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mercoledì 15 maggio 2013

Diastema, di A.M. Scataglia

Sapete che quando trovo su una bancarella un libro di un autore italiano e per di più con un protagonista seriale, vado in estasi, e scatta l'acquisto automatico.
Cosa che è successa anche un paio di domeniche fa' con questo Diastema di Attilio M. Scataglini.
Subito la trama così ci cacciamo il pensiero e sapete anche voi di che si tratta:
Stefano Cuscev non ha tempo di macerarsi nel dolore per la morte di Silvia Angelici, suo grande amore perduto in gioventù. Appena trasferitosi dal quartiere Parioli al Tuscolano, qualcuno pensa bene di lasciare a due passi dal suo commissariato il cadavere di una donna bellissima. Casualità? Sfregio? O un messaggio per lui? Troppe saranno le domande alla quali Cuscev dovrà cercare di dare risposta. Fino a quella finale: ma come è possibile tutto questo? Secondo episodio della serie ambientata a Roma e che vede protagonista il commissario Cuscev.
Il libro mi ha dato una sensazione di alti e bassi, nel senso che c'erano pagine scritte veramente bene, altre un po' piatte. Anche per i dialoghi è stato lo stesso: fino a metà tutto è filato liscio, poi ci sono stati capitoli da dimenticare, con botte e risposte non all'altezza di un'autore con all'attivo già almeno 3-4 libri. Ma per questo forse una spiegazione l'ho trovata. E ve la dico dopo, tanto per creare un po' di suspense (sennò che giallo è?).
La storia si fa leggere, ha un suo perché e gli indizi sono sparsi un po' qua e un po' la' con intelligenza. Un commissario che si fa trasferire da un quartiere tranquillo, di quelli considerati bene, ad uno di frontiera, l'avevo già incontrato col commissario Ottavio Ponzetti di Giovanni Ricciardi (di cui spero di parlare a breve); ma non so chi dei due è venuto prima, perché gli anni di pubblicazione sono pressocché gli stessi.
I personaggi hanno, invece, un che di pesante, sembrano monolitici, senza slanci. E qui la colpa potrebbe essere anche del fatto che ci sono troppi dialoghi e tutto viene veicolato attraverso le parole. Com'era quel dogma che ogni buon scrittore difende a spada tratta? Show don't tell. Ecco quella roba lì.
Sempre parere personale, eh! E senza voler giudicare visto che questa non è una recensione, ma un'impressione di lettura. Ma questo voi lo sapete bene.
Dicevo che forse un colpevole a queste pecche c'è e penso di averlo scovato: l'editor! che in questo caso non so se è lo stesso che ha corretto anche le bozze. Dico ciò perché da metà libro in poi ci sono diversi strafalcioni del tipo: parole attaccate, imprecisioni linguistiche varie, fino ad arrivare a ben due tempi del verbo sbagliati! Allora mi sono detto che magari il lavoro non molto positivo fatto sulla correzione bozze possa essersi travasato anche nell'editing vero e proprio. Ma poi: chissà! magari non c'è stato nessun editor (ma per una casa editrice come Robin mi sembra strano). 
Il libro fa parte della collana I luoghi del delitto, della Robin Edizioni. Rispetto ad altri volumi della collana che ho letto con piacere, questo non sembra avere come particolarità un'ambietazione che richiama specificamente atmosfere capitoline. Insomma poteva andare bene anche fosse stato ambientato a Canicattì. Secondo me, infatti, non basta dire che l'assassino ha agito in via X per fare la differenza. Se si vuol incistare una storia in un luogo particolare, bisogna che di quel posto se ne senta l'odore, se ne accarezzino le albe e i tramonti, letterariamente parlando.
È chiaro che queste sono state le mie impressioni, ripeto fino alla nausea, anche perché non mi voglio ritrovare i commenti intasati di insulti e rabbuffi (vi piace la parola desueta?) vari.
Insomma il libro ha dei pregi e qualche difetto, che potrebbero equivalersi, quindi placet juxta modum.
Voto: 6. 
Ad maiora!

TIM 

martedì 7 maggio 2013

Addio

Sono passati più di vent'anni (era il 1992) eppure questa poesia di Rokko Smithersons -
il grande Charlot aveva ancora una speranza per ricominciare...
Corrado Guzzanti sembra scritta ieri, anzi oggi, anzi qualche mese fa.
Gli elettori che vorrebbero dare il ben servito alla politica, i politici che restano abbarbicati alle loro poltrone (l'ultimo governo ne è un esempio, una certezza avverata).
E poi un partito/movimento che si fa paladino della democrazia, che vuole combattere la casta e che lo fa... trasformandosi egli stesso in qualche settimana nelle peggiori puzze e retrogusti della casta. (e che proprio oggi si spacca sulle retribuzioni dei parlamentari!)
Ma non è tempo di polemiche.
Devo confessare che per me è finito il tempo delle speranze. Visti gli ultimi dati sulla disoccupazione, sul PIL, sul deficit, sugli ascolti mediaset-rai, su tutto quello che volete, penso proprio che la ripresa non ci sarà mai, almeno finché campo io. Non ci si può rialzare se non c'è la forza interna, se non ci sono stampelle che ti aiutano.
E questo governo Alfetta (Alfano-Letta) mantiene le promesse: sarà velocissimo... a cadere.
D'altra parte è stato fatto apposta per questo: Berlu ha posto due condizioni (IMU e presidenza della Convenzione) facili facili, nel senso che sa che se non ce la farà a farsi dire di no con l'una ci riuscirà l'altra, e quindi vai col ritiro della fiducia (ma al governo non ci sta anche lui? mah, misteri di questi anderotti dei nostri giorni!).
Il PD è riuscito ad affossare qualsiasi cosa: dalla democrazia interna a quella nazionale, dai giovani emergenti (e non parlo di Renzi, che è solo uno che ci sguazza: visto che non l'ha voluto berlu si accontenta di fare il sindaco di Firenze!) ai padri fondatori. Fece bene a suo tempo Occhetto a non entrare nel PDS in quel famoso 1989 alla Bolognina!
Insomma, sapete che vi dico: mi sono rotto di perdere. Fra qualche mese, quando si voterà, metterò una bella croce sulla faccia di Berlu, così, almeno una volta in vita mia, potrò vincere, e vincere facile!
Scherzooooo!

(dite la verità: dal titolo del post avevate sperato che io chiudessi una volta per tutte! ma non sarà così facile liberarsi di me!)


 ADDIO
Ci rimpiangerete!
Quando capirete la frattura istituzionale
che avete determinato col vostro voto,
vi ci rimpiangerete, elettori!
Rimpiangerete i nostri volti,
rimpiangerete la nostra coerenza...
Ma questo non è più il tempo delle parole:
avete detto "no" a tutti gli sforzi
di ricucire il tessuto connettivo della vita politica.
Avete detto "no", ci avete dato il benservito,
siete stanchi di noi?
Ebbene sia!
Non vogliamo pensare ad un voto irresponsabile,
avete votato secondo coscienza,
avete fatto il vostro dovere.
Ebbene sia!
In questo momento doloroso
noi vogliamo dimostrare il rispetto per la vostra scelta:
in tutta la sua ingenuità, in tutta la sua emotività politica,
è stata tuttavia una scelta democratica e come tale merita
riguardo.
Nessuno vi ha mai obbligati a scegliere...
c'è chi parla di regime...
Noi ci vantiamo di averla costruita
questa libertà che oggi avete così ciecamente esercitato...
Non vi andiamo più bene?
Liberissimi, il dado è tratto, addio, allora.
Questo è un paese libero
...nessuno vi obbliga di rimanere. *

TIM
_________
*  Tratto da Il lbro de Kipli, di Corrado Guzzanti, Baldini&Castoldi 1982, pg 69


http://www.twoorty.com/users/temistoclegravina

sabato 4 maggio 2013

Il tuo angelo parla, di A. Biolcati Rinaldi e E. Restuccia

In effetti questa non è una recensione, neanche una di quelle mie, di pancia
E questo per due motivi:
^ normalmente parlo solo di romanzi e racconti; ho trattato solo in un caso di un saggio: qui;
^^ e poi, soprattutto, ho lavorato alla sua pubblicazione, facendone l'editing e dando una mano per la pubblicazione.
Oggi parlo di questo Il tuo angelo parla, di Andrea Biolcati Rinaldi e Emanuela Restuccia.
Devo fare una premessa: chi di voi non crede nell'esistenza degli angeli o è legato a tradizioni in cui li si vede biondi, con gli occhi azzurri e con le ali che accarezzano il bimbetto inginocchiato a fare la prima comunione, è bene che non vada avanti. Potrebbe solo perdere il suo tempo.
Ma se, pur ritrovandosi nelle due categorie di cui sopra, è disposto a mettere in discussione le proprie convinzioni, allora questo libro fa per lui/lei. Dirò parole forti, che possono disturbare. Ma non pensate che sia diventato supponente e integralista (o facilone e/o furbo) tutto in una volta: racconto solo la mia esperienza, che mi ha scosso dalle fondamenta e che ancora non ho metabolizzato se non in superficie.
Comincio subito col dire che conosco personalmente i due autori e so che sono persone normalissime, col loro lavoro, la loro famiglia e, soprattutto, degne di fiducia.
Quindi, quando ho scoperto (anche sulla mia pelle!) che sono due sensitivi e che ricevono normalmente e quotidianamente messaggi dagli angeli, non c'ho messo molto, dall'alto del mio scetticismo dialettico (esiste?) a rimettere in discussione ogni mia convinzione in materia. E mi sono detto: ok, da oggi pensiamo e viviamo come se gli angeli esistessero veramente. E così ho fatto.
Sì, lo so, sono centinaia le persone che dicono di ricevere rivelazioni da chiunque: madonne, santi, angeli, spiriti, entità di defunti... . E se apriamo internet, specie youtube, troviamo di tutto. Ma, e questo lo dico anche per esperienza pregressa, è facile sgamare i furbastri, distinguendoli da quelli (un numero che si conta sulle prime dita di una mano, per la verità) che sono veri testimoni di esperienze che di paranormale non hanno niente.
Perché entrare in contatto col proprio angelo non è un'esperienza fuori dal comune. Basta avere fede nella loro esistenza e presenza e abbandonarsi. Quel che è eccezionale è essere scelti, come loro, per ricevere messaggi vitali che non riguardano solo la propria vita ma quella di tutta l'umanità.
Lavorare sul testo del libro, allora, mi ha costretto a riflettere e a confrontarmi su queste cose. Ma qui non si trattava di dare un giudizio su un testo filosofico che proponeva un'ipotesi per quanto suggestiva e realistica. Qui la discriminante era: se gli autori sono degni di fede e dicono di ricevere messaggi dagli angeli, automaticamente le cose che sto leggendo sono vere!
Il mio scetticismo in materia era dovuto principalmente a tutto quello che sugli angeli avevo letto (e studiato) per decine di anni. Legato ad una iconografia e teologia essenzialmente cattolica, ho avuto una concezione di loro come messaggeri divini. La qual cosa è esatta. Ma qui andavamo ben oltre questo punto; qui si trattava di considerarli come gli unici messaggeri, come coloro che infondono nell'uomo la vera conoscenza delle realtà umane e divine. E, vi posso assicurare, se crediamo che le rivelazioni contenute nel libro sono vere (cosa di cui non ho dubbi), allora dobbiamo rivedere molte delle cose in cui finora abbiamo creduto. A cominciare dall'interpretazione stessa di passi fondamentali della Bibbia.
So che presentare la cosa in questo modo farà storcere il naso a più di qualcuno. Un po' perché si resta legati, come dicevo, ad una teologioa cattolica; un po', soprattutto, perché annunci del genere vengono generalmente visti come il risultato di nottate ad alto tasso alcoolico.
Ma, ancora una volta, non è così.
Non devo essere io a convincervi di questo, e nessuno vuole e può farlo. Ma sarebbe bene dare un giudizio solo dopo aver letto il libro.
Che è una sorta di autobiografia, in cui Andrea racconta di come da bambino, uscito dal coma in seguito ad una malattia polmonare, si rende conto di aver fatto l'esperienza, comune a molti, di una luce che gli parlava. Da allora, pian piano prende coscienza di sentire voci e vedere figure che si presentavano come angeli. Da qui, e col passare degli anni, la coscienza di aver ricevuto un dono, di essere stato prescelto per ricevere i messaggi che continua ad ascoltare, a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza un preavviso.
Non voglio andare oltre: i contenuti del libro sono chiari e andrebbero commentati pagina per pagina, ma questo non rientra nell'intento di questo post. Vi lascio, comunque, l'indirizzo mail e la pagina facebook a cui potrete scrivere per qualsiasi vostra richiesta: angeluseluce@gmail.com, pagina facebook. Esiste anche una pagina su Twoorty intestata ad Andrea Biolcati Rinaldi (l'indirizzo è questo: http://www.twoorty.com/users/angelus) dove vengono quotidianamente pubblicati estratti dal libro. Dalla pagina della casa editrice è possibile scaricare il primo capitolo del libro.
Solo un'ultima osservazione sulla modalità di pubblicazione.
È stato scelto di ricorrere ad una pubblicazione a pagamento con la casa Youcanprint, perché sicuramente questo tipo di lavoro non avrebbe trovato, nell'immediato, un editore disposto a pubblicare nella forma tradizionale.
Non voglio qui riprendere tutte le discussioni, che alla fine arrivano anche ad annoiare, sulla e. a p.. In breve: è stato inviato il file completo di testo e copertina alla c.e., la quale l'ha impaginato e infine stampato; quindi nessun lavoro di editing o revsione di bozze, ma il servizio era previsto anche se a pagamento. Esistevano infatti tre opzioni: dalla più semplice (invio del testo e via in stampa), a quello più completo (invio del solo testo word e poi la casa editrice pensa a tutto). Naturalmente ogni opzione ha il suo costo. È compreso l'ISBN, oltre alla distribuzione in 1400 libreria in Italia (solo distribuzione, non presenza sugli scaffali) e alla messa sulle principali piattaforme digitali (IBS, Mondadori, Feltrinelli... ). 
Diciamo che l'esperienza è stata abbastanza positiva. La stampa è di buona qualità, nitida sia nella copertina che nelle pagine interne di testo; anche la rilegatura è ottima, anche se è la più semplice. Più farraginosa la consegna e i successivi passi. Hanno cincischiato un po' rimandando di 15 giorni la stampa (probabilmente per inserire il libro nel loro catalogo di marzo) e ancora alcuni servizi offerti (come il report di vendita) non è stato attivato (parlo di circa una settimana fa).
Altro punto a sfavore è stato il discorso dell'ebook. Nel pacchetto era compreso, gratuitamente per l'autore, l'emissione del formato digitale. Ma, abbiamo scoperto solo dopo, si trattava di un PDF (quindi non classficabile come versione digitale); i formati epub e mobi sono previsti ma a pagamento.
In conclusione, dovendo sicuramente mandare in stampa un secondo volume per l'autunno da parte degli stessi autori e, forse, un libro da parte mia, cercheremo di guardarci un po' attorno, ma nel complesso potrebbe andare bene anche questa casa editrice.
Fatevi sentire e buon fine settimana!




splendida versione di Se io fossi un angelo di Lucio Dalla

 TIM






giovedì 2 maggio 2013

Tutto sommato...

... va anche bene. *
Da quand'è che non posto più sul blog? Ecco, dal 19 aprile. Non è che nel frattempo sia volato su Marte e tornato come un supereoe sdegnoso e schifiltoso! Ho continuato a mangiare, dormire, respirare e quant'altro su questa terra, tra casa mia e il negozio, tra una passeggiata in centro e una puntata di... mettete un po' voi.
Dal 19 aprile abbiamo avuto qualche novità, nel mondo di la' fuori. Abbiamo un nuovo Presidente della Repubblica (nuovo? ma quella faccia mi sembra di conoscerla!), un nuovo governo (nuovo? ma quel tipo basso che se la ride dietro un improbabile presidente del consiglio mi sembra di conoscerlo!). 
Che poi, quanto potrà durare il nuovo governo? Penso che se tirerà fino a dopo le vacanze estive, sarà grasso che cola. Perché? Perché Berlu, l'unico e vero padrone della politica italiana degli ultimi 25 anni, sa come prenderci: per il... .
Esatto. Il cavaliere ha lasciato, senza muover ciglio e capello, che quel partito inestistente che è il PD (per il quale, confesso, ho votato al senato per la questione del voto di maggioranza, ecc. ecc.) affossasse Marini, Prodi e poi se' stesso nell'ordine, che si facesse un governo di larghe intese con presidente un PD (a causa dei pochi voti in più presi alle elezioni) ma che non contasse niente senza il suo appoggio. Governo che nasce già morto per via dell'IMU che lui, il cavaliere, ha promesso di restituire ed eliminare dal vocabolario italiano.
Che poi, la restituzione dell'IMU è una delle più grandi furbate della storia, e poteva venire in mente solo a Berlu, che è un Robin Hood al contrario: ruba ai poveri per dare ai ricchi.
Come: perché? Pensateci: l'IMU è già stata incassata e coll'introito i Comuni hanno pagato le normali spese per mautenzione di strade, illuminazione pubblica e, insomma, per tutte quelle cose per cui serviva (non venitemi a fare il discorso: ma i soldi se li sono mangiati! le buche non le hanno coperte! quello dipende da chi gestisce i soldi, non dai soldi in se. Qualcuno viene a chiedervi -un voi generico: se prendi 1200 euro di stipendio perché ne spendi 100 per sky/premium/paytv?). A questo punto per restituirla bisognerebbe mettere una tassa per l'importo totale dell'IMU incassata, tassa che colpirebbe chiunque, anche quelli che sono in affitto e quindi l'IMU non l'hanno pagata. Per cui i tuoi vicini di casa (o tu stesso) dovrai sborsare dei soldi da dare, per esempio, a Brunetta che ha pagato tanto da doversi fare un prestito in banca; o allo stesso Berlu (o Grillo) che si presume abbiano pagati una mazzata visto tutte le ville, palazzi, appartamenti, terreni e via bestemiando che hanno. Come dite? anche Bersani avrà pagato un sacco di soldi di IMU? non lo so, ma se è così mettetelo nel calderone di cui sopra.
A qualcuno potrebbe illuminarsi il neurone e dire: ma la tassa la mettiamo solo per chi ha pagato a suo tempo! Bene, quindi la mettiamo su chi ha la casa; allora tanto vale chiamarla IMU e rimanere come prima!
Ma torniamo al governo. Quindi, dicevamo, della spada di Damocle dell'IMU: se viene abolita e restituita, avrà vinto Berlu che potrà dire ai suoi elettori: quel che dico, mantengo! e giù applausi (e voti) dal loggione, dalla platea e anche dalle prime file. Se non viene abolita e restituita, Berlu ritirerà la fidicia, farà cadere il governo e si tornerà alle urne, dove non troverà più avversari nella sua marcia trionfale verso il Quirinale. No, non ho sbagliato, ho scritto proprio: Quirinale, perché è quello il suo vero obiettivo. Non per senso del dovere, ma di... giustizia! Esatto, l'avete capito anche voi, è inutile che ve la ridete sotto i baffi: diventando presidente della Repubblica avrebbe risolto una volta per sempre i suoi problemi giudiziari.
E poi, oltre Berlu, cos'è successo ancora? Ah, si, Grillo. Il quale ha capito che è meglio che torni al suo vecchio mestiere: far ridere. D'altra parte dopo l'espulsione in diretta-rete (con ben 16mila si su 8milioni di elettori! -sic) del senatore reo di aver fatto esattamente quello che ha fatto anche il capogruppo (ops... portavoce, pardon) Crimi: andare in tv; dopo la marcia indietro sulla questione della paga dei parlamentari, mi sembra che basti e avanzi per farci tutti una bella risata. Perché altrimenti dovremo cominciare a ragionare su questa nuova politica e dovremmo cominciare a mazzularci seriamente i testicoli come aldogiovanniegiacomo.
Boh. Sono molto sfastidiato (termine dialettale della mia tera che vuol dire: infastidito perché qualcuno cerca di svegliarlo dal sonno della ragione in cui è caduto). 
Questo nel mondo la fuori. E in quello di casa mia?
Continuo a lavorare al libro. Sono in una fase di ricerca di fonti e, cercando cercando, mi sono imbattuto in quello che per me è stata una folgorazione sulla via di Damasco, letteralmente: Rudolf Steiner e l'antroposofia. Più leggo cose e più mi rendo conto che sono tutte risposte a domande che mi sono sempre fatto e a cui ho dato risposte sempre parziali o non soddisfacenti.
La cosa richiederebbe un post a parte, ed è quello che spero di fare presto.
Il primo libro, quello di cui ho fatto l'editing, è stato pubblicato, forse l'avevo detto, nel mese di marzo. Si tratta di Il tuo angelo parla, e anche di questo parlerò in un articoletto apposito. Si tratta di un libro autoprodotto e col PoD, cioé l'odiatissima, da molti, pubblicazione dietro esborso di danaro.** Non so se qualche casa editrice avrebbe mai accettato di pubblicare questo libro (che ha comunque un contentuo molto particolare) senza pagamento; in questo modo il volume è stato stampato, si trova facilmente in distribuzione in più di 1400 librerie italiane e sulle maggiori librerie on line, il messaggio è stato divulgato. E, tanto per polemizzare un po', questo è stato l'unico modo per far conoscere il contenuto del libro: facendo i duri e puri, a quest'ora starebbe a marcire in qualche cartella di qualche desktop di qualche computer. Come si dice: a mali estremi, estremi rimedi. 
Forse l'inverno è finito, pare adesso arrivi direttamente l'estate. E allora noi ci prendiamo la primavera!
E alla prossima!



TIM

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* blogger per ora si rifiuta di farmi aggiungere una foto. Eppure non ho fatto nessuno sbaglio, tranne che votare PD alle ultime elezioni!
** Dietro suggerimento di Davide Mana, chiarisco che non si tratta di un PoD. In effetti ne sono state stampate alcune copie a pagamento a spese degli autori. La casa edirtrice stemperà poi le copie necessarie a richiesta di singoli lettori o librerie. Il resto corrisponde tutto a verità. Letto sottoscritto e approvato.

martedì 19 marzo 2013

Ma che cosa c'è, in fondo a quest'oggi?

Due post a marzo.
Sei a febbraio.
5 a gennaio.
Effettivamente mi sembrano un po' pochini.
La mia presenza sul blog sta diventando molto asfittica. Una volta appena aperto il computer al mattino andavo subito alla posta e poi di filato sul blog. Ora, lo devo confessare, dopo la posta viene Twoorty, poi le news da igoogle e infine il blog. Ma spesso lo apro anche dopo le 11,00.
È vero che ho lavorato tre settimane all'editing del libro di cui ho parlato qualche volta, ed è stato un lavoro abbastanza impegnativo. Poi, comunque, c'è il lavoro di negozio che bene o male (per fortuna) porta via tempo al sollazzo.
Ma mi rendo conto che non postavo così poco dai primissimi tempi del blog, quando ancora pensavo di poter cambiare il mondo con un post e che tutti non vedessero l'ora che io mi pronunciassi su qualche argomento per inserire l'articoletto tra le pagine delle cose memorabili: un giorno ho letto un pezzo su... .
Ora ho capito che la vita continua anche senza di me, e quindi sono più rilassato, non ho più l'ansia da prestazione. In sintesi: non me ne frega più di tanto.
Però è anche giusto verso i miei lettori che ogni tanto mi faccia sentire. È vero che con alcuni comunichiamo in altri modi: feisbuc (ci vuole l'h finale? boh!), appunto twoorty, via mail, ecc.
Non è che non abbia niente da dire: in queste ultime settimane ci sono state discussioni furibonde (si fa per dire!) su twoorty sui fatti della politica, il nuovo governo, il nuovo papa e via dicendo. Forse perché quel socialnetwork si presta di più ad una discussione veloce e a più voci.
Così sono qui, alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare, come dice il poeta.
Cosa faccio? Niente di particolare, se non continuare ad inalare ossigeno dal naso, ingurgitare calorie cercando di non superare il numero di quelle che brucio quotidianamente, cliccare su link che continuano ad inibirmi le normali pulsioni neuronali. Poi, quando ho tempo, cerco di portare avanti un progetto (si dice così, vero? voi la' fuori che ne sapete più di me): un libro. Ma questa volta non è un romanzo, né un racconto, né null'altro di simile. Diciamo che finora sto raccogliendo materiale da internet che va a rimpolpare una scaletta provvisoria da cui poi si scatenerà la battaglia. È qualcosa che va completamente fuori dagli schemi in cui finora avete incanalato Nino/Tim;  perché io vi ho fatto credere di essere così. O forse finora sono stato io così. Ma le cose cambiano, mutano pelle, diventano altro. Ma d'altra parte: cos'è la realtà? chi può dire di che materia sono fatti i sogni? e se poi non posso permettere di comprami la Giulietta Alfa Romeo che faccio, non sogno più?
Eh no, amici miei! Il sogno, la realtà, sono tutti parte della stessa illusione, che a volte si concretizza a tal punto da diventare parvenza di cruda manifestazione di cose.

Ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole.





 TIM
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ho rubato il titolo all'incipit di uno dei tanti capolavori di Francesco Guccini.

 

mercoledì 23 gennaio 2013

Il libro più bello mai scritto al mondo



So che non frega a nessuno, ma vorrei scrivere il libro più bello del mondo.
L'ho già tutto in testa, giuro.
Ho deciso che il mio libro dovrà avere alcune cose essenziali, che ho trovato in tutti i bei libri che ho letto finora: una copertina, molte pagine e, soprattutto, moltissime parole stampate sopra. Forse ci metto pure delle figure.
Nel prossimo libro che scriverò ci sarà un personaggio cazzuto, tutto muscoli (avete presente Mr. Muscolo idraulico gel?) e con un'enorme farfalla tatuata sul polpaccio. O forse lo faccio femmina. Il personaggio, non la farfalla, ovviamente.
Poi, nel prossimo libro che scriverò, ci sarà anche un personaggio che è eternamente indeciso e che non entra mai in un bar perché è, appunto, indeciso tra un crodino e un caffè d’orzo. O forse un sanpellegrino. O forse un cappuccino con briosce. O forse senza briosce. O forse…
Il prossimo libro che scriverò sarà ambientato nelle fredde lande scandinave, dove il gelo e il ghiaccio riempiono il paesaggio e l’anima. E si svolgerà tutto in una vasca da bagno piena di acqua bollente.
In questo prossimo libro, metterò due appendici. Nella prima scriverò tutte le possibili critiche che si possono fare al libro; nella seconda tutte le possibili lodi che si possono intessere. Così facendo permetterò a chi lo legge di godersi la storia, senza pensare già al fatto che, poi, ci deve scrivere qualcosa in proposito. N.B.: mi hanno detto che c'è gente che riuscirebbe a trovare comunque qualcosa da (ri)dire sul libro: scriverebbe che non gli ho lasciato libertà di parola. E soprattutto che nessuno lo pagherebbe per scriverci qualcosa su. Bah!).
Non so ancora se manderò il manoscritto (perché poi si chiama manoscritto se alle case editrici si manda un file?) a un editore; o se lo farò impaginare a dovere e, con una buona copertina, lo metterò a pagamento tramite qualche editore digitale; o se lo metterò in libera lettura sul mio blog.
Nel caso fosse pubblicato in versione cartacea (e vorrei vedere: sarà il più bel libro mai scritto al mondo!) allora lo farò stampare su quella carta grossa, giallina, da edizione economica, quella che fa' tanto buon profumo di carta.
Nel caso in cui, invece, fosse pubblicato in digitale (e vorrei vedere: sarà il più bel libro mai scritto al mondo!) allora regalerò una boccettina di buon profumo di carta. Così, tanto per non fare scontento nessuno.
A quante cose bisogna pensare per immaginare, scrivere, pubblicare un libro!
Sapete cosa vi dico: mi è passata la voglia di scrivere il libro più bello mai scritto al mondo. 

TIM
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