Dedico questo post a LadyGhost, anzitutto perché oggi ha arbitrariamente nominato il mio garage come affidabile al 100%, e poi perché quello di cui parlerò brevemente è materia sua.
Quale? le cose strane che capitano tra capo e collo.
Ma andiamo per ordine.
Lo scorso anno ho acquistato un telefonino nuovo, uno di quelli che fanno foto, schermo touchscreen e bla bla bla. L'ho preso solo per un motivo: io sono ciecato e questo era quello con lo schermo più grande intorno ai 100 euri.
Dopo innumerevoli notti in bianco a studiare le istruzioni per l'uso (non è veeerooo! ma quasi) ho iniziato a fare anche le mie belle foto. Clicca di qua, clicca di là ho cominciato a saper quasi usare l'aggeggio. Per non appesantire la memoria, dopo qualche settimana vado a fare un po' di pulizia nella galleria multimedia e... trovo la foto che vedete sopra!
Le foto fatte col mio telefonino hanno come numero quello ricavato dalla data e dal numero progressivo. Bene, questa foto risulta essere la numero 010420100097; quindi la 97esima del primo aprile 2010 (e giuro che non è un pesce d'aprile!), cioè un anno prima dell'acquisto dell'oscuro oggetto di piacere, quando, forse, ancora non era stato neanche assemblato in qualche oscura parte del mondo dove la manodopera costa un'inezia e se muore un bambino al banco di lavoro lo rimpiazzano subito con un altro.
Ora qualcuno mi sa spiegare l'arcano, visto che io la foto non l'ho mai scattata né riconosco il posto immortalato?
Non si vince niente, ma se qualcuno ha una spiegazione senza ricorrere a Padre Amorth, gliene sarei grato.
Se poi aveste bisogno di disinfestarvi, spiritualmente parlando, dalle anime di chi vi è morto (tradotto dal napoletano e senza offesa per chi ci crede!), ecco quello che fa per voi.
TIM
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giovedì 8 marzo 2012
sabato 1 ottobre 2011
La casa... sfocata
In attesa di una piccola sorpresa, che potrebbe arrivare stasera o lunedì mattina al massimo, un post curioso (o almeno al di là degli argomenti trattati dal mio blog).
Sicuramente vi sarete chiesti come mai abbia messo una foto che si vede sgranata a corredo del pezzo.
E invece no, la foto non sta lì per allietare la lettura, ma è il pezzo, l'argomento del post.
Come sapete ormai tutti, ho passato le vacanze a Bassano del Grappa e un giorno ho fatto una puntata ad Asiago, altro posto meraviglioso, almeno per me che amo la montagna. Armato della mia fida macchinetta digitale, ho iniziato a fare foto di quelle che si fanno sempre in vacanza: balconi fioriti, parchi verdi con e senza le altalene, scorci panoramici con laghetti inclusi nella vista.
Quel giorno la mia attenzione fotografica è stata attratta anche da un albergo dall'aspetto tipicamente montano: molto legno e mattoni rossi, balconi pieni di fiori, tetti spioventi da neve. Naturalmente ho scattato subito una foto.
E qui nasce il mistero.
Sicuramente vi sarete chiesti come mai abbia messo una foto che si vede sgranata a corredo del pezzo.
E invece no, la foto non sta lì per allietare la lettura, ma è il pezzo, l'argomento del post.
Come sapete ormai tutti, ho passato le vacanze a Bassano del Grappa e un giorno ho fatto una puntata ad Asiago, altro posto meraviglioso, almeno per me che amo la montagna. Armato della mia fida macchinetta digitale, ho iniziato a fare foto di quelle che si fanno sempre in vacanza: balconi fioriti, parchi verdi con e senza le altalene, scorci panoramici con laghetti inclusi nella vista.
Quel giorno la mia attenzione fotografica è stata attratta anche da un albergo dall'aspetto tipicamente montano: molto legno e mattoni rossi, balconi pieni di fiori, tetti spioventi da neve. Naturalmente ho scattato subito una foto.
E qui nasce il mistero.
La foto in questione è questa. Mi direte che ho sbagliato a regolare il fuoco, o l'obiettivo, o lo zoom o tutto quello che si può sbagliare ad impostare. E invece no. Ho provato a scattare la foto da angolazioni diverse, con regolazioni delle funzioni della macchina diverse, ho regolato anche su scatto automatico: il risultato è sempre stato quello che state vedendo.
Nella mia mente malata da scribacchino ho subito pensato che la casa non volesse farsi fotografare, come se custodisse un segreto che potesse essere svelato solo da un occhio meccanico, non umano. E subito sono nati possibili scenari per un racconto (che naturalmente non scriverò mai); che però sono morti subito dopo davanti ad un panino con prosciutto e formaggio, rigorosamente di Asiago. Della serie: può più la gola che la penna!
In verità non avevo pensato a raccontare in un post questa cosa, ma qualche giorno dopo il rientro dalle vacanze, scrivendo a Edu e parlando del fatto, lui mi ha consigliato di fare il pezzo corredandolo della foto: magari qualcuno avrebbe potuto darmi una spiegazione, scientifica o meno.
E quindi eccola qua, in tutta la sua... sfocatezza!
E allora? che mi dite? è una prova che sono arrivati gli alieni o è solo che non valgo niente come fotografo?
A presto e... fate i bravi!
TIM
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