Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

mercoledì 1 ottobre 2014

VIAGGIO ALLE HAWAII (di Nicola Rachello)



Ma, in fondo, qual'è l'essenza dell'Ho'oponopono? Che ha a che vedere con la nostra cultura già bell'e inquadrata intellettualmente e spiritualmente?
Nicola Rachello ci racconta la sua esperienza...



Toc… toc…  “Amato  Creatore Divino, mi accompagni in un viaggio alle Hawaii? Il mio desiderio è quello di capire, di ricondurre a te tutti i dogmi, tutte le eresie, perché possa apparire chiaro come siano costruzioni della nostra mente, parte di quel processo che ha costruito regole e religioni, memorie e spazzature”.
R. “Si, se sei pronto possiamo andare!”.
Eccoci alle Hawaii nel 1820 mentre stanno sbarcando i primi missionari di fede cristiana evangelica. Vi trovano il paradiso, un arcipelago di isole felici, dove Dio si respira nell’aria.
Ma questo Dio, nella mente dell’indigeno hawaiano, è parcellizzato in mille e più divinità. C’è Käne (il creatore del mondo), Pele (la dea del fuoco), Humea (la dea madre), Lono (il dio della pioggia e della fertilità), Laka (la dea del canto e del ballo), Ku (il dio della guerra), Kanaloa (il dio del mare), La’amaomao (dea del vento) e mille altri nomi. Ogni aspetto della vita è rappresentato da una divinità.

Vi è poi il Dio Supremo, Iao in hawaiano antico, ‘I’O nella lingua moderna. Questo nome era così sacro da poter esser pronunciato solo da un sacerdote Kahuna, uno per ogni generazione di ciascuna delle principali isole hawaiane.
Così questi missionari evangelici vietano le sacre danze hula, troppo lascive, troppo sensuali, un inno all’energia divina che va sedato. Nella loro mentalità chiusa, la donna e l’uomo non possono esprimere così liberamente la loro sessualità, non è conveniente, non è religioso. Tutto questo deve scomparire, deve essere ridotto al silenzio. Così anche questa fede popolare trovata in quel paradiso, questa religiosità politeistica, non va bene, deve essere cambiata.  Meglio una fede professata e vissuta come insegna l’uomo occidentale, il solo civilizzato, il solo detentore della verità.
Ma dopo un secolo di evangelizzazione cristiana selvaggia, nasce in queste splendide e meravigliose isole, un messaggero divino, Morrnah Namalaku, Simeona.
È il 19 maggio 1913. Alla tenera età di tre anni, Morrnah è riconosciuta come guaritrice, come sciamana Kahuna.
La sua formazione religiosa è intrisa di cristianesimo protestante e cattolico. Ma, quale messaggera divina, vive la profondità di una rivelazione, che la cambia e la trasforma profondamente: Dio è Uno.
In quell’istante secoli e secoli di tradizioni religiose del suo popolo e delle quali lei avrebbe dovuto essere una delle custodi, si annullano, tutto viene azzerato. La voce di Morrnah trova fiato per affermare:
CREATORE DIVINO, PADRE, MADRE, BAMBINO NELL’UNO.
Così Morrnah traghetta l’Ho’oponopono ancestrale, una sorta di psicoterapia di gruppo (ancor oggi trasmessa e praticata da alcuni straordinari esponenti della cultura hawaiana, degni peraltro del massimo rispetto) in qualcosa di più intimo e personale.
Ella trova e riconosce Dio dentro di sé.
Morrnah Simeona
Seguono gli anni della lotta, affinché questo dono appartenga all’umanità intera. Lotta contro chi? Contro i rappresentanti della sua stessa cultura. Viene accusata di rivelare  e svendere la millenaria cultura della sua gente, fino ad allora così preziosamente custodita e tramandata.
Ma per Mornnah non vi è un’ideologia o un credo da difendere. Al contrario è giunto il tempo del cambiamento, il tempo in cui anche alle masse sia data un’istruzione spirituale; e così inizia ad operare.
Viaggia in tutto il modo, tiene seminari ovunque, presentando l’Ho’oponopono anche alle Nazioni Unite, incurante di quello che i rappresentanti della sua cultura dicono di lei.
Le più belle espressioni di Mornnah nascono così tra i passi del Vangelo, come ad esempio quello che riguarda “La pace dell’Io”. Là dove nel Vangelo di Giovanni si legge: “Vi lascio la mia pace, vi do’ la mia pace; ve la do’, non come la da’ il mondo. Non si turbi il vostro cuore, ne si spaventi” (Gv. 14-27), in Morrnah le parole fluiscono così “La pace sia con te, tutta la mia pace, la pace che è l’ “Io”, la pace che è l’ “Io” sono. La pace per sempre, adesso, in ogni occasione ed eternamente. La mia Pace “Io” do a te, la mia pace “Io” lascio con te. Non la pace del mondo ma solo la mia pace. La pace dell’Io”.                                                           
Quando ho conosciuto l’Ho’oponopono me ne sono innamorato subito. La mia ricerca si è mossa verso le fondamenta, le basi, il voler capire dove Morrnah avesse trovato i pilastri per edificare una cattedrale di una così tanta bellezza.
E tutto mi ha ricondotto al messaggio del Cristo.
La pace che ha saputo infondere Morrnah attraverso il perdono e l’amore, sono messaggi cristici. Da questa consapevolezza è nato il mio Ho’oponopono Cristiano®.
Come ha insegnato Morrnah e come mi ricorda il mio carissimo amico Temistocle,
l’Ho’oponopono è un fatto personale, tutto accade dentro e tutto è nelle mani di Dio. L’Ho’oponopono non è una chiesa che pone dei paletti, dei limiti invalicabili. L'Ho’oponopono serve alla persona non al maestro o all'istruttore. Il maestro da’ delle direttive generali, poi è l'allievo che deve farle proprie nella sua esperienza quotidiana.
Così, cari amici lettori, quello che pratico io non è il 'mio' Ho’oponopono, ma è l'Ho’oponopono ‘per me’!
Quello che io ho assimilato, digerito e che ora trasmetto agli altri. Non insegno un Ho’oponopono fermo, statico, morto, ma qualcosa di vivo che è passato attraverso la mia esperienza, il mio corpo.
Non può esistere un Ho’oponopono classico, perché l’Ho’oponopono è una tecnica, che si adatta a un determinato bisogno; tutto il resto è spiritualità che non ha nome ne’ una indicazione DOP o DOC!
La partenza è sempre in Cristo, nei valori che ha insegnato: la pace, il perdono, l’amore e la gratitudine.
Realizzo perfettamente di non essere un cristiano ortodosso, classico!
Ma a questa mia fede, comunque la si voglia chiamare, applico l'Ho’oponopono, per grazia di Dio.
Così non posso che dire: chi vuole conoscere ed approcciare il mio Ho’oponopono cristiano® faccia tesoro della sua libertà.
Grazie!

Juan Segundo

Nessun commento:

Posta un commento

fatti sentire

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...