lunedì 10 febbraio 2014

Visite e messaggi da Entità Spirituali. È tutto falso?

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Nel 52 dopo Cristo l’apostolo Paolo, nel corso del suo viaggio missionario, lascia Tessalonica (l’attuale Salonicco) e arriva a Corinto.
Ma ha ancora nella mente e nel cuore le domande della comunità che ha appena salutato. Così decide di scrivere quella che è rimasta nella Bibbia come la “Prima Lettera ai Tessalonicesi”.
In modo particolare c’erano all’interno di quella chiesa alcuni dubbi e alcune idee errate riguardo alla seconda venuta del Signore Gesù, tanto che alcuni avevano smesso persino di lavorare credendo che la fine fosse ormai vicina.
E Paolo scrive così (4,13-8):
Fratelli, non vogliamo che siate nell'ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati. Poiché questo vi diciamo mediante la parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole.
Paolo (che aveva fatto esperienza diretta del Signore che gli era apparso mentre era sulla via di Damasco At 9,1-6) sa che il più grande ostacolo alla speranza è la morte. Infatti coloro che non credono pensano che con la morte finisca ogni cosa, perciò non possono avere fede perché non hanno la speranza nel ritorno di Gesù.
Ma, dice Paolo, i credenti non muoiono, così come normalmente si intende; essi, volendo usare un linguaggio umano, è come se dormono. Cioè sono in quello stato in cui sono presenti a noi ma non svolgono alcuna funzione diretta: non mangiano, non lavorano, non ci rispondono; eppure sono vivi.
Essi si addormentano in Gesù, cioè come Gesù che è morto (prima di lui la morte era la condizione normale dell’uomo) ma anche risorto (e questa è la novità che rende il credente  diverso dagli altri uomini sulla terra). Perciò verrà un momento in cui il Signore Gesù tornerà e prenderà con se definitivamente coloro che hanno creduto in lui e tutti quelli che, dalla nascita dell’uomo, avranno seguito i buoni dettami del proprio cuore.
Come avverrà questo?
Ecco che Paolo stupisce la nostra stessa fantasia, se non fosse che già nell’Antico e nel Nuovo Testamento di queste cose se ne parla continuamente.
L’Apostolo dice che Gesù ritornerà scendendo dal cielo con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio e prenderà (risusciterà) prima quelli che sono già morti fisicamente e poi quelli che ancora sono nel loro corpo materiale. E l’incontro tra Gesù e i suoi avverrà non in una qualche città, per quanto importante, o attraverso una qualche chiesa presunta eletta, ma sulle nuvole … nell'aria. E tutto avverrà come fosse un rapimento.
Dobbiamo pensare che quando si parla di questi aspetti (morte, resurrezione, ascensione… ) la Scrittura è molto precisa. Gesù insiste con Tommaso: Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente! (Gv 20,27). Lo stesso Gesù dice a Natanaele che se avremo fede vedremo il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo (Gv 1,51). Gesù non dice che il segno esteriore che la nostra fede c’è sarà un certo languorino nel cuore o un qualche slancio d’affetto particolare; dice che vedremo il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo!
Allora possiamo dire che quella visione descritta da Paolo ai cristiani di Tessalonica, dei credenti che verranno rapiti sulle nuvole e là incontreranno Gesù, può essere presa alla lettera!
Perché, allora, meravigliarci quando ci dicono che molti hanno apparizioni di entità angeliche? Che la scintilla di spirito divino che si è fatto conoscere a noi come Maria di Nazareth, la madre dell’uomo Gesù, continua a visitarci e a farsi vedere da molti?  Che dall’universo seguitano ad arrivare entità spirituali sotto varie forme, anche fisiche? E che queste ci parlano, ci fanno conoscere verità su noi, sul nostro mondo, sull’universo intero?
FotoCerto, non dobbiamo credere a tutto ciò che ci viene detto, ma ogni cosa deve essere vagliata alla luce della fede.
E perciò abbiamo un principio sicuro, che il Signore stesso ci da’: Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l'albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo fare frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco. Li riconoscerete dunque dai loro frutti. (Mt 7,15-20)
Li riconosceremo dai loro frutti! E quali sono i frutti?
Anche in questo caso ci viene in aiuto l’apostolo Paolo, nella sua lettera ai Galati (5, 19-26): Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c'è legge. Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito. Non siamo vanagloriosi, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.
In conclusione: non rigettiamo come false, per principio, le rivelazioni che ci vengono date; ma cerchiamo di capire se sono vere, valutando seriamente chi è che ce le da’.
Perché non può essere scelto da Dio per parlarci, colui che Dio non ce l’ha nel cuore e non fa frutti degni della fede!

Juan Segundo

mercoledì 5 febbraio 2014

Gli I Ching: per conoscere il mondo e la storia

Sono diversi anni che studio e consulto l'I Ching, ma quando mi sono ritrovato davanti a questa pagina sapendo di dovervi parlare di questo argomento, sono caduto nel panico.
E ora cosa scrivo? Come faccio a descriverlo nelle poche righe che dovrò riempire per invogliare il lettore ad approfondirne la conoscenza?
Posso dire che è un metodo di divinazione? Anzitutto mi attirerei (giustamente) l'ira di molti puristi del suo studio e poi, comunque, ne darei un'immagine molto riduttiva.
Ne potrei parlare come di un libro di formazione spirituale? Anche, ma farei perdere quella dimensione sincronica che permette di farne una mappa per sintonizzarsi sul qui ed ora della storia del mondo.
E allora?
Ho deciso di usare parole mie, semplici, senza ricorrere a descrizioni tecniche, che invece lascio al bellissimo articolo di Valter Vico, profondo conoscitore e utilizzatore di professione (oltre che organizzatore di seminari teorico-pratici a cui, pur abitando a pochi Km di distanza da Torino, non riesco mai a partecipare!) degli I Ching.
Così, quando consulto gli I Cing, mi viene da ritrovarmi di fronte alla mia vita, così come scorre nel contesto della storia attuale e complessiva dell'umanità e dell'universo.
Sento che la lettura degli esagrammi, nel loro complesso e delle linee prese singolarmente, descrivono il mio stare in un punto e in un momento preciso: capisco come sono in rapporto a tuto ciò che mi circonda nel tempo e nello spazio.
Gli I Ching (letteralmente: libro dei mutamenti) non ti dicono se vincerai al Lotto o se la morosa ti dirà 'si' o 'che vai cercando!', ma ti potranno dire come si comporterebbe l'uomo saggio in quella circostanza, tenendo presente che tutto muta in continuazione ma che, contemporaneamente, tutto è interconnesso, sincronico.
Sincronicità è la parola chiave per gli I Ching.

Questo concetto, ideato da C.G. Jung nel 1950, descrive la contemporaneità di due eventi, non legati temporalmente tra loro, che tuttavia sono in rapporto.
Come a dire che nel momento in cui utilizzo le monete per formare l'esagramma, la sincronicità fa in modo che l'esito di quel lancio sia proprio la lettura di ciò che sta accadendo in quel momento nel mondo.
Jung utilizzava gli I Ching anche per fare le diagnosi, così come si faceva aiutare dal disegno dei mandala che dava da colorare ai pazienti. Qui trovate un suo brano dall'introduzione al libro degli I Ching.
Nel filmato qui sotto, invece (è in spagnolo, ma non ho trovato niente di simile in italiano!), diventa chiaro il meccanismo con cui si consulta l'I Ching.





Esagramma 11: La pace

Con il lancio delle monete formo così le linee intere e spezzate che a loro volta formano i 64 esagrammi che rappresentano 64 situazioni-tipo *; e ogni esagramma fotografa il momento in cui mi trovo: mi dice cosa sta succedendo dentro e attorno a me.
Ogni esagramma è composto da due trigrammi, che sono i segni dei processi naturali che avvengono nell'universo: cielo, terra, tuono, acqua, vento,  fuoco, lago, montagna.
Eccoli molto in breve:
1 K’ien: Il Cielo
Rappresenta la Forza, l’invincibilità, la produzione. Si abbina alla stagione dell’estate.

2 K'un: La Terra
Rappresenta la giustizia, la moltitudine, la dedizione, la produzione. Si abbina alla stagione dell’inverno.

3 Tchen: Il Tuono
Rappresenta la decisione e il movimento. Si abbina alla fine dell’inverno e l’inizio della primavera.

4 Souen: Il Vento
Rappresenta l’ indecisione e il dolore, le regole, i profumi. Si abbina alla fine della primavera e l’inizio dell’estate.

5 K’an: L’Acqua, il pericolo e l’abissale, i segreti, l’occulto. Si abbina alla fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.
 6 Li: Il Fuoco.
Rappresenta l’eleganza e la bellezza, l’intelligenza.Si abbina alla primavera.

7 Ken: Il Monte 
 Rappresenta la resistenza e la solidità ma anche i dettagli secondari. Si abbina alla fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno.
8 Touei: Il Lago
Rappresenta la decisione per l’amore o la separazione, la magia, l’amante. Si abbina all’autunno.


L'unione dei significati dei trigrammi da' così l'esagramma. 
L'I Ching mi invita, soprattutto, a saper agire con saggezza, sfruttando le possibilità che mi si presentano. È come se avessi a portata di mano, continuamente, un maestro spirituale che mi consiglia attingendo ai principi profondi del Tao Te Ching, a cui questo si rifà direttamente.

Voglio concludere dicendo che sono molti i personaggi dell'arte e dello spettacolo che hanno usato gli I Ching nella loro attività. Uno per tutti, sicuramente, Philip K. Dick
che utilizzando questo sistema di pensiero ha addirittura scritto un libro, La svastica sul sole,
in cui i personaggi stessi ricorrono agli I Ching per sapere come muoversi nella storia.

Spero di aver suscitato in voi una sana curiosità per gli I Ching.
E spero che il loro uso possa portare a voi i vantaggi spirituali e psicologici di cui potete avere bisogno, così come è stato per me.
Per qualsiasi altra cosa, chiedete pure nei commenti.

Juan Segundo


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* l'articolo di Valter Vico spiega perfettamente la tecnica e tutto ciò che può servire all'utilizzo degli I Ching.
** A questo indirizzo trovate il testo del Tao Te Ching in una veste veramente interessante.

lunedì 3 febbraio 2014

Fantasmi e Bibbia... secondo Ladyghost


una delle scene di 'fantasmi' più famosa del cinema

È con molta gioia che oggi ospito sul blog un articolo dell'amica * Donata Ginevra, che gestisce un sito, pensierospensierato, in cui si occupa principalmente di fantasmi, infestazioni, cose strane e inquietanti che possono capitare nella vita di tutti i giorni. E lo fa con competenza e capacità divulgativa, senza mai cadere nel sensazionalismo o nello scoop a tutti i costi.
Per Donata il mondo dei fantasmi è... una cosa serie e reale, come il mondo in cui viviamo noi di quest'altra dimensione.
Qualche anno fa avevo avuto anche il piacere di intervistarla proprio su questo blog. Qui il pezzo.
Per tutti questi motivi, una delle prime cose che ho fatto appena ho rimesso in moto questo blog qualche mese fa, è stata quella di contattare Donata e chiederle un intervento sull'argomento che più le sta a cuore e conosce: i fantasmi.
Questa mattina ho avuto il piacere di trovare nella casella di posta una sua lettera con in allegato l'articolo che le avevo chiesto.
Non sto a perdere altro tempo in chiacchiere inutili e vi lascio alla lettura dell'interessantissimo pezzo di Donata.


Per chi come me si diletta di fantasmi, la prima domanda che sorge spontanea è: esistono i fantasmi?
Credo sia una domanda del tutto legittima, perché non ha senso parlare di qualcosa senza sapere se questo qualcosa esiste o meno. Ma ci sono domande alle quali una risposta certa non c’è. Verrebbe da dire: hai mai visto un fantasma? Se l'hai visto, allora vuol dire che esiste. Ma, nonostante nella rete vi siano numerosissime foto che "proverebbero" l'esistenza dei fantasmi, sappiamo altrettanto bene che per la maggior parte queste prove sono false, realizzate ad hoc per pura burla...e non si può dunque far affidamento su di esse. Quindi, la nostra ricerca sulla esistenza (o sulla non esistenza) dei fantasmi deve prendere necessariamente altre strade.

Certo, non esistono enciclopedie che ci dicono quando sia stato avvistato un vero fantasma per la prima volta, o che ci portano prove inconfutabili che testimonino, senza ombra di dubbio, che un fantasma esiste veramente... però possiamo ugualmente arrivare a una "verità" leggendo dal libro più antico del mondo, il libro che contiene verità inconfutabili (almeno per chi ci crede). E ritengo che la storia di questo libro, che dura non da secoli ma da millenni, sia stata messa alla prova più e più volte, da gente che tentava in tutti i modi di verificare la veridicità delle affermazioni che il libro contiene...eppure nessuno è mai riuscito nel suo intento, e ancor oggi il libro è il più letto al mondo e la sua dottrina vien insegnata in ogni dove. Si può dunque supporre che il suo contenuto sia vero, e dunque è la base da cui parte il nostro ragionamento.
Ovviamente sto parlando della Bibbia, e la mia domanda di fondo è: "Cosa dice la Bibbia a proposito dei fantasmi?".
Partiamo da un dato di fatto: quante volte la Bibbia nomina i fantasmi? Non molte in verità, però li nomina. Vediamo ad esempio queste citazioni:

Giobbe 4,16: stava là ritto uno, di cui non riconobbi l'aspetto, un fantasma stava davanti ai miei occhi...Un sussurro..., e una voce mi si fece sentire

Isaia 29,4: allora prostrata parlerai da terra e dalla polvere saliranno fioche le tue parole; sembrerà di un fantasma la tua voce dalla terra, e dalla polvere la tua parola risuonerà come bisbiglio.

Matteo 14,26: i discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «È un fantasma» e si misero a gridare dalla paura

Marco 6,49: essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma», e cominciarono a gridare.

Luca 24,37: stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma.

Luca 24,39: guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho».

Se i fantasmi non esistessero, credete forse che la Bibbia li nominerebbe? Perché citare qualcosa, e più di una volta, soprattutto parlando di Gesù Cristo (come è avvenuto nelle 4 ultime citazioni tratte dal Nuovo testamento), se i fantasmi non esistessero?
E implicitamente è la Bibbia stessa che ci dà delle indicazioni su cosa sono i fantasmi: parlando di fantasmi nel Nuovo Testamento, i Vangeli accostano la figura di Cristo, che è appena morto e non viene riconosciuto subito dai discepoli, a quella del fantasma, facendoci dunque comprendere qual è, per la stessa Bibbia, il significato della figura del fantasma: lo spirito, il corpo di un uomo morto tornato sulla terra per una strana legge cui gli esseri umani sembrano obbedire. Ed è, in fondo, lo stesso significato che diamo noi oggi alla figura del fantasma: “esseri spirituali”, spiriti di defunti. La stessa Bibbia poi rende chiaro fin dall’inizio che esistono esseri spirituali buoni ed esseri spirituali cattivi, ma è poi la stessa Bibbia a negare che possano esistere spiriti di defunti che perseguitano i viventi.
Anche qui, vediamo alcuni passaggi che possono essere esemplificativi:

Ebrei 9, 27: è stabilito che l’uomo muoia una sola volta, dopo di che viene il giudizio.

E il giudizio di cosa è composto? Sempre le Sacre Scritture prevedono l’esistenza del paradiso, riservato a chi in vita ha creduto nella vita eterna (2 Corinzi 5, 6-8, Filippesi 1, 23), o viceversa può esserci l’inferno, per coloro i quali non hanno creduto (Matteo 25, 46; Luca 16, 22-24). Dunque secondo questo passaggio, ci viene spiegato che l’uomo muore una sola volta, e quindi viene giudicato, ma non può tornare sulla terra, a meno che non venga evocato, il che è proibito, secondo la Dottrina Cristiana.
E qui c’è il punto più interessante: non può esserci una via di mezzo, cioè non si può rimanere sulla terra, dopo la morte, sotto forma di spirito. Dunque implicitamente le Scritture negano l’esistenza dei fantasmi, intesi come esseri appartenenti a una “via di mezzo”, sospesi tra il mondo reale (che hanno appena abbandonato perché morti) e il mondo identificato comunemente come “Aldilà”, nel quale entrano gli spiriti o le anime che dir si voglia.
Quindi secondo questa teoria gli “spiriti di mezzo” non dovrebbero esistere…ma se non esistono, che senso ha nominarli come abbiamo visto poc’anzi?
E c’è molto di più. La Bibbia poi ci testimonia che è possibile un contatto tra il “mondo di qua” e “il mondo di là”, anche se questo contatto è proibito: ad esempio vi sono passi biblici che parlano di coloro che interrogano gli spiriti per avere nozioni sulla vita futura, ed è forse qui che si apre il primo spiraglio per arrivare a una verità.
Il riferimento più diretto della presenza di un fantasma nella Bibbia si trova nel passo del libro di Samuele (1Sam 28, 7 e seg.) in cui il re Saul voleva consigli dallo spirito di Samuele, così andò da una medium e le chiese di poter parlare con Samuele. La medium vide Samuele, lo descrisse a Saul, e Saul dalla descrizione della medium seppe che davvero Samuele era davanti a lui. Cosa aveva visto la medium? Chi? Un fantasma?
Samuele chiese a Saul perché lo avesse disturbato (1Sam 28, 15): Allora Samuele disse a Saul: "Perché mi hai disturbato e costretto a salire? e gli profetizzò che lui ed i suoi figli sarebbero morti il giorno successivo, e così avvenne. Questo è dunque il primo caso in tutta la Bibbia in cui viene nominata così apertamente la negromanzia, cioè la tecnica di evocare i defunti a scopo divinatorio. Però qui si parla apertamente di defunti, non di fantasmi, quindi il confine c’è, seppur molto labile.
E d’altra parte, la stessa Bibbia proibisce apertamente il consulto dei defunti. Citiamo ad esempio il libro del Levitico:
Lev 19, 26: Non praticherete alcuna sorta di divinazione o di magia.
Lev 19, 31: Non vi rivolgete ai negromanti né agli indovini; non li consultate per non contaminarvi per mezzo loro. Io sono il Signore, vostro Dio.
Lev 20, 6: Se un uomo si rivolge ai negromanti e agli indovini per darsi alle superstizioni dietro a loro, io volgerò la faccia contro quella persona e la eliminerò dal suo popolo.
Lev 20, 27: Se uomo o donna, in mezzo a voi, eserciteranno la negromanzia o la divinazione, dovranno essere messi a morte; saranno lapidati e il loro sangue ricadrà su di essi”
E ce ne sono molti altri, ad esempio dal Deuteronomio e in altri Libri della Bibbia.
Però in questi passi, come detto, si parla di negromanzia, non di fantasmi propriamente detti, e in alcun passo biblico viene fornita una descrizione della figura del fantasma. Però la Bibbia stessa non nega la possibilità di entrare in contatto con gli spiriti, anche se le sacre Scritture operano una distinzione ben precisa: la Bibbia infatti insegna che ci sono spiriti con i quali possiamo entrare in contatto e che possono apparire sulla terra, e questi spiriti sono angeli o demoni. Gli angeli sono spiriti fedeli a Dio, sono giusti, buoni, santi; mentre i demoni sono angeli caduti, ribelli contro Dio, e quindi malvagi, distruttivi.
2Corinzi: [14]Ciò non fa meraviglia, perché anche satana si maschera da angelo di luce. [15]Non è perciò gran cosa se anche i suoi ministri si mascherano da ministri di giustizia; ma la loro fine sarà secondo le loro opere. (2Cor 11, 14-15).
Ma dunque, cosa sono davvero i fantasmi per la Bibbia? Difficile dirlo con certezza, poiché non c’è un solo passo che ci fornisca una spiegazione logica, anche se, unendo tutte le informazioni di cui siamo entrati in possesso, possiamo dire che i fantasmi NON sono demoni, perché nessun fantasma si è mai impossessato di un essere umano, e Gesù non avrebbe mai detto di se stesso: non abbiate paura, non sono un fantasma=demone. Avrebbe forse potuto dichiarare se stesso come demone? No di certo. Però dice anche che non è un fantasma, ma non lo dice con accezione negativa, quanto piuttosto con l’intento di dichiarare che lui è “ossa e carne” (Lc 24,39) cosa che un fantasma non è. I suoi discepoli hanno paura, ma solo perché hanno riconosciuto il Maestro con le fattezze che aveva quando era in vita, mentre in vita, nel momento in cui apparve, non lo era ovviamente più.
Fantasma è, dunque, l’immagine vivente di una persona morta, ma non ha nulla a che fare con gli spiriti di cui si parla nell’Antico Testamento, quelli che è peccato evocare.
O almeno questa è l’idea che mi sono fatta leggendo la Bibbia, sebbene mi renda perfettamente conto che la materia è vastissima e merita di essere approfondita.


Grazie ancora Donata!

Juan Segundo

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* sì, è vero, Donata ha il difetto di essere una sfegatata milanista, ma non tutti sono perfetti...

sabato 1 febbraio 2014

Messaggio angelico del 1 febbraio 2014



Nuovo messaggio angelico giunto in questa notte:

Messaggio da ISABHEL per l'amato figlio:
"Il movimento dell'astro terrestre si sta riaprendo, devi monitorare il planisfero sud dell'atlantico.
Le nazioni più a rischio sono l'emisfero sud.
Violente raffiche di vento ed elevati tornado porteranno Nazioni nel caos più totale.
Stati d'America, Giappone, Taiwan, sono ad alto rischio di sparizione.
Nel sud dell'America, l'acqua distruggerà città intere ed esse rimarranno sommerse.
Stati d'Europa saranno colpiti da alluvioni e trombe d'aria.
Sono Mariam prendo rifugio nel tuo cuore e nei tuoi pensieri... "
Qualche piccola riflessione.
Queste visioni di distruzioni sono sintomo di qualcosa che sicuramente sta già accadendo. La cronaca di questi ultimi giorni ( e non solo italiana) ce ne da la conferma.
Qui però non stiamo parlando di semplici inondazioni o cicloni, per quanto distruttivi.
I messaggi annunciano episodi che sconvolgeranno la Terra così come la conosciamo. Stiamo parlando di quei mutamenti che in modo naturale la Terra genera ciclicamente.
Noi uomini abitiamo la Terra. Siamo, cioè, arrivati dopo; come quando cambiamo casa: l'edificio esisteva prima ancora che noi andassimo a starci.
E allora dobbiamo adeguarci all'appartamento che andiamo ad occupare.
Purtroppo stiamo trattando questa nostra casa, occupata in prestito, in modo da sconvolgerne gli assetti generali, come se per ampliare le stanze abbattessimo dei muri portanti.
In questo messaggio le Entità Angeliche chiedono ad Andrea di intervenire nei modi e nei tempi che gli sono propri per monitorare la situazione.
In conclusione, non dobbiamo avere timore di queste cose; non perché non siano eventi distruttivi, ma perché proprio questi fatti ci insegnano a dare importanza a ciò che veramente conta.
La fede nel Signore non deve scaturire dal terrore per terremoti, alluvioni, devastazione, ma dall'ascolto della Sua voce, che parla direttamente al cuore e nella Sua Scrittura Sacra.
Una volta accettato il Signore Gesù come Salvatore, nulla potrà farci paura, perché saremo già entrati nel mondo nuovo, anche se continueremo ad abitare questa Terra bella e martotiata.

Juan Segundo

giovedì 30 gennaio 2014

Gandhi, maestro di coerenza e forza


Il 30 gennaio 1948 un indiano di religione indù, uccide con tre colpi di pistola Mohandas Gandhi.
Gandhi fu un uomo che senza mai possedere nulla in vita sua (neanche i vestiti che aveva addosso e che si cuciva da se); senza mai puntare un dito contro qualcuno; ma semplicemente camminando per le strade della sua patria portando pace e amore nel bel mezzo di una dittatura prima e di una guerra poi, era riuscito a liberare l'India dall'occupazione britannica e a riunificare e riappacificare le anime musulmane e indù perennemente in lotta della sua gente.
Come ebbe modo di dire Albert Einstein: "Le generazioni future stenteranno a credere che un simile uomo in carne ed ossa abbia camminato sulla terra".
Ed è proprio vero: chi avrebbe oggi il coraggio di credere che si possono raggiungere quei risultati senza un'arma, senza un a minaccia anche verbale al 'nemico'? Noi che parliamo di 'guerra preventiva', cioè: ti attacco prima io che non si sa mai lo faccia tu? Noi che riempiamo la nostra terra di armi di distruzione di massa invece di usare tempo, soldi ed energia per sfamare chi ha fame e curare chi è malato? Certamente no!
Se la nostra società non raggiunge gli obiettivi minimi perché ogni uomo raggiunga la dignità che gli è dovuta, non è perché non si può, perché la situazione è complessa.
Ciò avviene semplicemente perché l'uomo non lo vuole, perché a qualcuno conviene costruire e vendere armi e per fare questo c'è bisogno che ogni giorno sulla terra spunti fuori una nuova guerra tra nazioni o tra popoli o tra etnie e clan.
Penso che l'uomo di per sé voglia la pace e la salute, non la guerra e la malattia.
Se al mattino guardandoci allo specchio, mentre ci facciamo la barba o ci mettiamo le creme di bellezza, pensassimo anche solo per un attimo: anche oggi nel mondo moriranno 20mila bambini di cui la metà per fame e l'altra metà per malattie che da noi si potrebbero curare in meno di qualche giorno, forse la nostra giornata sarebbe diversa. 
Diversa per chi continua a ragionare sempre nello stesso modo egoista, perché questa notizia avrà (per fortuna!) rovinato la sua bella giornata fatta di incontri psicologicamente gratificanti, di stage di crescita personale e spirituale, di lezioni ed esperienze rilassanti, ecc. ecc. .
Diversa anche per chi, invece, continua ad impegnarsi a costruire per se stesso e per gli altri un mondo più giusto ed equo, dove io non viene prima degli altri, ma semmai insieme. La sua giornata sarà diversa perché troverà dentro di sé la forza per impegnarsi sempre di più.
Gandhi disse un giorno che appena ebbe ascoltato il sermone del monte (Mt 5,2-12) il suo cuore ne fu trapassato e che bastò quell'insegnamento per fargli capire che Gesù era il più grande profeta mai esistito sulla terra. E sempre quel racconto della Bibbia l'aiutò a comprendere meglio anche le scritture sacre della sua religione (egli era induista).
Queste parole di questo piccolo grande uomo, il suo esempio di rettitudine e sacrificio fino alla morte, aiutino noi a riscoprire ciò che sta alla base della nostra fede e ad ascoltare quotidianamente l'invito che il Signore pone nel nostro cuore alla conversione e all'amore compassionevole e operoso. 
Il mondo attorno a noi ha bisogno di noi, ed è per questo che Dio ci ha messo proprio qui.
E Gandhi ci ha insegnato che, col Signore nel cuore, nessuna impresa è impossibile.
Se avete voglia di approfondire la figura di Gandhi, vi lascio come sempre qualche link.
In questo sito troverete indicazioni sulla vita, l'opera e il pensiero di Gandhi, oltre ad altri link di riferimento.

Qui, invece, c'è una biografia abbastanza semplice e un lungo articolo con frasi sulla non-violenza.
Poi, naturalmente, vi consiglio di vedere (o rivedere) il bellissimo film sulla sua vita: commovente e motivante.




Juan Segundo
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