Visualizzazione post con etichetta cultura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cultura. Mostra tutti i post

sabato 3 marzo 2012

(Alcune delle ) Persone davanti alle quali mi levo il cappello dell'anima

qui
ATTENZIONE! DISCONOSCIMENTO DI RESPONSABILITA'!
Questo non è l'inizio di una catena di S. Antonio, né una Top Five o Top Ten.
È solo un post sul mio blog.
L'elenco è puramente indicativo, perciò il primo non è il più considerato e l'ultimo non è lì tanto per riempire un buco.
Le caratterizzazioni date ad ognuno sono puramente personali e rispondono a domande che mi son fatto nella vita e alle quali loro mi hanno aiutato a dare delle risposte.
Ognuno è libero di pensarla diversamente.


Freddie Mercury (1946-1991) - artista





Francesco Guccini (1940) - poeta





Mohanandas K. Gandhi (1869-1948) - ricercatore della verità





Giordano Bruno (1548-1600) - uomo libero






















Martin Luther King (1929-1968) - uomo libero





Philip K. Dick (1928-1982) - scrittore






















Enrico Berlinguer (1922-1984) - servitore del popolo










(... segue... )

TIM

lunedì 2 maggio 2011

Signori e signore: la Pyra Edizioni!


rubata qui

Pensate che qualche giorno fa ho scoperto che tramite la gmail è possibile parlare in diretta con qualcuno (mi dicono che la parola giusta è: chattare. Ma io sono un inguaribile romantico per ciò che riguarda il purismo della lingua!). E sapete come è stato? Volevo fare un'intervista a Giuseppe Tararà che stà per lanciare sul mercato (vedete che anch'io parlo con linguaggio tecnico!) un suo progetto: una casa editrice digitale. Così gli ho detto: perché non facciamo una bella intervista in modo che dici tutto quello che vuoi e facciamo un po' di pubblicità alla cosa? Detto fatto, in un'oretta e mezza io ho chiesto e lui ha risposto e quello che segue è il risultato. E'un po' lunghetta, ma ho preferito lasciare tutto il testo (naturalmente rivisto e concordato con Giuseppe) perché abbiamo toccato diversi argomenti che penso interessanti per i lettori di questo blog.
E ora parola al, futuro, giovane imprenditore!


Temistocle: bene, eccomi qua!
Giuseppe: ciao! Sono tutto per te!
T.: per iniziare ti chiedo due parole per presentarti ai lettori, cose semplici: anagrafica, dove vivi cosa fai, ecc.
G.: allora... Mi chiamo Giuseppe Tararà, ho 26 anni, abito in provincia di Agrigento, sono diplomato in ragioneria e all’Università ho seguito soprattutto corsi di beni culturali e musicologia... Poi mi sono arrangiato con diversi lavori: dall'arrangiatore musicale per spot televisivi all'assistente informatico personale a domicilio. Ultimamente ho avuto vari progetti lavorativi, via web, ma non sono andati in porto... Morale della favola: per adesso sono disoccupato!
T.: comunque, un ragioniere disoccupato e amante dell'informatica, cosa si aspetta adesso dalla vita e in particolare dalla società italiana? Dallo stato?
G.: a dirti la verità mi sorprende come ancora un contesto come quello italiano non sia collassato socialmente, per tutta una serie di situazioni inaccettabili che la gente vive. Ma questo penso che dipenda semplicemente dalla decadenza etica che stiamo vivendo e di cui lo Stato è un specchio quasi perfetto.
T.: capisco. Un'ultima domanda personale e poi passiamo al nocciolo del nostro discorso. Ti senti (o sei) discriminato per essere un meridionale? E, conseguentemente, lasceresti la tua terra per lavoro?
G.: io penso che quella della discriminazione meridionale sia solo una favoletta che ogni tanto si racconta per fare caciara... Il problema vero è la stupidita e la cattiva educazione della gente in un contesto più ampio. Ti faccio un esempio: se ce ne fosse l’occasione ti insulterebbero allo stesso modo se tu fossi un meridionale, un negro, un romano, un franzozig, bougnoule (o tutta una serie di simpatici epiteti) con buona pace del politicamente corretto. Quanto alla seconda domanda, (se lascerei la mia terra per trovare lavoro) direi di no, perché io amo la mia terra e cerco con il mio contributo di fare qualcosa qui dove vivo! L'unica cosa che mi potrebbe spingere ad andare via sarebbe una situazioni di effettiva necessità, ma per ora va bene così.
T.: veniamo ora al succo. Cosa troveremo nella confezione quando Pyra sarà operativa? Di cosa tratta insomma il vostro progetto?
G.: ti spiego in poche parole: il progetto Pyra più che un’attività a scopo di lucro per me è innanzitutto una missione! Fin da piccolissimo mi sono appassionato alla letteratura e alla lettura in generale, soprattutto narrativa di genere e saggistica scientifica e storico/politica. Per cui Pyra è il mio tentativo di trasformare queste mie passioni in un mestiere. Cercherò di puntare sulla qualità del prodotto e sulla varietà degli argomenti pubblicati, con prezzi vantaggiosi per i clienti (diciamo una media dai 3 ai 6 euro; comunque non oltre i dieci, ma solo per casi eccezionali che spiegherò quando Pyra sarà funzionante) e un contratto particolarmente vantaggioso e professionale verso l'autore. Tutto questo perché questo nuova tecnologia con cui trattare la forma-libro mi consente di avere prezzi di produzione molto più bassi e quindi di concentrarmi su tutta un’altra serie di fattori!
T.: c’è comunque un settore particolare che vorresti affrontare?
G.: certamente. Una battaglia che mi sta particolarmente a cuore è quella per i libri di testo! Oggi esiste un cartello di poche case editrici che hanno eliminato la concorrenza guadagnando decine di milioni di euro alle nostre spalle! Perciò, oltre alla narrativa, a edizioni critiche e saggistica, voglio realizzare tutta una collana dedicata ai libri di testo, stringendo accordi con i professori attraverso le scuole, in modo che ogni alunno non debba spendere più di 50 o 60 euro per un singolo anno scolastico!
T.: quindi, volendo lanciare uno spot in poche parole…
G.: …concretezza, trattamento, rispetto e una visione etica del mestiere!
T.: hai già dei contatti?
G.: la casa editrice è in via di formazione, ma esistono già le linee guida e ho chiari gli obiettivi da raggiungere. Quindi sto anche stringendo tutta una serie di contatti che possono servire a prepararmi il terreno (scrittori, esperti in grado di scrivere delle edizioni critiche, giornalisti, associazioni culturali e sociali) e a portare avanti la causa dell'editoria digitale, che poi è la causa che a cuore la Pyra edizioni.
T.: col mio lavoro (il cartolaio) ho già affrontato con gli interessati del settore (docenti, genitori, distributori) il tema libri-di-testo-on line e il problema principale che ne è venuto fuori è il supporto. Ognuno dovrebbe avere un computer o comunque la scuola dovrebbe mettere tutti nella possibilità di utilizzare il testo digitale. E, specie con la crisi della cultura e della scuola in particolare che avanza a passo di carica, come vedi questo aspetto?
G.: Beh, prima di approfondire il discorso dei libri di testo, la casa editrice dovrà naturalmente essere attiva e funzionante. A quel punto mi metterò in contatto sia con docenti che genitori, organizzando conferenze e andando a proporre nelle scuole i nostri libri. Riguardo la distribuzione, penso che questo passaggio andrà scomparendo, poiché gli ebook saranno inviti via mail o come cd da consegnare direttamente alle scuole. In questo caso quello che sarebbe da acquistare sarebbe la licenza per l’utilizzo del libro da parte di ogni studente. A questo proposito voglio ricordare che sono state varate delle leggi a riguardo. Naturalmente, da parte di molti che si occupano di libri di testo sono state chiaramente disattese, mantenendo prezzi troppo alti. Per chi volesse approfondire qui e qui trovate i link che riportano le leggi
T.: e per quanto riguarda il supporto di lettura?
G.: ritengo che quando le case editrici digitali, e il fenomeno dell'editoria digitale in generale, avranno un peso maggiore sul mercato rispetto ad ora sarà facile fare pressioni sulle industrie del settore per far abbassare i prezzi degli ebook reader o perlomeno far porre in essere contratti con le scuole per fare avere agli studenti lettori a prezzo ridotto.
T.: mi sembra abbastanza chiaro. Ora una curiosità: come nasce il nome Pyra?
G.: è semplice. Io sono stato sempre un appassionato di storia e spiritualità antica e quindi anche di simbologia. La pyra è il nome latino della nostra pira che rappresenta un simbolo di purificazione e di rinascita, cose di cui di questi tempi avremmo sicuramente bisogno anche a livello sociale!
T.: molto bella come spiegazione! Da’ il senso di qualcosa che nasce dalle ceneri come la fenice! e ora mi vuoi parlare brevemente del tuo team, chi siete, come vi siete ritrovati, ecc?
G.: a dire la verità non ho un team! Io gestisco tutto da solo! Con gli autori stringeremo un accordo basato sulla convenienza di entrambi, ma senza un contratto fisso. Lo stesso per quanto riguarda grafica, illustrazione, editing, impaginazione eccetera: mi rivolgerò di volta in volta a professionisti esterni in base ai bisogni del lavoro. In questo momento del progetto non ho bisogno di nessun altro, ma se qualcuno sveglio e preparato si volesse unire a me per aiutarmi a preparare ed organizzare, lo accoglierei a braccia aperte! Comunque sono cosciente che la mia formula non è detto che possa essere valida per tutti!
T.: quindi dicevi che lavori da solo e che chiederai collaborazioni di volta in volta. Perciò quella che era la mia prossima domanda: com'è lavorare in gruppo? è inutile!
G.: no, non voglio dire che il lavoro di gruppo è inutile, ma l'editoria digitale consente di avere redazioni ridotte e io finora non ho avuto bisogno di altre persone. Quando inizierò a pieno ritmo le collaborazioni saranno necessarie, ma in numero comunque inferiore rispetto all'editoria tradizionale.
T.: torniamo al discorso specifico della Pyra. La tua sarebbe un’editoria generalista, aperta cioè a tutti i generi letterari e scolastici?
G.: all'inizio mi concentrerei su un mercato di nicchia (narrativa di genere, edizioni critiche di grandi classici del passato, saggistica di storia, scienze politiche, antropologia ed altro). Via via che la casa editrice crescerà, aprirei le porte anche ad altri argomenti. L’unico criterio di scelta sarebbe sempre e solo quello della qualità! Non mi vedrete mai scimmiottare le grandi case editrici che pubblicano vampiri sbrillucicosi per ragazzine in fregola o il fanta trash che va tanto di moda ultimamente!
T.: un piano molto ambizioso il tuo!
G.: certamente. Sono cosciente che tutto quello che mi prefiggo con la Pyra non potrà essere realizzato tutto subito, quindi ci sarà bisogno di un certo rodaggio iniziale, un passo dopo l'altro.
T.: afferrato il concetto e mi sembra che non faccia una piega. Andiamo verso la fine di questa interessante chiaccherata. Uscendo dalla tua specifica iniziativa, che è di lavoro, pensi che l'editoria digitale sia un ripiego rispetto a quella tradizionale o una vocazione, che abbia cioè realmente un futuro? tra qualche anno torneremo solo alla carta, esisterà solo il digitale o le due cose convivranno pacificamente?
G.: allora, a parte il circuito underground degli autori emergenti, le autoproduzioni e qualche piccola esperienza così, per adesso l'editoria digitale ha un mercato quasi assente, e questo per tutta una serie di fattori tipici del mercato in generale in Italia. Inoltre buona parte delle grandi case editrici (senza fare nomi) hanno una politica riguardo l'ebook fatta veramente con il c**o, con ebook che vengono venduti a prezzi pressoché uguali a quelli già vergognosi dell’edizione cartacea! E questo mio discorso, per quanto sia politicamente scorretto, è fatto in tutta coscienza! Comunque ritengo che il mercato italiano dell’editoria digitale dovrà esplodere tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012. Penso che l'editoria tradizionale e quella digitale, se fatte in maniera seria, siano l'una complementare all'altra. I due mercati convivranno ma ritengo che quello digitale avrà, fra qualche anno, la fetta principale del mercato; forse sarà meno redditizio ma avrà grossi volumi di vendita (quantitativamente parlando) dato che si baserà sulla qualità e la convenienza, consentendo ai clienti di fare tanti acquisti a poco prezzo!
T.: quindi che scenario vedi in prospettiva?
G.: se il mercato del libro vuole sopravvivere, dovrà fare un grosso investimento in termini qualitativi, cosa che ha dimenticato per troppo tempo. Questo che sto facendo è un discorso generale, perché per la narrativa ci sono tante piacevoli eccezioni, soprattutto per quanto riguarda i piccoli editori! Il compito dell'editoria tradizionale, a mio vedere, sarà quello di ricavarsi un mercato più piccolo, che si basa sulla qualità e sulla valorizzazione dell'oggetto-libro, pena la morte del settore. Naturalmente il mio discorso non vuole generalizzare e dire che tutto quello che esce dalle grandi case editrici è negativo! Anzi! Ci sono situazioni e politiche che io, da lettore, tollero ben poco, accetto volentieri quello che c’è di buono; lo stesso discorso vale per gli ebook: non tutto quello che esce e uscirà in futuro sarà buono! Anche qui ci sono e ci saranno parecchie schifezze! Il vantaggio è che almeno se compro qualche boiata avendo speso solo 3 o 4 euro non mi resterà l'amaro in bocca come se ne avessi speso 20. L'obiettivo di Pyra edizioni comunque è fare un cammino propositivo e costruttivo, senza badare oltre il necessario agli altri!
T.: bene. L’ultima domanda per finire. Hai qualche indirizzo che vuoi segnalare per tutti quelli che volessero mettersi in contatto con te?
G.: per adesso ho solamente il link su facebook.  Ma appena riesco a sbrogliarmi con la burocrazia e sarò regolarmente registrato, aprirò un sito ufficiale con una mail per i contatti! Nel frattempo chi mi vuole contattare personalmente ha il mio indirizzo mail: cripto.84@gmail.com.
T.: benissimo! Penso e spero che i lettori abbiano capito qual’è lo spirito che ti anima e quali saranno i punti di forza della tua iniziativa. Perciò auguroni e… in bocca al… !
TIM

lunedì 7 febbraio 2011

Acquisti libreschi

Ieri, attesa da diverso tempo, è arrivata la prima domenica del mese. E voi direte: bella scoperta! c'è sempre una prima domenica del mese! Certo che lo so, ma, nella mia città, questa data significa mercatino dell'usato e quindi anche dei libri usati! E' come se un goloso andasse alla fiera delle ghiottonerie! Ho riempito la mia busta di libri da vendere e mi sono fiondato di prima mattina in piazza Cavour, luogo di raduno del popolo dell'usato. Ho raggiunto i miei pusher librari di fiducia e ho cominciato a navigare nel periglioso mare dei titoli e degli autori. Periglioso perché se non sei sicuro di ciò che hai in mano puoi incorrere in qualche sola colossale, non tanto per il costo in sé (l'usato non va mai oltre i 4-5 euro) quanto perché magari rinunci ad un libro per un altro e ti ritrovi con una cosa illegibile. Così ho messo nel carrello degli acquisti quanto segue:
Dan Simmons, Il canto di kali;
Ray Bradbury, I fiori di Marte;
Paco Ignacio Taibo II, Sogni di frontiera;
Adriano Barone, Carni (e)strane(e) (l'unico acquisto rischioso, non conoscendo l'autore);
Tullio Avoledo, Mare di Bering;
e, dulcis in fundo,
Danilo Arona, Bad visions.
Devo confessare di non esser riuscito ad iniziare subito Arona perché, essendo in macchina, avrei rischiato di continuare la lettura in ospedale, ma qualche oretta del pomeriggio di ieri l'ho passata in buona compagnia: la sua.
E così eccomi qua, con tanta carne al fuoco e tante buone intenzioni di lettura. Se qualcuno di voi ha già assagiato qualcosa del menù appena esposto, può dirmi cosa pensa di questio miei acquisti.
Per inciso: ho speso solo 11 € per tutto quel ben di Dio.
Che volete di più dalla vita? Forse questa? Eccovela!
TIM

venerdì 4 febbraio 2011

Costituiamoci art. 9

Costituiamoci

La repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
(Costituzione Italiana, art. 9)

TIM

lunedì 13 dicembre 2010

Tempo di predizioni ... gratis

Si capisce che anche questo 2010 sta finendo perché in qualsiasi trasmissione televisiva c'è l'esperto di turno che ci dice quello che faremo nel prossimo anno perché l'ha visto nelle carte, nell'oroscopo o nella tazzina del caffè; e naturalmente ci invita a comprare il suo libro. Specie se vogliamo sapere se la Canalis sposerà Clooney o se Berlusconi continuerà a fare il bello e il cattivo tempo (beh, per quest'ultima cosa non c'è bisogno dei tarocchi).
Io leggo gli I Ching. Per chi non li conoscesse, invito ad andare qui, almeno per un primo approccio e per farsene un'idea.
Per chi, invece, li conosce già non posso che confermare la validità di questo che più che un metodo di divinazione, è un sistema (empirico) per inserirsi nella realtà della nostra storia e sapere a cosa andiamo incontro, sempre tenendo conto che ognuno è poi libero di barcamenarsi come vuole di fronte alla realtà. Io non penso che sia tutto segnato, ma che all'interno dell'alveo del fiume della storia io posso decidere se andare verso la riva destra o sinistra e fermarmi un po' a riflettere, se farmi trascinare dalla corrente in piena, se continuare ad andare ma rallentando la corsa.
Io credo in questo metodo perché lo adopero quasi ogni giorno e finora ho sempre sperimentato la sua veridicità, nelle cose grandi come nelle inezie quotidiane (anche se per queste ultime non vado a chiedere a nessuno).
Certo mi potreste dire che non ho titoli per trattare di queste cose, ed è vero: io sono uno qualunque. Ma certamente gli studi di Jung e il fatto che lui, uno dei padri fondatori della psicologia e della psicoanalisi, li usasse quotidianamente nella sua pratica medica, potrebbero essere un punto a favore. Per non parlare di altri scienziati e, perché no, scrittori che di questo hanno parlato. Non vi dice niente il nome di Philip K. Dick?
Ma non sono qui per far pubblicità agli I Ching (non ne hanno bisogno), bensì per proporvi, più modestamente, una consultazione gratuita per il nuovo anno. Volete sapere a che punto della vostra vita siete e dove potreste andare il prossimo anno? C'è un punto particolare per il quale siete curiosi di sapere qualcosa? Ebbene, scrivetemelo (tramite commento ma anche in privato naturalmente) e io vi risponderò a stretto giro di posta ... elettronica. Il tutto gratuitamente. E poi fatemi sapere come è andata a finire.
E' tutto.
TIM

martedì 30 novembre 2010

Anniversario

Sul mio comodino ho i libri che leggo prima del meritato sonno. Ogni volume (non più di 2-3 per volta) ha il suo segnalibro e uno di questi è una strisciolina di plastica trasparente con impresso il logo che vedete nell'immagine di fianco. Se qualcuno di voi lo possiede, o l'ha visto da qualche parte, sa che si poteva trovare solo ed esclusivamente nell'album The Wall. Si, perché io ho il mitico doppio album dei Pink Floyd. E oggi ricorre il 31 anniversario dalla sua uscita. Era mio dovere scrivere di questo, anche se normalmente non tratto di musica. Ma qui andiamo oltre la musica.
Non voglio parlare dell'album in sé, chi lo conosce sa che è un capolavoro, irragiungibile e bla bla bla, ognuno ci metta quello che vuole e sa. Non avevo comprato Animals del 1977 (lo feci in seguito e non me ne pentii), mentre comprai The Finale Cut del 1983, e di questo invece avrei fatto volentieri a meno. Ma The Wall è un discorso a parte. Io non conosco l'inglese, quindi la prima cosa che mi colpì fu la musica, già devastante di per sé. Poi un amico mi fece leggere la traduzione dei testi e allora mi resi pienamente conto di cosa avevo davanti. Non è per ostentazione che dico che quelle parole e quella musica rispecchiavano la mia esperienza di 19nne: ero preda al fervore esistenzialista, sul mio comodino c'erano sempre 'La nausea' di Sartre e 'Il mestiere di vivere' di Cesare Pavese; quindi sentir parlare di qualcuno che per rintuzzare i colpi della vita costruisce un muro attorno a se, al di là del quale ci stanno non solo i cattivi, ma anche quelli che lui vorrebbe accanto, mi tirava dentro come una rete da pesca fa con i pesci. Pian piano cominciai ad apprezzare The Wall come evento propriamente musicale, ed oggi è al primo posto nella mia classifica personale degli album conosciuti e ascoltati. Chissà quale album c'è al 'vostro' primo posto. Ma anche se nessuno mi risponderà non importa, in verità tutto questo era solo una scusa per farvi ascoltare un po' di ottima musica. Io ho scelto questa, e vi lascio con l'assolo finale. (Chissà chi sono e cosa fanno ora tutti quei bambini che 31 anni fa giocavano con le macerie. Chissà se avranno costruiti il proprio muro personale e se l'avranno poi buttato giù.)

Soli, o a coppie
Quelli che davvero ti amano
Camminano su e giù fuori dal il muro
Qualcuno mano nella mano
Qualcuno si riunisce in band
I cuori sanguinanti e gli artisti
Resistono
E quando hanno dato tutto ciò che potevano
Alcuni barcollano e cadono
Dopo tutto non è facile
Sbattere il tuo cuore contro uno stupido fottuto
Muro.
Grazie. Molte grazie. Buonanotte.
(Ieri sera si è suicidato Mario Monicelli; addio alla supercazzola. Con scappellamento a destra.)

TIM

mercoledì 27 ottobre 2010

Gratis non la da più nessuno! (almeno in Italia)

Lasciamo stare il pugno a Capezzone; lasciamo stare l'Italia al 67° posto al mondo (dopo il Ruanda) per 'percezione della corruzione' -che vuol dire che questo è solo la sensazione che gli italiani hanno, ben altra è la realtà!; lasciamo stare le tette al vento della conduttrice in prima serata al Grande Fratello e tutte le altre porcate in fascia protetta. Lasciamo stare tutte queste fesserie.
Voglio parlare della cultura in Italia. Non un discorso 'alto' (come ci impapocchiano i politici), ma una cosa terra terra. Stanotte non riuscivo a dormire, così accendo quell'aggeggio infernale che è il televisore e resto ipnotizzato dalla lezione di UniNettuno su Rai2. Conosco il programma, so' che va in notturna, ma non mi ero mai soffermato ad ascoltarne una lezione. Essendo (ahimé!) laureato so cos'è una lezione universitaria, ma questa mi ha colpito per la sua chiarezza. Allora mi sono detto: se riesco a capirla nonostante il rimbambimento senile che avanza e la perdita quasi totale della memoria, forse posso fare qualcosa, per esempio seguire l'intero corso di laurea attraverso le videolezioni e i testi consigliati pur senza iscrivermi all'università. Anche perché, mi dico, se le lezioni sono fruibili gratuitamente tramite TV lo saranno anche via internet. Così questa mattina vado sul sito dell'UniNettuno e cerco di vedere come fare. Ma, sorpresa!, di gratis non c'è niente, neanche la possibilità di scaricare quello che ho visto appena qualche ora fa! Allora vado su Google e digito 'corsi universitari gratis' 'corsi di laurea gratis' e via dicendo. Finalmente trovo diversi siti che propongono questo servizio, ma aprendoli mi accorgo che si tratta sempre, purtroppo, di una università americana. Leggo però che i corsi, tutti gratuiti, comprese le video lezioni ecc., sono tradotti in diverse lingue, quindi fruibili anche da me che non capisco una mazza di inglese.  Ma, altra sorpresa, tra tutte le lingue di cui esiste la traduzione dei corsi, non c'é l'italiano. E così resterò nella mia beata ignoranza. Non è che qualcuno mi può dare qualche dritta in proposito? Anche perché, evidentemente, almeno in Italia, gratis non la da più nessuno! ... e parlo della cultura.
... e mi consolo con questa canzone - mito della mia giovinezza, sfortunatamente andata.
TIM
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...