mercoledì 16 luglio 2014

Mi chiamo Michela, ho 42 anni e...

Ieri Nicola Rachello mi ha invitato a leggere un commento pubblicato nel gruppo Cleaning Office.
Pensavo si trattasse del solito post di ringraziamento o di richiesta di adesione, o di uno di quelli entusiastici per aver trovato tanta bella gente (sapete com'è, no!).
E invece... e invece mi sono trovato davanti a questa lettera.
Non vi anticipo niente, così come anch'io l'ho letta ignaro del suo contenuto. Ma farò una breve considerazione alla fine.
Per ora: buona lettura.

Ciao, mi chiamo Michela, ho 42 anni e... HO IL CANCRO...
Lui si nutre del mio sangue e dei miei respiri, porta via la mia forza, frammenta il mio cuore in piccoli pezzi e cerca disperatamente di dare fuoco alle mie speranze. Ogni tanto, non lo nego, ci riesce! Colpisce dritto in fronte, come un cecchino preparato e mi butta a terra. Pianti improvvisi, che arrivano da lontano, tanto lontano, come oggi, sul divano a chiamare mamma...
Eh sì, eh già, perché durante tutta la vita abbiamo bisogno della mamma, ma ci sono momenti come questi in cui ti ci vuoi affondare nella tua mamma, vuoi tornare piccola piccola e stare li in braccio a lei, a sentire quel profumo che sa di Amore... Vuoi guardarla negli occhi e perderti nei suoi occhi immensamente verdi e pieni di tutti i colori dell'arcobaleno...
Allungo una mano e ... lei è spirito dentro me! Chiudo gli occhi pieni di lacrime e la sento, sento le sue carezze sul viso, il suono della sua voce e lo so che non basta, ma devo farmelo bastare...
Sono stata forte sempre, crescendo senza averla accanto... Mai avuto il tempo di fermarmi e chiudere i rubinetti dei mille pensieri che ti attraversano quando cresci sola... Poi sento la voce di Peppino, papà. ... sento e vedo i suoi occhi qui davanti e mi guarda e mi dice di non mollare, di continuare a combattere, di non smettere mai di essere forte... Oh papà. ... quanto vorrei tu fossi qui a farmi sentire il sapore della tua pizza... quanto vorrei poterti mandare a quel paese per l'ennesima incazzatura, quanto vorrei un ultimo abbraccio, uno di quelli che mi lasciavano senza respiro...
La verità è che vorrei essere in montagna adesso, circondata e abbracciata dagli alberi e iniziare piano piano a respirare lentamente, vorrei sentire il mio cuore battere piano, non come ora che vuole scappare via da me...
L'ho stancato mi sa questo cuore... Gli ho chiesto troppo forse, ma sono fatta così, non conosco altro modo di Amare se non totalmente, senza prestese, senza catene, senza volere nulla in cambio...
Sono felice di questo cancro, perché il cancro mi sta facendo intraprendere un viaggio dentro me stessa, mi immobilizza in uno spazio senza tempo, non esiste più notte e giorno, esiste solo ANCORA VITA!!
Guardandomi intorno mi rendo ancora più conto di quanto si è soli a combattere questa battaglia perché solo chi lo sta vivendo sulla propria pelle comprende fino in fondo la moltitudine di pensieri che ti girano dentro e la miriade di parole che rimangono sospese a mezz'aria, perché le priorità sono altre...
Ho fede, una fede incrollabile in un mondo diverso, lontano...
Ho fede nel Dio immenso che mi sostiene e accompagna in questo cammino...
Sono FELICE perché ho incontrato tante meravigliose creature che fanno il mio stesso lavoro: COMBATTONO!!!
La solidarietà e il sostegno che reciprocamente ci doniamo l'una con le altre mi commuove ogni giorno...
GRAZIE DAL PROFONDO DEL MIO CUORE A TUTTE VOI... Non ci è dato sapere quanto lunga e dolorosa è la nostra strada, siamo pronte a fare un passo alla volta, un respiro alla volta, un sorriso alla volta!!

Penso che tutti voi abbiate avuto all'inizio, come me, un tuffo al cuore, leggendo quelle parole. Ma che, proprio come me, abbiate via via ringraziato Dio con Michela per la sua vita.
Io, sinceramente, ho pensato: non so come reagirei ad una situazione come questa, non penso di avere la sua fede e la sua forza. Poi mi sono reso conto che solo quando tocchi il fondo riesci a trovare la forza per risalire.
Nikos Kazantzakis nel suo libro Il poverello di Dio, scrive: 
"Per salire al cielo (tu padre Francesco) hai preso lo slancio dalle profondità dell'Inferno. Quanto più profondo è il punto da cui si prende lo slancio, tanto più alta è la meta che si può raggiungere. Il pregio maggiore del cristiano che lotta non è la sua virtù, ma lo sforzo che fa per trasformare in virtù la vigliaccheria, la disonenstà, l'infedeltà, la malvagità che porta dentro di sé. Un giorno l'arcangelo che sta più vicino a Dio non sarà né Michele, né Gabriele, né Raffaele, ma Lucifero dopo che Lui avrà trasfoermato in luce la sua orrenda tenebra."
Parafrasando, concludo dicendo che solo quando non ti resta nessuna certezza umana su cui poggiare la tua vita, capisci realmente che l'unica certezza è Dio.

Juan Segundo



       

venerdì 11 luglio 2014

Frate Dulbino e il cantico delle creature

Lo guardo di tra gli alberi, laggiù ai piedi dello scosceso, dove le acque del fiumicello  lambiscono i sassi e le felci, rinvigorite dalle piogge degli ultimi giorni.
È magrissimo, sotto quel sacco di tela grezza, scalzo e con i piedi martoriati dalle troppe pietre calpestate.
Si china ogni tanto a bagnare le foglie di vite che ha in mano (dove le ha prese, poi, da queste parti?) e se le porta sulle tempie, forse a rinfrescare il suo dolore.
Ma quale altro dolore dev'essere per lui sapere che pian piano non riuscirà più a vedere quella natura che egli considera sua madre, sua sorella, sua amante!
Alza gli occhi verso l'alto, poi gira lo sguardo attorno a sé, abbracciando tutto ciò che lo circonda.
Forse prega, dialoga col suo Dio, magari si lamenta di qualcosa; lui è così: non tiene niente dentro, con nessuno. Figuriamoci col Padreteno!
Qualche piccolo animale vicino a me provoca un rumore e Francesco si volge a guardare. E mi vede.
- Chi c'è lì? - mi chiede?
- Fra Dulbino - rispondo, confuso per esser stato sorpreso a spiare.
Mi fa segno di raggiungerlo.
Scendo cercando di non scivolare, aggrappandomi ad alberi e arbusti.
Lo raggiungo.
- Ciao, padre Francesco.
- Nessuno è padre su questa terra. uno solo è il Padre e sta lassù in cielo - risponde.
Poi dopo una pausa:
- Anzi, qui - e mi tocca con l'indice all'altezza del cuore - dentro di te. Se gli uomini capissero che il loro corpo è un vaso che contiene Dio, avrebbero più rispetto per loro stessi e per gli altri.
Si ferma per un attimo e alza gli occhi a guardare le acque del fiumiciattolo.
- Ci credi tu che in te abita Dio? 
Sembra seguire un momento il filo dei suoi pensieri, poi continua:
- Non un Dio astratto, quello buono per scriverci un poema o una canzone. Parlo di Dio quello vero, quello della Bibbia, del Corano, degli ebrei... Li ho consociuti veramente, sai: ebrei, musulmani... Sono uomini, come noi, con i nostri sogni, i nostri desideri. Cambia solo un po' l'odore e il colore della pelle e parlano una lingua strana. Ma credo che anche loro pensano lo stesso di noi cristani...
- Francesco, -azzardo una domanda - cosa vuol dire che Dio sta dentro di noi?
Francesco mi guarda e sorride.
- E come faccio a spiegartelo! È una cosa che io sento. Potrei dirti milioni di parole, farti mille spiegazioni e potrei non riuscire a fartelo capire. Non perché sei stupido, ma perché certe cose si sentono, non si spiegano.
- E allora?
- E allora... io ti posso raccontare come ci sono arrivato, ma ognuno ha la sua strada...
Francesco mi mette una mano sulla spalla e fa segno con l'altra di guardare tutto quello che ci circonda.
- Ci vuole tanto amore... e anche tanta umiltà. Quando ero giovane, come te, avevo un'infinità di sogni, ma il più grande era quello di essere il migliore, di essere al centro dell'attenzione di tutto e di tutti. Sognavo feste, ragazze, onori, armature lucenti, campi di battaglia. Mi sentivo invincibile!
- Sì, ho sentito raccontare queste storie di te...
- E non capivo che la realtà era diversa. I miei occhi vedevano altre cose... anzi non vedevano proprio la realtà, ma solo quel velo che ricopre ogni cosa e che ci allontana dalla verità...
- Quale velo? - chiedo.
- Il velo del mondo, delle convenzioni, delle facciate. L'uomo ha bisogno di queste cose per sentirsi bene, realizzato, per sentirsi al pari degli altri. Ma non capisce che solo se scopre di essere, sì, unico, ma davanti a Dio non agli altri, amato personalmente dall'Altissimo, può vivere la sua vita in pienezza.
- ... in pienezza?
- Sì, una vita che non si fa' trascinare dal primo che arriva o dalle cose che possiede, ma che ogni giorno è piena di forza, coraggio, libertà, amore...
E mentre dice queste cose, i suoi occhi si riempiono di lacrime, il suo sguardo si accende.
- Perché piangi, Francesco? Cos'è che ti rende triste?
- Triste? Io non sono triste! Piango di gioia! Io sono amato da Dio, lo capisci! Proprio io, Francesco il poverello, l'ignorante, il pazzo, lo sconsiderato e in tutti i modi in cui hanno parlato di me finora!
Francesco rimane a contemplare gli alberi e il fiume. Poi  comincia a prende a calci l'acqua, a spruzzarla dappertutto, bagna il suo saio e il mio.
- Balla e canta con me, fratello Dulbino! Non senti gli uccelli che melodia che suonano solo per noi!
Francesco comincia a danzare e mi trascina con sé nelle acque gelate del fiumicello. E canta, con una voce melodiosa e forte allo stesso tempo. 
Poi, quando è esausto, si ferma ed esce dall'acqua.
Siamo entambi completamente bagnati e il venticello leggero ci fa attaccare gli abiti al corpo nudo. E ho freddo, ma la gioia di Francesco mi ha contagiato e non mi da fastidio.
Stiamo seduti un po' sull'argine del ruscelletto. Francesco mi tiene abbracciato, per scaldare entrambi. E io gli dico:
- Mi hai detto che Dio è dentro di noi, ma non mi hai spiegato nulla...
Si gira a guardarmi, e poi sorride.
- Fra Dulbino... ma non hai sentito niente mentre danzavamo nel ruscelletto? Non hai sentito di essere parte della natura, non ti sei lasciato andare alla gioia delle gocce d'acqua sulla pelle, non ti sei sentito uno con me, gli alberi, gli uccelli, il sole?
Francesco mi stringe ancora più forte:
- Questo è essere Dio! Io, Francesco, sono Dio, il vento è Dio, l'acqua fresca è Dio! Quando sarai capace di sentirti parte di quest'Uno... allora avrai capito che anche tu sei Dio, sei parte del Tutto di Dio! E sarai pronto a fare la tua parte nell'universo, sarai capace di creare con Dio ogni istante che vivrai, donando vita e amore a tutto ciò che ti circonderà.
Mi volgo a guardarlo. Il suo volto è trasfigurato, in pace; sembra quasi che non sia più un abitante di questo mondo. E forse non lo è davvero, almeno del mondo in cui vivo ancora io...
Francesco sospira due, tre volte, si tiene il volto tra le mani per qualche istante, come ci ha raccontato di aver visto fare nella terra del Sultano per pregare. Poi si alza e mi invita a farlo anch'io.
E allora alza le mani al cielo e comincia sommessamente a cantare così:

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dai sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi' Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke 'l sosterrano in pace, ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male.
Laudate et benedicete mi’ Signore' et ringratiate et serviateli cum grande humilitate.

- Fra Dulbino, hai capito ora?
Mi prende sotto braccio, poggia il capo sulla mia spalla e ce ne andiamo lungo il ruscelletto.

Juan Segundo

lunedì 7 luglio 2014

Messaggio occulto di Christine Lagarde e magia del 777 (da "Risveglio di una Dea")

Questo post è stato programmato da qualche giorno, perché doveva comparire proprio oggi.
Come mai?
Semplice! Perché parla del 7 luglio 2014, cioè di oggi!
Il sito da cui è tratto l'articolo è Risveglio di una Dea, che trovate anche nell'elenco blog amici qui di fianco a destra. Di cosa si occupa è presto detto: è il diario di viaggio della sua amministratrice, Tanja.
Presentandosi Tanja scrive: Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione. Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la giustizia e la potenza. Ed io non posso che dirmi daccordo con lei. E continuando ci spiega anche il nome del suo sito: Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei. Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome. Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando.
È bello ascoltare queste parole: da' forza, gioia, voglia di lavorare su noi stessi e sul mondo che ci circonda!
E ora sentiamo cosa ha da dirci sulla giornata di oggi!



I lettori regolari di questo blog già mi conoscono bene.
Io credo che tutto intorno a noi ci sta mandando i messaggi e che il nostro compito è sentirli ed interpretarli seguendo le sincronicità ed intuizione.
In questo articolo seguirò proprio quella strada passo per passo e esprimerò MIA personale interpretazione.
Quando si ricevono i messaggi, non siamo mai sicuri se questo messaggio riguarda la nostra vita personale o riguarda un piano globale.

Ma come già conosciamo le leggi di creazione, credo che è chiaro, che quello che sento e interpreto io, quella energia del pensiero e delle emozioni va oltre il mio corpo fisico in forma delle onde.
Se nel suo viaggio quelle onde incontrano altre onde simili loro si uniranno per continuare il loro viaggio insieme. Se una visione diventerà realtà globale o rimarrà realtà individuale, dipende dal numero delle persone che sentono stessa cosa – dipende se si raggiungerà massa critica o no.

 Ripeto ancora una volta, questo articolo non è una previsione del futuro, è solo MIA interpretazione dei messaggi ricevuti personalmente.

bolivia

Allora, tutto è cominciato con la notizia
133 Nazioni di G77 stano cambiando il VECCHIO ORDINE MONDIALE

Leggendo quella notizia dentro di me sentivo la gioia. Era la prova esterna del cambiamento che stavo creando dentro di me. In stesso momento sono rimasta sorpresa perchè in quel periodo ero totalmente indifferente di tutto che cosa succedeva fuori di me. Ero un osservatore che vedeva e registrava tutto, ma reazione emotiva era completamente assente. Ma per quella notizia ho avuto la reazione emotiva molto intensa. Sapevo che la notizia è “importante”.
Tra le cose che ho visto subito era il numero di partecipanti 133. Osservando dal punto di vista numerologico, 133=7

Summit si chiama G77.
G è settima lettera del alfabeto. Allora di nuovo mi è stato indicato G77=777



purple-vortexSecondo passo era che al improvviso ho cominciato il colore viola dappertutto. Anche quando chiudevo gli occhi vedevo esplosioni di luce viola. Io personalmente sto legando quel colore al Saint Germain e l’abbondanza. In coincidenza con quel colore che vedevo, ho cominciato a incontrare molto spesso la canzone di Prince – Purple Rain
Ho scritto articolo PIOGGIA VIOLA
 Caso” vuole che raggio viola è il SETTIMO RAGGIO di spettro di luce spirituale.

Per “caso” ho incontrato una vecchia notizia.

 
christineDirettore Generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde ha parlato di economia del mondo in una conferenza del 15 gennaio 2014 in National Press Club , nella sua prima apparizione per la stampa nel 2014. Lagarde ha parlato subito dopo il ritorno da un viaggio in Africa.
Come leader del FMI, Lagarde dispone in mano una ricerca economica di 188 paesi membri dell’organizzazione. Ha discusso le prospettive di crescita degli Stati Uniti e economica globale, della ripresa nell’Unione europea, e la missione del FMI per sostenere i paesi a basso reddito, aumentando la disponibilità di credito.
Quella conferenza e stata trasmessa in diretta streaming 15. gennaio 2014. “Caso” vuole che la data 15.01.2014, sommando i numeri da 15.01=7 , 2014=7 , 2 volte 7= 77= 14=5
Le vibrazioni del numero 5 sono quelli della libertà personale e l’individualità, la motivazione, facendo scelte di vita positive e importanti cambiamenti, trasformazione, adattabilità e versatilità, intraprendenza e le opportunità di buon auspicio.
Numero 5 è un messaggio dagli angeli che importanti cambiamenti di vita sono su di voi e questi cambiamenti porteranno a molte opportunità positive per voi. Gli angeli chiedono che si guarda su questi cambiamenti con un ottimista e atteggiamento positivo in quanto sono destinati a portare molti benefici a lungo termine. Ricorda di essere grati  per le opportunità future di buon auspicio di voi.
Ma stranezza di questa conferenza non finisce qui
lagarde


Nei primi 7 minuti del discorso di Christine Lagarde ci sta mandando un messaggio occulto.

01:22 – “Ora vi sottoporrò a test delle vostre abilità numerologiche chiedendovi di pensare alla “magia del numero 7″
01:34 – “La maggior parte di voi sapranno che il sette è un buon numero
02:24 – “2014, cancellate il zero, quattordici, due volte 7
03:54 – “Allora 2014 sarà una pietra miliare e, auspicabilmente, un anno magico per aspetti di possibilità” (La parola MAY in inglese significa anche il mese di maggio, ma io ho deciso di leggerla come possibilità che è un altro significato di quella parola)
04:08 – “E ‘segnerà il 70° anniversario, 70° anniversario, eliminare lo zero,, sette, della Conferenza di Bretton Woods che in realtà ha dato vita al FMI” (7+0= 7)
04:22 – “E sarà il 25 ° anniversario della caduta del muro di Berlino, 25 ..” (2+5=7)
04:38 – “E sarà anche occasione del anniversario del tremarella dei mercati finanziari”
05:08 – “Dopo questi sette anni miserabili, deboli e fragili
05:14 – “Abbiamo sette anni di forza
05:43 – “Adesso non so se il G7 avrà nulla a che fare con essa” (G è anche la settima lettera dell’alfabeto)
05:05 – “Questo è la mia speranza e il mio augurio per il 2014″
(Qui il discorso completo) 

Il numero Sette esprime la globalità, l’universalità, l’equilibrio perfetto e rappresenta un ciclo compiuto e dinamico. Considerato fin dall’antichità un simbolo magico e religioso della perfezione, perché era legato al compiersi del ciclo lunare. Gli antichi riconobbero nel Sette il valore identico della monade in quanto increato, poiché non prodotto di alcun numero contenuto tra 1 e 10. Presso i babilonesi erano ritenuti festivi, e consacrati al culto, i giorni di ogni mese multipli di Sette. Tale numero fu considerato simbolo di santità dai Pitagorici. I Greci lo chiamarono venerabile, Platone anima mundi. Presso gli Egizi simboleggiava la vita.
Il numero sette rappresenta il perfezionamento della natura umana allorché essa congiunge in sé il ternario divino con il quaternario terrestre. Essendo formato dall’unione della triade con la tetrade, esso indica la pienezza di quanto è perfetto, partecipando alla duplice natura fisica e spirituale, umana e divina. É il centro invisibile, spirito ed anima di ogni cosa. Il Sette è il numero della piramide in quanto formata dal triangolo(3) su quadrato(4). Quindi il Sette è l’espressione privilegiata della mediazione tra umano e divino. 

Il Carro - Mazzo Tarocchi Rider WaiteSignificato dell’Arcano Maggiore n.7

Parole chiave
* Vittoria
* Autocontrollo
* Autodisciplina
* Azione
* Viaggio

Significato 

Questo Arcano rappresenta la Vittoria che si può ottenere grazie all’autodisciplina, allo sforzo sostenuto, all’impegno costante e all’azione energica. È il tempo per agire con rapidità e decisione. Bisogna aggredire i problemi come se si dovesse, in una lotta, concentrare tutte le proprie energie per sferrare un singolo colpo mortale all’avversario. Questa carta ti insegna a perseguire i tuoi obiettivi con determinazione e piena fiducia in te stesso.

Il viaggio che il Carro compie rappresenta il percorso da un punto A (la tua condizione attuale, dove sei adesso) a un punto B (il tuo obiettivo). Questo è il tempo di iniziare il viaggio e realizzare i tuoi sogni.

Brevi consigli dal Carro

Concentra la tua energia su una cosa alla volta. Focalizzati su un obiettivo con tutto il tuo essere e raggiungilo. Coltiva l’autodisciplina e l’autocontrollo. Evita le distrazioni. Tieni lo sguardo fisso sull’obiettivo. Evita le tentazioni che ti indurrebbero fuori strada. Credi in te stesso e nelle tue capacità. Prendi in mano la tua vita. Non aspettare che le cose cambino, ma sii tu a cambiarle. Agisci nel mondo esterno, non solo dentro di te.
Mettiti in movimento. Viaggia. Lasciati alle spalle tutto ciò che non serve per arrivare alla meta. Prenditi ciò che ti appartiene. Non ti fare intimidire. Sii pronto ad abbandonare le tue convinzioni e le tue sicurezze attuali. L’importante non è quello che lasci dietro di te, ma dove vuoi arrivare.
Se siete stanchi di tutti questi dettagli, dovrò deludervi perchè ci sono ancora i pezzi di puzzle per costruire questa immagine.
Vi ricordate di questo crop circle dal 28/29 dicembre 2014?


Nuovo crop circle – finalmente- 28/29 dicembre 2013
Crop-Circle-6Ho letto questo guardando dentro il quadrato
         
         192 192
B 192 192 1
192 192
era ripetuto 6 volte il numero 192
Coincidenza” vuole che 192 giorni dal 28/29 dicembre 2013. scadono proprio 7/8 luglio 2014. Di nuovo 777!
Ah queste coincidenze, hahahahah. Mi sembrano un po troppe per essere casuali.
Allora che cosa possiamo aspettare in data magica del 7. luglio 2014?
Io ho dato la risposta a me stessa.
Adesso è il vostro turno.

Tanja


sabato 5 luglio 2014

Dialogo dell'anima arida e del suo Amore sospirato


Sui fiumi di Babilonia,
là sedevamo piangendo
al ricordo di Sion.
(Sal 136,1)


Prendo a calci qualche sasso.
In fondo loro non hanno nessuna colpa, ma è così che fai quando vuoi scaricare la tensione.
Il rumore dell'acqua a pochi passi dal mio camminare e un po' di vento mi sono unici compagni.

Come fai a sapere che c'è vento? Lo vedi?
No, che c'entra! Ne sento il rumore, vedo le foglie dei tigli che si muovono... Il cuore... la mente... chi prende il sopravvento...
Calma la tua mente... il tuo cuore... lasciati andare ai suoni e ai colori...
I suoni... i colori... dove sei, piuttosto, quando ti cerco e non ti trovo?
Tu mi cerchi?
Sì, ti cerco e non rispondi e la mia anima si dispera e la mia disperazione si tramuta in aridità, in avversione...
È la strada...
Quale strada? Quella dell'abbandono? Del mio essere abbandonato? Quante volte ho voluto con tutto me stesso riposare in te, avere anche solo un istante il tuo volto ad illuminarmi...
Volevi vedere?
Sì, forse anche vedere! È dura dover sempre andare avanti per fede! Mai un cenno, mai un sospiro, un alito che mi facesse capire che sei lì... E se un giorno cadessi? E se un giorno fossi preda del nemico? E se ti voltassi le spalle? E se...
Ma tu sai che io ci sono.
No! Dubito che tu ci sia veramente! Che segni mi dai? Fuori di me? Navigo a vista in un mondo pieno di odio, rancore, senza empatia e compassione... E continuo nonostante tutto a gridare parole d'amore, comprensione, a far finta di credere che il maligno alla fine non vincerà... E tu con cosa mi ripaghi? Con le piaghe di Giobbe, con le sue lacrime amare da inghiottire. Mi dai forse segni dentro di me? No! È forse così spregevole chiedere e volere ogni tanto il tuo amore scaldi anche se solo per un attimo il mio cuore? Leggo e rileggo le pagine dei tuoi prediletti e leggo e rileggo pagine di fuoco, d'amore puro, ardente, piene di slanci e affetti.
Sei sicuro di aver letto tutte le pagine dei miei prediletti?
Cosa vuoi dire con questo...
Per ogni pagina piena d'amore ce ne sono dieci piene di deserto, di aridità, di arsura, di grida disperate alla ricerca di un aiuto... Giovanni della Croce... Teresa d'Avila... Non sai che sta scritto: "Io l'attrarrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore." (Os 2,16)
Perciò, ecco, io l'attrarrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore - See more at: http://www.airemsea.it/deserto/it/taxonomy/term/1262#sthash.Q2cADnVr.dpuf
Perciò, ecco, io l'attrarrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. - See more at: http://www.airemsea.it/deserto/it/taxonomy/term/1262#sthash.Q2cADnVr.dpuf
Perciò, ecco, io l'attrarrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. - See more at: http://www.airemsea.it/deserto/it/taxonomy/term/1262#sthash.Q2cADnVr.dpuf
Sì, lo so, è nel deserto che tu parli... Ma io ci sono già, nel deserto, e da tanto, troppo tempo...
Chi sei tu per stabilire cosa è giusto? Quanto tempo deve durare il deserto? Chi è il Maestro? E chi il discepolo?
Un segno... ti prego... un segno... un segno che mi stai dando ascolto, che non sto sbagliando... Tu stesso hai fatto scrivere: "Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che proprio tu mi parli" (Gdc 6,17)...
Non sai che nessun segno sarà dato se non il segno di Giona profeta?
Giona, che fu inghiottito dalla balena e poi vomitato sulla terra ferma?
Proprio lui... Tre giorni di buio, d'angoscia, di preghiere senza risposta...
Se così deve essere... ma tre giorni sono lunghi da passare...
Un segno... tu vuoi un segno... e io ti darò un segno...

Le fronde dei tigli risuonano di un alito di vento più forte e un pesce fa un mulinello nel fiume a pochi passi dai miei piedi.


Ecco, il Signore passò.
Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento.
Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto.
Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco.
Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero. (1Re 19,11-12)

Juan Segundo

giovedì 26 giugno 2014

Maria Maddalena

MARIA MADDALENA - Alexander IvanovQuest'oggi, un post di approfondimento, che prendo dalle pagine di Vopus, un sito gnostico che, come dice la loro stessa presentazione si propone di investigare ed offrire una conoscenza che possa aiutare l'essere umano a penetrare i misteri della Creazione, avvicinandosi in questo modo alla sua propria natura divina. Questa è la conoscenza gnostica, la saggezza che dà la vita e che esplora la verità primordiale dalla quale è sorto il mondo con tutte le sue ramificazioni: l'arte, la scienza, la filosofia e la religione.
L'argomento, come dice il tiolo, è Maria Maddalena, una delle figure più importanti della storia del cristianesimo. Poichè l'articolo è molto lungo, non voglio aggiungere altro e vi lascio alla sua lettura.

MARIA MADDALENA



Maria Maddalena è menzionata, tanto nel Nuovo Testamento canonico come in vari Vangeli Apocrifi, come una distinta discepola di Gesù di Nazaret.
È considerata Santa dalla Chiesa Cattolico-Romana, dalla Chiesa Ortodossa e dalla Confessione Anglicana, che celebrano la sua festività il 22 di Luglio.
Riveste una speciale importanza per le correnti gnostiche del cristianesimo. Il suo nome fa riferimento al suo luogo di provenienza: Maria di Magdala, località situata nella costa occidentale del lago di Tiberiade.

Maria Maddalena nel Nuovo Testamento

Le informazioni su Maria Maddalena nei Vangeli Canonici sono scarse. È citata in relazione a quattro avvenimenti differenti:
  • In accordo col Vangelo di Luca (Lc 8:2), Maria Maddalena ospitò e provvide al mantenimento materiale di Gesù e dei suoi discepoli durante la sua predicazione in Galilea. Si aggiunge che anteriormente era stata curata da Gesù: “lo accompagnavano i dodici ed alcune donne che erano state guarite da malattie e spiriti maligni: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni [...]”
  • In accordo coi Vangeli di Marco (Mc 15:45-47), Matteo (Mt 27:55-56) e Giovanni (Gv 19:25), fu presente durante la crocifissione di Gesù.
  • In compagnia di altre donne, fu la prima testimone della resurrezione, secondo una tradizione sulla quale concordano i Quattro Vangeli (Mt 28:1-5, Gv 20:1-2, Mc 16:1-5, Lc 24:1-10). Poi comunicò la notizia a Pietro e agli altri apostoli.
  • Secondo un racconto che appare solo nel Vangelo di Giovanni, fu testimone di un’apparizione di Gesù resuscitato (Gv 20:11-18).
Quelli citati sono gli unici passaggi dei Vangeli Canonici nei quali si cita “Maria di Magdala”. La tradizione cristiana occidentale (cattolica), tuttavia, benché senza basarsi su evidenze testuali di nessun tipo, ha identificato con Maria Maddalena altri personaggi citati nel Nuovo Testamento:
  • La donna adultera che Gesù salva dalla lapidazione, in un episodio riportato solo dal Vangelo di Giovanni (Gv 8:3-11). Non è dimostrato che fosse lei e questo ha prodotto molti errori e confusioni all’interno della Chiesa Cattolica; si degradò l’immagine di Maria Maddalena senza apparente giustificazione.
  • La donna che unge con profumi i piedi di Gesù e li asciuga coi suoi capelli prima del suo arrivo a Gerusalemme secondo i Vangeli Sinottici (Lc 7:36-50, Mc 14:3-8, Mt 26:6-13), il cui nome non è menzionato. Secondo Marco e Matteo, tuttavia, l’unzione ebbe luogo a Betania, “in casa di Simone il lebbroso”, il che ha portato ad identificare a sua volta questa donna con Maria di Betania.
  • Maria di Betania, sorella di Lazzaro, alla quale si attribuisce nel Vangelo di Giovanni l’iniziativa prima menzionata (Gv 12:1-8), e che appare in altri conosciuti passaggi del quarto Vangelo, come la resurrezione di Lazzaro (Gv 11:20-30). La si identifica anche con la Maria dell’episodio della disputa tra Marta e Maria (Lc 10:38-42).
MARIA MADDALENA - El Greco
L’identità di Maria Maddalena come Maria di Betania e “la donna che fu una peccatrice” fu stabilita in un sermone che il Papa Gregorio diede nell’anno 591, nel quale disse: “Ella, la quale Luca chiama la donna peccatrice, la quale Giuseppe chiama Maria -di Betania-, noi crediamo sia Maria da cui sette demoni furono espulsi secondo Marco”. Questo è il sermone che ha prodotto il legame storico di Maria Maddalena con quelle fatali parole che l’hanno condannata per molti anni ad essere la “peccatrice”. Oggigiorno si è potuto verificare che le basi non sono fondate e la prima Maria, la peccatrice, non ha motivo d’essere la stessa delle altre due.
Diffusa dai teologi orientali dei secoli III e IV, questa teoria non dimostrata godette di molta popolarità nel secolo XIX, e causò molta confusione ed un certo discredito a colei che fu uno dei principali Apostoli del Cristo. Anche questo fatto servì a lasciare questa Apostola al margine del potere ecclesiastico. Ricordiamoci che la chiesa ha sempre messo da parte ed emarginato la donna, soprattutto nella sfera del potere al quale non ha mai avuto accesso, nonostante si sappia che tra i seguaci diretti di Gesù c’erano tanto uomini quanto donne, ed Egli non faceva particolare distinzione tra gli uni e le altre.

Maria Maddalena nei Vangeli Apocrifi

MARIA MADDALENA - Simone Martini
Il Vangelo di Pietro menziona Maria Maddalena solo come testimone della resurrezione di Gesù:
La mattina della domenica, Maria di Magdala, discepola del Signore, spaventata a causa degli ebrei, che erano pieni d’ira, non aveva fatto nel sepolcro del Signore quello che normalmente le donne facevano per la morte dei propri cari, prese con sé le sue amiche e andò al sepolcro in cui era stato deposto.
In almeno due dei testi gnostici copti ritrovati a Nag Hammadi, il Vangelo di Tommaso ed il Vangelo di Filippo, Maria Maddalena appare menzionata come discepola vicina a Gesù, in relazione tanto stretta quanto gli Apostoli. Nel Vangelo di Tommaso ci sono due menzioni di Mariham (log 21 e 114) che, secondo gli studiosi, fanno riferimento a Maria Maddalena. La seconda menzione fa parte di un passaggio enigmatico che è stato oggetto di molteplici interpretazioni:
Simon Pietro disse loro: “Che si allontani Mariham da noi! Poiché le donne non sono degne della vita”. Disse Gesù: “Guarda, io mi incaricherò di renderla maschio, in modo che anch’ella si trasformi in uno spirito vivente, identico a voi uomini: perché ogni donna che diventerà maschio, entrerà nel regno del cielo.”
Questo testo alla luce della gnosi contemporanea è molto rivelatore, benché nella storia sia stato letto solamente alla lettera morta.
Nel Vangelo di Filippo (log. 32), è considerata la compagna (κοινωνος) di Gesù:
Tre (erano quelle che) camminavano continuamente col Signore: sua madre Maria, la sorella di questa e Maddalena che si designa come la sua compagna [κοινωνος]. Maria è, in effetti, sua sorella, sua madre e la sua compagna.
Questo è chiaro anche in un altro testo non meno rilevante qual è la Pistis Sophia, dove si rispecchia l’importanza di Maria Maddalena all’interno del gruppo degli Apostoli. La Pistis Sophia si attribuisce a Valentino, eminente e coraggioso cercatore della Verità, il quale ebbe il coraggio di ribellarsi contro i dogmi pontifici della Chiesa Cattolica che incominciava già a quei tempi (secolo I e II della nostra era) a fabbricare la sua ortodossia ecclesiastica col fine di lasciare fuorigioco gli autentici cristiani primitivi che abbracciavano la Gnosi che era stata loro offerta da Gesù. Molti teologi non dubitano nell’affermare che “Durante la seconda metà del secolo II ed il principio del III, la dottrina di Valentino era la più poderosa e seria di quelle dissidenti della Chiesa, la sua letteratura superando in volume quella della stessa Chiesa”.
Infine, un altro importante riferimento al personaggio si trova nel Vangelo di Maria Maddalena, testo del quale si conservano solo due frammenti greci del secolo III, ed un altro più esteso, in copto, del secolo V. Nel testo, tre Apostoli discutono circa la testimonianza di Maria Maddalena su Gesù. Andrea e Pietro diffidano della sua attestazione, ed è Levi (l’Apostolo Matteo) a difendere Maria.

Maria Maddalena fugge dalla Terra Santa

Esiste una tradizione secondo la quale Maria Maddalena (qui identificata con Maria di Betania), suo fratello Lazzaro e Massimino, uno dei settantadue discepoli, così come alcuni compagni, viaggiarono in barca per il mar Mediterraneo fuggendo dalle persecuzioni in Terra Santa e sbarcarono in fine nel posto chiamato Saintes-Maries-de-la-Mer, vicino ad Arlés. Successivamente, Maria Maddalena viaggiò fino a Marsiglia, da dove intraprese l’evangelizzazione della Provenza, per poi ritirarsi in una grotta -La Sainte Baume- nelle vicinanze di Marsiglia, dove avrebbe vissuto una vita di penitenza per 30 anni. Secondo questa tradizione, quando arrivò l’ora della sua morte, fu portata dagli Angeli ad Aix-en-Provence, all’oratorio di San Massimino, dove ricevette il viatico. Il suo corpo fu seppellito in un oratorio costruito da Massimino a Villa Lata, conosciuto da allora come St. Maximin.

Venerazione di Maria Maddalena


MARIA MADDALENA - Carlo Crivelli
Il primo posto della Francia nel quale si sappia che vi fosse culto a Maria Maddalena fu la città di Vézelay, in Borgogna. Sono testimoniate le peregrinazioni al sepolcro di Maria Maddalena a Vézelay almeno dal 1030. Il 27 aprile del 1050, una bolla del papa Leone IX collocava ufficialmente l’abbazia di Vézelay sotto il patronato di Maria Maddalena. San Giacomo da Varazze (o della Voragine) riferisce la versione ufficiale del trasloco delle reliquie della Santa dal suo sepolcro nell’oratorio di San Massimino ad Aix-en-Provence fino all’abbazia di Vézelay, di recente fondazione, nel 771. Il San Massimino di questa leggenda è un personaggio che combina tratti del vescovo storico Massimino col Massimino che, secondo la leggenda, accompagnò Maria Maddalena, Marta e Lazzaro in Provenza.

Saint-Maximin

Interno della Basilica di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume
Interno delle Basilica di S. Maximin
Un culto posteriore, che attrasse numerosi pellegrini, iniziò quando il corpo di Maria Maddalena fu ufficialmente scoperto, il 9 settembre 1279, a Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, Provenza, dall’allora principe di Salerno, futuro re Carlo II di Napoli. In quell’ubicazione si costruì un grande monastero domenicano, di stile gotico, uno dei più importanti del sud della Francia.
Nel 1600, le supposte reliquie furono depositate in un sarcofago fatto realizzare da papa Clemente VIII, ma la testa fu depositata a parte, in un reliquario. Le reliquie furono profanate durante la Rivoluzione Francese. Nel 1814 si restaurò il tempio e si recuperò la testa della Santa, che si venera attualmente in tal luogo.

Dettagli importanti di Maria Maddalena: moglie di Gesù


Maria Maddalena
La tradizione gnostica ed esoterica dice che Maria Maddalena sarebbe stata la moglie, la compagna sentimentale, di Gesù di Nazaret, oltre che la depositaria di una tradizione cristiana di segno femminista che sarebbe stata accuratamente occultata dalla Chiesa Cattolica.
Posteriormente queste idee sono state sfruttate da vari autori di finzione come Peter Berling (I figli del Graal), e Dan Brown (Il codice Da Vinci, 2003), tra molti altri, indicando la dinastia Merovingia come l’ipotetica dinastia.


Questa idea si basa su alcuni argomenti:
  1. In vari testi gnostici, come il Vangelo di Filippo, si mostra che Gesù aveva con Maria Maddalena una relazione di maggiore vicinanza che col resto dei suoi discepoli, compresi gli Apostoli. In concreto, il Vangelo di Filippo parla di Maria Maddalena come della “compagna” di Gesù.
  2. Lo stesso succede nella Pistis Sophia, dove le conversazioni e le domande che Maria Maddalena rivolge al Maestro denotano che era, tra gli Apostoli, la più vicina e perita nella Sapienza che egli stava dando loro e che anche a livello personale aveva una grande affinità e comunione.
  3. Nei Vangeli Canonici, Maria Maddalena è, esclusa la madre di Gesù, la donna che più volte appare, ed è presentata, inoltre, come seguace vicina di Gesù. La sua presenza nei momenti cruciali della morte e resurrezione di Gesù può suggerire che era legata a Lui da un legame coniugale. Fra Angelico - Noli Mi Tangere
  4. Un altro argomento che brandiscono i difensori della teoria del matrimonio tra Gesù e Maria Maddalena è che, nella Palestina dell’epoca, era raro che un uomo ebreo dell’età di Gesù (circa trenta anni) rimanesse celibe, specialmente se si dedicava ad insegnare come rabbino, poiché questo sarebbe andato contro il comandamento divino.
  5. Tutto lo sviluppo spirituale al quale Gesù si riferisce nel suo insegnamento, ed i passaggi chiaramente simbolici che si trovano nei Vangeli Canonici ed Apocrifi sono chiaramente alchimistici e cabalistici. Allo stesso modo si deduce facilmente che il Maestro era conoscitore dell’arte alchemica e delle regole di quest’arte.
  6. Anche questa frase del Vangelo di Tommaso che già abbiamo menzionato rivela alchemicamente e cabalisticamente la relazione che avevano:
Simon Pietro disse loro: “Che si allontani Mariham da noi! Poiché le donne non sono degne della vita”. Disse Gesù: “Guarda, io mi incaricherò di renderrla maschio, in modo che anch’ella si trasformi in uno spirito vivente identico a voi uomini: perché ogni donna che diventerà maschio, entrerà nel regno del cielo.

Vangelo di Maria Maddalena


Maria Maddalena - De la Tour
Si denomina Vangelo di Maria Maddalena un Vangelo Apocrifo Gnostico, probabilmente del secolo II, del quale sono arrivati fino ai nostri giorni solo alcuni frammenti.

Caratteristiche del testo

Di questo vangelo si conservano solo tre frammenti: due, molto brevi, in greco, in manoscritti del secolo III (papiro Rylands 463 e papiro Oxyrhynchus 3525), ed un altro, più esteso, in copto (Berolinensis Gnosticus 8052,1), probabile traduzione dell’originale greco. Il testo copto fu trovato nel 1896 da C. Schmidt, benché non venisse pubblicato fino al 1955. I frammenti in greco furono pubblicati, rispettivamente, nel 1938 e nel 1983.
In nessuno dei frammenti c’è alcuna menzione dell’autore di questo vangelo. Il nome che riceve tradizionalmente, Vangelo di Maria Maddalena, si deve al fatto che si trova citata nel testo una discepola di Gesù chiamata Maria, che la maggioranza degli specialisti identifica con la Maria Maddalena che appare nei Vangeli Canonici.
Non può essere successivo al secolo III, poiché i manoscritti in greco corrispondono a quest’epoca. Per caratteristiche interne del testo, come la presenza di idee gnostiche, normalmente lo si considera redatto nel secolo II.

Contenuto

Nel frammento copto, che è il più esteso, mancano varie pagine (concretamente 1-6 e 11-14). Si tratta di un dialogo tra Gesù (menzionato come “il Salvatore”) ed i suoi discepoli. Dopo la partenza di Gesù, gli Apostoli sono disorientati:
Essi, tuttavia, erano rattristati e piangevano amaramente dicendo: “Come andremo dai gentili e predicheremo il vangelo del regno del figlio dell’uomo? Se non hanno avuto per lui nessuna considerazione, come l’avranno per noi?

Allora Maria si alzò, li salutò tutti e disse ai suoi fratelli: “non piangiete e non vi rattristate; non vacillate più, perché la sua grazia discenderà su tutti voi e vi proteggerà. Piuttosto, lodiamo la sua grandezza, perché ci ha preparati e ci ha reso uomini”. Detto questo, Maria convertì i loro cuori al bene e cominciarono a commentare le parole del [Salvatore].
Maria, quindi, riporta una visione ed il dialogo che ebbe con Gesù in questa visione, pieno di termini propri del pensiero gnostico. La testimonianza di Maria è respinta da Andrea e da Pietro, che dubitano che Gesù abbia preferito loro una donna per farle rivelazioni segrete. Tuttavia, Levi (l’apostolo Matteo) decide di predicare “il Vangelo secondo Maria”.
Secondo interpretazioni come quella di Karen King,1 il testo rivela le tensioni esistenti nelle primitive comunità cristiane tra i proto-ortodossi, rappresentati da Pietro, e gli gnostici, simbolizzati da Maria Maddalena. Un confronto simile esiste in altri testi gnostici, come il Vangelo di Tommaso, la Pistis Sophia o il Vangelo Copto degli egiziani. Inoltre, in accordo con questo testo, Maria Maddalena sarebbe stata depositaria di rivelazioni segrete di Gesù, ed avrebbe avuto un ruolo primario nella comunità cristiana post-pasquale.
Si possono trovare certe analogie tra le idee esposte in questo vangelo e religioni orientali come il taoismo ed il buddismo.

Maria Maddalena secondo la Chiesa Cattolica


Maria Maddalena è venerata dalla Chiesa Cattolica ufficialmente come Santa Maria Maddalena. Esistono molti templi in tutto il mondo dedicati a questa Santa cattolica.
Maria Maddalena
Maddalena penitente
Mentre il cristianesimo orientale onora Maria Maddalena in special modo per la sua vicinanza a Gesù, considerandola “uguale agli Apostoli”, in occidente si sviluppò, basandosi sulla sua identificazione con altre donne dei vangeli (si veda sopra), l’idea che prima di conoscere Gesù si era dedicata alla prostituzione.
Questa idea nasce, in primo luogo, dall’identificazione di Maria con la peccatrice di Lc 7:36-50, di cui si dice unicamente che era peccatrice e che amò molto; in secondo luogo, dal riferimento in Lc 8:2, dove si dice, questa volta riferendosi chiaramente a Maria Maddalena, che da lei “erano usciti sette demoni”. Come si può vedere, niente in questi passaggi evangelici permette di concludere che Maria Maddalena si dedicasse alla prostituzione.
Non si sa con esattezza quando cominciò ad identificarsi Maria Maddalena con Maria di Betania e la donna di Lc 7:36-50, ma già in un’omelia del papa Gregorio Magno (nel 591) si esprime inequivocabilmente l’identità di queste tre donne, e si mostra Maria Maddalena come prostituta pentita. Per quel motivo la leggenda successiva dice che passò il resto della sua vita in una grotta nel deserto, facendo penitenza e mortificando la sua carne, e sono frequenti nell’arte occidentale le rappresentazioni di “Maddalena penitente”.
L’immagine di Maria Maddalena penitente può essere anche confusa a causa alla tradizione di Maria Egiziaca, Santa del sec. V che secondo La vita dei Santi di Giacomo da Varazze, si era dedicata alla prostituzione e si ritirò nel deserto ad espiare le sue colpe. È comune vedere rappresentazioni di Maria Egiziaca, coi capelli lunghi che coprono il suo corpo o avvolta con fibre vegetali, simboli della sua penitenza nel deserto. Questi attributi in certe occasioni accompagnano la Maddalena, creando a volte la confusione fra le due Sante.
Nella tradizione cattolica, pertanto, Maria Maddalena divenne un personaggio secondario, nonostante la sua indubbia importanza nella tradizione evangelica. La relegazione che Maria Maddalena soffrì è stata messa in relazione da alcuni autori con la situazione subordinata della donna nella Chiesa.
In 1969, la Chiesa Cattolica ritirò dal calendario liturgico l’appellativo di “penitente” tradizionalmente assegnato a Maria Maddalena; ugualmente, da quella data si smise di impiegare nella liturgia della festività di Maria Maddalena la lettura del Vangelo di Luca (Lc 7:36-50) riguardo la donna peccatrice. Da allora, la Chiesa Cattolica ha smesso di considerare Maria Maddalena una prostituta pentita. Tuttavia, questa visione continua ad essere quella predominante per molti cattolici.

Maria Maddalena ed altre Sante cattoliche

Teresa de Lisieux
Santa Teresa di Lisieux
Maria Maddalena fu fonte di ispirazione per una delle mistiche più importanti nella Chiesa Cattolica, Teresa del Bambin Gesù, che ammirava questo amore tanto profondo raccontato nel vangelo nel quale Maria Maddalena pensa a servire chi ama; così Teresa decise di dedicare la sua vita a chi più amava: Gesù di Nazaret (cf. LT 169 Santa Teresa). Nel 1894 scrisse: “Gesù ci ha difesi nella persona di Maria Maddalena”.
Un’altra distinta mistica cattolica che trovò ispirazione e consolazione in Maria Maddalena fu la dottoressa della chiesa Teresa d’Avila, che riferì di aver ricevuto aiuto spirituale dalla Maddalena.
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