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giovedì 24 maggio 2012

Libertà (omaggio a Francesco Guccini)

Tu dietro al vetro di un bar impersonale,
seduto a un tavolo da poeta francese,
con la tua solita faccia aperta ai dubbi
e un po' di rosso routine dentro al bicchiere:
... se lor signori vogliono gradire...

Libertà 
(omaggio a Francesco Guccini)

Le note del bandoneon vennero fuori dal jukebox appena la porta si richiuse dietro di lui.
Lilly si alzò e iniziò a ballare, da sola.
Gino gli fece un cenno col capo e lui rispose un col mento.
Il mega poster della squadra di calcetto cominciava a pendere vistosamente dalla bacchetta superiore, ma a nessuno importava più di tanto.
Bruno sedette al suo tavolo e Gino fu lì col quartino di rosso, il solito, forte e secco.
La musica copriva a mala pena il brusio che saliva dai tavoli e Lilly continuava a danzare quel tango (ma era poi un tango? se c’è un bandoneon ci deve essere per forza un tango?) più a memoria che a tempo.
Bruno mise una mano nella tasca della giacca di fustagno verde alla ricerca di qualcosa per accendere il mezzo sigaro che aveva in mano. Poi si sporse fino al tavolo vicino e prese la scatola di fiammiferi familiari.
Quando il fumo gli formò un velo davanti agli occhi, un sorriso gli aprì leggermente le labbra.
Era a casa sua. 




Un sax contrappuntò e il tango si fece ancora più triste; e Lilly ora volteggiava tra i tavoli. Sarebbe arrivata anche da lui.
Gino era poggiato al bancone reggendosi con i palmi delle mani e non guardava niente in particolare, sentiva solo scorrere l’acqua nel lavandino. Parve scuotersi un attimo, facendo un movimento con le labbra, come a seguire il filo dei pensieri. Poi forse decise che non era importante e riprese a sciacquare bicchieri.
Mimma, la maestrina gentile e sensibile, occupava i pensieri di Bruno.
Ma ora i suoi occhi erano fissi su Lilly: tra lei e quell’altra non sapeva cosa fare.
Lui era un animale notturno, solitario, incontrollabile, un po’ francocalifano, amava dire di sé quando non voleva impegni.
Per tutti gli altri era solamente un orso.
Ma quella sera avrebbe deciso: la farfalla o la formica, la fantasia o la sicurezza, l’una o l’altra.
Lilly si stava avvicinando con la sua cadenza ritmica e il suo battere a tempo le mani.
Qualche tavolo più in là il mormorio aumentò di volume; una sedia strascicò sul pavimento di graniglia. “Aspetta!” supplicò una voce, ma la porta del bar si chiuse senza sbattere.
Il bandoneon si lanciò in una scala furiosa, che cominciava, finiva e ricominciava.
A Bruno parve che il maxi poster si fosse mosso ancora. Bevve ancora un sorso dal bicchiere dove aveva travasato il rosso. Fissò Lilly arrivata un tavolo più in là.
Il sax finì la frase e la musica cessò.
Lilly si gettò con una movenza plateale sulla sedia impagliata, quasi a chiudere la danza. Prese il bicchiere di Bruno, lo alzò verso di lui e bevve.
Non doveva farlo, ruggì a sé stesso Bruno.




La serata era andata, ormai. Tutti i buoni propositi erano svaniti dentro di lui.
Gli restava solo malumore e rabbia; sì, anche rabbia. C’aveva quasi sperato e ce l’aveva messa tutta.
“Aspetta!” stava supplicando ora Lilly.
Bruno si era alzato strascicando la sedia; poi fece richiudere la porta dietro di sé.
La sua vita non era abbastanza grande da far posto a qualcun altro.



(Queste poche righe possono essere lette sulle note di Scirocco o Autogrill di Francesco Guccini)

TIM

mercoledì 24 agosto 2011

2012 e le catastrofi annunziate

Non so cosa ne pensiate del 2012 con tutte le catastrofi che si porterebbe dietro.
E sinceramente non me ne frega niente.
E' pur vero però che tutte le epoche storiche hanno avuto il loro 2012, con le loro fini del mondo, vere, immaginate, presagite.
E' pur vero che per il nostro terzo-quarto-quinto mondo attuale la fine del mondo è già arrivata da decenni, che la vivono tutti i giorni, che c'è gente che nasce, vive (poco) e muore (male) nella fine del mondo.
Oggi siamo noi, occidente ricco e fancazzista, a essere sull'orlo del baratro, anzi con già un piede e mezzo a picco sul vuoto.
La cosa peggiore è che nessuno di noi se ne accorge o vuole accorgersene.
**D'altra parte domenica inizia il campionato (sciopero di quei coglioni miliardari permettendo; e senza rispetto per gli altri coglioni che buttano nel cesso 50 euro al mese per gli abbonamenti pay tv con i quali, euro, pagano quei coglioni miliardari. E mi chiedo: che diritto hanno queste persone di scioperare contro la crisi? in cosa consiste, a casa loro, la crisi se hanno 50 euro al mese da buttare?). E si sa che quando inizia il campionato finisce tutto il resto. Perché piano piano, via via che inizia l'autunno -che quest'anno ci hanno promesso sarà nero- ricadremo nel sonno totale, quando avremo di che discutere sulle scopate notturne al Grande Fratello (anche quelle godibili a pagamento: insomma un film a luci rosse da sala di quart'ordine ma visto dalla poltrona di casa) o all'Isola dei Famosi, oppure su: oh come sono carini quei bambini che cantano con gerriscotti e antonellaclerici!; ecc. ecc.**
So che sono sempre i soliti discorsi, e se non vi vanno, nessuno vi ha obbligato a leggere questo post, quindi fate un bel clik sulla crocetta in alto a destra e toglietevi dalle scatole.
Dobbiamo cominciare a ripensare a quello che facciamo, a come viviamo, a che idea abbiamo del mondo e delle cose. Ma dobbiamo farlo guardando alla realtà che abbiamo attorno, quella vera, nostra, dei vicini di casa, dei colleghi di lavoro, non quella che fanno impersonare a mariadefilippi e simonaventura (ecco ora a voi, la prova leadeeeer! tutti alla prova sopravvivenzaaaa! Ma andate a sopravvivere voi con 1000 euro al mese, peripatetici miliardari!)
Dobbiamo avere il coraggio di aprire gli occhi e cominciare a dire addio a tutto quello che non ci riguarda e anzi mette un velo davanti alla situazione che stiamo vivendo.
Questo è 2012, la fine di un mondo, di un'epoca, in cui ci hanno fatto credere che tutto va bene, che possiamo fare tutto ciò che vogliamo, perché noi siamo forti, invincibili, immortali.
Dopo quello di ieri (non penso che molti di voi abbiano effettivamente ascoltato il testo della canzone, ma tant'è) vi propongo un altro spunto di riflessione, questo sicuramente molto più conosciuto.



E voi a cosa pensate di dover rinunciare per la nuova stagione che ci porterà alla fine del gioco? Per evitare che il giocattolo si rompa e il gioco finisca definitivamente?
E a culo tutto il resto.

TIM
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