Visualizzazione post con etichetta costituzione italiana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta costituzione italiana. Mostra tutti i post

lunedì 14 novembre 2011

Appello al nuovo Presidente del Consiglio, Mario Monti

L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
(Costituzione Italiana, art. 1)





e tutti quelli che non hanno più un lavoro o stanno per perderlo e, forse, non lo sanno.

TIM

martedì 26 aprile 2011

Ma sì, facciamoci un('altra) bella risata!


rubata da (guarda un po'!) qui
 Ma allora è proprio vero quello che tutti abbiamo pensato? Che ci stanno prendendo per i fondelli?
Sembrerebbe proprio di sì.
E' inutile intasare i nostri blog nei prossimi giorni con discorsi su discorsi su nucleare-non-nucleare, è l'energia del domani o quella che ci chiuderà le porte al futuro, nel senso domani saremo tutti morti-contagiati-storpi-zombizzati. Altro che Pandemia Gialla con relativi sopravvissuti!
Semplicemente: non possiamo decidere. E noi che ci eravamo illusi di vivere in una democrazia! E che ieri abbiamo celebrato la festa dell liberazione!
Qui non si tratta più di sganasciarsi dalle risate per qualche clown che racconta barzellette in giro per l'Italia e il mondo.
Qui si tratta di noi, di me, di te, che abbiamo una Costituzione, che all'art. 48 dice: Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge. E' vero che qui si parla del diritto di voto personale, ma che differenza fa se si tratta di uno o di 60 milioni? A uno, come a 60 milioni, è stato impedito di andare a pronunciarsi sul tema (in questo caso) nucleare; e speriamo che non facciano lo stesso per la questione acqua. E che siamo noi? dei civilmente incapaci? O siamo stati condannati penalmente per qualche cosa? O siamo stati indicati come moralmente indegni dalla legge?
L'art. 50, sempre di quella cosa che chiamano Costituzione e che guida il nostro vivere civile, dice che Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità. Non sono forse, i referendum, petizioni chieste e accettate? Qualcuno ha chiesto (i promotori referendari), qualcuno (l'Ufficio Centrale per i referendum e la Consulta della Corte Cosrtituzionale) ha detto che si poteva chiedere e hanno accetttato, e una data è stata stabilita. Nonostante tutto sia stato fatto secondo i crismi della legge, non se ne farà niente.
E perché? Perché secondo i nostri politici siamo un branco di pecoroni (con tutto il rispetto per gli ovini) che si fanno portare dal primo vento che arriva (leggi: incidente alla centrale in Giappone) e quindi non possiamo essere obiettivi nelle nostre scelte.
Quindi:
1. per il referendum non possiamo votare perché siamo scemi e incapaci di intendere e di volere;
2. i candidati alle elezioni non li possiamo scegliere perché sono già stati indicati dai vari partiti in base alla legge elettorale e noi voteremo solo il gruppo che poi a sua volta ci dirà... chi volevamo votare.
-Un inciso illuminante: lo sapevate che alle prossime elezioni comunali di Milano il capolista per il PDL è tale Berlusconi Silvio nato il 29.10.1936? E che la signora Letizia Moratti sarà sindaco (se la lista vincerà) perché il detto signor Berlusconi è solo uno specchietto per le allodole? tutti lo sanno, anche quelli che voteranno quel partito, ma a nessuno sembra fregare niente se si viene preso per i fondelli così.-
E allora, se non possiamo più neanche dire la nostra nei soli modi che ci sono rimasti, dov'è la democrazia?
Gaber cantava che libertà è partecipazione e che la democrazia è l'unica alternativa alla dittatura. Se due più due fanno quattro, allora non so se viviamo ancora in un paese libero e democratico.
TIM

venerdì 18 marzo 2011

Ricomiciamo da 150

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
Le Freccie Tricolori (da qui)
 (Costituzione Italiana, art. 5) 
Non ho affrontato direttamente l'argomento centocinquantenario dell'Unità d'Italia, non perché non me ne importasse niente, ma perché i media ci hanno bombardato talmente tanto su bandiere, unità, secessione e federalismo che ero saturo e stanco di verde-bianco-rosso. Per fortuna da oggi si tornerà a parlare solo di Ruby-Berlusconi-LeleMora e torneremo a vedere qualche sana chiappa, più o meno velata in funzione del bigottismo del direttore di rete o di giornale. D'altra parte con una classe politica come questa c'è poco da fare. Per parte mia ho affrontato qui e qui in qualche modo l'argomento, ma io sono un birbantello e mi piace scherzare un po' anche sulle cose serie.
Chi invece ha fatto un ottimo lavoro, è stato Ariano, con questi quattro interessantissimi interventi. Prima ha ripercorso la storia dell'Unità d'Italia, con passione ma allo stesso tempo con equilibrio e correttezza. Nell'ultimo post, di stamattina, ha poi creato un glossario di termini basilari da approfondire per capire cosa significano oggi le parole 'Unità' e 'Italia'. Veramente un bel lavoro, quello di Ariano; per questo lo faccio mio e ve lo propongo.
Alla prossima.
TIM
P.S.: ho appena letto da Glauco della bellissima iniziativa di Lara Manni: scrivere un racconto per il Giappone. Non vi dico altro per non allungare inutilmente: andate a leggervi direttamente la proposta e fate girare la notizia.

mercoledì 16 febbraio 2011

Costituiamoci art. 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure
(Costituzione italiana, art. 21 comma 1-2)

Mi capita spesso e molto volentieri, vista la concomitanza dell'orario di messa in onda del programma con il mio pranzo, di guardare Le Storie, diario italiano di Corrado Augias. Non voglio qui elogiare il personaggio, la sua serietà, la sua onestà intellettuale comprovata da anni di giornalismo nella carta stampata, in televisione, di pubblicazioni librarie sempre puntuali e corrette, almeno a mio parere. La citazione è solo per prendere lo spunto da una notizia data in principio della puntata di ieri (che trovate qui); basta guardare solo i primi 3 minuti, è lì che si consuma il dramma dello scontro tra la politica e la cultura italiana. Da lì a valanga altre notizie mi hanno fatto pensare, correggetemi se sbaglio, che il regime sta lavorando alle nostre spalle per assestare il colpo definitivo alla nostra libertà di espressione e quindi alla nostra libertà in generale.
Dunque. Esiste una proposta di legge dell'on. Butti con istruzioni sui programmi RAI. Già la parola istruzioni farebbe rabbrividire chiunque; ma il contenuto di queste istruzioni, che potrete ascoltare dal programma di Augias, e trovate riassunte brevemente anche, per esempio, qui, sono da vera e propria dittatura. Se non avete voglia di andare a vedere Augias ve ne cito solo alcune:
1. Il Direttore Generale RAI diventa direttore editoriale, come a dire che c'è una sola testa che pensa e decide per tutte le reti RAI; bisogna poi vedere se la testa che pensa è proprio la sua o quella di qualche altro ancora più in alto.
2. Ci devono essere due conduttori di diversa estrazione culturale per ogni programma; così potranno sbranarsi tra loro in diretta evitando di dover invitare di volta in volta deficienti che si tirano dietro le sedie o fanno il colpo di teatro di alzarsi e andarsene indignati perché non si riesce a stabilire se bisogna usare pedalini amaranto e grigi.
3. Gli argomenti di approfondimento affrontati da un programma non possono essere trattati per almeno otto giorni (!) da alcun altro programma anche delle altre reti RAI; come dire che se Vespa il lunedì sera lecca 'qualcuno' su qualche scandaletto a luci rosse o che altro, poi per tutta la settimana (guarda un po' le combinazioni!) nessuno può metterci più becco, come si suol dire.
Non penso ci possano essere parole per commentare queste cose.
D'altra parte la RAI che piace ai nostri Direttori e capi naturali (sì, proprio così, alla Fantozzi!) di varia natura è questaIpse dixit.: "staremo molto attenti alla trasparenza (del televoto) che è un tema molto caro alle Istituzioni e ai telespettatori". Come dire che del resto della realtà italiana non frega una beneamata *** a nessuno.
Ormai viviamo nella repubblica di Cetto Laqualunque, e lo sappiamo, ma abbiate il coraggio di non darci queste notizie poco alla volta. Fateci direttamente la sorpresa finale!!!
E che **** !!!
TIM

giovedì 10 febbraio 2011

Costituiamoci art. 21

Costituiamoci.

Adesso basta !!!
(Costituzione, art. 21 comma 1-2)

E' una vergogna !!!

venerdì 4 febbraio 2011

Costituiamoci art. 9

Costituiamoci

La repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
(Costituzione Italiana, art. 9)

TIM

mercoledì 2 febbraio 2011

Costituiamoci: art. 1

Vorrei iniziare oggi una rubrichetta, senza scadenze fisse, e che chiamerò "Costituiamoci", in cui commenterò un articolo della Costituzione Italiana (o parte di esso) attraverso un link che si riferisca in qualche modo all'attualità del nostro paese relativamente all'argomento trattato.
Naturalmente le mie saranno provocazioni, amare ma pur sempre e solo istigazioni a riflettere e intervenire.
E prima di dare la buona giornata a tutti, eccezionalmente, doppio appuntamento musicale non foss'altro che per quel


percio' adesso non recriminare

mettiti in fila e torna a lavorare
e se poprio non trovi niente da fare
non fare la vittima
se ti devi sacrificare
perche' in nome del progesso
della nazione
in fondo in fondo puoi sempre emigrare.

Costituiamoci

L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.
(Costituzione Italiana, art. 1)

TIM
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...