Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

giovedì 19 giugno 2014

Dedicato ai cercatori della Verità (di Nicola Rachello)


Nicola Rachello, facitore dell'Ho'oponopono Cristiano ® e collaboratore di questo blog ormai da qualche mese, ha voluto fare un suo personalissimo commento al mio post di due giorni fa sulla Verità e la Libertà.
Col suo solito garbo Nicola ha voluto anche celebrare quella che ormai ufficialmente (almeno dopo questo post!) è la nostra amicizia. Chi mi conosce sa che io rifuggo sempre e a volte anche duramente* dai complimenti, ma l'articolo di Nicola è pervaso da una tale delicatezza d'animo che mi sono deciso a pubblicarlo anche se è indirizzato soprattutto a me.
Il garbo e la delicatezza nei sentimenti sono virtù ormai quasi totalmente sconosciuti nella società di oggi dove, invece, prevalgono la rozzezza, la forza macha, la volgarità. Tutti segni, a mio avviso, della mancanza della capacità di guardarsi dentro e di rapportarsi in modo sincero e vero con gli altri: mostrarsi affabili e gentili sembra essere diventata una debolezza, un segno di inferiorità. Nicola, al contrario, ha fatto proprio di queste qualità la sua ragione di vita, anche a costo di passare per fanatico o sempliciotto.
Ma ormai tutti lo conosciamo e sappiamo che quando parla di educare il nostro Bambino Interiore, non si riferisce di certo ad un'età anagrafica!
Quindi, grazie Nicola per le tue parole! che io mi sono permesso di estendere a tutti quelli che, come me, sanno di essere solamente cercatori della Verità.
Prima di lasciarvi alla lettura dell'articolo, vi riporto una sua frase di una nostra conversazione privata di ieri, e che io vorrei dedicare a chi vuol coltivare una amicizia vera, profonda e produttiva:
L'amicizia trasforma, il calore che emana trasforma, osservare la vita con occhi diversi trasforma!

Ho perso il treno. Non è la prima volta, non sarà l’ultima…
Sono a Venezia. Esco dalla stazione ferroviaria. Scopro un nuovo locale aperto da poco, con un’ampia terrazza all’aperto, dove poter sedermi e consumare qualcosa.
Così decido di scrivere pensando a te, caro amico Juan, e a tutti voi amici ed amiche di Facebook e del Blog. Da dove sono seduto, guardo il ponte di Calatrava, osservo vaporetti e imbarcazioni passare.
Non so cosa sta per uscire dalla mia penna, ma ho bussato e Lui mi risponde sempre, in particolar modo ora che mi apro e mi rendo disponibile ad accogliere e ricevere. Sono sicuro che verrà a me.
È già in me. Apre il mio sorriso. Mi trasmette un gioco di sottile ironia, come se volesse dirmi: “È inutile che tu faccia finta di non sapere, sai che sono già qui”.
Attorno a me il vociare di turisti stranieri, di uomini d’affari, di una badante con un’anziana signora in carrozzina. Così leggo il post che hai condiviso pochi minuti fa, caro amico Juan.
Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò”… e concludendo poche righe dopo: “Gesù confido in te, aiutami a perdonare le scorie tossiche del mio passato. Grazie.
Sorrido, forse in qualche modo ti ho plagiato, usi il mio vocabolario, hai preso in prestito le mie parole… ne sei consapevole? Tra un po’ firmerai i miei articoli e tutti voi che ora leggete, non potrete mai sapere se sono stati scritti da me o da lui. Poi il mio cuore scoppia a ridere…, né io né Juan apparteniamo più a noi stessi… siamo qui per servire, viaggiatori dello spirito, custodi di quello Spirito Santo che ci ha chiamato a pulire le memorie di una nuova chiesa: l’uomo.
Eccoci improvvisamente trasportati alla Porziuncola, diventiamo il cuore di quella chiesa che è l’uomo. Eccoci… ne percepiamo il battito. Siamo questo nuovo modo di pregare che è riconoscersi e sentirsi chiesa nell’Uno, in ogni momento della nostra giornata, in ogni nostro respiro.
Ecco la sempicità di Juan: “Gesù confido in te, aiutami a perdonare le scorie tossiche del mio passato. Grazie”.
Sì caro Juan, quando l’uomo si fa chiesa, la sua voce è rivolta e risuona in Dio e credimi viene sempre ascoltato! Le memorie sono sempre trasmutate, il miracolo avviene sempre in quello spazio sottile e impalpabile della nostra mente, traducendosi poi in quel sentimento di pace e amore che diventa leggerezza dell’Essere, la gioia di servire e onorare la Vita, il canto e l’incanto dell’anima.

Juan Segundo
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* ne sa qualcosa, ad esempio, Monica, poverina! le chiedo qui pubblicamente scusa per tutte le volte che l'ho verbalmente aggredita! 

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Beh... l'hai scritto tu! Le cose che nascono dal cuore non possono che esprimere i sentimenti che vi albergano, e se nel cuore abitano gioia, amore, pace, compassione, i risultati sono evidenti. Grazie, Nicola!

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    2. Ciao Carissimi sono Marzia....nn ci sono parole...si ce ne una SILENZIO!.....Qualcuno ha detto: Il Silenzio è Dio!....Grazie! Pace dell'Io!

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    3. Grazie Marzia per il tuo contributo. Anche sapere che c'è qualcuno dall'altra parte con cui condividere senazioni e sentimenti è bello e importante!

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