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Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

lunedì 23 dicembre 2013

In ascolto di Dio: 1 Gv 1,1-4

Seconda parte dell'articolo sulla lettura della Bibbia.
Oggi proveremo a mettere in pratica ciò che abbiamo detto sullo schema nello scorso post.
Scelgo questo passo perché parla in qualche modo del Natale, cioé del momento in cui, per convenzione, diciamo che Gesù, Figlio di Dio, nasce in questo mondo.
Anzitutto troviamo un posto tranquillo e comodo e leggiamo il passo scelto dalla nostra Bibbia. Per facilitare riporto qui il testo: è la prima lettera di Giovanni, al capitolo 1 i versetti da 1 a 4.

1 Gv 1,1-4
1. Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita 2 (poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi), 3 quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. 4 Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta. 

Cerchiamo di fare un piccolo riassunto:
Il Verbo della vita si è fatto visibile a tutti. Chi scrive questa lettera e il suo gruppo hanno avuto l'esperienza di poterlo vedere e toccare con le proprie mani e di ciò hanno reso testimonianza, annunziandolo a tutti, affinché coloro che ascoltano possano essere in comunione con loro.
Essere in comunione con loro significa essere anche in comunione col Padre e col Figlio Suo Gesù. Questo essere in comunione provoca una gioia perfetta, ed è per questo che essi sentono l'esigenza di scrivere di queste cose.
Questo momento del nostro discorso è servito a vedere quali sono i singoli punti affrontati dal passo di Giovanni e penso che ognuno di voi possa aver avuto un primo chiarimento: cosa c'è scritto veramente in questi versetti.
Possiamo saltare il passo successivo, e cioè inquadrare storicamente l'autore e il passo, perché in questo momento non ha grande importanza ai fini della comprensione spirituale.
Passiamo ai riferimenti biblici paralleli dei singoli versetti. Per fare questo è bene avere la Bibbia davanti.
Questo non è un passaggio inutile, anzi è quello, secondo me, tra i più importanti, perché come vedremo subito ci chiarisce cosa intende la Bibbia (quindi la Parola di Dio!) quando scrive alcune parole.
Sulla mia Bibbia (uso quella chiamata Bibbia di Gerusaleme) trovo che il primo riferimento è all'inizio del vangelo di Giovanni e poi a 1Gv 2,13: in principio era il Verbo, e il Verbo era Dio e il Verbo era presso Dio: la persona fisica che lui e il suo gruppo hanno conosciuto, visto e toccato è proprio Colui che è esistito sin dall'inizio, dal momento della Creazione (fin dal principio 1Gv2,13), quindi non può che essere Dio; non una persona qualsiasi, uno dei tanti che giravano (e girano ancor oggi) per le strade del mondo a promettere miracoli e salvezza!
Altro versetto che la mia Bibbia mi suggerisce è Gv 20,20.25.27. Siamo ai giorni successivi alla resurrezione di Cristo: Gesù, per convincere i suoi discepoli (in particolare Tommaso) di essere lo stesso uomo che aveva seppellito poche ore prima, mostra loro le piaghe del costato e addirittura propone al discepolo incredulo di toccarle con mano. 
Ecco allora che Giovanni vuol dire: noi vi stiamo parlando non di un uomo inventato, o di un fantasma; e non abbiamo sognato. No! Quest'uomo è proprio lo stesso che è venuto in mezzo a noi, ha predicato, fatto miracoli, insegnato. E noi l'abbiamo incontrato prima e dopo la sua morte!
Lo stesso concetto viene ribadito dall'altro riferimento: Lc 24,39.
Degli altri passi paralleli citati dalla mia Bibbia, mi soffermo su Gv 15,27 (perché altrimenti andremmo tropo per le lunghe, ma voi andate pure a guardarveli): anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio dice Gesù ai discepoli. Essere testimoni significa essere con Gesù fin dall'inizio non tanto in senso cronologico (perché ognuno può scegliere sinceramente Gesù come suo Signore anche un istante prima di morire!), quanto nel senso di, diremo noi con termine moderno, "nella buona e nella cattiva sorte", cioè sia quando si tratta di essere perseguitato e ucciso, sia quando si tratta di riunirsi tutti insieme e vivere momenti di pace, serenità e amore incondizionato.
Poi, con riferimento al versetto 2, trovo il passo tratto dalla stessa lettera al capitolo 5 versetto 20: Gesù è venuto e ci ha dato l'intelligenza per conoscere il vero Dio. E, continua, noi siamo nel vero Dio e nel Suo Figlio, che è la vita eterna. Per capire bene questo versetto dovremmo ricorrere ad altri passi della Bibbia dove si spiega cosa significa: essere in Dio, ma lo spazio è poco. Potete andare voi stessi a guardarli; ve ne cito solo un paio: 1Cor 8,6 e At 17,28.
E passiamo al versetto successivo. Parliamo della testimonianza: i passi paralleli citano Paolo e la sua conversione (At 26,26); Pietro e la necessità di rendere testimonianza quando si riceve il dono di essere figli di Dio e di appartenere alla sua comunità (At 4,20); la comunione con Dio è anche la comunione con i fratelli che condividono la stessa fede (che deriva dall'insegnamento e dalla testimonianza degli Apolstoli) e gli stessi gesti quotidiani (At 2,42-43).
Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta dice il versetto 4. A questo possiamo accostare  il versetto 11 del capitolo 15 del vangelo di Giovanni: Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. E poi ancora il versetto 12 della 2 lettera dello stesso Giovanni: l'apostolo non vuole scrivere con l'inchiostro le cose che ha da dire, ma andare a dirle a voce, personalmente, perché la gioia sia piena. Insomma: c'è gioia nello stare insieme parlando delle meraviglie di Dio, come nel leggerle da una lettera.
E per oggi mi fermo qui.
Mancano ancora due punti al nostro schema: riassumere l'insegnamento che si è appreso e pregare Dio che ci aiuti a calarlo profondamente in noi e a metterlo in pratica.
Questo sarà l'argomento del prossimo post.
Nel frattempo provate anche voi a fare la lettura di questo passo (o di un altro a vostra scelta) e poi ditemi che difficoltà avete eventualmente incontrato o cosa invece vi ha facilitato.
E siccome la terza parte di quest'articolo sarà pubblicata sicuramente dopo il Natale, faccio a voi i migliori auguri per questa ricorrenza.

Juan Segundo

    2 commenti:

    1. La gioia è indubbiamente perfetta quando si raggiunge la pienezza della comunione con Dio al punto di volerne parlare con gli altri per condividerla.
      Gli auguri te li faccio privatamente tramite e-mail ;-)

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      Risposte
      1. In questo cammino che è la vita ogni piccolo passo è un grande evento e anche queste cose possiamo condividere con gli altri. Ci sentiamo 'di là'!

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    fatti sentire

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