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martedì 5 aprile 2011

Facciamoci del male


immagine rubata qui
Oggi mi voglio far del male. Niente paura, non sono un masochista né un aspirante suicida. Ma mi sento anch'io un po'... spam.
Andiamo con ordine. Ricordate quando tempo fa ho parlato di Habemus papa, il romanzo di Lei&Vandelli? Beh, anche se non vi torna in mente non fa niente, potete andare a riguardarvi il link. Bene, dopo di allora la lei del duo, che non è Lei ma Vandelli (sì, lo so, la cosa è complicata ma è così: sono Nadia Vandelli e Maurizio Lei, sempre che non abbia capito male anch'io), la lei, dicevo, mi ha scritto un po' di cosette sue personali, io gli ho scritto le mie; normale corrispondenza insomma. Tra le altre cose sono riuscito, sotto tortura, a costringerla a leggere il mio racconto Un giorno lungo quarant'anni e proprio stamane mi è arrivata una sua letterina in cui mi dice che dopo matura e attenta riflessione ha pensato di farmi sapere quanto segue:
Hai un ottimo controllo della lingua, ma tendi a essere troppo ingessato, a scapito della spontaneità. Meglio il discorso indiretto, rispetto ai dialoghi: all'inizio mancano i "fondamentali", ovvero la coerenza che crea la tensione necessaria per far proseguire la storia. Il cattivo può anche apparire buono, comprensivo," possibilista", ma il lettore deve avere ben chiara la manipolazione che cerca di mettere in atto. Alza il livello il seguito, che però torna a cadere verso il basso col finale, un po' troppo scontato. Tendi a quello che gli sceneggiatori di fumetti chiamano "spiegone": i personaggi parlano o pensano quello che può essere mostrato. Nella narrativa di genere questo si cerca di evitarlo.
Ecco come si distrugge un brillante inzio di carriera letteraria. E' anche vero che lei (nel senso di Nadia, non di Lei) mi ha addolcito la pillola scrivendo che sono solo opinioni. E come tutte le opinioni risentono dei gusti personali, ma il messaggio è stato chiaro: non c'è un posto di operaio alla manutenzione degli scarichi industriali libero nei prossimi anni? E' anche vero che io per primo le ho confessato, senza bisogno di torura, che il racconto risente di una scrittura piatta e informe, che avevo deciso di darlo in lettura più per disperazione che per convinzione dopo un editing lungo e travagliato, e che alla fine si trattava solo di un dinosauro morente (l'ho definito proprio così, che poi che vuol dire? Boh! Però fa molto critico letterario!).
Ecco, questo è quanto.
Mi resta solo da annoiarvi con ciò che vi avevo promesso ieri e cioé dirvi quello che ho acquistato al mercatino dell'usato domenica. So' che alla stragrande maggioranza di voi non frega niente, ma ormai, perso per perso...
Dunque, per la modica ed equa somma totale di € 3,50 ho portato a casa: Morte dell'erba, di J. Christopher, un Urania del '98 (imbeccato dalla segnalazione di Alex di qualche giorno fa); Il meglio della S.F. II: l'olimpo dei classici moderni, a cura di G. Dozonis, Millemondi inverno 2009; un volume doppio de I Miti Novecento Mondadori del 2000 con i due capolavori di Ray Bradbury Fahreneit 451 e Cronache marziane. Mi sa che questa volta più di qualcuno di voi sta rosicando, quanto meno per il prezzaccio...
Ciao!
TIM
(P.S. per Nadia: naturalmente il tono è solo uno scherzo, a volte mi vengono così!)

mercoledì 23 marzo 2011

Scrivere e leggere in Italia


Immagine tratta da qui

Sulla scia di alcuni post, tra cui quello di Alex, ho pensato di proporre una piccola riflessione sul mondo della scrittura e dell'editoria italiana. Non abbiate paura, io non sono un critico letterario, o uno di quelli che parte lancia in resta a favore o contro qualcosa o qualcuno, magari per partito preso o per soldi. Sono semplici riflessioni scoordinate di un blogger che vede delle cose e ci pensa un po' su.
1. Scrivevo nel commento al post di Alex su citato:  Penso che purtroppo gli italiani seri e bravi non abbiano il posto che meritano perché male distribuiti e quindi poco conosciuti se non da una sparuta minoranza. Io sto sperimentando da un po' di tempo la lettura di tutti gli sconosciuti e sfigati autoprodotti sui siti di ebook gratis (...). E devo dire che a volte mi capita di trovare gente interessante, che scrive bene e ha delle idee. Poi vai a vedere e magari è un lavoro di 5-6 anni fa; nel frattempo la persona in questione non ha avuto l'opportunità di far conoscere altro perciò ha abbandonato le speranze e la penna. E a volte è un peccato. Anche per questo ho deciso di proporre sul mio blog le recensioni di questi lavori di 'emeriti sconosciuti'. Far conoscere, anche se a questi livelli così caserecci, autori e lavori italiani mi fa piacere,anche se poi nessuno li va a vedere.
Proprio stamane ha scritto un commento al mio post Habemus papa uno degli autori dell'ebook, e diceva, tra l'altro, che comunque un libro sono poi riusciti a stamparlo. Non ho la tempistica di questa operazione, quindi non so se il romanzo è stato pubblicato da poco, o subito prima o subito dopo Habemus Papa. Comunque vada significa che qualcuno ha creduto in loro, a prescindere poi da come sia andato il libro stesso. A me il loro lavoro è piaciuto, l'ho già detto e ridetto, e sarei felice se qualcuno potesse dar loro un'altra occasione, sempre nel caso proponessero qualcosa di buono (altrimenti ricadremo nel circolo vizioso per cui pubblica solo chi è gia del giro, anche se il lavoro è una schifezza). Probabilmente se gli editori dedicassero un po' più di tempo ad andare a girovagare nel mondo delle autoproduzioni, degli ebook più o meno gratuiti e quantaltro, sarebbe più facile che scrittori cosiddetti emergenti avessero l'opportunità di essere conosciuti, di smettere di essere emergenti e di trovarsi finalmente a navigare in superficie. Tutti hanno diritto ad una occasione, se la vogliono, e questa degli ebook gratuiti o variamente autoprodotti è una strada importante.
2. Secondo argomento, strettamente collegato al primo e sempre con riferimento a scrittori italiani. Premetto solo che tutti i corsivo da qui in avanti sono sottolineature mie. Mi capita sempre più spesso di leggere, anche in produzioni cartacee, strafalcioni ortografici, grammaticali e sintattici. Un esempio per tutti. Ho comprato ad un mercatino dell'usato, mia riserva di caccia naturale, il libro di Giorgio Baietti I guardiani del tempo, della collana Mysterica, ed. PIEMME. Ne ho letto una trentina di pagine e finora l'unica cosa degna di nota che ho trovato sono le sgrammaticature e le espressioni gergali ricorrenti. Pg. 24: "Ogni tanto noi della 1° Compagnia ci si sentiva... " (mi stridono ancora le orecchie!); "Un impiegata con accento calabrese mi rispose che negli elenchi... e lei che abitava lì da cinque anni, dopo aver vinto normale concorso da istruttore amministrativo..." (che c'entra quest'informazione col resto della storia?); pg. 16: "Leggendo sperai che i Vincenti... , altrimenti mi immagino..." (è difficile pensare che nel contesto qualcun altro potesse pensare a posto suo). E potrei continuare così per ancora molto tempo. E siamo solo alle prime pagine! Ora, se pur l'autore scrive e parla così (perché probabilmente scrive come parla), un editor anche alle prime armi avrebbe dovuto por fine a questo scempio della lingua italiana. Non mi soffermo poi sul contenuto del libro: dico solo che è paragonabile, finora, a quelli che io spesso chiamo 'i diari della domenica' che il maestro delle elementari ci faceva scrivere ogni lunedì per raccontare la cronaca del nostro week end.
Vi tedio solo con un altro esempio, questa volta tratto dal web, per la precisione da qui. E' la presentazione di un ebook gratuito e il curatore (Contebiz) scrive: "Vi presentiamo l’ebook targato horrorlandia.it. Lo stesso è composto da dieci racconti horror, selezionati tra tutti quelli che hanno partecipato al concorso letterario “incubi nel regno di Horrorlandia”, che avevano lo scopo preciso di essere ambientati a Horrorlandia." E conclude: "Addentratevi in un incubo senza fine. Buona lettura." Qui non si capisce se l'incubo senza fine è dato dal contentuo dei racconti, a cui peraltro non ho ancora dato un'occhiata, o dalla loro forma letteraria, perché se sono scelti da gente che si esprime così, stiamo freschi.
Certo, se prima ho spezzato una lancia a favore degli autoprodotti, poi ho trovato un esempio che demolisce la mia tesi. Ma questo dimostra solo che in giro si trova tutto e il contrario di tutto. L'importante, però, è girare, cercare siti, far conoscere; e in questo senso il servizio del sito di Glauco è utilissimo e non mi stancherò mai di citarlo.
Lo so, sono stato mooolto lungo, ma mi interessava dire delle cose e provarle con esempi sul campo, perché non sembrino vaneggiamenti di un arteriosclerotico.
Io ho detto la mia, voi dite la vostra.
TIM

mercoledì 16 marzo 2011

Habemus Papa

Habemus Papa di Lei&Vandelli
Tra gli interessanti servizi che il blog di Glauco offre c'è questa pagina dove sono riportati i link di siti, blog e quant altro si occupi di scrittura e in particolare di ebook da scaricare gratuitamente (ci sono anch'io! mamma mia che paura e che responsabilità!). Ed è proprio qui che ho scoperto la casa editrice Kult che si definisce "una delle più antiche case editrici virtuali italiane". Su questo sito trovate "centinaia di e-book gratuiti, recensioni, notizie, racconti e molto altro" e a loro si può anche "inviare materiale da pubblicare in e book gratuiti". Devo dire che i titoli che ho visto finora fanno tranquillamente il paio con quelli della Edizioni Scudo, attingendo agli stessi generi (dal fantasy alla fantascienza all'horror) e anzi aggiungendo anche narrativa contemporanea e thriller che, mi sembra, la Scudo non tratti così copiosamente. Inoltre le copertine della Kult sono più moderne, meno gridate ma ugualmente suggestive ed efficaci. Insomma una confezione che soddisfa, tanto che ho fatto un piccolissimo pensiero di mandargli qualcosa di mio; ma era un pensiero talmente piccolo che appena è uscito l'ho perso e non so più dove l'ho messo.
Questo preambolo era doveroso, per presentare anche questa meritoria realtà editoriale. Meritoria per due motivi: perché dà la possibilità a chi scrive pur senza avere mire di pubblicazione cartacea di rendersi visibile ad un pubblico abbastanza vasto; e perché la gratuità del dowload incoraggia a scaricare e leggere sempre di più. Poi ognuno potrà con un semplice clik scaraventare nel cestino qualche ciofeca per la quale, comunque, non ha speso una lira, anzi un euro.

Venendo alla mia specifica lettura, qualche giorno fa ho preso il mio Cybook, ho scelto un libro che mi potesse riempire una mezz'oretta e l'ho aperto, attratto anche dal titolo (come è vero che il titolo conta!). E sono stato fortunato, perché questo Habemus Papa di Lei&Vandelli è un racconto piacevole.
Cosa ci fanno un papa suicida, un prete di campagna ma col cervello fino, un camerlengo alcolizzato e una squadra di cacciatori di vampiri a Roma? anzi proprio tra le mura del Vaticano? addirittura dentro le sacre stanze del capo di Santa Madre Chiesa?
Chiedetelo a Lei&Vandelli. I quali vi rimanderanno, appunto, al loro bel (a mio parere, come sempre)racconto di 20mila parole che senza scadere nel dramma né nella commedia affronta una storia di vampiri a metà strada tra la tecnologia dei telefonini e gli antichi riti esorcistici medievali.
Perché leggerlo? anzitutto perché è scritto bene, anche formalmente, in un ottimo italiano (merce rara oggigiorno!) e con pochissimi refusi. Poi perché acchiappa il lettore, con le sue scene cinematografiche da giallo d'azione, sapientemente iniziate e interrorre per quel tanto che fa vedere e nasconde. Il lettore deve solo stare attento ai vari personaggi e poi tirare le fila e ricucire il tutto, cosa che si fa senza difficoltà.
Certo parlare di 'omaggio a Carpenter', di 'gotico moderno' come fa la presentazione mi sembra troppo, però i due mi sembrano su una buona strada, quanto meno perché hanno le idee chiare e la tecnica pronta. Questo Habemus Papa è annunciato come "il primo episodio di una serie dedicata ai Cacciatori", e non so se gli autori hanno partorito altro dal 2005 ad oggi. Io non ho trovato niente, ma se qualcuno di voi sa qualcosa parli ora o mai più! Magari sono diventati famosi col loro vero nome e io non lo so. Ma che ci volete fare, io non sono un critico letterario; è solo che mi piace leggere e sono contento se qualcuno di voi condivide le mie sensazioni di lettura.
Per concludere, il libro placet, sicuramente.
Buona festa dell'Unità d'Italia! e non mi venite a dire che questa è dissacratoria, con tutto quello che succede davvero oggi in Italia!
TIM
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