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mercoledì 23 marzo 2011

Scrivere e leggere in Italia


Immagine tratta da qui

Sulla scia di alcuni post, tra cui quello di Alex, ho pensato di proporre una piccola riflessione sul mondo della scrittura e dell'editoria italiana. Non abbiate paura, io non sono un critico letterario, o uno di quelli che parte lancia in resta a favore o contro qualcosa o qualcuno, magari per partito preso o per soldi. Sono semplici riflessioni scoordinate di un blogger che vede delle cose e ci pensa un po' su.
1. Scrivevo nel commento al post di Alex su citato:  Penso che purtroppo gli italiani seri e bravi non abbiano il posto che meritano perché male distribuiti e quindi poco conosciuti se non da una sparuta minoranza. Io sto sperimentando da un po' di tempo la lettura di tutti gli sconosciuti e sfigati autoprodotti sui siti di ebook gratis (...). E devo dire che a volte mi capita di trovare gente interessante, che scrive bene e ha delle idee. Poi vai a vedere e magari è un lavoro di 5-6 anni fa; nel frattempo la persona in questione non ha avuto l'opportunità di far conoscere altro perciò ha abbandonato le speranze e la penna. E a volte è un peccato. Anche per questo ho deciso di proporre sul mio blog le recensioni di questi lavori di 'emeriti sconosciuti'. Far conoscere, anche se a questi livelli così caserecci, autori e lavori italiani mi fa piacere,anche se poi nessuno li va a vedere.
Proprio stamane ha scritto un commento al mio post Habemus papa uno degli autori dell'ebook, e diceva, tra l'altro, che comunque un libro sono poi riusciti a stamparlo. Non ho la tempistica di questa operazione, quindi non so se il romanzo è stato pubblicato da poco, o subito prima o subito dopo Habemus Papa. Comunque vada significa che qualcuno ha creduto in loro, a prescindere poi da come sia andato il libro stesso. A me il loro lavoro è piaciuto, l'ho già detto e ridetto, e sarei felice se qualcuno potesse dar loro un'altra occasione, sempre nel caso proponessero qualcosa di buono (altrimenti ricadremo nel circolo vizioso per cui pubblica solo chi è gia del giro, anche se il lavoro è una schifezza). Probabilmente se gli editori dedicassero un po' più di tempo ad andare a girovagare nel mondo delle autoproduzioni, degli ebook più o meno gratuiti e quantaltro, sarebbe più facile che scrittori cosiddetti emergenti avessero l'opportunità di essere conosciuti, di smettere di essere emergenti e di trovarsi finalmente a navigare in superficie. Tutti hanno diritto ad una occasione, se la vogliono, e questa degli ebook gratuiti o variamente autoprodotti è una strada importante.
2. Secondo argomento, strettamente collegato al primo e sempre con riferimento a scrittori italiani. Premetto solo che tutti i corsivo da qui in avanti sono sottolineature mie. Mi capita sempre più spesso di leggere, anche in produzioni cartacee, strafalcioni ortografici, grammaticali e sintattici. Un esempio per tutti. Ho comprato ad un mercatino dell'usato, mia riserva di caccia naturale, il libro di Giorgio Baietti I guardiani del tempo, della collana Mysterica, ed. PIEMME. Ne ho letto una trentina di pagine e finora l'unica cosa degna di nota che ho trovato sono le sgrammaticature e le espressioni gergali ricorrenti. Pg. 24: "Ogni tanto noi della 1° Compagnia ci si sentiva... " (mi stridono ancora le orecchie!); "Un impiegata con accento calabrese mi rispose che negli elenchi... e lei che abitava lì da cinque anni, dopo aver vinto normale concorso da istruttore amministrativo..." (che c'entra quest'informazione col resto della storia?); pg. 16: "Leggendo sperai che i Vincenti... , altrimenti mi immagino..." (è difficile pensare che nel contesto qualcun altro potesse pensare a posto suo). E potrei continuare così per ancora molto tempo. E siamo solo alle prime pagine! Ora, se pur l'autore scrive e parla così (perché probabilmente scrive come parla), un editor anche alle prime armi avrebbe dovuto por fine a questo scempio della lingua italiana. Non mi soffermo poi sul contenuto del libro: dico solo che è paragonabile, finora, a quelli che io spesso chiamo 'i diari della domenica' che il maestro delle elementari ci faceva scrivere ogni lunedì per raccontare la cronaca del nostro week end.
Vi tedio solo con un altro esempio, questa volta tratto dal web, per la precisione da qui. E' la presentazione di un ebook gratuito e il curatore (Contebiz) scrive: "Vi presentiamo l’ebook targato horrorlandia.it. Lo stesso è composto da dieci racconti horror, selezionati tra tutti quelli che hanno partecipato al concorso letterario “incubi nel regno di Horrorlandia”, che avevano lo scopo preciso di essere ambientati a Horrorlandia." E conclude: "Addentratevi in un incubo senza fine. Buona lettura." Qui non si capisce se l'incubo senza fine è dato dal contentuo dei racconti, a cui peraltro non ho ancora dato un'occhiata, o dalla loro forma letteraria, perché se sono scelti da gente che si esprime così, stiamo freschi.
Certo, se prima ho spezzato una lancia a favore degli autoprodotti, poi ho trovato un esempio che demolisce la mia tesi. Ma questo dimostra solo che in giro si trova tutto e il contrario di tutto. L'importante, però, è girare, cercare siti, far conoscere; e in questo senso il servizio del sito di Glauco è utilissimo e non mi stancherò mai di citarlo.
Lo so, sono stato mooolto lungo, ma mi interessava dire delle cose e provarle con esempi sul campo, perché non sembrino vaneggiamenti di un arteriosclerotico.
Io ho detto la mia, voi dite la vostra.
TIM
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