Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

sabato 10 maggio 2014

Il perdono è amore

Questa mattina è iniziata veramente molto bene! Ho trovato nella posta, infatti, un nuovo articolo di Nicola Rachello. Ed è un'esclusiva tutta per noi, per questo blog.
So che i suoi pezzi sono graditi non solo a me, ma anche a tutti voi che leggete questo blog.
E mi sono chiesto il perché di questa preferenza. E mi sono dato una sola risposta: sono scritti col cuore e perciò toccano il cuore!
Io ho già letto, naturalmente, l'articolo e ha dato alla mia anima una grande forza per affrontare anche questa giornata; è stato per me veramente un dono.
Dono che ora faccio a voi.
Buona lettura! E lasciate i vostri commenti!



Sono le 2.15 del mattino.
Mi chiedo chi o che cosa mi spinga ad alzarmi a quest’ora dal letto. Per questo resisto, il tepore delle coperte mi invita a rimanere disteso, ma non c’è verso. I minuti scorrono lenti e dopo una strenua resistenza mi alzo. Sono le 3.45.
So che il tema che voglio affrontare è il perdono, quell’atto di misericordia divina che ci riconcilia a Dio. Così pongo la prima domanda: “Signore quante volte dovrò perdonarmi, per non vedere la tua grandezza, per non accorgermi di tutte le meraviglie del tuo creato, per non saper apprezzare la bellezza in tutto ciò che mi circonda? E quante volte dovrò perdonare l’offesa subita, l’umiliazione ricevuta?” E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette” (Mt 18,22).
Voglio scavare, voglio mettere a nudo la mia anima e lasciare che il mio Spirito sia luce, nella maestosità della luce divina.
Così torno a percorrere alcuni passi in compagnia di Mornnah *. Sento la dolcezza delle sue parole, assaporo la calma e la tranquillità con le quali sa trasmetterle, gioisco di così tanta bellezza interiore. “Hai posto correttamente la tua domanda: Quante volte dovrai perdonarti? Potresti aggiungere quante volte dovrai essere gentile con te stesso? Quante volte dovrai saperti amare, cogliere che per te, sei tu stesso la persona più importante dell’intero universo, che è nel tuo cuore che l’essenza divina è diventata amore”.
Ho'oponopono Cristiano
Così Mornnah accarezza dolcemente il mio viso e sorride. Ecco, la gentilezza è sempre stata il suo modo d’essere, la sua espressione, la sua chiave per relazionarsi con me e con voi. Mornnah sa come guarire ogni ferita dell’anima. Ogni mia singola ferita è nata da un atto di separazione da Dio, dal mio allontanarmi da Lui attraverso pensieri sconnessi e di dolore, usando parole che hanno arrecato sofferenza, che hanno fatto più male di un gesto di violenza fisica e da azioni lesive e distruttive di uno spazio sacro: il cuore.Così Mornnah mi riporta qua, al centro del mio cuore, e mi aiuta a comprendere che, attraverso il dolore e la sofferenza, io stesso creo separazione tra anima e spirito, tra corpo e mente. Ma qui al centro del cuore, regna la Pace, regna la bellezza e la dolcezza del perdono così consapevolmente scelgo di accogliere nella mia mente, nella mia bocca, tra le mie mani questo dono di Gesù.
Sì, il mio strumento è il perdono ed è molto di più di un cacciavite o di una pinza per l’anima, usato da un bravo meccanico. E’ il bisturi del chirurgo e io sono il chirurgo. Volontariamente incido memoria su memoria per guarire ferita su ferita, ogni parte malata, ogni sofferenza. Porto a conclusione giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, l’operazione alchemica della mia trasmutazione. Poi applico il balsamo dell’amore e uso ancora gentilezza e perdono. Mi aiuta sapere che l’Ho’oponopono è la via più semplice e che questa mi attraversa conducendomi dritta al cuore della divinità.
Così Morrnah condivide con me la Pace, quella pace ricevuta da Gesù: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore” (Gv 14,27). A questo livello di consapevolezza realizzo chiaramente come in fondo, esternamente, non ci sia nulla da perdonare. Nessuno a cui chiedere perdono. L’alchimia del cuore è interiore, una volta avvenuta, esternamente si riflette solo come Luce negli occhi.
Dio non ha colpe da perdonare ma solo amore da offrire e Gesù porta il Suo comandamento nuovo: “Ama il tuo prossimo come te stesso”.
Nel perdono riscatto la mia libertà: “Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi” (Mt 6,14). Consapevole di non avere nulla da perdonare a nessuno se non a me stesso, rimango comunque ancorato a questo preziosissimo strumento e quando “inciampo” credendo di aver subito un torto o un’umiliazione da qualcuno, lo perdono; ma non voglio più ingannarmi: in realtà sto perdonando solo me stesso per essermi separato momentaneamente dal perfetto amore di DIO. 


Juan Segundo
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* Fondatrice dell'Ho'oponopono dell'Identità del Sé - SITH- ovvero l'Ho'oponopono moderno. Alle Hawaii l'Ho'oponopono era una pratica ancestrale.

4 commenti:

  1. Perdonare se stessi è relativamente facile, ben più difficile perdonare gli altri...

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    1. In verità per me è il contrario: riesco a perdonare più facilmente gli altri che me stesso! Forse perché gli altri stanno la fuori e posso anche evitarli se voglio, ma con me stesso devo convivere 24 ore su 24!

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    2. Anche questo è vero. Per mia fortuna, io e "me stesso" ormai andiamo abbastanza d'accordo, difficilmente ci contraddiciamo ;-P

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    3. Grazie Ariano per il tuo commento e per la tua partecipazione. Pace dell'Io.

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