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venerdì 12 luglio 2013

Comunicato stampa della Tim Guerrini & Ass.

La Tim Guerrini & Ass. (?) comunica quanto segue:

premesso:

- che il presente blog è attivo ormai, tra alti e bassi, nella salute e nella malattia, in ricchezza e in povertà, da 4 anni;
- che sono stati pubblicati più di 500 post;
- che si sono sostentute epiche battaglie, tra ritirate frettolose e vittorie schiaccianti;
- che si sono fatti molti amici e (qualche) nemico (ma senza arrivare mai a vie di fatto, cosa d'altra parte molto difficile se non impossibile, veleggiando attraverso una fibra ottica);
tenuto conto de:

- la cronica mancanza di idee che ultimamente sta attanagliando (e come se attanaglia!) il gestore del presente blog;
- lo scarso tempo, a prescindere dal resto, che gli rimane dopo aver svolto le quotidiane attività pscio-fisico-intellettuali (anche calcolando una riduzione oraria di alcune peculiari opere di natura prettamente umana nonché la quasi totale cassazione di quelle a scopo più specificamente riproduttivo);
- le mutate condizioni intellettuale, debordanti verso malattie che, purtroppo, cominciano ad andare di moda dopo i 50 anni (perdita della memoria, obnubilamento di facoltà mentali e psichiche, alopecia ferox più varie ed eventuali - un ultracinquantenne che non si sveglia ogni mattina con un nuovo acciacco dovrebbe essere portato d'urgenza in ospedale per un doppio chek up);
- il mutante cambio di interessi evidenziato negli ultimi180-183 giorni;
- l'impossibilità a seguire tutte le masturbazioni cerebrali di numerosi e vari colleghi del famigerato blocco C (senza riferimento alcuno e quindi senza offesa ma solo nello spirito di caz****amento del presente post);

delibera:

la chiusura a tempo (in)determinato del presente blog.

Letto, approvato, sottoscritto e patapim e patapam. Di base.



TIM

 









martedì 28 maggio 2013

Di visitatori famosi e piccole soddisfazioni (forse)

Bill ha sempre avuto il pallino dell'elettronica!
Questo breve post è dedicato a... boh!
Io non ho molte visite al giorno, diciamo una decina di media in questi ultimi tempi in cui ho diradato i miei post.
Ma c'è qualcuno che, quotidianamente, viene a spulciare nel mio blog. A volte va ad argomenti particolari, a volte gira nell'archivio, raramente legge il post del giorno.
Ora non so da dove, effettivamente, l'omino (o l'omina!) arrivi, ma la provenienza del contatto (non so come si dice in gergo) dice Mountain View.
Ho rovistato su Wiki ed è uscito che in questa località nella contea di Santa Clara nello stato della California (U.S.A.) hanno i quartier generale le maggiori aziende mondiali di informatica ed elettronica. Stiamo parlando infatti della famosissima Silicon Valley. Tra queste aziende ci sono Google, Mozilla, la celeberrima Symantec e, per finire in bellezza, la Microsoft.
E allora lasciate che io sogni: credo che ogni giorno, un tipo chiamato Bill Gates, quando è stanco di guardare numeri, equazioni, di sentir parlare di quotazioni in borsa e programmi avvenieristici, si prenda una pausa di riposo, appena pochi istanti, e si colleghi al mio blog.
E trascorra due minuti in mondo fatto di piccole cose e grandi ideali, soprattutto di molti sogni.
È volere troppo?

(a proposito: qualcuno mi sa spiegare, seriamente, la cosa?)


TIM    

martedì 19 marzo 2013

Ma che cosa c'è, in fondo a quest'oggi?

Due post a marzo.
Sei a febbraio.
5 a gennaio.
Effettivamente mi sembrano un po' pochini.
La mia presenza sul blog sta diventando molto asfittica. Una volta appena aperto il computer al mattino andavo subito alla posta e poi di filato sul blog. Ora, lo devo confessare, dopo la posta viene Twoorty, poi le news da igoogle e infine il blog. Ma spesso lo apro anche dopo le 11,00.
È vero che ho lavorato tre settimane all'editing del libro di cui ho parlato qualche volta, ed è stato un lavoro abbastanza impegnativo. Poi, comunque, c'è il lavoro di negozio che bene o male (per fortuna) porta via tempo al sollazzo.
Ma mi rendo conto che non postavo così poco dai primissimi tempi del blog, quando ancora pensavo di poter cambiare il mondo con un post e che tutti non vedessero l'ora che io mi pronunciassi su qualche argomento per inserire l'articoletto tra le pagine delle cose memorabili: un giorno ho letto un pezzo su... .
Ora ho capito che la vita continua anche senza di me, e quindi sono più rilassato, non ho più l'ansia da prestazione. In sintesi: non me ne frega più di tanto.
Però è anche giusto verso i miei lettori che ogni tanto mi faccia sentire. È vero che con alcuni comunichiamo in altri modi: feisbuc (ci vuole l'h finale? boh!), appunto twoorty, via mail, ecc.
Non è che non abbia niente da dire: in queste ultime settimane ci sono state discussioni furibonde (si fa per dire!) su twoorty sui fatti della politica, il nuovo governo, il nuovo papa e via dicendo. Forse perché quel socialnetwork si presta di più ad una discussione veloce e a più voci.
Così sono qui, alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare, come dice il poeta.
Cosa faccio? Niente di particolare, se non continuare ad inalare ossigeno dal naso, ingurgitare calorie cercando di non superare il numero di quelle che brucio quotidianamente, cliccare su link che continuano ad inibirmi le normali pulsioni neuronali. Poi, quando ho tempo, cerco di portare avanti un progetto (si dice così, vero? voi la' fuori che ne sapete più di me): un libro. Ma questa volta non è un romanzo, né un racconto, né null'altro di simile. Diciamo che finora sto raccogliendo materiale da internet che va a rimpolpare una scaletta provvisoria da cui poi si scatenerà la battaglia. È qualcosa che va completamente fuori dagli schemi in cui finora avete incanalato Nino/Tim;  perché io vi ho fatto credere di essere così. O forse finora sono stato io così. Ma le cose cambiano, mutano pelle, diventano altro. Ma d'altra parte: cos'è la realtà? chi può dire di che materia sono fatti i sogni? e se poi non posso permettere di comprami la Giulietta Alfa Romeo che faccio, non sogno più?
Eh no, amici miei! Il sogno, la realtà, sono tutti parte della stessa illusione, che a volte si concretizza a tal punto da diventare parvenza di cruda manifestazione di cose.

Ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole.





 TIM
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ho rubato il titolo all'incipit di uno dei tanti capolavori di Francesco Guccini.

 

giovedì 1 dicembre 2011

A volte ritornano: RSPG

Riapro un attimo i battenti perché non posso esimermi dal fare questa segnalazione.
Parlo, come penso ormai sappiate tutti perché certe notizie volano velocemente sui byte impalpabili della rete, di quello che Alex contrabbanda per il successore di Ucronie Impure, ma che per la maggior parte di noi è la ripresa del Survival Blog.
E' arrivato l'RSPG, Racconti Scelti dalla Pandemia Gialla.
Sì, certo, anche questo come UI è un concorso, mentre il SB è stato solo un'avventura libera e spontanea. Anche questo, come UI,  vedrà una pubblicazione dei migliori dieci racconti, mentre il SB ha premiato tutti i partecipanti solo per il fatto di esserci stati.
Insomma la struttura (e l'intenzione dichiarata dell'organizzatore) riprende il concorso ucronico. Ma per noi che abbiamo vissuto l'epopea survivalista, in cui prima di uscire di casa dovevi equipaggiarti come per la guerra; dovevi vivere e sopravvivere con quello che trovavi in giro; in cui ogni valore umano era duramente messo alla prova se non ribaltato; per noi, dicevo, questo è e resta il ritorno del Suvival Blog.
Ecco perché bisogna rinserrare le fila e rimettersi all'opera.
Io, forse, non parteciperò. Ma questo è un altro discorso. Che per ora non mi va di fare.
TIM

lunedì 28 novembre 2011

Parentesi

qui
Rompo il tombale silenzio che avvolge da un po' di tempo il blog per segnalare alcune uscite.
Per uscite intendo, visto che il mio blog si interessa essenzialmente di lettura e scrittura, pubblicazione di ebook.
Negli ultimi 3 giorni sono arrivati 3 racconti da altrettanti amici nonché vicini di cella virtuale.
Vado in ordine sparso.
* E inizio con Ariano Geta, che nell'ambito di un progetto di scrittura chiamato Risorgimento di Tenebra e di cui trovate qualche notizia in più in questo post Gianluca Santini, ha rilasciato il suo lavoro
Betrothed.
Si tratta di un racconto in cui diversi personaggi storici s'incontrano, in perfetto stile steampunk,  per intrecciare una storia plausibilissima e allo stesso tempo di fantasia. Ci imbattiamo in un Manzoni vittima di un suo personaggio per così dire ribelle, che deve ricorrere alle cure di... ma leggetevi il racconto, non voglio togliervi il gusto della lettura e della sorpresa.
Ariano riesce come sempre a centrare l'appuntamento con la scrittura e confeziona un racconto breve ma intenso, in cui ogni personaggio vive benissimo. Anche il paesaggio entra a far parte a pieno titolo della narrazione, così come il momento storico in cui si svolge il racconto.
** Seconda segnalazione per un altro amico Glauco Silvestri. Questa volta il personaggio non è storico nel senso che appartiene alla storia che troviamo sui libri di scuola, ma storico perché è il Mauro Bianchi di cui da qualche tempo Glauco ci sta raccontando le avventure.
In questo ultimo racconto, Calibro 38, l'investigatore privato bolognese è messo male sin dalle prime righe, letteralmente sconquassato da un armadio che è alla ricerca di un pacchetto che qualcuno gli ha lasciato in custodia e che lui ha dimenticato pure di avere. Per fortuna Mauro ha amici, ma soprattutto amiche, sempre pronti a dargli disinteressatamente una mano, e a volta anche di più.
Anche questo racconto merita. Seppur breve, non molla un attimo la presa della narrazione tra un susseguirsi di colpi di scena; così la quindicina circa di paginette sono piene di azione, umorismo, e... sesso, sì, a modo suo anche sesso, per non far mancare niente del segugio bello e maledetto al nostro Mauro Bianchi. Come aveva preannunciato Glauco, tornano alcuni personaggi, si riprende una storia di cui abbiamo già letto l'antecedente e, insomma, la saga continua. Al prossimo episodio che, a questo punto, aspetto con curiosità.
*** E veniamo all'ultima presentazione di oggi. Chi non ricorda, anche con una punta di rimpianto e una lacrimuccia che sgorga furtiva dall'angolo dell'occhio destro (o sinistro a scelta) il Survival Blog? Ebbene, ad un anno esatto e anche ora nel giorno del suo compleanno, il buon Alex ci regala un piccolo cameo che rimane nella scia di quell'epopea. Andate a leggervi questa presentazione e troverete anche tutti i riferimenti a quell'esperienza di cui, immeritatamente, feci parte anch'io. Non voglio scomodare Asimov, Frank Herbert et similia, ma Alex ha creato e dato il via ad un mondo che a distanza di tempo continua a dare frutti letterari interessanti. Tant'è che Gianluca sta virtualmente riunendo tutti i protagonisti con le sue interviste a querli scribacchini che hanno già partorito sequel, prequel, spin-off alle proprie storie di csurvivalisti. Ci sarò anch'io? Spero che una volta concluso il mio lavoro, e dato alle stampe,  avrò l'onore di far parte della cricca. Ma penso ci vorrà un po' di tempo.
E torniamo ad Alex e al suo freschissimo Zombie toast. Aduso a viaggiare nella tecnologia più sfrenata (almeno per me che so' al più accendere e spegnere il PC) Alex si ritrova a colloquio con un tipo dall'altra parte dell'oceano, che gli racconta una storia quasi incredibile, e soprattutto gli propone una ricetta (nel vero senso della parola!) per uscirne fuori a testa alta quando tutto sarà finito. Anche in questo caso non voglio togliervi il gusto della lettura e della sopresa, quindi non entrerò in particolari, anche perché la brevità del testo da' l'opportunità esser letto in pochi minuti. Alex c'è tutto in questo racconto, nel senso che, a mio modestissimo e non richiesto parere, spalma i suoi argomenti preferiti al meglio, senza sbavature o sfilacciamenti nella narrazione. Dritto al punto e senza tregua. Mi piace anche il finale a sorpresa, per niente scontato, secondo me. Ho solo una domanda da fare ad Alex: c'è un motivo particolare perché il padre dell'altro protagonista è di Vercelli? (ho visto che il giorno prima hai sbirciato tra le pagine del mio Survival Blog!).
Bene. Il garage di Demetrio richiude i battenti. Ancora un po'.  Ma io vigilo, sui vostri blog, sulle vostre pagine facebook, sulle vostre vite. Attenti, se doveste vedere alla vostra fermata della metro un omino in impermeabile giallo, potrei essere io. Non vi mollo.
TIM

mercoledì 26 ottobre 2011

Le interviste possibili: Francesco Moretta

E così ho recuperato anche l'ultima delle interviste.
Lui è stato impegnato in questi ultimi giorni in un pezzo a quattro mani sul Lo strano caso del cimitero di Highgate, e certe frequentazioni, si sa’, sono pericolose. Ho deciso di intervistare Francesco Moretta non tanto perché i temi del suo blog siano quelli che affronto ogni giorno (anche se su diversi concordiamo), ma perché lui ne scrive in modo approfondito e soprattutto con passione, e questo mi ha dato modo di pensare che, probabilmente, Francesco abbia da dire qualcosa di personale e diverso al nostro piccolo mondo di blogger. Perché il nostro è un piccolo mondo, per quanto ci vogliamo illudere che quello che scriviamo possa cambiare quello grande, quello fatto da giornali, televisioni, politici, banchieri. A meno che non pensiamo che una goccia, piano piano, possa bucare la roccia. E anche questo è vero e, soprattutto, da speranza. Così ecco le consuete domande rivolte ad un misterioso (per ora) abitatore della rete. Francesco Moretta ci aprirà il suo mondo e noi, in punta di piedi cercheremo di saperne un po’ di più su ciò che succede dalle sue parti. Noterete che ha saltato alcune domande, in particolare quelle sull’attualità italiana. E’ forse un modo di prenderne le distanze? O di rifiutarne quasi l’esistenza per non doverci fare i conti? Magari lo scopriremo leggendo le risposte agli altri quesiti.


Devo ammettere di sapere molto poco di te, quindi per cominciare qualche notizia anagrafica non guasta.


Ho 24 anni e vivo in un paesino chiamato Belgioioso vicino a Pavia. Studio Scienze Politiche e ho una smisurata passione per film, fumetti, libri e per l’Horror, passione che mi porto dietro da quando ero piccolo.


Bene! Vedo che siamo quasi vicini di casa, visto che io vivo a Vercelli. Perciò sicuramente abbiamo qualcosa in comune: le zanzare d’estate! E, dimmi: cosa ha allietato la tua infanzia e giovinezza parlando di letteratura, cine-tv, musica? La tua famiglia ha in qualche modo indirizzato le tue scelte?


Ho sempre letto molto fin dall’infanzia e in questo c’era lo zampino di mia madre. Lei mi ha abituato a leggere già da prima che andassi a scuola, ma in merito alle letture ero io a scegliere in parte influenzato dal mio gusto per il macabro. (All’epoca leggevo di nascosto i Dylan Dog che comprava mio zio,cosa che mia madre non approvava). Mio padre invece mi ha influenzato molto in merito ai film, lui mi ha incoraggiato verso le mie prime visioni. I fumetti invece sono stati una mia scoperta iniziando con Topolino per passare ai supereroi e i Bonellidi e infine approdare a letture più impegnative come Hugo Pratt o i francesi Enki Bilal e Moebius.


Ed ora, alla tua venerande età, come sono cambiati, se lo sono, i tuoi gusti?


Sono diventato più esigente. Un tempo bastava poco per rendermi soddisfatto, ora invece come ogni lettore/spettatore che si rispetti pretendo qualcosa che sia almeno ben scritto. Inoltre nel corso degli anni mi sono interessato anche al Western e al Giallo classico generi che un tempo non mi attraevano per nulla.


Anch’io in questi ultimi tempi ho avuto una deviazione verso la narrativa poliziesca (anche se so che i puristi diranno che giallo, poliziesco, noir ecc. sono generi completamente diversi), ma mi interesso soprattutto di scrittori italiani moderni. Comunque, per tornare a te, ti piacciono il posto e l’ambiente dove sei cresciuto, e come ti hanno influenzato anche nella scrittura…


Sono cresciuto in un classico paesino di Provincia, un posto piuttosto noioso e poco stimolante dove tutti si conoscono. E dove chi ha i miei interessi non è proprio ben visto, perciò no non amo particolarmente dove vivo e non penso che mi abbia influenzato. A influenzarmi sono stati gli scrittori che leggevo. Invece sono molto legato a Pavia come città e posto umano, amo visitarla e inoltre molti miei amici sono di quelle parti.


Sei ancora molto giovane, almeno rispetto a me, quindi presumo che il rapporto con la tua famiglia sia ancora molto stretto. Normalmente infatti, andando avanti con l’età, si fanno esperienze sempre più personali ed individuali, quindi è normale un distacco anche fisico dal gruppo in cui si è cresciuto. La tua famiglia si interessa a quello che fai ora, come blogger, scribacchino, artista…


I miei genitori sanno che gestisco un blog ma non se ne interessano particolarmente il che mi sta bene perché in caso contrario mi sentirei… sorvegliato. Mio fratello dal canto suo segue le recensioni che scrivo e spesso sento la sua opinione in merito. Tra l’altro recentemente pure lui ha aperto un blog.


Per questa domanda ho sempre avuto cazziatoni paurosi perché quasi tutti mi hanno detto che gli amici non si scelgono. Ma d’altra parte si incontrano decine di persone ogni giorno e non con tutti si instaura un rapporto di confidenza anche profonda (possiamo definire così l’amicizia?); quindi c’entra sicuramente una opzione volontaria per cui con qualcuno si quaglia e con qualcun altro no. Ma sono gli incerti del mestiere di intervistatore. Tu, a questo proposito, come scegli gli amici? E loro, i colleghi di lavoro o di studio, condividono i tuoi stessi interessi, conoscono la tua passione per la scrittura o sanno che gestisci un blog che magari si interessa di ‘cose strane’?


Per molto tempo non ho avuto vere possibilità di scegliere i miei amici, vivendo in un paesino non avevo molta scelta e dato che nessuno condivideva i miei interessi ogni mio tentativo di farmi degli amici naufragava penosamente. La situazione cambiò al liceo dove iniziai a conoscere nuove persone e a stabilire delle amicizie durature. Da quando poi bazzico nel web ho anche fatto conoscenza con altre persone e pur non avendoli mai incontrati li considero comunque degli amici. Nello scegliere le mie amicizie guardo soprattutto al carattere, ma ricerco anche interessi affini ai miei. Di solito quando questi due elementi non sono compatibili è difficile stringere un rapporto duraturo (almeno io la penso così). Alcuni miei amici esterni al web sanno che gestisco un blog ma non lo seguono.

Qual è il tuo rapporto con la fede? sei credente? in un dio o in qualcosa che sta al di fuori di te?

Pur non praticando nessuna fede riconosciuta credo comunque nell’esistenza di un Dio o di una realtà ultraterrena. La mia idea di Dio è di un entità al di là di ogni concezione umana, perciò non nutro molta simpatia per le religioni rivelate e i loro dei-patriarchi, francamente troppo umani per sembrarmi credibili.

Prova a pensare ad una cosa, una qualunque, che vorresti restasse di te.

I miei album di immagini, sul mio computer ho una collezione di immagini di ogni tipo e genere e l’idea che possa sparire da un momento all’altro mi rattrista parecchio.

Ultima domanda (è Francesco che l’ha posizionata qui –N.d.R): c’è un personaggio o un fatto (storico, politico, religioso, sociale) a cui ti senti particolarmente legato e/o che ha influito e influisce sulle tue scelte?

Ecco potrà sembrare strano ma un personaggio storico a cui sono molto legato è il pistolero Wild Bill Hickok. Ad affascinarmi in lui oltre al suo talento con le pistole e il suo lato umano. Hickok era pieno di difetti ma cercava sempre di fare del suo meglio anche in situazioni difficili(come quando lo nominarono sceriffo ad Abilene). Questo per me è un ottimo insegnamento.

E con quest’ultima rivelazione sul rapporto tra Francesco e il mondo di sceriffi e cow boy, chiudiamo quest’incontro.
Dicevo all'inizio che questa è l'ultima intervista programmata. Ma non è detto che magari più in là non ne spunti fuori qualcun'altra (avevo inviato anche altri inviti, ma non ho avuto risposta, almeno finora, oppure ho ricevuto gentili dinieghi; tutte le scelte vanno rispettate ma non si sa mai che si cambi idea). Se poi c'è qualcuno che vuol farsi avanti, lo faccia tranquillamente, senza falsi pudori; qui non siamo da Fazio o da Vespa, siamo in famiglia e tutto è fattibile. La musica con cui terminiamo è come sempre quella scelta dall’intervistato. Paura!


TIM
(le altre interviste possibili: Nick, Simone M., Glauco, Alex, Edu, Ariano, Elvezio, Luca, Gelostellato, Enzo, Davide, Gianluca, Ferruccio, Angelo, Daniele Lapenna, Donata, Daniele Imperi, Zweilawyer e Francesca)

lunedì 24 ottobre 2011

Le interviste possibili: Francesca

Quest’intervista mi riporta un po’ indietro nel tempo, a casa mia. Anche se il percorso di Francesca è stato all’opposto: lei ha vissuto la giovinezza (non che ora sia vecchia! Ad una donna non si dicono queste cose, magari si pensano solamente…) al nord, dalle parti di Torino e poi è tornata in Sicilia; io, al contrario, ho vissuto i miei primi 40 anni al sud e poi sono venuto a calcare la terra padana.
Di lei conosciamo la sua casa (quella vecchia e quella nuova), avendo riempito il suo blog di foto del giardino, del patio, degli altri angoli. Conosciamo qualcosa del suo lavoro, dei suoi cari, della sua vita familiare, con cui rimpinza ogni tanto i suoi post colorati e coloriti. Ed ora cerchiamo di conoscerne anche qualche altro aspetto.


Dacci qualche notizia anagrafica di te, tanto per cominciare.


Sono una prossima quarantenne, siciliana e un po’ piemontese. Da poco più di un anno, vivo, con mio marito, nella casa dei miei sogni (sognata, tenendo in considerazione il budget a disposizione!), nella periferia di un paese alle pendici dell’Etna. Nel giardino c’è un piccolo pezzetto di prato, in cui mi piace star coricata e camminare scalza. Da casa si raggiunge la montagna in dieci minuti e il mare in venti.


Un piccolo paradiso terrestre, insomma. D’altra parte le foto che ci hai regalato in questi ultimi mesi parlano chiaro. Ma parlando di letteratura, cine-tv, musica, con cosa sei cresciuta? La tua famiglia ha influenzato le tue scelte?


Nelle “scelte” della mia infanzia, lo zampino della famiglia c’è stato di certo, soprattutto per quanto riguarda letture e musica.
I libri hanno avuto un posto enorme nella mia infanzia e nella mia crescita… mamma mi ha sempre letto “le favolette” (quelle di Gianni Rodari soprattutto) prima di dormire, poi io le leggevo a mio fratello e, sin da quando ho compiuto tredici anni, leggevo i libri della (fornitissima) libreria dei miei… libreria non inteso come esercizio commerciale, purtroppo, ma come scaffale/i – armadio libreria… prediligendo, su tutti, Oriana Fallaci (di cui a sedici anni avevo letto già quasi tutti i libri), Wilbur Smith e altri che non ricordo adesso. Poi, da adulta o quasi, ho cominciato a comprare da sola i miei libri… direi che, tra gli altri, Leo Buscaglia e Il Piccolo Principe hanno dato un bel contributo alla mia crescita.
Cinema ben poco… è solo da pochi anni che mi sono un po’ più appassionata al cinema (ma non mi definirei mai cinefila) e nulla che ricordi ha un posto degno di nota nella mia crescita... a meno che non parliamo de “Il tempo delle mele”, che, a tredici/quattordici anni, mi piacque non poco. Ma… no, non mi ha influenzato, anche se c’è una frase (che viene detta dalla bisnonna) che, più o meno, dice “Il matrimonio è l’arte di non risolvere in due i problemi che non si avevano quando si era soli”. Allora, che credevo al principe azzurro, mi colpì e stupì molto, negli anni, poi, l’ho compresa e la ricordo sempre.
Tv: beh… ricordo bene… Mazinga, Jeeg, Goldrake, Heidi, Candy, Lady Oscar, Spazio 1999… e uno sceneggiato che si chiamava “I sopravvissuti”, che parlava di qualche epidemia. Non credo che la Tv mi abbia influenzato in qualche modo, però. Oltretutto, adesso io non la guardo più, la uso solo come supporto per giocare con la Xbox e guardare DVD.
Musica: da “piccola” ascoltavo Baglioni e qualche cantante tipo Tenco e De Andrè (evidente zampino della famiglia), c’è stato un periodo in cui mi piacevano molto i Wham!, ma, eccetto che per Baglioni, non ho mai avuto delle preferenze particolari o ossessioni musicali… però ho sempre ascoltato molta musica e amato cantare. Alle medie suonavo il flauto e tentavo di suonare il pianoforte, così cercavo (e trovavo) le note delle canzoni che ascoltavo, tipo, ricordo una canzone di Albano e Romina Power che vinse un Sanremo. Da più grande, ho tentato di imparare a suonare la chitarra, ma non sono mai riuscita a farlo come si deve… oggi possiedo due chitarre impolverate ed un mare di spartiti. E potrei stare ad ascoltare, rapita, per ore, chi suona la chitarra o il piano.


E ora, come sono cambiati, se lo sono, i tuoi gusti?


Non sono cambiati poi molto, solo si sono ampliati, eccetto che per la TV, che, come dicevo, da qualche anno non guardo più. In fatto di musica, adesso ascolto anche i Dead can dance, Elisa, Guccini, hli Inti Illimani, gli Alan Parson Project, Loreena Mc Kennit e tanti altri, tra cui, recentemente scoperti, Laura Marling e Bobby Long.
Per quanto riguarda i libri, leggo di tutto di più, prediligendo romanzi thriller (Stephen King è l’autore di cui ho letto di più, anche se ultimamente non mi piace più come prima; seguono Ken Follet, Michael Connelly e Jeffery Deaver e altri), storie romantico/drammatiche tipo “I Ponti di Madison County” o “The Notebook”, storie fantasy tipo “Harry Potter”, qualche libro di Tolkien e qualche altro, tipo “La storia infinita” o “L’enigma del solitario” e poi, sono una che ha letto i libri della saga di Twilight almeno dieci volte (una in italiano, le altre in inglese)... sfatiamolo questo mito che a leggere Twilight sono solo le casalinghe frustrate o le ragazzine urlanti! Io, e come me tante altre persone (persino qualche uomo), non appartengo a nessuna delle due categorie. Per il cinema… beh, prima non mi interessava, adesso sì, tanto che ho recentemente partecipato ad un corso di sceneggiatura cinematografica (che mi è piaciuto un sacco).


Tutto il mio rispetto per chi ascolta Guccini e Loreena Mc Kennit! A proposito, hai mai ascoltato Omnia e Faun? Beh, torniamo all’intervista, altrimenti sembra che stiamo facendo una chiacchierata solo tra noi due. Ti piace il posto dove sei cresciuta e dove vivi oggi? e come ti ha influenzato? anche nello scrivere…


Omnia e Faun? No e francamente non so chi siano… ma mi piace scoprire musica nuova, quindi mi documenterò. Tornando all’intervista… Se mi piace il posto dove sono cresciuta? Senza ombra di dubbio sì. Sono cresciuta, circondata da belle persone (in famiglia e fuori), sulle colline di Torino e ho un ricordo splendido dei luoghi, dei parco giochi e della mia scuola elementare… poi ho continuato a crescere, sempre circondata da belle persone, in Sicilia, dove vivo ancora adesso… un posto (dal punto di vista climatico e paesaggistico) meraviglioso.


Certo vivere sull’Etna deve essere una bella esperienza, col mare ai tuoi piedi e la montagna alle spalle! La tua famiglia si interessa a quello che fai ora, come blogger, scribacchina, artista…


Sì… mia mamma è la mia più fedele lettrice, sia del blog sia degli esiti delle mie attività scribacchine! E qualche altro parente segue le mie vicende blogghesche.


Conoscendoti solo un po’ penso che avrai molti amici. Come li scegli (o come loro scelgono te)? e gli amici, i colleghi di lavoro, condividono i tuoi stessi interessi, conoscono la tua passione per la scrittura o sanno che gestisci un blog che magari si interessa di ‘cose strane’?


Ben pochi amici sanno che scrivo o che ho un blog, tra le persone che mi stanno accanto nella vita “reale” non vi sono blogger e vi sono pochi lettori di blog. Una cara amica condivide la passione per la scrittura e sta scrivendo un romanzo, di cui io seguo gli sviluppi, letteralmente, pagina per pagina. Come si scelgono gli amici? Non credo si possa parlare di scegliere le persone… con alcuni si creano dei legami, un’alchimia che, a volte, va oltre gli interessi e le passioni, anche se, se capita pure di condividere passioni e interessi, è ancora più bello!


Si pensa che la gente del sud abbia una fede particolare, profonda, legata molto alle tradizioni (e se è così io sono l’eccezione che conferma la regola!). Tu sei credente?


Mi sa che faccio eccezione pure io… Ma questa domanda, proprio oggi… ho appena perso una persona cara. Io voglio credere che esista qualcosa che sta al di fuori, al di sopra… non so se si chiama Dio o in altro modo… spero che esista. E che tutto questo nascere e morire abbia un senso.

Anche tu scrivi, lo so’, anche se non fai molta pubblicità alla cosa. Da dove vengono fuori i tuoi personaggi e le tue storie? Qual è un tuo personaggio, o lavoro, a cui sei particolarmente affezionato?


Premetto che io scrivo ma non mi reputo certo una scrittrice, nemmeno dilettante, ma sono una a cui piace molto scrivere e che, talvolta, riesce a farlo bene. Tutto lì. Non ho mai pubblicato nulla e ho fatto leggere le cose che scrivo a pochissime persone (eccetto per due racconti che ho messo in rete qualche tempo fa, ma che non sono la cosa migliore che abbia mai scritto). Detto questo… Sono molto affezionata ad ogni cosa che ho scritto. Conservo anche fogli di carta con quattro righe buttate giù, cui non ho mai dato seguito. La cosa a cui sono più affezionata è probabilmente un racconto lungo, l’unico che ho concluso (ma che è rimasto nel cassetto), che si chiama “Il carillon”. I miei personaggi e le mie storie vengono fuori molto spesso dal mio vissuto o anche dalle mie paure. Ogni tanto, come nel Carillon, la storia mi è piovuta dal cielo… l’ho scritto in pochi giorni ed ero ispirata, le parole e la storia veniva da sola, non so nemmeno da dove! Sensazione meravigliosa, comunque.


C’è un personaggio o un fatto (storico, politico, religioso, sociale) a cui ti senti particolarmente legato e/o che ha influito e influisce sulle tue scelte?


No.


Noi del sud (quante volte sto ripetendo quest'affermazione?) abbiamo un’idea forse particolare di Stato. Ma a te piace l’Italia di oggi? Quali sono i suoi pregi, i difetti, le potenzialità?


Assolutamente no. I difetti, beh, manco a dirlo sono gli italiani. Quelli che continuano a fare in modo le cose proseguano sempre allo stesso modo. Potenzialità ce ne sarebbero a non finire… vedi dove sto io ad esempio… zona che potrebbe essere super turistica e super sfruttata e dare ricchezza… invece no, non ci sono cartelli stradali nemmeno per l’aeroporto, non ci sono uffici informazioni, ci sono zone di mare spettacolari che non hanno accesso… bah. I pregi, riagganciandomi alle potenzialità… l’Italia è bellissima. È ricca di storia. Ci sono luoghi suggestivi da morire, in cui ti siedi e puoi dire… qui ci si sono seduti pure uomini che vivevano prima di Cristo, non è pazzesco?


Io dico sempre che molte volte alcune realtà geografiche del meridione (ma ora anche il nord si sta facendo avanti) avrebbero bisogno di una di quelle bombe intelligenti, che fanno fuori le persone e lasciano intatte le cose e la natura. E così ci sarebbe la possibilità di ricominciare da zero con la fortuna di vivere in un ambiente bellissimo e con migliaia di opportunità legate proprio alla natura. D’altra parte il sud è, tra le altre cose, il punto di arrivo di tutta quell’umanità che la guerra, le dittature e la povertà fa scappare dall’Africa e dal Medio Oriente. Cosa pensi dei flussi migratori che negli ultimi venti anni stanno cambiando gli equilibri culturali, sociali e politici d’Italia e d’Europa?


Penso che non tollero la xenofobia. E che invece è un qualcosa che prende sempre più piede, almeno qua. Trovo affascinante l’incontro di culture diverse e, molto banalmente, penso che si dovrebbe imparare a comunicare e a capire gli altri, abbassando il muro di diffidenza che in molti alzano nei confronti dello straniero.


Una cosa, una qualunque, che vorresti restasse di te.


Vorrei solo che chi mi penserà quando non ci sarò più, possa farlo sorridendo.


Le vacanze le hai fatte, come sempre lo abbiamo letto sul tuo blog-diario. Vuoi dirci qualcosa in proposito?


Sono già andata, parecchio vicino casa, in campeggio… quattro giorni a Gioiosa Marea e quattro a Vulcano (ho messo le foto sul blog!). Spero in una vacanza più lunga nel periodo di Natale. Mi piacerebbe andare, in inverno, in un posto dove si va al mare (e tornare abbronzata).


E per ultima una domanda d’obbligo, se vorrai rispondere: cosa pensi di portare, come donna, nella gestione del tuo blog? Ritieni che dalla tua prospettiva le cose cambino o non vedi differenza?


Onestamente non vedo differenze.




Questa di Francesca è l’ultima intervista. Ce ne sarebbe ancora un’altra, se riesco a recuperarla, ma per ora non sono riuscito a rintracciare il titolare. Perciò prima di far scattare il Big Ben ha detto stop! aspetterò ancora qualche giorno. Alla fine vorrei fare un post riassuntivo di quest’esperienza, in cui cercherò di raccogliere un po’ tutti i punti vista e i pareri per vedere che tipo di blogger ne esce fuori (ma non il blogger-tipo!). Francesca ci tiene a far sapere che la foto di copertina non è sua. O meglio la prima è lei (ripresa da un'amica) che fotografa il mare sotto di lei, mentre la seconda parte è... il risultato della sua foto! Chiudo con la sua musica: naturalmente ha scelto lui, il maestro. Questa è una delle sue canzoni più belle. Ascoltiamola insieme, racconto di un incontro privo di retorica e pieno di ricordi che, come dice Francesca, ad un certo punto della sua vita ha avuto per lei un gran senso.


TIM

P.S.: per evitare di incorre nella scure e nella gabella della SIAE, a scopo quindi preventivo, visto che ancora non c'è niente di preciso, ho tolto il filmato del brano di Guccini e ho messo il semplice link.

(le altre interviste possibili: Nick, Simone M., Glauco, Alex, Edu, Ariano, Elvezio, Luca, Gelostellato, Enzo, Davide, Gianluca, Ferruccio, Angelo, Daniele Lapenna, Donata e  Zweilawyer)

sabato 22 ottobre 2011

La Torre, di Glauco Silvestri

Era solo ieri che ho scaricato La Torre ultimo lavoro, in ordine di pubblicazione, della saga di Mauro Bianchi, investigatore bolognese ormai sulla bocca di tutti, ideata e scritta da Glauco Silvestri.
E ora sono qui a parlarvene. Perché la storia si legge subito, ed è un piacere.
Cominciamo con la trama (copiata dalla presentazione di Glauco):
Una ragazza muore cadendo dalle ripide scale all'interno della Torre Asinelli. E' un incidente. Così pare dai rilevamenti fatti dalle forze dell'ordine. Però un suo compagno di classe, segretamente innamorato, è convinto che ci sia sotto qualcosa di losco. Per questo, dopo aver visto un'inserzione pubblicitaria della neonata agenzia investigativa, il ragazzo si rivolge a Mauro per chiarire questo mistero. Mauro investiga, all'inizio svogliatamente, poi con sempre maggiore convinzione. Il fatto è che una vicenda di così facile soluzione pare in realtà nascondere strane sfaccettature. E così Mauro si trova coinvolto in un qualcosa di davvero diverso dal solito.
A mio parere questo racconto ha molti tratti di novità nella scrittura che finora abbiamo conosciuto riguardo a Mauro Bianchi. Cominciano a entrare nella narrazione veri e propri colpi di scena (o almeno più che in passato) e il racconto stesso si fa più serrato quanto ai tempi dell'azione. I personaggi si muovono meglio nella storia e le scene sono ben collegate tra loro. L'uomo in trench corre sulla sua GTV per le strade di Bologna (quando non prende in prestito e distrugge altre auto) alla ricerca di una soluzione che viene solo alla fine, ma è costruita nell'arco temporale delle poche ore che passano da quando decide di accettare il caso alla sua soluzione.
Ritroviamo tutti i personaggi di questa serie gialla (posso definirla così?) e veniamo a conoscenza di altri retroscena della vita privata dell'investigatore, che gli danno maggiore spesso umano e gli permettono, in questo racconto specifico, anche di prendersi qualche soddisfazione e rivincita. Mauro Bianchi non lo prendi per il naso!
Naturalmente, dovendo fare una valutazione sincera, non sono tutte rose e fiori, e qui devo fare una piccola premessa. È noto che Glauco non pubblica le sue storie nell'ordine cronologico in cui sono state scritte (così ho capito io), quindi non so' quando La Torre sia stata messa su carta, e soprattutto in quante sessioni. Mi spiego. Quando sporco io i fogli (cartacei o word che siano) a volte tra un capitolo e l'altro passano settimane, mesi, a volte anche anni. E questo si nota subito perché lo stile è diverso, riflettendo la fase narrativa che attraverso in quel momento. Perciò mi può capitare di passare da uno stile umoristico ad uno esistenzialista nell'arco di una stessa pagina, per il semplice motivo che risente di 10 anni di differenza nella loro concezione.
Tutto questo per dire che nella narrazione di Glauco si passa da momenti di descrizione di fatti e di personaggi in tono satirico-umoristico, a passi più pacati, delicati, quasi drammatici. E così non so' questo dipenda solo dal fatto che le varie parti siano state scritte in momenti diversi e poi assemblate o sia una scelta dell'autore. Niente di male, un racconto deve avere varietà di situazioni e stili; è solo che a me pare che a volte l'Ellery Queen bolognese calchi un po' la mano nei toni, rendendo alcune scene piuttosto macchiettistiche. Per qualcuno questo potrebbe essere anche una forza del racconto, ma a mio modo di vedere ci sarebbe bisogno di maggiore equilibrio. Ma le mie, come dico sempre, sono letture di pancia e non di testa.
Un'unica cosa non mi è chiara: perché il racconto inizia con MB che si trova a gelare dal freddo, pur in piena estate, sulla Torre degli Asinelli, visto che poi la storia vera e propria inizia nel bar di Ciro e termina... non ve lo dico per non rovinare una delle sorprese? Ma forse sono io che sono rimba e mi è sfuggito qualche particolare solutore!
In conclusione, La Torre mi sembra il miglior racconto finora della serie e, sicuramente, placet. Voto: 8.
Ora mi tuffo su Il cacciatore di uomini, sempre dell'amico Glauco. Vi farò sapere presto.
Buona domenica, e... fate i bravi.

TIM

martedì 11 ottobre 2011

Le interviste possibili: Zweilawyer

Dalla sua scrittura avevo capito che Zwei era un tipo sanguigno ed ermetico allo stesso tempo, ma quando ho ricevuto le risposte dell’intervista, mi sono detto: opperbacco! Qui siamo davanti o ad un genio tutto elucubrazioni e ragionamenti interiori o davanti ad uno che si diverte a prendere in giro! Poi sono andato a riguardarmi il suo blog e mi sono dato una spiegazione.

Qual è? Provate un po’ voi a leggere, ad esempio, questo post di qualche giorno, o a girovagare tra le sue bacheche, tutto armi, eserciti, discussioni che per un profano come me sono come avere la rivelazione che in effetti la Merkel e Putin sono parenti stretti di Berlusconi (se così fosse: peggio per loro!).
A parte gli scherzi, Zwei è un mondo a parte, un mondo che prendi nella sua interezza o dici: ma che vuole questo? Un mondo senza mezze misure, che va per la sua strada; ma quando ti capita tra capo e collo capisci che l’impegno che mette nel creare “cose e mondi” è massimo, ai limiti della ragionevolezza.
Mi sono interessato di lui nel mio garage per una iniziativa molto interessante di segnalazione di ebook horror fantasy e sci-fi gratuiti . Altro atto di coraggio e controcorrente in una realtà come quella letteraria italiana in cui se non sei qualcuno e di qualcuno, non sei nessuno.
Perciò alla fine chi è Zweilawyer? Nessuno conosce il suo nome e nessuno sa che faccia ha (a noi ha mandato solo un logo, il suo, che mette anche un po’ paura).
E allora, da che parte lo prendiamo, Zwei?
Da nessuna parte. Lo lasciamo parlare tranquillamente di quello che vuole. Vediamo allora se riusciamo a sapere qualcosa in più di lui dalle poche parole che siamo riusciti a tirargli di bocca (anzi: di tastiera). Per restare nel suo stile telegrafico, lascerò le domande secche, così come sono state formulate nel questionario.

Qualche notizia anagrafica che vuoi dare di te


Beh, veramente sanno tutti che mi chiamo Gabriele! (ma sarà poi così?). Sono nato nel 1981, vivo e lavoro a Roma come legale d’azienda. Ho un diploma di personal trainer che sta marcendo bellamente in un cassetto della scrivania.

Parlando di letteratura, cine-tv, musica, con cosa sei cresciuto? C’ero lo zampino della tua famiglia nelle tue scelte?


Mi è sempre piaciuta la letteratura fantastica, horror e sci-fi. Ho iniziato a leggere gli Urania piuttosto giovane, poi Omero (che fa chic, ma in realtà mi piacevano i massacri dell’Iliade), Howard, Dante, Tolkien, King ed Heinlein.
Capitolo fumetti. Quelli che mi hanno influenzato di più sono stati Lobo e Devilman. Quest’ultimo in particolare rimane ancora oggi il mio preferito (pensare che fu concepito 40 anni fa mi mette i brividi). Di recente ho apprezzato molto Berserk e le opere di alcuni autori horror del Sol Levante.
Vedo due o tre film horror a settimana, con una preferenza per i bagni di sangue (meglio se c’è anche una bella tensione di fondo. La new wave dell’horror francese, da Alta Tensione a Martyrs, da Frontiers a Inside, ha allietato molte delle mie serate.


E ora come sono cambiati, se lo sono, i tuoi gusti?


Ormai non potrei più leggere un fantasy alla Tolkien, né un horror brodaglia tipo quelli sfornati di recente da King. Adoro gli splatterpunk (horror hardcore) di autori come Richard Laymon e J. Lansdale, anche se il mio preferito è Edward Lee. Quanto al fantasy, consiglio tutti i libri di Joe Abercrombie.


Ti piace il posto (geografico e umano) dove sei cresciuto (o dove vivi oggi) e come ti ha influenzato? Anche nello scrivere…


Adoro la mia città. Roma ha fatto nascere e maturare la mia passione per la storia, le armi e le istituzioni.


La tua famiglia si interessa a quello che fai ora, come blogger, scribacchino, artista…


Non troppo, ma forse è meglio così. Mia madre ha letto qualcosa, ovviamente mi ritiene talentuoso, ma ogni scarafone è bello a mamma sua e la patente di talentuoso è la peggiore che si possa appioppare ad uno scrittore (nel mio caso da intendere nel senso lato del termine, ovvero come “uno che scrive”).


Come scegli gli amici (o come gli amici scelgono te)? e loro, i colleghi di lavoro, condividono i tuoi stessi interessi, conoscono la tua passione per la scrittura o sanno che gestisci un blog che magari si interessa di ‘cose strane’?


L’amicizia capita, non penso di avere mai ”scelto” un amico. Amici e colleghi conoscono i miei interessi, ma solo pochi di loro condividono le mie passioni letterarie. Molti leggono il mio blog per farsi due risate. Quando pubblico un articolo storico-oplologico mi chiamano per insultarmi.


Sei credente? in un dio o in qualcosa che sta al di fuori (non per forza al di sopra) di te?


Dipende dalla giornata.


Da dove vengono fuori i tuoi personaggi e le tue storie? Qual è un tuo personaggio, o lavoro, a cui sei particolarmente affezionato?


Personaggi e storie nascono dall’interazione sociale e dall’elaborazione di libri (soprattutto di storia), film e videogame. Il fulcro delle mie storire\personaggi è quasi sempre la violenza. Trovo sia incredibile come la violenza, dopo migliaia di anni, sia ancora il modo più diretto e veloce per risolvere le controversie fra gli uomini (il mio è un interesse storico, non vado in giro a tritare le persone come in Postal. Ovviamente tengo molto a Zodd, che a breve sarà seppellito sotto una montagna di recensioni negative.


C’è un personaggio o un fatto (storico, politico, religioso, sociale) a cui ti senti particolarmente legato e/o che ha influito e influisce sulle tue scelte?

Farei un torto al mio amore per la storia scegliendone uno solo. Vabbè dai, dico Pier Gerlofs Donia, il  Gatsu in carne ed ossa che lottò per la libertà della Frisia.

Ti piace l’Italia oggi? Quali sono i suoi pregi, i difetti, le potenzialità?

A questa domanda risponderei solo una serie di banalità trite e ritrite. Per fare un discorso approfondito avrei bisogno di una giornata intera.

Cosa pensi dei flussi migratori che negli ultimi venti anni stanno cambiando gli equilibri culturali, sociali e politici d’Italia e d’Europa?

I flussi migratori ci sono sempre stati e sempre ci saranno. In generale, l’integrazione culturale sta andando di merda un po’ovunque, dalla Germania ai paesi Nordici. In generale, posso aggiungere che alcune culture non riescono ad integrarsi per loro limiti congeniti. Noi occidentali però siamo maestri nell’arte di batterci il petto.
Sarebbe un’ottima cosa riuscire ad attuare un programma analogo allo skilled migration australiano, ma purtroppo la nostra vicinanza geografica alle coste nordafricane rende tutto più difficile.

Dove sei stato in vacanza quest’anno?

Sono stato in Puglia, a casa di un amico. Lì ho instaurato un regime semidittatoriale, impedendo a tutti di mangiare pane e pasta per otto giorni. I ciccioni che si inzeppano di zuccheri mi danno fastidio.

Non avevo dubbi. Vuol dire che ci penserò tre volte prima di invitarti al cenone di fine anno a casa mia! Anche se normalmente siamo in due (io e mia moglie) e il massimo che ci concediamo è una minestra di verdure biologiche con crostini di pane integrale, non vorrei che qualche fogliolina di verdura non sia di tuo gradimento! Ahahahahah, naturalmente scherzo! Però… Non si sa mai!

Abbiamo concluso. Penso che ognuno si sia fatto un’idea di cosa passa per la testa al mitico (ormai possiamo considerarlo tale!) Zwei. E per concludere la sua musica, che non poteva che essere questa.

TIM


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