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mercoledì 28 novembre 2012

Arcani vs. Bacone. Un crossover (racconto)

Perché il detective privato Andrea Arcani è costretto a dormire su un vagone abbandonato nella stazione di Vercelli? E chi è Andrea Arcani? E perché Màrika Garrone è preoccupata per un cellulare da 500 euro? E perché Gennaro Bellagamba è geloso del suo collega, l'agente Nino Geremicca? E perché avete letto fin qui se non si capisce niente?
Niente paura, tutte le risposte sono in questo Arcani vs Bacone. Un crossover una produzione Geta - Gravina ai limiti della letteratura. Scaricate e leggete. E poi, se volete, fateci sapere: sono gradite vostre notizie.

Nino

lunedì 28 novembre 2011

Parentesi

qui
Rompo il tombale silenzio che avvolge da un po' di tempo il blog per segnalare alcune uscite.
Per uscite intendo, visto che il mio blog si interessa essenzialmente di lettura e scrittura, pubblicazione di ebook.
Negli ultimi 3 giorni sono arrivati 3 racconti da altrettanti amici nonché vicini di cella virtuale.
Vado in ordine sparso.
* E inizio con Ariano Geta, che nell'ambito di un progetto di scrittura chiamato Risorgimento di Tenebra e di cui trovate qualche notizia in più in questo post Gianluca Santini, ha rilasciato il suo lavoro
Betrothed.
Si tratta di un racconto in cui diversi personaggi storici s'incontrano, in perfetto stile steampunk,  per intrecciare una storia plausibilissima e allo stesso tempo di fantasia. Ci imbattiamo in un Manzoni vittima di un suo personaggio per così dire ribelle, che deve ricorrere alle cure di... ma leggetevi il racconto, non voglio togliervi il gusto della lettura e della sorpresa.
Ariano riesce come sempre a centrare l'appuntamento con la scrittura e confeziona un racconto breve ma intenso, in cui ogni personaggio vive benissimo. Anche il paesaggio entra a far parte a pieno titolo della narrazione, così come il momento storico in cui si svolge il racconto.
** Seconda segnalazione per un altro amico Glauco Silvestri. Questa volta il personaggio non è storico nel senso che appartiene alla storia che troviamo sui libri di scuola, ma storico perché è il Mauro Bianchi di cui da qualche tempo Glauco ci sta raccontando le avventure.
In questo ultimo racconto, Calibro 38, l'investigatore privato bolognese è messo male sin dalle prime righe, letteralmente sconquassato da un armadio che è alla ricerca di un pacchetto che qualcuno gli ha lasciato in custodia e che lui ha dimenticato pure di avere. Per fortuna Mauro ha amici, ma soprattutto amiche, sempre pronti a dargli disinteressatamente una mano, e a volta anche di più.
Anche questo racconto merita. Seppur breve, non molla un attimo la presa della narrazione tra un susseguirsi di colpi di scena; così la quindicina circa di paginette sono piene di azione, umorismo, e... sesso, sì, a modo suo anche sesso, per non far mancare niente del segugio bello e maledetto al nostro Mauro Bianchi. Come aveva preannunciato Glauco, tornano alcuni personaggi, si riprende una storia di cui abbiamo già letto l'antecedente e, insomma, la saga continua. Al prossimo episodio che, a questo punto, aspetto con curiosità.
*** E veniamo all'ultima presentazione di oggi. Chi non ricorda, anche con una punta di rimpianto e una lacrimuccia che sgorga furtiva dall'angolo dell'occhio destro (o sinistro a scelta) il Survival Blog? Ebbene, ad un anno esatto e anche ora nel giorno del suo compleanno, il buon Alex ci regala un piccolo cameo che rimane nella scia di quell'epopea. Andate a leggervi questa presentazione e troverete anche tutti i riferimenti a quell'esperienza di cui, immeritatamente, feci parte anch'io. Non voglio scomodare Asimov, Frank Herbert et similia, ma Alex ha creato e dato il via ad un mondo che a distanza di tempo continua a dare frutti letterari interessanti. Tant'è che Gianluca sta virtualmente riunendo tutti i protagonisti con le sue interviste a querli scribacchini che hanno già partorito sequel, prequel, spin-off alle proprie storie di csurvivalisti. Ci sarò anch'io? Spero che una volta concluso il mio lavoro, e dato alle stampe,  avrò l'onore di far parte della cricca. Ma penso ci vorrà un po' di tempo.
E torniamo ad Alex e al suo freschissimo Zombie toast. Aduso a viaggiare nella tecnologia più sfrenata (almeno per me che so' al più accendere e spegnere il PC) Alex si ritrova a colloquio con un tipo dall'altra parte dell'oceano, che gli racconta una storia quasi incredibile, e soprattutto gli propone una ricetta (nel vero senso della parola!) per uscirne fuori a testa alta quando tutto sarà finito. Anche in questo caso non voglio togliervi il gusto della lettura e della sopresa, quindi non entrerò in particolari, anche perché la brevità del testo da' l'opportunità esser letto in pochi minuti. Alex c'è tutto in questo racconto, nel senso che, a mio modestissimo e non richiesto parere, spalma i suoi argomenti preferiti al meglio, senza sbavature o sfilacciamenti nella narrazione. Dritto al punto e senza tregua. Mi piace anche il finale a sorpresa, per niente scontato, secondo me. Ho solo una domanda da fare ad Alex: c'è un motivo particolare perché il padre dell'altro protagonista è di Vercelli? (ho visto che il giorno prima hai sbirciato tra le pagine del mio Survival Blog!).
Bene. Il garage di Demetrio richiude i battenti. Ancora un po'.  Ma io vigilo, sui vostri blog, sulle vostre pagine facebook, sulle vostre vite. Attenti, se doveste vedere alla vostra fermata della metro un omino in impermeabile giallo, potrei essere io. Non vi mollo.
TIM

lunedì 7 novembre 2011

Sax

Sax Man, di LeRoy Neiman
Ci avevamo già provato con Mokambo, omaggio a Paolo Conte e ora eccoci di nuovo qua.
Ariano Geta e io abbiamo tirato fuori da un mio vecchio racconto abbandonato a metà una trentina di anni fa, questo nuovo di zecca Sax. Questa volta Ariano ha fatto più che una revisione: ha completato il racconto, ha lavorato sui personaggi accorpandone alcuni, ha messo insomma un po' le mani dappertutto.
Quindi quello che, spero, leggerete è a tutti gli effetti un racconto scritto a quattro mani, anche se con modalità particolari.
Non c'è molto da dire sul racconto.
E' una storia mainstream molto intimista, che racconta di un sassofonista innamorato del suo strumento, ma anche e soprattutto di due donne tra le quali non sa scegliere e che accettano questa situazione strana. La vita, come sempre, metterà una parola definitiva a tutto.
Un racconto sul male di vivere, giocato sui ricordi e sul presente in egual misura.
Per chiudere riporto un pensiero che Ariano mi ha mandato in privato questa mattina quando ha dato l'ok definitvo alla pubblicazione:
Rischiamo tanto perchè è il classico racconto che scritto da dilettanti "è un deja vu", "acerbo", "pecca d'ingenuità", ma se lo scrive un autore affermato "è un piccolo gioiello di sobrietà stilistica, un racconto minimalista che ogni esordiente dovrebbe leggere per capire cosa significa scrivere"...
E voi cosa ne dite?
(PS: se vorrete, come spero, lasciare un commento al racconto, scrivete qui e non sull'altro mio blog, dove trovate il file da leggere/scaricare. Questo perché ho scoperto che non lì non riesco a visualizzare i vostri commenti e se non entro come amministratore non posso vedere niente. A questo proposito mi devo scusare con Angelo Benuzzi che aveva commentato il racconto Lucia: solo oggi ho trovato il suo commento del mese di luglio! Gli scriverò in privato.)

TIM

sabato 8 ottobre 2011

Adotto un ebook anch'io... anzi due!

Sono in netto ritardo.
L'idea è venuta (toh, ma guarda un po'!) ad Alex Girola e ora tutti qui a rispondere.
Di cosa si tratta? Ma di adottare un ebook! Dargli, cioé, visibilità sul proprio blog, parlandone o... riparlandone.
Come già avevo detto nel commento al post del discendente austroungarico con la maglietta da vendicatore solitario, la mia prima scelta è caduta su Nunavut, di Samuel Marolla, autore tra l'altro anche dell'ultimo e bellissimo Il colosso addormentato .
E visto che è possibile adottarne più di uno, la mente è andata subito a L'ultimo libro del maestro di Ariano Geta, a cui sono particolarmete legato per diversi motivi, ma anzitutto perché è un bellissimo libro. E spero che questa mia segnalazione lo faccia scoprire a qualcuno che ancora non l'ha fatto.
E' tutto qui.
Ho in mente tanti altri lavori che hanno allietato (come si dice) le mie ore di lettura, tutti racconti o romanzi bellissimi, ben scritti, di autori bravissimi che conosco e con cui condivido anche l'area blogger.
Ma questi due sono i primi ad essermi venuti in mente.
Magari qualche volta farò un post del tipo: i migliori 5 ebook di sempre! ma per ora questo genere di cose sono fuori dai miei interessi immediati.
Perciò, buon fine settimana e... fate in bravi!

TIM

domenica 2 ottobre 2011

Mokambo, omaggio a Paolo Conte.

qui
Vi avevo promesso una piccola sorpresa, ed eccola qua.
Dopo il mio post di lunedì in cui mettevo a disposizione di chi fosse interessato alcuni miei vecchi lavori (ben poca cosa, per carità), l'amico Ariano ha risposto all'appello e, come dicevo anche qui, ci siamo scambiati qualche file... letterario.
E così tra una mail e un'altra è venuto fuori Mokambo, omaggio a Paolo Conte, che trovate al link dell'altro mio blog; abbiate solo la pazienza di fare un passaggio in più.
Come spiego nella postfazione, è un racconto scritto praticamente di getto più di 25 anni fa, suggestionato dalle note de La ricostruzione del Mocambo del maestro Paolo Conte. Non era neanche concluso anche perché, come spero leggerete, sono soprattutto pensieri, sensazioni, senza una storia precisa. O meglio, la storia c'era ma si trattava di un fermo immagine, se così posso dire, della cattura di un momento.
Ebbene, Ariano è riuscito a dare un senso a quel groviglio di pensieri, a costruire una situazione che era appena accennata e a tirarne fuori il racconto che avete davanti. Il merito, perciò, è sicuramente più suo che mio, perché l'idea c'era ma andava concretizzata e resa fruibile. Sicuramente il testo materiale è quello originale, ma il suo lavoro è stato sopraffino nell'aggiungere e nel togliere, nel collegare frasi e nello scegliere parole.
Ora giudicate un po' voi il risultato. E, se volete, fateci sapere, commentando qui sotto o sul blog di Ariano.
Intanto, vogliate gradire Paolo Conte, magari mentre leggete il nostro piccolo omaggio alla sua bravura.



TIM

mercoledì 28 settembre 2011

Avete solo due minuti?

Breve post, questa mattina, anche perché tra stasera e domani ci sarà una piccola sorpresa che spero risulterà gradita.
qui
Avevo già segnalato l'iniziativa di Angelo Benuzzi che caldeggia la nascita di un'armata in difesa e per la rinascita della SF italiana, iniziativa lodevole a cui probabilmente aderirò ma come semplice spettatore, non avendo la preparazione culturale per supportare dibattiti o proporre temi. Ho sempre detto di essere un lettore di fantascienza, avido e appassionato finché si vuole, ma pur sempre solo un lettore.
Oggi voglio segnalare una prima chiamata alle armi sull'argomento di Sekhemty, il quale si mette di buona volontà e fa alcune proposte su quale potrebbe essere il supporto web su cui questo nuovo esercito potrebbe affilare le armi e scendere in battaglia.
Altra segnalazione un po' più personale. Dopo il mio post di lunedì, in cui mettevo a disposizione di chi volesse alcuni piccoli e insignificanti lavori risalenti a molti anni fa, è venuto fuori uno scambio con Ariano, che in qualche modo era stato l'ispiratore di questo gioco letterario. Così lui mi ha fatto dono di una sua storia di carattere poliziesco di una quarantina di pagine, e io gli ho mandato due minuscoli frammenti senza trama ben precisa nati molto tempo fa. Questo scambio, oltre ad essere bello e interessante perché riafferma a mio modo di vedere che le storie non sono di chi le scrive ma appartengono a tutti, sempre, mi da, egoisticamente, l'opportunità di vedere come si lavora su una storia, imparando da qualcuno che io ammiro sinceramente e a cui riconosco doti di scribacchino molto più che a tanti scrittori affermati (devo fare qualche nome?).
Questo è tutto. A stasera. Forse.
TIM

mercoledì 7 settembre 2011

Una risata al giorno...

Se non è satira questa!?
C'è realtà, cronaca, sociologia e divertimento!
Complimenti a S.V.D.P.!
TIM
(La foto non c'entra niente, ma la Lancia Stratos è un mito!)

lunedì 5 settembre 2011

L'anno prima del bicentenario, di Ariano Geta. E una segnalazione

Ho conosciuto Ariano sin dai miei primi passi nel mondo dei blog, quando pensavo che gestirne uno facesse figo, fosse un segno distintivo, una cosa che metteva un gradino sopra gli altri. Poi ho scoperto che ce l'hanno tutti, anche solo per dire che la propria gatta è in calore e, soprattutto, che era una cosa spesso faticosa e comunque molto impegnativa.
Ora ho ben fermo in mano il timone della navicella (inteso come 'piccola nave') e tiro per la mia strada.
In tutto questo cammino di tre anni (ebbene sì, il 2 di questo mese Il Garage di Demetrio ha compiuto 3 anni!) ho messo insieme un variegato mondo di amici blogger, che nel corso del tempo hanno anche a volte cambiato la propria di rotta: da scrittori emergenti a impegnati filosofi, da convinti scrittori di FS a narratori mainstream (non badate a quello che ho scritto: è solo che non volevo fare riferimenti particolari e ricnoscibili).
Ariano l'ho conosciuto attraverso il racconto 3A Investigazioni, ma soprattutto sono stato stregato da L'ultimo Libro del Maestro. E proprio quel libro, Ariano mi chiese di guardare con gli occhi di un lettore neutrale.
Lavorare su un testo dell'orientalista-contabile di Civitavecchia è stato per me un piacere, perché mi ha fatto scoprire come lavora uno scrittore, come costruisce le frasi, le scene, i personaggi.
E ora quest'ultimo lavoro L'anno prima del Bicentenario.
Devo confessare di aver versato una lacrimuccia quando un giorno di qualche settimana fa arriva il corriere e mi lascia un pacchetto che, capisco appena vedo il mittente, viene da S.V.D.P.. All'apertura trovo la sorpresa di una copia del suo ultimo libro e, in prima pagina sotto il titolo, la dedica a quest'umile cartolaro, meridionale con passaporto italiano, a cui piace leggere e, a volte, dare un'occhiata ai lavori degli amici.
Ma mettiamo da parte i sentimentalismi e parliamo del libro.
Ecco il riassunto che ne fa Ariano:
Anno 2060. Fra pochi mesi si festeggia il bicentenario dell’unità d’Italia. La vita procede come sempre: Dario scrive sul suo blog, la sua vita è controllata dai servizi segreti, la sua ragazza parteciperà a un programma televisivo, il governo rafforzerà l’alleanza con il Sudan e il Turkmenistan, tutti si preoccupano di non morire per il superstress senza dare troppo peso a ciò che accade nelle Zone Non Controllate...
Che dire? Questo romanzo presentato per il concorso ilmioesordio, è un esperimento.
Esperimento per lo stile quasi da sceneggiatura, che ad una prima lettura mi sembrava rompere il filo del racconto, ma che invece, riletto con calma, da' il senso di una vicenda calata in una società ipertecnologica, ma soprattutto sull'orlo di un baratro (anzi forse ormai dentro), umano, sociale ed ecologico: quadretti, spezzoni di un'unica storia.
Esperimento per i contenuti che si allontanano dagli altri lavori di Ariano, fondendo fantascienza e romanzo sociale, un passo nel futuro e uno nel presente della nostra società dove ognuno pensa a sé e c'è chi (purtroppo) pensa a posto di tutti (ma questa è una realtà che già da molti anni permea la nostra società).
L'anno prima del bicentenario non manca di punti in ombra (come ho anche scritto a lui nel mentre andava la revisione): qualche personaggio forse di troppo (un testo così breve richiederebbe, a mio modesto parere, pochi personaggi e centrali), la sensazione che manchi qualcosa che renda il racconto veramente unitario (ma è solo una sensazione, perché la storia viaggia bene sulle proprie gambe); un finale leggermente 'tagliato'. Sono solo impressioni le mie, dettate più da una mania di perfezione che da una vera critica.
Devo anche confessare di non aver riletto a fondo la versione finale, quindi può essere che qualche modifica dell'ultim'ora mi sia sfuggita e io stia dicendo solo castronerie.
Comunque questa novella di Ariano Geta è da consigliare, e lo faccio con tutto il cuore.
Per me è sicuramente un placet. E il voto non può essere che un 8 pieno.
A dispetto dei giudici del concorso che, probabilmente, non hanno molto apprezzato.
Visto che sono in tema di amici blogger, devo segnalare anche il concorsino di Alex Girola. Ci ha promesso che cose come questa saranno abbastanza frequenti nei prossimi tempi; e mi sembra una cosa interessante, perché stimolano gli scribacchini che sonnecchiano in noi. A quaeto proposito segnalo proprio il contributo di Ariano che è apparso oggi sul suo blog.
E' tutto.
TIM


lunedì 11 luglio 2011

Di messer Alexis I von Girola e delle Ucronie Impure

Oggi è il giorno e io ci sono.
E' il giorno di Ucronie Impure. Per chi non lo sapesse ancora, ma mi sembra impossibile che qualcuno non ne sia a conoscenza, si tratta dell'ebook che messer Alex Girola ha tratto dall'omonimo concorso lanciato lo scorso anno.
Voglio segnalare alcune quisquilie materiali non da poco: sponsorizzazione: Edizioni XII; impaginazione: Matteo ebookandbook Poropat; copertina: -scelta dopo democratica votazione- Luca Morandi.
E poi voglio ricordare altre due cosette:
1. Gli (im)parziali giudici che hanno scelto i finalisti prima e i vincitori poi sono 3.
Non 4, il numero della Terra e del sacro tetragramma ebraico; e nemmeno 2, segno della polarità e quindi della possibilità di sintesi creativa; ma 3, numero collegato al potere demoniaco, perché nessun essere vivente creato da Dio cammina su tre gambe. E i tre avatar del maligno sono Nick (e sul puzzo di zolfo emanato da quest'ultmo ci metto la mano sul fuoco!), Germano (altro tipo che ti raccomando) e Beatrice (che se è stata scelta da Alex ci sarà pure un motivo).
2. Il buon Alex ci ha messo del suo, non solo in termini di immane lavoro, ma anche, udite udite, in termini di piccioli: il vincitore riceverà dalle mani sante del cittadino di Pregnana Milanese 100 sudatissimi eurini! Che non è assolutamente poco!
Ma, al di là del tono scherzoso, questo è segno di quanto l'amico Alex tiene a queste iniziative che dimostrano, a mio modestissimo avviso, che si può fare cultura e letteratura di un certo livello, anche al di fuori dei canali canonici dell'editoria classica. Ed è la cosa più importante.
Potete, comunque, trovare una cronistoria del concorso, dal suo lancio al fortunato epilogo odierno, qui.
Scaricate (gratis), leggete e soprattutto commentate: è il modo migliore per dare soddisfazione ai bravissimi autori.
Io ho già divorato Il millenario Regno d'Italia, dell'amico Ariano che fa rivive mirabilmente atmosfere di un'Italia michelangiolesca contaminata con apparizioni letterarie di vati di secoli precedenti (scoprite un po' voi di chi si tratta). E poi avrò la gioia di leggere anche i lavori di Cristian Leonardi, Mattia Tasso, Angelo 'Sommabuta' Cavallaro, Ferruccio Gianola, Davide Mana, Diego Bortolozzo, Stefano Sciarpa, Simone Corà e Alessandro Forlani.
Posso fare un piccolissimo appunto? Non c'è un indice con i numeri di pagina! Lo dico solo perché vista la dedica di Alex (Dedico quest'antologia a tutti gli amici blogger che rendono ogni mia giornata più interessante, costruttiva e divertente. Il mondo, senza di voi, sarebbe un posto decisamente più brutto.) si potrebbe pensare che abbia pagato anche me per questa post!!
E' tutto.
TIM

venerdì 3 giugno 2011

Le interviste possibili: Ariano Geta


Ariano in Sardegna. Ma sarà proprio lui?
Spesso ti trovi davanti a qualcuno che, anche a suo dire, è la normalità fatta persona. Eppure ti accorgi, conoscendolo pian piano, che spesso la normalità è molto più interessante della più sfrenata trasgressione.
Ariano Geta è uno di queste persone.
Lo conosciamo tutti attraverso i suoi lavori, il suo blog, ma non so nemmeno se qualcuno conosce il suo volto.
Eppure a leggere queste risposte, ti accorgi che non c´è bisogno di aver scalato l´Hymalaia o venduto due milioni di libri per avere le idee chiare sulle cose importanti della vita.
Beh, penso che in questi casi non ci sia neanche bisogno di tante parole, perciò facciamo parlare lui.


Benvenuto anche a te in quest´arena. Pronto alla batteria di domande? Bene, cominciamo: dicci qualcosa di te.


Ho 40 anni, lavoro come impiegato, sono sposato e ho una figlia, la mia fedina penale è pulita, sono eterosessuale… praticamente la quintessenza della banalità.
Ariano Geta è il tuo nickname. Senza svelare il tuo vero nome, vuoi raccontare come è nato?


Cercavo uno pseudonimo che mi piacesse anche a livello sonoro. Il nome Geta mi ha colpito perché appartenne a un imperatore romano, fratello di Caracalla, che subì la damnatio memoriae: il suo nome venne cancellato dagli annali proprio su ordine di Caracalla, che non solo soppresse fisicamente Geta ma voleva farlo scomparire persino nel ricordo, come se non fosse mai esistito. Mi è sembrato giusto farlo rivivere.
Ariano invece deriva dall’eresia del vescovo Ario. Io sono cristiano, ma molto a modo mio, quindi in un certo senso sono un eretico.
Qualche piccola curiosità ce la siamo tolta. Come sai, cominciamo sempre... dall´inizio, dalla fanciullezza spensierata, i prati fioriti, i cieli colorati con i pastelli della Giotto. Parlando di letteratura, cine-tv, musica, con cosa sei cresciuto? La tua famiglia ha influito nelle tue scelte?


La mia formazione culturale è stata autonoma, i miei genitori non mi hanno mai imposto nulla e al tempo stesso mi hanno dato la possibilità di studiare fino alla laurea. Però c’è il loro zampino nei valori che mi hanno trasmesso, e da questo punto di vista non potrò mai ringraziarli abbastanza.
E adesso che sei tu papà, come sono cambiati, se lo sono, i tuoi gusti?


Beh, l’anagrafe incide… Ho iniziato leggendo fumetti (Dylan Dog, Martin Mistère…) e ascoltando il pop anni ’80. L’esperienza universitaria mi ha spalancato le porte della letteratura. Nel frattempo mi sono appassionato alla musica rock e – in generale – a tutto ciò che è anti-convenzionale. Ho vissuto la stagione grunge, e mi è rimasta cucita addosso.
Tu hai una figlia, e sei il primo della serie di intervistati che ha confessato di essere un normale padre di famiglia. Pensi di voler `controllare´ quando sarà il momento le sue letture?



Quando sarà adolescente sicuramente cercherò di stare attento a ciò che fa, vorrei evitare di diventare come quei genitori che non sanno praticamente nulla dei loro figli. Per le letture proverò a essere complice: più che “controllare” le chiederò se posso leggere anch’io quel che le piace, così da poterlo condividere insieme.

Bella come proposta: sarai tu a condividere le sue letture e non viceversa! Non mi sembra di aver mai sentito una cosa così; normalmente sono i genitori che consigliano, se non impongono, i propri gusti alla discendenza. Ti piace il posto dove vivi? Ti ha influenzato anche nella scrittura...
La città dove sono nato e in cui ancora vivo – Civitavecchia, classica cittadina di provincia senza infamia né lode - è un luogo che in parte detesto, anche se riconosco che offre alcuni vantaggi essendo più a misura d’uomo rispetto alle grandi città. Mi ha ispirato creativamente nel senso che mi spinto, in alcuni racconti, a narrare la banalità quotidiana che talvolta permea la vita. E mi ha anche suggerito alcune situazioni che poi sono diventate narrazioni.
Beh, tenendo conto che c´è stata gente che ha fatto fortuna raccontando della noiosità e banalità della vita, ti potresti quasi ritenere fortunato. E´ anche vero che bisogna vedere cosa si racconta e come, però... La tua famiglia si interessa a quello che fai ora, come blogger, scribacchino, artista...


Non molto. Solo mia madre ha voluto leggere alcuni dei racconti che ho scritto. Ma ammetto di non “pubblicizzare” granché questa mia passione.
Come scegli gli amici? e loro, i colleghi di lavoro, condividono i tuoi stessi interessi, conoscono la tua passione per la scrittura o sanno che gestisci un blog?

Sono un sociopatico, mi infastidisco enormemente stando in compagnia di persone che parlano di argomenti per me poco interessanti, quindi cerco di fare amicizia solo con persone compatibili, vale a dire: con gusti simili ai miei e con una pazienza enorme che gli permetta di sopportare le mie bizzarrie caratteriali… I colleghi di lavoro ignorano le mie velleità letterarie, e d’altronde non credo che gli interesserebbero più di tanto.
Arriviamo ad una delle domande che, a me personalmente, metterebbe molta difficoltà: sei credente? In un dio o in qualcosa che sta al di fuori (non per forza al di sopra) di te?
Come ho già accennato nella domanda sul nickname, sono un cristiano atipico. Sono stato educato coi sacramenti del cattolicesimo, poi avevo perso la fede ed ero di fatto diventato ateo, ma una serie di situazioni personali mi hanno folgorato sulla strada di Damasco riportandomi verso Gesù. Però non sono un cattolico esemplare, un’ombra di dubbio ce l’ho sempre e temo che non mi abbandonerà mai.
Io mi permetto sempre di distinguere (senza voler toccare la sensibilità di nessuno!) tra cristiani e cattolici; perché si può essere buoni cristiani, e quindi credere che Gesù è figlio di Dio con quel che ne segue, senza essere cattolici, e quindi senza credere che per arrivare a Gesù bisogna passare dai sacramenti e dalla teologia cattolica. Ma questo è un altro discorso, chiudiamo la parentesi e torniamo a te. Da dove vengono fuori i tuoi personaggi e le tue storie? qual è un tuo personaggio, o lavoro, a cui sei particolarmente affezionato?

I miei personaggi nascono da qualcosa che ho dentro, dagli aspetti nascosti della mia personalità, ma anche da persone che conosco e dai loro atteggiamenti. Però poi prendono vita propria, e spesso è difficile rintracciare la scintilla iniziale che li ha generati. Sono affezionato a tutti i miei scritti e ai personaggi che li popolano. Forse in modo particolare a Aldo Damiani, il protagonista di Cronaca di Natale.

C´è un personaggio o un fatto (storico, politico, religioso, sociale) a cui ti senti particolarmente legato e che ha influito o influisce sulle tue scelte?
Sono un appassionato di Storia, è sempre stata la mia materia preferita. Mi interessano gli eventi che hanno plasmato l’evoluzione dell’umanità e le persone che hanno lasciato una traccia importante, ma non ho un fatto o una figura di riferimento in particolare. Sono affascinato dalla “potente opera” nella sua interezza. Se poi parliamo di epoche e contesti, ho un’insana passione per il Giappone dell’era Tokugawa, la Repubblica di Venezia nel XVIII secolo e la Roma Imperiale.
Domanda d´attualità, come si direbbe a scuola: ti piace l´Italia oggi? quali sono i suoi pregi, i difetti, le potenzialità...

Per rispondere a questa domanda ci vorrebbe un messaggio apposito. Riassumendo, dico che non mi piace l’Italia di oggi per la sua superficialità e la sua schizofrenia riguardo le regole e la morale. Però per fortuna le masse sono composte da singole persone, e spesso i singoli – pur seguendo la “corrente” - denotano dei pregi straordinari.
La maggior parte di voi intervistati mi sembra abbiano detto che sicuramente tra i pregi degli italiani c´è quello dell´accoglienza. E tu cosa pensi dei flussi migratori che negli ultimi venti anni stanno cambiando gli equilibri culturali, sociali e politici d´Italia e d´Europa?

Vanno affrontati con molta attenzione. Le società multirazziali e multireligiose sono il futuro dell’umanità, ma vanno gestite imponendo regole valide per tutti e principi inderogabili. Quello che mi spaventa di questi flussi è proprio la leggerezza con cui vengono regolamentati e l’eccessiva enfasi ideologica che circonda il dibattito ad essi inerente. Un po’ di sano pragmatismo sarebbe opportuno, ma il senso pratico sembra latitare nel nostro paese.

Hai una figlia, quindi penso che sicuramente qualcosa di te resterà, non dico a livello di discendenza fisica, ma del tuo spirito libero e cercatore che sono sicuro riuscirai a trasmetterle. A parte lei, dimmi una cosa, una qualunque, che vorresti restasse di te.
Un buon ricordo. Voglio sperare che almeno le persone alle quali ho voluto bene ripensino a me con un sorriso quando non ci sarò più.
L´estate è arrivata... anzi no... e comunque non ci sono più le mezze stagioni! Ma tu dove andrai in vacanza?

Non so. Spero di vedere luoghi nuovi in Italia, qualcuna delle tante città ricche d’arte e di storia che ancora mancano nel mio album fotografico. Ma la decisione verrà presa su base famigliare, e sarà quindi oggetto di una lunga contrattazione…


Avrei voluto restare ancora un po' a chiacchierare con Ariano, ma come si suol dire: il tempo è tiranno. Lo so, questa è un'immagine abusata, ma anche usare il termine: un'immagine abusata è un'immagine abusata, perciò... . Forse è meglio tagliarla qui. La musica di Ariano.

TIM

(Le altre interviste possibili: Nick, Simone M., Glauco, Alex ed Edu)
 

venerdì 18 marzo 2011

Ricomiciamo da 150

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
Le Freccie Tricolori (da qui)
 (Costituzione Italiana, art. 5) 
Non ho affrontato direttamente l'argomento centocinquantenario dell'Unità d'Italia, non perché non me ne importasse niente, ma perché i media ci hanno bombardato talmente tanto su bandiere, unità, secessione e federalismo che ero saturo e stanco di verde-bianco-rosso. Per fortuna da oggi si tornerà a parlare solo di Ruby-Berlusconi-LeleMora e torneremo a vedere qualche sana chiappa, più o meno velata in funzione del bigottismo del direttore di rete o di giornale. D'altra parte con una classe politica come questa c'è poco da fare. Per parte mia ho affrontato qui e qui in qualche modo l'argomento, ma io sono un birbantello e mi piace scherzare un po' anche sulle cose serie.
Chi invece ha fatto un ottimo lavoro, è stato Ariano, con questi quattro interessantissimi interventi. Prima ha ripercorso la storia dell'Unità d'Italia, con passione ma allo stesso tempo con equilibrio e correttezza. Nell'ultimo post, di stamattina, ha poi creato un glossario di termini basilari da approfondire per capire cosa significano oggi le parole 'Unità' e 'Italia'. Veramente un bel lavoro, quello di Ariano; per questo lo faccio mio e ve lo propongo.
Alla prossima.
TIM
P.S.: ho appena letto da Glauco della bellissima iniziativa di Lara Manni: scrivere un racconto per il Giappone. Non vi dico altro per non allungare inutilmente: andate a leggervi direttamente la proposta e fate girare la notizia.

mercoledì 9 febbraio 2011

In my mailbox ... anch'io

Io non sono di lacrimuccia facile, anzi. Ma quando questa mattina è arrivato il postino, mi ha consegnato un pacchetto da Civitavecchia da parte del sig. S.D.P.V., l'ho aperto e ho visto il contenuto, devo confessare che mi sono commosso. Quelli che vedete nella foto di fianco sono i libri di cui il sig. S.D.P.V. parla qui e che fanno parte di uno scambio libresco nato qualche giorno fa.
Ma permettimi di dirti, carissimo Ariano, che per me rappresentano molto di più. Anzitutto perché sono libri tuoi, e saprò ogni volta che li vedrò nella mia libreria che ci sei davvero, non sei solo una sigla in fondo ad un post. Poi per le dediche che hai scritto di tuo pugno (avrei voluto anch'io mettere una riga nel pacchetto che ti ho spedito, ma la fretta ...), specie per quella dell'"Ultimo libro", e tu sai perché (non mi avevi detto niente che c'ero anch'io in prima pagina!). Conosco bene quest'ultimo tuo lavoro, mentre stavo proprio in questi giorni iniziando a leggere "L'etrusco Immortale" sul cybook, perciò ora ne potrò riprendere la lettura sulla carta, tenendo in mano con gioia un buon caro e vecchio libro. Per me, infatti, per quanto l'ereader sia comodo e veloce, resta sempre un surrogato delle parole stampate su carta.
Ecco, questo lo dovevo ad un amico (mi posso permettere S.D.P.V.?) e come dovere di cronaca, come testimonianza di come in una famiglia virtuale le cose, i sentimenti, le collaborazioni che nascono possono avere non solo una parvenza ma anche una sostanza di verità. 
A tutti voi dedico questa, che è quasi un invito.
TIM

mercoledì 27 ottobre 2010

L'ultimo libro del Maestro

Avevo scaricato il libro di Ariano Geta all'inizio di quest'anno, ma non avevo mai iniziato seriamente a leggerlo, preso da mill'altre cose. E non sapevo quanto facessi male. L'ultimo libro del Maestro è una rivelazione. Non nel senso che letteriamente si da' a questa parola ('il libro che ha rivelato un maestro' e panzane del genere), anche perché conoscevo già lo scrivere di Ariano e l'avevo sempre apprezzato. E' una rivelazione ii libro in sé, la sua storia, la filosofia di vita che c'è sotto, anzi dentro le pagine, racchiusa nelle vite dei personaggi che popolano il romanzo.
Non so se avete mai letto o sentito parlare di Tutto sotto il cielo di Matilde Asensi, una scrittrice che raccontando una vicenda descrive ambienti storici diversi. In "Tutto sotto il cielo" affronta la Cina degli inizi del '900. Bene, scordatevi quel libro e la sua autrice. La narrazione di Ariano si svolge negli anni della Dinastia Han (dal 200 a.C circa ai primi anni dell'era cristiana) e vi catapulta in quell'epoca sin dalla prima pagina. E la sensazione che ho avuto (sapete ... la mia lettura 'di pancia') è stata quella di essere sempre vissuto io stesso in quegli anni.  Qui si fa sul serio, altro che la finzione storico-letteraria della Asensi!
Prima di cominciare a parlarvi del libro, vi dico che potete scaricare qui gratuitamente il nostro romanzo, e vi consiglio di farlo immediatamente, per averlo sotto mano già da stasera e metterlo subito sulla vostra poltrona preferita o sul comodino, come siete più comodi, perché iniziare L'ultimo libro del Maestro significa volerlo finire al più presto.
Di che parla la storia? io non sono bravo a fare riassunti, perciò lascio la parola ad Ariano: La Cina degli imperatori Han è scossa da una misteriosa cospirazione. Mei Hing e Li Yu, due spie dell’esercito, devono scoprire chi si nasconde dietro questo complotto, e si troveranno coinvolti in un disegno che minaccia non solo il potere politico ma l’intera civiltà cinese….
All'interno di questa trama trovate una spy-story piena di momenti di azione sfrenata e colpi di scena, ma alternata a momenti di pura riflessione filosofica e lirismo non sdolcinato (per questo vi mettevo in guardia dal libro della Asensi). L'ultimo Libro del Maestro, infatti, non è solo una storia da raccontare e da leggere tutta d'un fiato, ma è una riflessione sull'uomo, la sua vita, le sue azioni personali, pubbliche, anche politiche. Una storia che sembra scritta da un cinese, imbevuto delle teorie confuciane ma che vuole andare oltre questi paletti ideologici, e che diventa capace di adottare quella visione del mondo per farne una chiave di lettura per la nostra società occidentale degli anni 2000; specie quando si parla di intercultura, integrazione razziale e di progresso civile e sociale. Ma Ariano non scade nella pedanteria, nel sociologismo e nel cattedraticismo di tanti scrittori (o pseudo tali) di oggi. Egli cura i particolari narrativi, storici e linguistici, che non sono mai fini a se stessi, denotando una preparazione e una conoscenza degli argomenti eccezionale. Pur essendo una narrazione complessa, tutto si incastra alla perfezione e un particolare gettato lì, ad esempio, a pagina 20 ve lo ritrovate risolto magari a pagina 100. Il tutto, dicevo, narrato con l'attenzione di chi ragiona con la mentalità di un orientale: i suoi personaggi sanno trarre insegnamenti dai fatti e dalla natura, tutto si muove in linea con la consapevolezza che ogni cosa ricomincia, niente è definitivo, ma viaggia e si muove in circolo dall'est all'ovest, dallo yin allo yang.
Una pecca? piccola ma facilmente risolvibile: il finale. A sorpresa sì, ma troppo conciso. Due paragrafi sono pochi per una storia di questa portata. Sembra quasi che Ariano abbia avuto fretta di finire. Ma forse è solo una mia impressione e lui avrà avuto i suoi buoni motivi.
Senza adulazione e falsi incensamenti, e senza d'altra parte voler scontentare nessuno, posso dire che questo è il miglior ebook degli amici scrittori-blogger letto finora (e sottolineo 'finora'). Ed è senz'altro migliore di tanti altri libri 'stampati' che ho comprato e subito rivenduto o perduto in qualche scaffale della mia libreria. Parafrasando quello che dicevo scrivendo del libro di Alex Girola: una domanda, 'sorge spontanea': ma perché Ariano non trova un editore disposto a pubblicare le sue cose?
Ho trovato questa nella mia memoria musicale: forse può ricordare in qualche modo la Cina, anche se più moderna rispetto a quella di Ariano.
TIM
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