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sabato 19 aprile 2014

Pasqua secondo Omraam: la primavera dello Spirito

Un post con gli auguri di Pasqua è sempre difficile da scrivere.
Un po' perché si rischia di cadere nelle solite frasi che, anche se dette col cuore, suonano alle orecchie di ascolta (o meglio: risultano agli occhi di chi legge) come banali perché abusate da anni e anni di ripetizione.
Un po' perché c'è il pericolo di uscire fuori tema, di scrivere cose che alla fine poco hanno a che fare col signficato della Pasqua di Risurrezione. 
Così ho deciso di affidarmi al pensiero di un Maestro spirituale che ha profondamente influenzato il mio pensiero e il mio cuore: Omraam
Il brano è abbastanza lungo, e ho provato ad accorciarlo, ma mi sono reso conto che ogni parola e ogni virgola sono piene di significato, fonte di riflessione.
Così, se avete dieci minuti da dedicarci, ecco una meditazione del Maestro sulla Pasqua di Risurrezione.
A me non resta che farvi i miei auguri, pregando che (come dice Omraam) ognuno di noi muoia al mondo per scoprire in sé la Divinità.


Siete in attesa che vi parli... ma che cosa volete di più? Guardate, la natura ha già parlato a tutti. Non vi siete accorti che tutt'intorno a noi sta accadendo un avvenimento che si chiama "primavera"?... Ah, ve ne siete accorti... E' magnifico. Si sente che tutto si muove, come sotto un flusso che proviene dal cosmo e che tra poco inonderà la terra, i fiori, gli alberi, gli uccelli... che meraviglia! Ecco uno dei fenomeni più straordinari della vita: la primavera.
Ecco dunque la primavera, la rigenerazione che si avvicina, ed è questo il processo che ci interessa: tutto il resto lasciamolo da parte per ora. Il periodo dell'equinozio di primavera è uno dei più importanti dell'anno. E se la resurrezione di Gesù viene ricordata proprio in questo periodo, è perchè si tratta in realtà della resurrezione di tutta la natura, che veniva festeggiata già molto prima dell'avvento di Gesù. Nel corso dei secoli si è persa la luce dell'Iniziazione e i cristiani non sanno più come interpretare la resurrezione .
Ogni anno tutto si rinnova... Si, tutto fuorché gli esseri umani! Gli uomini rimangono così come sono, e non si mettono all'unisono con questo risveglio. Avvertono che qualcosa avviene nell'aria, ma non si lasciano influenzare. E' ora che imparino ad aprire le porte e le finestre del loro essere, affinchè questa vita possa penetrarli e impregnarli. Ecco la cosa importante da dirvi questa mattina. E' un peccato che questo fenomeno avvenga soltanto in natura, e che gli esseri umani, troppo concentrati su vecchie cose, non lo avvertano nemmeno. E' necessario essere liberi e ricevere a braccia aperte la nuova vita.
Osservate il lavoro che il Sole sta facendo su tutti quei piccoli semi che dormivano! Ha detto loro: "Ma che cosa aspettate? O dovete dare qualcosa. Su, al lavoro ! - Ma siamo tanto piccoli, deboli... - No, no, provate e vedrete, io vi aiuterò." Così, tutti quei semi si fanno coraggio. Ogni giorno il sole li scalda, li accarezza, parla loro, e dopo qualche tempo si vedranno spuntare dei fiori magnifici che daranno ispirazione e gioia a poeti, pittori e musicisti. Perché non potrebbe accadere la stessa cosa con noi?
Noi siamo dei semi piantati nel suolo spirituale, e sotto i raggi del sole possiamo sviluppare colori ed emanare profumi così squisiti da far estasiare perfino le divinità. Che cos'è un fiore? Esso non sa cantare, né danzare, né suonare il violino, eppure i cantanti, i ballerini e i musicisti rimangono estasiati nell'ammirarlo... E se noi pure fossimo capaci di diventare come dei fiori, non potrebbero venire a esprimere la loro meraviglia nel vederci perfino le divinità, che sono molto superiori a noi? Direbbero: "Oh, che bel fiore!" e si occuperebbero di noi per renderci ancora più puri, più luminosi e più profumati.
Perciò, colui che vuole far crescere il seme del Cristo in lui, cerca di far diventare la sua anima una principessa meravigliosa, piena di amore, di umiltà e di dolcezza, sempre pronta a compiere la volontà divina fino al punto di donare la sua vita. Ecco perchè la religione ha sempre caldeggiato un atteggiamento di ricettività, di devozione, di adorazione nei confronti del mondo divino: inchinarsi, inginocchiarsi, prosternarsi, cioè diventare "donna", simbolicamente parlando.
Quando l'anima del discepolo è diventata come una giovane principessa, ornata di perle e di pietre preziose, lo Spirito cosmico viene a unirsi a lei per fecondarla. Ma il discepolo deve essere molto attento, perchè accade che alcuni fra coloro che pretendono di attirare lo Spirito Santo, attirano in realtà soltanto energie negative! ... poichè, avendo trascurato di purificarsi in precedenza, hanno effettivamente attirato degli spiriti, ma spiriti tenebrosi. Come potete immaginare che lo Spirito Santo venga a manifestarsi in voi se non cercate di vivere una vita divina ? ... Comunque il modo migliore per attirarlo è sempre quello di nutrire per lui un grande amore.
Nel momento in cui l'unione avviene, il discepolo sente che, per la prima volta nella sua vita, gli sta accadendo qualcosa di stupendo, di immenso, di grandioso e ne rimane sconvolto; tutto il suo essere vibra di gioia e di speranza. Il seme del Cristo in lui, poco a poco, prende forma e il discepolo non sciupa più le sue energie disperdendole verso l'esterno in cose futili ed effimere, ma si consacra interamente al suo compito di nutrire il Cristo bambino in lui, esattamente come fa il sangue della madre con il feto durante la gravidanza.
La nascita del Cristo, del Bambino divino in noi, è quell'evento che i Vangeli chiamano: la seconda nascita. Direte: "Ma sono io che nasco per la seconda volta oppure è un altro essere che nasce in me?" In realtà, che siate voi o un altro essere, è indifferente. Comunque, si può dire che siete voi che nascete, dal momento che vi rendete conto di avere un'altra coscienza, altri pensieri, altri sentimenti e che state entrando in un mondo che esiste da sempre, nel quale prima non potevate ancora entrare, in quanto non era ancora avvenuta la vostra seconda nascita. Dunque, dicevo: siete voi a nascere, ma al tempo stesso è un altro essere che nasce in voi, un figlio il cui padre è Dio stesso. L'anima umana è diventata una madre che, grazie alle sue virtù, è riuscita ad attirare lo Spirito cosmico.
"Se non morrete, non vivrete"
Lo Spirito cosmico è là, sempre vigile; non chiede che di penetrare in noi per deporvi i suoi doni, ma come può farlo se è tutto chiuso e barricato ? soltanto colui che decide di consacrare la sua vita alla venuta del Regno di Dio sulla terra può attirare a sé lo Spirito cosmico. In quel momento, il suo cuore e la sua anima si aprono, e ne erompe un gettito di scintille come quelle dei fuochi di artificio, che si proiettano al di sopra della sua testa formando una corona. Ed è così che, in quell'oscurità in cui il mondo è immerso, in quella notte senza stelle, in cui tutti si lamentano e si massacrano, dalle tenebre emergono proiezioni luminose, che sono altrettanti segnali verso i quali si dirige lo Spirito per prendere quell'essere sotto la sua protezione.
"Se non morrete, non vivrete", disse Gesù. Il concetto di resurrezione è obbligatoriamente legato a quello di morte, di disgregazione. Fintanto che il seme non muore, si oppone alla manifestazione di quella potenza di vita che ha in sé. Nell'uomo, è la sua natura inferiore che deve morire, per lasciare il posto allo spirito, quel principio divino che trova così la possibilità di liberarsi per agire e trasformare tutto. Il segreto della resurrezione è qui, sotto i nostri occhi, nella natura, e attende solo che lo comprendiamo, che ci decidiamo a morire consapevolmente, affinché sorga da noi un uomo nuovo.
Pochissimi, anche fra gli Iniziati, sono riusciti a risuscitare per diventare immortali poichè non vi è nulla di più difficile che soggiogare la natura inferiore, che è estremamente abile, scaltra, e che sa come fare per attirarci nelle sue spire. Per sfuggirle, è necessario molto discernimento, un amore potente e una volontà incrollabile.
Per risuscitare e raggiungere l'immortalità bisogna elevarsi fino alla Divinità per fonderci in essa, e al tempo stesso attirarla, affinchè venga a dimorare e a manifestarsi in noi. Dite: "Signore, non sono più io che vivo e mi manifesto, ma il tuo Spirito in me." Vi perdete nello spazio infinito, affinché non rimanga di voi nemmeno un atomo e affinché Lui venga, il Potente, il Grande, il Forte, ad occupare il vostro posto...
La vera resurrezione avviene progressivamente
Naturalmente, la vera resurrezione totale, definitiva, dell'essere umano, non avviene all'improvviso, ma progressivamente. Quando accendete una candela, sapete di poter dar fuoco a tutta la terra, poichè possedete già una fiamma. Alla stessa stregua, nel momento in cui accendete una cellula nel vostro corpo o nel vostro cervello, si può dire che abbiate il fuoco in voi, e sebbene tutte le altre cellule non siano ancora accese, il fuoco potrebbe rapidamente raggiungerle. A Pasqua, nelle chiese ortodosse, il pope accende un cero, poi passa la fiamma al cero del suo assistente, e così, mentre il fuoco passa di cero in cero, tutta la chiesa viene ad essere illuminata. Perciò, miei cari fratelli e sorelle, è necessario che riusciate a risuscitare almeno una cellula, perchè quella sarà in grado di accendere le cellule vicine, e poi tutte le altre... ed è così che la luce si propagherà poco a poco in tutto il vostro essere.
"Se non morrete, non vivrete." Morire significa espandersi nell'infinito per cedere il posto al Signore, affinché sia Lui a dimorare in voi. Non date più valore alla vostra esistenza, volete morire, ma ad una sola condizione: che sia Dio stesso a prendere il vostro posto. E se insistete veramente, Egli sarà obbligato a cedere, perché state utilizzando energie della Sua stessa natura. Non potrà dire: "Vedremo, si dovrà riflettere ed esaminare come ha vissuto in passato." No, il passato non c'è più, non c'è più nulla: dinnanzi a un simile desiderio, tutto il resto si cancella e rimane soltanto la decisione che avete preso oggi.
Fintanto che non vorrete cedere in voi il posto a un essere superiore, nemmeno al Signore, rimarrete vulnerabili, malaticci, apprensivi e infelici. Non esiste religione superiore al sacrificio: accettare di morire per vivere, per essere vivi di una vita diversa dalla vostra, per essere vivi della vita di Dio. Volevate sparire, ma ora non soltanto non sparite, ma diventate più grandi di prima. Ed è questo il vero eroismo. I veri eroi sono coloro che non hanno paura di scomparire per essere sostituiti dalla Divinità.
(Tratto da Natale e Pasqua nella tradizione iniziatica, di Omraam Mikhael Aivanhov,
Prosveta Editore).
(Preso da questo sito

Juan Segundo

lunedì 31 dicembre 2012

Un esagramma per il 2013

Secondo la tradizione di Shao Young, così come evidenziato e ricavato dallo studio di D.F. Hook*, ad ogni anno è possibile associare un esagramma degli I Ching.
Per chi non conosce l'I Ching, lascio il link tratto da Wikipedia, dove poter iniziare ad apprezzare questo metodo esperienziale, spirituale ed esoterico allo stesso tempo, che aiuta a capire in che momento della storia, personale e universale, ci si trova e come fare a seguire la retta strada del Tao.** Ma sull'argomento penso di tornare in un futuro anche prossimo.
Dicevo del collegamento tra I Ching e calendario. La Hook assegna, tenendo conto appunto dele intuizioni di Shao Young, all'anno 2013 l'esagramma 42: l'accrescimento. Ciò vuol dire che, leggendo e interpretando quest'esagramma, possiamo avere un'idea di quelle situazioni che durante l'arco di tempo dei prossimi 12 mesi avremo davanti e con le quali ci troveremo a convivere.
Attenzione, non si tratta di dire: cosa succederà nel 2013? Infatti l'I Ching non è un metodo strettamente divinatorio, come ad esempio l'Astrologia; anche se per molti, purtroppo, sta diventando così, sminuendo il suo l'aspetto spirituale!
L'I Ching ci mette in contatto con la realtà invisibile del mondo e della storia, con tutti i suoi collegamenti nascosti all'occhio umano, ma veri e reali in una dimensione in cui non siamo riusciti a penetrare apertamente e che riusciamo a svelare solo attraverso la lettura di segni e simboli.
E ora vediamo di cosa parla l'esagramma 42.
Per essere sintetico e il più chiaro possibile, eviterò di ricorrere a spiegazioni e termini tecnici, ma andrò subito al sodo. Questo 2013 sarà un anno importante. Sarà un anno in cui ci saranno molte possibilità da sfruttare (ripeto: l'I Ching non ci dice cosa farò, ma quali sono le strade da percorrere che mi si aprono davanti; sarò io a fare la scelta). Ma sarà anche un anno fatto di impegno e di impegni. Saranno mesi in cui dobbiamo scoprire attorno a noi gli esempi positivi che esistono e dovremmo imitarli e assimilarli fino a farli diventare nostra materia di vita. Ma dovremmo anche scorgere gli esempi negativi e capire cosa in noi va sdradicato. (Tecnicamente, infatti, è scritto che la prosperità deriva dal fatto che "il vero dominare deriva dal servire": una linea del trigramma superiore va a rafforzare quello inferiore). Questo mutamento etico è il più importante accrescimento che potremmo avere; ma proprio un comportamento etico (senza connotazioni religiose!) sarà l'impulso per una riuscita.
Saranno tempi di ascesa, che dovrà però essere conquistata col lavoro serio. A volte continuiamo a vivere in un certo modo ma non vediamo risultati. Questo tempo invece sarà propizio, le circostanze cioè si metteranno in modo da essere favorevoli, e proprio per questo dovremmo sfruttarlo prima che, inevitabilmente, passi
Ci aspettano grandi cose, allora, in quest'anno che sta per iniziare. Ma ci aspetta anche tanto lavoro serio. Dobbiamo mettere da parte tutto il fancazzismo che abbiamo spesso sviluppato negli anni passati, quando abbiamo visto solo certezze sgretolarsi e crescere disonestà e malcostume. Dobbiamo eliminare espressioni tipo: "ma chi me lo fa fare", "ma si... tanto", e cominciare a riprendere in mano la nostra resposabilità e volontà positiva di cambiamento.
Con questo post chiudo il 2012 e vi do appuntamento al prossimo anno. Sono impliciti gli auguri a tutti e l'invito a chiedermi, se avete voglia e curiosità, di consultare per voi personalmente l'I Ching. A lato trovate il mio indirizzo mail, altrimenti chiedete nei commenti.
Che il 2013 vi sia propizio!

TIM


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* I King e Voi, di D.F. Hook, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1973, pg. 99
** Scrive la Hook: "Che cos'è esattamente l'I Cing? È un libro della vita, che contiene una spiegazione di tutte le leggi dell'universo, dalle quali sono governate tutte le cose; e fornisce istruzioni esplicite sul modo in cui l'uomo deve comportarsi per rimanere continuamente in armonia con tali leggi." (o.c., pgg 7-8)

sabato 22 dicembre 2012

Stati confusionali di fine anno. E comunque: BUON NATALE!

L'idea l'avevo avuta qualche giorno fa, ma il sublime Davide Mana mi ha preceduto col suo post di oggi, perfetto, inappuntabile e inarrivabile.
L'idea era di dire che: visto che la fine del mondo non c'è stata (ma qualcuno ci credeva veramente?) possiamo ricominciare da capo.
E cosa ci mettiamo in questo ricominciare da capo?
È un po' il vecchio propositi per il nuovo anno, ma in questo caso assume toni più apocalittici e propone riflessioni più profonde.
È come quando hai un brutto incidente e dopo qualche minuto capisci che l'hai scampata bella e, mentre ancora senti quel qualcosa che ti pizzica al centro di quel posto dove non batte mai il sole (tranne che per Belen), pensi: ca**o, che c**o che ho avuto, è possibile che la mia vita stava per andare tutta a put***e? (in questo casi pare che il dire parolacce aiuti a smaltire l'adrenalina e a migliorare la condizione di dolore fisico e psicologico; lo dice la scienza).
Io non filosofeggio ormai più da un pezzo, perché ho preso coscienza di non essere che un povero essere allo sbando in questa strada che chiamiamo vita ('azzo che pensiero profondo!), perciò non posso che fare un semplice resoconto cronistorico di quello che ho fatto in quest'anno.
Non delle cose che ho agito, ma degli stati confusionali in cui ho viaggiato, attraverso che le cose che ho agito.
Come sempre ho iniziato troppe cose e ho dato l'adesione ha troppe iniziative:
** il round robin (di cui potete scaricare gratuitamente il bellissimo ebook con tutto quello che c'è da sapere e da leggere, compresa la storia, naturalmente) dell'amico Alex;
** il concorso Hydropunk di Mr Giobblin's di Minuetto Express;
** ho aperto un nuovo blog perché volevo tagliare i ponti col vecchio garage e tutto ciò che conteneva e rappresentava;
** ho dato vita ad una pagina Tumblr, che ho già chiuso.
Orbene, come dicono i classici e gli snob, è tutto miseramente andato a farsi... strabenedire.
Il nuovo blog è in chiusura (che apro a fare una nuova pagine se poi alla fine continuo a parlare delle stesse cose e negli stessi termini?); al round robin non ho partecipato perché dopo un paio di mesi di capitoli pubblicati mi sono reso conto di due cose: la prima è che non era il mio genere, la seconda che il livello scritturevole era troppo alto per me; il racconto per l'Hydropunk è stato ad un passo dall'essere presentato, ma la storia (che pur mi intrigava) non sono riuscita a portarla a compimento.
Questo è essenzialmente il mio problema: penso che si possa cambiare semplicemente cominciando a fare altro. E invece si cambia cambiando il modo di intendere e fare le cose di sempre. Oddio, sicuramente aiuta iniziare qualcosa di nuovo, ma sempre e solo se lo si fa con uno spirito nuovo. Oppure se si trovano mezzi e strumenti che facilitano il processo (sì, lo so, sto continuando a filosofeggiare, ma abbiate pazienza: tutti ce l'hanno con me perché sono piccolo e nero!).
E forse in zona cesarini per quest'anno qualcosa ho trovato. È una novità nel panorama dei social network (ormai parlo come un socio-informatico!) e si chiama Twoorty.
= Parentesi pubblicitario-divulgativa completamente gratuita, nel senso che non becco un quattrino per farla e che nessuno mi ha chiesto di fare. Twoorty è un misto intelligente tra FB, un blog e Tweeter. Praticamente non ci si iscrive per chiedere l'amicizia a qualcuno con cui credi di avere qualcosa in comune, ma incontri persone che hanno i tuoi stessi interessi, nel senso che il sistema, una volta che tu hai dichiarato i tuoi argomenti preferiti, ti dice chi sono quelli che parlano di quelle cose e ti segnalano i loro post relatvamente a quella cosa.
Es.: se io dico che mi piace la scrittura vengo messo in contatto con tutti quelli che amano la scrittura, nel momento in cui pubblicano qualcosa sull'argomento. Ma se il tizio in questione nel post parla di, ad esempio, calcio che a me non interessa, non mi viene segnalato niente. È una comunità di idee più che di persone.
Altro aspetto interessantissimo: collegandolo al blog, Twoorty segnala i tuoi post sul blog direttamente alle persone che potrebbero essere interessate, quindi anche se non seguono direttamente la tua pagina o il tuo sito.
E poi, ultimo ma non ultimo, è un prodotto interamente made in Italy: ideato e realizzato in Italia da italiani e (e forse può essere per ora un limite) aperto solo agli italiani. Ma prossimamente dovrebbe sbarcare anche all'estero. È attivo da pochi mesi ed ha circa 2700 contatti: sono pochissimi ma, sono sicuro, aumenteranno presto. Chiusa parentesi. =
Ma torniamo al mio post. Il cui argomento era: propositi per domani (un domani generico, non nel senso di domenica 23 dicembre 2012).
I due lettori del blog avranno notato che ho aggiunto un bel po' di siti al blogroll laterale. Sono tutti blog che si interessano di gialli e di scrittura. Sono tutti in prova, nel senso che dopo qualche settimana in cui li terrò d'occhio deciderò se continuare a seguirli o meno. E contemporaneamente ho iniziato ad eliminare (e continuerò a farlo) blog che seguivo da tempo ma che ora non mi dicono più niente; non perché i rispettivi proprietari dall'oggi al domani abbiano cominciato a starmi sui cabasisi (eufemismo siculo), ma perché gli argomenti che trattano (anche magnificamente e professionalmente) non mi interessano più. Quindi non sentitevi offesi se non troverete più il vostro blog tra quelli che seguo: non ce l'ho con voi ma ho semplicemente deviato da quella rotta. E amici come prima. Spero.
Dovrò scrivere di più nel nuovo anno. In questi ultimi mesi ho prodotto un po' di cose, da solo o insieme ad Ariano, sia della saga del commissario Bacone che di altro, ma pur sempre in chiave poliziesca. E ho in cantiere un romanzo breve sempre col quel personaggio e che vede anche il contributo del carissimo amico Glauco. Ma di queste cose parlerò in un post a parte, magari dopo Natale.
Ah, già, è quasi Natale! Tenendo conto che domani sono off line e che lunedì è la vigilia, e che questo post è diventato chilometrico (quindi nessuno sarà arrivato fin qui senza aver subìto qualche trauma a livello psico-fisico) la chiudo adesso. Ma tornerò a breve.
E vi auguro BUON NATALE, con tutto quel che segue, recuperando questo gioiellino di Francesco De Gregori.



BUON NATALE A TUTTI!!!

TIM





venerdì 6 aprile 2012

Sporcarsi le mani: buona Pasqua!

da qui
Prendo lo spunto da alcuni post di questi giorni e dalle ultime, catastrofiche, notizie dal politicume italiano.Non voglio (perché non saprei e non è compito di un blog come questo) fare analisi strutturali, sociologiche, politiche, ecc. Al massimo posso dire quello che ne penso. Ma non è neanche questo il punto; d'altronde è probabile che ne parlerò in qualche post ad hoc.
Qui voglio solo intrattenervi qualche minuto per poi farvi gli auguri per Pasqua.
Ecco, mi sono chiesto che senso potesse avere fare gli auguri per Pasqua. Non prendetemi per il solito bastian contrario o per quello che rovina sempre l'atmosfera idilliaca che da sempre avvolge festività che ormai si sono ridotte solo ad una scusa per qualche giorno di vacanza. **Diciamoci la verità: quanti di noi sentono il 25 aprile, per esempio, e per quanti invece è solo un motivo per avere un giorno a casa dal lavoro pagato? quanti di noi a inizio d'anno sbirciano il calendario per vedere se c'è qualche ponte che si può fare con le festività?**
Ma ho detto che non devo cadere nella polemica.
E allora ho cercato di fare mente locale e di riandare al senso della pasqua per quei popoli che la celebrano.
Gli ebrei in quei giorni ricordano l'esodo e poi la liberazione del popolo d'Israele dalla schiavitù d'Egitto. Il termine Pasqua significa passare oltre, tralasciare, in ricordo del racconto della decima piaga d'Egitto. In quell'occasione gli ebrei in terra straniera ungevano di sangue dell'agnello sacrificato le loro porte e l'angelo del Signore, sceso ad uccidere tutti i primogeniti d'Egitto, vedendo quel segno capivano che in quella casa abitavano persone del popolo a lui consacrato e passavano oltre.
Nella simbologia cristiana, l'agnello immolato diventa Gesù il Cristo e coloro che sono unti col suo sangue fanno parte del suo popolo, perché partecipano del suo sacrificio attraverso i sacramenti. Quindi questi saranno salvati quando alla fine dei tempi, il Signore passerà a fare i conti con gli uomini.
Il senso generale quindi di questa festa (passando ad una lettura laica) è secondo me l'avvento di una novità, di uno spezzare la continuità col passato per entrare in una dimensione nuova, in cui ci si riconosce persone nuove, che possono entrare in un mondo rinnovato.
Mi sono perciò chiesto che auguri io, da laico, posso fare a tutti noi.
Avrete notato che nella nuova copertina del mio blog ho inserito, oltre all'immagine classica di Gandhi, anche quella di Martin Luther King e una frase di Gramsci: l'indifferenza è il peso morto della storia
Siamo stati schiacciati in questi ultimi anni dalla crisi economica e a me sembra, ma so che molti di voi ne sono anche convinti, che questa sia solo il risultato di una crisi etica (non in senso religioso!) che si trascina da decenni, se non da secoli. Siamo arrivati al punto di rottura, al momento della verità: l'economia è crollata; le fonti di energia su cui abbiamo basato finora lo sviluppo e la crescita stanno terminando; i riferimenti sociali, morali, politici stanno facendo acqua da tutte le parti; tutta questa situazione ci pesa sulle spalle come il masso di Sisifo che cerchiamo di scrollarci di dosso e invece torna invariabilmente.





Ciò che viene meno in questi casi è la forza di combattere, di trovare soluzioni, perché attorno a noi vediamo solo macerie: materiali, psichiche, spirituali.
Perciò io mi sento di augurare a tutti noi di tornare a desiderare, riprendere a interessarci della nostra vita, anzitutto, e poi a quella degli altri, entrare a far parte di una gente nuova che ha voglia di ricominciare, di sporcarsi le mani.
Per me, questo è augurare a tutti: BUONA PASQUA!


TIM

sabato 31 dicembre 2011

La saggezza e il coraggio

qui
Penso che alla fine l'Italia ce la farà. Chi di noi tra 20-30 anni avrà resistito all'usura del tempo e agli assalti dei reality scassamaroni (a cominciare dai TG), leggerà di questo 2011 come di un piccolo tassello della storia, quella con la S maiuscola, su qualche rivista di settore o su qualche testo scolastico. Sarà forse ricordato come l'anno della svolta, il primo obbligato mattone nella costruzione di un nuovo ordine, quello che volete voi; ma sarà passato e, per certi versi, dimenticato. Anche se abbiamo visto la caduta di diversi dittatori, vissuto la tragedia di un gran numero di famiglie ridotte in povertà. Ma ci sarà anche chi lo ricorderà come l'anno dell'ennesimo calcioscommesse, dell'addio tra Clooney e la Canalis, del tentato suicidio di Lele Mora. Ognuno vive in un suo mondo.
Dicevo che l'Italia ce la farà. E, ne sono convinto, il merito va ad una sola persona, che con saggezza e coraggio ha vissuto e giudicato questi momenti con la mente di chi guarda proprio alla storia con la S maiuscola: Giorgio Napolitano.
E' per questo motivo che voglio chiudere questo 2011 con l'augurio che le stesse qualità umane che, secondo me, hanno sorretto e guidato Mr. President possiamo tirarle fuori anche noi.
Certo ci vuole una storia che Giorgio Napolitano sicuramente ha alle spalle; ma quando vedo e sento quello che questo vecchiaccio di 85 anni fa e dice mi dico: ce la posso fare anch'io. E ce la possiamo fare tutti.


qui
Non so cosa dirà questa sera nel consueto messaggio di fine anno, non li ho mai ascoltati questi discorsi da che ho memoria e da quando ho avuto un televisore (forse solo una volta, uno di Sandro Pertini, il presidente che fumava la pipa durante la finale dei mondiali del 1982). Ma se potessi essere io a dire qualcosa a lui, sicuramente sarebbe un semplice e sincero: grazie!
E a tutti noi faccio un solo augurio: tiriamo fuori le palle! riscopriamo la saggezza e il coraggio di essere uomini!









TIM

sabato 24 dicembre 2011

E' Natale anche qui!

Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa!
qui
Che poi se a battersi il petto è, che so, quella della foto alla vostra destra, vorrei anche aspettare a vedere l'effetto che fa! La mano che rimbalza su tutti quei centimetri quadrati di carne, dico.
So che più di qualcuno è arrivato qui solo per le fanciulle in copertina, ma c'è dell'altro.
Dicevo, mea culpa.
Inseguito ferocemente dal post di Gianluca di oggi, sono arrivato alla conclusione che è meglio una recensione oggi che una crisi di coscienza domani. Così ho deciso di appestarvi il natale con un pensierino su un ebook letto ultimamente ma di cui non ho avuto tempo e modo di parlarvi.
Si tratta de La prigionia del cielo di Davide Cassia.
La trama dall'introduzione di Daniele Bonfanti:
Ed Carini è il capo della polizia di San Patrizio e si trova a indagare su una serie di omicidi brutali riconducibili ad una vendetta meditata e studiata in ogni particolare. Parallela all’indagine, la sua vicenda sentimentale: a quarant’anni è in piena crisi di mezza età, con un matrimonio che va in pezzi, un’amante che cerca spazio e la sua famiglia che gli sfugge di mano.

Alex Carini è il figlio tredicenne di Ed, sognatore e artista, fin troppo strano. Saranno i suoi sogni – spettri che attraversano la sua stanza fluttuando a diverse altezze, convergendo in un unico punto in mezzo al bosco – a condurlo in mezzo a una storia di fantasmi e a un orribile delitto sepolto. Mentre a scuola deve imparare a farsi rispettare dai bulli e conquistare la bella Mara.

Ma sono solo visioni e incubi, come crede sua madre, oppure c’è qualcosa di vero? Perché lo psicanalista da cui lo mandano in cura è così sconvolto dalle sue confidenze?
Tra sedute spiritiche, incubi e visioni, vicende scabrose, tradimenti e corruzioni, ognuno dietro la tranquillità di San Patrizio ha qualcosa da nascondere.

Ho acquistato questo ebook all'esorbitante prezzo di 0.99 euro un paio di mesi fa, ho iniziato a leggerlo subito e non sono riuscito a smettere fino a che non l'ho finito. Sembra la consueta menata pubblicitaria di un editore in cerca di facili guadagni, e invece è proprio così.
E' una bella storia, calibrata in ogni suo punto, la trama è lineare e i diversi personaggi si ritrovano a recitare mai sopra le righe. Ed Carini è quello che mi ha impressionato di più, sempre preso tra le sue vicende personali e la ricerca della verità sugli omicidi che ha di fronte. Anche l'elemento fantastico non fa per niente a pugni con la durezza dell'argomento e il sangue che viene abbondantemente versato, e anzi vi si amalgama perfettamente.
La prigionia del cielo non lascia un attimo di sosta e, a mio modestissimo parere, si inserisce bene nella tradizione del giallo italiano, dove la violenza non è spiattellata a buon prezzo sul foglio, ma nasce (purtroppo) da quell'intreccio continuo e cangiante che è la vita quotidiana.
La scrittura è piana e sempre lucida. Se un piccolo appunto mi posso permettere di fare è sulla parte riguardante Alex, il figlio del poliziotto: la sua vicenda sembra in alcuni punti scritta da un altra mano, un po' meno felice dell'altra. Ma è una mia impressione.
Questo La prigionia del cielo mi ha ricordato molto un altro bell'ebook letto durante le vacanze, La Bella Napoli, di Giuseppe Mazzotta, che vi consiglio caldamente di andare a recuperare; anche perché è gratis, il che non guasta, specie in questo periodo di vacche magre.
A margine delle riflessioni sul libro di Cassia, devo riferire di una cosa che mi ha dato il segno della professionalità e onestà di Davide. Durante la lettura dell'ebook, avevo notato molti svarioni ortografici, tecnici e d'impaginazione. Ma dopo soli un paio di giorni, mi arriva una sua mail in cui si scusa, mi comunica di aver provveduto a rimborsarmi del prezzo pagato e di aver altresì mandato un'altra copia del testo emendata degli errori e imperfezioni. Era capitato, infatti, che era stata mandata in stampa una versione non definitiva dell'ebook. Onore all'uomo Davide Cassia.
Questo post, nonostante le mia ultime dichiarazioni pubbliche, serve anche a farvi i miei AUGURI di buone feste. Come dite? che sono contraddittorio e inaffidabile? No, sto solo studiando per fare il politico! 
E perciò AUGURI a tutti voi per.. tutto quello che vi passa per la testa, tutto quello che pensate di meritare e ancora non è arrivato.
Il prossimo sarà un anno difficile, secondo me peggiore di quello che sta finendo; ma nelle nostre case ci sono tante realtà quotidiane che non hanno niente a che fare con l'economia, lo spread e la corruzione di politici e calciatori. AUGURI che la serenità vostra e della vostra famiglia vengano prima di ogni altra cosa.
E AUGURI anche a tutti quelli che da Atlanta e dagli USA, da Groeningen e dalla Germania, dal Belgio, dall'Olanda, dalla Francia, persino da Corea, Ucraina, Russia, Giappone, Brasile, Perù, Singapore (spero di non aver dimenticato nessuno!) almeno una volta a settimana se non di più, vengono a visitare il mio garage. Non vi conosco e non so se siete italiani all'estero o indigeni che per sbaglio arrivano qui. AUGURI anche a voi!
Vi lascio con un po' di musica, come ai vecchi tempi di questo garage. In fondo anche il testo di questa canzone è un augurio, anche se con un finale amaro!


TIM




sabato 23 aprile 2011

Sindrome... pasquale

rubata qui.
e vi consiglio di andarvi a leggere il testo
Ieri, serata da poltrona e tele, stranamente, visto che sto acquistando una allergia pruriginosa e dolorosa al tubo catodico.
E così quando mi ritrovo a leggere tra i programmi, e in prima serata, film come Sindrome cinese, non posso che buttarmici a pesce. E la domanda sorge spontanea: è possibile che per vedere qualcosa di interessante (almeno per me) debba aspettare la concorrenza della via cricis di Ratzinger su rai minzolini? Però mi va bene così.
Perciò è stato un piacere riguardarmi i 122 minuti di questo film con Jane Fonda nei panni della giornalista, Jack Lemmon in quelli dello scienziato pentito e Michael Douglas a fare il cinereporter indipendente, che raccontano di come le centrali nucleari  per quanto possano essere sicure (dicono loro!) hanno tanti e tali di quei talloni d'Achille che basta un bullone messo male e diventano killer spietati. E' vero che siamo nel 1979 e da allora la sicurezza dovrebbe aver fatto passi da gigante, ma con quelle cose non si scherza, perché quando accade l'imprevisto o l'imprevedibile, e se accade vuol dire che è possibile, non ci puoi mettere un cerotto come la sbucciatura delle ginocchia di tuo figlio e finisce lì. La storia, mi sembra, conferma.
E non mi voglio soffermare sui giochetti che i nostri governanti stanno facendo in questi giorni sul nucleare e ora, pare, sulla privatizzazione dell'acqua; per i quali argomenti, mi sembra, dovremmo essere chiamati a dire la nostra tra qualche mese. Ma le dittature sono fatte così: hanno sempre la soluzione pronta per toglierti la possibilità di decidere; basta farlo col sorriso sulla bocca, distogliendo l'attenzione: panem et circenses.
Solo un'annotazione "tecnica" sul film: l'assenza quasi di commento musicale. Noi ormai siamo abituati a pellicole in cui la colonna sonora è quasi più importante del film stesso e anche se il personaggio principale sta andando in bagno tra spasmi colitici, ti bombarda con accompagnamenti di chitarra e basso, magari con la voce di Frank Sinatra che canta Stranger in the night in versione rap (!!). E invece qui, mentre il professor Lemmon viene inseguito dai cattivi e si rifugia nella sua centrale di Ventana, neanche un suono, solo le auto che si inseguono e lo stridore delle gomme. Un capolavoro!
Cambiamo argomento e veniamo alle note dolenti.
Appena torno a casa devo fare una disinfestazione del mio Cybook. Sì, perché ieri pomeriggio ho avuto la sventura di leggere (ma devo confessare di non avercela fatta fino alla fine) L'intreccio di universi paralleli, un ebook di Antonio Lo Gatto pubblicato da La Tela Nera in un anno che non ricordo e che forse è meglio anche dimenticare.
Se volete sapere come non si scrive un racconto (o romanzo, fate voi), vi consiglio vivamente di (provare a)leggere quest'ebook: mentre veniva scritto la lingua italiana era scuramente in vacanza, le descrizioni sono da bambino di I° elementare (ma non lo dite a mio nipote di 5 anni che spesso mi spara delle locuzioni da perfetto dizionario della Crusca!), gli argomenti sono quanto di più pruriginoso (e quindi appetibile per certi lettori) ci possa esistere.
E dire che l'autore (Roma, 21 aprile 1988) nasce con la passione della scrittura che col passare del tempo coltiva sempre di più fino a diventare un'esigenza di vita, come egli stesso dichiara. Sapete che io dico sempre: non so se, cosa e come abbia scritto in seguito l'amico, ma se le premesse sono queste, non fa di certo ben sperare. Ho qualche altro suo lavoro nella pancia del mio ereader e voglio comunque dargli un'altra chance, ma viste le premesse ci spero poco.
Bene, sono alla fine.
Mi aggrego a tutti quelli che finora vi hanno fatto gli AUGURI per questi giorni di festa: che possiate essere felici, rilassarvi e divertirvi, perché vi voglio tonici quando ci risentiremo, martedì.
E non mangiate troppo! e, in particolare, non mangiate gli agnelli!
Ciaoooo!
TIM

mercoledì 29 dicembre 2010

Un post lungo ... un anno!

Forse quelo che leggerete di seguito sarà un po' confuso, senza filo logico, perché in effetti non volevo impostare in questo modo il pezzo di fine anno. In verità volevo solo fare gli auguri e basta, una bella musichetta allegra, o meditativa o che altro, e via. Anche perché ormai sono già con la testa a Bolzano, città che adoro, per dove partiro domani mattina e dove trascorrerò la fine dell'anno con mia moglie, sperando di non trovarci gialli infetti (ma già la foto di fianco è poco incoraggiante) e strani tipi conosciuti sul blog. Poi ho letto il post di Ariano e allora mi sono detto: ma sì, un minimo di conti li possiamo fare. In fondo lo devo a tutti voi che mi avete accolto nella famiglia dei blogger (chedo venia se mi ci metto anch'io) e mi avete dato la possibilità di fare un bel po' di strada nel campo della scrittura e della lettura.
Dunque, anzitutto quest'anno ho cambiato lavoro; ora gestisco una cartoleria. Questo non ha significato solo un lavoro più leggero fisicamente (alla mia età non si può pretendere molto da tutti gli ossicini e muscoletti che mi tengono in piedi), ma soprattutto mi ha dato molto tempo libero da dedicare a questo blog, visto che in negozio c'è naturalmente il PC e internet. Navigare è così diventata una bella abitudine giornaliera (ma senza darmi dipendenza!) che mi ha permesso di conoscere tanta bella gente -che poi siete voi- che si interessa delle stesse cose che piacciono a me. Non voglio fare nessun nome, per non dimenticare nessuno, ma basta che guardiate la bandella laterale sotto la scritta "Provate a guardare anche qui" per sapere chi sono. E c'è anche qualche altro che è nella mia lista di letture quotidiane ma che, per adesso, non compare tra i buoni. Voglio nominarne solo uno (a parte Ariano di cui sopra, ma era solo per l'aggancio), perché è stato tramite il suo blog che ho conosciuto tutti gli altri: Alex von Girola.
Sapere che tutte le mattine vedrò tanta gente, scambierò con loro una frasetta rilassante o un'idea costruttiva, mi fa molto piacere e da' un'iniezione di gioia in più alla giornata.
Sempre spinto dall'entusiasmo che circola in questo gruppo di scalmanati -che siete sempre voi, ho ripreso alla grande a scrivere, non perché abbia prodotto di più, ma perché ho portato a termine cose lasciate a metà da anni (tra cui il famoso racconto lungo che prometto sempre ma che non vi do' mai da leggerere) e soprattutto perché mi sono detto: per la miseria, guarda questa gente che, pur non facendo gli scrittori per vivere, riesce a raccontare storie così buone e con tanta semplicità; allora forse non bisogna avere un nome su una copertina cartonata alla Feltrinelli per essere un bravo scrittore. Forse basta solo saper narrare, come fanno loro. E mi sono buttato anch'io. Ho imparato piano piano i vostri segreti di scrittura, da uno questo, dall'altro quest'altro e ho capito che in fondo non mi interessa avere un posto su uno scaffale (spesso è solo come avere un loculo al cimitero!), ma un posto nella memoria di chi mi legge questo sì. E tramite la rete ho cominciato a condividere le mie cose. So che molti di voi non hanno ancora avuto modo di leggere niente di mio, ma qualche feedback (si dice così?) c'è stato e sono stato contento che non mi abbiate detto di aver avuto strani fenomeni gastrointestinali dopo la lettura!
In quest'anno ho incontrato gente che, al di là della facciata, mi ha dato consigli su tante cose anche extra scrittura, si è interessata a me, mi ha addirittura regalato dei libri (e qualcuno anche senza far parte del mio giro blogger! vero Nick -questo lasciatemelo citare!)

Ed infine, ma solo in ordine temporale, non posso non citare il Survival Blog che al di là dell'interesse che ha suscitato in tanti di noi, mi ha dato una spinta in più nell'avventura di 'onesto lavoratore della penna' come oso definirmi.
Dicevo, rispondendo al post di Ariano, che non faccio propositi per il nuovo anno perché il proverbio dice che di buoni propositi è lastricata la strada dell'inferno. Ho dei desideri, questo sì, riguardo il lavoro, la salute, la mia famigia, ma penso siano quelli che abbiamo tutti e che si potrebbero sintetizzare in: un po' di pace e serenità. Che sono le cose che auguro a me e a tutti voi, belli e brutti, milanesi e romani, bolognesi e friulani, siculi, sardi, napoletani; ho dimenticato qualcuno?
So che questa è scontata come colonna sonora per un post di fine anno, ma è una delle cose migliori, a mio avviso, degli ultimi decenni. E poi quei due sono troooppo forti!
Auguri! Ci si risente lunedì prossimo, 3 gennaio 2011. Io sto partendo ... binario 2 ... il treno 43567 di trenitalia per Bolzano è in attesa di ...

TIM
(la foto l'ho presa qui)

venerdì 24 dicembre 2010

E' il mio turno ...





BUON NATALE !

TIM


P.S.: non sarò in linea fino a domenica sera (ho internet solo al negozio), quindi se non risponderò a qualcuno è solo perché non ci sono. A lunedì prossimo!
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