amo, so che sei amore, mi hai insegnato ad amare il mio prossimo come me stesso. Mi hai insegnato a vederti nel mio prossimo.
Grazie per questo meraviglioso e straordinario dono.
Ecco l’eredità raccolta da Morrnah Simeona**, ecco l’eredità che il Cristo ha donato a ogni suo fratello, tutti noi, figli dello stesso padre.
Ecco il suo dono di Pace da condividere e far crescere. 
Ecco l'Ho'oponopono Cristiano®.
Juan Segundo 
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** Morrnah Simeona è la fondatrice dell'Ho'oponopono dell'Identità del Sé - SITH- ovvero l'Ho'oponopono moderno. Alle Hawaii l'Ho'oponopono era una pratica ancestrale. Ho tra l'altro appena scoperto che su Wikipedia, dove si può trovare tutto ciò che nell'universo esiste, anche le cose più insignificanti e i personaggi più controversi e... malefici, non esiste una pagina dedicata a un personaggio così positivo e importante! È proprio vero che il mondo si nutre del nulla!


7 commenti:

  1. Però certi vicini fanno del loro meglio per non farsi amare... Idem sul lavoro, non tutti hanno un atteggiamento che aiuta a creare buona disposizione nei loro confronti.

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    1. Tu penaa che il tuo commento era andato a finire tra gli spam! evidentemente blogger ce l'ha con te! È vero che non tutti collaborano e che è difficile far entrare estranei e, soprattutto, persone con cui non condividiamo niente o quasi, nella nostra vita... Ma è l'esperienza di chi c'è passato rpima a fare notizia, a segnare la strada: se qualcuno c'è riuscito, forse si può. D'altra parte non giudico chi (come me!) ancora non c'è riuscito.

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    2. Non a caso chi c'è riuscito in genere è stato beatificato dalla sua chiesa o dall'umanità civile. Einstein disse a proposito di Gandhi: chissà se le generazioni future riusciranno a credere che un uomo simile abbia davvero vissuto nel nostro mondo.

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    3. Esatto Ariano! Purtroppo la storia (e anche i libri di storia) ricorda più facilmente Hitler che Gandhi...

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  2. Nicola mi ha inviato un commento che ha ricevuto personalmente su questo articolo. Mi è sembrato molto bello e interessante, perché testimonia l'esempio di una persona che attraverso l'ho'oponopono è riuscita ad aiutare la propria vita a cambiare in meglio.
    La persona si chiama Anna e il suo commento è stato questo:
    "Questo tuo scritto mi sta emozionando alla grande, caro Rachello Nicola!
    Sai perchè? Perchè non ho mai pensato ad un ho-oponopono cristiano, anche se del Gesù e del Cristo ho grande accoglienza, non altrettanto per la Chiesa.
    Ho fatto scelte " laiche" ed Ho-Oponopono di Mornah Simeona lo vivo come tale.
    Lo uso sistematicamente in ogni situazione e posso testimoniarne l'efficacia, avendo visto trasformazioni profonde di rapporti interpersonali a volte complessi attraverso "Ti amo-Perdoni-Mi dispiace- Grazie"
    Il perdono è rivolto a me stessa, alle mie memorie cellulari che mi porto dietro ed ho compreso che allorché incontro persone o situazioni non armoniche è il modo che l'Universo mi offre per ripulire e liberarmi.
    Perciò...grazie grazie grazie al "nemico" che mi giudica o mi critica o... Ripulisco quelle mie vecchie scorie depositate in meandri inconsapevoli.
    E se, come tu dici, riesco a vedere nell'altro una parte di me, una scintilla del Tutto... Grazie!".

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    1. Scusami Juan, ma il nome dell'amica è Maria, comunque grazie per averlo condiviso. Il tuo arricchirlo di un piccolo commento lo rende molto bello.

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    2. Certo, Nicola, ho scritto male il nome che è, come dici tu, Maria. Grazie ancora per i tuoi articoli sempre perfetto e coinvolgenti.

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