mercoledì 22 gennaio 2014

Vedere, pensare, agire per crescere, non per addormentare la coscienza

non facciamoci legare e imbavagliare la coscienza!
Qualche giorno fa, sulla mia pagina facebook, avevo pubblicato questo post:
"Si sono infiltrati infatti tra voi alcuni individui - i quali sono già stati segnati da tempo per questa condanna - empi che trovano pretesto alla loro dissolutezza nella grazia del nostro Dio, rinnegando il nostro unico padrone e signore Gesù Cristo." (Giuda 4) Alcuni vivono dissolutamente col pretesto della bontà e misericordia di Dio. La libertà serve loro come un velo per coprire la malizia (1Pt 2,16). E la stessa libertà può servire involontariamente per ascoltare e seguire falsi profeti (1Gv 4,1). Ma noi possiamo scoprire la verità riguardo a coloro che dicono di parlare a nome di Dio semplicemente vigilando su come questi predicano e vivono; se lo fanno, cioè, secondo ciò che dice la Scrittura: praticando la carità (2Gv 10)
Il post ha suscitato alcuni interessanti commenti che potete andare a leggere al link che ho proposto sopra.

Mi sembra comunque di poter riprendere alcuni dei temi lì proposti.
Anzitutto per Francesca i criteri per "smascherare" i falsi profeti: umiltà, coerenza, amore per la verità. Poi la preoccupazione per il fatto che questi falsi profeti allontanino gli uomini dalla Verità  e anche dalla semplice ricerca di spiritualità con la loro pseudocompetenza e ascendenza. Quindi il pericolo che questa nuova mania di esasperare fenomeni come la canalizzazione, i fenomeni paranormali ecc. facciano allontanare anch'essi dalla possibilità di discernere la Verità.
Infine l'intervento di Monica, che analizza prima il fenomeno di questi nuovi santoni che agiscono ormai alla luce del sole, senza avere neanche più ritegno a chiedere espressamente soldi (e in abbondanza!) per mettere al servizio degli altri i loro pseudo-doni. Poi tocca un tema su cui volevo nei giorni scorsi fare un piccolo articolo per questo blog e che oggi finalmente scrivo: la normalità (che è sparita!) nella vita odierna.
Oggi, a mio modesto modo di vedere, si pensa che non sei nessuno se non appari
Oggi esiste solo chi ha un nome che, se ricercato su google, da' come risultato almeno una apparizione in qualche oscura tv privata o in qualche social network dove puoi tranquillamente svelare con quante altre persone famose sei andato/a a letto o almeno ci hai provato o lo hai solo sognato. E per persona famosa non si intende qualcuno che ha fatto qualcosa di importante nella vita: basta che qualcuno ti abbia solo intervistato per strada per chiederti cosa pensi della voliera di quella del piano di sopra per essere qualcuno, visto che hai potuto mettere il video su fb e che 100 opersone l'hanno condiviso e poi è andato a finire su youtube e... via di questo passo.
È vero come dice Monica che l'era dei computer ha favorito questo nuovo modo di intendere la fama e/o la notorietà di una persona; ma è anche vero che la rete ha solo amplificato e accelerato questo processo. Come sempre, non è il mezzo che è buono o cattivo, ma chi e come lo usa.
E noi, purtroppo, ci lasciamo trascinare da queste cose. Non voglio fare il catastrofista, o lo sciovinista, o ancora il luddista, ma sicuramente la velocità della rete ha amplificato la nostra brama inconscia di sentirci qualcuno, di primeggiare.
Ma, mi sono chiesto: perché sentiamo questo bisogno? Probabilmente perché non troviamo dentro di noi una base solida su cui poggiare la nostra vita. Noi, spesso, siamo gratificati da ciò che ci circonda perché non troviamo in noi stessi un motivo per essere felici. Parafrasando ciò che dice Gesù, il Maestro: non è quello che sta fuori dell'uomo che da' significato alla vita umana, ma quello che c'è dentro (Mc 7,18).
Noi valiamo anche se non abbiamo una pagina Fb, anche se non possiamo far sapere a tutti tutte le mattine: mi sono alzato, ho fatto colazione e... uffa, che barba, si va a scuola (o al lavoro, o a fare la spesa, o vedete un po' voi)! Forse che comunicare ai miei 715 amici quel che sto facendo in quel momento mi rende più interessante ai loro occhi? mi ameranno di più se gli dico in diretta (e gli mando la foto) di che colore ho comprato le mutande?
E proviamo a chiederci, solo per cambiare visuale: che programmi vedo in tv?
È vero fino ad un certo punto che sono io capace di discernere ciò che è buono e ciò che non lo è. Io penso che se continiamo a nutrire la nostra mente e il nostro cuore continuamente di alcune cose, alla fine ragionerò come quelle cose mi hanno plasmato.
Scrivevo in un commento ad un post di Emanuela un paio di giorni fa: "quanti di noi preferiscono piangere in diretta con le disgrazie di qualche vip beccato con l'amante invece che cercare di informarci su come stanno le cose nel mondo veramente? quanto tempo perdiamo con canali come real time o dmax che continuano a farci vedere quello che vogliamo? cioè: ci fanno entrare nell'intimità di persone che vengono pagate per farsi stuprare mediaticamente, per stuzzicare la nostra cattiva, distruttiva e pruriginosa ficcanasaggine?" E potrei qui aggiungere: quante volte mi perdo dietro a programmi tipo quelli in stile Barbara D'Urso o Mara Venier, per intenderci. Anche a me volte capita di trovarmi davanti a queste trasmissioni perché magari mi trovo a casa di qualcuno o comunque non posso fare a meno di guardale. Ma cerco sempre di dirmi che quella, spesso, non è la verità. Potrà essere forse la realtà, ma non è la verità. Perché una cosa può essere reale, cioè avvenire veramente, ma non vuol dire che sia vera, cioè che mi riporti una situazione utile alla mia crescita umana.
Certamente ognuno di noi è liberissimo di continuare a seguire programmi che solleticano la propria curiosità, visto che la curiosità è, secondo me, una delle basi della nostra vita, qualcosa che ci fa andare avanti perché ci spinge ad interessarci di ciò che avviene fuori di noi.
Ma dobbiamo vedere verso cosa io spingo la mia curiosità. Sono veramente contento e più realizzato umanamente e spiritualmente dopo aver visto (faccio esempi a caso!) uno chef maltrattare fino a farlo piangere qualcuno che vorrebbe imparare a cucinare? O mi soddisfa vedere un programma in cui una sedicenne scopre di essere incinta e mette 'in piazza' tutto ciò che accade? Pensiamo veramente che le reazioni di quelle persone siano tutte sincere? Voi cosa sareste disposti a dire o a fare sapendo che alla fine vi metterete in tasca un bel po' di euro o di dollari? E allora, in cosa la visione di questi programmi ci fa crescere? E, soprattutto, in cosa fa crescere i nostri figli che non hanno nemmeno la capità di schermarsi e di mettere una barriera psicologica e spirituale davanti a queste oscenità (e non parlo di cose in materia sessuale) perché non hanno la nostra esperienza?
Dobbiamo capire che chi ci propina queste cose ha il suo interesse, non solo economico: vuole addormentare e addomesticare la nostra coscienza; farci fare e pensare ciò che vuole per manipolare la nostra vita, per indurre in noi bisogni falsi, pensieri negativi che ci fanno abbandonare ogni responsabilità personale; fino a quando diremo: ma si, fate quel che volete, basta che ci date in pasto la vita della gente! E a quel punto avremo abdicato la nostra coscienza e la nostra vita nelle loro mani.
Io non sono contro queste diavolerie moderne: ho due pagine FB, un blog, una pagina twitter e un profilo Twoorty (che non uso quasi mai), una pagina Tumblr. Come vedete mi potete trovare dappertutto. Però difficilmente verrete a sapere la marca dei cereali che mangio a colazione al mattino o se ho comprato un nuovo paio di scarpe.
Io non sono migliore né di voi né di nessun altro; sono solo una persona che prima di dire, fare, scrivere qualcosa pensa e giudica se quel qualcosa può portare un giovamento a sé stesso e a chi legge/ascolta. E sono anche uno che si diverte, a cui piace ridere per una battuta o una vignetta, che è appassionato di sport (non di calcio!) e di tante altre cose. Non sono, insomma, quel che si dice un bacchettone.
Però in ogni cosa che faccio mi chiedo sempre: mi è utile per conoscere ancora di più l'uomo e il Signore? Mi fa fare un passo in più sulla strada dello spirito?
Perché, vedete, penso che ridere e scherzare con un bambino o guardare con lui i cartoni animati valga sicuramente di più di sapere chi si sposa con chi e quante volte qualcuno che sta sui giornali cornifica la moglie. E penso che per me sia più famoso un bambino che si meraviglia davanti alla neve che scende, che un vip che quando gli parli di 'neve' intende tutta un'altra cosa.

Juan Segundo

sabato 18 gennaio 2014

Messaggio angelico ad Emanuela del 17 gennaio, con note a margine



Riporto qui di seguito il messaggio che Entità Angeliche hanno dato ad Emanuela il 17 gennaio. Il testo è stato leggermente modificato da me per esser reso più fruibile alla lettura, essendo stato trascritto da lei sotto dettatura e quindi in una forma approssimativa. Il testo originale può essere letto qui.

Fratelli e stelle lucenti, stiamo arrivando per presentare a voi la nostra e la vostra verità: esistono altri mondi e questa è una realtà inconfutabile e certa. State allerta e ascoltateci: è l'ultima volta che verremo a voi in verità e purezza.
Vi hanno insegnato che siamo fantasia, ma siamo reali e presto ben visibili, siate pronti ad accogliere la nostra luce; nulla dovrà essere più capito ma dovete solo comprendere che esistiamo.
Voi portatori di luce continuate nel vostro operare: il tempo è vicino.
Avete dato un nome a tutto e a tutti, voi uomini della terra e noi ci siamo adeguati; ma quando ci percepite con un nome siate prudenti su ciò che dite; si ripeterebbero gli stessi errori di sempre.
Noi siamo pura luce e amore, il nostro figlio si è fatto carne d'uomo e sta cercando di insegnare come insegnarono in passato, ma non lo avete riconosciuto ancora; tuttavia presto vedrete la sua vera essenza. Stiamo cercando di evitare imminenti catastrofi sul vostro pianeta proprio per far si che più persone possibili sappiano che la verità è una sola e possano scegliere.
Il libero arbitrio vige per ogni creatura, siate veloci nel comprendere nel cuore e non solo nella mente e nelle parole. Se sapeste veramente amare non continueremmo a darvi questi messaggi di riflessione ma potremmo già comunicare con ciascuno di voi.
Non amate abbastanza e siete apatici, vi fate trasportare dalle cose della terra; gettate le armi che la mente ha costruito e siate allerta e vigili nel saperci riconoscere... sulle vette del monte sardo stiamo per atterrare, pregate per la terra che danza ancora.
Con noi tutto ancora si può evitare.
Ora alcune semplici riflessioni a partire dal testo del messaggio.
Ci sono alcune realtà inconfutabili: esistono altri mondi oltre il nostro e le entità spirituali che li abitano continuano a visitarci. Ma la loro opera di avvertimento è terminata: queste sono le ultime volte che vengono ad ammonire l'umanità.
Da ora in poi ogni momento può essere quello buono perché Esse si manifestino visibilmente non solo a coloro che finora li hanno riconosciuti ed accolti (i portatori di luce) ma anche a tutto il resto del mondo.
Finora noi uomini abbiamo usato alcuni nomi per indicarLe (poiché è proprio dell'uomo individuare e riconoscere cose e persone attraverso i nomi); ma ora è importante che si usino i nomi appropriati e non si mescolino fantasie e realtà. Ciò significa che ormai sappiamo, perché le stesse Entità ce l'hanno detto, chi sono gli Angeli, cosa intendiamo quando parliamo di Dio e della sua misericordia e di tutto ciò che riguarda la spiritualità. Perciò non dobbiamo continuare a confondere (spesso anche volontariamente!) le immagini e i concetti che il mondo si è sempre fatto di queste verità, con la realtà che è stata invece da loro rivelata da secoli e tenuta nascosta ad opera di chiese e personaggi che poco o nulla hanno a che fare con l'amore e la misericordia, ma che invece operano per il loro tornaconto economico e di potere.
Tra queste verità rivelate a personaggi del passato (anche recente) e volontariamente nascoste, c'è la presenza del Figlio di Dio divenuto uomo come noi che, come il Padre, è Pura Luce e Amore. E il mondo non è riuscito ancora a riconoscerlo proprio perché non vive e ragione secondo i dettami del Suo Amore.
Queste Entità Spirituali si stanno battendo per noi, per il nostro mondo, cercando di evitare al nostro pianeta sciagure immani e imminenti, dovute anche al rapporto sbagliato che noi abbiamo con la Madre Terra, che sfruttiamo e distruggiamo invece di rispettare e amare. Questo Loro intervento serve proprio a darci più tempo per riconoscere il Figlio e la Verità che Egli porta.
L'uomo ha in mano l'arma del libera arbitrio, ma troppo spesso la usa male. Infatti continua a scegliere di non amare e di essere apatico, cioè indifferente, di fronte alla sofferenza e al dolore di tutte le creature che abitano la Terra. Egli continua a riempirsi la testa di concetti e a esprimerli nel modo più complicato possibile solo per ergersi a dio egli stesso, prendere il Suo posto nella storia e nella vita delle altre persone. 
Le Entità Angeliche, invece, parlano al cuore ed è quello il linguaggio che tutti dobbiamo imparare. Fino a quando non faremo questo, noi e Loro parleremo due lingue diverse ed Esse non riusciranno a darci gli insegnamenti di cui abbiamo bisogno per percorrere la strada dell'Amore e della Pace. Proprio per questo i messaggi che sono arrivati nel tempo, e continuano ad arrivare, contengono spesso minacce di castighi e non solo parole d'amore.
Allora se vogliamo riconoscere la verità, gettiamo le armi che la mente ha costruito e abbandoniamoci ad accettare la Loro presenza e le verità che Essi svelano.
Infine le Entità mandano due messaggi precisi: presto si faranno vedere su un monte sardo e ci chiedono di pregare per la Terra che in molte parti del mondo (compresa l'Italia) continua a danzare, cioè ad essere scossa da terremoti anche di forte intensità.
Se qualcuno di voi lettori comprende tra le righe di questo messaggio altre cose, è liberissimo di proporle nei commenti. E di ciò ringrazio.

Juan Segundo

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Vi ricordo il libro che Emanuela ha scritto insieme ad Andrea Biolcati Rinaldi e dove si racconta anche la genesi di questi messaggi: Il tuo angelo parla.

giovedì 16 gennaio 2014

Il primo cabalista: Adamo

Parliamo ancora di Cabala e lo facciamo ancora con un articolo di Monica Angeli.
Questa volta vediamo come questa dottrina considera la figura di Adamo il nostro progenitore.

Parlare della Cabala, o cercare in qualche modo di descriverla, è tra le cose più difficili da fare.
Essa non può essere definita o racchiusa in un solo libro, e soprattutto non gli si può attribuire un inizio e una fine, dato che è immensa la conoscenza che racchiude, così come pure infiniti sono i temi che tratta. E nonostante non sia una religione, ma una dottrina esoterica di origine ebraica divenuta poi anche patrimonio dei sapienti cristiani e non, ha in sé insegnamenti di tutte le religioni o credo, ed è oltre che una dottrina sapienziale, anche un metodo interpretativo della Sacra Scrittura.
Proprio dalla Sacra Scrittura (la Torah ebraica, la Bibbia cristiana) ha inizio la storia della cabala, storia che va di pari passo con la venuta sulla terra (o meglio: nel giardino dell'Eden), del primo uomo: Adamo.
Il nome Adamo (in ebraico Adamo, in arabo Adam) significa: umanità, uomo, uomo terreno, terroso o della terra rossa, ed è considerato il primo uomo esistente sia per l'ebraismo che per il cristianesimo che per l'islam. Secondo la tradizione si reputa sia vissuto attorno al 19800 a.C. e nella chiesa cattolica San Adamo viene festeggiato il 24 dicembre. Sempre secondo la chiesa cattolica, gli viene attribuita una donna, Eva, che con lui ha dato origine all'umanità.
Per la cabala ebraica, invece, la prima donna fu Lilith, ripudiata e cacciata perché si rifiutò di obbedire al marito *. Secondo la leggenda da Adamo e Lilith nacque una bambina di nome Naamath; mentre da Eva, Adamo generò tre maschi, Caino, Abele e Set.
Ad Adamo si riconosce la paternità del primo libro della cabala, il quale gli fu offerto da Dio e consegnato dall'Angelo Raziel (che significa Angelo del Mistero, Custode dei Segreti). Questo testo, il “Libro di Raziel" tutt'ora reperibile in tutte le librerie ebraiche e non, conteneva la conoscenza circa il nostro mondo e quelli superiori. Nel libro l'Angelo Raziel descrive Adamo come colui che percepisce dentro sé stesso la natura di entrambi i mondi; siamo perciò davanti non ad uomo primitivo, ma un cabalista molto esperto il quale parlava dei misteri basilari dell'universo, e studiava i mondi superiori, i posti più elevati della terra, i luoghi in cui vive l'anima prima di nascere e in cui ascende dopo che ha finito il suo viaggio nella vita. Essendo la prima persona venuta sulla terra, e avendo ricevuto il libro della conoscenza, Adamo ci può parlare degli aspetti dello sviluppo dell'anima e dei suoi discendenti, delle anime scese nei corpi per trovare la loro strada in livelli diversi e più alti, da ciò che noi chiamiamo anima, e del fatto che noi siamo soltanto piccole particelle dinanzi all'immensità dell'universo.
Secondo la tradizione Adamo ricevette il libro quando ancora abitava nel giardino dell’Eden. Al momento della sua cacciata dal paradiso, il libro si volatilizzò, ma a causa del suo pentimento e delle sue insistenze, Dio nella sua immensa bontà glielo fece riavere per mano dell'Arcangelo Raffaele. Il libro fu trasmesso al figlio Set, e da Set ai suoi figli e via via alle generazioni future fino ad arrivare nelle mani di Abramo che, come Enoch, seppe così grazie a questo testo penetrare la Gloria di Dio.

Juan Segundo

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* Secondo la tradizione ebraica Lilith avrebbe preteso di stare sopra durante l'atto sessuale. Chiara violazione di una regola non scritta per cui era l'uomo a dover decidere ogni cosa nella coppia, anche dal punto di vista sessuale. Perciò gli fu Eva, donna più accomodante e asservita.  (N.d.R.)

lunedì 13 gennaio 2014

La Cabala. Un contributo di Monica Angeli

L'albero della vita secondo la cabala
Oggi ci interessiamo di Cabala, e lo facciamo con il contributo di Monica Angeli, connazionale che risiede da tempo in Germania.
Sarà un articolo breve, più che altro per stuzzicare la curiosità. In seguito se sarà il caso cercheremo di approfondire di più l'argomento.

Nella cabala sono presenti sia l'aspetto dello studio del testo della Bibbia Ebraica (grosso modo i libri della Bibbia che chiamiamo Antico Testamento) sia quello dell'ispirazione divina per la loro comprensione.
Si dice che il primo cabalista fu Abramo e il secondo Mosè perché hanno ricevuto direttamente da Jahve (la parola cabala significa proprio: ricevuta) la rivelazione su come trovare il collegamento tra ciò che è spirituale e ciò che è materiale, tra la creazione e lo Spirito del Signore.
Vi lascio all'articolo di Monica:

La parola cabala, (che potete trovare scritta anche come: kabbalah, kabbalah, cabbalah, cabala) è il termine usato per indicare gli insegnamenti esoterici-mistici propri dell'ebraismo. Gli Egiziani, tuttavia, ritengono si tratti di una dottrina facente parte della loro cultura e di cui, in seguito, gli ebrei si appropriarono.
Secondi i suoi cultori la cabala ha una storia antichissima: risalirebbe addirittura alla comparsa del primo uomo sulla terra Adamo, colui che segnò l'inizio dell'intera razza umana. 
Adamo infatti è considerato l'autore del primo libro sulla cabala e per questo ancora oggi gli ebrei sono molto interessati a lui, perciò ritengono che la storia della cabala e quella della razza umana vadano di pari passo.
Per i cabalisti esiste una natura del nostro mondo e una del mondo superiore, e alcune persone riescono a sentirle entrambe. Tra queste c'è appunto Adamo e, per restare tra gli antichi, anche Abramo. Adamo sarebbe stato istruito dall'Angelo Raziel; questa verità farebbe cadere l'idea di un Adamo rozzo e ignorante, in quanto primo uomo, uomo primitivo. Al contrario, nel libro di Raziel, si parla di lui come di un conoscitore di mondi terreni e ultraterreni.
La cabala oltre a portare innumerevoli spunti di riflessione anche sulla storia del mondo e dell'umanità, apre la mente e il cuore. Il suo studio, infatti, rende capaci di sviluppare organi sensoriali che permettono di sentire i mondi superiori, tanto da riuscire a conoscere i nostri stati passati e futuri e divenire capaci di andare oltre il tempo.
La cabala è un testo spirituale non appartenente a nessuna religione o credo, infatti viene definita "sorgente di saggezza" perché svela e unifica ogni legge sia fisica che spirituale dell'esistenza. I suoi insegnamenti sono stati tenuti nascosti per moltissimi anni, in quanto un tempo si credeva che il suo studio potesse addirittura far impazzire le persone. Poi, circa 2000 anni fa, iniziò il processo che la rese accessibile a chiunque ne volesse trarre insegnamento, questo grazie a quello che viene considerato un gigante tra i cabalisti, il rabbino Simeon bar Yochai.
Oggi in tutto il mondo il titolo di cabalista è applicato solo ad un ristretto numero di persone, 36, dato che sono molti i requisiti che bisogna avere: essere di sesso maschile; avere 40 anni; aver avuto almeno un figlio; studiarla anche per 20 ore al giorno; ed essere soprattutto scelti e ritenuti idonei dal Maestro. Inoltre la Kabbalah è una scienza complicata e sofisticata, per cui bisogna essere anche un bravo matematico. Alla fine, comunque, bisogna avere un'idoneità pari al 100%, essere cioè, perfetti.
La parola cabbalah viene normalmente associata al concetto di inaccessibile, misterioso, e invece non è altro che un insieme di corrispondenze atte a mostrare i legami che unificano i vari livelli della creazione, sia fisici che spirituali. Essa ci mostra cioè come tutto ciò che Dio ha creato è in corrispondenza, tanto da poter vedere le cause spirituali dei fenomeni terreni e viceversa.

Ed io vi lascio, come sempre, con alcuni siti di approfondimento.
Primo fra tutti questo Cabala, dove troverete oltre ad una buona e ulteriore descrizione della cabala, anche numerosi spunti di riflessione spirituali, legati naturalmente a questa dottrina.
Poi questa pagina, che riporta un buon numero di libri sull'argomento e dintorni.
Infine questo sito, che analizza ancora (forse in modo più semplice) la cabala.
Per approfondire esiste anche un canale Youtube, che si chiama appunto Kabbalah TV Italia.
Sempre da Youtube prendo questo breve filmato tratto da una trasmissione di Odeon TV, Rebus, in cui il rabbino Arie Ben Nun spiega in modo semplice è chiaro, cosa sia la Kabbalh.




Juan Segundo

sabato 4 gennaio 2014

In ascolto di Dio: 1 Gv 1,1-4 (conclusione)

Dopo una lunga pausa, non voluta, concludo il discorso iniziato in questo post e proseguito con un esempio pratico in quest altro
Per ricapitolare brevemente dirò che avevo proposto un metodo semplice per leggere un passo della Bibbia e cercare di capirlo pur senza avere una preparazione specifica, ma utilizzando gli aiuti e le indicazioni che troviamo in ogni edizione del Libro Sacro ai cristiani.
I punti spiegati, e poi messi in pratica, erano i seguenti: 
1. leggere il testo e farne un riassunto;
2. inquadrarlo storicamente;
3. andare a consultare i riferimenti e i passi paralleli che troviamo sulla stessa bibbia.
Qui ci siamo fermati con l'esempio della scorsa volta.
Oggi parleremo, anche qui in modo pratico, degli ultimi due punti:
- comprendere la verità di fondo rivelata;
- farla nostra nella preghiera.
Il passo che avevo scelto per l'esempio erano i primi 4 versetti della Prima lettera di Giovanni, che qui vi riporto per comodità vostra e mia:
1 Gv 1,1-4
1. Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita 2 (poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi), 3 quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. 4 Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta. 
Vediamo quali insegnamenti posso trarre dal passo di Giovanni.

- Il primo è di carattere veramente pratico, che va al di là della vita spirituale vera e propria: non posso parlare né tanto meno insegnare nulla che non conosca e di cui non abbia fatto esperienza! 
Può sembrare un'ovvietà, eppure ogni giorno incontriamo gente che da' consigli o imbonisce su argomenti di cui non conosce assolutamente niente. E spesso anche noi siamo tentati di ergerci (e a volte lo facciamo!) a maestri in materie lontanissime dalle nostre conoscenze; e lo facciamo solo per sembrare esperti e preparati. E invece quanto male possiamo fare quando parliamo di cose che non conosciamo, specie se si tratta di ciò che riguarda la vita spirituale!
Quindi per prima cosa, ci dice Dio attraverso l'apostolo Giovanni, se vogliamo parlare agli altri, essere testimoni, del Cristo dobbiamo averlo conosciuto. Sicuramente non come Giovanni e gli altri suoi contemporanei, ma in modo diverso.
Il nostro modo di conoscere Cristo è quello di scoprirlo nelle pagine della Bibbia e sperimentarlo quotidianamente come Maestro e Signore della nostra vita.
Se non sento in me il suo amore, la sua compagnia, il suo insegnamento (come fu per chi lo ha conosciuto duemila anni fa), non ne posso parlare veramente agli altri. O meglio, posso pure farlo, atteggiandomi io stesso a maestro; ma chiunque si accorgerebbe immediatamente che le mie sono solo parole vuote e che il mio è solo un modo per mettermi al di sopra degli altri, di 'farmi bello' con la mia falsa sapienza, di crearmi uno stuolo di seguaci.
Ma uno solo è il Maestro e Signore, Cristo, e noi possiamo esserne solo testimoni.
Il brano ha detto che dobbiamo averlo seguito fin dall'inizio, cioè in ogni suo passo, in ogni momento della sua vita: non solo in quelli della gloria, della popolarità, fino alla resurrezione; ma anche in quelli del rifiuto, del tradimento subito, dell'ignominiosa morte in croce. Dobbiamo sperimentare ogni aspetto della sua vita per poter dire di conoscerlo veramente e di essere cristiani credibili.
- Sentirsi uniti al Cristo Signore, manifestatosi nella persona umana di Gesù di Nazareth, non può che portare gioia. Ecco il secondo punto della riflessione: la gioia nasce dal sentire la presenza di Cristo, ma diventa perfetta quando la condivido con gli altri! E questa condivisione, questa mia testimonianza, creerà gioia piena anche in chi ascolta.

Ed eccoci all'ultimo punto, forse il più importante di tutto il percorso: la preghiera.  
Perché la lettura della Bibbia produca frutto deve portare un cambiamento in noi, anche piccolo. 
Naturalmente questo momento è estremamente personale. Perciò ognuno di noi potrà mettersi davanti a Dio, e anzitutto ringraziarLo per averci parlato, personalmente, direttamente, con amore di Padre, con tenerezza e vero interesse verso di noi. Poi potrà rivedere la propria vita alla luce di ciò che ha letto e meditato, e potrà chiederGli di ricevere i doni che Lui stesso riterrà indispensabili a cambiare il corso della nostra esistenza. In questo caso a farci sperimentare ogni aspetto della vita del Cristo, a darci la capacità di gioire della Sua presenza e a farci trovare le strade, i modi, perché questa gioia sia testimoniata, trasmessa ai fratelli che incontriamo ogni giorno.

Spero che questa serie di piccoli interventi sulla Parola di Dio sia stata interessante e soprattutto utile. Aspetto i vostri commenti.
Per il resto, fratelli, state lieti, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi. (2Cor 13,11)

Juan Segundo

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