Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

venerdì 13 giugno 2014

Il senso della vita (di Nicola Rachello)

Pian piano Nicola Rachello ci sta introducendo nei... misteri dell'Ho'oponopono cristiano.
In fondo ci vuole dimostrare come nel nostro essere cristiani è insita la possibilità di penetrare nella tecnica hawaiana millenaria che aiuta al ricongiungimento con la divinità che governa l'universo attraverso l'abbandono totale alla Sua potenza.
E non è forse questo il messaggio di Gesù così come lo leggiamo nel Vangelo di Matteo (Mt 11,28)?

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò

Ecco perchè a volte quando abbiamo l'opportunità di parlarci anche telefonicamente, gli dico: secondo me il punto non è un ho'oponopono cristiano, ma è l'ho'oponopono che usa principi spirituali che sono propri anche del cristianesimo, proprio perché sono principi universali e perciò ancestrali, comuni ad ogni fede e religione. Quindi, concludo col mio spirito perennemente eretico, si dovrebbe chiamare cristianesimo ho'oponopono, così come c'è un cristianesimo evangelico, cattolico, pentecostale, neocatecumenale, ecc. .
Ma in queste cose il maestro è lui e devo dargli ragione...
Ed ora abbiamo qui ancora materia di riflessione e formazione. Leggiamo con attenzione e facciamone tesoro.
E non dimenticate di lasciare un vostro commento!


IL SENSO DELLA VITA
Talvolta accade che qualcuno di noi sceglie di lasciarsi andare, di interrompere questo splendido apprendimento che è la vita.
Si, certo, splendido per chi ha saputo credere, per chi ha avuto fiducia, per chi si è messo in gioco, in discussione, per chi non ha dato nulla per scontato e forse ha raschiato il fondo del barile più di una volta.
Personalmente, per chi lascia la partita, provo solo un immenso amore.
Così ritornano le parole di Francesco, che mi ricorda come è morendo che si resuscita alla vita eterna.
La vita è eterna per tutti, per chi lascia la partita e per chi continua a lottare giorno dopo giorno.
Metto i puntini sulle i, e queste sono le mie i!
Dio è sempre l’amore più grande, il perdono assoluto. Non c’è giudizio, ma solo quell’infinita compassione che accoglie, consola, ama.
Queste parole invece sono per me e per te, se accogli il mio invito a continuare a leggere.
Come sta andando la mia partita? Sto riuscendo a dare un senso alla mia vita? Riesco a donare e comprendere piuttosto che prendere e pretendere? Personalmente ho camminato spesso in quei campi minati della mente, dove le mine esplodevano ad ogni passo, dove ogni passo era dolore e sofferenza.
Come ne sono uscito?
Imparando il funzionamento della mente e come pulirla.
Tra le sue molteplici funzioni, la mente si occupa di registrare tutto. E’ il nostro diario di bordo. Quindi tutto ciò che viviamo è impresso su questo registratore. Poi ogni nastro viene catalogato in uno speciale archivio, in una speciale banca dati chiamata inconscio. Così, al sopraggiungere di nuove esperienze, inconsciamente ricerchiamo sempre, in questa banca dati, la risposta da dare al nostro interlocutore.
Ma che tipo di risposta proviene da questa banca dati?
Per l’Ho’oponopono ogni pensiero formulato, ogni azione esperita nella vita e in particolar modo quelle intrise di sofferenza rappresentano un allontanamento dallo zero, ovvero quel punto, quello spazio di purezza dove è perfetta l’unione con Dio.
Ecco dunque che ogni risposta, proveniente da questa banca dati, è in sé imperfetta e dolorosa. Ha per unico scopo la nostra protezione da ulteriori episodi di dolore e sofferenza, a discapito di me stesso o di chi mi sta vicino e in relazione con me.
Perciò, così come ho registrato attraverso questo magnifico registratore, ora devo andare alla ricerca di un modo per cancellare ogni registrazione dal nastro della mente.
E io ho imparato che questo nastro si cancella, in automatico, attraverso l’uso consapevole di uno straordinario mantra che, ripetuto incessantemente, crea un reset, ovvero una cancellazione di ogni “impressione” avvenuta: 

mi dispiace
ti prego perdonami
ti amo
grazie.
Dio parla con me e con tutti noi sempre, in particolar modo attraverso quelli che sono i nostri pensieri più elevati, quei voli in cui l’anima si riempie di gioia.
Così oltre all’uso del mantra mi dispiace, ti prego perdonami, ti amo, grazie, provo ad ascoltarmi e a sentire come mi sento nel recitare la Preghiera Semplice di Francesco.


Si unisce purezza e bellezza in un unico anelito verso Dio, purezza che oggi ripropone anche l’Ho’oponopono unita alla gratitudine. 
Juan Segundo

4 commenti:

  1. La preghiera ripetuta tipo mantra non sono ancora riuscito a "digerirla" per così dire. Io cerco più un dialogo diretto (ammesso che sia possibile dire una cosa del genere) con Dio, gli parlo come se attendessi una risposta che ovviamente non può arrivare... Solo così riesco a cercare un rapporto con Dio.

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    Risposte
    1. E' così anche per me Ariano, il mantra pulisce, la preghiera libera è comunione e dialogo diretto con Dio, ma per me le risposte arrivano sempre, grazie.

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    2. E' così anche per me Ariano, il mantra pulisce, la preghiera libera è comunione e dialogo diretto con Dio, ma per me le risposte arrivano sempre, grazie.

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    3. Come dice Nicola sono due modi diversi di esprimersi e sono indispensabili tutti e due, anc he se poi ognuno trova quello che da personalmete i frutti migliori. Basta lasciarsi andare!

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