mercoledì 17 settembre 2014

Il perdono

“Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati” (Mc 11,25)
Perdonare è, per un uomo, la cosa più difficile al mondo.
È infatti un atto che presuppone la totale rinuncia al proprio ego; e l’ego è ciò che rende “uomo” la creatura divina.
Così, perdonare veramente significa mettere completamente da parte la nostra personalità con le sue richieste (anche sacrosante) di esser presa in considerazione, di essere portata in palmo di mano, di essere messa sempre al primo posto, anche in senso positivo e non, per l’appunto… egoistico.
Perché se dobbiamo perdonare, è comunque vero che qualcuno ci ha fatto qualcosa (o almeno di ciò siamo convinti), ha calpestato un nostro diritto, ha inferto una ferita più o meno profonda alla nostra vita.
Proprio per questo motivo il perdono è un atto volontario e gratuito, per niente scontato.
Perciò esso non può venire solamente dall’uomo. La creatura umana, per quanto possa fare, non troverà mai in sé stessa la forza di perdonare.
Perché non si tratta di “dimenticare” quello che è stato; a questo si può anche arrivare con un enorme sforzo di volontà. Ma qui non interessa la psicologia; il nostro è un discorso spirituale.
Perdonare è cancellare l’offesa e tornare ad amare l’altro come un nostro fratello. E solo Dio può darci questa forza, perché Egli è puro Amore. Dice Isaia:

«Su, venite e discutiamo» dice il Signore.
«Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
diventeranno bianchi come neve.
Se fossero rossi come porpora,
diventeranno come lana.
(Is 1,18)
Dio cancella il peccato dell’uomo e quindi può perdonare, perché allora il peccato, l’offesa, non esistono più.
È scritto nel libro del Siracide:
(Dio) vede e conosce che la loro sorte è misera,
per questo moltiplica il perdono
. (Sir 18,11)
Lo stesso viene richiesto a noi: perdonare perché ci rendiamo conto che apparteniamo tutti alla famiglia umana, la cui sorte è misera, cioè piccola e debole davanti a Dio.
E perché come ricorda Gesù:
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato. (Lc 6,37)
Anzi addirittura, riporta il Vangelo di Marco:
Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati. (Mc 11,25)
Senza preghiera, perciò, non ci può essere perdono.
Dobbiamo pregare Dio che ci doni la forza di farlo, anzi che lo faccia Egli stesso attraverso noi, che sia Egli stesso a perdonare quella persona per ciò che riteniamo lui abbia fatto a noi; proprio perché sappiamo che da soli non riusciremmo mai a farlo.
Ma ci rendiamo anche conto che questo cammino è lungo, doloroso per il nostro ego. E quindi finché Dio non ci avrà insegnato a perdonare cosa dobbiamo fare?
Dobbiamo agire “come se” avessimo già perdonato.
Sappiamo infatti che se chiediamo qualunque cosa a Dio, Egli ce la concede: “Questa è la fiducia che abbiamo in lui: qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta.” (1Giovani 5,14).
Con questa certezza nel cuore, perciò, la nostra vita deve andare avanti senza fermare il nostro cammino spirituale a causa di un inciampo, per quanto grande.

Scrive Paolo: “Quindi, miei cari, obbedendo come sempre, … , attendete alla vostra salvezza con timore e tremore. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni. Fate tutto senza mormorazioni e senza critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita. (Fil 2,12-16)
Il fratello che ci ha offeso deve essere trattato “come se” l’avessimo già perdonato.
È difficile, certamente; ma non significa che non dobbiamo fargli capire chiaramente che siamo stati feriti dal suo comportamento. E che tutto ciò che stiamo facendo (il perdono che vogliamo concedere) è volere di Dio, davanti al quale chiniamo il capo come unico e vero Signore, che con i suoi comandi indica la strada giusta.
A questo punto mi chiederete: dopo tutto questo discorso, tu hai mai veramente perdonato?
Vi rispondo francamente: non lo so. Forse non ho mai veramente perdonato chi mi ha offeso. Quindi non posso insegnare niente a nessuno.
Ma io non sono qui ad insegnare, bensì a ricordare le parole del Signore.


Juan Segundo

venerdì 12 settembre 2014

Comunità di uomini nuovi per un nuovo mondo (da Risveglio di una Dea)

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Per il post di oggi prendo in prestito un articolo dal blog Risveglio di una Dea amministrato da Tanja Anastasijevski, una ricercatrice spirituale molto interessante, autonoma, non legata ad alcuna corrente odierna né antica, ma che cerca ciò che soddisfa la propria sete di verità dove può e prende dove trova. In questo articolo (tratto a sua volta dal sito Stazione Celeste) si delinea una realtà meravigliosa e interessantissima: la vita di comunità formate da uomini e donne nuovi che avranno il compito di far scattare quella scintilla che dovrà rinnovare il volto del nostro vecchio mondo.
Buona lettura!

Le Comunità della Terra Diamante iniziano a formarsi in mezzo al caos del vecchio

I Bisbigli della Terra in un Tempo di Cambiamento

L’Arcangelo Michele attraverso Celia Fenn
Amata Famiglia di Luce, questo è veramente un tempo di grande Cambiamento e Trasformazione. Come vi avevamo detto in febbraio, nel 2014 i cambiamenti nella vostra società saranno immensi. E noi sappiamo che, mentre vedete i cambiamenti, il caos e il “rumore” possono, talvolta, essere travolgenti. Il vecchio modo di essere che si disintegra, non è un processo pacifico e, quindi, molti di voi potrebbero non udire i  bisbigli della Terra mentre chiama a raccolta coloro che formeranno le prime Comunità della Terra Diamante.
Coloro che sono in grado di udire e ascoltare, si troveranno ad essere attratti verso un sogno di un’altra Terra, un Terra Diamante di Chiarezza, Amore e Compassione. Una Nuova Terra, dove la Natura e le Persone sono più importanti dei soldi e del potere. È un bisbiglio che entrerà nei vostri sogni e meditazioni, e vi inviterà a far parte di qualcosa di nuovo e bellissimo. E se voi riuscite a udire quel richiamo dalla Terra, e se nel vostro cuore le risponderete, sarete guidati a quei luoghi e persone che faranno parte della Comunità della Terra Diamante.
Amata Famiglia di Luce, sentire la risposta provenire dal profondo della vostra anima e direte “sì”, quando inizierete a tornare al Giardino Cristallo di Bellezza e Amore. Potreste chiedere: “che cos’è questo Giardino Cristallo”, e noi vi diciamo che è semplicemente l’energia o la frequenza della Coscienza Superiore dove la Luce Diamante risplende attraverso tutti gli esseri viventi e crea un’espressione della Gioia Divina sulla Terra. È questo ciò che ricordate dal principio, da Mu e Lemuria, quando la Luce Divina risplendeva sulla Terra. E così sarà ancora, man mano che la Luce Diamante viene ancorata nei cuori e nelle anime di coloro che lavorano per una Tipo più Elevato di Comunità sulla Terra.
Perciò, Amati, in questo tempo di caos e rumore man mano che il vecchio si dissolve, vi chiediamo di non distrarvi o scoraggiarvi, ma di ascoltare semplicemente con il vostro cuore e di permettervi di udire i bisbigli della Terra, mentre invita coloro che lavoreranno con lei a creare i Giardini Cristallo di Pace e Amore sulla Terra.

Apritevi alla Luce Diamante e alla Frequenza Superiore
La Luce Diamante è una delle Frequenze più Alte disponibili oggi sulla Terra, insieme alla Luce Dorata delle Coscienza Cristica e al Raggio Platino. La Luce Diamante trasporta le Frequenze Galattiche e i Codici di Luce di cui la Terra ha bisogno per allinearsi con lo Scopo Divino espresso attraverso l’Intelligenza Creativa Divina. Di fatto, possiamo dire che la Luce Diamante è l’Intelligenza Creativa Divina in azione, ed è per questo che vi reca beneficio allinearvi con questa luce di frequenza superiore. Vi aiuta nel processo di creazione e manifestazione, e così vi aiuterà mentre lavorate per iniziare la creazione di una nuova società secondo il modello della Luce Diamante.
Voi ricevete la Luce Diamante attraverso i Chakra Superiori (i Chakra Galattico, Solare e Stella dell’Anima) la quale viene poi trasmessa nel Chakra della Corona. Da lì viene irradiata nel Corpo di Luce e nella Ghiandola Pineale, sulla quale ha un effetto intenso, il che stimola il sistema nervoso e cellulare fino ad arrivare al DNA. Questo permette al vostro essere di allinearsi con l’Energia Diamante in arrivo.
Questa viene poi trasmessa al Chakra del Cuore e quindi siete in grado di trasmettere questa Luce agli altri attraverso i vortici del Cuore Alto e del Chakra della Gola che recentemente sono stati riattivati e ristrutturati. Viene anche diretta verso il basso attraverso il Chakra della Radice, nel Chakra Stella della Terra e poi nel centro della Terra per connettervi con l’Ologramma del Modello Terrestre sostenuto nel Cristallo Diamante al centro della Terra.
Questa potente energia può avere effetti sul vostro essere fisico e molti di voi, nelle ultime settimane, hanno avvertito in modo intenso il fluire di questa energia attraverso il proprio corpo. Amati, sappiate che queste trasmissioni di Luce Diamante vi stanno aiutando ad elevare la vostra personale frequenza e coscienza, così che anche voi possiate aiutare ad elevare la frequenza e la coscienza del Collettivo Terrestre e iniziare così a creare le Comunità della Terra Diamante.
Quando accettate e integrate la Luce Diamante, sappiate che in questo lavoro sarete assistiti da un’ondata in arrivo di bellissime e luminose Anime Diamante, che chiameremo i “Bambini Diamante”.

I Bambini Diamante e le Comunità della Terra Diamante
I Bambini Diamante arrivano dopo i Bambini Cristallo. Sono Maestri di Tempo e Spazio e vengono sulla Terra con una nuova prospettiva di vita e creazione. Nascono con la Luce Diamante e i Codici Diamante per la creazione completamente attivati nei loro Corpi di Luce.
Hanno iniziato ad arrivare sul Pianeta all’inizio del 2013, ma c’è un’“ondata” che si sta incarnando proprio ora. Proprio come i Bambini Indaco e Cristallo sono arrivati in ondate per esprimere la loro particolare energia e per contribuire al processo di trasformazione, allo stesso modo anche i Bambini Diamante stanno arrivando ora in una “prima ondata” per aiutare a radicare le Comunità della Terra Diamante.
I Bambini Diamante, come abbiamo detto Amati, sono Maestri di Tempo e Spazio. Sanno che il Tempo e lo Spazio sono illusioni o creazioni e non hanno paura di usare il proprio potere e di creare il tipo di Terra che desiderano vedere. Sono come prismi, e sanno come concentrare la Luce Diamante in pure creazioni di Luce e in questo processo ci stanno aiutando.
Sappiate anche, Amati, che proprio come i bambini Indaco e Cristallo vi hanno aiutato ad elevare le vostre frequenze negli anni ’70 e oltre, allo stesso modo i Bambini di Luce Diamante stanno aiutando tutti ad elevare la propria frequenza così da poter diventare Maestri di Tempo e Spazio e creatori di una Nuova Realtà.
Così, molti di voi che stanno avendo bambini in questo momento, sentiranno il potere di questa energia in arrivo, mentre questa nuova generazione di esseri potenti “atterra” sulla Terra e inizia ad attivare le sue energie. Presto, potrete aspettarvi importanti cambiamenti di prospettiva e comprensione. Il potere di questa energia fornirà la “spinta” extra per importanti cambiamenti su tutti i livelli della società. Anche coloro che odono i bisbigli della Terra che chiama a lavorare per la Terra Diamante, sentiranno la potente spinta dei Bambini di Luce Diamante mentre iniziano a far sentire la loro presenza sulla Terra.
Quando lavorerete con questi bambini e mentre crescono, li troverete completamente puri e trasparenti. Non tollereranno la manipolazione e le bugie e si vedranno per quello che sono. Saranno diretti, aperti e onesti e si aspetteranno che gli altri siano così. Se gli altri mentono o manipolano, ne saranno immediatamente consapevoli e bloccheranno gli sforzi semplicemente rifiutando di partecipare a qualcosa che non sia puro e di una frequenza elevata. Ed è così che diventerete anche voi. Sentirete nel vostro cuore e anima ciò che è vero e ciò che non lo è e vi rifiuterete di partecipare a qualcosa che non vi aiuta a vivere la vostra verità in modo aperto e pulito.
La Comunità della Terra Diamante
Man mano che sul pianeta l’energia si alza e le cose diventano sempre più caotiche, è importante che vi focalizziate nel vostro Cuore Diamante e vi connettiate con la Fiamma Divina che dimora dentro di voi. Questo vi darà forza, coraggio e pazienza. Saprete che Tutto è in Ordine Divino e che c’è un punto in cui tutti inizieranno a vedere la nascita di una Nuova Terra e di una Nuova Società.
Chiamiamo questo la “Comunità della Terra Diamante”. Così come la Terra entra nella frequenza della Luce Diamante, allo stesso modo il pianeta inizierà a manifestare una comunità di persone che esprimeranno quella Luce nella loro vita. Vivranno la loro verità e in essa procederanno, irradieranno Luce Diamante dai loro cuori e cercheranno di vivere in armonia con il futuro che la Terra sta manifestando. Il che comprende vivere in armonia con la Terra e uno con l’altro, rispettando la natura e cercando modi di essere in Pace con tutti gli esseri viventi come un’estensione della Pace dentro i loro Cuori e Anime.
Cercheranno di vivere al di là della “griglia economica” che determina la vita attraverso i soldi e il potere, ma troveranno modi di armonizzare la loro vita con gli antichi percorsi di saggezza insegnati dagli Antichi e dagli Sciamani della Terra, e cercheranno modi per renderlo significativo e rilevante per la loro vita sulla Terra oggi. In questo modo, agiranno come punto di radicamento per la Luce Galattica ed esprimendo quella Luce come Umani Diamante Galattici in forma fisica.
Inizieranno a formare comunità attraverso la risonanza e l’attrazione. L’intensità della Luce Diamante porterà le Persone di Passione e Impegno a un nuovo percorso sulla Terra, e questa passione attrarrà altri di uguale Passione e Impegno. Lentamente, inizierete a trovare e ad attrarre la vostra Famiglia della Terra Diamante, coloro che stanno lavorando per manifestare il Giardino Cristallo nella loro vita personale e sulla Terra.
I Cambiamenti di Frequenza in Settembre
Il primo importante cambiamento sarà avvertito durante il 9/9, il 9 di settembre, ed è un momento chiave in cui chi è presente sulla Terra può fare un passo avanti verso un altro livello di Saggezza e Luce. Sarà un punto in cui poter integrare tutte le ondate dei Codici di Luce che si sono riversate sul Pianeta a partire dal Nuovo Anno Planetario in Luglio. Potrà anche essere un “punto di rottura” per molti, quando relazioni e partnership che non riflettono più dove siete nella vita, dovranno essere rilasciate. Questo sarà vero anche su scala globale e durante la settimana del 9/9 vi potrete aspettare una forte tensione globale. Vi sollecitiamo, Amati, a rimanere nel vostro potere essenziale e allineati nel vostro Cuore Diamante e di cercare di ancorare dentro il vostro Cuore e sulla Terra soltanto la Pace e l’Armonia.
L’Equinozio di Settembre cadrà il 22/23. Al Sud sarà l’Equinozio di Primavera e al Nord quello d’Autunno. Anche il periodo tra il 9/9 e l’Equinozio sarà difficile e caotico, ma è necessario mantenere l’equilibrio nel vostro Cuore Diamante. L’Equinozio sarà infine un buon momento per connettersi con l’energia dell’Equilibrio e dell’Armonia, sia interiormente che in senso globale. La Luna Nuova in Bilancia cade il 24 di settembre, così quello sarà un buon momento per piantare i semi dell’armonia e dell’equilibrio per il prossimo ciclo, mentre procedete verso le Eclissi di Ottobre che radicheranno nuove energie che culmineranno durante l’11/11 in novembre e il Solstizio di Dicembre.
Vi auguriamo avventure di Luce Diamante nel mese che viene!
Juan Segundo

sabato 6 settembre 2014

La fede che stupisce

"Mentre Gesù stava in piedi sulla riva del lago di Gennesaret e la folla si stringeva intorno a lui per udire la parola di Dio, Gesù vide due barche ferme a riva: da esse i pescatori erano smontati e lavavano le reti. Montato su una di quelle barche, che era di Simone, lo pregò di scostarsi un poco da terra; poi, sedutosi sulla barca, insegnava alla folla.
Com'ebbe terminato di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo, e gettate le reti per pescare». Simone gli rispose: «Mae
stro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiamo preso nulla; però, secondo la tua parola, getterò le reti». E, fatto così, presero una tal quantità di pesci, che le reti si rompevano." (Luca 5,1-6)

Pietro era una persona non più giovanissima quando incontrò Gesù, aveva già una sua famiglia e sicuramente sarà stato abile nel suo lavoro di pescatore, se riusciva a mantenere anche la suocera (Mc 1,30).
Eppure quella notte, presso il mare di Tiberiade, non c’era niente da fare: i pesci non abboccavano.
Mettiamoci nei suoi panni e sentiamo tutta la sua delusione, la sua stizza forse per questo smacco. Molto probabilmente quella del pescatore doveva essere stata anche la professione del padre, da cui quindi aveva imparato il mestiere; Pietro era perciò nato e cresciuto pescatore.
Con lui c’erano un gruppo di altri 6 discepoli, e forse il risultato della pesca doveva servire per far da mangiare a tutto il gruppo dei seguaci di Gesù.
Poi, alle prime luci del giorno, ecco arrivare il Maestro. Sale su una delle barche e si fa portare in mezzo al lago, per restare lontani dalla folle e poter ammaestrare con calma i discepoli.
E qui comincia per Pietro il dramma. Gesù vuole che gettino le reti per pescare, ma egli sa che in tutta la notte non hanno preso neanche un pesciolino piccolo. Egli ha esperienza, conosce il proprio mestiere che finora ha svolto al meglio e con soddisfazione; potremmo dire che è pieno di (giustificate) certezze umane.
Ma Gesù vuole quello che per lui è stato impossibile avere: pesci.
Lo sta forse sfidando sul suo campo?
Eppure Pietro si lascia andare, sente che qualcosa di nuovo, che va al di là delle sicurezze umane, della realtà obbiettiva e quotidiana, è davanti a lui.
Contro ogni convinzione che deriva dalla pratica, egli getta le reti. Questa volta non perché è una prassi consolidata, ma secondo la tua parola.
E il miracolo avviene e di pesci si riempiono le reti.
La fede, comprende forse Pietro nella sua semplicità, è un modo nuovo di vedere le cose, anche quelle quotidiane, quelle che consideriamo elementari, che facciamo automaticamente. È un modo diverso di avvicinarsi ai problemi, piccoli e grandi, meno “di testa” e più “di cuore”.
Vogliamo provare anche noi?


Juan Segundo
 
N.B.: per scrivere questa riflessione mi sono avvalso delle due versioni dell'episodio, quella fornitaci da Giovanni (Gv 21,1-11) e quella come ci è narrata da Luca.
Articolo pubblicato già sulla pagina Facebook del gruppo di condivisione biblica La Lampada.

giovedì 4 settembre 2014

L'inferno? ... è in questa vita

Il titolo è provocatorio, perciò seguitemi nel ragionamento...

"Ed ecco, mi apparve un cavallo verdastro. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli veniva dietro l'Inferno. Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra." (Ap 6,8)

Sin dall’inizio dell’umanità vedere il male perpetuarsi, i cattivi prevalere, avere la meglio e godere di tutto, ha creato nell’uomo una posizione, spirituale e psicologica, di sudditanza e contemporaneamente ha creato in loro una credenza consolatoria: tanto poi saranno puniti quando moriranno, avranno un destino infausto.
Le basi per pensare ad un inferno come luogo fisico dove scontare questi ‘peccati’ c’erano tutte. Quasi tutte le religioni inserirono nelle loro credenze questa articolo di fede e oggi ci ritroviamo a pensare anche inconsciamente all’inferno come una realtà.
Ma è tale?
In verità, a me sembra, che le cose stiano diversamente.
Conosciamo il detto: l’inferno è in terra. Si tratta di un aforisma appartenente soprattutto a correnti di pensiero materialiste, che non hanno una visione del mondo che prevede un aldilà. Esse dicono che realtà peggiore della vita quotidiana non c’è; quindi, aggiungo io parafrasando, se proprio dobbiamo scontare qualcosa per la nostra condotta sciagurata, possiamo farlo in questa esistenza che non ci regala che sofferenze e dolori.
In parte è così.

La maggior parte delle chiese cristiane (cattolica, protestante, l’evangelismo…) a causa di una lettura spesso ‘teleguidata’ della Bibbia, non crede nella reincarnazione, per cui ha una visione per così dire ‘chiusa’ della vita umana: si nasce; si vive cercando di capire da che parte tira il vento, di sfruttare il tempo che si ha per fare del bene; si muore e si viene giudicati dalla sincerità delle nostre azioni. Punto.
Anch’io credo che l’anima viva in eterno, come scintilla dello Spirito di Dio.

Ma credo che prenda corpo per purificarsi continuamente, cioè per imparare, vita dopo vita, a correggere le imperfezioni (piccole e grandi) che essa accumula nelle esistenze. Ad ogni vita la nostra anima è chiamata a correggere un comportamento sbagliato, ad esempio: l’avarizia, la mancanza di fiducia nell’altro, il tenere un comportamento violento… . Perciò, aiutata dalle entità angeliche e dai maestri ascesi che la guidano, prenderà corpo in un determinato luogo geografico, in un determinato contesto sociale, vicino a persone specifiche, che concorreranno a creare le situazioni giuste per farlo avanzare nella via della purificazione. E se non riuscirà a modificare quel comportamento in quella vita, se lo porterà dietro nella seguente esistenza come un compito non fatto da aggiungere a quello nuovo.
E allora sì, l’inferno può essere anche in questa vita, ma non è una realtà finita, definitiva.
Dio è Amore, Misericordia, e ci da sempre una nuova opportunità.
Solo noi possiamo condannarci all’inferno.


Juan Segundo

lunedì 1 settembre 2014

Il profeta Gioele e lo Spirito che rinnoverà il mondo

Poche parole per iniziare un viaggio in uno dei testi profetici meno conosciuti tra quelli della Bibbia ma che hanno un grande valore e una grande importanza.
Parlo del profeta Gioele, il cui libro contiene una delle profezie più importanti per un cristiano: quella riguardante il giorno del Signore e la venuta dello Spirito Santo.
Dopo questo,
io effonderò il mio spirito
sopra ogni uomo
e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie;
i vostri anziani faranno sogni,
i vostri giovani avranno visioni.
Anche sopra gli schiavi e sulle schiave
in quei giorni effonderò il mio spirito.

Farò prodigi nel cielo e sulla terra,
sangue e fuoco e colonne di fumo.

Il sole si cambierà in tenebre
e la luna in sangue,
prima che venga il giorno del Signore,
grande e terribile.

Chiunque invocherà il nome del Signore,
sarà salvato,
poiché sul monte Sion e in Gerusalemme
vi sarà la salvezza,
come ha detto il Signore,
anche per i superstiti
che il Signore avrà chiamato. (3, 1-5)
.
Il nome “Gioele” in ebraico significa: "YHWH è Dio"; di lui sappiamo solo che abitava in Giudea alla fine del VII sec. A.C. e niente di più.
Il libro che porta il suo nome si divide in due parti:
- il lamento per una catastrofe, penitenza e risposta del Signore (vv. 1,1-2,27);
- il giorno del Signore e la restaurazione d'Israele (vv. 3,1-4,21).
Tema centrale del libro è il "giorno del Signore", il giorno in cui Dio visita il popolo e ne vede le colpe; da qui il castigo, che però nella misericordia dell’Altissimo ha sempre come fine la conversione. Anche se il giorno del Signore porta con sé sconvolgimenti per il singolo, il popolo e tutto il cosmo, tuttavia è anche il momento del dono dello Spirito Santo, che rinnova l'uomo e l’universo, operando una vera e propria nuova creazione. Il giorno del castigo e della distruzione si trasforma così, per l’amore della Creatore verso la creatura, in giorno di salvezza.
Ecco perché Gioele diventa colui che preannuncia la discesa dello Spirito Santo come narrata negli Atti degli Apostoli (At 2, 17-21) e che è il segno della rinascita, della vita nuova, della speranza.


(Questo post è stato già pubblicato sulla pagina del gruppo di condivisione biblica La Lampada.)

Juan Segundo

giovedì 28 agosto 2014

Fra Dulbino e la bellezza delle rose di maggio



- Che peccato… - sussurrò fra Dulbino.

Il giovane frate riguadagnò i pochi metri persi da frate Francesco quando si era fermato a riflettere.
Frate Francesco non sembrava essersi accorto di esser rimasto solo nel cammino.
Avevano appena superato un grande roseto selvatico, pieno di fiori, com’era logico che fosse in quel caldo mese di maggio.
Quando fra Dulbino si fu messo al passo di Francesco, questi gli disse, continuando a camminare:
- Sei in errore, fratello Dulbino.
Il fraticello, con la testa piena di ricci svolazzanti, si fermò di botto, come una freccia che abbia raggiunto il suo bersaglio.
- In che cosa sono in errore, pad… cioè… fratello?
Francesco sorrise senza farsi vedere e si fermò a sua volta. Tutti sapevano che voleva essere chiamato fratello, al pari di tutti i suoi compagni; ma i più giovani del gruppo stentavano ancora a farlo e gli davano quel titolo che invece già tutto il popolo gli riconosceva e attribuiva.
- Sei in errore nel pensare che la bellezza sfiorisce.
- Ma come sai a cosa stavo pensando?
Francesco sedette su un tronco d’albero tagliato che si trovava al bordo della stradella sterrata e polverosa, e invitò fra Dulbino a fare altrettanto.
- Siedi - gli disse.
Fra Dulbino obbedì e sedette su un grosso masso ben levigato dal tempo e, forse, dalla teoria infinita di viaggiatori stanchi che erano passati di lì nel corso dei secoli.
- Dimmi, frate Dulbino, chi abbiamo incontrato qualche tempo prima di arrivare a quel ponticello di pietra?
- Un gruppo di persone, fratello Francesco.
- E non hai per caso notato anche una bella figliola, tra quelle persone?
Fra Dulbino arrossì e prese a giocherellare col cordiglio che teneva il saio stretto in vita.
Nel silenzio che passò tra i due, si udì lo scrosciare dell’acqua del vicino ruscello e il cinguettare gioioso di due uccelli che si rincorrevano di ramo in ramo.
- Certamente, frate Francesco… - Dulbino si zittì abbassando il capo – Ho peccato, lo so, soffermandomi su quella fanciulla…
- Ma no, fratello! – l’interruppe Francesco. – Pensi che non abbia visto anch’io come il suo incedere le sollevasse il seno fino quasi a farlo uscire fuori dalle vesti? E di come abbia accentuato le sue movenze quando è passata vicino a noi?
- Ma allora anche tu…
- Anch’io fratello! Anch’io ho visto e ho ringraziato Dio per quel che ho visto.
Francesco tacque, aspettando che il suo compagno aggiungesse qualcosa. Poi quando capì che non voleva parlare, continuò:
- Poi siamo passati davanti a quel roseto…
- Era bellissimo, fratello! Pieno di rose in tutti gli stadi della loro vita: dai boccioli, al fiore in pieno rigoglio a quelli in fase calante.
- Bravo, Dulbino. E non è proprio allora che hai pensato e detto “che peccato”?
- Sì.
- Perché hai pensato che, come quelle rose, anche la bellezza di quella fanciulla, col tempo, sarebbe sfiorita, ed ella non sarebbe stata più desiderabile come ora. Non è forse vero?
Dulbino lo guardò stupito. Francesco sembrava aver letto nei suoi pensieri.
- È proprio così…
- Ed è qui che hai commesso il tuo errore, fratello Dulbino.
Francesco si alzò, aiutandosi con le mani, e prese a camminargli davanti.
Il giovane frate, allora, toccò il sasso dove sedeva, guardò il tronco di Francesco rimasto libero e sembrò convincersi che quest’ultimo doveva essere meno duro del suo sedile. Infatti si alzò e andò a sedersi sul pezzo di legno.
- Ora che ti sei accomodato meglio – disse Francesco (e Dulbino capì solo in quel momento che il suo compagno gli aveva ceduto il posto meno scomodo) – ti voglio dire una cosa.
Dulbino raccolse un pezzetto di corteccia e mentre se la rigirava tra le dita, fissò Francesco che si era fermato davanti a lui e aveva cominciato a parlare.
- Ecco, il tuo errore è questo: la bellezza non sfiorisce. Mai. La bellezza non è legata a quella fanciulla e alla sua età, ai suoi seni che prima o poi diverranno flaccidi e cascanti o ai suoi capelli che incanutiranno. No! Se noi la guardiamo con gli occhi dell’anima, quella ragazza resterà sempre bella, anche quando non avrà più un dente per masticare. Pensi che l’uomo che sposerà quella fanciulla, che si unirà a lei anche per la sua bellezza esteriore, che le donerà dei figli, non l’amerà per tutta la vita e non la troverà bella anche in punto di morte?
Perché quell’uomo avrà amato la sua anima prima che il suo corpo. Almeno prego per quella ragazza che sia così, e che non incontri una persona che sarà attratto solo dal bel corpo e non saprà andare oltre.
Perché la bellezza parte dal di dentro e si mostra al di fuori. La bellezza è il segno della presenza nella creatura dell’amore pacificante di Dio. Perciò puoi vedere la bellezza se sei capace di vedere il Signore Iddio che agisce in quella persona, o in quella rosa o in qualunque altra creatura, animata o inanimata. La Sante Parole scritte nella Bibbia non ci dicono forse che Gesù era il più bello tra i figli degli uomini anche sul legno della croce?
Francesco fece qualche passo, prese un ciottolo e lo tirò nel ruscello vicino. Aspettò il rumore del sasso caduto nell’acqua e sorrise. Poi continuò:
- Per questo prima ti ho detto che anch’io ho gioito nel vedere quella bella figliola; perché ho potuto ringraziare il Creatore attraverso la creatura. Dio ha fatto buone e belle tutte le creature, anche noi esseri umani, e questa bellezza si manifesta a noi sempre, in ogni modo e in ogni momento. E la bellezza di quella ragazza resterà per sempre, se noi sapremo scoprirla oltre il suo corpo.
Ristette un attimo, quindi scoppiò a ridere:
- Pensa - disse tra una risata e l'altra - c'è chi dice che anch'io sia bello!
Dulbino sembrò voler dire qualcosa; poi ci ripensò e annuì lentamente col capo.
Francesco si ricompose, lo guardò con sguardo d’amore e il giovane frate parve aver sentito quella dolcezza raggiungerlo, perché alzò gli occhi e li fissò in quelli di Francesco.
- Su, fratello Dulbino, non ti sembra che abbiamo concesso anche troppo ozio e riposo a nostro fratello corpo? - disse Francesco - Andiamo, che i frati di Assisi ci aspettano, si sta facendo sera e saranno preoccupati di non vederci arrivare.
Così parlò Francesco, ma si capiva lontano un miglio che celiava.
Frate Francesco tese una mano a Dulbino, l’aiutò a rialzarsi, quindi gli battè sulla spalla e disse:
- Andiamo!
Poi, fatti pochi passi, avvicinò la bocca all’orecchio del compagno di viaggio e gli sussurrò:
-Però in una cosa avevi ragione, Dulbino: quella ragazza era proprio una bella creatura!

Juan Segundo



giovedì 21 agosto 2014

Ma siamo davvero soli?

... si riparte!
Terminate (già da un po') le vacanze, riapro anche i battenti del blog.
Spero che questa nuova annata porti buone cose, novità, nuovi collaboratori e che il servizio di quelli che finora hanno dato il loro contributo continui.
Per parte mia ho in mente una piccola rubrica, ma che in effetti non è una novità, perché esisteva già nella vecchia edizione del blog.
Ma ne parlemo a tempo debito.
Per ora, ricominciamo, e lo facciamo con un articolo di Nicola Rachello, un amico fraterno che non ha bisogno ormai più di presentazioni.
È strano a dirsi ma nel nostro mondo a chilometro zero in cui, cioè, siamo tutti a portata di mouse o di telefono, in cui possiamo comunicare in tempo reale con chi vogliamo e dove vogliamo, una delle cose che sentiamo più spesso dire è: mi sento solo.
Evidentemente non si tratta della solitudine fisica, visto che ci sono giorni in cui non riusciamo a ritagliarci neanche un minuto per noi stessi. Ma il nostro è un altro problema, è un'altra solitudine.
Nicola, magistralmente come sempre, rispondendo ad un'amica che gli pone la domanda sulla solitudine, mette per iscritto una sua riflessione e fa una sua proposta.
Buona lettura!



MILLE DOMANDE UNA SOLA RISPOSTA
Cara Amica, grazie per avermi scritto.
La tua domanda è molto semplice: mi chiedi come si esce dalla voragine della solitudine, mi chiedi come liberare l'anima da quella sofferenza che attanaglia e ci fa sentire sempre più soli. O meglio mi chiedi come io ne sono uscito.
La mia, è stata la storia di tutti i non amati, di ogni persona che ha sofferto l'abbandono e la prigionia dell'anima, da quando all'età di tre anni sono entrato per la prima volta in un collegio religioso. La nascita al cielo di mio padre non aveva lasciato alternative, era l'unica soluzione possibile. Crescendo, la mia mente conscia ha retto come ha potuto al grande bagaglio di sofferenza e solitudine, che consapevolmente e, nella maggior parte dei casi, inconsapevolmente mi ero creato. Pulire tutto questo ha richiesto degli anni e ancor oggi continuo a pulire, ad usare tutti gli strumenti a mia disposizione per consolidare i risultati raggiunti.
Lascia andare il passato... gioisci del presente!
Faccio del mio meglio per aiutare il mio prossimo ad usare la stessa tecnologia, le stesse conoscenze. Si può correttamente parlare di tecnologia spirituale, di principi spirituali da utilizzare ed esperire correttamente. In fondo si tratta della legge di Dio, che se conosciuta e applicata rende la vita un'esperienza felice. Ma attenzione, non spaventarti, Dio è Amore e ciò che fai con amore ti conduce sempre a Lui, non puoi sbagliar strada, non puoi confonderti, è tutto di una semplicità unica!
Le leggi degli uomini non sono le leggi di Dio, per questo risultano così difficili da capire e applicare. Complicano tutto, complicano ogni rapporto umano e inesorabilmente allontanano dalla felicità!
Ah, un'altra cosa: Dio mi hai insegnato che non esiste il peccato e nemmeno la colpa. L'unico vero tradimento è solo verso te stessa quando smetti di amarti. Per questo Egli ha mandato i suoi Messaggeri, i Messaggeri dello Spirito, per riportare a Casa la sua gente, per insegnare che tutto nasce e cresce dallo spirito e a Lui farà ritorno.
Una vita vissuta in questa dimensione è una vita "religiosa" perché in sintonia con le leggi universali dell'amore.
Esiste una sola grande legge:

TUTTO OBBEDISCE ALL'AMORE.

Così ora riprendo il filo della tua domanda: come uscire dalla solitudine?
Ecco la mia risposta:
riporta amore nella tua vita,
inizia ad occuparti di te stessa,
parla alla tua 'bambina',
sorridile,
gioca spesso con lei,
falla divertire!
Inizia a fare le cose che realmente ami fare, quelle che riempiono di gioia la tua 'bambina' e apprezza questo incredibile dono che è la vita! Riempiti di gratitudine ad ogni respiro, prenditi cura di tutto quello che ti circonda e fallo con amore.
Contemporaneamente pulisci le tue memorie, i tuoi ricordi dolorosi di traumi, abusi e sconfitte.
Come? Utilizzando il mantra:
mi dispiace,
ti prego perdonami,
ti amo,
grazie.
Utilizzando la via della preghiera: trovando il tuo modo di pregare, di essere in amore con la vita, di sentirti felice!
Juan Segundo ed io offriamo lo stesso servizio: dedizione assoluta alla vita, dedizione assoluta a Dio. Sosteniamo nel cammino chi ci chiede una mano, lasciando la totale libertà di percorrere con noi o meno, questa straordinaria strada maestra.
Sì, perché hai chiesto come lasciar andare la solitudine e la risposta è arrivata.

Juan Segundo
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