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giovedì 17 gennaio 2013

Italiani, brava gente!

Riapro un attimino (brivido da censura!) il blog per raccontarvi una cosa capitata oggi.
Pausa pranzo e vado all'Ufficio Postale per pagare l'ennesimo e immancabile bollettino.
La macchinetta che distribuisce i numerini per la coda è rotta. Visto che ogni volta c'è qualcosa che non va', mi dico che è meglio questo che il mancato funzionamento del sistema operativo con relativo blocco delle casse.
Così siamo in fila davanti agli sportelli. La coda è così composta:
1. ragazzo di colore
2. signora latinoamericana
3. signora italiana
4. io.
Ad un tratto la signora italiana, avvolta in una pelliccia marron lunga fino ai piedi,  intuendo che il cliente allo sportello aveva concluso la sua operazione, con uno scatto degno della migliore partenza di Fernando Alonso al GP di Montecarlo, brucia sul tempo i due che la precedono e si fionda sulla cassa vuota.
A questo punto il ragazzo di colore si gira con uno sguardo meravigliato andante aullo stupito verso la signora latinoamericana, la quale risponde alla sua muta interrogazione con un: "Eh, che ci vuoi fare! Siamo in Italia!"
Italiani: che figura di m***a!

TIM
(a causa di uno sciopero selvaggio di blogger, questo post esce senza immagini. Appena possibile ovvierò all'inconveniente. Sindacati disfattisti!)
       

mercoledì 14 marzo 2012

(Alcuni) pochi pensieri sparsi tra il serio e il faceto...

un'arma in mano e una donna ai piedi
cover dell'italico blogger standard
... in attesa dell'Apocalisse.


Il Fisco viola la privacy degli Italiani: che vengano a guardarmi anche nelle mutande. Io non ho niente da nascondere. L'importante è che guardino nelle mutande di tutti.


Per vent'anni tutti i partiti hanno lavorato scientemente per ingrassare le proprie tasche e il loro potere. Ora pretendono che in tre mesi tutto questo sia rimesso a posto, l'economia sia fatta ripartire e la democrazia parlamentare sia ripristinata. Hanno fretta di ricominciare a fare il mestiere più antico del mondo?


Ho deciso: fonderò un partito che ha come unico obiettivo quello di spazzare via i partiti. Raggiunto lo scopo, il mio partito mi candiderà a fare il presidente del Consiglio.


Lo dico da comunista convinto: Monti sta andando a scoprire i centri vitali dei problemi italiani: l'economia potrà ripartire soprattutto se gli investitori esteri capiranno che da noi esiste una giustizia vera e se noi capiremo che la corruzione non è solo un fatto di giustizia penale ma anche economica.


Ora che i temi spinosi che non interessavano a berlu-bersani-casini sono stati affrontati (loro hanno approvato quelle leggi solo per dovere!), i bamb... pardon i politici ricominciano a 
litigare, perché non hanno fatto i compitini prima e ora sono impreparati. E se ora noi li bocciassimo a maggio?


Com'è bello poter sparare a zero senza contraddittorio e dall'alto della mia cattedra di blogger ormai affermato!


TIM


lunedì 5 marzo 2012

La polemica mi fa bene all'anima

Gente che viene a rubare il lavoro agli italiani:


rubata qui (la foto!)
Belen Rodriguez: ma non ci sono show girl italiane che possono presentare programmi italiani (anche senza farfalla)?


Zlatan Ibrahimovic; ma non ci sono talenti italici bravi a prendere a calci un pallone?


Laura Barriales: ma non ci sono ragazze nostrane capaci di tenere la scena parlando magari anche in italiano?




e chi più ne ha più ne metta.


(... segue... )


TIM

giovedì 15 dicembre 2011

Mario Monti e il parlamento tecnico

qui
Il post di oggi doveva essere dedicato alle riflessioni di lettura di tre ebook che ho letto in queste ultime settimane. Ma non ho gana, come dicono in qualche parte d'Italia che non ricordo. Sarà il tempo uggioso, sarà qualche problemino che si fa sentire, ma non ho voglia di imbarcarmi in cose complesse.
Così, leggendo qua e la tra i blog vicini di loculo, mi è venuta in mente una riflessione che condivido con voi.
Già dal titolo del post avrete capito che parlo della situazione politica del momento, ma volevo farlo mettendo in evidenza quello che qualcuno potrebbe aver compreso come una svista nella formulazione della frase.
Perché io volevo proprio dire che il nostro è un parlamento tecnico, così come tecnico è questo governo.
Perché se il governo Monti è composto da gente non scelta tra i parlamentari dal Presidente della Repubblica per toglierci (questa è l'intenzione) dalla cacca nella quale siamo fino al collo, in egual modo nessuno di noi, per effetto dell'attuale legge parlamentare, ha realmente scelto i personaggi che scaldano i banchi del parlamento. Anche se scaldare è per modo di dire. Infatti solo fino a giugno di quest'anno, erano 121 i parlamentari che avevano cambiato partito e quindi si erano materialmente spostati da uno scranno all'altro, non avendo neanche il tempo, appunto, di scaldarlo con la presenza del loro deretano.
Quindi tutti i nostri parlamentari sono stati scelti da qualcuno che riteneva potessero far comodo (nel bene e nel male) a qualcosa.
E allora chi ha messo gente come Scilipoti (vedi in proposito il post di Angelo), solo per fare un nome noto a tutti, a rappresentarci in Parlamento?
Senza voler fare il processo alle intenzioni, la risposta è: coloro i quali hanno compilato le liste elettorali sapendo che in base alle previsioni di percentuale di voti ottenuti, il partito avrebbe potuto avere x numero di eletti. Così se sei uno di quelli che è vicino al leader, hai diritto a stare nelle prime posizioni di lista per rientrare automaticamente tra gli eletti (il cosiddetto listino chiuso). E se sei un nome famoso ti mettono in lista per portare voti, tanto poi (come ha apertamente dichiarato Gino Paoli tempo in una trasmissione televisiva) una volta eletto tu rinunci e lasci il posto a quello effettivamente scelto dal partito.
L'unica cosa sulla quale i partiti sono democratici è nello scegliere i personaggi a prescindere dai loro trascorsi o presenti giudiziari. 
Mi si sta intostando la nervatura, come dicono nello stesso posto d'Italia di cui sopra, perciò torno all'ennesima ultima revisione del racconto che vi ho promesso, o meglio che ho minacciato, di darvi per Natale.


Costituzione Italiana

La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto (art. 56)

I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno 
superato il venticinquesimo anno di età. (art. 58)




TIM

sabato 29 ottobre 2011

Non vedo perché...

qui
... devo dare il mio contributo di solidarietà col solito SMS da 2-5-10 euro per la prima delle annuali alluvioni causate dal fancazzismo e dall'incapacità di chi viene profumatamente pagato per evitarlo, quando lo Stato ha deciso di spendere ugualmente 1 miliardo e 770 milioni di euro (tanto per cominciare) per costruire il ponte sullo stretto di Messina.

Costituzione della Repubblica Italiana, art. 9:

(La Repubblica) Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

E, aggiungo, la salute e la vita delle persone

TIM

sabato 2 luglio 2011

Discorso sulla libertà di dire quello che penso (finché siamo in tempo)


foto volutamente rubata da qui
 Sono di quelle cose che si sanno, ne sono tutti a conoscenza, o quasi, ma quando poi ti arrivano fra capo e collo, ci resti molto male.
Per avere questa notizia, ho dato un'occhiata al blog dell'amico Nick, che si rifaceva al post di Gian_74, che a sua volta si richiamava al sito di Daniele Sensi.
Non è che voglia fare pubblicità occulta a qualche amico, ma è solo per dire che dal 6 di luglio tutto questo potrebbe non essere più possibile, cioé non saremo più liberi di esprimere le nostre idee.
Detto così sembrerebbe di essere capitati a vivere in qualche stato dittatoriale (ma va'!?); invece siamo ancora in Italia, a 150 anni dalla sua unità.
Ricapitoliamo le cose come stanno -ma potete andare sui blog amici citati per capirci meglio. Se il potere, in qualsiasi forma: partito politico, associazione consumatori di eroina pura, produttori di armi belliche ad alto potenziale, ritiene che io gli stia sulle scatole perché dico cose che vanno contro i loro interessi, ha un modo semplice per farmi tacere, visto che ufficialmente siamo in una democrazia e io posso esprimere, rimanendo negli ambiti di legge, le mie idee. Potrebbe dire che io ho violato i diritti d'autore, perché ho inserito una canzone presa da youtube al termine di un post in cui svelo finalmente la ricetta di mia nonna per la cuzzupa calabrese; potrebbe quindi ricorrere all'AgCom (cioé lo Stato) e chiedere che venga rimosso quel link. E fin qui niente di particolare: io lo rimuovo (se la violazione è vera) e finisce così. Ma la procedura deve essere attuata entro cinque giorni, come potete leggere qui (o nel testo riportato più giù** se non avete il link facile) e se io in quei cinque giorni sono a letto con la gamba ingessata o a Papanice in vacanza, e non ne so niente, automaticamente al mio ritorno bello e riposato scoprirò di essere un nemico della legalità, degno compare di Totò Riina e Bernardo Provenzano e di essere stato giustamente punito dalle severe leggi dello Stato. Per i siti che usano una piattaforma italiana la cosa è un po' più semplice, perché la sanzione prevede, nella migliore delle ipotesi, che io rimuova il link, ed è fatta. Se la piattaforma usata (come nel mio caso) è estera, allora si può arrivare all'oscuramento totale del sito web.
Solo come corollario vi ricordo i primi due paragrafi dell'articolo 21 della nostra Costituzione (per un ampiamento del concetto di 'libertà di stampa' a 'libertà di espressione, vedi qui):
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

E allora cosa fare? Ecco i suggerimenti di Daniele Sensi:
  1. Andare alla pagina di Agorà digitale in cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini.  
  2. Firmare e diffondere la petizione sul sito di Avaaz.

  3. Partecipare e invitare tutti i tuoi amici a La notte della rete, dal 5 luglio sera: quattro ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.

  4. Partecipare a una delle manifestazioni che si stanno a preparando a Roma e in diverse città.

  5. Se sei un blogger, scrivere un post, usando il logo sopra e riportando i link qui sopra, diffondendolo il più possibile tra amici e conoscenti.

  6. Se sei un politico di opposizione, fare il politico di opposizione.

Qualcuno potrebbe dire: come fai a dire che non c'è libertà di espressione se proprio in questo momento, con questo post, stai dicendo liberamente quello che pensi? Appunto; visto che se dovesse passare il provvedimento, non lo potrò più fare, mi batto, con i mezzi che ho ancora a disposizione, perché il provvedimento non passi!
Un breve commento. La cosa che fa più inc***re (esempio di autocensura) è che questa norma (che può avere come conseguenza ultima la chiusura del blog) non ti punisce perché hai esaltato Hitler e Mssolini o Stalin (ma si, mettiamoci pure lui per par condicio! allora aspetta, aggiungi anche Francisco Franco, Mao Tse Tung... no un attimo, Mao no! quello non si tocca!), non ti punisce ufficialmente, dicevo, perché hai inneggiato alla violenza in qualche forma anche indiretta, ma perché hai violato i diritti d'autore, quindi chi ti sta uccidendo lo fa solo in nome e per conto della legalità! Quanta brava gente che c'è in giro!

TIM
(naturalmente, finché non si chiarisce la cosa, non inserirò più musica da youtube alla fine dei mie post. E mica so' scemo!)

** Secondo la delibera AGCOM, se il titolare dei diritti di un contenuto audiovisivo dovesse riscontrare una violazione di copyright su un qualunque sito (senza distinzione tra portali, banche dati, siti privati, blog, a scopo di lucro o meno) può chiederne la rimozione al gestore. Che, «se la richiesta apparisse fondata», avrebbe 48 ore di tempo dalla ricezione per adempiere. CINQUE GIORNI PER IL CONTRADDITTORIO. Se ciò non dovesse avvenire, il richiedente potrebbe, secondo la delibera ancora in bozza, rivolgersi all'Authority che «effettuerebbe una breve verifica in contraddittorio con le parti da concludere entro cinque giorni», comunicandone l'avvio al gestore del sito o del servizio di hosting. E in caso di esito negativo, l'Agcom potrebbe disporre la rimozione dei contenuti. Per i siti esteri, «in casi estremi e previo contraddittorio», è prevista «l’inibizione del nome del sito web», prosegue l'allegato B della delibera, «ovvero dell’indirizzo Ip, analogamente a quanto già avviene per i casi di offerta, attraverso la rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi in assenza di autorizzazione, o ancora per i casi di pedopornografia». (tratto da qui)



Questo è quanto, in modo forse semplicistico, ma è così. Se poi volete un panorama più ampio (come parlo bene stamattina!) di informazione, date un'occhiata qui.

martedì 15 marzo 2011

Cultura, inni patriottici e diritti d'autore


Foto simbolo, per me, dell'Unità d'Italia (da qui)
 Si sa che noi italiani con la cultura abbiamo un rapporto variegato. Ci sono quelli che la masticano un po' di più, quelli che restano nel giusto tracciato e quelli che ne captano l'odore a distanza e cambiano immediatamente strada.
Penso che possiamo concordare nel considerare il Maestro Riccardo Muti esponente della prima categoria. E sicuramente se non si è monotematici negli interessi e si sia bloccato l'uso del tubo catodico sul canale di messa in onda del Grande Fratello (o Isola dei Famosi, oppure ognuno metta ciò che più gli aggrada), si sarà informati su quanto accaduto sabato scorso al Teatro dell'Opera di Roma, dove il Maestro ha diretto il Nabucco di Verdi in un tripudio di folla inneggiante al Risorgimento e all'Unità d'Italia.
Ora se il Maestro Muti mi dice che quest'opera, e in particolare questo coro degli ebrei, incarna lo spirito rinascimentale, l'anelito ad un'Italia unita, io ci credo; proprio perché oltre ad essere un uomo di grande cultura (con la C maiuscola), è anche un grande musicista, un vanto per l'Italia nel mondo, e quindi conosce bene la materia.
Ma allora, mi chiedo, come mai certa gente fa di questo brano il proprio inno politico a sostegno di una tesi federalista che nessuno, né Verdi né il librettista Temistocle Solera, propugnava? (e d'altra parte uno che porta il mio nome non poteva pensare certe cose!)
Il coro del Nabucco è da tutti riconosciuto come una metafora della condizione degli italiani soggetti a dominio austriaco e dovunque esista un pensiero libero questo viene riconosciuto. Lo stesso fatto che veniva intonato dagli esuli istriani, fiumani e dalmati come inno del loro esodo dalle terre perdute dopo il secondo conflitto mondiale, la dice lunga sul significato da dare.
Allora delle due l'una: o questa gente è avanti un secolo a noi quanto a capacità di analisi politica (ma conoscendo i loro trascorsi e anche i presenti, ne dubito fortemente), oppure è un'ulteriore dimostrazione della malafede con cui abbindolano quell'8,30% di italiani che li hanno votati alle politiche del 2008.
Oppure semplicemente hanno scoperto che il Nabucco di Verdi non è coperto da diritti d'Autore.
Viva l'Italia!!! (finché si può ancora dire)
TIM
(solo una segnalazione, fuori tema, prima di lasciarvi: andatevi a leggere il bellissimo post di Glauco sul dibattito sul rapporto energia nucleare-energia alternativa innescato dal terremoto giapponese)

giovedì 24 febbraio 2011

Viva Gheddafi! anzi no... abbasso!

"L'Unione europea non esclude un intervento militare per fronteggiare l'emergenza umanitaria che si sta configurando in seguito alla crisi in Libia." Invece di mandare altri soldati a morire per un'altra guerra giusta, non era meglio che i nostri governanti non facessero affari con Gheddafi e tutti gli altri dittatori nordafricani in fuga, pretendendo (come giustamente è stato fatto e viene fatto con altri paesi meno amici: qui, qui, e perfino qui!) prima il rispetto dei diritti umani e poi la sigla degli accordi commerciali? Abbiamo bisogno del gas libico e del petrolio di qualche altro paese; le nostre industrie investono in tutto il bacino africano del mediterraneo, è vero. Ma sono loro ad aver bisogno dei nostri soldi, quelli italiani e quelli europei, come quelli americani. Perché in quei paesi l'accordo non si fa, ad esempio, con lo stato libico, bensì con Gheddafi che è signore e padrone della popolazione. Abbiamo fatto venire a giocare a calcio perfino suo figlio perché lui è padrone nella Fiat e nella Juventus!
Probabilmente, allora, il nostro governo ha visto finora in quelle situazioni un esempio perfettamente riuscito di come vorrebbe anche l'Italia.
E sta imparando bene. Musica.
TIM
(la foto è tratta da qui. Interessante anche l'articolo)

mercoledì 16 febbraio 2011

Costituiamoci art. 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure
(Costituzione italiana, art. 21 comma 1-2)

Mi capita spesso e molto volentieri, vista la concomitanza dell'orario di messa in onda del programma con il mio pranzo, di guardare Le Storie, diario italiano di Corrado Augias. Non voglio qui elogiare il personaggio, la sua serietà, la sua onestà intellettuale comprovata da anni di giornalismo nella carta stampata, in televisione, di pubblicazioni librarie sempre puntuali e corrette, almeno a mio parere. La citazione è solo per prendere lo spunto da una notizia data in principio della puntata di ieri (che trovate qui); basta guardare solo i primi 3 minuti, è lì che si consuma il dramma dello scontro tra la politica e la cultura italiana. Da lì a valanga altre notizie mi hanno fatto pensare, correggetemi se sbaglio, che il regime sta lavorando alle nostre spalle per assestare il colpo definitivo alla nostra libertà di espressione e quindi alla nostra libertà in generale.
Dunque. Esiste una proposta di legge dell'on. Butti con istruzioni sui programmi RAI. Già la parola istruzioni farebbe rabbrividire chiunque; ma il contenuto di queste istruzioni, che potrete ascoltare dal programma di Augias, e trovate riassunte brevemente anche, per esempio, qui, sono da vera e propria dittatura. Se non avete voglia di andare a vedere Augias ve ne cito solo alcune:
1. Il Direttore Generale RAI diventa direttore editoriale, come a dire che c'è una sola testa che pensa e decide per tutte le reti RAI; bisogna poi vedere se la testa che pensa è proprio la sua o quella di qualche altro ancora più in alto.
2. Ci devono essere due conduttori di diversa estrazione culturale per ogni programma; così potranno sbranarsi tra loro in diretta evitando di dover invitare di volta in volta deficienti che si tirano dietro le sedie o fanno il colpo di teatro di alzarsi e andarsene indignati perché non si riesce a stabilire se bisogna usare pedalini amaranto e grigi.
3. Gli argomenti di approfondimento affrontati da un programma non possono essere trattati per almeno otto giorni (!) da alcun altro programma anche delle altre reti RAI; come dire che se Vespa il lunedì sera lecca 'qualcuno' su qualche scandaletto a luci rosse o che altro, poi per tutta la settimana (guarda un po' le combinazioni!) nessuno può metterci più becco, come si suol dire.
Non penso ci possano essere parole per commentare queste cose.
D'altra parte la RAI che piace ai nostri Direttori e capi naturali (sì, proprio così, alla Fantozzi!) di varia natura è questa. Ipse dixit.: "staremo molto attenti alla trasparenza (del televoto) che è un tema molto caro alle Istituzioni e ai telespettatori". Come dire che del resto della realtà italiana non frega una beneamata *** a nessuno.
Ormai viviamo nella repubblica di Cetto Laqualunque, e lo sappiamo, ma abbiate il coraggio di non darci queste notizie poco alla volta. Fateci direttamente la sorpresa finale!!!
E che **** !!!
TIM

venerdì 11 febbraio 2011

Una proposta sul 17 marzo

Ormai il 17 marzo 2011 passerà alla storia non tanto per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, ma per le polemiche sull'istituzione del giorno festivo una tantum .
A tutti quelli che insistono nel dire che non si può perdere un giorno lavorativo per una cosa così, io faccio questa proposta, riprendendola da quella dell'ANP (Asociazione Nazionale Presidi) e sviluppandola.
Si celebri con un giorno festivo il 17 marzo, quindi si decida di lavorare in un'altra di queste date:
15 agosto: festa dell'assunta - è festività esclusivamente a carattere religioso, quindi non attinente alla vita sociale di uno stato laico;
1 novembre: festa di tutti i santi - stessa specifica;
8 dicembre: festa dell'immacolata - stessa specifica;
26 dicembre: santo Stefano - stessa specifica.
Ricordo che Natale quest'anno è domenica, quindi sarebbe comunque, generalmente, non lavorativo.
Vorrei inoltre ricordare che non è obbligatorio per i datori di lavoro (compreso lo Stato) concedere giorni di ferie considerati come ponte in questo come in tutti gli altri casi. Basta sbarrare la casellina NO sulla richiesta di permesso del dipendente. Oppure la si potrebbe considerare (altra proposta) come permesso non retribuito.
Mi è ventuo anche in mente che gli Stati Uniti d'America (stato federale per antonomasia) celebrano la loro festa nazionale, il 4 luglio.
Tanto volevo condividere con voi.
Però, adesso che ci penso, siamo in Italia, dove il signor Ratzinger, capo di uno stato estero, continua a dire come si devono educare gli studenti italiani, cosa dire e cosa non dire riguardo ad alcune materie; e nessuno dei nostri ministri interessati mi sembra si sia debitamente sdegnato per queste dichiarazioni o abbia preso posizione
Che poi, per tornare a bomba, non era stato proprio il Consiglio dei ministri a decretare il giorno di festa?
Per concludere facciamo un giochino semplice semplice: confrontiamo la lista dei ministri italiani (vedi più su) con quelli che ora protestano. Forse hanno poca memoria?
TIM

giovedì 10 febbraio 2011

Costituiamoci art. 21

Costituiamoci.

Adesso basta !!!
(Costituzione, art. 21 comma 1-2)

E' una vergogna !!!

venerdì 4 febbraio 2011

Costituiamoci art. 9

Costituiamoci

La repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
(Costituzione Italiana, art. 9)

TIM

giovedì 3 febbraio 2011

Qual'è la notizia?

Forse sono io che vado cercando il pelo nell'uovo.
Ma, con tutto il rispetto per una persona che viene uccisa per essere poi derubata, di questa notizia a me impressiona di più il fatto che nel 2011 c'è gente che all'una di notte fa la fila fuori dagli uffici postali per poter riscuotere la pensione (sia pure di un parente) per non correre il rischio di dover perdere poi tutta la giornata in attesa. E' dai tempi di Caino e Abele che l'uomo uccide per prevaricare, prendere il potere (in questo caso rappresentato dai soldi), ma qual'è la civiltà -e non parlo di società!- che costringe a queste aberrazioni? E chi è anziano e non ha nessuno, cosa fa'? Fa la nottata sulla sua sedia a rotelle per riscuotere ciò a cui ha diritto?
Dalla sede di Napoli di Striscia la notizia è stato realizzato più di un servizio sulle code notturne davanti alle sedi ASL: per il rinnovo dell'esenzione bisognava recarsi nelle sedi preposte; qui si doveva prendere un numero che dava diritto (solo ai primi cento!) di venire a sapere che c'era stata una proroga fino a Marzo e che nel frattempo era valida la tessera scaduta! Non si poteva semplicemente mettere un cartello? E così abbiamo assistito a scene ributtanti, con persone diversamente abili su sedie a rotelle, con stampelle, che dalla sera prima erano in coda per il sospirato numero, nella speranza di non essere il 101°! Cosa bisognava fare davanti a quella signora ottantenne urlante e in lacrime che pregava qualcuno di riportarla a casa perché non ce la faceva più a stare un solo minuto al gelo della notte?
Dov'erano a quell'ora i Direttori e gli impiegati dell'Ufficio Postale di Caltagirone e dell'ASL di Napoli? E se anche, come è stato detto da qualcuno, personalmente questi non possono farci niente perché non c'è il personale, le strutture e chi più ne ha più ne metta, perché nessuno di loro si è premurato di far partecipi del disagio degli utenti (cioé di quelli che gli pagano il lauto stipendio!) i diretti superiori nella scala gerarchica fino al proprio Ministro di riferimento?
Questi non sono problemi italiani come e di più degli scandaletti, veri o falsi, dei nostri politicanti? Finché la gente che abbiamo mandato in Parlamento continua a camminare rasente il muro per ovvi motivi (passatemi l'immagine oscena!) e pensa solo a come non mollare la poltrona, assisteremo a scene come queste: persone che stanno in coda all'addiaccio della notte per poter riscuotere un proprio diritto, pensione o esenzione che sia.
Vergogna!
TIM

mercoledì 2 febbraio 2011

Costituiamoci: art. 1

Vorrei iniziare oggi una rubrichetta, senza scadenze fisse, e che chiamerò "Costituiamoci", in cui commenterò un articolo della Costituzione Italiana (o parte di esso) attraverso un link che si riferisca in qualche modo all'attualità del nostro paese relativamente all'argomento trattato.
Naturalmente le mie saranno provocazioni, amare ma pur sempre e solo istigazioni a riflettere e intervenire.
E prima di dare la buona giornata a tutti, eccezionalmente, doppio appuntamento musicale non foss'altro che per quel


percio' adesso non recriminare

mettiti in fila e torna a lavorare
e se poprio non trovi niente da fare
non fare la vittima
se ti devi sacrificare
perche' in nome del progesso
della nazione
in fondo in fondo puoi sempre emigrare.

Costituiamoci

L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.
(Costituzione Italiana, art. 1)

TIM

sabato 29 gennaio 2011

Noi, speriamo che ce la caviamo

I lupi perdono il pelo ma non il vizio. Quando la barca sta affondando, a qualsiasi latitudine, c'è una sola soluzione per non perdere lo comando: Italia, Tunisia, Egitto. E' proprio vero: la politica è diventata il mestiere più antico del mondo.
E tutti zitti. Il nostro piangere fa male al re.
TIM
(foto tratta da qui)

giovedì 27 gennaio 2011

Lenin, Stalin, Mao-Tse-Tung !

Algeria, Tunisia, Egitto, Congo, ora Yemen, e forse ho dimenticato qualcuno. La rivolta della fame dilaga. La guerra del pane, la battaglia di chi non ha più niente da perdere, si espande a macchia d'olio in Africa; ma i recenti fatti di Grecia non mettono al riparo l'Europa. I nostri politici continuano a rassicurarci: la crisi sta passando, anzi no, c'è ancora ma dovremmo lasciarcela alle spalle entro quest'anno; forse entro il prossimo. Nel nostro mondo capitalista (o postcapitalista, io non ho i fondamentali di economia, chi di voi ne sa di più ce lo può spiegare) si punta a far girare il denaro: dobbiamo consumare, quindi spendere e il denaro speso si rimetterà in circolo e servirà per nuova produzione e via così.
Ora in Italia, penso io da ignorante in materia, in questi due anni da quando ci hanno detto che c'era la crisi, la cassa integrazione (cioé noi con le nostre tasse) ha pagato gli stipendi delle famiglie rimaste senza reddito per i licenziamenti. E adesso che la suddetta cassa è finita perché non ci sono quasi più soldi, che le assunzioni non riprendono, anzi la disoccupazione aumenta, quali soldi gireranno? Come si nutrirà il mostro dell'economia chiamato 'consumismo', inteso sia in senso economico che etico?
Proprio questa mattina ho letto che il ministro Frattini ha dichiarato che l'Italia si impegnerà a far capire all'Europa che la Cina è un partner politico oltre che economico.
E' vero che ormai la Cina ci ha invasi economicamente comprando una buona fetta dei negozi italiani che hanno chiuso per la crisi; è vero che, sempre la Cina, è in pol position per l'acquisto dei cosiddetti bond europei che dovrebbero essere emessi a breve per coprire i debiti degli stati membri, il che significa che poi noi dovremo ridare a loro questi soldi con gli interessi (insomma ci terranno per le palle). E già questo significa che il loro modello economico, un capitalismo - marxista se mi passate il termine sintetico da ignorante, ha vinto sul nostro: non solo non ha subito le spallate della crisi mondiale, ma anzi la loro economia ha un incremento annuo di oltre il 10%.
Ma dire che la Cina è partner anche 'politico' significa affermare che per salvarci dalla cacca dovremo diventare anche noi capitalisti-marxisti? Che in fondo Mao Tse Tung c'aveva azzeccato? che il vecchio slogan gridato in mille cortei quando io avevo 17-18 anni: "Lenin, Stalin, Mao-Tse-Tung" diventerà il nuovo motto della Borsa di Milano? se così facendo non affonderemo mi può anche stare bene (in fondo in fondo il comunista che è in me sta gongolando).
Il dubbio mi viene quando mi torna alla mente la querelle dello stesso nostro ministro riguardo l'assegnazione del Nobel per la pace 2010.
E allora mi chiedo (retoricamente): basta qualche Renmimbi Yuan (la moneta cinese) per ridare la dignità a qualche migliaio di prigionieri politici? o ci stiamo preparando a farli anche a casa nostra che tanto il fine giustifica i mezzi? Spero solo che la rivolta della fame non scoppi anche in Italia: ho paura che diventeremo tutti prigionieri politici. Abbiamo bisogno di vera politica, non di politichese. Abbiamo bisogno di verità, non di veline Ruby-conde. Abbiamo bisogno di impegno, non di panem et circenses.
Qualcuno sa se il Che è in sospensione criogenica?
Per finire.
TIM

martedì 18 gennaio 2011

Le sigle della morte

Volevo buttarmi anch'io stamattina in un pistolotto che partiva dalle decameronesche avventure del cavaliere mascherato (ma non troppo). Poi ho visto il pezzo di Von Girola e ho detto: è tutto lì, non c'è altro da aggiungere. Così sono tornato all'idea iniziale: dopo i colori della vita ... le sigle della morte.
Allora. Provate a prendere un qualsiasi prodotto alimentare che avete in casa, uno di quelli che consumate quotidianamente o anche spesso, andate a guardare gli ingredienti (normalmente più sono dannosi alla salute e più li scrivono in piccolo) e poi cercate, nelle tabelle in questo posto, a cosa corrispondono. Forse farete i salti sulla sedia, o sul divano, scoprendo che più di qualcuno è mortalmente dannoso per la vostra salute. Purtroppo nessuno ci insegna a leggere e capire queste cose, perché d'altra parte si può vedere il Grande Fratello anche se non si sa cos'è un E220 e soprattutto non si sa che usata come conservante l'anidride solforosa (appunto E220) è molto pericolosa. E poi, ora che c'è la serie sul palazzinaro di Arcore, cosa volete che interessi alla gente se ingurgitando una bella caramella di un bel colore rosso ottenuto, magari, con l'E123 finirà piano piano per intossicarsi o farsi venire un bel cancro? Oggi sono un po' più acido del solito, quindi mi fermo qui per non passare il limite (c'è già chi lo fa abbondantemente in altri campi! ecco, lo sapevo ci sono ricaduto!). Ma vi consiglio di guardare bene le etichette la prossima volta che vostro figlio frigna perché vuole quelle merendine che fanno vedere in Tv e che se le apri, dentro ci trovi il pupazzetto del transformer; col mostriciattolo potresti trovarci un bel cancro allo stomaco. E non è per niente divertente.
Se volete saperne qualcosa in più, questo posto mi è sembrato abbastanza pratico, semplice e chiaro. Se avete altro da suggerire fatevi sotto.
Ed ora rilassiamoci, ragazzi. C'è Oscar Peterson.
TIM
P.S.: sono troppo inc...to. Devo aggiungere qualcosa. Questo dovrebbe bastare.

venerdì 7 gennaio 2011

Una valigia, il capotreno e lo sbirro

(Attenzione: anche se potrebbe sembrarla, quella che segue non è una puntata del survival blog, ma la cronaca del mio rientro dalle vacanze di fine anno.)
Bolzano era bellissima. Bellissima nelle sue stradine linde, i suoi lungofiume bianchi di brina e puliti, i suoi negozi ordinati e profumati di buono, la sua civiltà quasi superba. Non una carta per terra neanche la mattina di capodanno dopo una notte in bianco per i festeggiamenti.
Poi, il due gennaio, si è consumata la tragedia. Andiamo, io e mia moglie, alla stazione a prendere il treno delle 14 e 30; coincidenza a Verona (già prenotata) sul Freccia Bianca delle 16 e 30: si può fare. Sul binario le prime avvisaglie: decine di persone in attesa. Noi pensiamo siano di altri treni che devono arrivare. Invece tutti aspettano come noi: il treno che viene dal Brennero e scende a Bologna. Arrivano solo quattro (dico quattro!) vagoni già pieni di vacanzieri che, come noi e gli altri, avevano terminato le loro vacanze natalizie e rientravano a casa. Riusciamo a salire a stento e riempiamo l'anticarrozza (l'ingresso insomma). Io e mia moglie ci infiliamo proprio di fronte al bagno, gli altri riempiono il piccolo vano fino ai gradini. Lei siede sulla valigia, io sto in piedi, perché non c'è lo spazio fisico per sedersi. Mi chiedo se non ci voglia semplicemente una persona di buon senso per capire che il 2 di gennaio quattri vagoni sono mooolto pochi per coprire la tratta Brennero-Bologna. Eppure la situazione è quella. Naturalmente ad ogni stazione successiva c'è lo stesso numero di persone in attesa dello stesso treno. E qui scene da far west: gente che inveisce contro i poveri viaggiatori che stanno sul predellino interno e che, ad ogni apertura di porte, si trovano in prima fila a spiegare che non c'è materialmente posto neanche per girarsi, figuriamoci per far entrare; gente che grida perché vede lo spazio vuoto nel corridoio: ed anche qui i malcapitati frontmen a chiarire che non si vede nessuno solo perché sono tutti accovacciati a terra. Ad un certo punto arriva il capotreno che cerca di calmare un ragazza in preda ad una crisi di nervi perché è il terzo treno che non può prendere perché non riesce a salire. Gli altri viaggiatori in attesa ne approfittano per accerchiare il ferroviere che si vede costretto a chiamare un poliziotto. A quel punto il pulotto decide che è meglio fare da scorta al capotreno fino alla fine del viaggio; perciò sale con lui alla ripartenza. Tutta questa situazione porta, tra l'altro, a perdere dai quindici ai venti minuti ad ogni fermata; risultato: arriviamo a Verona con due ore di ritardo e la coincidenza (nonché i soldi di biglietto e prenotazione) con la Freccia Bianca sono andati persi. Potrebbe essere finita qui, perché troviamo un comodissimo regionale per Milano, pressocché vuoto, che in due orette ci porta alla tappa successiva. Nella città di Carlo Porta, Gianni Biondillo e Alex Girola, ci aspetta l'altro regionale per Vercelli. Si tratta purtroppo della trappola di un Minuetto, e chi li conosce sa di che parlo: mezzi strettissimi, con sedili per lillipuziani e, soprattutto, senza lo spazio per depositare anche un misero trolley quarantottore. Risultato: abbiamo passato, io e i miei compagni di sventura, circa un'ora a spostare ad ogni fermata i nostri bagagli per far passare nel mini corridoio i nuovi venuti.
Ora, non so dove fossero in quelle ore il sig. Moretti, numero uno di FS (che ha percepito lo scorso anno uno stipendio di 680mila euro di fisso più 190mila euro di variabile) né il sig. Cipolletta, presidente di FS, (che ha guadagnato solo 500mila euro di fisso e 250mila di variabile). Se ci vuole gente che guadagna tanto per causare cose così, quanto dobbiamo pagare per avere persone che facciano funzionare un viaggio in treno? Sul Freccia Bianca avrei potuto collegarmi a internet, vedere un film, parlare con mio fratello a New York. Il problema è che non ci sono potuto neanche salire. Pur avendo pagato il biglietto. Col quale ho pagato anche lo stipendio dei signori di cui sopra. Che forse a quell'ora, domenica 2 gennaio, stavano chissa dove a godersi le meritate vacanze di Natale. E ai quali, probabilmente, non interessa niente della valigia, del capotreno e dello sbirro.
Consoliamoci.
TIM
(la foto è stata scattata sul treno col cellulare)

sabato 20 novembre 2010

Sul biotestamento: una segnalazione

Ancora una segnalazione. Questa volta di un post di Daniele sul biotestamento, sicuramente suscitato dallo scalpore sollevato, chissà poi perché, dall'intervento di Saviano nella trasmissione 'Vieni via con me' di lunedì scorso. Avevo intenzione anch'io di postare qualcosa a riguardo, magari allargando un po' l'orizzonte, ma per il momento vi segnalo l'articolo di Daniele, che ha il merito, comunque, di dire la sua su un argomento che sembra un tabù. Sarà che non si parla né di Avetrana, né della Tulliani (roba vecchia, ormai!), né della Carfagna e delle sue possibili dimissioni? O sarà che è soltanto una piccola storia ignobile?
TIM
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