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lunedì 4 aprile 2011

Anche per me è lunedì...

Non è il massimo per iniziare la settimana, ma cominciamo con una brutta notizia, almeno dal nostro punto di vista. Stamane andando in centro ho visto un altro buco nero, un altro negozio sparito, e naturalmente è (anzi era) una libreria. In compenso, e questo peggiora la situazione, nella stessa zona, dall'inizio dell'anno, sono comparse altre due sale slot machine, scintillanti e in tiro come non mai; ho perso il conto di quante siano in questo momento a Vercelli, ma se volete mi informo. Sicuramente sono un multiplo esagerato delle librerie rimaste.
Ed ora veniamo all'argomento del giorno, che è quello di cui vedete la copertina a lato.
Non sono più abituato ad uno scrivere visionario e poetico, con tutti i survival blog, diari pulp e simili in circolazione. Intendiamoci, tutta letteratura con la elle (e volendo anche tutte le altre lettere) maiuscola, ci ho messo anch'io lo zampino, per quel poco che riesco. Ma in un autore che scrive anche di SF, una poesia non sciatta e stucchevole è difficile da trovare. Sto parlando di Ray Bradbury, l'avete capito, se non altro dalla copertina. Non voglio fare una recensione de I Fiori di Marte, non saprei da che parte cominciare, ma rileggere questi racconti è stato per me come un poter ri-vedere la realtà da un altro punto di vista, l'erba dalla parte delle radici.
Prendiamo il racconto La donna del prato, dove Will scopre Marie in piedi di notte nel suo prato. E Will capisce pian piano che Marie è sua madre; ma Marie non lo sa, forse perché Will è un fantasma e perché Marie ha solo diciannove anni e lo deve ancora concepire. O perché è Marie il fantasma, apparsa non nell'aspetto con cui è morta, ma in quello da giovane, quando Will non è ancora nato.
Oppure Garbati omicidi, dove Joshua Enderby e sua moglie Missy, ormai vecchi, nei garbati tentativi di uccidersi a vicenda ("so bene che ti sei fatta una piccola galoppata sulle mie costole l'altra notte, mentre armeggiavi col mio esofago") riescono seppur involontariamente a far fuori più di un ospite dei loro ricevimenti.
E come non sussultare davanti a frasi come "Mentre diceva ciò, il fattore prese a vangare la terra per seppellire la conversazione" da Il fantasma della macchina?
E che dire di Stanlio e Ollio che ripetono la scena del piano trasportato sulla scalinata a beneficio di due loro fan sfegatate, ma che vivono ai nostri giorni o quasi? e solo per sentirsi dire: noi vi vogliamo bene?
E il ragno vampiro di Finnegan, il ragno saltatore?
Ecco, questo è tutto per oggi. Volevo parlarvi anche dei miei acquisti di ieri al mercatino dell'usato. Ma questa è un'altra storia.
TIM
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