Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

martedì 30 novembre 2010

Anniversario

Sul mio comodino ho i libri che leggo prima del meritato sonno. Ogni volume (non più di 2-3 per volta) ha il suo segnalibro e uno di questi è una strisciolina di plastica trasparente con impresso il logo che vedete nell'immagine di fianco. Se qualcuno di voi lo possiede, o l'ha visto da qualche parte, sa che si poteva trovare solo ed esclusivamente nell'album The Wall. Si, perché io ho il mitico doppio album dei Pink Floyd. E oggi ricorre il 31 anniversario dalla sua uscita. Era mio dovere scrivere di questo, anche se normalmente non tratto di musica. Ma qui andiamo oltre la musica.
Non voglio parlare dell'album in sé, chi lo conosce sa che è un capolavoro, irragiungibile e bla bla bla, ognuno ci metta quello che vuole e sa. Non avevo comprato Animals del 1977 (lo feci in seguito e non me ne pentii), mentre comprai The Finale Cut del 1983, e di questo invece avrei fatto volentieri a meno. Ma The Wall è un discorso a parte. Io non conosco l'inglese, quindi la prima cosa che mi colpì fu la musica, già devastante di per sé. Poi un amico mi fece leggere la traduzione dei testi e allora mi resi pienamente conto di cosa avevo davanti. Non è per ostentazione che dico che quelle parole e quella musica rispecchiavano la mia esperienza di 19nne: ero preda al fervore esistenzialista, sul mio comodino c'erano sempre 'La nausea' di Sartre e 'Il mestiere di vivere' di Cesare Pavese; quindi sentir parlare di qualcuno che per rintuzzare i colpi della vita costruisce un muro attorno a se, al di là del quale ci stanno non solo i cattivi, ma anche quelli che lui vorrebbe accanto, mi tirava dentro come una rete da pesca fa con i pesci. Pian piano cominciai ad apprezzare The Wall come evento propriamente musicale, ed oggi è al primo posto nella mia classifica personale degli album conosciuti e ascoltati. Chissà quale album c'è al 'vostro' primo posto. Ma anche se nessuno mi risponderà non importa, in verità tutto questo era solo una scusa per farvi ascoltare un po' di ottima musica. Io ho scelto questa, e vi lascio con l'assolo finale. (Chissà chi sono e cosa fanno ora tutti quei bambini che 31 anni fa giocavano con le macerie. Chissà se avranno costruiti il proprio muro personale e se l'avranno poi buttato giù.)

Soli, o a coppie
Quelli che davvero ti amano
Camminano su e giù fuori dal il muro
Qualcuno mano nella mano
Qualcuno si riunisce in band
I cuori sanguinanti e gli artisti
Resistono
E quando hanno dato tutto ciò che potevano
Alcuni barcollano e cadono
Dopo tutto non è facile
Sbattere il tuo cuore contro uno stupido fottuto
Muro.
Grazie. Molte grazie. Buonanotte.
(Ieri sera si è suicidato Mario Monicelli; addio alla supercazzola. Con scappellamento a destra.)

TIM

8 commenti:

  1. The Wall é anche un film, con immagini e sequenze allucinate. Dicono che sia ispirato a Syd Barrett, uno dei fondatori dei Pink Floyd che poi ha mollato quasi subito per problemi di droga lasciando spazio a Dave Gilmore. Indubbiamente i testi scavano nell'angoscia esistenzialista del periodo post bellico, e la musica é carica di sensibilità (io dei Pink Floyd amo soprattutto "The dark side of the moon", che ha tematiche liriche e musicali assai simili, e anche "Wish you were here" ovviamente).
    Uno di quei gruppi per cui si può usare la parola "mito" senza paura che sia eccessiva.

    RispondiElimina
  2. Perfettamente daccordo con te. Ho voluto solo 'ricordare' l'album, non farne una recensione. Ho anche il film in VHS e come dici tu è allucinante. In effetti pare che The Wall sia nato per ragione ... economiche (toh!). I Pink Floyd erano in brutte acque e furono costretti ad accettare l'idea di un concept di Roger Waters che metteva in musica la sua vita. Sicuro anche il riferimento a Syd Barret. Gli altri due album che citi sono altrettante pietre miliare, almeno per me, della musica contemporanea: impossibile non conoscerle e non averle.
    Temstocle

    RispondiElimina
  3. Non so scegliere un album preferito. Facciamo a kind of magic o use your illusion.

    Simone

    RispondiElimina
  4. Sinceramente non conosco l'album del Guns N'Roses, ma mi piace quello dei Queen. Freddy Mercury era un grande, al di là di ogni altra considerazione. Penso che voci come la sua siano irripetibili e la sua 'animalità' da palcoscenico unica.
    Temistocle

    RispondiElimina
  5. Roger Waters è di gran lunga Il Genio musicale del secolo scorso, molte spanne avanti a chiunque e The Wall è probabilmente il suo apice compositivo, (per quanto anche Amused to death). Anche il sottoscritto possiede ovviamente il disco originale in formato LP. Non sono d'accordo sulla stroncatura di The final cut, che rimane un disco memorabile (the gunner's dream su tutte). Consiglio vivamente ai cultori di questo tipo di musicalità il disco dei Fates Warning "A Pleasant Shade of Grey", a suo modo altrettanto inarrivabile , per atmosfere e profondità delle tematiche trattate.
    Long live Roger Waters.

    RispondiElimina
  6. @ Duke: per ovvi motivi sono daccordo con te. Purtroppo non conoscendo l'inglese non ho apprezzato appieno Amused to death, ma la parte musicale (per quanto non all'altezza di the wall) è molto interessante. Non conosco A Pleasant Shade of Grey, quand'è che me lo fai sentire?
    Temistocle
    (comunicazione di servizio: come fai oggi senza Scafazze?)

    RispondiElimina
  7. Anche per me The wall, album e film, sono un mito. :)

    RispondiElimina
  8. Alcune cose (in musica, letteratura, cinema, arte in genere) restano nella memoria storica di chi li vive. The Wall è una di questi.

    RispondiElimina

fatti sentire

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...