Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

giovedì 14 luglio 2011

Le interviste possibili: Angelo Benuzzi

Le idee, Angelo Benuzzi da Modena, ce l’ha chiare. Su tutti gli argomenti a cui ci ha risposto ha dimostrato di avere delle certezze. Non certezze preconfezionate, di quelle che si leggono sui giornalucoli ad autonomia controllata, ma di quelle che derivano da una visione propria delle cose e della vita.



Angelo, come leggerete e come potete visivamente constatare dalla foto alla vostra destra, dà l’impressione di uno che ha sempre voluto toccare con mano le situazioni prima di imbarcarsi in avventure, di uno che ha fatto la trafila in ogni campo prima di arrivare ad una conclusione. Un uomo, insomma, abbasato, come diciamo nel dialetto delle mie parti, nel senso che ha delle basi.
Il sior Benuzzi l’abbiamo conosciuto, almeno nel mio garage, ai tempi del Survival Blog, quando ci raccontò le avventure della Stone Cold Company, che poi ha raccolto e ampliato nell'ebook con lo stesso titolo, ma è anche l’autore di diversi altri lavori che potrete trovare a questa pagina del suo blog.
Così oggi abbiamo l’occasione di conoscerlo meglio e di poterci confrontare con le sue idee e la sua visione della vita.


Ciao, Angelo, anzitutto presentati.



Sono un modenese d.o.c., d.o.c.g., d.o.p.; ho 43 anni (classe 1968). Sposato in seconde nozze con Elena, abbiamo un figlio di quattro anni che si chiama Morgan (detto MoMo o minisword). Faccio il programmatore, lavoro dal 1988. Per la mia attività sono stato parecchio in giro e ho avuto la sincronicità di incontrare parecchia gente interessante. Dato il settore sono in giro per la Rete dai tempi delle BBS, di Mosaic e dei modem elettromeccanici.


Tutta roba fantascientifica, almeno per me che non ci capisco niente! Ma questa passione viene da lontano? Cioè con che tipo di letteratura, cinema tv sei cresciuto? C’ero lo zampino della tua famiglia nelle tue scelte?



Parto da lontano. Ho avuto la fortuna di crescere in una casa piena di libri, condizione essenziale per avere un terreno fertile dove sviluppare la propensione alla lettura. Ho praticamente imparato a leggere su Topolino e in seguito sulle edizioni ridotte dei classici (credo della Longanesi) dove per classici si intendono i due Dumas, Stevenson, Salgari, Verne. Poi sono passato alla Christie, Conan Doyle, Stout, Chandler, McBain. Lo stacco l'ho fatto con la SF classica, stiamo parlando di Asimov, Van Vogt, Heinlein. La televisione contava, ma meno. Data la generazione mi sono vissuto la prima ondata di cartoon giapponesi (no, non li si chiamava 'anime' allora), mi ricordo Saturnino Farandola, Spazio 1999, le prime ondate di telefilm a stelle e strisce. La mia famiglia non mi ha ostacolato, anzi posso dire che mi ha agevolato in questo senso. Il cinema nella mia infanzia / adolescenza ha contato meno. Ricordo i western di Sergio Leone, i film di Terence Hill e Bud Spencer, l'aver mancato nel 1977 il primo Guerre Stellari (mi portarono a vedere Bianca e Bernie, ero ritenuto troppo piccolo).
Vedo che abbiamo molto in comune, almeno per gli inizi, forse perché il decennio di provenienza è quello; pensa che mio fratello ha solo tre anni più di te. E poi come sono cambiati, se lo sono, i tuoi gusti?



I miei gusti si sono allargati nel tempo. La narrativa horror, tutti i sottogeneri della SF, i generi spy, action e thriller. Ho 'scoperto' la saggistica che per me è una miniera di cose meravigliose, specialmente in ambito storico. Poi da adolescente è arrivata la 'mia' musica. Sono partito dagli AC/DC per spazzolarmi hard rock, heavy metal, prog. In anni successivi ho allargato anche qui, includendo classica, blues, jazz, soul, r&b. La cifra comune è l'emozione. Quello che lasciato fuori sono alcuni sottogeneri che non patisco, tipo la narrativa 'rosa' o certi libri che non riesco a capire (hai presente Moccia?). Sempre meno TV, quasi solo trasmissioni di informazione. Cinema in piccole dosi, i film mi piacciono ma ho sempre avuto poco tempo.
Un periodo a parte sono gli ultimi quattro anni. Da quando sono diventato padre il concetto di tempo libero è diventato pura SF. Leggo molto, scrivo quando posso ma per il resto sono rimaste solo le briciole.
Immagino che un pupo porti via molto tempo e soprattutto molte energie. Hai detto di essere nato a Modena; e poi com’è che sei finito a Livorno? Come ti hanno influenzato questi posti? E lo hanno fatto anche per la scrittura?



Sono illogicamente orgoglioso di essere modenese e da questa identità emiliana derivo molto. La Modena che ricordo io non esiste più, sono 13 anni che non ci vivo, ma rimane dentro di me. Dopo aver lasciato la mia regione ho vissuto in Piemonte, Lombardia e Veneto prima di trasferirmi in Toscana dove risiedo tuttora. Tutti questi luoghi mi hanno in qualche modo formato, così come le persone che vi ho incontrato e le esperienze che ho fatto con loro; per fare un esempio capisco diversi dialetti e conosco diverse tradizioni locali molto interessanti. Nella mia scrittura ci va a finire di tutto, anche scampoli di cose fatte 20 anni fa. Il mio romanzo, Hamburg Blues, è stato anche un modo per venire a patti con le mie esperienze in terra tedesca, con tante idee stratificate negli anni e con un paio di persone che non ci sono più. Dico sempre che scrivo per non impazzire, non è mai stata una battuta di spirito. Nel prossimo romanzo ci saranno anche un po' di Piemonte, qualche sfumatura ligure e Roma che è una delle mie ossessioni (in un lavoro corale che si chiama Valpurga l’ho nuclearizzata, avrò esagerato?). A Livorno ci sono finito per amore, una volta incontrata la mia Signora non ho avuto dubbi e sono partito.
Come entra la tua famiglia in tutto questo?



La mia famiglia di oggi, ovvero mia moglie, si interessa di quello che combino. Il mio bestiolino è ancora troppo piccolo per capire, in seguito spero si possa divertire. Anche Elena scrive piuttosto bene oltre ad avere capacità artistiche di non minimo rilievo. La mia famiglia d'origine sa che scrivo, credo gli faccia piacere. Della Rete non si interessano granché.

Amici, conoscenti, colleghi di lavoro. Questa seconda fascia di persone che ruota attorno a te condivide i tuoi stessi interessi, conosce la tua passione per la scrittura, sa che gestisci un blog?
La parola amico la uso di rado. Conoscenti ne ho a bizzeffe, amici veri pochissimi. Credo che la scelta sia avvenuta per affinità elettive, per quella sensazione rettile che ti dice chiaramente che la persona con cui stai parlando/comunicando è in grado di capirti. Per tendenza ascolto molto e parlo poco, quelli che chiamo amici fanno quasi tutti lo stesso. I miei amici sanno cosa faccio, dentro e fuori la Rete, molti di loro condividono le mie passioni e gli altri comunque seguono le cose che combino. Diverso è l'ambito lavorativo. Tendo a essere riservato, mi apro con poche persone. Questi colleghi diventano conoscenti, loro sanno quello che faccio. Quasi tutti approvano.
Sei credente? In un dio o in qualcosa che sta al di fuori di te?
L'argomento religione andrebbe trattato in spazi ampi, ti faccio la sintesi. Sono più vicino a filosofie come il buddismo che a religioni di stampo fideistico. Penso che esista un intero ecosistema di forze superiori, a vari livelli, fino ad arrivare alle origini dell'universo che conosciamo. Mi definisco damanhuriano.
E' la prima volta che ho a che fare con un damanhuriano, e so che ci sono molte polemiche sulle loro attività. Tu che li conosci sicuramente meglio di me, cosa puoi dirci in proposito?
Tutto e niente allo stesso tempo. Mi definisco damanhuriano perché ho frequentato la comunità e seguito diverse loro iniziative oltre che per appartenenza filosofica. Per il resto suggerisco sempre di informarsi per proprio conto, senza affidarsi ad altre fonti o a pareri altrui. Damanhur è una realtà complessa che spazia dall'esperimento sociale all'esoterismo, dalla green economy alle cure alternative. Andate a vedere con i vostri occhi.
Abbiamo appurato sopra che sei uno scribacchino, se mi posso permettere quest'espressione ormai entrata nello slang delle chiacchierate che si fanno nel mio garage. Allora anche per te è d’obbligo questa domanda: da dove vengono fuori i tuoi personaggi e le tue storie? Qual è un tuo personaggio, o lavoro, a cui sei particolarmente affezionato?
I personaggi e le storie nascono dallo stesso serbatoio. Dietro il mio spesso osso frontale c'è un calderone da strega dove si riversa tutto. Cronaca, storia, libri, persone, sogni, musica, tecnologia e magia. Dal pentolone ogni tanto emerge qualcosa che vuole essere raccontato e si batte finché non lo uccido o non lo metto su file. Sono legato a un personaggio, Nicola Bresciani, a cui ho dedicato un romanzo e due racconti. Come lavori ci sono due racconti che mi rappresentano più degli altri, uno si chiama 'L'Onda', l'altro 'L'ombra del potere' (pubblicato da Curcio nell'antologia L'Ombra della Morte). Sono molto legato alle tematiche militari, uno dei fili che permettono di capire la storia.

Ecco il perché della tua partecipazione al SB con la Compagnia delle Stone Cold! Ma c’è un personaggio o un fatto a cui ti senti particolarmente legato, che ha influito e influisce sulle tue scelte?
Sempre dal calderone che dicevo prima emergono civil servant di rilievo assoluto. Se ho delle stelle polari sono loro. Dovendo indicarne uno solo vado su uno dei padri costituenti: Alessandro Pertini. Essere degno di un esempio del genere è impossibile ma è un nume tutelare. Come fatti importanti ce ne sarebbero a caterve da citare, scelgo la vicenda della famiglia Englaro.
Hai citato Pertini, il presidente degli italiani per antonomasia, e la famiglia Englaro, la cui storia ha scosso e invitato a riflettere tutta l’Italia, e che è tornata d’attualità dopo l’approvazione da parte della Camera della legge sul biotestamento. Ma a te piace l’Italia di oggi? quali sono, dal tuo punto di vista, i suoi pregi, i difetti, le potenzialità?
L'Italia di oggi è quello che abbiamo voluto che diventasse. Non mi piace ma non posso fare finta di venire da Marte. Siamo un paese senza memoria e senza una vera classe dirigente, senza una direzione di sviluppo e una visione condivisa dei problemi da affrontare. Ho scritto anche un saggio di recente sul sentirsi cittadini e sul senso dello Stato, per me questa è una ferita aperta. I pregi ci sono e risiedono nella nostra capacità di creare isole di pensiero razionale davvero sopra la media, il potenziale che ne deriva è incalcolabile. Va aggiunto che la coesione sociale ha dimostrato di poter reggere oltre il ragionevole, fattore che ha finora impedito drammi ancora peggiori di quelli già in corso. Possiamo fare tutto come popolo ma abbiamo paura che i nostri vicini, gli altri italiani, ne possano avere beneficio più o prima di noi. L'ultimo peso da toglierci dalla schiena si chiama Vaticano, considero inaccettabili le loro interferenze con lo Stato.
Penso anch’io che la qualità della nostra classe dirigente, di governo e opposizione, sia uno dei flagelli che non ci porterà lontano. Specie in questo momento in cui c’è bisogno di avere delle guide sicure e non di gente che pare goda a vivere come in una continua fantozziana lite condominiale. E dei flussi migratori che negli ultimi venti anni stanno cambiando gli equilibri culturali, sociali e politici d’Italia e d’Europa, che idea ti sei fatto?
La Storia vive di cicli. Gli italiani sono emigrati per secoli, abbiamo smesso di farlo negli anni '60 del secolo scorso. Adesso lo fanno altri, per i nostri stessi motivi: fame e voglia di futuro. Quello che è cambiato è la velocità, le masse si spostano in maniera più brusca e gli stati faticano ad adattarsi alle ondate migratorie. Una serie di fattori sono stati sottovalutati: nessuno poteva prevedere la primavera araba ma da quanto tempo i governi del centro Africa e del Corno d'Africa sono instabili o inesistenti? Abbiamo messo la testa sotto la sabbia per troppo tempo e adesso la realtà ci morde il sedere. Come cambierà il primo mondo? Se tutto va bene diventerà meticcio, più ricco di lingue, idee e di tradizioni. Quello che è veramente pericoloso è il fattore economico, impossibile assorbire ondate rilevanti di emigranti se non c'è sviluppo. Se l'Europa non riparte ci sarà una guerra tra poveri come non se ne sono mai viste. In Italia abbiamo già stroncato una generazione con il precariato, stiamo per rovinarne un'altra e c'è chi soffia sulle fiamme per far scoppiare un incendio senza rendersi conto che non c'è ritorno da una condizione come quella.
E’ proprio vero che il precariato ha ucciso una generazione, o comunque l’ha ferita gravemente, per usare una metafora azzeccata. Ho l’esempio di mia cugina, che vive al Sud. E’ laureata in lingue da quasi vent’anni, ha già vinto due concorsi per l’abilitazione a ruolo e invece per poter lavorare deve girare tutti gli anni per i paesi limitrofi, con la neve e il ghiaccio, a insegnare nelle scuole serali. E ogni anno a luglio non sa cosa l’aspetta a settembre. Che fiducia può avere, una persona che vive queste cose sulla propria pelle, nello Stato? Una certezza comunque c’è: la nostra politica è tornata ai tempi del feudalesimo puro (almeno una volta una scelta chiara!). Vedi infatti le successioni a Bossi, che si porta appresso il figlio come un cagnolino, e a Berlusconi, che ha democraticamente scelto il suo avvocato a segretario del PdL. E tutti ad osannare sia nell’un caso che nell’altro! Ma se andiamo avanti così è come sparare sulla Croce Rossa, quindi torniamo alle nostre domande. Dimmi una cosa, una qualunque, che vorresti restasse di te.
Casi come quello che citi stanno diventando comuni, ci stiamo abituando anche a cose assurde e a dimenticare tutti i diritti che lo Stato dovrebbe garantire ai cittadini. Il precariato non è la flessibilità che ci chiedono i partner europei da vent’anni, questo sistema è fatto solo per emarginare le nostre forze migliori che non a caso appena possono se ne vanno. L'unica forma di immortalità a cui aspiro è lasciare buoni ricordi nella mente delle persone a cui voglio bene. Avendo un figlio è chiaro che spero di potergli trasmettere il più possibile e che possa ricordarmi con un sorriso.
Siamo ormai a luglio. Dove andrai in vacanza?
Vacanze? Vivo a Livorno e non ho grandi mezzi economici, quindi credo che approfitterò della costa labronica insieme alla mia famigliola.
Lasciamo Angelo con negli occhi la splendida spiaggia toscana e andiamoci ad ascoltare la sua musica. Anche qui scopro che abbiamo molto in comune: Kashmir dei Led Zeppelin è uno dei miei brani preferiti, uno di quelli che mi ha iniziato alla vera musica, quella con la M maiuscola. Ed è quello che Angelo ha scelto per noi.

TIM

(le altre interviste possibili:
Nick, Simone M., GlaucoAlex, Edu, Ariano, Elvezio, Luca, Gelostellato, Enzo,  Davide, Gianluca e Ferruccio)

17 commenti:

  1. Mi sono gustato anche questa intervista. Molto filosofica se mi passate il termine. Confermo che Angelo è uno con le idee chiare, ed è un piacere sentirlo parlare.
    Un bravo anche a Tim, con questa delle interviste ha cacciato fuori dal cilindro una grande idea. ;)

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  2. @ Nick: personaggi come Angelo fanno bene al panorama blogger e 'scribacchino' italiano (ma vanno bene anche i terroncielli, eh!)
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  3. @ Tim.
    Per la cronaca tu sei molto più terrunciello di me. LOL
    Per la serie Pubblicità progresso.
    Muahhh ahhhhhh ahhhhhhh!;)

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  4. @ Nick: ok, va bene, hai ragione. Ma mica è colpa mia se sono piccolo e nero!
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  5. Grande personaggio questo Angelo Benuzzi! Lo conosco da poco ma sono subito entrato in sintonia. Del resto uno che sceglie come sottotitolo del suo blog "Metterci la faccia, sempre!", non può che guadagnarsi la mia stima. ;)

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  6. @ Gian_74: anche di faccia (tosta) ne ha abbastanza, per quel che si vede nella foto! anche per me è stata una scoperta, anche se lo conoscevo già un po' tramite i suoi lavori.
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  7. Avevo la sensazione leggendo il suo blog di avere a che fare con una persone estremamente lucida. In più Angelo si è rilevato un uomo colto con la C maiuscola

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  8. Complimenti sempre a TIM e anche ad Angelo.
    Io avrei una domanda per Angelo (se non sono indiscreto):
    Sono programmatore anche io e a causa (o per fortuna, di questi tempi) di questo amatissimo lavoro non trovo il tempo di seguire le altre mie passioni... ma tu, come fai?

    P.S.: Cavolo TIM... oltre che vecchio, sei anche piccolo e nero. Adesso mi tocca cambiare la sigla: BVPNZT

    XDXDXD

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  9. @ Ferru: sono stato contento di aver inserito Angelo nel giro degli intervistati, perché si è rivelato una gradita sorpresa. E poi ho scoperto che, pur forse affrontandoli da prospettive diverse, abbiamo molti interessi in comune.
    @ Eddy: grazie, ma come sempre il merito va all'intervistato; io addobbo solo le sue risposte. E auguri per il pupetto!
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  10. Grazie a Tim per lo spazio e il tempo che mi ha riservato sul suo blog, non sono abituato alle interviste e devo dire che leggerla ‘in pubblico’ mi lascia un minimo di timore. La galleria di personaggi che sta presentando farebbe la felicità di Lombroso. :-)

    Grazie a tutti per la stima.

    @Eddy
    Il tempo? Quale tempo? Ho la fortuna di essere un lettore veloce (100 pp/h in italiano, 70 in inglese) e questo aiuta. Mi sono autoimposto di non immergermi totalmente nella programmazione (riviste, siti, beta release, demo) proprio per dare priorità a famiglia e letture. Aggiungi poi che di solito ci metto poco per scrivere un articoletto, questione di pochi minuti.

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  11. @ Angelo: scrivere un articoletto, come dici tu, in pochi minuti, richiede una grossa preparazione alle spalle; significa possedere la materia di quel che si scrive, sapere dove andare a cercare le informazioni e le novità, conoscere bene il mezzo tecnico che si usa (sai quante volte il post devo riformattarlo perché va tutto a pu***ne a causa di rientri e amenità simili?). Quindi non facciamo i modesti!
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  12. @ Gianluca: grazie
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  13. Accidneti Tim, bella la nuova versione dle tuo blog. Bella davvero. Certo mi mancherà la vecchia, ormai era di casa, però complimenti.

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  14. @ Nick: volevo svecchiare un po' (visti i tempi!), ma non so se durerà molto. L'impostazione dovrebbe essere questa, ma volevo renderla più brillante nei colori, più sprintosa e soprattutto evitare che il titolo vada a coprire la foto. Ma non so come fare! Mi sa che mi tocca cambiare completamente, prima o poi, magari anche piattaforma. Mah!
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  15. TIM, l'immagine sullo sfondo dove l'hai presa? Che cos'è? Mi sembra qualcosa di scozzese o irlandese...

    Angelo Benuzzi

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  16. L'immagine piace anche a me. E' una di quelle che puoi scegliere quando imposti il design della pagina del blog.
    Temistocle

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