Non vi preoccupate, oggi non ho assunto sostanze dopanti o altro. Questo è solo per dire che ho partecipato anch'io al Fun Cool di Gelo. Provate anche voi, è divertente.
TIM
venerdì 24 settembre 2010
Una famiglia ... allargata
Un post di qualche giorno fa, uscito da questo garage, ha avuto ben 4 commenti, per me un vero record. E riflettevo in uno dei miei commenti di risposta che era segno che, forse, tra blogger ci si interessa veramente della vita e dell'attività degli altri.
Così volevo porre alla vostra attenzione proprio questo argomento: nel leggere i blog degli altri siamo attratti solo dall'argomento dei post, che ci può più o meno interessare, o sentiamo che dietro quelle parole c'è una persona, con le sue idee, la sua famiglia, i suoi sogni, a volte i suoi drammi personali? e nei nostri commenti come reagiamo?
Vi dedico questa. Alla prossima. Nano Nano.
TIM
Così volevo porre alla vostra attenzione proprio questo argomento: nel leggere i blog degli altri siamo attratti solo dall'argomento dei post, che ci può più o meno interessare, o sentiamo che dietro quelle parole c'è una persona, con le sue idee, la sua famiglia, i suoi sogni, a volte i suoi drammi personali? e nei nostri commenti come reagiamo?E' logico che a volte l'argomento è puramente tecnico e quindi il nostro parere va di conserva, ma finora non ho trovato nessun blog, tra quello che seguo, in cui sia tutto asettico e non traspaia nulla della vita di chi scrive.
Qualche giorno fa, non ricordo dove e chi, qualcuno ha proposto un incontro 'fisico' tra blogger, per conoscersi di persona, sapere come abbiamo veramente gli occhi e i capelli e che numero portiamo di scarpe. Penso che tutto questo sia un segno, quello della riscoperta -aldilà di tutti i discorsi sulla 'rete' che allontana o impedisce i contatti individuali- della persona, del bisogno di condividere interessi e 'cose', qualunque genere di cose. Ed è anche il segno, sempre secondo me, che la funzione della rete è quella di essere mezzo non fine dei rapporti sociali, pubblici o privati.
E' vero che ci sono modi e modi di usare il web e che un articoletto di questo genere e di questa lunghezza su FB, per esempio, non sarebbe possibile (è anche per questo che io non ho un profilo, come si dice in gergo); ma un blog resta sempre per me un posto valido per incontrare gente con cui confrontarsi, che mi ha fatto conoscere la vita di tanti 'amici' di cui non conosco il peso e l'altezza, ma di cui penso di avere ben presente le gioie, le paure e le aspirazioni.
E spero che per gli altri sia la stessa cosa nei miei confronti.Vi dedico questa. Alla prossima. Nano Nano.
TIM
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mercoledì 22 settembre 2010
Notizie dall'Italietta 2
E' di ieri la notizia di una coppia gay inglese aggredita nel frusinate. Tutti i media che hanno riportato la notizia (giornali, agenzie di stampa, televideo di tutte le salse) hanno sottolineato che i due erano 'regolarmente sposati'. La coppia ha riportato alcune fratture ed ecchimosi varie. Mi chiedo: se non fossero stati 'regolarmente sposati', gli aggressori sarebbero stati autorizzati a piantargli un cacciavite nel cervello?
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sabato 18 settembre 2010
E se la scrivessi?
Qualche giorno fa scrissi un post in cui raccontai un fatto accadutami moltissimi anni fa, a Roma. Simone, nei commenti, diceva giustamente che ci si poteva scrivere un libro; e io risposi che mi sarebbe piaciuto ma che pareva che "la mia vena poetica sia essicata". E' da allora che ci penso e forse (e sottolineo due volte 'forse') ho deciso di prendere carta e matita e provarci. Ho buttato giù uno schizzo di quello che dovrebbe essere, qualche ambientazione, la descrizione dei personaggi e qualche altra cosetta. Non ho ancora bene in testa la storia vera e propria, ma quella spero verrà. Dicevo che non sono pienamente convinto, per tanti motivi; ma ho deciso di provarci, anche se 'la vena poetica si è essiccata', perché penso che se uno scrive -io mi definisco comunque sempre e solo un 'onesto lavoratore della penna'- deve accettare delle sfide. Non so se alla fine ne verrà fuori davvero qualcosa; non so quanto tempo eventualmente ci vorrà per iniziare e soprattutto completare il racconto. Vedremo. Ma se nel frattempo qualcuno, che sia un vero scrittore (e tra di voi ce ne sono sicuramente) volesse fare sua l'idea, gli cedo volentieri la storia. L'importante è che questi due personaggi continuino a vivere, non solo nei miei ricordi, ma anche nell'immaginazione di tutti. E questo è possibile solo se qualcuno li ferma su una pagina.
TIM
venerdì 17 settembre 2010
Segnalazione 2
Per motivi (per fortuna!) di lavoro è un po' che non mi faccio sentire qui nel garage. Ho cercato di seguire il movimento, sempre godibile, degli amici blogger, ma non ho avuto il tempo di postare niente. Adesso voglio solo dirvi che ci sono ancora, e lo faccio proponendovi la segnalazione di un evento dal blog dello Sciamano. Devo confessarvi che ci ho perso più di qualche ora a leggere le notizie di quegli strani giornali e a tremare per la paura che quei tipi (non so se i giornalisti o i soggetti della cornaca) si materializzassero da un momento all'altro. E così eccovi il link dove andare a recuperare i file in formato PDF di The Arkham Gazette e The Greyhill Gazette che Matteo Poropat e compagni hanno 'redatto' qualche anno fa per il loro e nostro godimento.Perciò buona lettura e fatemi sapere se vi siete divertiti anche voi!
Questa forse non è proprio in tema, ma mi piace troppo.
TIM
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lunedì 13 settembre 2010
Primo giorno di scuola
Ultime notizie dalla Scuola di formazione politica PDL tenutasi a Gubbio. Dal nostro inviato alcuni momenti di una delle lezioni più seguite.
Questi però erano altri tempi.
TIM
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sabato 11 settembre 2010
Roma, un libro, il sole e un rimpianto
Prendo lo spunto da un post di Ferruccio Gianola per riandare anch'io ad un episodio di molti anni fa, almeno 25. Per motivi di studio andavo a Roma ogni quindici giorni tutti i lunedì e dovevo attendere il pomeriggio di martedì per riprendere il pulman che mi riportava in Calabria. Non ricordo con precisione da che parte mi trovavo, ma ero in giro, come sempre, per librerie. Quello per i libri è un amore antico: sin dalla terza elementare ero iscritto alla piccola biblioteca di quartiere ed ero orgoglioso di tenere in tasca la tessera per il prestito libri, anche se non capivo perché la maggior parte dei miei amichetti non sapevano neanche cosa fosse una biblioteca. Ma torniamo a quel giorno di sole a Roma (Roma è sempre bella, ma quando c'è il sole in primavera o in autunno, diventa irresistibile). A piedi, prendo una traversa e su un bidone della spazzatura, in bella mostra, trovo un libro. Non ricordo ora né il titolo né l'autore, ricordo solo che era tenuto con un elastico, per evitare che si sfogliasse magari cadendo, e che era come nuovo. Mi sono guardato intorno e ho preso il libro; era un romanzo, questo lo rammento, e nello sfogliare ho sentito l'odore tipico della carta e delle cose conservate da molto tempo. Misi il volume nello zaino e proseguii. D'un tratto spunta dall'angolo dell'isolato una vecchina, vestita in modo semplice e pulito, che sorridendo mi si fa incontro. "Ha trovato un libro su quel bidone?" mi chiede. In quel momento mi sono sentito come un ladro, ma ho risposto che sì, l'avevo trovato, e non vedendo nessuno nelle vicinanze l'avevo preso. Al che la vecchina, sempre sorridendo e immaginando il mio imbarazzo, mi spiega che l'aveva lasciato lei proprio perché qualcuno lo trovasse. Quindi mi spiegò che faceva parte della biblioteca del marito, morto da anni. Erano centinaia e centinaia di libri, romanzi saggi poesie libri di fotografia e pittura; insomma i segni di una cultura 'all'antica', quando si pensava, e a ragione, che la formazione di un uomo dovesse essere anzitutto 'a tutto tondo', prima ancora che specialistica (o sarà la mia formazione classica a farmi pensare così?). La signora mi disse che capiva che ormai non restava anche a lei molto da vivere e poiché non aveva trovato nessuno, biblioteca, privati, parenti, che volesse quei libri, ne disseminava ogni giorno qualcuno in giro per le strade del suo quartiere, nella speranza che potessero fare del bene a qualcuno. Conversammo ancora qualche minuto, poi lei mi fece promettere di leggere quel libro, se era di mio gradimento, e poi di passarlo a qualcun altro che lo potesse apprezzare e farne così un a specie di catena di s.Antonio letteraria. Oggi noi lo chiameremo book crossing, ma questo la vecchina non lo sapeva. A lei interessava solo che qualcuno leggesse quei libri. Ora che anch'io mi trovo a gestire la biblioteca di mio padre, mancato 3 anni fa, capisco cosa significa trovarsi faccia a faccia con libri che sono stati la vita di una persona, sapendo anche con quanti sacrifici mio padre li aveva acquistati specie nella sua giovinezza, negli anni '50, quando acquistare un Einaudi appena uscito significava rinunciare a tre biglietti per il cinema. E capisco anche l'amarezza nel vedere che a nessuno interessano quei libri, neanche in regalo.Forse non resta anche a me che fare come la vecchina romana.
Eppure come ci ricorda Guccini, il maestro: "infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio."
TIM
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