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martedì 20 dicembre 2011

Francesco Bacone, commissario: Dell'essere e del sembrare

copertina di Luca Morandi
Non ce la faccio più a leggere, rileggere, correggere le virgole ed eliminare gli avverbi che i puristi della critica mi bollerebbero come superflui. Perciò a questo punto mi vedo costretto, mio malgrado, a dare via libera al racconto che ha per protagonista il commissario Francesco Bacone.
Come ormai sapete sicuramente, poiché vi ho massacrato i maroni (nel senso dei didimi, non del politico) per giorni e giorni, è il mio primo approccio col genere poliziottesco, anche non ci saranno inseguimenti, lame di coltello che spuntano nel buio e arresti in flagranza di reato; almeno per questo episodio. Al mio commissario queste cose non interessano, queste cose lui le  lascia fare all'ispettore Conci che ha più, come dire, le phisique du role per certe cose.
Come e perché è venuto fuori questo racconto?
Essenzialmente perché cominciavo ad averne abbastanza (e qui aspetto gli anatemi, le scomuniche, i ritiri delle amicizie su FB e la cessazione totale delle visite al blog di più di qualcuno!) di zombie, vampiri, sangue ed emoderivati vari. E' pur vero che sto terminando il mio contributo al Survival Blog e penso di partecipare al Concorso pandemico di Alex, ma scrivere e leggere di queste cose cominciava a darmi la nausea letteraria. Sapete che io dico le cose come le penso, pane al pane e orzo all'orzo! E visto che qualcuno ha detto che se vuoi leggere un buon libro te lo devi scrivere da solo, eccolo qua.
Naturalmente scherzavo! (ma non sul fatto degli emoderivati) Ora parliamo seriamente.
Come leggerete nella (lunga) postfazione dell'Autore che troverete alla fine del racconto, 


l’idea del commissario Francesco Bacone è nata circa tre anni fa, durante una mia vacanza estiva sul lago Maggiore. Lasciata a dormire sul notes per moltissimo tempo, ho ripreso in mano la storia nel mese di agosto di quest’anno, anche questa volta durante le vacanze, quando, complice un caffè-libreria di Bassano del Grappa, ho finito di scriverla.Si trattava di poche pagine che io pensavo ingenuamente di poter proporre così com’erano. Ho fatto circolare tra alcuni amici blogger quelle poche paginette, e l’idea principale che mi è tornata indietro dai loro pareri è stata essenzialmente: ma ti sembra un racconto? Dove sono i personaggi? Non si capisce cosa sono, cosa vogliono, non si sa neanche se sono alti o bassi!E così ho rimesso mano al tutto dall’inizio e ne è venuto fuori questo ebook.
C'era poi la sfida lanciata da Mauro Bianchi: perché un bolognese doc sì, e un povero immigrato nella polentonia no?
E così eccomi qua, e soprattutto ecco qua Dell'essere e del sembrare, primo episodio delle avventure del commissario filosofo.
Ci sarebbero altre considerazioni, ma non vi faccio perdere altro tempo, anche perché altri dettagli, seri, li troverete alla fine dell'ebook.
Solo un attimo per ricordare che la splendida copertina è opera, naturalmente, del mago Luca Morandi, e che l'editing è dell'ottimo Ariano Geta (ma che, come sempre, tutti gli errori e imprecisioni sono imputabili solo a me, che ho fatto l'ultima revisione del testo).
Buona lettura e... fatemi sapere, mi raccomando. Sarebbe il più bel regalo per Natale!
TIM

martedì 13 dicembre 2011

Osservazioni sparse

qui
Elenco di piccole osservazioni.
* Ieri si è tenuto un incontro tra il nostro primo ministro, Monti, e la pari grado danese Helle Thorning-Schmidt. Oltre a notare l'avvenenza della primo ministro nordica (come potete vedere qui di fianco), mi è saltato subito all'occhio che la squadra di persone che l'accompagnavano, e che lei ha presentato in modo ufficiale ai nostri vecchi bacucchi: era composta di ragazzi e ragazze non più che trentenni, vestiti in modo molto casual e dall'aspetto per niente formale. Su tutti spiccava un ragazzotto robusto con una giacca di pelle su maglietta bianca e con una borsa a tracolla enorme: più che altro sembrava qualche nostrano pendolare a cui la mamma al mattino mette in borsa il panino con la frittata e un paio di mutande di ricambio che non si sa mai. Tutto questo non per una gita  fuori porta, ma per un incontro ufficiale al vertice tra capi di governo. A questo punto mi viene da pensare che, forse, se qualche stato è capace di fare scelte coraggiose e intelligenti è anche perché ha al timone di comando gente giovane o almeno non già con un piede nella fossa e un catetere che gli pende (con tutto il rispetto per Monti e la sua squadra e al di là di ogni altra considerazione). E voi cosa dite?
** Ho anche sentito stamattina un'osservazione, fatta da Andrea Camilleri che commentava il momento politico-sociale. Lo scrittore siciliano diceva che poiché viviamo in una democrazia, tutti possono fare tutte le discussioni che vogliono e il governo può fare tutte le leggi che vuole. Ma se alla fine viene approvata una legge ritenuta iniqua o ingiusta, la colpa non è del governo che l'ha fatta, ma dei partiti che l'hanno alla fine votata e quindi approvata. E' un po', penso io, come il famoso metodo anticoncezionale di Woody Allen: il più sicuro è quello orale: basta dire "no".
*** Poi una considerazione balzana che mi è venuta in mente appena alzato e che ho già espresso come commento sul blog di Ferruccio: Prestare un libro significa allungare la vita ad una persona. Chi lo riceve dovrà vivere a lungo almeno il tempo di poterlo restituire e chi lo presta dovrà vivere ugualmente tanto a lungo da poterlo ricevere indietro.Quindi leggete libri e prestateli: fa bene non solo al cervello ma anche alla salute del corpo. E' come la birra: chi legge campa cent'anni.
**** Infine una notizia. Stamattina appena aperta la posta, ho trovato un regalo da parte di Luca Morandi: la copertina per il primo episodio della serie del commissario Francesco Bacone che dovrei rilasciare entro la prossima settimana. E' fighissima, eccezionale. Penso che alla fine dobbiate scaricare il file anche solo per vederla e poi buttare tutto il resto!
E ora a domani, con uno nuovo capitolo del mio racconto a puntate.
TIM

lunedì 5 dicembre 2011

Quattro piccioni con una fava

qui
Una notizia che sono due.
Alex Girola ha aperto un nuovo blog. Ufficialmente perché Livejournal (la piattaforma del suo blog storico) pare faccia i capricci, magari c'entrano le elezioni in Russia e la chiusura di LJ da parte dell'amico intimo di Berlusconi. Quindi per salvare anni (direi secoli vista la mole di notizie, N.d.R.) di articoli, recensioni, racconti e classifiche si è affidato ora a Blogspot.
E il pezzo forte di questo nuovo blog è, per il momento, il concorso postpandemico di cui vi parlavo qui e che ora parte ufficialmente con la pubblicazione del bando.
Abbiamo tempo fino al 31 marzo 2012, se la cura-Monti nel frattempo non ci avrà lasciato in mutande, magari firmate ma pur sempre mutande (e non voglio entrare nell'impegnato dibattito boxer-slip; ma ci potrebbe essere chi ne farà o avrà già fatto un post. Segno che siamo alla frutta in tutti i sensi!)
Io parteciperò? chiedetemelo pure, ma io non ve lo dirò. Almeno per ora. Certo se non ci fosse sangue, liquidi organici putrescenti ed affini, ci potrei anche stare. Ma se Richard Matheson ha scritto una sceneggiatura di "Uccelli" senza mostrare mai un volatile, si potrebbe fare anche questa. Una mezza idea...
Così due notizie ve le ho date.
Ma ce n'è una terza, della serie: non leggete quel racconto.
Ho acquistato Lui è leggenda, anche già l'operazione in sé mi è naturalmente puzzata d'abbruciaticcio. Devo dire che qualche bel racconto c'è, con qualche bella idea e scritta anche bene. Quello però di cui volevo avvertirvi, se il tomo vi capitasse sotto mano, è di evitare come la peste il primo contributo, che dovrebbe essere una variazione a quattro mani di Stephen King e Joe Hill (che poi sarebbe suo figlio) sul mitico Duel. E' solo turpiloquio e violenza: violenza fisica descritta; violenza sui lettori che si aspettano qualcosa di almeno dignitoso, trattandosi di un tributo ad un maestro mia sopra le righe; violenza diretta verso Matheson che spero sia andato a spalmare la porta dell'ex Re di cacca. E allora, se potete, non leggete quel racconto!
Poi, visto che oggi voglio abbondare, ancora una segnalazione, e siamo a quattro: guardate la foto di copertina di questo post e cliccate sul link sotto. Fatto.
TIM

lunedì 11 luglio 2011

Di messer Alexis I von Girola e delle Ucronie Impure

Oggi è il giorno e io ci sono.
E' il giorno di Ucronie Impure. Per chi non lo sapesse ancora, ma mi sembra impossibile che qualcuno non ne sia a conoscenza, si tratta dell'ebook che messer Alex Girola ha tratto dall'omonimo concorso lanciato lo scorso anno.
Voglio segnalare alcune quisquilie materiali non da poco: sponsorizzazione: Edizioni XII; impaginazione: Matteo ebookandbook Poropat; copertina: -scelta dopo democratica votazione- Luca Morandi.
E poi voglio ricordare altre due cosette:
1. Gli (im)parziali giudici che hanno scelto i finalisti prima e i vincitori poi sono 3.
Non 4, il numero della Terra e del sacro tetragramma ebraico; e nemmeno 2, segno della polarità e quindi della possibilità di sintesi creativa; ma 3, numero collegato al potere demoniaco, perché nessun essere vivente creato da Dio cammina su tre gambe. E i tre avatar del maligno sono Nick (e sul puzzo di zolfo emanato da quest'ultmo ci metto la mano sul fuoco!), Germano (altro tipo che ti raccomando) e Beatrice (che se è stata scelta da Alex ci sarà pure un motivo).
2. Il buon Alex ci ha messo del suo, non solo in termini di immane lavoro, ma anche, udite udite, in termini di piccioli: il vincitore riceverà dalle mani sante del cittadino di Pregnana Milanese 100 sudatissimi eurini! Che non è assolutamente poco!
Ma, al di là del tono scherzoso, questo è segno di quanto l'amico Alex tiene a queste iniziative che dimostrano, a mio modestissimo avviso, che si può fare cultura e letteratura di un certo livello, anche al di fuori dei canali canonici dell'editoria classica. Ed è la cosa più importante.
Potete, comunque, trovare una cronistoria del concorso, dal suo lancio al fortunato epilogo odierno, qui.
Scaricate (gratis), leggete e soprattutto commentate: è il modo migliore per dare soddisfazione ai bravissimi autori.
Io ho già divorato Il millenario Regno d'Italia, dell'amico Ariano che fa rivive mirabilmente atmosfere di un'Italia michelangiolesca contaminata con apparizioni letterarie di vati di secoli precedenti (scoprite un po' voi di chi si tratta). E poi avrò la gioia di leggere anche i lavori di Cristian Leonardi, Mattia Tasso, Angelo 'Sommabuta' Cavallaro, Ferruccio Gianola, Davide Mana, Diego Bortolozzo, Stefano Sciarpa, Simone Corà e Alessandro Forlani.
Posso fare un piccolissimo appunto? Non c'è un indice con i numeri di pagina! Lo dico solo perché vista la dedica di Alex (Dedico quest'antologia a tutti gli amici blogger che rendono ogni mia giornata più interessante, costruttiva e divertente. Il mondo, senza di voi, sarebbe un posto decisamente più brutto.) si potrebbe pensare che abbia pagato anche me per questa post!!
E' tutto.
TIM

venerdì 10 giugno 2011

Le interviste possibili: Luca Morandi

Penso di aver incrociato la famiglia Morandi una ventina di anni fa, in un’altra vita, letteralmente (perché quando si fanno certe scelte, la vita cambia, all’improvviso e in modo radicale. Cadono certezze e ti ritrovi dall’oggi al domani pieno di dubbi e di possibilità).
Molto probabilmente devo aver letto qualcosa del padre di Luca, visto che i miei interessi in quel periodo mi avevano portato, per curiosità intellettuale, ad esplorare il rapporto tra psicoanalisi e teologia (in particolare la lettura psicoanalitica della Scrittura Sacra). E in quel campo Franco Morandi, padre di CyberLuke, era un uomo il cui parere valeva molto.
A distanza di vent’anni, scoprire che una persona che stimo, per quello che pensa e per quello che fa, è cresciuto con un altro personaggio che potrebbe aver contato nella mia esperienza, mi sembra la trama di un romanzo: i miei interessi sono cambiati nella stessa direzione in cui sono cambiati quelli di un figlio rispetto ad un padre.
Ora Luca Morandi è qui, virtualmente (parola essenziale nella sua esperienza!) davanti a me, per rispondere alle solite domandine a cui finora hanno risposto in diversi.
Perciò andiamo ad incominciare.

Ciao Luca, qualche notizia in breve che vuoi darci di te.

Provenienza ed età significano ancora qualcosa in una dimensione così particolare come la blogosfera? Mistificare è diventato più facile, grazie all’intermediazione delle nuove tecnologie. I blog, i social network, i software di fotoritocco, gli avatar. Di chi o di cosa ti puoi veramente fidare?
Ricordo che una volta, sarà stato il 2000, su un forum ormai estinto mi inventai di essere una ragazza, sicuro di venire smascherato dopo una manciata di post. E invece, la cosa andò avanti per settimane, e io che non sapevo più come uscirne. Non lo feci mai più, ma quell’episodio mi colpì parecchio: è davvero così facile raccontare belle in rete su di te? Ed è così facile farsi credere? E io, a chi avevo creduto, finora?
Questa digressione solo per dire: sì, ok, ho 47 anni, vivo e lavoro a Roma e non sono nato qui, ma se non fosse così… avreste il modo di scoprirlo? ;)

La maschera e il volto. Quello che vuoi far vedere e quello che sei. Una doppia vita con la possibilità di viverle entrambe contemporaneamente, creando due mondi diversi.
Andiamo all’infanzia e all’adolescenza di Luca. Parlando di letteratura, cine-tv, musica, qual è stato il tuo pane a quell’età? C’ero lo zampino della tua famiglia nelle tue scelte?


Mio papà era uno studioso e uno scrittore. Ma non mi ha influenzato con i suoi scritti, fin troppo specialistici anche per un ragazzo volenteroso di conoscere il lavoro di suo padre.
Però, mi portava al cinema. Avevo 12 anni quando vidi per la prima volta, in un cinemino di seconda visione, “2001: Odissea nello spazio”. Non ci capii nulla, ma mi piacque enormemente. Adoravo (e adoro) la fantascienza, un sottogenere che più di altri permetteva di liberare la fantasia… l’unica dote di cui la Natura mi ha graziato in quantità industriali.
È la fantasia che mi ha salvato nei momenti difficili.
Che mi ha permesso di far sopravvivere il ragazzino che è in me, che è la mia vera anima e quello che prende tutte le decisioni importanti.
Lo difenderò con ogni arma possibile, fino alla fine.

Hai detto di vivere a Roma ma di non esserci nato. Ti piace questo posto e come ti ha influenzato? Anche nella tua attività professionale…


Difficilmente mi sentirai parlare bene di Roma.

Roma è un paesotto di provincia di sei milioni di abitanti, dove le cucine dei ristoranti chiudono alle undici, dove il sabato sera devi farti largo col machete e il lunedì sera è un mortorio, dove i peggiori discorsi razzisti e qualunquisti li puoi ascoltare nei bar o nei mezzi pubblici.
A Roma a nessuno frega niente di nessuno. Altro che New York.
I baristi e i commessi ti guardano con aria seccata e non ti salutano mai per primi. Hanno tutti l’aria scazzata, forse perché abbiamo la metropolitana più corta del mondo e i mezzi pubblici li aspettiamo anche mezz’ora, come accadeva trent’anni fa.
Io ho amici a Roma che non vedo perché abitano a dodici chilometri, ma per fare quei dodici chilometri mi serve un’ora e dieci. E questo è ridicolo.
Influenzato? Forse che sì, forse che no. Non mi ci metto certo a scriverne un libro, sono già in tanti che lo fanno. E poi, il mio campo è un altro.
La tua famiglia si interessa a quello che fai ora, come blogger, artista…

Quanto alle pubblicità televisive non penso esistano veramente famiglie 'Mulinobianco', tenendo conto degli orari asfissianti cui sono obbligati i comuni mortali. Anche se devo ammettere che non sarebbe male una realtà come quella, se fosse vera. Io sinceramente non ricordo come erano le mie colazioni a 8-10 anni, ma sicuramente mio padre non ci sarà stato, visto che usciva alle sette di mattina per andare al lavoro. Ma l’aria che si respirava me la ricordo, quella sì. Cambiamo argomento: come scegli gli amici (o come gli amici scelgono te)? e loro, i colleghi di lavoro, condividono i tuoi stessi interessi, conoscono le tue passioni o sanno che gestisci un blog?
Direi di no. Ma questo si ricollega al fatto che non sono mai esistiti rapporti forti tra me e la mia famiglia.

Devi essere molto fortunato quando nasci: può dirti bene, ma può anche dirti malissimo. A me è andata così così. Mio padre non picchiava mia madre e mio fratello non si drogava o altre tragedie simili, ma in compenso ci comportavamo come gente su un ascensore o nello scompartimento di un treno: ognuno si faceva i fatti suoi cercando di non disturbare troppo l’altro. Negli spot pubblicitari e nelle fiction tv vedo famiglie fantastiche che fanno colazione tutti assieme e si supportano a vicenda, ma non è stato il mio caso.
Ma poteva andare peggio, parecchio peggio. ;)


Sono parecchio selettivo, principalmente per due motivi: non temo la solitudine: se la scelta è stare in compagnia di chi non apprezzo o non mi apprezza completamente e lo stare da soli, scelgo la seconda senza esitare. Do’ un grande valore al mio tempo libero, forse perché ne ho poco: non posso e non voglio sprecarlo con persone con cui non mi trovo più che bene.
Detto questo, i miei criteri includono, in ordine sparso: senso dell’umorismo, ironia, discrezione, un filo di dialettica, un barlume di intelligenza, un fondo di bontà. E, possibilmente, un certo numero di passioni comuni di cui pascersi ogni volta che è possibile. Tra queste passioni, NON c’è il calcio.
Anch’io ho smesso di occuparmi di calcio quando i calciatori cominciarono ad essere pagati più del bilancio annuale di un paesino di montagna. Poi arrivarono anche gli scandali, gli assi del pallone alla cocaina e fu la fine per la mia passione giovanile. Raccontavo prima del mio probabile incontro letterario con la tua famiglia anni fa. Ma tu, sei credente? in un dio o in qualcosa che sta al di fuori (non per forza al di sopra) di te?


Certo che sì. So che non va più di moda da un bel pezzo, ma credo sia molto più tirata per i capelli asserire che non esiste nulla che non possiamo vedere, toccare o comunque sperimentare coi nostri sensi che non il contrario. Sono molto attratto da scienza e tecnologia, ma sono altresì consapevole che, a un certo punto, anche queste si fermano e non servono più a niente, messe di fronte i grandi interrogativi. A quel punto, capisci che c’è dell’altro, che è proprio lì, davanti a te, anche se non lo vedi. Fatte le dovute proporzioni, siamo come formiche indaffarate nelle loro cose: sopra di loro torreggiano gli esseri umani che costruiscono autostrade e teatri, ma loro non se ne accorgono, e se se ne accorgono, non lo capiscono. Ci sono diversi ordini di grandezza nell’universo, e l’uomo non può concepirli tutti, anche se la sua strafottenza è abbastanza sviluppata in parecchi di noi da indurlo a pensare il contrario.
Tu non ti occupi direttamente di scrittura, ma vorrei chiederti ugualmente da dove vengono fuori i tuoi lavori.


Credo che quello che faccio, e che faccia ogni creativo, indipendentemente dalla sua sfera d’azione, sia una risultante, una summa di tutti i nostri stimoli mediati dalla nostra sensibilità e dal nostro gusto personale… poi, magari, corretti cercando di renderli “masticabili” al grande pubblico.
In passato ho realizzato comunicazione per parecchie società note e meno note, e continuo a farlo. Non sono particolarmente affezionato ai lavori commerciali: quelli devono funzionare e basta. Però mi diverto moltissimo con Photoshop, la mia scatola di colori due punto zero.
Ti allego una mia immagine che ho fatto girare molto poco in rete, spero vi piaccia.


Grazie per il bellissimo regalo anche a nome di tutti i visitatori del mio garage. Ospitare un tuo lavoro è come trasformarsi in un galleria d’arte. C’è un personaggio o un fatto (storico, politico, religioso, sociale) a cui ti senti particolarmente legato e/o che ha influito e influisce sulle tue scelte?

Non credo, anche se mi sarebbe piaciuto.Ogni uomo possiede una sua grandezza, ma va rapportata all’universo e al contesto in cui ha agito (e potuto agire). Ci sono uomini che hanno messo in gioco tutto per far progredire gli altri. Probabilmente è a loro che va la mia ammirazione, ma non credo riuscirei ad avvicinarmici. Ho troppi limiti e troppi difetti.
Come ognuno di noi, d'altronde. So che questa domanda richiederebbe molto più spazio perché ingloba troppe varianti sottintese, ma comunque te la faccio, come l’ho fatta a tutti gli altri: ti piace l’Italia oggi? quali sono i suoi pregi, i difetti, le potenzialità?
Questa è una brutta domanda. Perché è veramente difficile dare una bella risposta.
L’attuale governo è una barzelletta che non fa più ridere da anni. E l’opposizione è la peggiore che si possa immaginare. E il bello (o meglio, il brutto), è che ci meritiamo tutto questo. Non solo perché questa gente l’abbiamo votata noi, ma perché è lo specchio preciso di un popolo che, per mentalità, tradizione, indole o quello che vuoi, è portato a fregarsi l’uno con l’altro, a saltare la coda, a stare meglio a discapito di qualcuno meno sveglio, a non guardare lontano, a mettere le toppe piuttosto che a rifondare. Non ti racconterò balle pseudopatriottiche: vorrei non essere nato qui, anche perché una parte di tutto quanto ho sopraelencato è scritto anche nel mio dna personale, e non mi piace per niente.
Quelli che soffiano sul fuoco del populismo, dicono che l’Italia è messa in queste condizioni per colpa degli extracomunitari che ci hanno invaso. Tu cosa pensi dei flussi migratori che specie negli ultimi venti anni stanno cambiando gli equilibri culturali, sociali e politici d’Italia e d’Europa?


Che ci sono sempre stati, e sempre ci saranno.

Anche qui, c’è molta ipocrisia e la tendenza, per dirla come dicono qui a Roma, a fare i froci col culo degli altri. Finché certi aspetti della società non ci colpiscono direttamente, siamo tutti illuminati e progressisti. Ma il razzismo sonnecchia in ciascuno di noi, te l’assicuro. In alcuni forse dorme più profondamente, ma non è neanche quello una colpa: la xenofobia è il retaggio di un’antica forma di autoconservazione. Il “diverso” andava tenuto a distanza per la propria incolumità. Oggi le cose sono cambiate, ma non poi tanto.
Parlando invece della cosiddetta fuga di cervelli, cosa dirti? È solo una conseguenza di un certo stato di cose.
Pagheremo il prezzo della nostra miopia più avanti, quando sarà troppo tardi.
Interessante vedere, come fai tu, anche l’aspetto di chi emigra perché non riesce ad esprimere le proprie potenzialità intellettuali in Italia e cerca sbocchi all’estero. Ed ora dicci una cosa, una qualunque, che vorresti restasse di te.


Non saprei. Un pensiero, un ricordo, magari una gentilezza spesa quando serviva.
E dove andrai in vacanza quest’estate?



Austria. Con degli amici che hanno già organizzato ogni cosa. Io odio organizzare. Mi viene meglio improvvisare, ma quello lo riservo per le piccole vacanze che mi regalo da solo. Come la settimana a Madrid che mi aspetta a metà giugno, non vedo l’ora.

Il tempo è finito, così come le domande. Penso che per molti di noi, adesso, Luca non sia più solo un ottimo professionista, di cui magari ci siamo pure serviti qualche volta, ma anche un uomo con cui condividere passioni, idee, progetti futuri; sempre se la sua innata riservatezza ce lo permetterà. Lo lasciamo tornare alle sue macchine infernali in attesa di un altro suo salto nell’altra dimensione, da dove ci porterà ancora una copertina, un disegno, un video per stupirci.
Questa volta faccio uno strappo alla regola e invece di proporvi il semplice link per il brano musicale scelto da Luca, vi inserisco il video direttamente, visto che a suo modo è un piccolo gioiello da vedere oltre che da ascoltare. D'altra parte l'ha scelto lui...


TIM

(Le altre interviste possibili: Nick, Simone M., Glauco, Alex, Edu, Ariano e Elvezio)


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