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lunedì 8 aprile 2013

Acquisti mercatali e qualche facezia

i fortunati acquisti della domenica
Ieri non ho avuto visioni o messaggi per voi, quindi oggi facciamo solo quattro chiacchiere al rientro dal fine settimana.
* Folla oceanica all'insediamento del nuovo papa. Che poi mi sono sempre chiesto: se l'insediato di turno prende posto su una poltrona, perché si dice insediamento? Forse perché impoltronamento suona male? Mah, non so.
** Altra folla oceanica davanti ai televisori per applaudire il secondo posto di Valentino Rossi nella prima gara di moto dell'anno. Ma io mi chiedo (quante domande!): ma tutta questa gente dov'era quando anni fa il tipo in sella alla moto blu e bianca ha patteggiato col fisco uno sconto di... 75 milioni di euro? Qualcuno ha spiegato loro che quei 75 milioni regalati sono stati presi, euro per euro, dalle loro (e nostre) tasche?^
*** Folla oceanica ieri anche a Pontida, dove i leghisti rimasti si sono riuniti per celebrare il funerale di un mondo che sta scomparendo. Ad un certo punto, coupé-de-theatre, il Bobo-Batterista (che ci volete fare: è una caratteristica di Maroni non dimenticare mai i suoi trascorsi, di voler ricomporre sempre in qualche modo la banda, un po' come i Blues Brothers) comincia a sventolare davanti alla folla sbavante i 13 diamanti che Belsito aveva accattato sottobanco; e proclama che li restituirà alle sezioni del partito. Alle sezioni del partito?!? Ma quella è roba nostra, del popolo italiano che aveva deciso con un bel referendum di non dare più finanziamenti ai partiti e si è ritrovato a dargli il rimborso, proprio grazie agli amici del senatur e dei caporioni di tutti gli altri partiti!
Insomma, una domenica da farsi ingrossare un bel po' il fegato.
**** In compenso, al mattino ho fatto la solita visita al mercatino dell'usato che si tiene ogni prima domenica. E, qui di seguito, c'è l'elenco dei trofei portati a casa dopo la caccia (tra parentesi il prezzo d'acquisto):
- La valle delle croci spezzate, di Franca Clama. Ho inziato a leggerlo e devo dire che è simpatico, con personaggi strani per un giallo, non in quanto personaggi, ma per come vengono descritti: pare di stare a guardare dal buco della serratura di una vecchia zitella. (0,50 euri)
- Estate Gialla 1980 e Inverno Giallo 85-86: classiche raccolte del Giallo Mondadori, quelle che preferisco, dove puoi incontrare autori sconosciuti (almeno per me!) e storie davvero interessanti. (0,50 euri cadauno)
- I dieci volti del delitto, di E. Wallace. Un Mammut(tone) Newton Compton del 1995, ormai fuori catalogo. Non mi sono lasciato scappare quest'occasione: 10 romanzi di Wallace tutti insieme, roba da portare, per esempio, in vacanza per una full immersion d'annata! (1 euro) Magari accompagnato da qualcosa di un po' più  forte, come questo
- Tutto ciò che muore, di J. Connolly (2 euri) Tempo fa avevo acquistato il sesto libro della serie del detective Charlie Parker (che già solo il nome mi fa tremare, vista la mia venerazione per il Parker jazzista!), Anime morte, ma dopo poche pagine l'avevo messo da parte perché non riuscivo a seguirne il filo. Poi un amico blogger, che non ricordo chi fosse, mi disse che per gustare appieno questa serie di Connolly avrei dovuto iniziare dal primo romanzo, appunto questo Tutto ciò che muore. Ora ce l'ho finalmente in mano e non vedo l'ora che arrivi il suo turno di prendere posto sul mio comodino!
L'istinto del lupo - La legge del lupo solitario, di M. Lugli. Bis di romanzi in unico volume (3 euri). Ho già letto Sei passi nella nebbia e Delitto perfetto (entrambi in ebook) di Lugli e questo mi ha spinto ad investire l'esorbitante cifra che vedete in alto per entrare nel mondo del suo Lupo. (Solo ora, a distanza di 10 giorni, mi accorgo dell'errore di persona! I due ebook sono di Francesco Lugli, mentre il libro è di Massimo Lugli. Chiedo venia! Però, pure tutti quelli che hanno letto il post, non se ne sono accorti?)
- Prega detective, di J. Ellroy. (3 euri) L'ho preso perché volevo leggere qualcosa di minore di Ellroy. Molti non ne parlano benissimo, ma... come si dice: leggere per credere!
- La lunga calda estate del Commissario Charitos, di P. Markaris (3 euri). Ho sempre sentito parlare di Markaris e del suo personaggio seriale commissario Charitos, ma non avevo mai avuto l'occasione di mettere le mani su un suo libro. Ora l'occasione è arrivata.
- Segreto di famiglia, di R. MacDonald (0,50 euri). Non c'è un motivo particolare per l'acquisto di questo libro se non che... è un'edizione del 1961! Mi ha affascinato tenere in mano quel volumetto, leggerne la data di pubblicazione (io avevo appena un anno e un paio di mesi), vederne la rilegatura approssimativa ma resistente nonostante i suoi 50 e passa anni, ammirarne la copertina un po' retrò, sentire... l'odore della carta antica (sperando che nessuno, a questo punto, mi tiri virtualmente appresso tastiera, monitor e colonna)! Mi ha riportato a quando, appena 14-15enne passavo le mie estati in montgna a leggere sotto i pini e gli abeti edizioni simili del Giallo Mondadori, tenendo conto che a quel tempo, i volumetti avevano appena 3 lustri. Ma allora tenevo in mano anche edizioni degli anni '50.
Bene, ho concluso.
Vi lascio alle vostre cose, sperando che nei prossimi giorni il tempo sia clemente e che tutto fili liscio.
Mantenetevi forti e in ascolto!

TIM 


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^ Prevengo qui le osservazioni che mi vengono fatte ogni volta che parlo di questa cosa: io non ce l'ho con VR di persona personalmente. Ce l'ho con lui in quanto evasore graziato dallo stato. Così come ce l'ho con Pavarotti (pace all'anima sua e alla sua eredità), con Grillo, con tutti quelli che a fronte di milioni di euro rubati alle mie e tue (di te che stai leggendo) tasche hanno patteggiato un'elemosina da fare all'erario. E naturalmente ce l'ho con tutti queli che le tasse non le pagano per niente, con tutti queli che non assumono regolarmente i dipendenti... avete capito insomma! E ce l'ho con lo stato che fa i condoni. Dite che si legge che sono molto inc***to?

venerdì 18 marzo 2011

Ricomiciamo da 150

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
Le Freccie Tricolori (da qui)
 (Costituzione Italiana, art. 5) 
Non ho affrontato direttamente l'argomento centocinquantenario dell'Unità d'Italia, non perché non me ne importasse niente, ma perché i media ci hanno bombardato talmente tanto su bandiere, unità, secessione e federalismo che ero saturo e stanco di verde-bianco-rosso. Per fortuna da oggi si tornerà a parlare solo di Ruby-Berlusconi-LeleMora e torneremo a vedere qualche sana chiappa, più o meno velata in funzione del bigottismo del direttore di rete o di giornale. D'altra parte con una classe politica come questa c'è poco da fare. Per parte mia ho affrontato qui e qui in qualche modo l'argomento, ma io sono un birbantello e mi piace scherzare un po' anche sulle cose serie.
Chi invece ha fatto un ottimo lavoro, è stato Ariano, con questi quattro interessantissimi interventi. Prima ha ripercorso la storia dell'Unità d'Italia, con passione ma allo stesso tempo con equilibrio e correttezza. Nell'ultimo post, di stamattina, ha poi creato un glossario di termini basilari da approfondire per capire cosa significano oggi le parole 'Unità' e 'Italia'. Veramente un bel lavoro, quello di Ariano; per questo lo faccio mio e ve lo propongo.
Alla prossima.
TIM
P.S.: ho appena letto da Glauco della bellissima iniziativa di Lara Manni: scrivere un racconto per il Giappone. Non vi dico altro per non allungare inutilmente: andate a leggervi direttamente la proposta e fate girare la notizia.

martedì 15 marzo 2011

Cultura, inni patriottici e diritti d'autore


Foto simbolo, per me, dell'Unità d'Italia (da qui)
 Si sa che noi italiani con la cultura abbiamo un rapporto variegato. Ci sono quelli che la masticano un po' di più, quelli che restano nel giusto tracciato e quelli che ne captano l'odore a distanza e cambiano immediatamente strada.
Penso che possiamo concordare nel considerare il Maestro Riccardo Muti esponente della prima categoria. E sicuramente se non si è monotematici negli interessi e si sia bloccato l'uso del tubo catodico sul canale di messa in onda del Grande Fratello (o Isola dei Famosi, oppure ognuno metta ciò che più gli aggrada), si sarà informati su quanto accaduto sabato scorso al Teatro dell'Opera di Roma, dove il Maestro ha diretto il Nabucco di Verdi in un tripudio di folla inneggiante al Risorgimento e all'Unità d'Italia.
Ora se il Maestro Muti mi dice che quest'opera, e in particolare questo coro degli ebrei, incarna lo spirito rinascimentale, l'anelito ad un'Italia unita, io ci credo; proprio perché oltre ad essere un uomo di grande cultura (con la C maiuscola), è anche un grande musicista, un vanto per l'Italia nel mondo, e quindi conosce bene la materia.
Ma allora, mi chiedo, come mai certa gente fa di questo brano il proprio inno politico a sostegno di una tesi federalista che nessuno, né Verdi né il librettista Temistocle Solera, propugnava? (e d'altra parte uno che porta il mio nome non poteva pensare certe cose!)
Il coro del Nabucco è da tutti riconosciuto come una metafora della condizione degli italiani soggetti a dominio austriaco e dovunque esista un pensiero libero questo viene riconosciuto. Lo stesso fatto che veniva intonato dagli esuli istriani, fiumani e dalmati come inno del loro esodo dalle terre perdute dopo il secondo conflitto mondiale, la dice lunga sul significato da dare.
Allora delle due l'una: o questa gente è avanti un secolo a noi quanto a capacità di analisi politica (ma conoscendo i loro trascorsi e anche i presenti, ne dubito fortemente), oppure è un'ulteriore dimostrazione della malafede con cui abbindolano quell'8,30% di italiani che li hanno votati alle politiche del 2008.
Oppure semplicemente hanno scoperto che il Nabucco di Verdi non è coperto da diritti d'Autore.
Viva l'Italia!!! (finché si può ancora dire)
TIM
(solo una segnalazione, fuori tema, prima di lasciarvi: andatevi a leggere il bellissimo post di Glauco sul dibattito sul rapporto energia nucleare-energia alternativa innescato dal terremoto giapponese)

mercoledì 9 marzo 2011

Scrittori mancati e alpini leghisti

Si dice sempre che per fare lo scrittore ci vuole fantasia, capacità di trovare un'idea, di svilupparla, di arrivare ad un finale magari anche a sorpresa. Il tutto per confezionare un prodotto che inviti a leggere e prenda sin dalle prime pagine. Io, probabilmente, non possiedo queste capacità, perché delle poche cose che ho scritto, sono il primo a darne un giudizio negativo o quantomeno appena sufficiente.
Ma c'è chi, come quelli della Lega, la fantasia ce l'hanno e in vista della campagna elettorale hano iniziato le grandi manovre; anzi le grandi scalate. Sì, perché sono riusciti a produrre una proposta di legge (per ora bocciata al primo passaggio alla Camera) riguardante gli alpini.
Per farla breve, visto che il 70% degli Alpini viene dal Sud (altro che: tutti al mare a mostrar le chiappe chiare!), Bossi, il trota e il tastierista hanno pensato bene di proporre incentivi economici, agevolazioni fiscali e addirittura una riserva di posti nei concorsi pubblici per impieghi nei campi della sicurezza e protezione civile, per quei ragazzi del Nord che sceglieranno di fare i volontari con la penna sul cappello in ferma prefissata e in rafferma. Che non è discriminazione, è solo che se hai avuto il c**o di nascere a Bolzano invece che a Mascalucia, per fare lo stesso lavoro hai qualche vantaggino in più. Che poi se lo fai solo per questioni di convenienza e non per vocazione alpina, chissenefrega. Sarà che basta avere lo stesso colore sullo stemma?
Ma poi, c'è ancora qualcuno che si scandalizza per cose come questa, dove si gioca col futuro dei giovani italiani? E mi viene anche voglia a volte di dire: ma sì, secessionatevi pure, ognuno a casa propria; dopo di che rimboccatevi le maniche e cominciate a fare i muratori, i tornitori, le badanti, i netturbini, gli infermieri (con tutto il rispetto per queste categorie lavorative).
E beccatevi questa.
TIM
P.S.: solo un attimo per dire che ho aggiunto in fondo al post la possibilità di crociare le tue reazioni, che è un modo per non dover scrivere un vero e proprio commento se non ne hai voglia o tempo, ma serve a me per avere un'idea dell'accoglienza dell'articolo. Grazie.
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