mercoledì 21 maggio 2014

Oggi do' i numeri!



foto presa da qui
Un breve post che serve, forse, più a me che a voi.
Guardiamo cioè alle spalle del blog e vediamo quale post ha avuto più lettori, quale anno ha avuto più visite, ecc. .
Per quanto riguarda gli articoli ho preso in considerazione solo quelli dal 23 ottobre 2013 in poi, cioè dal giorno in cui Il Garage di Demetrio (che aveva un target letterario/generalista) è diventato Il Garage dello Spirito, con l'inizio di questa nuova impostazione più vicina a temi di spiritualità.
Qui di seguito riporto il numero di quanti lettori hanno letto i singoli articoli (solo quelli con più di 80 visite; in ordine inverso di pubblicazione).



La cura (Nicola Rachello)                                                        88

Un medico perfetto (N. Rachello)                                          168

Piccolo racconto per il Bambino Interiore (N. Rachello)            201

Il perdono è amore (N. Rachello)                                           134

Un dono di Francesco (N. Rachello)                                        114

La tecnologia dello Spirito (N. Rachello)                                 152

Metamedicina (Laura Gambirasi)                                            182

Considerazioni sul mondo d'oggi (Monica Angeli)                       86

Assumersi la responsabilità di ciò che viviamo                        116

Le dodici perle dell’Ho’oponopono cristiano (N. Rachello)       168

Gustavo Rol: un vero illuminato (Monica Angeli)                        97

Visite e messaggi da entità spirituali                                      128

La cabala: il sesto senso (Monica Angeli)                                  85
Maria Valtorta una donna in ascolto di Dio                                83

C’è u numero per ognuno di noi: il profilo numerologico           83

Visite e messaggi da entità spirituali. È tutto falso?                 128

Fantasmi e bibbia (di Donata Ginevra)                                     89

Ghandi maestro di coerenza e forza                                        83

Vedere, pensare, agire per crescere…                                     97

Messaggio angelico ad Emanuela del 17 gennaio                       139

La cabala                                                                              90

I Salmi. Le parole della preghiera che Dio ci ha dato               123

La meditazione nella vita quotidiana (Daniele La Penna)            97

La meditazione dell’attenzione secondo Chopra                       82

Kryon, una canalizzazione                                                     155

L’enneagramma: ma sai che sei un bel tipo?                           148

Lao Tsu: le quattro virtu cardinali                                          175

Essi vivono; i defunti                                                           118

I miei film                                                                           146

Dei o alieni? L’ipotesi di Mauro Biglino                                   336

Liberarsi dai condizionamenti                                               110


C'è solo un post che fa parte della precedente amministrazione ma che riguarda in qualche modo il nuovo blog, quello relativo al libro Il tuo Angelo parla:

Il tuo angelo parla                                                               1400


E veniamo alle annate: il numero della prima colonna si riferisce a quante persone hanno visitato il blog, il secondo a quante pagine complessivamente sono state viste (cioè una persona ha potuto vedere più pagine).

2010 (Inizio dl blog in giugno)                                  1293       3783

2011                                                                     7505      19663

2012                                                                     6697      13564

2013                                                                     5171        9373

   (01.01 - 22.10                                                         4157        7310)
   (23.10 - 31.12                                                         1014        2063)
2014                                                                     2743        4622


Come avete visto il 2012 è stato l'anno migliore. E ora come sta andando in questo mese?


Maggio 2014                      703         1173

Tutto cioè alle ore 17.00 del 21 maggio 2014.
E dopo l'aridità di tanti numeri vi lascio con la melodiosità di una grande voce; domani si riprenderà la programmazione normale con un altro bellissimo articolo di... sorpresa!



A domani!

Juan Segundo

mercoledì 14 maggio 2014

Contatto col divino

conteEcco un bell'articolo che traggo, come spesso capita, dal sito Visione Alchemica. 
Sono verità che, dette così in semplicità, sembrano lapalissiane, ma quando interroghiamo la nostra vita, capiamo che fatichiamo a fare nostre. 
Buona lettura!




Contatto col divino

Siamo qui ad attendere il contatto con il nostro Divino interiore, per attuare il Cambiamento, eppure questo contatto col Divino c’è sempre stato, ogni giorno ed ogni istante della nostra vita, sarebbe ora che davvero ci svegliassimo e ci accorgessimo che siamo sempre stati collegati al Creatore di tutto ciò che è.
Siamo sue entità emittenti, entità Creatrici come lui, che portiamo qui ciò che lui concepisce attraverso noi, dobbiamo solo affinare la ricezione, il nostro intuito e discernimento!
Vi siete mai chiesti dopo aver attraversato terreni impervi nelle vostre vite, essere sopravvissuti a catastrofi economiche, affettive o legate alla salute fisica, quando nei primi giorni dell’evento pensavate di non poter sopravvivere all’abbandono, alla delusione, alla rovina e poi, giorno dopo giorno, trovavate la forza di rialzarvi, di proseguire nella vostra vita e anche di sorridere di nuovo.
Da dove proviene la forza che pian piano risentite scorrere attraverso il vostro corpo, siete ancora qui su questa Terra, a ricostruire voi stessi nonostante l’accaduto, da dove proviene questa Forza?
Non è forse la stessa Forza che nella natura trasforma una gemma in bocciolo e poi quel bocciolo in fiore e successivamente in frutto?
Non vi è mai capitato di svegliarvi in piena notte con una bellissima idea in testa alla quale non avevate proprio mai pensato? O quando ormai esausti, per aver cercato inutilmente la soluzione ad un problema, solo nel momento in cui desistevate la soluzione vi si accendeva nella mente. Quello è l’Io Sono, il collegamento con il nostro Divino interiore che tolta di mezzo la mente ed i suoi filtri, viene a noi e ci porta in un’altra dimensione, la sua, la nostra interiore.
Ci saranno anche quelli di noi che sono perfettamente collegati ed in sintonia con il Divino, ma i più o ignorano ciò o comunque poco lo praticano. Eppure il cambiamento sta in quello spazio infinito dentro di noi, dove tutte le soluzioni sono possibili, dobbiamo solo accedervi nella normalità del quotidiano e non solo quando siamo disperati in cerca di un aiuto. Lo facessimo come abitudine non conosceremmo la disperazione, arriveremmo un po’ prima della rottura del vaso ed invece di raccogliere i cocci immersi nella costernazione, salveremmo il prezioso oggetto.

E allora se non c’è desiderio di entrare in contatto il prezioso vaso deve per forza rompersi per farci comprendere quanto abbiamo resistito ad un cambiamento che poi si rivelerà positivo. Dopo, ci rendiamo conto dei segnali disseminati lungo il cammino, che non avevamo visto o ai quali avevamo dato interpretazioni di comodo ed invece ci avvisavano, per farci comprendere che dovevamo agire, cosa che non abbiamo fatto ed allora quella parte di noi, che è NOI, interviene, anche se lo capiremo dopo, dopo la sofferenza!
Colleghiamoci quotidianamente così come ci laviamo il viso ogni mattina, entriamo in quello spazio che è silenzio ed energia d’Amore, lì possiamo trovare tutto ciò che serve per poter vivere serenamente anche i momenti non facili della nostra vita.
Basta chiudere gli occhi e volerlo, respirare il flusso dell’energia Divina che ci circonda e volerlo, entrare in sintonia e volerlo. Tutto nasce da un desiderio, basta desiderarlo e avviene, ripulite i dubbi e i pensieri limitanti, entrate in quello spazio infinito, visualizzatevi col desiderio di esserci e sarete lì!
(Patrizia di Visione Alchemica)

Juan Segundo
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N.B.: Anche la foto è tratta dalla pagina del sito citata nel link.

martedì 13 maggio 2014

Il libero arbitrio (racconto di Monica Angeli)

C'è un termine in psicoterapia, in particolare in quella di gruppo: psicodramma. Esso consiste nell'esteriorizzare attraverso un dramma (nel senso di azione scenica o scritta) un'esperienza spesso traumatizzante, e questo esporre con parole o gesti è utile a comprendere e superare l'energia distruttiva dell'esperienza negativa. In parole povere: se riesco a raccontarti questa brutta storia, ne prendo le distanze e la posso guardare e giudicare con più calma.
Penso sia proprio così che si può descrivere questa storia che Monica Angeli mi ha inviato. Quando un'esperienza di vita vera diventa un racconto per soffrire un po' meno...
Il libero arbitrio

Sulle scale di una chiesa, stavano seduti la donna e il suo Angelo Custode, l'uno accanto all'altra, senza parlare.
D’un tratto la donna urla: Perché!!!
E l'Angelo le chiede: perché cosa bambina?
E lei: perché non ho potuto fare niente? perché ho fallito?
E l'Angelo: bambina tu non hai fallito!!
Come no - risponde la donna - aveva intrapreso un'altra strada , vedevo il fuoco, sono andata con un secchio di parole per spegnerlo, erano tutte colorate, brillavano come stelle, gliele ho versate addosso, e di rimando ho avuto un calcio…
Lo so bambina – dice l’Angelo -per parecchio tempo ho avuto il segno della pedata.
Il segno della pedata? Esclama la donna.
E l’Angelo: Si bambina, siamo legati animicamente, rido con te, piango con te, soffro con te, gioisco con te, i segni che tu porti sul corpo io li porto nel cuore.
Ma perché é successo, io ancora non capisco – dice la donna.
Lo capirai bambina, non avere fretta, ogni cosa a suo tempo – è la risposta dell’Angelo.
Passa del tempo, e l'Angelo e la donna, fianco a fianco, seduti sugli scalini della chiesa, ognuno assorto nei propri pensieri, rimangono in silenzio. Poi il silenzio viene rotto dalla donna che esclama: Io proprio non ci posso pensare!
A cosa - risponde l'Angelo.
All'ingiustizia di alcune persone.
Non capisco - dice l'Angelo.
Mi riferisco al fatto di prima! Infatti dopo la prima volta, pensando di aver portato poco, sono ritornata con in mano due secchi questa volta: uno con belle parole e un altro con tanta pazienza, e tanto perdono.
E allora? - esclama l'Angelo - cosa c'è da capire? Cosa?
Dice la donna: la reazione delle persone. Al mio offrire tanto amore, questa oltre alla pedata mi sono beccata un pugno in piena faccia, e ti assicuro che faceva male, tanto male…
A chi lo dici bambina – dice l’Angelo - lo so; se ci ripenso sento ancora quel dolore, non è stato piacevole. Ma che ci vuoi fare, così é la vita.
La vita? E che vita è questa? – esclama la donna
E l'Angelo risponde: nulla succede a caso bambina, tutto ha un senso, un motivo, una spiegazione.
Le parole pronunciate dall'Angelo, anche se ancora non comprese, sanno di buono, placano l'animo e arrivano al cuore. E la donna mette il capo sulla spalla dell'Angelo e dall'Angelo esce un raggio di sole che riscalda dentro.
Passa dell'altro tempo e, ancora seduti sullo stesso scalino, la donna esclama: dimmi una cosa, ma tu dici che ti sei preso la pedata quando l'ho ricevuta io, e il pugno in faccia quando l'ho avuto io…
E l'Angelo interrompe: sì, e nello stesso preciso istante, era ovvio accadesse, mi ero messo davanti a te per parartelo.
Ah si? Esclama la donna.
Sì - risponde addolorato l'Angelo .
E ti ha fatto tanto male quel pugno che ancora te ne addolori? – chiede la donna.
No, bambina – risponde l’Angelo - è stato il dolore che hai provato tu ad addolorarmi.
Mi dispiace - -esclama la donna - allora eri presente anche la terza volta, quando oltre alle parole belle, oltre alla pazienza e al perdono, ho portato anche un secchio con l'amore, l'amore spirituale, quello che si prova quando vuoi tanto bene a qualcuno da volerlo salvare pure da se stesso.
Si bambina, c'ero pure quella volta.
E ti eri nuovamente messo davanti? – chiede la donna.
Si bambina, mi ero nuovamente messo davanti, ma tu eri girata di spalle.
Oh cielo! - esclama la donna - allora hai visto tutto, sai tutto.
Si bambina, conosco il tuo dolore, ed è stato pure il mio, nella schiena hai avuto tante coltellate.
Le stesse che ho ricevute pure io? Esclama la donna.
Si , risponde l'Angelo.
E che cos'hai fatto? chiede la donna.
Quello che faccio sempre bambina - risponde l'Angelo - mi riempio le mani di balsamo d'amore e le passo sulle tue ferite.
Ah, ok - esclama la donna - e ti pare giusto accada questo? È possibile donare un fiore e ricevere una pietra, la chiami giustizia tu?
No bambina, non è questa la giustizia - dice l'Angelo tenendo lo sguardo fisso davanti a sé e con volto tirato - ma in alcuni casi è giusto così.
È giusto così? Io proprio non capisco - dice la donna un poco seccata - provaci tu a spiegarmelo.
Ok bambina, ci provo, ma tu la risposta già la sai, la conosci da tempo, solo che non ne hai appreso il significato e per questo ci ricadi sempre.
In effetti è vero - dice la donna - non sono estranea a questi comportamenti, spesso ho dato il bene e ricevuto il male, le persone sono strane a volte.
No bambina, le persone non sono strane – risponde l’Angelo - sono solo persone…
Sì , ma sono adulti - dice la donna - dovrebbero imparare qualcosa dai loro errori.
Anche tu lo sei, adulta - risponde l'Angelo - o mia bambina.
E il tono si fa serio.
Va bene - dice la donna - allora è giusto che avvenga così, è questo che mi stai dicendo?
No bambina, non sarebbe giusto, ma lo diventa dal momento che non si rispettano i doni.
I doni? - esclama la donna - Ma di quali doni stai parlando, non capisco.
Il più grande, l'immensa prova d'amore di cui vi ha dotati Dio - risponde l'Angelo - quello di cui non siamo muniti noi.
La donna lo guarda stupita, e in un attimo capisce e risponde: il libero arbitrio!
Una Luce si accende negli occhi dell'Angelo: Sì bambina, è quello.
L'Angelo mette una mano sulla fronte della donna e davanti a lei iniziano a scorrere come in un film tutte le immagini; si rivede in tanti momenti, e nota una cosa: in nessuno di quei momenti ha rispettato il libero arbitrio altrui, il suo la spingeva a scegliere di aiutare, e andava dritta per la sua strada. Ma poi si scontrava con quello degli altri, e si sentiva male, non ascoltava, non voleva sentire, non comprendeva. Lei era felice e a tutti i costi voleva che lo fossero tutti, e si imponeva, e picchiava forte, e quei pugni, quei calci che tirava, li sentiva sulla sua pelle perché tornavano indietro, non faceva del male con intenzione, ma si faceva male.
La donna guarda L'Angelo e dice: Ecco, ho capito adesso, dobbiamo suggerire non pretendere, affiancare non porsi davanti imponendosi; dobbiamo fare come alcune madri con i figli: nonostante il dolore che provano, pur di farli imparare li lasciano liberi di sbagliare. È questa la legge del libero arbitrio, altrimenti si ottiene l'effetto contrario .
Si bambina – risponde l’Angelo -vedo che hai capito.
Ok , ho imparato la lezione - risponde la donna, e si alza mentre guarda l'Angelo, e dice: ma quanto tempo siamo rimasti seduti?
Il tempo necessario - risponde l'Angelo, mentre si alza e va accanto a lei.
Si prendono per mano e si avviano lungo la strada davanti a loro.
Dopo un paio di passi la donna si gira, guarda l'Angelo e dice: Angelo mio, voglio ringraziarti per tutte le volte che mi sei stato vicino, per le volte che ti sei messo davanti - e l'Angelo la guarda - per le volte in cui mi hai protetta, per avermi curata con il balsamo d'amore.
A quel punto l'Angelo con l’aria interrogativa di chi sa già la domanda ma vuole comunque sentirsela fare, dice: E… ?!
E la donna risponde: E… niente. Mi chiedevo: ma se tu hai sentito i miei stessi dolori, dato che hai ricevuto gli stessi colpi al cuore e nello stesso momento, e a me hai curato col balsamo d'amore, e dato che io non ne ero a conoscenza di questa cosa, le tue ferite chi le ha curate?
L'Angelo la guarda serio e dice: Avanti! Cammina, donna di poca FEDE!
A quel punto la donna comprende perché fino a quel momento l'Angelo l'aveva chiamata bambina.
Lo guarda e dice: C'é tanto da imparare, vero?
E lui risponde: Sì, piccina, per questo sono al tuo fianco .
Si riprendono per mano e continuano il cammino.
Juan Segundo

sabato 10 maggio 2014

Il perdono è amore

Questa mattina è iniziata veramente molto bene! Ho trovato nella posta, infatti, un nuovo articolo di Nicola Rachello. Ed è un'esclusiva tutta per noi, per questo blog.
So che i suoi pezzi sono graditi non solo a me, ma anche a tutti voi che leggete questo blog.
E mi sono chiesto il perché di questa preferenza. E mi sono dato una sola risposta: sono scritti col cuore e perciò toccano il cuore!
Io ho già letto, naturalmente, l'articolo e ha dato alla mia anima una grande forza per affrontare anche questa giornata; è stato per me veramente un dono.
Dono che ora faccio a voi.
Buona lettura! E lasciate i vostri commenti!



Sono le 2.15 del mattino.
Mi chiedo chi o che cosa mi spinga ad alzarmi a quest’ora dal letto. Per questo resisto, il tepore delle coperte mi invita a rimanere disteso, ma non c’è verso. I minuti scorrono lenti e dopo una strenua resistenza mi alzo. Sono le 3.45.
So che il tema che voglio affrontare è il perdono, quell’atto di misericordia divina che ci riconcilia a Dio. Così pongo la prima domanda: “Signore quante volte dovrò perdonarmi, per non vedere la tua grandezza, per non accorgermi di tutte le meraviglie del tuo creato, per non saper apprezzare la bellezza in tutto ciò che mi circonda? E quante volte dovrò perdonare l’offesa subita, l’umiliazione ricevuta?” E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette” (Mt 18,22).
Voglio scavare, voglio mettere a nudo la mia anima e lasciare che il mio Spirito sia luce, nella maestosità della luce divina.
Così torno a percorrere alcuni passi in compagnia di Mornnah *. Sento la dolcezza delle sue parole, assaporo la calma e la tranquillità con le quali sa trasmetterle, gioisco di così tanta bellezza interiore. “Hai posto correttamente la tua domanda: Quante volte dovrai perdonarti? Potresti aggiungere quante volte dovrai essere gentile con te stesso? Quante volte dovrai saperti amare, cogliere che per te, sei tu stesso la persona più importante dell’intero universo, che è nel tuo cuore che l’essenza divina è diventata amore”.
Ho'oponopono Cristiano
Così Mornnah accarezza dolcemente il mio viso e sorride. Ecco, la gentilezza è sempre stata il suo modo d’essere, la sua espressione, la sua chiave per relazionarsi con me e con voi. Mornnah sa come guarire ogni ferita dell’anima. Ogni mia singola ferita è nata da un atto di separazione da Dio, dal mio allontanarmi da Lui attraverso pensieri sconnessi e di dolore, usando parole che hanno arrecato sofferenza, che hanno fatto più male di un gesto di violenza fisica e da azioni lesive e distruttive di uno spazio sacro: il cuore.Così Mornnah mi riporta qua, al centro del mio cuore, e mi aiuta a comprendere che, attraverso il dolore e la sofferenza, io stesso creo separazione tra anima e spirito, tra corpo e mente. Ma qui al centro del cuore, regna la Pace, regna la bellezza e la dolcezza del perdono così consapevolmente scelgo di accogliere nella mia mente, nella mia bocca, tra le mie mani questo dono di Gesù.
Sì, il mio strumento è il perdono ed è molto di più di un cacciavite o di una pinza per l’anima, usato da un bravo meccanico. E’ il bisturi del chirurgo e io sono il chirurgo. Volontariamente incido memoria su memoria per guarire ferita su ferita, ogni parte malata, ogni sofferenza. Porto a conclusione giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, l’operazione alchemica della mia trasmutazione. Poi applico il balsamo dell’amore e uso ancora gentilezza e perdono. Mi aiuta sapere che l’Ho’oponopono è la via più semplice e che questa mi attraversa conducendomi dritta al cuore della divinità.
Così Morrnah condivide con me la Pace, quella pace ricevuta da Gesù: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore” (Gv 14,27). A questo livello di consapevolezza realizzo chiaramente come in fondo, esternamente, non ci sia nulla da perdonare. Nessuno a cui chiedere perdono. L’alchimia del cuore è interiore, una volta avvenuta, esternamente si riflette solo come Luce negli occhi.
Dio non ha colpe da perdonare ma solo amore da offrire e Gesù porta il Suo comandamento nuovo: “Ama il tuo prossimo come te stesso”.
Nel perdono riscatto la mia libertà: “Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi” (Mt 6,14). Consapevole di non avere nulla da perdonare a nessuno se non a me stesso, rimango comunque ancorato a questo preziosissimo strumento e quando “inciampo” credendo di aver subito un torto o un’umiliazione da qualcuno, lo perdono; ma non voglio più ingannarmi: in realtà sto perdonando solo me stesso per essermi separato momentaneamente dal perfetto amore di DIO. 


Juan Segundo
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* Fondatrice dell'Ho'oponopono dell'Identità del Sé - SITH- ovvero l'Ho'oponopono moderno. Alle Hawaii l'Ho'oponopono era una pratica ancestrale.

lunedì 5 maggio 2014

Sulla preghiera

Sono l'ultima persona al mondo che potrebbe parlare della preghiera, perché per parlare di preghiera bisogna anzitutto essere uno che... prega.
Ma una conversazione privata su FB di pochi giorni fa mi ha fatto venire in mente alcune riflessioni che ho pensato di condividere con voi.
Partiamo con la Bibbia, fonte e fulcro di ogni aspetto della vita cristiana.
La prima cosa che si dice degli Apostoli subito dopo l'Ascensione di Gesù è che essi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui. (At 1,14).
E Paolo esorta i primi cristiani ad essere allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. (Rom 12,12). Infatti Luca ci racconta che nelle prime comunità ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio (cioè pregavano) e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore (A7 2,46).
Ancora Paolo ci dice alcune altre cose importanti.
Scrivendo a quelli di Corinto egli racconta che nel suo ultimo viaggio di evangelizzazione in Asia se l'è vista veramente brutta: non erano servite tutte le sue arti di eloquenza, astuzia, coraggio, al punto che era stata pronunziata su di lui la sentenza di morte da parte degli ebrei. E solo confidando nella potenza di Dio che era stato salvato; tuttavia non era ancora perfettamente al sicuro, ecco perché chiede loro: cooperate anche voi con la preghiera, affinché per il beneficio che noi otterremo per mezzo della preghiera di molte persone, siano rese grazie da molti per noi (2 Cor 1,11).

Sempre lui chiederà ai romani di combattere insieme con lui con le loro preghiere d'intercessione (Rom 15,30). A quelli di Filippi dirà di esser certo che ogni cosa concorrerà per la sua salvezza grazie alle loro preghiere (Fil 1,19).
Agli efesini invece scriverà pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi (Ef 6,18). I santi naturalmente non erano quelli che la chiesa di Roma canonizza in pompa magna e spreco di soldi in piazza S. Pietro, ma sono tutti i cristiani che sono parte attiva della comunità.
Anche Pietro fu salvato per le continue orazioni che erano fatte dalla chiesa per lui a Dio quando a Gerusalemme stava per essere messo a morte (Atti 12,5). Perciò consiglia: la fine di tutte le cose è vicina; siate dunque moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera (1Pt 4,7).
Dove voglio arrivare con tutte queste citazioni?
La preghiera è parte essenziale della vita del cristiano.
Uno che si dice cristiano, ed è anche caritatevole, ma non prega, non è un cristiano, perché anche un ateo può far del bene per uno scopo puramente umanitario. Ma il segno caratteristico del credente di qualsiasi religione è la preghiera.
La preghiera è una vera e propria azione, porta frutti come un gesto di amore, una carezza, un bacio, una parola buona, solo che non si vede materialmente. E noi che siamo abituati a credere solo a ciò che vediamo con gli occhi e tocchiamo con mano non crediamo nella sua potenza.
Pregare, intercedere per qualcuno, dal mio punto di vista significa dire a Dio: questa persona che mi è cara ha bisogno d'aiuto e solo la tua mano può fare qualcosa per lui: agisci! E più sono i fratelli e le sorelle che pregano per la stessa persona, più è forte questa richiesta: guarda Dio quante persone lo amano! Se questa è la tua volontà, conservalo alla nostra comunità! permettigli di continuare a far del bene in mezzo a noi!
A volte, come la persona che mi ha scritto, si è impediti dal compiere un gesto di carità, dall'andare a trovare un ammalato, dall'incontrare una persona, per tanti motivi, leciti o meno.
Niente paura: la preghiera in quel momento ha lo stesso effetto dell'azione concreta; e la persona lo sentirà nel suo cuore.
Nel mondo sono migliaia le persone, laiche o religiose, cristiane, buddiste, musulmane, induiste... che si dedicano esclusivamente alla preghiera.
Vite sprecate? Certamente no!
Una donna che dedica parte della sua giornata libera dagli impegni familiari/lavorativi a pregare, sta semplicemente continuando ad essere una donna cristiana, così come al mattino ha preparato la colazione per i figli, ha cucinato per la famiglia, ha lavato e stirato, ha svolto la sua attività lavorativa fuori casa. Così come un uomo che si ritaglia uno spazio dal proprio lavoro per innalzare il cuore a Dio.
Non è una visione arretrata, chiusa, "di una volta". È essere cristiani che è implicitamente anche essere una persona che prega, che lo si faccia insieme o da soli, in un prato con altre mille persone o sul balcone della propria casa mentre scende la sera.
Preghiamo come vogliamo, usiamo le parole che preferiamo... ma preghiamo.
Se queste riflesioni vi hanno interessato, lasciate un vostro commento e se volete... ne riparleremo su queste pagine!

Juan Segundo

domenica 4 maggio 2014

Un premio... dal passato: il Liebster Award

Riapro per un attimo la porta del vecchio blog letterario (Il Garage di Demetrio), di cui questo Garage dello Spirito è la normale continuazione.
E lo faccio per rispondere ad un carissimo amico, Ariano Geta, che mi ha nominato come vincitore del Liebster Award. Si tratta di un premio dato ad un blogger che, a discrezione di chi premia, ha meriti che vanno dalla semplice amicizia e stima all'impegno profuso nella gestione del blog.
Chi riceve il premio (che come avete visto è più un gioco che altro, ma è importante perché rafforza amicizia e stima verso i compagni d'avventura) deve a sua volta:

1) Ringraziare chi lo ha premiato nominandolo esplicitamente nel post
2)Rispondere alle domande di chi lo ha premiato
3)Premiare altri tre blog che abbiano meno di 200 followers meritevoli del premio Liebster
4) Comunicare ai diretti interessati la vittoria di questo prestigiosissimo premio
5) Fare altre dieci domande a cui i premiati dovranno rispondere.


Avendo nominato e, implicitamente ringraziato, Ariano per avermi messo in questo casin... cioé per avermi scelto tra millemila altri blog meritevoli, vengo al secondo punto: rispondo alle domande che mi ha fatto.


1) Che rapporto hai con le bugie? Pensi che talvolta siano necessarie o le condanni a prescindere?
Proprio qualche giorno fa su FB si parlava di questo argomento e le risposte sono state le più varie e diverse. Da chi era per la verità a tutti i costi, a chi ammetteva che... oddio, qualche volta una bugia può anche servire. Ecco, io sono per questa seconda ipotesi: a volte la verità pura e dura può far male a chi la sente, e non mi riferisco solo a casi estremi come i malati terminali.

2) Qual è la scena della tua infanzia (intesa soprattutto in senso visivo) che ti è rimasta maggiormente impressa nella mente?
Non so perché, ma è il ricordo una foto che mi ritraeva vicino ad un vecchio maggiolino color sabbia, il giorno del mio 18 compleanno con in braccio una bimbetta di pochi anni (che ora non ricordo neanche chi fosse!) e un cane che mi guardava con aria interrogativa. E io avevo uno sguardo spento, di chi non sa che ci sta a fare lì. Sarà per questo che ho scelto come avatar Buster Keaton?

3) Parlando di umorismo, in genere che tipo di comicità trovi particolarmente divertente?
Quella un po' cerebrale, tipo Woody Allen, oppure, all'opposto, quella dei gesti, alla Stallio e Ollio. L'unica che non sopporto è quella contemporanea fatta di doppi sensi e parolacce.

4) Prima di affrontare situazioni complesse o importanti, segui qualche rituale scaramantico?
Assolutamente no! Anzi meno preparativi faccio e meglio mi sento. Quando ero all'università, pur di non dare importanza all'esame, smettevo di studiare almeno un paio di giorni prima e mi dedicavo direttamente al successivo. Ma questo non lo consideravo un gesto scaramantico.

5) Per 24 ore puoi scambiare la tua vita con quella di un'altra persona (non necessariamente un vip). Chi sceglieresti, e perché?
C'ho pensato abbastanza ma, sinceramente, non ho trovato nessuno nei cui panni vorrei essere per 24 ore. Anzitutto perché allo scadere tornerei ad essere io e ad avrei perso 24 ore di possibilità di fare cose e conoscere gente (la vita non si ferma per un giorno, continua lo stesso e quello che è perso... è perso). E poi perché non mi trovo niente male nei miei panni!

6) Una persona che stimi ti critica pubblicamente. Come pensi che reagiresti?
Lì per lì non direi niente, ma non la prenderei molto bene. Sicuramente andrei a chiedere il perché di quella critica, perché sono uno che vuole capire quel che succede attorno a lui, specie se la cosa lo riguarda. Poi penso che mi ci vorrà un po' per farmela passare, anche se la persona che ha detto/fatto quello è una che stimo. Che ci volete fare...

7) Qual è il peccato capitale nel quale rischi più facilmente di cadere?
Penso la vanità! E non parlo per il mio aspetto fisico, che è abbastanza comico di per sé, a cominciare dai miei 80 e passa chili che mi porto appresso.

8) Una persona che detesti ti offre il suo aiuto in un momento per te difficile. Accetti o rifiuti?
Se sono veramente messo male, probabilmente sì, ma mi devo trovare in una situazione veramente brutta. L'orgoglio è una brutta bestia!

9) Quanti libri leggi mediamente nel corso dell'anno?
Questa è la domanda più difficile, perché non ho mai calcolato il numero. Ma sicuramente, tra carteceo e digitale, una quarantina.

10) E quanto tempo dedichi giornalmente alla vita sociale via web includendo facebook, twitter, forum, commenti a blog etc.
Molto tempo, forse anche troppo! Infatti stando in negozio ho molto tempo a disposizione e lo passo quasi tutto davanti al PC a leggere, informarmi e a... fare salotto. Ma cerco sempre di dare un qualche contenuto importante alle mie conversazioni.

Puff! Puff! Ce l'ho fatta e ho risposto a tutte le domande!
Ora tocca assegnare a me il premio. Purtroppo, come dicevo ad Ariano, da quando ho cambiato target al mio blog, non sono più in contatto con i blogger di una volta. Ma penso di poter nominare Glauco Silvestri (non me ne voglia!), che è uno dei pochi... sopravvissuti. Il premio prevede che il nominato abbia meno di 200 followers, ma visto che io non so dove andare a guardare per accertarmene, decido che posso farlo.
Con le seguenti motivazioni: 
Anzitutto è un altro di quelli che è ancora in fase di metamorfosi ed ha alcune scelte ancora da fare, riguardo al blog.
È uno che ultimamente morde la vita a muso duro e nonostante le difficoltà ha messo una marcia in più.
Soprattutto è uno con cui mi sento in sintonia su moltissimi argomenti, e non parlo solo di quelli di cui tratta sul blog. 
Infine, perché ci siamo dati appuntamento per un caffè un paio di anni fa e non siamo ancora riusciti a trovare un orario comodo per tutti e due!
E ora le dolenti note, per me: le domande a Glauco.

1. So che ami Bologna e quotidianamente addobbi la tua pagina FB con foto della tua città. Qual'è la zona di cui hai i ricordi più belli? E perché?
2. Loriano Macchiavelli,  Barbara Baraldi, Gianfranco Nerozzi, Carlo Lucarelli. (volevo citare Sandro Sermenghi, ma qui saresti... di parte, anche solo per assonanza del nome!): metti in ordine di piacimento i nomi di questi scrittori della tua terra. O ce n'è qualcun altro che secondo te vale di più?
3. Sei anche appassionato di pittura: chi è il pittore che ti ispira di più?
4. Sei scrittore, quindi la domanda sull'argomento scatta automatica. Lo so che è scontata, però la faccio lo stesso: qual'è il tuo personaggio o la tua serie che ti ha fatto sudare di più perché avevi tutto in testa, ti piaceva da morire, ma non riuscivi a trasporre sulla pagina le cose come volevi?
5. Restiamo in tema di citazioni... dotte (d'altra parte tu sei di Bologna!): se tu avessi previsto tutto questo, dati, causa e pretesto, e le attuali conclusioni, avresti fatto tutto nello stesso modo o c'è qualcosa che avresti voluto fare diversamente nella tua vita?
6. Qual è lo sport che ti sarebbe piaciuto praticare, ma non hai mai fatto (vale tutto, anche il trangugiamento del tortellino con rincorsa)?
7. Sempre in tema di sport: so che Bologna è sempre stata divisa tra i bolognesi del calcio e quelli del basket. Tu a quel categoria appartieni?
8. "Signore è stata una svista, abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista. Signore se lanci uno strale, sbaglia mira per favore, non farmi del male" cantava Ivan Graziani tanti anni fa. Anche tu hai imbracciato la chitarra per un bel periodo (e spero lo faccia ancora). Qual'è il musicista o il gruppo a cui ti senti più legato, che rispecchia meglio il tuo modo di intendere la vita?
9. Non ti faccio una domanda diretta di politica perché specie in questo periodo potrebbe essere fraintesa da chi legge. Però ti chiedo: cosa è mancato secondo te nelle scelte sociali in questi ultimi decenni che ci ha fatto arrivare a questo punto?
10. Ultimo ma non ultimo. Normalmente si chiede: cosa ti piacerebbe avere, fare, cos'è che ti è mancato. Io ti chiedo invece: qual è una cosa bella nella tua vita attuale?

Ecco. Le domande ci sono. Ora a te, Glauco! 
E, come sai, ti tocca fare la stessa trafila di risposta, nomina, domande, ecc. ecc. .
E per tutti voi dall'altra parte dello schermo, un Ivan Graziani d'annata!



Juan Segundo

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