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Andiamo con ordine. Ricordate quando tempo fa ho parlato di Habemus papa, il romanzo di Lei&Vandelli? Beh, anche se non vi torna in mente non fa niente, potete andare a riguardarvi il link. Bene, dopo di allora la lei del duo, che non è Lei ma Vandelli (sì, lo so, la cosa è complicata ma è così: sono Nadia Vandelli e Maurizio Lei, sempre che non abbia capito male anch'io), la lei, dicevo, mi ha scritto un po' di cosette sue personali, io gli ho scritto le mie; normale corrispondenza insomma. Tra le altre cose sono riuscito, sotto tortura, a costringerla a leggere il mio racconto Un giorno lungo quarant'anni e proprio stamane mi è arrivata una sua letterina in cui mi dice che dopo matura e attenta riflessione ha pensato di farmi sapere quanto segue:
Hai un ottimo controllo della lingua, ma tendi a essere troppo ingessato, a scapito della spontaneità. Meglio il discorso indiretto, rispetto ai dialoghi: all'inizio mancano i "fondamentali", ovvero la coerenza che crea la tensione necessaria per far proseguire la storia. Il cattivo può anche apparire buono, comprensivo," possibilista", ma il lettore deve avere ben chiara la manipolazione che cerca di mettere in atto. Alza il livello il seguito, che però torna a cadere verso il basso col finale, un po' troppo scontato. Tendi a quello che gli sceneggiatori di fumetti chiamano "spiegone": i personaggi parlano o pensano quello che può essere mostrato. Nella narrativa di genere questo si cerca di evitarlo.
Ecco come si distrugge un brillante inzio di carriera letteraria. E' anche vero che lei (nel senso di Nadia, non di Lei) mi ha addolcito la pillola scrivendo che sono solo opinioni. E come tutte le opinioni risentono dei gusti personali, ma il messaggio è stato chiaro: non c'è un posto di operaio alla manutenzione degli scarichi industriali libero nei prossimi anni? E' anche vero che io per primo le ho confessato, senza bisogno di torura, che il racconto risente di una scrittura piatta e informe, che avevo deciso di darlo in lettura più per disperazione che per convinzione dopo un editing lungo e travagliato, e che alla fine si trattava solo di un dinosauro morente (l'ho definito proprio così, che poi che vuol dire? Boh! Però fa molto critico letterario!).
Ecco, questo è quanto.
Mi resta solo da annoiarvi con ciò che vi avevo promesso ieri e cioé dirvi quello che ho acquistato al mercatino dell'usato domenica. So' che alla stragrande maggioranza di voi non frega niente, ma ormai, perso per perso...
Dunque, per la modica ed equa somma totale di € 3,50 ho portato a casa: Morte dell'erba, di J. Christopher, un Urania del '98 (imbeccato dalla segnalazione di Alex di qualche giorno fa); Il meglio della S.F. II: l'olimpo dei classici moderni, a cura di G. Dozonis, Millemondi inverno 2009; un volume doppio de I Miti Novecento Mondadori del 2000 con i due capolavori di Ray Bradbury Fahreneit 451 e Cronache marziane. Mi sa che questa volta più di qualcuno di voi sta rosicando, quanto meno per il prezzaccio...
Ciao!
TIM
(P.S. per Nadia: naturalmente il tono è solo uno scherzo, a volte mi vengono così!)


