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lunedì 11 luglio 2011

Di messer Alexis I von Girola e delle Ucronie Impure

Oggi è il giorno e io ci sono.
E' il giorno di Ucronie Impure. Per chi non lo sapesse ancora, ma mi sembra impossibile che qualcuno non ne sia a conoscenza, si tratta dell'ebook che messer Alex Girola ha tratto dall'omonimo concorso lanciato lo scorso anno.
Voglio segnalare alcune quisquilie materiali non da poco: sponsorizzazione: Edizioni XII; impaginazione: Matteo ebookandbook Poropat; copertina: -scelta dopo democratica votazione- Luca Morandi.
E poi voglio ricordare altre due cosette:
1. Gli (im)parziali giudici che hanno scelto i finalisti prima e i vincitori poi sono 3.
Non 4, il numero della Terra e del sacro tetragramma ebraico; e nemmeno 2, segno della polarità e quindi della possibilità di sintesi creativa; ma 3, numero collegato al potere demoniaco, perché nessun essere vivente creato da Dio cammina su tre gambe. E i tre avatar del maligno sono Nick (e sul puzzo di zolfo emanato da quest'ultmo ci metto la mano sul fuoco!), Germano (altro tipo che ti raccomando) e Beatrice (che se è stata scelta da Alex ci sarà pure un motivo).
2. Il buon Alex ci ha messo del suo, non solo in termini di immane lavoro, ma anche, udite udite, in termini di piccioli: il vincitore riceverà dalle mani sante del cittadino di Pregnana Milanese 100 sudatissimi eurini! Che non è assolutamente poco!
Ma, al di là del tono scherzoso, questo è segno di quanto l'amico Alex tiene a queste iniziative che dimostrano, a mio modestissimo avviso, che si può fare cultura e letteratura di un certo livello, anche al di fuori dei canali canonici dell'editoria classica. Ed è la cosa più importante.
Potete, comunque, trovare una cronistoria del concorso, dal suo lancio al fortunato epilogo odierno, qui.
Scaricate (gratis), leggete e soprattutto commentate: è il modo migliore per dare soddisfazione ai bravissimi autori.
Io ho già divorato Il millenario Regno d'Italia, dell'amico Ariano che fa rivive mirabilmente atmosfere di un'Italia michelangiolesca contaminata con apparizioni letterarie di vati di secoli precedenti (scoprite un po' voi di chi si tratta). E poi avrò la gioia di leggere anche i lavori di Cristian Leonardi, Mattia Tasso, Angelo 'Sommabuta' Cavallaro, Ferruccio Gianola, Davide Mana, Diego Bortolozzo, Stefano Sciarpa, Simone Corà e Alessandro Forlani.
Posso fare un piccolissimo appunto? Non c'è un indice con i numeri di pagina! Lo dico solo perché vista la dedica di Alex (Dedico quest'antologia a tutti gli amici blogger che rendono ogni mia giornata più interessante, costruttiva e divertente. Il mondo, senza di voi, sarebbe un posto decisamente più brutto.) si potrebbe pensare che abbia pagato anche me per questa post!!
E' tutto.
TIM

lunedì 28 febbraio 2011

Una... benedetta domenica!

Domenica di riposo nel mio garage. Perciò ho tirato fuori il mio Cybook e mi sono dato alla lettura in ordine sparso. Così eccomi qui a darvi il mio parere di pancia, come sempre assolutamente soggettivo e non vincolante, su alcune operette che ho avuto modo di visionare.
Partiamo subito con un piccolo gioiello della editrice EbookAndBook: In bilico di Luigi Musolino. Devo ringraziare per questa lettura lo Sciamano che aveva qualche giorno fa segnalato il bellissimo racconto sul suo blog. Il nome (Luigi Musolino) avrebbe dovuto essere una certezza, ma anche gente del calibro di King dopo On Wryting aveva tirato i remi in barca. Perciò ci sono andato coi piedi di piombo; ma con Musolino sono rimasto ampiamente a bordo. In bilico è un ottimo racconto, al giusto punto tra critica sociale (con un ambientazione piena di cassa integrazione, paura di lincenziamento, e tutto ciò che questo dramma porta nei rapporti sociali) e visioni di una realtà distorta più dall'innaturale, a mio parere, che dal soprannaturale. Tutti sono in bilico, i vivi e i morti, coloro che ancora sperano e coloro che hanno sperato e si sono accorti che quella che sembrava la salvezza in effetti era l'ultimo passo verso il nulla. Non dico di più sulla trama perché oltre la storia c'è una scrittura senza sbavature, precisa ed essenziale; perciò voglio solo invitarvi a dedicare una mezz'oretta tranquilla a questo racconto. Insomma: placet.
Dalle note liete a un flop colossale, sempre a mio parere. E' la volta di Genova per noi, di Cristiano Pugno, Edizioni Scudo. Le note di presentazione strombazzano una spy-story al femminile, dove femmine cazzute si trovano a Genova immischiate in un'azione degna di James Bond ma con la ferocia di Bruce Willis: "Un divertente poliziesco che fa sperare di vedere altre avventure delle anti-eroine che ne sono protagoniste". La storia mi ha ricordato pari pari, anche in alcune scene, un racconto già letto da qualche parte (ma mi potrei sbagliare perché la mia memoria spesso mi gioca brutti scherzi). Le 'anti-eroine' mi hanno dato l'idea di stereotipi buttati lì per riempire le pagine di qualcosa. Non me ne voglia l'autore, ma il mio parere non fa sicuramente testo e magari troverò altri suoi lavori che rasentano il capolavoro. Per ora è così: non placet.
Un bel lavoro, invece, sempre per i tipi 'virtuali' della Edizioni Scudo è quello di Luca Mariani - Marcello Moribonti II: Storie di Antomox. Riprendendo lo schema di Dune di Frank Herbert, Luca Mariani (è proprio lui?) ricrea un suo mondo, anzi dice di volerlo semplicemente portare alla nostra conoscenza dopo che "tale Guido Peccianti, bibliotecario della nazionale di Firenze" l'ha ricevuto per vie stranissime; potete andarvi a rileggere l'introduzione. Ad una prima occhiata potrebbe dare l'impressione di un lavoretto da dilettanti, invece la lettura riscatta completamente la prima sensazione: nessun capolavoro, ma storie belle, raccontate bene, un mondo futuro ma credibile, molto figlio del nostro, specie negli eccessi. Una storia su tutte è Don, Amon, che pur nella sua brevità rapisce e fa atterrare veramente su un mondo alternativo. Sicuramente: placet.
Infine giochiamo un po' in casa. E' la volta di Racconti 2006-2010 autoprodotto da Gianluca Redrum Santini. Le sue storie si leggono con gusto, fanno viaggiare abbastanza con la fantasia; peccato che (ma lo ammette lui stesso nell'introduzione: ha fatto solo una 'ricerca di errori e sviste') mancano di un po' di editing, che invece avrebbe fatto salire di molto le quotazioni di questo lavoro. Preparatevi ad un claustrofobico 'Risveglio' e ad affrontare una landa ghiacciata dove la 'Sopravvivenza' è a qualunque costo. Molto bello il tributo a Lovercraft di 'Un destino imposto' che richiama la storia e le atmosfere di "Colui che sussurrava nelle tenebre", o almeno così a me pare. (A proposito: sapevate che io sono nato nello stesso giorno e mese di H.P.L.?). Detto questo non posso che dire: placet juxta modum.
Alla fine, comunque, è stata una bellissima domenica.
TIM
(non so perché ad un certo punto del post mi cambia il carattere; ho provato di tutto, ma niente. Mi scuso con tutti)
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