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giovedì 21 agosto 2014

Ma siamo davvero soli?

... si riparte!
Terminate (già da un po') le vacanze, riapro anche i battenti del blog.
Spero che questa nuova annata porti buone cose, novità, nuovi collaboratori e che il servizio di quelli che finora hanno dato il loro contributo continui.
Per parte mia ho in mente una piccola rubrica, ma che in effetti non è una novità, perché esisteva già nella vecchia edizione del blog.
Ma ne parlemo a tempo debito.
Per ora, ricominciamo, e lo facciamo con un articolo di Nicola Rachello, un amico fraterno che non ha bisogno ormai più di presentazioni.
È strano a dirsi ma nel nostro mondo a chilometro zero in cui, cioè, siamo tutti a portata di mouse o di telefono, in cui possiamo comunicare in tempo reale con chi vogliamo e dove vogliamo, una delle cose che sentiamo più spesso dire è: mi sento solo.
Evidentemente non si tratta della solitudine fisica, visto che ci sono giorni in cui non riusciamo a ritagliarci neanche un minuto per noi stessi. Ma il nostro è un altro problema, è un'altra solitudine.
Nicola, magistralmente come sempre, rispondendo ad un'amica che gli pone la domanda sulla solitudine, mette per iscritto una sua riflessione e fa una sua proposta.
Buona lettura!



MILLE DOMANDE UNA SOLA RISPOSTA
Cara Amica, grazie per avermi scritto.
La tua domanda è molto semplice: mi chiedi come si esce dalla voragine della solitudine, mi chiedi come liberare l'anima da quella sofferenza che attanaglia e ci fa sentire sempre più soli. O meglio mi chiedi come io ne sono uscito.
La mia, è stata la storia di tutti i non amati, di ogni persona che ha sofferto l'abbandono e la prigionia dell'anima, da quando all'età di tre anni sono entrato per la prima volta in un collegio religioso. La nascita al cielo di mio padre non aveva lasciato alternative, era l'unica soluzione possibile. Crescendo, la mia mente conscia ha retto come ha potuto al grande bagaglio di sofferenza e solitudine, che consapevolmente e, nella maggior parte dei casi, inconsapevolmente mi ero creato. Pulire tutto questo ha richiesto degli anni e ancor oggi continuo a pulire, ad usare tutti gli strumenti a mia disposizione per consolidare i risultati raggiunti.
Lascia andare il passato... gioisci del presente!
Faccio del mio meglio per aiutare il mio prossimo ad usare la stessa tecnologia, le stesse conoscenze. Si può correttamente parlare di tecnologia spirituale, di principi spirituali da utilizzare ed esperire correttamente. In fondo si tratta della legge di Dio, che se conosciuta e applicata rende la vita un'esperienza felice. Ma attenzione, non spaventarti, Dio è Amore e ciò che fai con amore ti conduce sempre a Lui, non puoi sbagliar strada, non puoi confonderti, è tutto di una semplicità unica!
Le leggi degli uomini non sono le leggi di Dio, per questo risultano così difficili da capire e applicare. Complicano tutto, complicano ogni rapporto umano e inesorabilmente allontanano dalla felicità!
Ah, un'altra cosa: Dio mi hai insegnato che non esiste il peccato e nemmeno la colpa. L'unico vero tradimento è solo verso te stessa quando smetti di amarti. Per questo Egli ha mandato i suoi Messaggeri, i Messaggeri dello Spirito, per riportare a Casa la sua gente, per insegnare che tutto nasce e cresce dallo spirito e a Lui farà ritorno.
Una vita vissuta in questa dimensione è una vita "religiosa" perché in sintonia con le leggi universali dell'amore.
Esiste una sola grande legge:

TUTTO OBBEDISCE ALL'AMORE.

Così ora riprendo il filo della tua domanda: come uscire dalla solitudine?
Ecco la mia risposta:
riporta amore nella tua vita,
inizia ad occuparti di te stessa,
parla alla tua 'bambina',
sorridile,
gioca spesso con lei,
falla divertire!
Inizia a fare le cose che realmente ami fare, quelle che riempiono di gioia la tua 'bambina' e apprezza questo incredibile dono che è la vita! Riempiti di gratitudine ad ogni respiro, prenditi cura di tutto quello che ti circonda e fallo con amore.
Contemporaneamente pulisci le tue memorie, i tuoi ricordi dolorosi di traumi, abusi e sconfitte.
Come? Utilizzando il mantra:
mi dispiace,
ti prego perdonami,
ti amo,
grazie.
Utilizzando la via della preghiera: trovando il tuo modo di pregare, di essere in amore con la vita, di sentirti felice!
Juan Segundo ed io offriamo lo stesso servizio: dedizione assoluta alla vita, dedizione assoluta a Dio. Sosteniamo nel cammino chi ci chiede una mano, lasciando la totale libertà di percorrere con noi o meno, questa straordinaria strada maestra.
Sì, perché hai chiesto come lasciar andare la solitudine e la risposta è arrivata.

Juan Segundo

mercoledì 16 luglio 2014

Mi chiamo Michela, ho 42 anni e...

Ieri Nicola Rachello mi ha invitato a leggere un commento pubblicato nel gruppo Cleaning Office.
Pensavo si trattasse del solito post di ringraziamento o di richiesta di adesione, o di uno di quelli entusiastici per aver trovato tanta bella gente (sapete com'è, no!).
E invece... e invece mi sono trovato davanti a questa lettera.
Non vi anticipo niente, così come anch'io l'ho letta ignaro del suo contenuto. Ma farò una breve considerazione alla fine.
Per ora: buona lettura.

Ciao, mi chiamo Michela, ho 42 anni e... HO IL CANCRO...
Lui si nutre del mio sangue e dei miei respiri, porta via la mia forza, frammenta il mio cuore in piccoli pezzi e cerca disperatamente di dare fuoco alle mie speranze. Ogni tanto, non lo nego, ci riesce! Colpisce dritto in fronte, come un cecchino preparato e mi butta a terra. Pianti improvvisi, che arrivano da lontano, tanto lontano, come oggi, sul divano a chiamare mamma...
Eh sì, eh già, perché durante tutta la vita abbiamo bisogno della mamma, ma ci sono momenti come questi in cui ti ci vuoi affondare nella tua mamma, vuoi tornare piccola piccola e stare li in braccio a lei, a sentire quel profumo che sa di Amore... Vuoi guardarla negli occhi e perderti nei suoi occhi immensamente verdi e pieni di tutti i colori dell'arcobaleno...
Allungo una mano e ... lei è spirito dentro me! Chiudo gli occhi pieni di lacrime e la sento, sento le sue carezze sul viso, il suono della sua voce e lo so che non basta, ma devo farmelo bastare...
Sono stata forte sempre, crescendo senza averla accanto... Mai avuto il tempo di fermarmi e chiudere i rubinetti dei mille pensieri che ti attraversano quando cresci sola... Poi sento la voce di Peppino, papà. ... sento e vedo i suoi occhi qui davanti e mi guarda e mi dice di non mollare, di continuare a combattere, di non smettere mai di essere forte... Oh papà. ... quanto vorrei tu fossi qui a farmi sentire il sapore della tua pizza... quanto vorrei poterti mandare a quel paese per l'ennesima incazzatura, quanto vorrei un ultimo abbraccio, uno di quelli che mi lasciavano senza respiro...
La verità è che vorrei essere in montagna adesso, circondata e abbracciata dagli alberi e iniziare piano piano a respirare lentamente, vorrei sentire il mio cuore battere piano, non come ora che vuole scappare via da me...
L'ho stancato mi sa questo cuore... Gli ho chiesto troppo forse, ma sono fatta così, non conosco altro modo di Amare se non totalmente, senza prestese, senza catene, senza volere nulla in cambio...
Sono felice di questo cancro, perché il cancro mi sta facendo intraprendere un viaggio dentro me stessa, mi immobilizza in uno spazio senza tempo, non esiste più notte e giorno, esiste solo ANCORA VITA!!
Guardandomi intorno mi rendo ancora più conto di quanto si è soli a combattere questa battaglia perché solo chi lo sta vivendo sulla propria pelle comprende fino in fondo la moltitudine di pensieri che ti girano dentro e la miriade di parole che rimangono sospese a mezz'aria, perché le priorità sono altre...
Ho fede, una fede incrollabile in un mondo diverso, lontano...
Ho fede nel Dio immenso che mi sostiene e accompagna in questo cammino...
Sono FELICE perché ho incontrato tante meravigliose creature che fanno il mio stesso lavoro: COMBATTONO!!!
La solidarietà e il sostegno che reciprocamente ci doniamo l'una con le altre mi commuove ogni giorno...
GRAZIE DAL PROFONDO DEL MIO CUORE A TUTTE VOI... Non ci è dato sapere quanto lunga e dolorosa è la nostra strada, siamo pronte a fare un passo alla volta, un respiro alla volta, un sorriso alla volta!!

Penso che tutti voi abbiate avuto all'inizio, come me, un tuffo al cuore, leggendo quelle parole. Ma che, proprio come me, abbiate via via ringraziato Dio con Michela per la sua vita.
Io, sinceramente, ho pensato: non so come reagirei ad una situazione come questa, non penso di avere la sua fede e la sua forza. Poi mi sono reso conto che solo quando tocchi il fondo riesci a trovare la forza per risalire.
Nikos Kazantzakis nel suo libro Il poverello di Dio, scrive: 
"Per salire al cielo (tu padre Francesco) hai preso lo slancio dalle profondità dell'Inferno. Quanto più profondo è il punto da cui si prende lo slancio, tanto più alta è la meta che si può raggiungere. Il pregio maggiore del cristiano che lotta non è la sua virtù, ma lo sforzo che fa per trasformare in virtù la vigliaccheria, la disonenstà, l'infedeltà, la malvagità che porta dentro di sé. Un giorno l'arcangelo che sta più vicino a Dio non sarà né Michele, né Gabriele, né Raffaele, ma Lucifero dopo che Lui avrà trasfoermato in luce la sua orrenda tenebra."
Parafrasando, concludo dicendo che solo quando non ti resta nessuna certezza umana su cui poggiare la tua vita, capisci realmente che l'unica certezza è Dio.

Juan Segundo



       

sabato 21 giugno 2014

Alla ricerca della serenità

Quando ho aperto questo blog la cosa più difficile è stata, come sempre accade, sceglierne il titolo.
Volevo che il mio blog fosse un posto accogliente, dove chiunque si sentisse a casa propria, libero di esprimere ciò che pensava relativamente agli argomenti che io mettevo sul tappeto (a quel tempo mi interessavo a tempo pieno di scrittura, lettura, cronaca, politica... ).
Volevo però che ci fosse anche il senso di qualcosa che è in costruzione e che non fosse solo qualcosa di puramente intellettuale.
Così mi è venuta in mente l'immagine del garage/officina: qui dentro si viene per mettere al riparo la propria mente dal traffico della strada ma anche per tenerla in ordine, con tutti i pezzi ben funzionanti.
Ora che la mia vita ha avuto una svolta e mi sono dedicato molto di più a certi argomenti invece che ad altri, mi sono accorto con piacere che il titolo del blog ha potuto mantenere la sua peculiarità: questo è sempre un garage! È bastato modificarne leggermente l'intestazione (da di Demetrio a dello spirito) è il gioco è fatto.
Perché tutta questa introduzione? Perché, ve ne sarete accorti pure voi, Nicola Rachello sta graziosamente usando queste pagine per riflettere con noi su tutti gli aspetti che il suo Ho'oponopono Cristiano comporta.
Ogni volta porta un aspetto nuovo e lo sviscera, lo smonta e lo rimonta, in fondo per chiarirlo maggiormente a se stesso (è questo il modo migliore per imparare come qualcosa è fatto, anche quando si tratta di esperienze dello spirito!) e, soprattutto, per spiegarlo a noi.

Penso che, insieme a me, tutti voi lettori gli siate grati per questo; altrimenti perché leggete in tanti i suoi articoli?
E allora, ecco il suo nuovo post, come sempre chiaro, esauriente, profondo.
Buona lettura!

ALLA RICERCA DELLA SERENITA’

Toc…toc… busso alla porta di Dio, aspetto con calma e serenità…

L’argomento di cui desidero parlare con Lui questa mattina è ampio e spesso causa di molta sofferenza.

Parto con una domanda: “Perché quando osservo il mondo e la realtà infarcisco tutto con il mio personale giudizio?”

E’ come se qualcosa mi scavasse dentro, come se parlando di questa cosa volessi togliermi tanti sassolini dalle scarpe e infine sputare il rospo.

Quando cammino nel sentiero della consapevolezza, è bello arricchirmi della lettura di grandi capolavori che mi insegnano le regole d’oro della saggezza e del cammino spirituale.
Mi chiedo perché quando vado incontro alle persone è diverso. Nella mia cerchia di amicizie, ci sono tanti presunti maestri che vorrebbero insegnarmi a vivere e a “giudicare”… mi vorrebbero dare, finalmente, i parametri giusti sui quali valutare se percorro consapevolmente la strada maestra o meno. Ma soprattutto vorrebbero dirmi cosa fare… !!!

Mi scuso con me stesso per questa premessa frutto di molte memorie in via di pulizia e per le quali Ti chiedo perdono, Padre! Ma veniamo al dunque.

Cosa sto apprendendo in questo momento della mia vita? E soprattutto: come avviene il passaggio dalla conoscenza teorica alla pratica, cioè come assumo nuovi modelli di Essere, privi del pesante fardello delle memorie?

Ho appreso che il mio sentire è solo mio… ho fede in Te e nelle Tue parole, so che sono parole di vita, parole che indicano il cammino dell’amore, una guida immensa e raggiante che non può essere ignorata.

Mi dispiace, ti prego perdonami perché ancora avrei la tendenza di lasciarmi guidare da un non vedente, di chiedere a un non udente qual è la sua musica preferita per poi ascoltarla anch’io e così di seguito...

Le indicazioni che ricevo non coincidono con quello che è il Tuo messaggio, che invece mi indica un sentiero di pace e la via dell’amore; e questo mi scuote, mi agita, mi tormenta. Voglio uscire dall’indifferenza, voglio uscire dal condizionamento dei luoghi comuni, che appongono le etichette di giusto e sbagliato ad ogni cosa.

Il rispetto di me stesso passa attraverso il rispetto delle mie scelte, di ciò che sento in linea con le forme d’amore più elevato.

Perciò mi perdono e mi perdonerò sempre per essermi tradito, per aver fatto cose che non esprimevano amore anche se erano in linea con un comportamento socialmente corretto.

Sì, il tormento della mia anima sta per finire. Ormai so riconoscere la Tua voce. Percepisco quando una cosa è giusta per me.
Pulirò profondamente la mia mente e il suo bisogno di sentire che ragiona come si ragiona nel gregge.

Gesù pensaci Tu
Confido in Te
Ti amo
Grazie

Ad ogni nuova esperienza farò tesoro di questa rimembranza. Valuterò attentamente ogni mio comportamento e là dove lo sentirò diverso da ciò che mi fa stare bene, farò tutto ciò che posso per correggermi.

Voglio proprio ridere di me stesso, di tutte le memorie che fanno capolino e che cercano di farmi carinamente un bello sgambetto.

Frequenterò solo la Tua scuola, e sono sicuro che imparerò l’arte dei miracoli!

Sì, ogni gesto d’amore è un miracolo, ogni volta che il cuore si apre è un miracolo, ogni volta che dono è un miracolo!

Sono grato di percepire che là, fuori di me, non esiste nessuno!
I presunti maestri di cui parlavo all’inizio sono solo parti del mio inconscio, che cercano di proteggermi e che disperatamente mi gridano il loro bisogno d’amore.

Sono grato di percepire che la cura consiste nel tornare alla Fonte, alla Sorgente di quella parola che è Amore.

Juan Segundo


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(foto tratta dalla pagina FB di Nicola Rachello)





sabato 10 maggio 2014

Il perdono è amore

Questa mattina è iniziata veramente molto bene! Ho trovato nella posta, infatti, un nuovo articolo di Nicola Rachello. Ed è un'esclusiva tutta per noi, per questo blog.
So che i suoi pezzi sono graditi non solo a me, ma anche a tutti voi che leggete questo blog.
E mi sono chiesto il perché di questa preferenza. E mi sono dato una sola risposta: sono scritti col cuore e perciò toccano il cuore!
Io ho già letto, naturalmente, l'articolo e ha dato alla mia anima una grande forza per affrontare anche questa giornata; è stato per me veramente un dono.
Dono che ora faccio a voi.
Buona lettura! E lasciate i vostri commenti!



Sono le 2.15 del mattino.
Mi chiedo chi o che cosa mi spinga ad alzarmi a quest’ora dal letto. Per questo resisto, il tepore delle coperte mi invita a rimanere disteso, ma non c’è verso. I minuti scorrono lenti e dopo una strenua resistenza mi alzo. Sono le 3.45.
So che il tema che voglio affrontare è il perdono, quell’atto di misericordia divina che ci riconcilia a Dio. Così pongo la prima domanda: “Signore quante volte dovrò perdonarmi, per non vedere la tua grandezza, per non accorgermi di tutte le meraviglie del tuo creato, per non saper apprezzare la bellezza in tutto ciò che mi circonda? E quante volte dovrò perdonare l’offesa subita, l’umiliazione ricevuta?” E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette” (Mt 18,22).
Voglio scavare, voglio mettere a nudo la mia anima e lasciare che il mio Spirito sia luce, nella maestosità della luce divina.
Così torno a percorrere alcuni passi in compagnia di Mornnah *. Sento la dolcezza delle sue parole, assaporo la calma e la tranquillità con le quali sa trasmetterle, gioisco di così tanta bellezza interiore. “Hai posto correttamente la tua domanda: Quante volte dovrai perdonarti? Potresti aggiungere quante volte dovrai essere gentile con te stesso? Quante volte dovrai saperti amare, cogliere che per te, sei tu stesso la persona più importante dell’intero universo, che è nel tuo cuore che l’essenza divina è diventata amore”.
Ho'oponopono Cristiano
Così Mornnah accarezza dolcemente il mio viso e sorride. Ecco, la gentilezza è sempre stata il suo modo d’essere, la sua espressione, la sua chiave per relazionarsi con me e con voi. Mornnah sa come guarire ogni ferita dell’anima. Ogni mia singola ferita è nata da un atto di separazione da Dio, dal mio allontanarmi da Lui attraverso pensieri sconnessi e di dolore, usando parole che hanno arrecato sofferenza, che hanno fatto più male di un gesto di violenza fisica e da azioni lesive e distruttive di uno spazio sacro: il cuore.Così Mornnah mi riporta qua, al centro del mio cuore, e mi aiuta a comprendere che, attraverso il dolore e la sofferenza, io stesso creo separazione tra anima e spirito, tra corpo e mente. Ma qui al centro del cuore, regna la Pace, regna la bellezza e la dolcezza del perdono così consapevolmente scelgo di accogliere nella mia mente, nella mia bocca, tra le mie mani questo dono di Gesù.
Sì, il mio strumento è il perdono ed è molto di più di un cacciavite o di una pinza per l’anima, usato da un bravo meccanico. E’ il bisturi del chirurgo e io sono il chirurgo. Volontariamente incido memoria su memoria per guarire ferita su ferita, ogni parte malata, ogni sofferenza. Porto a conclusione giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, l’operazione alchemica della mia trasmutazione. Poi applico il balsamo dell’amore e uso ancora gentilezza e perdono. Mi aiuta sapere che l’Ho’oponopono è la via più semplice e che questa mi attraversa conducendomi dritta al cuore della divinità.
Così Morrnah condivide con me la Pace, quella pace ricevuta da Gesù: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore” (Gv 14,27). A questo livello di consapevolezza realizzo chiaramente come in fondo, esternamente, non ci sia nulla da perdonare. Nessuno a cui chiedere perdono. L’alchimia del cuore è interiore, una volta avvenuta, esternamente si riflette solo come Luce negli occhi.
Dio non ha colpe da perdonare ma solo amore da offrire e Gesù porta il Suo comandamento nuovo: “Ama il tuo prossimo come te stesso”.
Nel perdono riscatto la mia libertà: “Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi” (Mt 6,14). Consapevole di non avere nulla da perdonare a nessuno se non a me stesso, rimango comunque ancorato a questo preziosissimo strumento e quando “inciampo” credendo di aver subito un torto o un’umiliazione da qualcuno, lo perdono; ma non voglio più ingannarmi: in realtà sto perdonando solo me stesso per essermi separato momentaneamente dal perfetto amore di DIO. 


Juan Segundo
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* Fondatrice dell'Ho'oponopono dell'Identità del Sé - SITH- ovvero l'Ho'oponopono moderno. Alle Hawaii l'Ho'oponopono era una pratica ancestrale.

martedì 1 aprile 2014

Nicola Rachello e l'Ho'oponopono cristiano

Il simbolo dell'ho'oponopono cristiano

Devo dire la verità: le prime volte che ho visto libri sull'argomento dell'Ho'oponopono * in libreria o in rete, sono rimasto preso soprattutto da quel nome così... simpatico. Ma non mi è venuta voglia di approfondire, vista la marea di proposte di tecniche per aiutare la vita spirituale e psicologica (o tutte e due insieme) che c'è in giro. Non volevo, insomma, infognarmi in uno dei tanti mezzucci (come pensavo) per spillare soldi alla gente con la promessa del paradiso in terra!
Poi, non ricordo come, qualche tempo dopo ho avuto modo leggere alcune esperienze fatte con l'Ho'oponopono, e mi ha colpito la profondità di alcuni concetti. Così mi sono messo in rete e ho tirato fuori tutto quello che di importante mi sembrava di aver trovato, anche su YouTube (per esempio  qui).
Essendo io cristiano (o almeno ritenendomi tale) ho iniziato a cercare di vedere se esistesse un'esperienza che mettesse insieme questa realtà della cultura spirituale hawaiana con il nostro sentire occidentale.
E sono arrivato fino a Nicola Rachello e il suo Ho'oponopono cristiano.
Ho preso contatto con lui e l'ho invitato a spiegare sul nostro blog cosa è precisamente questa tecnica di pulizia mentale e spirituale così come lui l'ha immaginata e sperimentata.

Qui di seguito un primo articolo che Nicola mi ha inviato per la pubblicazione e che compare anche qui.

UN DONO
Regalo alle amiche e agli amici lettori queste pagine tratte dal mio libro Ho’oponopono Cristiano un solo insegnamento l’amore (Editoriale Programma), con un augurio di Pace per ogni cuore.

A metà maggio ricevetti la telefonata di una persona incavolatissima per la questione dell’Ho’oponopono Cristiano. Non poteva in alcun modo nemmeno concepire che l’Ho’oponopono potesse essere definito cristiano. Per lei questo significava svilire e offendere una cultura millenaria alla quale lei era legatissima, quella hawaiana. Le sue parole mi testimoniarono della profonda sofferenza che provano i “nonni”, ovvero i vecchi saggi hawaiani, ogni volta che un occidentale distorceva la loro cultura. E ancora una volta mi confrontai con parole molto dure, di biasimo e rimprovero nei miei confronti. Sicuramente, in tutto questo, emergevano mie vecchie memorie in fase di pulizia. Inoltre sul mio sito avevo scritto: “Giovanna Garbuio ** lo chiama Ho'oponopono Occidentale, io lo chiamo Ho'oponopono Cristiano, vi fluisce lo stesso amore, la stessa gratitudine, la stessa percezione di infinito....”. Così questa persona telefonò anche a Giovanna, che a sua volta mi chiamò, chiedendomi di togliere questa affermazione e che i due Ho’oponopono quello Cristiano e quello Occidentale erano in realtà cose abbastanza diverse. Per Giovanna l’Ho’oponopono Occidentale si rifà alla necessità degli occidentali di capire, motivo che l’aveva spinta a ricercare tutta una serie di spiegazioni, e a svolgere una serie di approfondite ricerche che avvaloravano principi universali. L’Ho’oponopono Cristiano partiva da presupposti completamente diversi, per me era un ritorno alle radici degli insegnamenti cristiani, da cui Morrnah *** trasse la sua linfa. Ma in un messaggio seguente Giovanna, connessa a livelli di coscienza superiore, mi scrisse sottolineando come tutte queste cose, per lei, fossero cavolate imputabili allo strumento della parola, così limitato per comunicare. Risposi a Giovanna che per il mio carattere, ero portato a mettermi costantemente in discussione, a chiedermi se ciò che facevo era o non era (Ho'opono)pono. Così Giovanna fece di più, mi scrisse chiedendomi cosa c’era che non andava, aggiungendo che l’unica cosa importante era dire sempre le cose come stanno. L’Ho’oponopono Cristiano non è l’Ho’oponopono Hawaiano così come non lo è l’Ho’oponopono Occidentale. Era sufficiente essere chiari! Poi mi girò la comunicazione di una lettrice che prendeva posizione sul dibattito aperto tra gli esponenti della cultura hawaiana, se l’attenzione che l’Occidente dava alle Hawaii e alla sua cultura, fosse positivo o meno. La lettrice capiva la condanna alla superficialità degli hawaiani nei confronti degli occidentali, ma al tempo stesso il loro “istinto di protezione” la faceva arrabbiare. Concordava che la divulgazione di ogni pensiero portasse con sé il rischio di stravolgimento e manipolazione e favorisse, la nascita di falsi maestri, saggi ed esperti. D’altro canto però, riconosceva il merito alla diffusione, se una cultura poteva così arrivare al cuore delle persone aperte e ricettive, lontano fisicamente dal luogo ove essa era nata. La lettrice vedeva il limite e il pericolo della divulgazione, ma al tempo stesso le piaceva scorgerne l’arricchimento! Forse l’originale avrebbe perso l’integrità, ma grazie all’impegno e alla correttezza di alcuni, poteva sconfinare in qualcosa di nuovo e più potente! Poi Giovanna mi ribadì, che ogni volta che pubblicava qualcosa, chiariva costantemente che si trattava di una sua personale interpretazione. Ogni persona pronta avrebbe trovato la strada giusta e approfondito poi, consultando fonti serie. Lei si documentava con estrema serietà e impegno, ma offriva pur sempre una sua personale interpretazione. Il mio desiderio era lo stesso, anch’io aspiravo ad essere una fonte seria. Giovanna concluse dandomi tutto il suo sostegno e affermando che tutte le domande che in continuazione
Francesco: uno dei punti di riferimento di H.C.
mi ponevo, significavano che stavo agendo pono! Ora voglio essere ancora più chiaro e con chiarezza, chiaramente affermo che la mia analisi e ricerca mi ha portato a comprendere quanto grande sia stato l’operato e all’inizio la rivelazione di Morrnah Simeona, per fare vivere a livello ecumenico la grandezza e la saggezza di ciò che un popolo aveva ricevuto, conservato, praticato e portato al presente. La rivelazione è il Dio unico che non è altro che l’Identità del Sé. Nell’universo dell’amore divino che tutto vede, sa e provvede, lo spirito di questa donna è arrivato a farle comprendere l’importanza di quanto andava rivitalizzato dell’antica saggezza. Per fare un esempio non è né più né meno la stessa cosa che ha compiuto il Cristo dall’Antico al Nuovo Testamento. Morrnah Simeona assistita dalla Divinità si è fatta strumento, e in tutta umiltà ci ha offerto questo transito, traendo dall’antico per il nuovo e dal nuovo per il futuro. Al di là di ogni sterile polemica le va riconosciuto che nulla è stato stravolto né cambiato, soltanto reso più comprensibile. L’amore è amore e non si discute. Questo il suo grande dono. Ogni individuo nella vita sperimenta il proprio modo di amare e, nel bene e nel male, tutto questo lo riporta alla Fonte, perché nel mistero divino si identifica. La pratica del non giudizio aiuterà e renderà più veloce il processo di pulizia delle memorie. Nel ritorno verso “Casa” posso permettermi di scagliare la prima pietra?
Aspetto un secondo articolo da parte di Nicola, in cui spiegherà in modo più dettagliato il suo Ho'oponopono.
Per concludere vi ricordo che l'autore ha pubblicato due libri sull'argomento: Ho'oponopono cristiano un solo insegnamento l'amore e Ho'oponopono cristiano il mantra dell'amore, a cui vi rimando per approfondire personalmente.

Juan Segundo

(testo delle note modificato dopo le precisazioni di Nicola Rachello)
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*  Letteralmente Ho'oponopono significa mettere le cose al punto giusto. Giovanna Garbuio ha via via modificato la traduzione in Percependo il giusto, più corretto è il tuo cammino fino a Percependo la perfezione, migliori la realtà.
** Giovanna Garbuio, divulgatrice di Ho'oponopono in Italia, fa parte del gruppo Josaya, un acronimo formato dalle iniziali dei nomi dei tre membri. Lei è Jo.

***  Morrnah Nalamaku Simeona è la fondatrice dell'Ho'oponopono dell'Identità del Sé - SITH- ovvero l'Ho'oponopono moderno. Alle Hawaii l'Ho'oponopono era una pratica ancestrale.
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