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sabato 17 dicembre 2011

Comunicato stampa della NGUEP

qui
Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato stampa della Nino Geremicca Usual Electronic Publisher:


La Nino Geremicca Usual Electronic Publicher è lieta di annunciare l'imminente pubblicazione di


DELL'ESSERE E DEL SEMBRARE


primo episodio della nuova serie, che è già un cult tra i lettori italiani e lettoni Francesco Bacone Commissario!
Il genere che lega alla poltrona milioni di persone in tutto il mondo!
Dallo stesso autore di "Un giorno lungo quarant'anni", "Quel che resta", "Lucia" e tanti altri indimenticabili best seller!


Riportiamo dalla quarta (e in parte quinta) di copertina:
Il Commissario Francesco Bacone nasce su precisa richiesta di Loriano Macchiavelli, creatore di Sarti Antonio.In una sua lettera del 20 agosto 2008, Macchiavelli scriveva all'autore: "Con la scomparsa di Sarti, Cantoni, Rosas, il giallo italiano rischia di spegnersi. E' per questo che ti scrivo, conscio del fatto che solo tu puoi ridare fiato a questo genere. Troppi scribacchini stanno affossando il vero giallo all'italiana, occhieggiando coi loro racconti e romanzi solo ad un pubblico di bocca buona, quello a cui basta un coltello piantato nella schiena e un paio di tette messe generosamente in mostra."
D'altra parte anche Umberto Eco in un articolo su "La Gazzetta di Arkam" del 13 ottobre 2010 chiama a gran voce il nostro autore: "Vengano presto salvatori del poliziesco italiano. E so per certo che c'è già chi ci sta lavorando e con ottimi risultati." Infatti qualche settimana prima, incontrando l'autore alla presentazione del prequel de "Il nome della rosa" ("Il nome del bocciolo di rosa", N.d.R.) Eco restò positivamente impressionato dal plot del racconto del commissario Bacone, e incoraggiò l'autore a proseguire la sua opera.
Finalmente questo primo episodio dell'ennalogia del Commissario Francesco Bacone è pronto e fra pochissime ore sarà tutto vostro!
Appuntamento qui, su questo blog! A presto!


Il blog Il Garage di Demetrio, pur avendo accettato la pubblicazione del presente comunicato (per motivi economici), prende le distanze dal suo contenuto, rimettendo alla sola Nino Geremicca Usual Electronic Publicher la responsabilità delle proprie affermazioni.
TIM

venerdì 25 novembre 2011

Due siparietti


qui
 **Bacone i capelli li aveva, non folti ma li aveva.

Se fosse stato un interrogatorio e lui l’indiziato, un testimone lo avrebbe descritto come un tipo normale.
“Ma normale in che senso?”
"Normale, né alto né basso, capelli castani, anzi abbastanza sul bianco. Sì, forse un po’ di pancetta, ma nel complesso un uomo di mezza età.”
“Ma gli occhi, il naso? Non ricorda proprio niente?”
“Ma, non saprei… normale, ecco. Sì, la barba, anzi il pizzetto, era largo…”
Largo… in che senso, come?”
“Largo…”
Continuava, senza volerlo, a paragonare cose della propria vita a quelle di detective famosi, quelli che quando li vedeva in tv gli veniva voglia di fare il poliziotto; e poi si ricordava che quello era già il suo mestiere.**

**“Commissario, c'è Claudia Belli” stava dicendo dall'interfono il piantone.
"E tu falla passare, Geremicca."
Poi rivolto a Conci:
“C'è... “
“Claudia Belli, ho sentito” interruppe l'ispettore.
“Sì... “ stava per replicare Bacone, ma non aggiunse altro, perché non aveva voglia di fare discussioni in quel momento.
Comparve Geremicca sulla porta.
Dietro di lui arrivarono due gambe lunghe come un rettilineo dell'A1 tra Frosinone e Montecassino.
“La signorina Belli” annunciò.
Conci riconobbe subito la ragazza delle foto a casa Forti. Scattò verso la porta, fece un inchino affettato alla ragazza e la accompagnò alla sedia davanti alla sua scrivania.
Nel frattempo Bacone, anticipando la mossa del suo sottoposto, era arrivato già alla scrivania e si era seduto a posto di Conci, costringendolo ad accoccolarsi su un angolo del tavolo.
Che poi da lì Conci era più comodo ad ammirare le gambe nude della ragazza.
Mado', e mo' questa come si siede senza fare vedere le mutande? Sempre se le porta! stava pensando l'ispettore mentre la ragazza si accomodava a sua volta, accavallando le gambe.
Bacone non era rimasto insensibile, anche se a modo suo. Notò mentalmente che la minigonna lasciava scoperti più centimetri di coscia di quelli ammessi dalla pubblica decenza. Poi pensò che la legge non prevedeva una misura minima di carne a vista. Però dovrebbero prescriverli, i centimetri concessi, concluse tra sé.**


(estratti da Dell'essere e del sembrare di TG, primo volume della serie Francesco Bacone, commissario. Ma tutto è provvisorio. Anche le montagne dell'Himalaya.)


TIM

giovedì 24 novembre 2011

In auto

qui
**Quel suono che continuava a sentire non era uno dei tanti avvisi che la sua vecchia Prinz gli mandava quando voleva dirgli che era quasi arrivata la sua ora.
Quindi si trattava del telefonino.
Accostò e lo tirò fuori dalla tasca del loden.
Guardò il display e alzò gli occhi al tettuccio dell'auto sbuffando. Premette il tasto verde.
"Conci! Che c'è?” cercò di mascherare l'irritazione.
“Come che c'è?!” esordì irritato l'ispettore. “Vai via senza lasciare detto niente a Geremicca!”
"Evidentemente il motivo della mia uscita non era poi così importante da farne partecipi i sottoposti” e calcò la voce sull'ultima parola.
“Si dà il caso che io, benché sottoposto” e calcò anche lui la voce “in questo momento, in tua assenza, sia responsabile di quello che succede qui dentro, e sia tenuto a sapere chi c'è, chi non c'è e perché!”

“E se ti dico che sto andando dal veterinario per un controllo al cane?”
“Tu non hai un cane.”

“E allora sto andando a parlare con Maria Serraino.”
“E chi è questa, 'mò?”
“Dovrebbe saperlo questo, lei, ispettore, chi è Maria Serraino. Si riguardi il fascicolo di Mirella Forte!” e con un sonoro eccheccazzo! chiuse la conversazione.**

(estratto da Dell'essere e del sembrare di TG, primo volume della serie Francesco Bacone, commissario. Ma tutto è provvisorio. Anche le montagne dell'Himalaya.)


TIM

giovedì 17 novembre 2011

Comunicato Stampa: Nino Geremicca sull'Ipazio Sghembo's fan club

Ricevo e volentieri pubblico questo comunicato stampa a firma Nino Geremicca giuntomi questa mattina.

COMUNICATO STAMPA

Nella mia qualità di ideatore, fondatore, presidente (pro-tempore) e amministratore dell'IPAZIO SGHEMBO'S FAN CLUB, mi pregio di comunicare quanto segue.
Come voi tutti sapete io sono un personaggio libresco, che esisto solo nella mente del mio autore e vivo nelle pagine dei suoi racconti.
Ho perciò a cuore la sorte di tutti quegli altri personaggi che come me hanno vita solo quando qualcuno ha la possibilità di leggerne le storie e le avventure.
Senza voler entrare nel merito (solo solo un agente di PS che fa il piantone in un commissariato di provincia) ho sempre pensato che ormai le classiche librerie con i volumi ben in mostra sugli scaffali siano destinate, ahimé, a perdere di prestigio, non tanto per la quantità di libri pubblicati, bensì per la loro qualità letteraria. E soprattutto perché non fanno il proprio lavoro di vetrina di tutto ciò che di valido viene pubblicato. Leggo, infatti, girando per siti e blog specializzati, che esiste tutta una produzione letteraria che non raggiunge la grande distribuzione per motivi i più disparati e tutto tranne che per merito. Penso, invece, che il futuro sia nella possibilità attraverso la pubblicazione digitale e il passaparola di far conoscere un sempre maggior numero di scrittori e, quindi, di personaggi come me vogliosi di far la conoscenza delle persone in carne ed ossa e di entrare nel loro mondo reale e immaginario (concetti che spesso hanno un confine labile e perfino a volte coincidente).
Ispirandomi, quindi, a Ipazio Sghembo, sul quale ho fatto una seppur breve ricerca storica pubblicata qui, ho deciso di aprire una libreria virtuale, se così si può chiamare.
Anzitutto, ho voluto intitolarla proprio a lui perché, essendo un personaggio dell'immaginazione, ha potuto attraversare tutta la storia del mondo e dell'umanità. E così facendo ha conosciuto tutti quegli altri protagonisti delle storie, vere e di fantasia, che hanno costruito la Storia con la "S" maiuscola.
Perché, poi, una libreria virtuale? Perché i libri che troverete saranno solo segnalati attraverso i link (termine avulso dalla mia preparazione, ma suggeritomi da Bellagamba Mario, agente scelto e mio collega di lavoro) che chiunque potrà lasciare sulla bacheca della pagina Facebook che di seguito citerò.
Perché Facebook e non un altro sito o blog? Perché, come capirete da ciò che dirò a breve, si tratterà solo di brevi segnalazioni, rimandi ad altri posti dove materialmente trovare il libro.
Fatte queste dovute precisazioni preliminari, vado a specificare ciò di cui si tratta.
L'Ipazio Sghembo's fan club è una pagina Facebook su cui chiunque può segnalare, tramite apposito link:
- i propri lavori, (in edizione digitale o cartacea, gratuiti o a pagamento) presenti e passati; potrà perciò anche trattarsi di pagine statiche di propri blog o siti;
- lavori di altri autori (con le stesse caratteristiche di cui sopra) che si ritiene meritevoli di pubblicità;
- concorsi, di cui si viene a conoscenza e/o si vuole far conoscere, organizzati da blogger, case editrici digitali o classiche, purché totalmente gratuiti e con un livello di serietà di cui ognuno garantirà;
- case editrici nuove o che comunque si ritiene di voler e dover promuovere;
- iniziative letterarie e editoriali di vario tipo e a vario titolo.
Si potranno inoltre segnalare libri letti (sempre senza distinzione fra carteceo e digitale) con un proprio giudizio minimo che però non dovrà superare la soglia della comunicazione (es.: si potrà dire: ho letto ili libro X e mi è piaciuto, gli do' un voto Y; oppure: non mi è piaciuto e do' un voto Z). Per un eventuale recensione estesa, propria o altrui, si potrà segnalare un link appropriato.
Non essendo in grado di gestire gli aspetti più tecnici della cosa e, soprattutto, non conoscendo il vasto mondo della comunicazione, sono aperto a ogni tipo di collaborazione con suggerimenti, interventi diretti sulla composizione della pagina (sarebbe bello avere un logo dedicato!) e quant'altro.
Sarò ben lieto, inoltre, di inviare il presente comunicato a chiunque vorrà pubblicarlo sul proprio sito o blog e mi farebbe piacere che l'iniziativa fosse pubblicizzata da chi vorrà aderirvi o comunque la riterrà interessante.
Con ciò ho concluso.
Ringrazio per il tempo che è mi stato dedicato e do' il link della pagina Facebook dell'IPAZIO SGHEMBO'S FAN CLUB.
Distinti saluti.

Penso che l'iniziativa appena presentata dall'ormai nostro amico Nino Geremicca possa essere interessante. Se vorrete mettervi in comunicazione con lui, potete farlo anche tramite questo blog.
Questo è quanto per oggi.

TIM

mercoledì 16 novembre 2011

Intervista a Nino Geremicca

qui
Dopo l'interessante studio biografico su Ipazio Sghembo dell'agente di PS Nino Geremicca, e in special modo incuriosito dalle sue ultime dichiarazioni, sono riuscito ad avere una breve intervista telefonica con lui.

TIM: Buongiono Agente, come va? già al lavoro?
Nino Geremicca: Buongiorno a lei! Certamente, tutti i giorni a fare il mio dovere per la collettività.
T.: Mi fa piacere sentire che ci sono sempre persone a disposizione degli altri. Sono rimasto incuriosito dall'articolo che mi ha mandato e così volevo sapere, e far sapere ai miei lettori, qualcosa in più di lei e di questo progetto cui mi accennava.
N.G.: Io non sono reale, nel senso che sono solo un personaggio letterario. E ancora non mi potete trovare nemmeno in qualche racconto, ma solo nella testa del mio creatore e su qualche paginetta manoscritta.
T.: Interessante! E quando la potremo allora conoscere meglio, sapere dove vive, cosa fa?
N.G.: Per ora il mio autore è ancora nelle curve, nel senso che ci sta lavorando su da un bel po' di tempo, ma ogni volta c'è qualcosa da aggiungere, un personaggio da rivedere (sa quante volte ho cambiato paese di nascita, ero coi baffi, poi senza, parlavo in dialetto poi no, non le dico, una vitaccia!). In questo momento sta aggiungendo alcuni capitoli. Insomma non so neanche io se sa bene quello che vuole fare.
T.: Quindi neanche lei sa ancora chi è e cosa diventerà alla fine?
N.G.:  (ride) Detta così sembra che io soffra di schizofrenia!
T.: Beh, no! Dicevo solo che non è un personaggio ben definito.
N.G.: Sì e no. Per ora so' chi sono e quello che faccio nell'ambito del commissariato dove lavoro. Le posso dire che ci saranno un commissario (Francesco Bacone) e un ispettore (Stefano Conci) e qualche altro personaggio di contorno. Ma non posso dire nient'altro, sono tenuto al segreto libresco.
T.: Capisco. E allora di Ipazio Sghembo può dirci qualcosa?
N.G.: Certamente! E' per questo che sono qua al telefono con lei. Io, Ipazio Sghembo, l'ho conosciuto. Ipazio è uno dei più grandi enigmi della storia...
T.: Beh, uno che nasce nel 9000 a.C. e vive per millenni fino ai giorni nostri!
N.G.: Ma non per quello. Nel nostro mondo, quello della letteratura, della finzione, niente è impossibile. I limiti sono solo quelli dell'immaginazione dell'autore. Quindi non bisogna meravigliarsi che Ipazio viva così tanto e si trovi in tutti i periodi storici.
T.: No, certo. E cosa ci può dire ancora di lui?
N.G.: Sicuramente che è l'uomo più sfigato della storia, come avròà potuto leggere! Ma anche un genio. Pensi che tra le altre cose ha inventato il concetto di messaggio pubblicitario.
T.: In che senso?
N.G.: Le spiego. All'incirca nel '770 dopo Cristo, Ipazio abitava con la moglie Vergezia dalle parti dell'odierna Pozzuoli. Vergezia era un tipino come dire... aperta anzicchennò, di larghe vedute, insomma. Ma, come ci ha tenuto poi a precisare Ipazio, lo faceva sempre per passione, mai per denaro. E così, poiché tutti sapevano della cosa, tranne lui, il marito (un classico!) i vicini lo additavano continuamente incontrandolo per strada facendo l'esplicito gesto delle corna. Ebbene, Ipazio fece andare il cervello e capì che dietro quel semplice gesto c'era tutto un mondo rappresentato, Così si diede ad andare bottega per bottega dai commercianti a vendere idee per pubblicizzare i loro prodotti ricorrendo appunto a slogan efficaci, immagini-simbolo eccetera. L'iniziativa andò a meraviglia e così anche gli affari e da allora si inziò a parlare di pubblicità. E anche la moglie continuò a tradirlo.
T.: Simpatico aneddoto. Ma veniamo alla sua inziativa.
N.G.: Sì, certo l'Ipazio Sghembo's fan club, che quanto prima comparirà in rete. Magari chiederò l'aiuto dell'agente scelto Mario Bellagamba. mio collega in commissariato, che ne capisce senza dubbio più di me in queste cose tecniche.
T.: E di cosa si interesserà questo Ignazio Sghembo's fan club?
N.G.: Ancora è un segreto. Posso solo anticipare che si tratterà di argomenti librari et similia, ma trattati in un modo che va benissimo facebook, senza scomodare l'esistenza di un blog. Di più, per ora non posso dire.
T.: Sempre il segreto libresco?
N.G.: Più o meno...
T.: Ma scusi, se ancora non si sa niente di preciso, perché la gente dovrebbe iscriversi a questa pagina del fan club sin da subito?
N.G.: E perché no? E' anche gratuito!
T.: Il suo ragionamento non fa una piega. Oggi come oggi la gente fa le cose più disparate e senza senso tanto per riempire la giornata. E quando prenderà l'avvio quest'iniziativa?
N.G.: Speriamo in questi giorni, forse oggi stesso se riusciamo a risolvere alcuni problemini con la pagina Facebook. Siamo abbastanza imbranati con queste cose e anche per fesserie ci blocchiamo pomeriggi interi.
T.: Allora auguri per l'iniziativa e, naturalmente, ci tenga informati su tutto.
N.G.: Sicuramente, sarete i primi a saperlo e, mi raccomando, faccia un po' di pubblicità alla cosa!
T.: Per quel che posso, con i due tre lettori del mio blog...
N.G.: La ringrazio. Ora torno al mio lavoro per il bene della collettività! Buona giornata.
T.: Buona giornata a lei e ancora grazie per tutto quello che sta facendo.

L'intervista finisce qui. In attesa di avere ancora notizie dall'Agente di PS Nino Geremicca, vi saluto anch'io.

TIM

martedì 15 novembre 2011

Studio per una biografia parziale di Ipazio Sghembo, a cura di Nino Geremicca agente di PS


qui

Ricevo e, volentieri, pubblico il piccolo lavoro di ricerca storiografica di Nino Geremicca, agente di Pubblica Sicurezza in forza al commissariato di V., volto a far conoscere la biografia di Ipazio Sghembo. Il testo è citato testualmente.

circa 9000 a.C.: Ipazio Sghembo (da ora in poi IS) nasce a Lemuria col nome di Mrij. Non è dato sapere se si tratti di uomo o donna, ma a quel tempo non c'era tempo per queste cose, viste le continue guerre con quelli di Atlantide e Mu. Pare fosse un/a nobile decaduto/a che vagava sull'isola alla ricerca della verità.
circa 4000 a.C.: suggerisce l'uso del caimano come animale da tiro sulle rive dell'alto Egitto ma, dopo un referendum, con editto il Faraone gli preferisce l'asino.
1851 a.C.: ancora in Egitto, dopo una serie di inciuci e bustarelle, riesce a comprare un titolo onorifico territoriale, proprio l'anno prima che il faraone Sesostri III sopprima le cariche feudali per accentrare il potere nelle sue mani.
circa 660 a.C.: è tra i fondatori di Bisanzio. Purtroppo il suo nome (già divenuto Ipazio per un errore dell'impiegato dell'Ufficio Anagrafe) non viene mai ricordato perché un topo mangia il cartiglio dell'Atto di Fondazione.
550 a.C.: è il terzo figlio del tiranno ateniese Pisistrato, con Ippia e Ipparco. Ma per motivi eufonici (gli manca una "p" nel nome) non può salire al governo con i fratelli alla morte del padre.
0-1: vende ad un falegname di nome Giuseppe l'asino col quale lui e la sua famiglia sono costretti a fuggire dalla Palestina verso l'Egitto per cause ancora non chiarite.
116: è sulla nave del primo occidentale (un commerciante romano) che raggiunge la Cina; un attacco di dissenteria gli impedisce di avvistare per primo la terra.
312: è soldato di guardia a Ponte Milvio e scambia Costantino per Massenzio permettendo così al primo di vincere la guerra e diventare imperatore
532: si trova a Costantinopoli durante la rivolta di Nika. Dopo la fuga di Probo, rimane con Pompeo e Giustiniano nel palazzo imperiale, ma ne viene cacciato. La folla, contro la sua volontà, lo acclama imperatore. La rivolta popolare viene sedata nel sangue e Ipazio condannato a morte per volere di Teodora.
756: è un soldato dell'esecito longobardo che assedia Roma. L'aver dimenticato una porta aperta, dopo essere uscito per espletare alcuni urgenti bisogni fisiologici, permette a Pipino il Breve di rompere l'assedio e liberare Roma.
1015: è un alunno della scuola di Ibn Sina (meglio conosciuto come Avicenna). E' sua la famosa frase: "parla arabo", che amava dire per affermare che non capiva niente di quello che diceva il suo maestro.
1089: è il primo a laurearsi alla nascente Università di Bologna. Ma il titolo gli viene revocato per alcune anomalie nella registrazione degli esami.
1122: a Worms è cuoco di corte. Una sua lasagna al sugo di volpe riesce a far mettere daccordo Enrico V e papa Callisto II e a far cessare le lotte per le investiture.
1204: viene creato duca di Salamina dai Crociati, ma baldovino di Fiandra, Imperatore latino d'Oriente, non ne riconosce il tiolo perché allergico alla carne di maiale.
1389: viene nominato dagli Asburgo plenipotenziario svizzero. L'anno dopo la Confederazione Elvetica vede riconosciuta la propria autonomia.
1497: venuto a conoscenza della "Cena " di Leonardo, scambia il nome per quello di una locanda e pretende di essere servito allo stesso tavolo di Gesù.
1517: gli viene rubato un martello che sarà poi usato da Martin Lutero per affiggere le sue 95 tesi alla porta della cattedrale di Wittemberg.
1533: a Bunzlau (Germania), si ritrova a dormire all'interno di un grosso tubo che sfocia nel fiume proprio il giorno dell'inaugurazione del primo esempio di fognatura con canalizzazione ad acqua corrente al mondo.
1672: assiste al concepimento di Pietro I il Grande, futuro Zar di Russia. Ne resta sconvolto e si fa frate col nome di Paolo il Caldo.
1717: avendo mangiato una forma intera di pecorino accompagnato dalle fave e non avendo abbastanza acqua per dissetarsi, inventa e costruisce il primo apparecchio per la distillazione e trasformazione dell'acqua marina in potabile.
1783: si trova sul primo pallone a idrogeno dei fratelli Montgolfier. Viene gettato giù quando la macchina non riesce a salire oltre i 100 metri d'altezza. Da qui l'invenzione della zavorra.
1826-27: la sua contrastata storia d'amore con Abcazia da Premana Milanese, ispira ad un oscuro blogger, Alessandro Manzoni, il libro I promessi sposi.
1860: in Sicilia, mentre sta andando al mercato a vendere l'unico pollo rimastogli, incrocia una banda di loschi figuri in camicia rossa, i quali gli confiscano l'animale per farne un brodo per il proprio capo, tale Giuseppe Garibaldi, in quei giorni indisposto di stomaco. Gli viene vagamente promesso un decoder digitale per captare emittenti televisive a lui sconosciute.
1901: perde le presidenziali americane contro Theodor Roosvelt per poche decine di voti. Chiede il riconteggio delle schede, ma sbaglia l'indirizzo della raccomandata con la richesta e la missiva giunge a tale Sigmund Freud, Vienna, che inserisce il suo nome nel libro L'interpretazione dei sogni.
1921: vagando per le campagne agrigentine incontra un uomo in preda alle furie, che si presenta come tal Luigi Pirandello e dice di stare cercando un personaggio in cerca d'autore. IS nega di essere lui.
1945: partecipa con Stalin, Churcill e Roosevelt alla Conferenza di Yalta: ha il compito di rifornire di sigari il premier inglese e svuotargli il posacenere.
1951: la partecipazione (passiva) di IS alla rivolta antimperiale di Costantinopoli ispira ad Isaac Asimov il personaggio di Raych Seldon per il libro Cronache dalla Galassia. Alla sua richiesta per il pagamento dei diritti d'autore, Asimov gli consiglia di rivolgersi a Ghedini (?).
1966: consiglia, in qualità di avvocato, il presidente della Ignis Varese di schierare Tony Gennari nello spareggio scudetto contro la Simmenthal Milano. Quando la Federazione dichiara illegale il tesseramento dell'italo-americano, con conseguente perdita del titolo conquistato sul campo da parte della suadra di Varese, IS viene licenziato. A casa sua vengono ritrovate tonnellate di scatolette di carne di una nota marca.
1967: viene scritturato per interpretare Renzo nello sceneggiato televisivo I promessi sposi. Ma Paola Pitagora non lo vuole perché gli puzza l'alito.
1974: alla morte del presidente francese Pompidou, chiede la mano della vedova, scambiandola per Madame de Pompadour.


La biografia inviatami da Nino Geremicca si ferma qui, non so se per la cessazione in vita di Ipazio Sghembo o per altro.
Ho verificato l'esattezza delle date e degli eventi. C'è da controllare comunque la presenza di Ipazio Sghembo agli stessi. Per uno c'è la certezza oggettiva data dai testi scolastici pre-Gelmini. Non essendo stato io presente a tutti gli altri non posso accreditarne la verità storica.
Lo stesso agente Nino Geremicca mi ha accennato ad una sua iniziativa di un Progetto/Fondazione Ipazio Sghembo, patrocinato dal Commissario Francesco Bacone(?) e dall'Ispettore Stefano Conci (?), di cui mi notizierà a breve.

TIM
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