lunedì 19 gennaio 2009

POSSIAMO SEMPRE PROVARCI



E’ nevicato molto in questi ultimi giorni e sono andato poco in giro. Ma oggi ho voluto tornare a sentire l’odore delle cose care che ho lasciato in questo garage, prime fra tutti i vostri nomi e le vostre vite. Nella casella della posta ho trovato due lettere e, con la calma e il rispetto dovuto al pensiero degli altri che sto imparando ad avere, le ho aperte. Con piacere le ho lette e mi sono subito sentito interrogato da quella di Anna. Non perché quello che dice non sia vero, ma perché spesso quello che è vero (nel significato che l’uomo percepisce della parola) non è definitivo. Il Tao ci insegna che ogni cosa è in continuo cambiamento: la luce del giorno compare debole all’alba, va via via imponendosi sulle tenebre sino a inondare totalmente il cielo e la terra. Poi pian piano comincia a perdere d’intensità fino a lasciar posto alla sera e al buio della notte. Ma anche così non finisce in questo modo, perché dopo la notte compare un altro giorno. E così via.
Quello che le poche righe, lapidarie, esprimono, è certamente l’espressione di un comprensibile sfogo di chi ha subìto più di qualche torto dalla vita. E quello che c’è scritto è “vero”, ma, forse, non è tutto li. Mi permetto di dirlo col rispetto di uno che sta al di fuori e che non ha vissuto sulla propria pelle quello che lei ha sperimentato sulla sua. Io qui non voglio dare un giudizio sul contenuto di quelle due frasi, ma solo ringraziarla per aver messo a nudo la propria anima davanti a chiunque potrà leggerle (è questo il motivo per cui ho deciso di aprire il blog: parlare di tutto ciò che sentiamo dentro e avere un posto dove condividerlo con altri).
Quello che, invece, voglio fare seppur brevemente, è un piccolo commento ai 5 punti, per poter entrare in punta di piedi nello spirito del reiki, sperando che altri possano dire meglio di me qualcosa su questa esperienza che è fisica e spirituale. Premetto che le traduzioni e le tradizioni dei punti sono diverse; io ho scelto quella mi è sembrata più vicina alla mia sensibilità. Il commento poi non è farina del mio sacco, ma viene quasi letteralmente dal testo che citerò alla fine.

Solo per oggi
1. non essere arrabbiato
2. non ti preoccupare
3. sii grato
4. si onesto con te stesso e lavora con impegno
5. sii rispettoso verso gli altri.

SOLO PER OGGI: è già questo un principio; esprime l’importanza di impegnarsi nelle cose giorno per giorno, senza ansia o fretta, ma vivendo intensamente il momento. Quello che è passato non esiste più (e spesso porta con se rabbia, rancore e senso di colpa); il futuro deve ancora venire (e ci porta preoccupazione, ansia e aspettativa); ciò che resta è il presente che invece richiede tutta la nostra attenzione ed energia.
NON ESSERE ARRABIATO: la rabbia nasce dalle ferite ricevute o dalla sensazione che qualcuno ci stia facendo del male. Per rinunciare alla rabbia dobbiamo anzitutto riconoscerla ed esprimerla, portare fuori i nostri sentimenti, imparare a proteggere il nostro spazio, la nostra vita e le nostre relazioni. Rinunciare alla rabbia non vuol dimenticarsene o rimuoverla, ma avere comprensione di noi stessi e degli altri, lasciar andare i nostri rancori e il desiderio di vendetta.
NON TI PREOCCUPARE: la preoccupazione nasce dall’insicurezza, dalla paura di ciò che siamo e di ciò che ci aspetta, dal pensare ad un evento e anticiparne spiacevoli conseguenze. Tutto ciò denota mancanza di fiducia e di abbandono. Rinunciare alla preoccupazione vuol dire godersi la vita attimo per attimo, sapendo che tutto ciò che accade è per il mio bene. La preoccupazione nasce dalla mente che ricorda il passato, che anticipa il futuro, che teme il dolore e ricerca il piacere e non vive nel presente.
SII GRATO: ringraziare vuol dire accogliere ciò che ci circonda e noi stessi in un unico abbraccio; vuol dire sapere che ci siamo incarnati in questa vita per fare le esperienze che stiamo facendo, belle o brutte che siano. Quello che conta è che noi siamo qui, vivi, ad imparare la lezione. E possiamo ringraziare in ogni attimo per quest’opportunità che ci viene data.
SII ONESTO CON TE STESSO E LAVORA CON IMPEGNO: onestà è avere il coraggio di dire la verità, anzitutto a se stessi. Guadagnarsi da vivere onestamente e con impegno non significa semplicemente ‘non ‘rubare’, ma imparare a riconoscere il proprio talento e metterlo al servizio degli altri. Il lavoro più importante è costruire giorno per giorno la propria vita.
SII RISPETTOSO VERSO GLI ALTRI: anche: onora tutti gli esseri viventi. Significa riconoscere la natura spirituale di ogni cosa e rispettarne l’essenza e il destino. Onorare significa rispettare la parola data e portare a termine gli impegni assunti; significa inchinarsi di fronte a qualsiasi manifestazione della vita e impegnarsi a difenderla, comprenderla e proteggerla. Amore, cura e gratitudine messi insieme formano la parola “onorare”. Il mondo intero mi appartiene, ma devo nutrire verso di esso un profondo senso di responsabilità, non posso uccidere e distruggere senza che ciò si ritorca contro di me.
Per ora penso di aver detto anche troppo. Prima di salutarvi volevo chiedere un vostro parere sui pensieri che ho riportato sopra. Volevo poi darvi qualche indirizzo dove poter approfondire il significato del reiki: www.reiki.it/reiki - http://www.mondoreiki.com/.
Su un altro sito www.zenhome.it/reiki-kanji.htm troverete il testo con la spiegazione del simbolo dl reiki; mentre una simpatica spiegazione animata dello stesso la troverete all’indirizzo http://www.reiki.it/reiki/files/umberto/SimboloReikiAnimato.swf. Il libro da cui ho tratto le riflessioni è Carmignani, Magnoni, Oggioni, IL GRANDE MANUALE DEL REIKI, Ed. L’età dell’Acquario.
Su, possiamo sempre provarci. Insieme. Un saluto a tutti voi. Io resto ancora un po’ a mettere a posto qualcosa in garage.

TIM

domenica 18 gennaio 2009

FINI VS JOSEF


Per ora Fini ha precisato che bisogna impedire ai musulmani di leggere il Corano e commentarlo nelle Moschee nella propria lingua per evitare "istigazioni all'odio". Entro domani, siamo sicuri conoscendo la sua correttezza, bandirà la messa in latino (ripristinata da Ratzinger) in quanto lingua sconosciuta agli abitanti della penisola italiana e quindi di difficile controllo riguardo ai contenuti e ai toni di ciò che viene detto. Inoltre il rito in latino prevede l'invito, in alcune orazioni, alla conversione degli ebrei, considerati quindi diversi e immersi nell'errore, lontani dalla verità 'vera'.
TIM (finché ci lasciano)

venerdì 2 gennaio 2009

LA DURA LEGGE DEL ... TAO

E allora V ickers comprese che persino lì, nel cuore della nazione,tra le fattorie e i piccoli villaggi e nei ristoranti sui bordi dellastrada, ribolliva l’odio. E questo, si disse, dava la misura della culturaedificata sulla terra … una cultura fondata sull’odio e su un orgoglioterribile e sul sospetto verso tutti coloro che non parlavano la stessalingua, non mangiavano lo stesso cibo o non si vestivano allo stesso modo.Era una cultura meccanica e sghemba di macchine sferraglianti, un mondotecnologico che poteva fornire comodità animalesche, ma non la giustiziaumana e neppure la sicurezza. Era una cultura che aveva lavorato i metalli,manipolato l’atomo, domato le sostanze chimiche, e aveva costruito utensilie strumenti complicati e pericolosi. Aveva concentrato la propria attenzionesugli aspetti tecnologici, ignorando quelli sociologici, e così l’uomopoteva premere un bottone e distruggere una città lontana senzaneppure conoscere la vita e le abitudini né i pensieri e le speranze e leconvinzioni delle persone che aveva ucciso. Sotto la superficie lucidasi poteva udire il rombo minaccioso delle macchine, e gli ingranaggi e ipignoni, la cinghia di trasmissione, il generatore, senza il lievito dellacomprensione umana, erano le avanguardie del disastro.


Sono diversi giorni queste parole mi girano nelle vene prima che nel cervello. Ho imparato infatti che le cose devono passare prima dalle emozioni e dalle intuizioni che dalla testa. Ed è stato proprio l’autore di questo passo a insegnarmelo. E’ un altro scrittore, anch’esso di fantascienza, che v’invito caldamente a conoscere. Come per Philiph Dick anche senza di lui il mondo (e non solo quello della letteratura) sarebbe più povero. Sto parlando di C. Simak, (1904-1988) e il brano che avete appena letto è tratto da “L’anello intorno al sole” del 1953. Chiusa la serranda del garage (devo dirvi che ormai mi sento proprio a casa mia qua dentro) ho pensato di metter giù qualche riga.
In effetti la situazione descritta da Simak non ha bisogno di commenti. Potremmo, anzi, mettere essa stessa proprio come commento di una qualsiasi notizia di guerra, violenza e quotidiani soprusi che ascoltiamo nei talk show governativi che continuiamo a chimare telegiornali. Non è pessimismo (a meno che non sia pessimismo fotografare una realtà) perché comunque sto imparando che, come nel Tao e nella mentalità orientale in generale, quando si raggiunge la pienezza di qualcosa - nel bene come nel male - si ricomincia sempre da capo, come dopo la notte viene sempre il giorno, dopo l'autunno l'inverno ecc.. Oggi noi viviamo (almeno così mi sembra) nella realtà del brano di Simak. Abbiamo però il diritto di sapere che se da un seme nasce un albero, è vero che questo prima o poi morirà; ma è anche vero che basta anche un suo solo virgulto per farlo rinascere più alto e forte di prima. Il fatto è che dobbiamo avere il coraggio di guardare con i nostri occhi e pensare con la nostra testa quando ci troviamo davanti alla realtà in cui viviamo tutti i giorni e dobbiamo darci una spiegazione, farcene una ragione. Come scrive Francesco Guccini "il rivoluzionario, quando è vero, è guidato da un vero sentimento d'amore". Oggi le parole 'amore' e 'rivoluzione' sono desuete oppure addirittura messe in contrapposizione da certa cultura (o meglio sociologiume) che si richiama alle teocrazie vaticana e islamica. Eppure se si vuole una 'rivoluzione' (come cambiamento anche repentino di uno status quo) è proprio per 'amore' di qualcosa che ci sta a cuore.


Vi lascio con i 5 principi del Reiki, disciplina di guarigione spirituale e fisica che vi invito a conoscere e, magari, approfondire.


Solo per oggi


1. non essere arrabbiato


2. non ti preoccupare


3. sii grato


4. si onesto con te stesso e lavora con impegno


5. sii rispettoso verso gli altri.




TIM

mercoledì 12 novembre 2008

UN PAESE CHE ...STRISCIA


Martedì 11 novembre (praticamente ieri). Puntata di Striscia la Notizia: gli inviati si recano presso un canile municipale, gestito solo da una donna e sua figlia. Immagini di cani abbandonati a se stessi, malati, denutriti. Gli inviati chiamano prima un veterinario che constata la situazione drammatica degli animali; quindi interpellano le istituzioni di competenza, le quali prometto che nel giro di poche ore risolveranno il problema.

Mercoledì 12 novembre (praticamente oggi). Puntata di Striscia la Notizia: l'inviato si reca presso un cantiere di lavoro in campagna dove sono stati ritrovati dei residuati bellici dell'ultima guerra. Le autorità competenti hanno delimitato l'area del ritrovamento, lasciando però le bombe sul posto e permettendo agli operai di continuare a lavorare nelle vicinanze con martelli pneumatici, escavatori e quant'altro. L'inviato chiama i Carabinieri del luogo che arrivano, constatano, fanno allontanare gli operai e promettono di risolvere la cosa al più presto. L'indomani mattina arrivano gli artificieri che portano via le bombe e le fanno esplodere.

Ma in Italia per far funzionare le cose non basterebbe Striscia la Notizia invece che eleggere ogni due tre anni un intero parlamento con relativi costi e conati di vominto ogni volta che compaiono in TV ministri e onorevoli vari a spararle grosse?

TIM

domenica 12 ottobre 2008

COLLETTA

In calce riporto il numero di conto corrente su cui fare il vostro versamento a favore di Valentino Rossi, che ha scoperto di dover dare altri 8 milioni di euro al fisco rispetto a quelli previsti.
Invierò poi a Valentino Rossi il nuomero di conto intestato ai cittadini italiani su cui potrà versare i 75 milioni di euro che lo Stato italiano gli ha fatto come regalo scontandoglieli da quelli che doveva per le tasse.
Per i versamenti: c/c 3337884400 intestato a chi volete voi.
TIM

NON APRITE QUESTO POST


Forse nessuno di voi (tranne Il Duca) conosce Philip Kendrak Dick, ma moltissimi avranno visto film quali Minority Report, Next, Blade Runner, Atto di forza, Screamers, urla dallo spazio e via discorrendo. La notizia è che tutti questi movie sono tratti da romanzi e racconti di Dick. Dovremmo tutti leggere Dick (che è venuto a trovarci in questo mondo a Chicago nel 1928 e se ne è andato nel 1982) se vogliamo capire quello che sta accadendo ora nel nostro mondo. Anche questa odierna crisi economica e la annunciata recessione globale (chi si offre volontario per andare a spiegare a qualche centinaio di milioni di africani che venendo la crisi avrà meno del niente che già ha?). Perché dovremmo rivolgerci ad uno scribacchino di fantascienza, sposato 4 volte, vissuto nei suoi continui ‘esperimenti’ con gli allucinogeni e morto nella miseria più totale e non ad un gruppo di incravattati economisti, primi ministri dalle chiome fulgenti e industriali dalla erre moscia? Perché questo non è un problema economico. Più di cento anni fa Karl Marx (anche lui vissuto povero e morto misero) aveva scritto che il capitalismo sarebbe prima o poi imploso. Io non capisco niente di economia e sicuramente quello che sto per dire potrà essere usato contro di me nell’accusa di ‘e tu che ne sai di queste cose’. Ma io insisto: non è un problema economico. E’ un problema di saper vedere e riconoscere la realtà, saper distinguere quello che è vero da quello che è falso, soprattutto avere il coraggio di chiamare ogni cosa col proprio nome e voler prendere decisioni conseguenti anche se drastiche. Ecco perché Dick ci può insegnare, perché ha passato la vita a indagare su queste realtà e a scriverne. Non possiamo dire che in Cina i bambini muoiono per il latte avvelenato perché lì c’è chi vuol speculare sulla salute della gente per fare i soldi quando la Mattel, che faceva e fa produrre giocattoli lì e alle stesse condizioni, è un’industria occidentale; quando i marchi più famosi (anche italiani) di pelletteria, abbigliamento e chi più ne ha più ne metta fa produrre lì la merce perché gli costa molto meno e può così guadagnare molto di più. Questo è un problema economico? Se le banche americane che hanno causato la goccia che ha fatto traboccare questo vaso planetario non avessero voluto speculare sulla vita di chi rincorreva il miraggio di avere una casa, non sarebbero colate a picco; per avere sempre di più sfruttando la povertà altrui hanno perso anche il giusto guadagno (anche se poi lo Stato, cioè di nuovo il cittadino, ha rimesso tutto a posto). A chi si lamenta che in Italia non c’è lavoro è troppo difficile ricordare che il lavoro l’Italia l’ha portato all’estero perché lì tutto costa meno (grazie allo sfruttamento legalizzato) e c’è più guadagno per i soliti quattro furbetti? che la FIAT, per esempio, produce le auto in Polonia, Russia, Brasile, Est Europa in generale? che il poco lavoro produttivo in Italia è affidato alle cooperative che danno a basso costo un basso rendimento e una bassa qualità? A chi si lamenta dovremo ricordare che chi è causa del suo male pianga se stesso. Il capitalismo sta implodendo perché non produce ricchezza, ma povertà, sfruttamento. Il marito di Elisabetta Gregoraci che per sua stessa ammissione ha capito come far carriera nel jet set mediatico, un certo Flavio Briatore, a chi gli chiedeva cosa pensasse di questo annuncio di recessione ha dichiarato che lui la ricetta ce l’ha: più eventi spettacolari e più industria del divertimento. Qualcuno gli ha chiesto se pensa che i camerieri ed i serventi di queste mega avvenimenti si divertano tanto e guadagnino altrettanto? Allora non è un problema economico. E’ un problema di rispetto per la persona, di riconoscimento dei bisogni e delle qualità del singolo. Una volta si osava dire: da ognuno secondo le proprie capacità e ad ognuno secondo i proprio bisogni. Abbiamo insegnato ai nostri figli (attraverso la scuola, la televisione, le riviste patinate) che è meglio apparire che essere; e non possiamo dire che non è vero, perché se lo zaino deve essere rigorosamente High School Music 2008 altrimenti ‘che figura ci faccio’ vuol dire che non sono riuscito, non ho fatto realmente tutto quello che dovevo e potevo. Ora è realmente dura raddrizzare la strada. Forse è il momento di ricominciare da noi stessi senza badare a quello che ci corre e scorre intorno.
In un racconto di Dick, ‘Modello due’ alcuni robot programmati per autoriprodursi decidono di annientare la razza umana. Alla fine uno di questi ‘modelli’ si innamora di un ‘nemico’ uomo e lo salva a costo della sua stessa vita. Non è ‘l’amore trionfa’; è il riconoscimento di qualcosa che va aldilà delle convenzioni, delle strade segnate, se volete del delirio di onnipotenza dell’uomo.
Qualche post fa parlavo di cose strane, tipo indiani d’America, aborigeni, rispetto per la terra madre e via dicendo. Più di qualcuno mi ha quasi riso in faccia quando gliene ho parlato. Io continuo ad essere convinto della bontà di quel percorso, anche se ancora non ho fatto passi avanti su quella strada. Mi ricordo però di una frase, che vorrei lasciare anche a voi:
“Un uomo di fede resterà fedele alla verità anche se il mondo intero dovesse
apparire avvolto dalla menzogna.” (M. K. Gandhi)

mercoledì 1 ottobre 2008

PETIZIONE


Parte la sottoscrizione per la petizione da presentare al mago Silvio e al suo circo affinché i partecipanti allo show L'Isola del Famosi, e non, siano dichiarati persone sgradite al popolo italiano e perciò venga fatto loro divieto di rientrare in questo paese, pena il pagamento di tutte le tasse che hanno finora frodato all'Erario e l'interdizione dalle pubbliche, e private, televisioni.
In fede.
TIM

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