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Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

martedì 6 novembre 2012

Il metodo Cardosa, di Carlo Parri


Dalla mia stanza della lettura scrivo questo post, il primo della serie.
Odette è da una misteriosa amica, di cui non ha voluto dirmi neanche il nome, e io sono padrone della situazione.
E inauguro la rubrica delle considerazioni di lettura con Il metodo Cardosa, di Carlo Parri.
Sempre alla ricerca di nuovi autori italiani, non mi sono fatto sfuggire questo recente volume del Giallo Mondadori. Non che tutti i volumi del GM siano buoni libri, ma ho avuto la fortuna di beccare uno di quelli giusti.
Ecco la sintesi tratta dalla IV di copertina:
Eccolo, il morto: in ginocchio davanti a un’edicola, con la faccia sprofondata tra due pile di giornali. È il primo caso di omicidio per il vicequestore aggiunto Leonardo Cardosa, fresco di trasferimento alla terza sezione della Squadra Mobile di Roma. La vittima è un importante costruttore, ucciso con un colpo di pistola alla nuca. Il killer non ha esitato ad agire in presenza di testimoni né a mostrarsi a volto scoperto. Faccenda complicata, anche perché il morto, il costruttore Corcelli, era un tipo stravagante, un appassionato di occultismo con una villa piena di reperti che è un concentrato di stranezze. Per di più, c’è un altro caso che Cardosa deve risolvere: quello in cui è implicata sua sorella, che nella remota Sicilia, terra d’origine del vicequestore, è oggetto di minacce e colpi di lupara. Ma Cardosa ha un metodo tutto suo di interpretare il mondo. Lui è uno che non dà spiegazioni, che dice le cose senza preoccuparsi di essere capito. Il suo modo di pensare è come una mappa stradale, e i suoi due cervelli, come lui stesso sostiene, vedono tutto come se fosse disegnato nell’aria, perciò gli riesce difficile tradurre in parole questi schemi, queste architetture immaginarie. E tracciare la mappa mentale dei casi che sta seguendo, fra una serie di delitti, minacce mafiose e la caccia a un antico manoscritto, sarà il suo battesimo del fuoco.
qui trovate una recensione come si deve, dove ci sono tutte le cose che dovete sapere sul libro.
Io vi darò delle semplici impressioni di lettura, una lettura di pancia, come dico sempre  io.
Questo Il metodo Cardosa è, se non ho capito male, il romanzo d'esordio di Carlo Parri, anche se l'autore ha ormai passato da qualche anno la sessantina. Evidentemente anche per me c'è qualche speranza!
A parte le (facili) battute, devo dire che si tratta di un buon romanzo. Come in tutte le opere prime c'è qualche sottolineatura di troppo, qualche caratterizzazione ostinatamente superflua, qualche frase fatta da esordiente; cose insomma che anch'io che non sono nessuno farei in un'opera d'esordio. Ma se gli perdoniamo questi nei, per il resto il romanzo va che è una scheggia. La storia sembra concludersi in diversi momenti, ma l'inventiva dell'autore riesce a riaprirla quando meno te l'aspetti e in direzioni inaspettate. 
I personaggi mi piacciono, stravaganti quanto basta ma mai sopra le righe; veri insomma. 
Non so a chi potrei paragonare questo vicequestore aggiunto siciliano, ma il personaggio che più mi ha ricordato durante la lettura è stato Jules Maigret, tutto scatti bruschi e ragionamenti taglienti come un coltello. Ma (a me è sembrato) non c'è da parte di Parri nessuna volontà di riproporre un modello-Simenon: Cardosa è un Maigret di suo, senza scopiazzature.
L'unica cosa che mi ha lasciato un po' perplesso, è stata l'indagine per così dire parallela di Cardosa, quella che conduce in Sicilia, e che lo fa ritornare a vicende familiari antiche. Col senno di poi mi dico che la parte di storia in terra di Sicilia è servita a spiegarci il passato del poliziotto, ma durante la lettura la cosa mi ha un po' infastidito. Ad un certo punto mi sono detto che il libro poteva concludersi senza questa seconda narrazione, e ho malignamente pensato che il tutto fosse servito all'autore (e all'editore!) per aggiungere una quarantina di pagine al libro. Ma io sono malignetto di natura!
Per concludere, se trovate in qualche edicola o bancarella Il metodo Cardosa, non lasciatevelo scappare: leggerlo vi farà passare qualche buona ora di relax e divertimento.
Un voto? 7,5.

Nino

(pubblicato QUI)

8 commenti:

  1. E' proprio vero, c'è speranza per tutti per essere pubblicati prima o poi. Anche per me. ;)

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    1. la speranza è sempre l'ultima a morire... ma non facciamolo sapere in giro, che sennò ci fucilano!

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  2. Ma se aggiungono pagine non è una cosa positiva? Cioè tu paghi per una storia, e loro mettono più storia!

    Io tanto i gialli non li leggo per cui potrei limitarmi a scriverne qualcuno, ma a leggerli no che sono noiosi :)

    Meno male che sei tornato!

    Simone

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    1. Veramente in questo periodo sono ospite da Odette ed è da lì che ho scritto il post, come puoi vedere un po' più su. Prendo atto che non ti piacciono i gialli. E la pizza con la mozzarella di bufala? che mi dici in proposito? È di tuo gradimento? Comunque se scrivi un giallo fammelo sapere, ma non venirmi a dire che uscirà il primo aprile, non so se mi spiego!

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    2. La pizza con la mozzarella di bufala la adoro... su qualcosa vedi siamo molto d'accordo :)

      Simone

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    3. Alleluja! allora vuol dire che potremmo fondare un partito, magari lo chiamamiamo... La Bufala! secondo me faremo il pieno di voti!

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  3. Ho scritto Il metodo Cardosa proprio per dimostrare che un giallo può anche non essere noioso...

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    1. ... e ci sei riuscito sicuramente!

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