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| non facciamoci legare e imbavagliare la coscienza! |
"Si sono infiltrati infatti tra voi alcuni individui - i quali sono già stati segnati da tempo per questa condanna - empi che trovano pretesto alla loro dissolutezza nella grazia del nostro Dio, rinnegando il nostro unico padrone e signore Gesù Cristo." (Giuda 4) Alcuni vivono dissolutamente col pretesto della bontà e misericordia di Dio. La libertà serve loro come un velo per coprire la malizia (1Pt 2,16). E la stessa libertà può servire involontariamente per ascoltare e seguire falsi profeti (1Gv 4,1). Ma noi possiamo scoprire la verità riguardo a coloro che dicono di parlare a nome di Dio semplicemente vigilando su come questi predicano e vivono; se lo fanno, cioè, secondo ciò che dice la Scrittura: praticando la carità (2Gv 10)Il post ha suscitato alcuni interessanti commenti che potete andare a leggere al link che ho proposto sopra.
Mi sembra comunque di poter riprendere alcuni dei temi lì proposti.
Anzitutto per Francesca i criteri per "smascherare" i falsi profeti: umiltà, coerenza, amore per la verità. Poi la preoccupazione per il fatto che questi falsi profeti allontanino gli uomini dalla Verità e anche dalla semplice ricerca di spiritualità con la loro pseudocompetenza e ascendenza. Quindi il pericolo che questa nuova mania di esasperare fenomeni come la canalizzazione, i fenomeni paranormali ecc. facciano allontanare anch'essi dalla possibilità di discernere la Verità.
Infine l'intervento di Monica, che analizza prima il fenomeno di questi nuovi santoni che agiscono ormai alla luce del sole, senza avere neanche più ritegno a chiedere espressamente soldi (e in abbondanza!) per mettere al servizio degli altri i loro pseudo-doni. Poi tocca un tema su cui volevo nei giorni scorsi fare un piccolo articolo per questo blog e che oggi finalmente scrivo: la normalità (che è sparita!) nella vita odierna.
Oggi, a mio modesto modo di vedere, si pensa che non sei nessuno se non appari.
Oggi esiste solo chi ha un nome che, se ricercato su google, da' come risultato almeno una apparizione in qualche oscura tv privata o in qualche social network dove puoi tranquillamente svelare con quante altre persone famose sei andato/a a letto o almeno ci hai provato o lo hai solo sognato. E per persona famosa non si intende qualcuno che ha fatto qualcosa di importante nella vita: basta che qualcuno ti abbia solo intervistato per strada per chiederti cosa pensi della voliera di quella del piano di sopra per essere qualcuno, visto che hai potuto mettere il video su fb e che 100 opersone l'hanno condiviso e poi è andato a finire su youtube e... via di questo passo.
È vero come dice Monica che l'era dei computer ha favorito questo nuovo modo di intendere la fama e/o la notorietà di una persona; ma è anche vero che la rete ha solo amplificato e accelerato questo processo. Come sempre, non è il mezzo che è buono o cattivo, ma chi e come lo usa.
E noi, purtroppo, ci lasciamo trascinare da queste cose. Non voglio fare il catastrofista, o lo sciovinista, o ancora il luddista, ma sicuramente la velocità della rete ha amplificato la nostra brama inconscia di sentirci qualcuno, di primeggiare.
Ma, mi sono chiesto: perché sentiamo questo bisogno? Probabilmente perché non troviamo dentro di noi una base solida su cui poggiare la nostra vita. Noi, spesso, siamo gratificati da ciò che ci circonda perché non troviamo in noi stessi un motivo per essere felici. Parafrasando ciò che dice Gesù, il Maestro: non è quello che sta fuori dell'uomo che da' significato alla vita umana, ma quello che c'è dentro (Mc 7,18).
Noi valiamo anche se non abbiamo una pagina Fb, anche se non possiamo far sapere a tutti tutte le mattine: mi sono alzato, ho fatto colazione e... uffa, che barba, si va a scuola (o al lavoro, o a fare la spesa, o vedete un po' voi)! Forse che comunicare ai miei 715 amici quel che sto facendo in quel momento mi rende più interessante ai loro occhi? mi ameranno di più se gli dico in diretta (e gli mando la foto) di che colore ho comprato le mutande?
E proviamo a chiederci, solo per cambiare visuale: che programmi vedo in tv?
È vero fino ad un certo punto che sono io capace di discernere ciò che è buono e ciò che non lo è. Io penso che se continiamo a nutrire la nostra mente e il nostro cuore continuamente di alcune cose, alla fine ragionerò come quelle cose mi hanno plasmato.
Scrivevo in un commento ad un post di Emanuela un paio di giorni fa: "quanti di noi preferiscono piangere in diretta con le disgrazie di qualche vip beccato con l'amante invece che cercare di informarci su come stanno le cose nel mondo veramente? quanto tempo perdiamo con canali come real time o dmax che continuano a farci vedere quello che vogliamo? cioè: ci fanno entrare nell'intimità di persone che vengono pagate per farsi stuprare mediaticamente, per stuzzicare la nostra cattiva, distruttiva e pruriginosa ficcanasaggine?" E potrei qui aggiungere: quante volte mi perdo dietro a programmi tipo quelli in stile Barbara D'Urso o Mara Venier, per intenderci. Anche a me volte capita di trovarmi davanti a queste trasmissioni perché magari mi trovo a casa di qualcuno o comunque non posso fare a meno di guardale. Ma cerco sempre di dirmi che quella, spesso, non è la verità. Potrà essere forse la realtà, ma non è la verità. Perché una cosa può essere reale, cioè avvenire veramente, ma non vuol dire che sia vera, cioè che mi riporti una situazione utile alla mia crescita umana.
Certamente ognuno di noi è liberissimo di continuare a seguire programmi che solleticano la propria curiosità, visto che la curiosità è, secondo me, una delle basi della nostra vita, qualcosa che ci fa andare avanti perché ci spinge ad interessarci di ciò che avviene fuori di noi.
Ma dobbiamo vedere verso cosa io spingo la mia curiosità. Sono veramente contento e più realizzato umanamente e spiritualmente dopo aver visto (faccio esempi a caso!) uno chef maltrattare fino a farlo piangere qualcuno che vorrebbe imparare a cucinare? O mi soddisfa vedere un programma in cui una sedicenne scopre di essere incinta e mette 'in piazza' tutto ciò che accade? Pensiamo veramente che le reazioni di quelle persone siano tutte sincere? Voi cosa sareste disposti a dire o a fare sapendo che alla fine vi metterete in tasca un bel po' di euro o di dollari? E allora, in cosa la visione di questi programmi ci fa crescere? E, soprattutto, in cosa fa crescere i nostri figli che non hanno nemmeno la capità di schermarsi e di mettere una barriera psicologica e spirituale davanti a queste oscenità (e non parlo di cose in materia sessuale) perché non hanno la nostra esperienza?
Dobbiamo capire che chi ci propina queste cose ha il suo interesse, non solo economico: vuole addormentare e addomesticare la nostra coscienza; farci fare e pensare ciò che vuole per manipolare la nostra vita, per indurre in noi bisogni falsi, pensieri negativi che ci fanno abbandonare ogni responsabilità personale; fino a quando diremo: ma si, fate quel che volete, basta che ci date in pasto la vita della gente! E a quel punto avremo abdicato la nostra coscienza e la nostra vita nelle loro mani.
Io non sono contro queste diavolerie moderne: ho due pagine FB, un blog, una pagina twitter e un profilo Twoorty (che non uso quasi mai), una pagina Tumblr. Come vedete mi potete trovare dappertutto. Però difficilmente verrete a sapere la marca dei cereali che mangio a colazione al mattino o se ho comprato un nuovo paio di scarpe.
Io non sono migliore né di voi né di nessun altro; sono solo una persona che prima di dire, fare, scrivere qualcosa pensa e giudica se quel qualcosa può portare un giovamento a sé stesso e a chi legge/ascolta. E sono anche uno che si diverte, a cui piace ridere per una battuta o una vignetta, che è appassionato di sport (non di calcio!) e di tante altre cose. Non sono, insomma, quel che si dice un bacchettone.
Però in ogni cosa che faccio mi chiedo sempre: mi è utile per conoscere ancora di più l'uomo e il Signore? Mi fa fare un passo in più sulla strada dello spirito?
Perché, vedete, penso che ridere e scherzare con un bambino o guardare con lui i cartoni animati valga sicuramente di più di sapere chi si sposa con chi e quante volte qualcuno che sta sui giornali cornifica la moglie. E penso che per me sia più famoso un bambino che si meraviglia davanti alla neve che scende, che un vip che quando gli parli di 'neve' intende tutta un'altra cosa.
Juan Segundo




