Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

giovedì 14 febbraio 2013

Ho delle piccole perdite...

Sto editando un libro che dovrebbe andare in tipografia per la fine del mese. Sarà una autoproduzione e tratta di... ve lo dico dopo.
Nel frattempo questa notizia delle dimissioni del papa. Che resterà su quella che viene definita la sedia di Pietro fino al 28 febbraio. Appunto la fine del mese.
Coincidenze? Forse si, forse no; a seconda di come si vede la cosa.
Perché il libro di cui vi parlavo ha per oggetto i messaggi rivelati dagli angeli ad un amico, e questi angeli hanno detto, tra l'altro, che il libro deve essere pubblicato tassativamente entro quella data. Ora possiamo credere o meno a queste rivelazioni; possiamo anche credere o meno che qualcuno abbia avuto dei messaggi direttamente dagli angeli. E arrivare anche a non credere nell'esistenza degli angeli.
Io mi sto limitando a farne un editing al meglio delle mie possibilità, come farei per chiunque.
Però... però...
Non dico che leggere un libro degli angeli mi abbia improvvisamente aperto gli occhi e da oggi in poi comincerò a camminare per strada alla continua ricerca di un essere alato appollaiato su un palo della luce o che pende da un filo.
Però...
... dev'essere bello credere.
Ci ripensavo qualche giorno mentre guardavo in Tv per l'ennesima volta quel capolavoro che è A spasso con Daisy con Morgan Freeman e Jessica Tandy. Ad un certo la scena si svolge in una chiesa protestante dove si sta celebrando il rito funebre per Idella, la cameriera di colore di Daisy Werthan e il coro sta cantando un inno per lei.
A quel punto mi sono detto: deve essere bello credere. Credere in un dio.
E mi sono sorpreso nell'averlo pensato. E soprattutto mi sono sorpreso dall'aver sentito questa domanda prima all'altezza del cuore e poi uscire dal cervello.
Cosa può significare un pensiero così?
È nostalgia? Nostalgia significa che si è conosciuto qualcosa o qualcuno e ora, nella sua mancanza, si vorrebbe invece la sua presenza.
È mancanza? Anche qui si presume che si sia avuta l'esperienza e se ne senta, appunto, la mancanza.
E poi mi sono detto che avere fede va al di là di cose cerebrali come l'analizzare la mancanza, la nostalgia. 
È che nella nostra società occidentale pure uno cerebrale come me non può che pensare ad un dio e associarne subito l'idea ad una chiesa, una struttura gerarchica, un cupolone, uomini che scivolano nelle processioni svolazzando in una lunga gonna nera.
Magari dio non è così. Magari dio ha altri modi di mostrarsi. Magari dio non si mostra e non si mostrerà mai in nessun modo e in nessuna forma, diretta, correlata, approssimativa che sia.
Sono confuso insomma. L'errore più grosso che sto facendo in questi giorni (si sarà un motivo se latito da così tanto tempo in rete! oltre che per l'editing, dico) è proprio quello di cercare risposte in altri libri, scelti a caso dalla mia libreria personale. Ma che risposta ci può essere in un libro fatto di parole, per quanto belle e/o illuminanti, a domande che non nascono dalla mente, ma dalla mente transitano solamente?
Non so fra quanto ci risentiremo e se ci sarà un domani a questo blog. O magari già domani posterò ancora.
Per intanto ascolto Guccini.




Il mio Leopardi, le tue teologie: "Esiste Dio ?" Le risate più pazze

E cerco di tamponare quelle piccole perdite.

TIM

19 commenti:

  1. Io penso che a volte l'uomo intuisce quello che non riesce davvero a comprendere. Non credo ad angeli o miracoli, ma sento che c'è un qualcosa dietro a tutto questo "carrozzone" dell'universo, e penso che sia la stessa sensazione che prima o poi provano un po' tutti...

    Simone

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    1. non dico di credere agli angeli, ne ho parlato solo perché sono di quelle cose che ti capitano tra capo e collo quando meno te lo aspetti. Forse il nostro problema di uomini del 2000 è che siamo troppo "tecnologizzati! (sento già le proteste antiluddiste!) e non riusciamo ad accettare niente che non sia scomponibile in ogni sua parte e ricomponibile a nostro piacimento; e non solo a livello materiale.

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  2. Io cerco di credere perché ho deciso di scommettere (per capire cosa intendo dire dovresti leggere i "Pensieri" di Blaise Pascal, possibilmente in un'edizione ben curata dal punto di vista critico con la spiegazione dei tratti più criptici dei suoi appunti).
    Certo, impossibile negare che certezze in senso assoluto non ne abbiamo, e che la logica ci imporrebbe di credere alla materialità assoluta e all'assenza di spiritualità.
    Ma la materialità assoluta è talmente deprimente, e la nostra capacità di immaginare così in contraddizione con essa, che alla fine il dubbio viene. Possibile che non ci sia proprio niente dietro... tutto quanto?

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    1. Conosco Pascal, forse non come te, ma nel corso di filosofia era molto tenuto in considerazione (trattandosi di teologia...). Se dietro tutto quanto non c'è niente non lo so, o forse non voglio saperlo. Perché penso che avere fede in qualcosa o in qualcuno, richieda anche gettarsi anima e corpo (è il caso di dirlo!) in ciò che quello significa. Cioè, se decido che: è vero esiste un dio, qualunque sia la religione che lo rappresenta, devo rispettare le conseguenze che questa decisione comporta. Non posso dire di credere, ad esempio, in un dio misericordioso e poi non usare misericordia. Posso capire che sia difficile essere misericordiosi, ma bisognerebbe quanto meno provarci.

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  3. Io provo a credere però ogni volta il cosidetto " silenzio di Dio" sulle atrocitá del mondo mi fa tornare a dubitare.

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    1. L'intervento di un dio nelle faccende umane è un altro di quei misteri che sconvolge. Non conosce bene altre religioni che non sia quella cattolica in cui viviamo nostro malgrado, ma penso che altre religioni non si pongano per niente questa domanda, perché abbaino un'altra concezione di chi sia dio.

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  4. Oddio... ho sempre creduto che "avere Fede" significasse non porsi questo tipo di domande. C'è e basta. Chi siamo noi per pretendere di umanizzarlo al punto di pensare che un giorno si rivelerà e risponderà alle nostre domande?
    Nelle preghiere, nel dipingerlo ad umana somiglianza, noi non facciamo altro che celebrare noi stessi. In fondo anche il "Padre Nostro" è pieno di pretese (ora divento blasfemo ^^):

    Padre nostro che sei nei cieli,
    sia santificato il tuo Nome,
    venga il tuo Regno,
    sia fatta la tua Volontà
    come in cielo così in terra.
    Dacci oggi il nostro pane quotidiano, <<<<<------
    e rimetti a noi i nostri debiti <<<<<<-----
    come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
    e non ci indurre in tentazione, <<<<<------
    ma liberaci dal Male. <<<<<------

    Della serie: Tu sei grande e immenso, però solo se ci dai da mangiare, ti dimentichi dei nostri debiti, non ci induci in tentazione (che se ci cadiamo è solo colpa tua... non dovevi tentarci, capito?), e liberaci dal male... ci manca solo la minaccia finale del tipo ALTRIMENTI CI METTIAMO A PREGARE QUALCUN ALTRO!

    Quindi? Dimentichiamoci delle forme religiose create dagli uomini... che poi son più delle filosofie di vita, e concentriamoci sul creatore.

    Dio esiste? Dio potrebbe essere un modo di chiamare la natura. Oppure potrebbe essere un qualcosa esistito prima di tutto... in fondo la scienza arriva al big bang, ma non spiega perché questo sia avvenuto. Ha teorie su come si sia svolto, ma cosa l'abbia generato è ignoto e inimmaginabile.
    Ecco. Dio è colui che ha acceso il fiammifero è ha fatto scoppiare il Big Bang... o forse è proprio quel nucleo di materia primordiale che ha generato tutto quanto... oppure ancora il super computer che asimov ipotizzò in un suo racconto, a cui era stato chiesto lo scopo della vita, e questo si mette a pensare finché l'uomo non scompare dall'universo, poi un bel giorno il computer capisce e afferma "Sia la luce" e luce fu!

    Non ci sono risposte valide e universali. Dio è la nostra anima. Questo è ciò che penso io. Il nostro corpo è una macchina, con una struttura portante, liquidi, ingranaggi, leve, pompe, filtri... ciò che ci distingue da una fiat punto è che noi abbiamo coscienza di esistere. E come sia giunta questa coscienza nessuno lo sa. L'abbiamo sempre avuta, ce la siamo sudata da soli evolvendoci, è colpa del pollice opponibile? Forse Dio è un modo per rappresentare questo grande mistero. In fondo nei romanzi è facile... c'è qualcuno che decide il destino dei personaggi. Ma nella realtà è l'intreccio di scelte che ognuno fa che stabilisce il destino. Ecco... Dio può essere il papà bizzoso di un ragazzo dal cuore d'oro sceso in terra per salvare gli uomini, può essere una donna con tante braccia, un uomo grasso dalla faccia bonaria, un albero, oppure la coscienza senziente del nostro pianeta, o addirittura del nostro universo, oppure... è il nostro pollice opponibile, il nostro ippotalamo, il nostro cuore, o l'insieme di tutte le nostre coscienze.

    Scegli quella che non ti pone dei dubbi... perché in fondo la Fede è "non avere dubbi".

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    1. PS. Guarda qualche puntata di Supernatural... e gli angeli non ti appariranno più così immacolati!

      PPS. Volevo scrivere ipotalamo e non ippotalamo... ma forse il letto degli ippopotami potrebbe essere effettivamente la risposta giusta.

      PPPS. No, la risposta giusta è 42 (cit.)

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    2. Si, orientativamente sono perfettamente d'accordo con te (a proposito: dovresti fare lo scrittore, hai una fervida immaginazione e facilità di componimento!). Ciò che (mi) manca è proprio quella capacità di trarre delle conclusioni una volta arrivati ad un punto fermo. Se fede è: non avere dubbi, come dici tu, allora ci deve essere un modo per far sì che questa realtà... invisibile permei la mia vita.

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    3. PPPS: a questo punto, come direbbe Guzzanti, la risposta è dentro di te, ma è: sbagliata!

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  5. La domanda che ti sei fatto nasce dalla voglia innata dell' uomo
    ( repressa da chi riesce - come te e come molti di noi - a puntare sulla vita reale,
    sul pratico, su cosa fare con le proprie mani tutti i giorni ) di crearsi un appiglio,
    seppur senza la possibilità di dimostrarne la vera esistenza, da usare
    nei momenti in cui va tutto storto, o qualcosa non va bene, o insomma quando
    c'è bisogno di dire "Va tutto male, c'è bisogno di Superman!".

    In pratica ( non mi lanciare libri dietro eh! ) stai confermando la mia teoria
    secondo la qualche dopo una certa età ( eccoloooo ora mi lancia un libro in testa!! )
    una persona inizia ad affacciarsi a quella finestra strana, che ha tenuto lontana per anni.

    Per il Papa voglio sapere se ritieni interessante il mio parere:
    Ratzinger non ha ottenuto granché con Monti. Ha cenato sia con lui che con Napolitano
    ( come riportano i documenti trafugati dal Vaticans e pubblicati dal libro "Sua Santità"
    di Gianluigi nuzzi ) cercando "accordi"...
    Siccome non ha ottenuto immunità larghe e leggi ad hoc, hanno inviato al buon Ratzy
    di abdicare ( non ha senso andarsene prima della morte naturale! ), visto che
    proprio nel mese, ci sono le ELEZIONI.
    Nuovo Papa, nuovo Governo.
    Metteranno un Papa che riesca ad imporsi meglio sui politici italiani..

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    1. vediamo di affrontare una cosa per volta. La mia non è la paura di morire che può prendere dopo una certa età: continuo a pensare che quando arriva, arriva... e io non posso fare niente. Se mi faccio certe domande è a prescindere dal fatto di andare in paradiso o all'inferno: penso che questi siano semplicemente luoghi teologici che manifestano o meno l'esistenza di Dio, ma che non esistano realmente. Ho avuto peiodi della mia vita in cui ho creduto veramente, in cui sono rimasto anche da solo, isolato per giorni interi, mangiando solo una volta al giorno, a mettere alla prova la mia fede. Poi altri periodi sono passati nella piena convinzione del contrario. Perciò non c'è niente di nuovo, per me.
      Quanto al papa, non credo sinceramente a tutti quei giochetti di cui si parla. Penso semplicemente che l'aria della curia sia diventata troppo pesante per un vecchio di 80 e passa anni e lui abbia deciso di fare spazio a qualcuno che potrebbe e dovrebbe risistemare tutto. E l'ha fatto senza aspettare di andare all'altro mondo a vedere se c'è veramente il suo dio perché si è reso conto che bisogna fare in fretta per evitare che il vaticano e la chiesa implodano come un qualsiasi apparato di potere, come quando nell'89 è bastato che qualcuno cacciasse una pietruzza nel muro di berlino per far cadere una dittatura.

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    2. Il Vaticano, molti se lo scordano, è pur sempre uno Stato: ha una banca,
      degli organi che gestiscono finanza, entrate, uscite, rapporti con nazioni estere
      ( ad esempio con l' Italia ), e quindi è come se si fosse dimesso il presidente della Repubblica.
      Sinceramente, come pochi ( o molti ? ) è un problema che non mi tocca. Non capisco l' importanza attribuita persino dalla gente comune dinnanzi ad un evento del genere.
      Ancora non hanno capito che il Papa è proprio come il presidente della Repubblica:
      sempre il capo dello Stato, ma alla fine, è solo una marionetta rispetto ai
      politici in carica al governo.
      Sta frase non significa che il presidente della Repubblica sia un santo, anzi!
      E' per sottolineare che comandano e dirigono gli altri.

      Per la questione interiore... allora è qualcosa di più profondo!
      Non mi dire che stai per raggiungere l' Illuminazione!
      Se ci riesci, sarò il tuo primo discepolo!

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    3. diciamo che se continua così... almeno le dimensioni della panza del buddha le raggiungo!
      ho imparato che ogni volta che bisogna dare un giudizio su qualcosa si deve sempre entrare nella testa della gente per sapere perché arriva a certe conclusioni. Col papa è così: nell'immaginario di fede è un dio in terra, un po' come un cantante per un fan che sarebbe capace di farsi migliaia di km solo per assistere ad un concerto magari seduto sull'erba sotto la pioggia e con un impianto acustico da far schifo! da questo punto di vista la ragazzina (o la signora matura!) che si fa i capelli come ... (metti tu un nome di vip) non è differente da chi vuole la medaglietta col papa. Chi si è suicidato per la morte di M. Jackson è anche molto peggio. semplicemente la gente è fatta così. sentivo al tg oggi che a roma i turisti non comprano più i souvenir del papa perché aspettano che ci sia quello nuovo per essere aggiornati!

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    4. Ahahahaha daaai almeno di aspetto sarai Buddha!
      Certo, dovrai rasarti completamente a zero, però lì con un buon
      tosaerba ce la dovresti fare!!

      "Entrare nei panni di chi hai di fronte", esattamente quello.
      Io cerco di farlo di meno però, perché se usi il metodo ( che è, purtroppo,
      ahimé, innato ) con chiunque, alla fine finisci per giustificare chiunque,
      anche chi non meriterebbe.

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    5. Io non "giustifico" chi fa certe cose, ma cerco di capirne le "motivazioni" a prescindere dal fatto che siano buone o cattive. Hitler avrà avuto i suoi motivi per ammazzare 10 milioni di persone, tra una cosa e l'altra, ma questi motivi non sono certamente condivisibili e quindi non giustificabili!

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    6. Certo, ma spesso accade che si pensa "agisce così perché ha subito X cose da Y"
      "ha passato un' infanzia così".
      Ad esempio, ricordi il tizio del film della motosega degli anni '70?
      Beh, nella realtà non usava la motosega, ma lo stesso compiva quelle atrocità.
      Da piccolo la mamma, una religiosa conservatrice, lo puniva sempre,
      anche senza motivo.
      Un giorno lo beccò masturbarsi in bagno e gli... gettò acqua bollente sull' arnese.

      Come dici tu, certo, non giustifico le azioni, ma diciamo che uno dice "ora capisco perché si è o si comporta così".
      Non so se rendo l' idea. Sto dicendo ciò che sostieni tu.
      Io sono contro chi dice "c'è chi nasce buono e chi nasce cattivo".
      Sarò un buonista, ma se l' assassino X fosse nato in una famiglia
      sana, ed avesse frequentato persone sane, non sarebbe diventato un assassino.
      Non so boh, sarò buonista...
      Ciò non toglie che quando una persona si comporta male, si può anche giustificarlo,
      ma la punizione la merita. E TUTTA.

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  6. La tua riflessione è molto condivisibile... almeno da me.
    Io sono stata assidua frequentatrice di chiesa fino a circa 20 anni, poi ho cominciato a pormi delle domande e le risposte che ho avuto (o non avuto) non mi hanno soddisfatto.
    Io so di non poter pensare che non ci sia null'altro alla fine della vita, ma, onestamente, cosa possa essere non lo so. E penso che un Dio, un Ente, una forza, una ragione superiore (o non so cos'altro) esista, ma non credo minimamente che quelli che pretendono di rappresentarlo su questa terra gli rendano giustizia.
    E' stata proprio la "presenza" della chiesa (intesa come uomini di chiesa) nel "divino" ciò che mi ha fatto, in un giorno qualunque, dubitare di tutto ciò che fino a quel momento avevo sentito come reale. E che mi ha fatto chiedere "Gesù, dove sei finito?".

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    1. Più o meno la mia stessa esperienza. Io penso anche che una "religione" intesa come materializzazione di una fede sia un "falimento" della fede. Sociologicamente è indispensabile avere un'organizzazione, perché i suoi riti danno un senso di appartenenza, di riconoscimento. Per me invece quelo è il segno del decadimento, perché si è costretti ad antropomorfizzare dei concetti che sono prettamente spirituali. Bisognerebbe, per dire, eliminare dalle scritture tutti i riferimenti alla comunità, ai ministri di culto ai templi e lasciare solo ciò che rimane.

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