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sabato 2 febbraio 2013

Pepe Mujica: la politica come servizio

Al volo.
Stamane ho trovato sulla mia pagina FB una cosa rarissima per questo moribondo (a mio modo di vedere) social network: un link bello e intelligente. E così ho scritto un piccolo articolo per Twoorty.
Eccolo.
"Mi chiamano il presidente più povero del mondo, ma io non mi sento povero. I poveri sono coloro che lavorano solo per cercare di mantenere uno stile di vita costoso e vogliono sempre di più. E’ una questione di libertà. Se non si dispone di molti beni allora non c'è bisogno di lavorare per tutta la vita come uno schiavo per sostenerli, e si ha più tempo per se stessi." (José "Pepe" Mujica, Presidente dell'Uruguay)
Mujica vive con 800 euro al mese e versa i restanti 9000 del suo stipendio ai poveri, a cooperative sociali e ONG del suo paese. Vorrei chiedere a tutti i candidati alle prossime elezioni italiane, di qualsiasi partito, di sottoscrivere un impegno del genere (vivere con lo stipendio medio di un italiano e devolvere il rimanente ognuno per un'opera sociale) e di rispettarlo una volta eletti. Sarebbe un bel passo verso una politica nuova, al servizio del cittadino. E vorrei chiedere che venga messo in costituzione che il tetto massimo dello stipendio di un deputato o di un top manager pubblico non superi una cifra che gli permetta di condurre una vita dignitosa e in linea con quella degli altri italiani. Forse così svecchieremmo tante poltrone su cui siede gente che è lì solo per arricchirsi e si darebbe spazio a chi si vuole impegnare perché ci crede.


TIM

mercoledì 14 marzo 2012

(Alcuni) pochi pensieri sparsi tra il serio e il faceto...

un'arma in mano e una donna ai piedi
cover dell'italico blogger standard
... in attesa dell'Apocalisse.


Il Fisco viola la privacy degli Italiani: che vengano a guardarmi anche nelle mutande. Io non ho niente da nascondere. L'importante è che guardino nelle mutande di tutti.


Per vent'anni tutti i partiti hanno lavorato scientemente per ingrassare le proprie tasche e il loro potere. Ora pretendono che in tre mesi tutto questo sia rimesso a posto, l'economia sia fatta ripartire e la democrazia parlamentare sia ripristinata. Hanno fretta di ricominciare a fare il mestiere più antico del mondo?


Ho deciso: fonderò un partito che ha come unico obiettivo quello di spazzare via i partiti. Raggiunto lo scopo, il mio partito mi candiderà a fare il presidente del Consiglio.


Lo dico da comunista convinto: Monti sta andando a scoprire i centri vitali dei problemi italiani: l'economia potrà ripartire soprattutto se gli investitori esteri capiranno che da noi esiste una giustizia vera e se noi capiremo che la corruzione non è solo un fatto di giustizia penale ma anche economica.


Ora che i temi spinosi che non interessavano a berlu-bersani-casini sono stati affrontati (loro hanno approvato quelle leggi solo per dovere!), i bamb... pardon i politici ricominciano a 
litigare, perché non hanno fatto i compitini prima e ora sono impreparati. E se ora noi li bocciassimo a maggio?


Com'è bello poter sparare a zero senza contraddittorio e dall'alto della mia cattedra di blogger ormai affermato!


TIM


giovedì 15 settembre 2011

mercoledì 14 settembre 2011

11 settembre 2011: 23.000 morti

rubata qui
Vi ho anticipato ieri mattina una breve pausa... causa lavoro.
Ma prima di lasciarvi orfani del mio sigaro, volevo riprendere un attimo il commento fatto sul blog di Nick.
In margine alle commemorazioni dell'11 settembre, un gesto terroristico affibbiato ad uno dei tanti terroristi del mondo e della storia, mi chiedevo come mai facciamo tanto clamore e celebrazioni e pianti e discorsi altisonanti per quelle 3000 persone, quando nel mondo ogni giorno muovono 23000 bambini solo per fame e sete.
Nel primo caso abbiamo individuato il cattivo di turno, quello che fa da paravento alle nostre mancanze, che abbiamo armato con le armi prodotte dal nostro occidente integralista (nei confronti delle nostre idee di democrazia, religione).
Nel secondo la colpa non è del terrorismo (nessuno spara o getta aerei e bombe), ma di...
Già, di chi è la colpa?
Della cielo che non manda l'acqua? Della terra che è troppo arida e non produce belle palme da mettere in giardino vicino alla piscina a forma di cuore? E' dei bambini che sono poveri e sporchi e neri e non vogliono migliorare la propria condizione?
Mi sa che ci dobbiamo pensare.
E quanto alla commemorazione, io un'idea me la sono fatta del perché non ci siano manifestazioni e dirette televisive che ogni tanto ricordino questo massacro terroristico quotidiano: non si trova nessuno sponsor disposto a pagare uno spot da inserire tra una raffica di idiozie del direttore Minzolini e una tetta della presentatrice Simona Ventura.

TIM

mercoledì 24 agosto 2011

2012 e le catastrofi annunziate

Non so cosa ne pensiate del 2012 con tutte le catastrofi che si porterebbe dietro.
E sinceramente non me ne frega niente.
E' pur vero però che tutte le epoche storiche hanno avuto il loro 2012, con le loro fini del mondo, vere, immaginate, presagite.
E' pur vero che per il nostro terzo-quarto-quinto mondo attuale la fine del mondo è già arrivata da decenni, che la vivono tutti i giorni, che c'è gente che nasce, vive (poco) e muore (male) nella fine del mondo.
Oggi siamo noi, occidente ricco e fancazzista, a essere sull'orlo del baratro, anzi con già un piede e mezzo a picco sul vuoto.
La cosa peggiore è che nessuno di noi se ne accorge o vuole accorgersene.
**D'altra parte domenica inizia il campionato (sciopero di quei coglioni miliardari permettendo; e senza rispetto per gli altri coglioni che buttano nel cesso 50 euro al mese per gli abbonamenti pay tv con i quali, euro, pagano quei coglioni miliardari. E mi chiedo: che diritto hanno queste persone di scioperare contro la crisi? in cosa consiste, a casa loro, la crisi se hanno 50 euro al mese da buttare?). E si sa che quando inizia il campionato finisce tutto il resto. Perché piano piano, via via che inizia l'autunno -che quest'anno ci hanno promesso sarà nero- ricadremo nel sonno totale, quando avremo di che discutere sulle scopate notturne al Grande Fratello (anche quelle godibili a pagamento: insomma un film a luci rosse da sala di quart'ordine ma visto dalla poltrona di casa) o all'Isola dei Famosi, oppure su: oh come sono carini quei bambini che cantano con gerriscotti e antonellaclerici!; ecc. ecc.**
So che sono sempre i soliti discorsi, e se non vi vanno, nessuno vi ha obbligato a leggere questo post, quindi fate un bel clik sulla crocetta in alto a destra e toglietevi dalle scatole.
Dobbiamo cominciare a ripensare a quello che facciamo, a come viviamo, a che idea abbiamo del mondo e delle cose. Ma dobbiamo farlo guardando alla realtà che abbiamo attorno, quella vera, nostra, dei vicini di casa, dei colleghi di lavoro, non quella che fanno impersonare a mariadefilippi e simonaventura (ecco ora a voi, la prova leadeeeer! tutti alla prova sopravvivenzaaaa! Ma andate a sopravvivere voi con 1000 euro al mese, peripatetici miliardari!)
Dobbiamo avere il coraggio di aprire gli occhi e cominciare a dire addio a tutto quello che non ci riguarda e anzi mette un velo davanti alla situazione che stiamo vivendo.
Questo è 2012, la fine di un mondo, di un'epoca, in cui ci hanno fatto credere che tutto va bene, che possiamo fare tutto ciò che vogliamo, perché noi siamo forti, invincibili, immortali.
Dopo quello di ieri (non penso che molti di voi abbiano effettivamente ascoltato il testo della canzone, ma tant'è) vi propongo un altro spunto di riflessione, questo sicuramente molto più conosciuto.



E voi a cosa pensate di dover rinunciare per la nuova stagione che ci porterà alla fine del gioco? Per evitare che il giocattolo si rompa e il gioco finisca definitivamente?
E a culo tutto il resto.

TIM

giovedì 9 giugno 2011

Bisogna fare presto

Con tutte le dovute differenze tra giustizia sportiva e giustizia civile, ma bisogna fare presto.
Finalmente qualcuno in Italia che capisce l'importanza di fare presto i processi, di trovare presto i colpevoli e scagionare gli innocenti, di fare giustizia, insomma.
Sempre con tutte le dovute differenze tra la giustizia sportiva e quella civile, è importante che si possano fare i calendari di serie A, B, C, o come cavolo adesso si chiamino, perché le squadre devono poter fare investimenti mirati sui calciatori; perché gli sponsor possano sapere da chi andare e chi invece abbandonare; perché le pay tv possano acquistare i diritti televisivi giusti dalle squadre giuste.
Insomma bisogna fare presto perché il meccanismo basato sull'aspetto economico prima ancora che su quello sportivo possa ripartire a gonfie vele e il calcio possa continuare a diventare una mammella da cui spremere più latte (= danaro) possibile.
E bisogna crederci, perché chi lo dice sono quelli che il calcio (o lo sport, fa lo stesso, dai!) lo governano.
Ma io mi chiedo, a questo punto: e se passassimo alla giustzia sportiva le migliaia di processi civili in cui povera gente aspetta da anni risarcimenti per truffe subite da parte di pezzi grossi o da aziende multinazionali, (senza fare nomi eh!) che alla fine non pagheranno niente perché c'hanno gli avvocati giusti? O tutti quei casi in cui cittadini qualsiasi aspettano giustizia dallo stato (con la 's' minuscola) per qualche conto in sospeso relativo a tasse contestate? O addirittura far effettuare alla giustizia sportiva i controlli per le pensioni di invalidità che spesso durano anni e nel frattempo i contributi vengono sospesi ("tanto poi ti danno gli arretrati." "E intanto, con che mangio?").
Bisogna fare presto.
TIM

venerdì 6 maggio 2011

Una favola moderna


rubata da qui (senz'offesa!)

Questa è una storia vera, una favola moderna. I nomi però sono inventati per ovvi motivi di privacy.
Un mio amico, chiamiamolo Bruno, lavora a ***, in centritalia, per una cooperativa, o meglio è socio di una cooperativa.
Le cooperative dovrebbero essere società formate da soci, che si ripartono gli incarichi: ci sono quelli che trovano i contratti di manodopera e provvedono alla parte amministrativa e quelli che prestano la propria manodopera per il servizio richiesto. Tutti, dal presidente all'ultimo arrivato, hanno un normale inquadramento contrattuale con relativo stipendio mensile. A fine anno sociale se c'è un utile viene suddiviso in parti uguali.
Tutto questo sulla carta. Perché nella realtà il 90% dei dirigenti di cooperativa che Bruno e i suoi colleghi conoscono girano su SUV da 80-100mila euro, mentre lui e gli altri, se riescono ad arrivare alla fine del mese perché anche la moglie lavora e mettono qualcosa da parte, arrivano a comprarsi il motorino o l'utilitaria. Ma senza optional!
Caratteristica della legislazione sulle cooperative è che... non c'è nessuna legge! Cioè anche la società cooperativa ha diritti e doveri verso i propri soci, ma a fronte di una mancanza di rispetto degli stessi, non ci sono norme che li puniscano per il malfatto.
Altra regola interessante è quella che finché Bruno e i suoi colleghi sono soci della cooperativa non possono svolgere alcuna azione legale contro di essa; anzi lo possono fare ma la cooperativa li può licenziare per giusta causa per cessazione del rapporto di fiducia tra le parti.
Ora qualche anno fa, due-tre, la cooperativa di cui Bruno e gli altri sono soci, fa quello che quasi ogni cooperativa fa, ogni due-tre anni, per evadere le tasse e non pagare i soci: cambia nome. Nel senso che tutto resta com'è (dirigenti, sede, contratti di lavoro, ecc.) ma cambia la ragione sociale: non esiste più la Piripicchio soc. coop. a r.l., ma i soci adersiscono alla Treppalle coop. a r.l.. Con il passaggio i soci, tra cui Bruno, ricevono la regolare busta di fine rapporto, che contiene le cifre corrispondenti di ferie e ROL non goduti, il TFR, gli eventuali assegni familiari residui, i conguagli, tredicesima e quattordicesima in proporzione ai mesi lavorati.
Attenzione: non ho detto che ricevono i soldi, ma solo la busta con la cifra che avrebbero dovuto ricevere! Per Bruno si tratta di circa 8mila euro. In totale siamo su una cifra di 200 e passa mila euro.
Ma ad un certo punto passano i mesi e nonostante le proteste di Bruno e colleghi e l'intervento dei sindacati (!) nessuno riceve niente o quasi: riescono a scippare solo un miserrimo anticipo.
A questo punto, visto che ufficialmente la cooperativa di cui sono soci attualmente non è quella da cui devono avere i soldi, e quindi non incorrerebero in possibili (e legali) ritorsioni, ricorrono agli avvocati.
Le ingiunzioni di pagamento non servono a niente, e così anche il pignoramento dell'ufficiale giudiziario, giacché di questa cooperativa morosa non esiste niente se non il nome su una visura camerale e una targhetta sulla porta di un appartamento vuoto.
Qualcuno ha una pensata: ma la cooperativa non doveva avere dei soldi dalla società appaltatrice committente? Si. Ecco perché la coop. non ha dichiarato fallimento, pensano malignamente Bruno e soci. Perché altrimenti avrebbe dovuto tirare in ballo l'altra società, quella grossa, la committenza per la quale l'attuale cooperativa (che poi sarebbe sempre la stessa di prima col nome cambiato) lavora. E qui potevano scattare controlli, ecc. ecc.; con conseguenti eventuali ritorsioni questa volta della ditta grande verso la cooperativa.
Allora gli avvocati si rivolgono alla società grossa, quella deve i soldi alla cooperativa dormiente e riescono ad arrivare ad un aggiustamento extragiudiziale che vada bene a tutti.
Bene, direte voi, così Bruno e i suoi colleghi riceveranno quanto dovuto e la giustizia sarà ristabilita.
Marameo! L'aggiustamento significa che Bruno e soci si dovranno accontentare del 50% della cifra dovuta, e questa, a detta degli avvocati, è una soluzione ottima per come vanno oggi le cose!
Bruno ha perso più o meno 4mila euro, e la stessa percentuale i suoi amici, tutti soldi che si erano guadagnati sul campo, lavorando in un magazzino col caldo e il freddo, colla febbre e le ossa che fanno male, perché se vuoi lavorare in una cooperativa non devi andare tanto per il sottile: sai quanta gente c'è lì fuori che aspetta di prendere il tuo posto?
La cooperativa non ha più debito verso gli ex soci e la grossa società committente ha risparmiato più o meno 125mila euro, senza alzare una mano e restando legalmente pulita.
E vissero (quasi) tutti felici e contenti.
TIM

sabato 19 febbraio 2011

Le nostre catene

Aprendo stamane il mio garage, come sempre sono andato a spulciare nelle case degli altri amici blogger. E tra questi ho trovato questo bel post di Mark. E ho pensato che veramente le idee hanno una vita propria e si impossessano di noi poveri mortali come e quando vogliono. Perché anch'io stamattina avevo intenzione di condividere con voi alcune riflessioni sullo stesso argomento, o quasi. E allora confrontiamoci.
Sicuramente tutto quello che sta succedendo (vedi qui e tutte le notizie correlate e precedenti)  dovrà pur dire qualcosa e lo vuole dire (come giustamente dic Mark) proprio a noi che, per il momento! non sentiamo il bisogno di capirlo fino in fondo. Alla fine si tratta della trasposizione nel nuovo millennio e in un altro continente, del vecchio ma sempre valido: non abbiamo altro da perdere che le nostre catene. Questi popoli, che non dobbiamo dimenticare sono composti da uomini, donne, bambini, anziani esattamente come noi, vogliono dire 'basta' a dittature conclamate, dove la prigione è quella vera, con sbarre e torture. Noi popoli 'civilizzati' abbiamo altre prigioni in cui viviamo già o stiamo per caderci, dove le sbarre sono la democrazia imposta, mediatica, in cui gridiamo in piazza e dai nostri blog slogan di cui spesso non conosciamo bene neanche il significato ma suonano bene. Ci riempiamo la bocca di belle parole perché la bocca possiamo riempircela ogni giorno anche di pane e companatico in abbondanza. Ma quando tutto questo finirà anche per noi, forse prenderemo coscienza che noi per primi abbiamo contribuito a quelle ingiustizie con i nostri sotterfugi politici ed economici, perché ci è convenuto far tenere sotto dittatura quei popoli, perché abbiamo fatto finora affari proprio con i loro dittatori e carnefici (pensiamo allo sfruttamento del petrolio, delle risorse naturali, della manodopera). Quanti miliardi di euro sono stati concessi proprio da noi italiani a Gheddafi e agli altri 'amici del popolo italiano' per .. per cosa veramente?
Quella polveriera è già esplosa e sta continuando ad esplodere di giorno in giorno. E come è naturale per la legge fisica delle onde che si allargano, sta coinvolgendo sempre più popoli. Non so a cosa porterà questo momento storico, quali saranno le ricadute sul nostro ovattato mondo occidentale. So però che piano piano, dopo la caduta del muro di Berlino (inteso come simbolo della caduta di un blocco di certo tipo di dittaura applicata ai paesi dell'Est) e ora queste rivolte (speriamo) democratiche, il mondo sta cambiando.
Non è per farmi pubblicità gratuita, ma nell'ultimo racconto condiviso in rete raccontavo in qualche modo proprio di un possibile futuro scenario politico mondiale per 'rimettere tutti al loro posto'. I poteri forti non hanno nessun interesse a far rialzare la testa a chi non ha da perdere altro se non le prorpie catene, perché con quelle catene ci campa e prospera, economicamente e politicamente.
Apriamo gli occhi e le orecchie, perché potremo essere noi i prossimi protagonisti di quelle scene di guerriglia urbana, quando non avremo più neanche il pane per noi e i nostri figli. In Italia ci sono otto milioni di poveri e il 15,5% dei nostri figli vive la stessa realtà. Siamo capaci di ricordarcene quando andiamo a spendere dieci euro a testa di apericena o happy hour perché 'è trendy'?
Dobbiamo riflettere. Questa può aiutarci.
TIM

giovedì 3 febbraio 2011

Qual'è la notizia?

Forse sono io che vado cercando il pelo nell'uovo.
Ma, con tutto il rispetto per una persona che viene uccisa per essere poi derubata, di questa notizia a me impressiona di più il fatto che nel 2011 c'è gente che all'una di notte fa la fila fuori dagli uffici postali per poter riscuotere la pensione (sia pure di un parente) per non correre il rischio di dover perdere poi tutta la giornata in attesa. E' dai tempi di Caino e Abele che l'uomo uccide per prevaricare, prendere il potere (in questo caso rappresentato dai soldi), ma qual'è la civiltà -e non parlo di società!- che costringe a queste aberrazioni? E chi è anziano e non ha nessuno, cosa fa'? Fa la nottata sulla sua sedia a rotelle per riscuotere ciò a cui ha diritto?
Dalla sede di Napoli di Striscia la notizia è stato realizzato più di un servizio sulle code notturne davanti alle sedi ASL: per il rinnovo dell'esenzione bisognava recarsi nelle sedi preposte; qui si doveva prendere un numero che dava diritto (solo ai primi cento!) di venire a sapere che c'era stata una proroga fino a Marzo e che nel frattempo era valida la tessera scaduta! Non si poteva semplicemente mettere un cartello? E così abbiamo assistito a scene ributtanti, con persone diversamente abili su sedie a rotelle, con stampelle, che dalla sera prima erano in coda per il sospirato numero, nella speranza di non essere il 101°! Cosa bisognava fare davanti a quella signora ottantenne urlante e in lacrime che pregava qualcuno di riportarla a casa perché non ce la faceva più a stare un solo minuto al gelo della notte?
Dov'erano a quell'ora i Direttori e gli impiegati dell'Ufficio Postale di Caltagirone e dell'ASL di Napoli? E se anche, come è stato detto da qualcuno, personalmente questi non possono farci niente perché non c'è il personale, le strutture e chi più ne ha più ne metta, perché nessuno di loro si è premurato di far partecipi del disagio degli utenti (cioé di quelli che gli pagano il lauto stipendio!) i diretti superiori nella scala gerarchica fino al proprio Ministro di riferimento?
Questi non sono problemi italiani come e di più degli scandaletti, veri o falsi, dei nostri politicanti? Finché la gente che abbiamo mandato in Parlamento continua a camminare rasente il muro per ovvi motivi (passatemi l'immagine oscena!) e pensa solo a come non mollare la poltrona, assisteremo a scene come queste: persone che stanno in coda all'addiaccio della notte per poter riscuotere un proprio diritto, pensione o esenzione che sia.
Vergogna!
TIM

giovedì 27 gennaio 2011

Lenin, Stalin, Mao-Tse-Tung !

Algeria, Tunisia, Egitto, Congo, ora Yemen, e forse ho dimenticato qualcuno. La rivolta della fame dilaga. La guerra del pane, la battaglia di chi non ha più niente da perdere, si espande a macchia d'olio in Africa; ma i recenti fatti di Grecia non mettono al riparo l'Europa. I nostri politici continuano a rassicurarci: la crisi sta passando, anzi no, c'è ancora ma dovremmo lasciarcela alle spalle entro quest'anno; forse entro il prossimo. Nel nostro mondo capitalista (o postcapitalista, io non ho i fondamentali di economia, chi di voi ne sa di più ce lo può spiegare) si punta a far girare il denaro: dobbiamo consumare, quindi spendere e il denaro speso si rimetterà in circolo e servirà per nuova produzione e via così.
Ora in Italia, penso io da ignorante in materia, in questi due anni da quando ci hanno detto che c'era la crisi, la cassa integrazione (cioé noi con le nostre tasse) ha pagato gli stipendi delle famiglie rimaste senza reddito per i licenziamenti. E adesso che la suddetta cassa è finita perché non ci sono quasi più soldi, che le assunzioni non riprendono, anzi la disoccupazione aumenta, quali soldi gireranno? Come si nutrirà il mostro dell'economia chiamato 'consumismo', inteso sia in senso economico che etico?
Proprio questa mattina ho letto che il ministro Frattini ha dichiarato che l'Italia si impegnerà a far capire all'Europa che la Cina è un partner politico oltre che economico.
E' vero che ormai la Cina ci ha invasi economicamente comprando una buona fetta dei negozi italiani che hanno chiuso per la crisi; è vero che, sempre la Cina, è in pol position per l'acquisto dei cosiddetti bond europei che dovrebbero essere emessi a breve per coprire i debiti degli stati membri, il che significa che poi noi dovremo ridare a loro questi soldi con gli interessi (insomma ci terranno per le palle). E già questo significa che il loro modello economico, un capitalismo - marxista se mi passate il termine sintetico da ignorante, ha vinto sul nostro: non solo non ha subito le spallate della crisi mondiale, ma anzi la loro economia ha un incremento annuo di oltre il 10%.
Ma dire che la Cina è partner anche 'politico' significa affermare che per salvarci dalla cacca dovremo diventare anche noi capitalisti-marxisti? Che in fondo Mao Tse Tung c'aveva azzeccato? che il vecchio slogan gridato in mille cortei quando io avevo 17-18 anni: "Lenin, Stalin, Mao-Tse-Tung" diventerà il nuovo motto della Borsa di Milano? se così facendo non affonderemo mi può anche stare bene (in fondo in fondo il comunista che è in me sta gongolando).
Il dubbio mi viene quando mi torna alla mente la querelle dello stesso nostro ministro riguardo l'assegnazione del Nobel per la pace 2010.
E allora mi chiedo (retoricamente): basta qualche Renmimbi Yuan (la moneta cinese) per ridare la dignità a qualche migliaio di prigionieri politici? o ci stiamo preparando a farli anche a casa nostra che tanto il fine giustifica i mezzi? Spero solo che la rivolta della fame non scoppi anche in Italia: ho paura che diventeremo tutti prigionieri politici. Abbiamo bisogno di vera politica, non di politichese. Abbiamo bisogno di verità, non di veline Ruby-conde. Abbiamo bisogno di impegno, non di panem et circenses.
Qualcuno sa se il Che è in sospensione criogenica?
Per finire.
TIM

mercoledì 13 ottobre 2010

Rabbia e sangue

Sono molto arrabiato, quasi rabbioso, quasi come i lupetti di Alex. Sono arrabbiato per tutto quello che succede a me e al/nel mondo. Nel mio piccolo e nel grande attorno a me. A cinquanta metri e a cinquecento e cinquemila kilometri di distanza attorno a me. Arrabbiato perché devi subire le angherie e i soprusi della gente e vedere altri costretti a subire le stesse cose. Apri la TV per vedere un telegiornale e ti sbattono in prima pagina la violenza gratuita di zii pedofili, ultrà teste di c...o di qualsiasi nazionalità ed etnia, donne in coma per una lite per la fila alla biglietteria, velati e non tanto velati ricatti e minacce politiche a base di dossieraggi, smentite dei dossieraggi, scoop e pseudo scoop. E soprattutto vedi che poi alla fine in galera non ci va a finire sul serio nessuno, che un processo per stupro dura tre anni e il tizio viene scarcerato seduta stante perché condannato a meno del richiesto per stare dietro le sbarre o perché il richiesto l'ha già scontato, ecc.. Sempre più spesso mi chiedo se non abbiano ragione i fautori della pena di morte o quelli che girano di notte (e anche di giorno) per farsi giustizia da soli, che vanno ad incendiare le macchine per ritorsione, che quando ti incontrano per strada e non li fai passare anche se hai tu la precedenza, ti guardano come per dire: so tutto di te, chi sei, dove abiti, quanto porti di mutande. Sembrano tutti cani arrabbiati.
Sulla copertina del mio blog c'è una bellissima foto di Gandhi. A volte la guardo e mi chiedo: ma come si fa? come si fa a non reagire quando nel mio lavoro (come qualcuno sapraà sono in una cartoleria) devo subire i soprusi di insegnanti che obbligano i genitori a servirsi di alcune cartolerie quando dicono: prendete il libro della mia materia, non vi do' il titolo tanto la cartoleria X lo sa? e io? che quel libro ce l'ho? ho perso più di qualche cliente per un giochetto del genere. O quelle bidelle che fermano (materialmenete: 'fermano'!) i genitori e li invitano ad andare a comprare in quello specifico negozio! Sembra di essere tornati agli anni 70-80 quando ti fermavano per strada e ti davano i santini dei candidati da votare con tanto di faccia e numero! Per questo e per tanto altro sono arrabbiato, quasi rabbioso, anzi forse proprio rabbioso! Come quando ti entra in negozio il ventenne sbarbatello che mangia un maxi panino da cui spunta qualunque cosa e, sempre masticando e fregandosene della gente che sto servendo, mi dice: ho molta fame, mi dai cinque euro? e quando lo mandi abbastanza gentilmente e prenderlo in quel posto, ti guarda e, continuando a mangiare, esce e sbatte la porta che quasi quasi viene giù tutto.
Per questo e per tantissime altre cose sono arrabbiato.
TIM
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