Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

sabato 24 settembre 2011

Una (amara) riflessione e qualche segnalazione


Avete finito di spanciarvi dalle risate? Bene, mi ricompongo anch'io e vengo agli argomenti di oggi.
Il primo non so' se classificarlo tra le curiosità umoristiche o tra le constatazioni serie e persino preoccupanti.
I fatti sono questi.
Spesso, molto spesso, almeno una due-volte la settimana, càpitano nella mia cartoleria persone (stranieri ma anche molti italiani) che mi chiedono di scrivere loro un curriculum da presentare per la ricerca di lavoro, o una semplice lettera per fare una richiesta all'amministratore del condominio o al gestore telefonico/dell'energia/ecc.. E questo non perché non abbiano a casa un computer, ma semplicemente perché non sanno farlo. Mi porgono un foglio con scarabocchiati i propri dati o lo schema di quello che vogliono dire, e io imbastisco la lettera. Proprio come nel film di Totò.
Oppure arrivano persone (anche qui, invariabilmente, extracomunitari o italiani) con lettere ricevute dall'INPS, dall'Agenzia delle Entrate, dal fornitore di qualche servizio, dal Comune, e mi chiedono di spiegargli quello che c'è scritto. E io cerco di interpretare il linguaggio burocratico della missiva e di delucidarli sul suo contenuto.
Questi fatti mi pongono alcuni interrogativi. Trattandosi di persone di tutte le età, mi chiedo se sia l'amministrazione, pubblica e privata, a parlare un'altra lingua, o se sia il grado culturale dell'italiano medio ad essere molto basso. Anche perché chi viene a farsi scrivere un curriculum, nella maggior parte dei casi, ha non più di trent'anni. E se è comprensibile la richiesta fatta da una badante rumena o polacca, o da un africano arrivato da poco in Italia, non è ammissibile per persone che hanno frequentato quanto meno la scuola dell'obbligo.
E qui ci sarebbe da aprire una parentesi (che non apro qui ed ora) sul grado di preparazione dei ragazzi in età scolare. Dico solo che arrivano genitori, a comprare materiale scolastico, con biglietti scritti dai propri figli di V elementare o più che hanno bisogno di essere interpretati prima di poter essere servite. Per non parlare di quelle maestre (giuro, è vero!) che scrivono sui diari libbro (sì, proprio con due b)!
Ma torniamo al nostro discorso. La cosa, dicevo all'inizio, ha i suoi risvolti umoristici e quelli meno da ridere. E mi fa pensare che la nostra società sta tornando agli anni '50, quando nei piccoli paesi si andava dal parroco o dal farmacista per farsi scrivere la lettera alla morosa o al cugino in Argentina. Peccato che siamo nel 2011 e Vercelli faccia quarantamila abitanti.
Secondo argomento del giorno. Avevo anticipato che in questo periodo, causa (benvenuto) lavoro extra, avrei avuto poco tempo da dedicare al mio e ai blog amici. Per cui ora mi metto in pari e segnalo alcune cosette interessanti. E nel contempo faccio ammenda e chiedo scusa ai diretti interessati del ritardo.
1. La prima è sicuramente il progetto-Gemini, lanciato dalla Pyra Edizioni e di cui il mio amico Glauco Silvestri è il curatore.
Qui si fanno le cose sul serio. La nascente casa editrice del sicilianissimo Giuseppe Tararà ha deciso di rilanciare i fasti della fantascienza italiana attraverso la pubblicazione di una collana (chiamata appunto Gemini) a cadenza trimestrale, con ebook dal costo di circa tre euro (un prezzo quindi abbordabilissimo) e che accoglieranno cinque racconti inediti di autori italiani. E la cosa interessante è che gli autori possiamo essere ognuno di noi! Perché chiunque può mandare agli indirizzi che troverà nei link segnalati un proprio racconto e, se supererà il severo giudizio degli addetti, se lo vedrà non solo pubblicato, ma addirittura adeguatamente pagato! Quale casa editrice oggigiorno pubblica ancora pagando i racconti? Il tutto perciò in pieno stile americano anni '40-'50, gli anni della nascita della fanzine di SF e della SF in generale. E speriamo che quest'esperimento abbia per noi gli stessi frutti abbondanti. Le premesse ci sono tutte.
2. E restiamo in campo di SF, il mio primo amore letterario. L'idea, questa volta, è di Angelo Benuzzi. Il toscanaccio vuole chiamare a raccolta gli appassionati di autori come Asimov, Dick, H.G. Wells, C. Simak... e qui mi fermo perché ognuno ha i propri beniamini e non voglio scontentare nessuno. Per adesso c'è un concorso a cui possono partecipare tutti (ma affrettatevi perché mancano pochi giorni alla chiusura dei termini) per trovare un logo e un simbolo che diventeranno poi i segni distintivi dell'iniziativa vera e propria.
3. Ultima (ma non ultima, come si suol dire) segnalazione è per Alex Girola, che ha iniziato Borgo Pliss, un blog book tutto nuovo che promette bene. Ma d'altra parte da un maestro della novel non ci si poteva aspettare nulla di meno.
Penso che per oggi possa bastare. E se avete avuto la pazienza di arrivare fin qui, vi beccate il mio buon fine settimana! Satelliti cadenti permettendo!
TIM
(mi scuso con tutti voi per gli inserimenti non voluti né, sicuramente, graditi di una criminale azienda di non so cosa che continua a infestarmi il blog con link di presunti premi vinti. Ho visto che anche altri sono stati preda di questa gente incivile e immeritevole di stare al mondo, peggio di una carogna in putrefazione. Io non so come fare a eliminare i link, perciò non mi resta che aspettare che vadano al diavolo da soli.)

15 commenti:

  1. Sulla Pyra edizioni la collana di fantascienza non so ancora se mi attira oppure no, però forse sempre con loro arriverà qualche novità a breve.

    Riguardo ai pop up, credo che il tuo computer sia infettato da qualche spyware perché io non li vedo: scarica un programma tipo adaware e vedi se li togli... altrimenti è un virus e allora prova con un antivirus gratuito.

    Simone

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  2. Anche da me, o da mia moglie arrivano spesso vicini che ci chiedono di "interpretare" documenti in "burocratese", che sono complicati si ma mi fanno anche pensare che ormai stiamo vivendo una fase di analfabetismo di ritorno.
    E non è un bel segnale.

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  3. Toscanaccio lo dici alla 'tu sorella, vabbene??? :-) Io sono modenese e me ne vanto, a Livorno ci vivo perchè qui ho trovato uno splendore di donna.
    Grazie per la segnalazione.

    Per il tuo lavoro da interprete c'è da mettersi le mani nei capelli. Il livello di istruzione è n ribasso e per gli stranieri praticamente non si fa nulla (poi ci lamentiamo perchè sono ignoranti). E dire che non ci vuole proprio la scala a mettere su un programma di alfabetizzazione, basta guardare a cosa si fa in Olanda o in Svezia.

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  4. Perché l'insegnamento al giorno d'oggi è un hobby e credo che Nick nel suo commento abbaia ragione:-(

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  5. @ Simone: grazie per il suggerimento. Ho già un programma antivirus, ma evidentemente non basta.
    @ Nick: l'analfabetismo è il segnale che il potere non vuole che noi abbiamo gli strumenti per pensare con la nostra testa, che è più comodo per loro dirci cosa fare e come.
    @ Angelo: chiedo venia, e comunque non c'ho sorelle, ma un fratello che vive... in toscana, avendo sposato una senese e prodotto una mezzosangue italomeridionale. Sai meglio di me, poi, che parlando di Olanda e Svezia, pronunci nomi di razze e stati che sono cresciuti soprattutto in un'ottica protestante, dove la libertà e la coscienza personale sono alla base della vita civile e del singolo (e su questo vorrei farci anche un post), mentre noi continuiamo a vivere sotto il giogo politico e culturale del vaticano (altro che egemonia culturale della sinistra di tanti 'filosofi' dell'ultim'ora!). Di conseguenza, pur con tutti i distinguo del caso, ritengo che stiamo parlando di un altro pianeta.

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  6. @ Ferru: ma l'"abbaia" di Nick è un lapsus freudiano? ahahaha! quanto all'insegnamento, penso che ormai sia un lavoro come un altro: maestri, macellai, cartolai, politici ed escort: l'importante è portare i soldi a casa a fine mese!

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  7. @ TIM.
    Abbaia?
    Ah ahhhh ahhhhh! Io ho fatto il turno di notte, ma voialtri che scusa avete?
    Razza di Toscanacci che non siete altro. Tiè. ;)

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  8. @ Nick: possiamo allora equiparare legalmente l'epiteto "terronciello" a "toscanaccio"?

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  9. @ TIM.
    Equipariamo, equipariamo. Ti ricordo però, che sempre in termini legali, tu sei nato molto più a meridione di me, ergo : terrunciello, nonchè toscanaccio!XD XD XD

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  10. @ Nick: io, comunque, ho regolare permesso di soggiorno illimitato. Dimostrabile. Non so se posso dire la stessa cose di altri.

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  11. @ TIM: Io ce l'ho disponibile anche per le future @generazioni.
    Senti toglimi una curiosità: è vero che eri nello stesso corso per stranieri del Trota, solo che lui poi è stato bocciato? ;)

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  12. @ Nick: è vero, ma è stato bocciato perché la sua morosa si era rifiutata di andare a certe feste in un paese vicino Milano, dove c'era un vecchio bavoso che adescava. Poi il trota seppe che era amico intimo del padre, cambiò morosa e tutto andò liscio (e senza fare facili battute!)

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  13. Confesso che anch'io spesso mi sento scemo leggendo certe comunicazioni di Inps, Agenzia Entrate e Comune, quindi forse un po' di "burocratichese" c'è. Ma è anche vero che il livello medio culturale è assai basso, colpa anche di scuole in cui i professori vengono cambiati continuamente, ogni anno e più volte in un anno, e i programmi scolastici spesso vengono portati avanti in modo quasi meccanico da docenti demotivati e spesso con poca vocazione autentica per l'insegnamento.
    Aggiungiamoci l'esempio sociale che appare agli occhi dei giovani (studia e impegnati e otterrai... na fava, fai la zoc... ehm, escort e diventi qualcuno), e il quadro è completo...

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  14. Grazie per la segnalazione e... soprattutto, ma quanta pazienza ci vuole a fare un lavoro rivolto al pubblico? Non ti invidio!! :D

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  15. @ Ariano: certamente le motivazioni a studiare, qui in Italia, non ci sono. Siamo tornati agli anni '50, quando i giovani non andavano più a scuola perché dovevano cercarsi un lavoro per aiutare la famiglia o rendersi autonomi (es.: mio padre che lasciò l'Orientale a Napoli al secondo anno per un posto in banca). Oggi la scuola si lascia ugualmente, ma la differenza è che il lavoro non c'è più, e allora o si delinque o ci si droga (ma per avere i soldi della droga bisogna comunque delinquere, o essere un 'onorevole').
    @ Glauco: ci vuole moltiiiiissima pazienza, e non solo per queste cose, che per la verità faccio volentieri (dici che si sono passati la voce che lo faccio e anche gratis?).

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