sabato 10 luglio 2010

Il punto della situazione

Brevemente. Visto che lo fanno tutti, lo butto lì anch'io. Non è che ci sia molto da dire. Purtroppo, non ho da raccontare le mie mirabolanti imprese universitarie, ma mi piacerebbe tantissimo farlo. Eh si, ti invidio, Simone, perché nonostante le tue proteste iterate e re-iterate, puoi ancora sentire l'odore (!?) dei libri, vedere le goccioline di sudore andare a finire proprio sul disegno del punto in cui il nervo trigemino si divide in oftalmico, mandibolare e mascellare, esultare perché in quel '27' proprio non ci speravi. E poi mi piacerebbe svegliarmi e vedere le Torri degli Asinelli e pensare che in quella stupenda città Alessandro Volpi e Mefisto magari potrebbero incontrarsi (o scontrarsi) ancora attorno a misteriosi omicidi. Eh sì, vorrei anch'io mettere le dita sulla tastiera del mio Fujitsu Siemens e farle correre veloci in cerca di uomini, lupi, scansando strane nevicate e assemblati, o aggirandomi per la Brianza dietro un ex magistrato poco raccomandabile.
Ma tant'è. In fondo cosa mi manca? Io vivo in un posto che mi piace -certo, ci fosse qualche zanzara in meno sarebbe gradito, attorno a me vedo gente che amo, faccio un lavoro che mi da soddisfazione e anch'io cerco di tenere dietro a qualche personaggio che ogni tanto torna a correre nella mia testa. Ci sto dando dentro con l'editing (che parola grossa!) dei miei racconti e poco alla volta ho promesso di metterli tutti a vostra disposizione. Sono alle prese con un raccontino che mi sta dando qualche grattacapo perché non ne vuole sapere di prendere una forma precisa (beh, quando si ha a che fare con gente che viene da Rigel di Orione e decide di farsi una vacanza-studio a Feriolo ...); sto cercando di far uscire dalla punta delle dita la scena finale di un altro racconto iniziato qualche anno fa e che, mi sembra, promette bene; infine ci sono delle strane cose che mi sembra stiano accadendo qui attorno da un po' di tempo e che forse aspettano che li immobilizzi con la mia stilografica di plastica verde sul notes che sta dentro all'agenda di pelle rossa. Vedremo. Per ora qualche certezza c'è: dal 1 di agosto si va in vacanza, e speriamo che oltre a trovare fresco, mare e (poco, per carità!) sole, tutti gli omini che ronzano nei miei appunti possano trovino un posto preciso e vadano ognuno al suo posto, nella propria casellina. Così al rientro avremo di che darci dentro con la scrittura. E' vero che finora, tranne un caso, nessuno mi ha feedbackato niente sui parti difficili della mia penna, ma è anche vero che non posso lamentarmi più di tanto: io scrivo solo per divertirmi e far divertire i miei personaggi, perciò alla fin fine non cerco il "consenso della critica" e sono consapevole che le stesse storie in mano a qualcun altro avrebbero preso una piega mooolto migliore e di un livello mooolto superiore. Ma io sono fatto così. Ci sentiremo ancora prima delle vacanze; per ora un po' di musica vi terrà compagnia ancora per qualche minuto.
TIM

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