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mercoledì 16 marzo 2011

Habemus Papa

Habemus Papa di Lei&Vandelli
Tra gli interessanti servizi che il blog di Glauco offre c'è questa pagina dove sono riportati i link di siti, blog e quant altro si occupi di scrittura e in particolare di ebook da scaricare gratuitamente (ci sono anch'io! mamma mia che paura e che responsabilità!). Ed è proprio qui che ho scoperto la casa editrice Kult che si definisce "una delle più antiche case editrici virtuali italiane". Su questo sito trovate "centinaia di e-book gratuiti, recensioni, notizie, racconti e molto altro" e a loro si può anche "inviare materiale da pubblicare in e book gratuiti". Devo dire che i titoli che ho visto finora fanno tranquillamente il paio con quelli della Edizioni Scudo, attingendo agli stessi generi (dal fantasy alla fantascienza all'horror) e anzi aggiungendo anche narrativa contemporanea e thriller che, mi sembra, la Scudo non tratti così copiosamente. Inoltre le copertine della Kult sono più moderne, meno gridate ma ugualmente suggestive ed efficaci. Insomma una confezione che soddisfa, tanto che ho fatto un piccolissimo pensiero di mandargli qualcosa di mio; ma era un pensiero talmente piccolo che appena è uscito l'ho perso e non so più dove l'ho messo.
Questo preambolo era doveroso, per presentare anche questa meritoria realtà editoriale. Meritoria per due motivi: perché dà la possibilità a chi scrive pur senza avere mire di pubblicazione cartacea di rendersi visibile ad un pubblico abbastanza vasto; e perché la gratuità del dowload incoraggia a scaricare e leggere sempre di più. Poi ognuno potrà con un semplice clik scaraventare nel cestino qualche ciofeca per la quale, comunque, non ha speso una lira, anzi un euro.

Venendo alla mia specifica lettura, qualche giorno fa ho preso il mio Cybook, ho scelto un libro che mi potesse riempire una mezz'oretta e l'ho aperto, attratto anche dal titolo (come è vero che il titolo conta!). E sono stato fortunato, perché questo Habemus Papa di Lei&Vandelli è un racconto piacevole.
Cosa ci fanno un papa suicida, un prete di campagna ma col cervello fino, un camerlengo alcolizzato e una squadra di cacciatori di vampiri a Roma? anzi proprio tra le mura del Vaticano? addirittura dentro le sacre stanze del capo di Santa Madre Chiesa?
Chiedetelo a Lei&Vandelli. I quali vi rimanderanno, appunto, al loro bel (a mio parere, come sempre)racconto di 20mila parole che senza scadere nel dramma né nella commedia affronta una storia di vampiri a metà strada tra la tecnologia dei telefonini e gli antichi riti esorcistici medievali.
Perché leggerlo? anzitutto perché è scritto bene, anche formalmente, in un ottimo italiano (merce rara oggigiorno!) e con pochissimi refusi. Poi perché acchiappa il lettore, con le sue scene cinematografiche da giallo d'azione, sapientemente iniziate e interrorre per quel tanto che fa vedere e nasconde. Il lettore deve solo stare attento ai vari personaggi e poi tirare le fila e ricucire il tutto, cosa che si fa senza difficoltà.
Certo parlare di 'omaggio a Carpenter', di 'gotico moderno' come fa la presentazione mi sembra troppo, però i due mi sembrano su una buona strada, quanto meno perché hanno le idee chiare e la tecnica pronta. Questo Habemus Papa è annunciato come "il primo episodio di una serie dedicata ai Cacciatori", e non so se gli autori hanno partorito altro dal 2005 ad oggi. Io non ho trovato niente, ma se qualcuno di voi sa qualcosa parli ora o mai più! Magari sono diventati famosi col loro vero nome e io non lo so. Ma che ci volete fare, io non sono un critico letterario; è solo che mi piace leggere e sono contento se qualcuno di voi condivide le mie sensazioni di lettura.
Per concludere, il libro placet, sicuramente.
Buona festa dell'Unità d'Italia! e non mi venite a dire che questa è dissacratoria, con tutto quello che succede davvero oggi in Italia!
TIM

lunedì 7 marzo 2011

Ucronie e altre amenità

E' stato un fine settimana proficuo per la lettura, quindi ora sono qui, come lunedì scorso, a resocontarvi sui miei peregrinaggi nel mondo degli autori e delle storie.
Ma prima di arrivare alle cose del mio garage, è doverosa la segnalazione della conclusione, con la proclamazione dei vincitori, del concorso Ucronie Impure, organizzato dall'amico Alex Girola. Sul suo sito troverete ogni cosa che possa saziare la vostra curiosità. Naturalmente congratulazioni ai vincitori e all'organizzatore. Aspetto, speriamo a breve, l'ebook con i racconti finalisti.
Ma torniamo alla mia domenica di letture.
Questa volta, accanto a due letture prese dal mio fidato Cybook, c'è anche un racconto "di carta", tratto da un'antologia curata da Marco Vichi, Delitti in Provincia, ed. Guanda.
Se avrete la fortuna di tenere in mano questo bel volume grigio, da pagina 153 a pagina 182 trovate un piccolo gioiellino di Gianluca Morozzi, Il ghiaccio sottile. E' una storia che vi colpirà duro e vi lascierà senza fiato, anche grazie ad un finale per nulla scontato, ma in qualche modo annunciato da una serie di piccoli indizi lasciati qua e là con sapienza. E' uno di quei lavori che mi sarebbe piaciuto aver scritto io, visto che lo stile, asciutto ma non scarno, mi piace molto. Un padre straziato dal dolore per l'incidente di cui è vittima il figlio può conservare la lucidità per scoprire il vero autore di questa atrocità? e soprattutto resistere alla soluzione del mistero? Sicuramente: placet.
E veniamo alle letture dallo schermo del mio ereader. Entrambi i lavori li ho pescati dalle Edizioni Scudo che ha il pregio di fornire gratuitamente tanta bella roba. Anche Glauco e Simone si sono serviti di loro per la distribuzione delle proprie opere. Quelli della Scudo dicono nella presentazione: Lo scopo delle nostre attività è promuovere la conoscenza di opere e di autori che ci piacciono, come primo requisito, e che pensiamo possano dare "qualcosa" al lettore, ma senza che questo debba precludere il divertimento (che spesso è la chiave della passione e quindi del vero apprendimento). Cosa li spinge? Innanzitutto l'amore atavico che portiamo per la letteratura fantastica, poi una fettina di gloria, un angolino di fama, molta soddisfazione personale e un mecenatismo (parola questa oramai poco utilizzata nel nostro paese) che ci porta a promuovere gli autori che meritano. Davvero una bella operazione! E' anche vero che non tutto quello che pubblicano vale la pena di essere letto, ma almeno tutti possono avere il loro quarto d'ora di celebrità con la possibilità di un prodotto confezionato come si deve, con le belle copertine di Luca Oleastri che non saranno capolavori estremamente originali, ma danno soddisfazioni. Se poi l'autore vale veramente, avrà avuto la sua possibilità e l'avrà saputa sfruttare. E soprattutto sarà stato il lettore a giudicare e non un qualche editor di convenienza.
Una delle due cose che ho letto ieri è stato Le serate del Blue Buzzard di Pierre Jean Brouillaud, scrittore di FS francese, con all'attivo un mucchio di lavori. A me sinceramente questa antologia di racconti legati al Blu Buzzard, un locale pieno di tipi strani, non è piaciuta affatto. Le storie potrebbero avere anche un senso, ma solo nella testa dello scrittore, e al linguaggio che vuol essere da giallista duro, invece, si fa fatica a star dietro; tanto che dopo tre racconti, ho lasciato perdere l'improbabile cronista del San Juan Chronicle e le sue storie. C'è da tener conto che si tratta di un'opera nata in francesce, e molto potrebbe giocare una traduzione fatta male. Qualche sintomo c'è se badate che, ad esempio, una non vedente è 'ceca' invece che 'cieca' e che riferendosi ad una donna il pronome diventa 'gli' invece di 'le'. Il mio giudizio di pancia è, comunque, che non placet.
Lasciata la Francia sono tornato in Italia e sempre dal cappello della Scudo ho tirato fuori Fabio Calabrese con il suo Dentro e fuori di noi, 4 belle storie di FS in tutte le salse. Se ci si abitua alle frasi chilometriche (anche una pagina intera di ereader!) è scritto bene. Le storie filano e i personaggi sono sempre al loro posto, né sopra né sotto le righe. C'è da dire che uno di questi racconti, Inner Space, è scritto con Roberto Furlani, e anche questa prova non mi è dispiaciuta, specie se si tiene conto del fatto che scrivere a quattro mani è sempre rischioso oltre che faticoso. Alla fine, placet.
Bene, non voglio tediarvi oltre con le mie lungaggini, perciò vi dò appuntamento alla prossima. E vi lascio da inguaribile romantico!
TIM

lunedì 28 febbraio 2011

Una... benedetta domenica!

Domenica di riposo nel mio garage. Perciò ho tirato fuori il mio Cybook e mi sono dato alla lettura in ordine sparso. Così eccomi qui a darvi il mio parere di pancia, come sempre assolutamente soggettivo e non vincolante, su alcune operette che ho avuto modo di visionare.
Partiamo subito con un piccolo gioiello della editrice EbookAndBook: In bilico di Luigi Musolino. Devo ringraziare per questa lettura lo Sciamano che aveva qualche giorno fa segnalato il bellissimo racconto sul suo blog. Il nome (Luigi Musolino) avrebbe dovuto essere una certezza, ma anche gente del calibro di King dopo On Wryting aveva tirato i remi in barca. Perciò ci sono andato coi piedi di piombo; ma con Musolino sono rimasto ampiamente a bordo. In bilico è un ottimo racconto, al giusto punto tra critica sociale (con un ambientazione piena di cassa integrazione, paura di lincenziamento, e tutto ciò che questo dramma porta nei rapporti sociali) e visioni di una realtà distorta più dall'innaturale, a mio parere, che dal soprannaturale. Tutti sono in bilico, i vivi e i morti, coloro che ancora sperano e coloro che hanno sperato e si sono accorti che quella che sembrava la salvezza in effetti era l'ultimo passo verso il nulla. Non dico di più sulla trama perché oltre la storia c'è una scrittura senza sbavature, precisa ed essenziale; perciò voglio solo invitarvi a dedicare una mezz'oretta tranquilla a questo racconto. Insomma: placet.
Dalle note liete a un flop colossale, sempre a mio parere. E' la volta di Genova per noi, di Cristiano Pugno, Edizioni Scudo. Le note di presentazione strombazzano una spy-story al femminile, dove femmine cazzute si trovano a Genova immischiate in un'azione degna di James Bond ma con la ferocia di Bruce Willis: "Un divertente poliziesco che fa sperare di vedere altre avventure delle anti-eroine che ne sono protagoniste". La storia mi ha ricordato pari pari, anche in alcune scene, un racconto già letto da qualche parte (ma mi potrei sbagliare perché la mia memoria spesso mi gioca brutti scherzi). Le 'anti-eroine' mi hanno dato l'idea di stereotipi buttati lì per riempire le pagine di qualcosa. Non me ne voglia l'autore, ma il mio parere non fa sicuramente testo e magari troverò altri suoi lavori che rasentano il capolavoro. Per ora è così: non placet.
Un bel lavoro, invece, sempre per i tipi 'virtuali' della Edizioni Scudo è quello di Luca Mariani - Marcello Moribonti II: Storie di Antomox. Riprendendo lo schema di Dune di Frank Herbert, Luca Mariani (è proprio lui?) ricrea un suo mondo, anzi dice di volerlo semplicemente portare alla nostra conoscenza dopo che "tale Guido Peccianti, bibliotecario della nazionale di Firenze" l'ha ricevuto per vie stranissime; potete andarvi a rileggere l'introduzione. Ad una prima occhiata potrebbe dare l'impressione di un lavoretto da dilettanti, invece la lettura riscatta completamente la prima sensazione: nessun capolavoro, ma storie belle, raccontate bene, un mondo futuro ma credibile, molto figlio del nostro, specie negli eccessi. Una storia su tutte è Don, Amon, che pur nella sua brevità rapisce e fa atterrare veramente su un mondo alternativo. Sicuramente: placet.
Infine giochiamo un po' in casa. E' la volta di Racconti 2006-2010 autoprodotto da Gianluca Redrum Santini. Le sue storie si leggono con gusto, fanno viaggiare abbastanza con la fantasia; peccato che (ma lo ammette lui stesso nell'introduzione: ha fatto solo una 'ricerca di errori e sviste') mancano di un po' di editing, che invece avrebbe fatto salire di molto le quotazioni di questo lavoro. Preparatevi ad un claustrofobico 'Risveglio' e ad affrontare una landa ghiacciata dove la 'Sopravvivenza' è a qualunque costo. Molto bello il tributo a Lovercraft di 'Un destino imposto' che richiama la storia e le atmosfere di "Colui che sussurrava nelle tenebre", o almeno così a me pare. (A proposito: sapevate che io sono nato nello stesso giorno e mese di H.P.L.?). Detto questo non posso che dire: placet juxta modum.
Alla fine, comunque, è stata una bellissima domenica.
TIM
(non so perché ad un certo punto del post mi cambia il carattere; ho provato di tutto, ma niente. Mi scuso con tutti)
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