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sabato 24 maggio 2014

Settanta libri di metallo potrebbero cambiare la storia cristiana

Foto tratta dalla pagina del sito citata qui a fianco
Dal sito Fisicaquantistica.it
(che ringrazio infinitamente per avermi concesso l'autorizzazione!) pubblico un interessante articolo su una scoperta che, come dice il titolo, potrebbe cambiare la storia del cristianesimo.
Non vi anticipo nulla per lasciarvi la curiosità di leggere l'articolo.

Vi chiedo solo di riflettere su quante testimonianze esistono, anche di prima mano, sulla storia dei primi anni del cristianesimo, se non proprio della vita di Gesù, che sono state finora nascoste (non parlo di questa scoperta, che è recente!)  perché in contrasto con la verità ufficiale della chiesa di Roma. Una per tutte basterebbe la storia di Maria Maddalena la quale, pur senza entrare nel merito della narrazione sul Sacro Graal e sui Templari, risulterebbe molto vicina a Gesù prima e agli apostoli dopo, finché non fu allontanata perché portatrice di una verità scomoda.

Buona lettura!
Settanta libri di metallo potrebbero cambiare la storia cristiana

Una scoperta avvenuta in Giordania ha allertato gli studiosi di storia biblica e potrebbe essere la più grande, dopo quella dei Rotoli del Mar Morto.
Un’antica collezione di 70 piccoli libri, rilegati con filo, potrebbe rivelare i segreti degli albori del cristianesimo e cambiarne parzialmente la storia. I libri sono stati scoperti cinque anni fa in una grotta situata in una zona remota della Giordania, dove è noto che i profughi cristiani fuggirono dopo la caduta di Gerusalemme nel 70 d.C. Documenti importanti, rispetto allo stesso periodo, erano già stati precedentemente scoperti nella zona.

Gli esperti sono ancora divisi sul giudizio di questi reperti, tuttavia se ne fosse verificata l’autenticità sarebbe una delle scoperte più importanti degli ultimi decenni, tanto da rivaleggiare in importanza con la scoperta dei Rotoli del Mar Morto, avvenuta nel 1947. Non più grandi di una carta di credito, le pagine dei libri mostrano immagini, simboli e parole che sembrano riferirsi al Messia ed alla sua crocifissione e resurrezione. Inoltre, alcuni di questi libri sono sigillati, e ciò ha indotto gli esperti a ipotizzare che possa trattarsi della raccolta perduta, dei codici citati nel “Libro delle Rivelazioni” della Bibbia.

I test iniziali sul metallo, indicano che alcuni dei libri risalirebbero più o meno al primo secolo dopo Cristo. Questa stima è basata sul tipo di corrosione presente, e che secondo gli esperti sarebbe impossibile da raggiungere artificialmente. Se tale data sarà confermata, i libri sarebbero i prima dell’era cristiana, anticipando quindi gli scritti di San Paolo.

La prospettiva che i libri possano narrare la storia degli ultimi giorni della vita di Gesù, ha eccitato parecchio gli studiosi, che tuttavia stanno analizzando con cura la questione, a causa del fatto che già in passato ci furono casi eclatanti di ritrovamenti di reperti, poi dimostratisi falsi. David Elkington, uno studioso inglese di storia antica e di archeologia religiosa e uno dei pochi a esaminare i libri, ha detto che potrebbe essere “la più grande scoperta nella storia del cristianesimo”.

Anche le origini di tale tesoro sono ancora un enigma. Dopo la sua scoperta da parte di un beduino giordano, esso è stata acquisito da un israeliano, che lo ha portato con sé in Israele, dove tutt’ora si trova. E il governo giordano sarebbe ancora in trattativa con lui per rimpatriare la preziosa collezione. Philip Davies, professore emerito di studi biblici alla Sheffield University, ha detto che ci sarebbe una forte evidenza che i libri abbiano un origine cristiana, perché le placche mostrano una mappa della città santa di Gerusalemme. “Quando l’ho vista sono rimasto scioccato. E’ chiaro che questa è una immagine cristiana. C’è una croce in primo piano e dietro di essa una tomba (presumibilmente di Gesù), un piccolo edificio con un’apertura, e sullo sfondo le mura della città. Il libro descrive anche le pareti delle mura e quasi certamente si riferisce a Gerusalemme. Si tratta quindi di una crocefissione avvenuta al di fuori delle mura della città”, ha detto il professore.

Mentre la dottoressa Margaret Barker, ex presidente della Società per lo Studio dell’Antico Testamento, ha dichiarato: “L’Apocalisse parla di libri che sono stati sigillati e che verranno aperti solo dal Messia. Altri testi dello stesso periodo, parlano di un libro sigillato contenente racconti di grande saggezza e di una tradizione segreta, passata da Gesù ai suoi discepoli più vicini. Questo è il contesto di questa scoperta”.

Purtroppo, in mezzo a tutto questo ottimistico clamore, c’è anche una nota dolente: il team britannico attualmente responsabile della scoperta, teme infatti che il suo attuale “detentore” israeliano, possa prendere in considerazione l’ipotesi di vendere alcuni dei libri in nero a collezionisti privati. Costui, pur negando tutto, sostiene però che i libri appartengano alla sua famiglia da oltre 100 anni.
(Rivisto da Fisicaquantistica.it - Fonte originaria)


2 commenti:

  1. Sicuramente un documento interessante, anche solo per la sua particolarità (presumo che la scelta del metallo sia stata dovuta alla necessità di evitare il deterioramento, più facile con papiro e pergamena).
    Vedremo se avrà lo stesso impatto dei rotoli di Qumram.

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    Risposte
    1. sei stato velocissimo, neanche il tempo materiale di pubblicarlo e c'è già il tuo commento! in effetti più che la scoperta in se, penso che sia la conferma a tanti passaggi che si ritrovano in altri testi e che la datazione di queste tavole in alluminio verificano come esatte. Ma bisogna anche vedere cosa di preciso dicono le tavole, quindi è sempre bene aspettare per un giudizio definitivo. Anche quando fu scoperto Il Vangelo di Giuda si gridò alla scoperta sensazionale, ma non mi sembra che alla fine abbia prodotto molto. Sicuramente anche perché il potere della chiesa cattolica è troppo forte per permettere di dare il giusto risalto alle cose che non vanno nella direzione che lei vuole.

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