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lunedì 17 settembre 2012

Alcune cose...

(qui)
Miii!
Che botta!
... che vagavano per l'aere della stanza e che ho colto al volo.
Credetemi, più di questo, in questo momento, non riesco a mettere insieme!

* La principale caratteristica delle fimmine è quella di disprezzare le altre donne: quella si veste così, quella si muove così, guarda quella con che occhi da gatta guarda. Che sia gelosia?
* Alcuni tra i più grandi dittatori (Franco, Hitler, Mussolini, Pinochet) sono sempre stati i più ossequiosi della religione e della chiesa cattolica e si sono sempre dichiarati credenti. Chissà se il loro dio se n'è ricordato al momento opportuno.
* I me.me., ormai, hanno rotto i maroni! Ma volete sapere pure che tipo di condom uso? (se la vostra risposta è: sì, andate a prenderla leggermente al c**o! -citazione woodyalleniana- con o senza condom!)
* Se la Roma perde in casa 2-3 col Bologna e il Milan idem 0-1 coll'Atalanta, i tifosi dovrebbero chiedere spiegazioni ai propri presidenti. I quali pensano che basti dire: ho speso millemila euro per comprare le cosce di un giocatore, per vendere più biglietti e più diritti televisivi. Perché per loro non esiste la magica Roma o l'invincibile Milan o l'imbattibile Juve, ma solo prodotti da piazzare al miglior gonzocompratore possibile.
Del Piero, che guadagnerà circa 1,6 milioni di euro a stagione, per due anni, ha trovato ad attenderlo all'aeroporto di Sydney 500 persone osannanti. Sarà perché io non guadagno una lira da tre anni che quando prendo il treno trovo solo cessi sporchi e vagoni pieni di zecche ad aspettarmi?
* C'è chi c'ha i soldi, va al negozio, compra la racchetta, le palle del signor Pirelli o del signor Dunlop, va al campo e gioca a tennis. C'è chi i soldi non ce l'ha tutti, allora va, si compra solo le palle, poi va al campo, si fa prestare la racchetta da quello che c'ha i soldi e gioca a tennis. Poi c'è il signor Equitalia, che va direttamente al campo, punta una cartella esattoriale alla testa di uno qualcuno, gli sequestra racchetta e palle e gioca a tennis. 
* Aforisma di Gennaro Bellagamba: Gratis non la da più nessuno, con aggiornamento: e non ti fa neanche la ricevuta fiscale.

TIM

martedì 31 luglio 2012

Alcune cose che...

(qui)
io ho quello col gufo!
... mi va di raccontarvi.
Manca pochissimo alla partenza per le vacanze. Il costumino, non a braghetta con le strisce bianche e azzurre (azzurre da pronunciare alla bolognese, con la zeta che vira pesantemente verso la esse) è già nel trolley, sto redigendo la lista di libri da portare (magari ve lo dico dopo), aggiungendo gli ultimo ebook al Cybook e cercando da più di due settimane gli occhialini da immersione. Non pensate che io faccia pesca subacquea o che altro! assolutamente, non so neanche nuotare! ma è che, tra l'altro, non so stare con gli occhi aperti sott'acqua e allora ricorro alla maschera.
Così, prima del post prechiusura, voglio tediarvi con qualche considerazione dettata più dal caldo che altro.
Fa caldo!
Ieri sono stato in un paesino della Brianza a trovare amici e parenti vari. Viaggio in treno allucinante! all'andata, complice uno sbaglio della linea dovuto anche all'indicazione errata di uno sportellista alla stazione, impiego quasi 4 ore per un viaggio da due scarse. Oltre a questo, tutti i vagoni avevano l'aria condizionata a palla, tanto che ho dovuto coprirmi per non congelare sul posto ed essere scambiato all'arrivo per un filetto di stoccafisso da 80 chili! Il ritorno invece è andato un po' meglio, senza errori, ma in compenso nessun vagone aveva l'aria condizionata, per cui sono arrivato a casa immerso in un bagno di sudore, tipo sauna ma senza la parte fredda! Bah!
Agonia del segnalibro.
Coll'avanzata della lettura elettronica, con le diatribe tra cartaceisti e digitalisti, nessuno forse pensa che, come per tutte le cose toccate dalla modernità, qualcuno ci rimette sempre. E questa volta tocca ai nostri amici segnalibro! Forse qualcuno ricorderà lo scorso anno un bel post di un amico blogger, che non sono riuscito a rintracciare (ma se qualcuno se lo ricorda, lo dica) sui segnalibro. E proprio ieri, osservando una signora usare una striscia di stoffa ricamata a mano come segnalibro, mi veniva in mente che questi utilissimi e, spesso, bellissimi oggetti che ci hanno seguito per tutta la nostra vita di lettori, stanno per andare in pensione, diverranno obsoleti. Come si sentiranno? staranno forse facendo una campagna sotterranea e silenziosa contro l'avvento dei lettori digitali? pregheranno perché la tecnologia vada in tilt tutta e nello stesso momento in tutto il mondo? Non lo so, anche perché i libri di carta ci saranno ancora e per sempre, finché morte non ci separi da loro. E ci sarà sempre una biblioteca dove l'odore della carta sarà forte e invitante. E loro saranno lì, a dare il loro contributo, come sempre, in tutta umiltà.
Allora rispettiamo e conserviamo i nostri segnalibro: è una questione di civiltà! (campagna a cura della ADSL: Associazione a Difesa del SegnaLibro).
Zingarate!
E non mi riferisco, purtroppo, al capolavoro di Monicelli. Non ho mai provato tanto schifo per il calcio in vita mia neanche ai tempi di quell'evasore e (ex?) drogato di Maradona. Non parlo del calcio di quelle migliaia di ragazzi e non più ragazzi che ogni domenica si scarrozzano a proprie spese per le strade d'Italia per giocare i tornei interparrocchiali, interaziendali e chi più ne ha più ne metta. Non quello degli sfigati fantozziani che tutte le settimane con qualsiasi tempo al lunedì sera hanno la partita di calcetto con gli amici. Parlo del calcio che risponde non al fischio dell'arbitro o alle folate di vento che fanno deviare la traiettoria del pallone, ma ai soldi, all'economia, all'investimento. Parlo, insomma, dell'affaire Ibrahimovic (da qui le zingarate). Questo poverino ha accettato di essere considerato un semplice lavoratore stagionale (come i tunisini e marocchini che arrivano senza permesso di soggiorno per essere sfruttati dai buoni bianchi italiani a pochi centesimi la cassa di pomodori raccolti) pur di realizzare il sogno di una vita: giocare, questa volta, nel PSG. Che poi tre anni di contratto non sono una stagione e che per farlo prenda, solo di stipendio, 14 milioni e mezzo di euro all'anno, è secondario; e se per permetterglielo bisogna ricorrere a questi mezzucci che gli permettono di evadere la tassazione, diventa anche terziario. Per piacere: tutti quelli che mi verranno a dire sacrosantamente che sono stufi di pagare tasse su tasse, di essere sfruttati, ecc., mi dimostrino di non possedere un abbonamento allo stadio o a qualche sky, premium, ecc., per vedere questo e altri truffatori tirare calci al pallone! E che giochino in Francia, non cambia il concetto.
Ho detto, e alla prossima.




Zingarate... quelle vere!


TIM



giovedì 1 settembre 2011

Storie di ordinaria quotidianità

rubata qui
Così si continua a vivere e morire nell'Italia che fa i suoi ultimi affari.
Ma cosa ci è successo? E quando è cominciato?
TIM

giovedì 9 giugno 2011

Bisogna fare presto

Con tutte le dovute differenze tra giustizia sportiva e giustizia civile, ma bisogna fare presto.
Finalmente qualcuno in Italia che capisce l'importanza di fare presto i processi, di trovare presto i colpevoli e scagionare gli innocenti, di fare giustizia, insomma.
Sempre con tutte le dovute differenze tra la giustizia sportiva e quella civile, è importante che si possano fare i calendari di serie A, B, C, o come cavolo adesso si chiamino, perché le squadre devono poter fare investimenti mirati sui calciatori; perché gli sponsor possano sapere da chi andare e chi invece abbandonare; perché le pay tv possano acquistare i diritti televisivi giusti dalle squadre giuste.
Insomma bisogna fare presto perché il meccanismo basato sull'aspetto economico prima ancora che su quello sportivo possa ripartire a gonfie vele e il calcio possa continuare a diventare una mammella da cui spremere più latte (= danaro) possibile.
E bisogna crederci, perché chi lo dice sono quelli che il calcio (o lo sport, fa lo stesso, dai!) lo governano.
Ma io mi chiedo, a questo punto: e se passassimo alla giustzia sportiva le migliaia di processi civili in cui povera gente aspetta da anni risarcimenti per truffe subite da parte di pezzi grossi o da aziende multinazionali, (senza fare nomi eh!) che alla fine non pagheranno niente perché c'hanno gli avvocati giusti? O tutti quei casi in cui cittadini qualsiasi aspettano giustizia dallo stato (con la 's' minuscola) per qualche conto in sospeso relativo a tasse contestate? O addirittura far effettuare alla giustizia sportiva i controlli per le pensioni di invalidità che spesso durano anni e nel frattempo i contributi vengono sospesi ("tanto poi ti danno gli arretrati." "E intanto, con che mangio?").
Bisogna fare presto.
TIM

venerdì 3 settembre 2010

Notizie dall'Italietta

Prendo lo spunto dal post del Duca per commentare a modo mio due notizie del giorno. A Serle un operaio muore a 33 anni schiacciato da un blocco di pietra. A Tallin la temibilissima Estonia prova a fermare il cammino dell'Italia verso gli Europei 2012.  Quale notizia pensate avrà più risalto oggi e domani su giornali e telegiornali? Accetto scommese.
(A proposito, alle 17.00 c'è anche Bosnia -Italia Under 21. Mi raccomando: frittatone cipollato, birra e ... rutto libero!)
(La vignetta è tratta dal portale Italia.it)
Alla prossima.
TIM

venerdì 17 luglio 2009

CALCIO ST..A..LLARE


Quando avrete finito di guardare la tetta della Yespica, statemi a sentire perché mi/vi faccio una domanda.

Sempre premettendo che del calcio nun me ne po frega de meno qualcuno mi può spiegare (soprattuto quelli che sbavano quando vedono un polpaccio di un giocatore di Inter o Lazio almeno quanto sbavano per la mammella della suddetta signora/ina) perché la supercoppa italiana - che ho scoperto essere la partita tra la vincitrice dello scudetto e quella della coppa italia - si giocherà a Pechino? Penso che i tifosi dell'una squadra e dell'altra saranno felicissimi di questa scelta, almeno quanto moratti e lotito (i padroni delle due squadre) che sicuramente così facendo ci guadagnano più che non a giocarla in italia.
E' sempre vero che la Cina è vicina, almeno più che Milano o Roma.
TIM
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