... va anche bene. *
Da quand'è che non posto più sul blog? Ecco, dal 19 aprile. Non è che nel frattempo sia volato su Marte e tornato come un supereoe sdegnoso e schifiltoso! Ho continuato a mangiare, dormire, respirare e quant'altro su questa terra, tra casa mia e il negozio, tra una passeggiata in centro e una puntata di... mettete un po' voi.
Dal 19 aprile abbiamo avuto qualche novità, nel mondo di la' fuori. Abbiamo un nuovo Presidente della Repubblica (nuovo? ma quella faccia mi sembra di conoscerla!), un nuovo governo (nuovo? ma quel tipo basso che se la ride dietro un improbabile presidente del consiglio mi sembra di conoscerlo!).
Che poi, quanto potrà durare il nuovo governo? Penso che se tirerà fino a dopo le vacanze estive, sarà grasso che cola. Perché? Perché Berlu, l'unico e vero padrone della politica italiana degli ultimi 25 anni, sa come prenderci: per il... .
Esatto. Il cavaliere ha lasciato, senza muover ciglio e capello, che quel partito inestistente che è il PD (per il quale, confesso, ho votato al senato per la questione del voto di maggioranza, ecc. ecc.) affossasse Marini, Prodi e poi se' stesso nell'ordine, che si facesse un governo di larghe intese con presidente un PD (a causa dei pochi voti in più presi alle elezioni) ma che non contasse niente senza il suo appoggio. Governo che nasce già morto per via dell'IMU che lui, il cavaliere, ha promesso di restituire ed eliminare dal vocabolario italiano.
Che poi, la restituzione dell'IMU è una delle più grandi furbate della storia, e poteva venire in mente solo a Berlu, che è un Robin Hood al contrario: ruba ai poveri per dare ai ricchi.
Come: perché? Pensateci: l'IMU è già stata incassata e coll'introito i Comuni hanno pagato le normali spese per mautenzione di strade, illuminazione pubblica e, insomma, per tutte quelle cose per cui serviva (non venitemi a fare il discorso: ma i soldi se li sono mangiati! le buche non le hanno coperte! quello dipende da chi gestisce i soldi, non dai soldi in se. Qualcuno viene a chiedervi -un voi generico: se prendi 1200 euro di stipendio perché ne spendi 100 per sky/premium/paytv?). A questo punto per restituirla bisognerebbe mettere una tassa per l'importo totale dell'IMU incassata, tassa che colpirebbe chiunque, anche quelli che sono in affitto e quindi l'IMU non l'hanno pagata. Per cui i tuoi vicini di casa (o tu stesso) dovrai sborsare dei soldi da dare, per esempio, a Brunetta che ha pagato tanto da doversi fare un prestito in banca; o allo stesso Berlu (o Grillo) che si presume abbiano pagati una mazzata visto tutte le ville, palazzi, appartamenti, terreni e via bestemiando che hanno. Come dite? anche Bersani avrà pagato un sacco di soldi di IMU? non lo so, ma se è così mettetelo nel calderone di cui sopra.
A qualcuno potrebbe illuminarsi il neurone e dire: ma la tassa la mettiamo solo per chi ha pagato a suo tempo! Bene, quindi la mettiamo su chi ha la casa; allora tanto vale chiamarla IMU e rimanere come prima!
Ma torniamo al governo. Quindi, dicevamo, della spada di Damocle dell'IMU: se viene abolita e restituita, avrà vinto Berlu che potrà dire ai suoi elettori: quel che dico, mantengo! e giù applausi (e voti) dal loggione, dalla platea e anche dalle prime file. Se non viene abolita e restituita, Berlu ritirerà la fidicia, farà cadere il governo e si tornerà alle urne, dove non troverà più avversari nella sua marcia trionfale verso il Quirinale. No, non ho sbagliato, ho scritto proprio: Quirinale, perché è quello il suo vero obiettivo. Non per senso del dovere, ma di... giustizia! Esatto, l'avete capito anche voi, è inutile che ve la ridete sotto i baffi: diventando presidente della Repubblica avrebbe risolto una volta per sempre i suoi problemi giudiziari.
E poi, oltre Berlu, cos'è successo ancora? Ah, si, Grillo. Il quale ha capito che è meglio che torni al suo vecchio mestiere: far ridere. D'altra parte dopo l'espulsione in diretta-rete (con ben 16mila si su 8milioni di elettori! -sic) del senatore reo di aver fatto esattamente quello che ha fatto anche il capogruppo (ops... portavoce, pardon) Crimi: andare in tv; dopo la marcia indietro sulla questione della paga dei parlamentari, mi sembra che basti e avanzi per farci tutti una bella risata. Perché altrimenti dovremo cominciare a ragionare su questa nuova politica e dovremmo cominciare a mazzularci seriamente i testicoli come aldogiovanniegiacomo.
Boh. Sono molto sfastidiato (termine dialettale della mia tera che vuol dire: infastidito perché qualcuno cerca di svegliarlo dal sonno della ragione in cui è caduto).
Questo nel mondo la fuori. E in quello di casa mia?
Continuo a lavorare al libro. Sono in una fase di ricerca di fonti e, cercando cercando, mi sono imbattuto in quello che per me è stata una folgorazione sulla via di Damasco, letteralmente: Rudolf Steiner e l'antroposofia. Più leggo cose e più mi rendo conto che sono tutte risposte a domande che mi sono sempre fatto e a cui ho dato risposte sempre parziali o non soddisfacenti.
La cosa richiederebbe un post a parte, ed è quello che spero di fare presto.
Il primo libro, quello di cui ho fatto l'editing, è stato pubblicato, forse l'avevo detto, nel mese di marzo. Si tratta di Il tuo angelo parla, e anche di questo parlerò in un articoletto apposito. Si tratta di un libro autoprodotto e col PoD, cioé l'odiatissima, da molti, pubblicazione dietro esborso di danaro.** Non so se qualche casa editrice avrebbe mai accettato di pubblicare questo libro (che ha comunque un contentuo molto particolare) senza pagamento; in questo modo il volume è stato stampato, si trova facilmente in distribuzione in più di 1400 librerie italiane e sulle maggiori librerie on line, il messaggio è stato divulgato. E, tanto per polemizzare un po', questo è stato l'unico modo per far conoscere il contenuto del libro: facendo i duri e puri, a quest'ora starebbe a marcire in qualche cartella di qualche desktop di qualche computer. Come si dice: a mali estremi, estremi rimedi.
Forse l'inverno è finito, pare adesso arrivi direttamente l'estate. E allora noi ci prendiamo la primavera!
E alla prossima!
TIM
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* blogger per ora si rifiuta di farmi aggiungere una foto. Eppure non ho fatto nessuno sbaglio, tranne che votare PD alle ultime elezioni!
** Dietro suggerimento di Davide Mana, chiarisco che non si tratta di un PoD. In effetti ne sono state stampate alcune copie a pagamento a spese degli autori. La casa edirtrice stemperà poi le copie necessarie a richiesta di singoli lettori o librerie. Il resto corrisponde tutto a verità. Letto sottoscritto e approvato.
giovedì 2 maggio 2013
venerdì 19 aprile 2013
La valle delle croci spezzate, di F. Clama

C'è un giallo nel giallo! Che fine ha fatto Franca Clama?
Ricapitoliamo. Ho acquistato all'ultimo mercatino dell'usato questo La valle delle croci spezzate di Franca Clama per svariati motivi:
- era un giallo (un vecchio giallo mondadori, di quelli che solo la copertina fa tenerezza!);
- di un'autrice italiana (quindi doppio interesse ai miei occhi: italiana e donna);
- ha vinto il premio Tedeschi 1983 (per cui dovrebbe avere una certa consistenza letteraria);
- ultimo ma non ultimo: è costato solo 0,50 euri (che non guasta).
La trama (riassumo io perché non ho trovato niente in giro): in un paesino di confine (siamo zona Udine e dintorni) un variegato mondo si muove attorno ad una donna, sola, zitella acida e vendicativa, che ha alle spalle una storia vecchia quanto lei e che, alla fine, coinvolgerà insospettabilmente tutti gli altri. C'è anche un appuntato dei carabinieri, alcolizzato e senza molta fiducia in se stesso e nel mondo, e un prete molto... moderno. Punto.
Il romanzo si legge subito, è molto elementare quanto a scrittura e trama. Sembra che l'autrice si sia fatta uno schema della storia e abbia poi riempito gli spazi vuoti dei capitoli. Mi direte: è così che normalmente si fa! Si, lo so, ma in questo caso tutto è smaccatamente a portata di mano, se capite quello che voglio dire.
Non che la storia non sia valida, ma si nota che chi l'ha scritta è alle prime armi.
I personaggi sono tutti scolpiti nella pietra, nel senso che una volta che l'hai inquadrato non si discosta dall'impressione che ti ha fatto; nonostante ciò non diventano stucchevoli, pare quasi di leggere una favola per bambini ma raccontata da adulti ad adulti.
Il paesaggio è di quelli che piacciono a me: un paesino, la montagna, il ruscelletto, un posto dove darei qualsiasi cosa per vivere, insomma.
È l'autrice stessa che racconta la genesi del suo romanzo nell'intervista che c'è nel volume: si trovava con amici nel paesino che poi è diventato il luogo del romanzo e qualcuno ha detto: chissà come sarebbe se qualcuno uccidesse la signorina X! Così la Franca butta giù una paginetta, che diventerà poi il prologo, e lascia tutto nella borsa (eh! le capienti borse delle donne!). A distanza di un annetto ritrova la pagine e... da lì ne viene fuori tutto il romanzo, che viene presentato al premio Tedeschi e alla fine risulta vincitore.
Una curiosità: nell'elenco cronologico del Premio Tedeschi, nato nel 1980 e vinto per la prima volta nientepopodimeno che da Loriano Macchiavelli con Sarti Antonio, un diavolo per capello, il nome di Franca Clama viene dopo quello di Maria Alberta Scuderi, con Assassinio al Garibaldi e prima di quello di Claudia Salvatori, con Più tardi, da Amelia. Un terzetto tutto al femminile!
Ma vi avevo detto che c'era un giallo nel giallo!
Ed eccolo qui: Franca Clama scrive questo suo primo romanzo e poi... sparisce, nel senso che non pubblica (o riesce a pubblicare) più niente! Sarà che non c'ha neanche provato (ma nell'intervista dice che quei personaggi potevano andare bene per un'altra storia)? Sarà che la riuscita di un secondo volume non è stata all'altezza della prima (può essere, visto che ho letto di molto meglio anche tra libri che non hanno vinto niente)? D'altra parte si sa come va l'editoria...
Questo si che è un giallo!
Tuttavia Franca Clama non è l'unica ad aver vinto il premio Tedeschi, nel 1997, e non aver pubblicto poi più niente. Si tratta di Nello Rossati con La valle delle baccanti, del 1997 (evidentemente mettere la parola valle nel titolo porta male!). Ma in questo caso Rossetti è stato comunque regista e sceneggiatore di film non proprio cult, anche se hanno avuto tra gli interpreti, ad esempio, Ursula Andress e Franco Nero. Ma con titoli come: Io zombo, tu zombi lei zomba (Montagnani-Cassini), o La nipote, o L'infermiera, il quadro è chiaro.
Bene, mi sembra che per oggi è tutto.
Piccola parentesi. Qualcuno forse si chiederà che fine ho fatto, visto che siamo scesi a una media di un post a settimana se non meno. Ma qualcuno potrebbe anche non chiederselo e non fregarsene niente. In ogni caso, a parte alcuni motivi più... personali, mi trovate più facilmente tutti i giorni su Twoorty. Passate a trovarmi!
TIM
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lunedì 8 aprile 2013
Acquisti mercatali e qualche facezia
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| i fortunati acquisti della domenica |
* Folla oceanica all'insediamento del nuovo papa. Che poi mi sono sempre chiesto: se l'insediato di turno prende posto su una poltrona, perché si dice insediamento? Forse perché impoltronamento suona male? Mah, non so.
** Altra folla oceanica davanti ai televisori per applaudire il secondo posto di Valentino Rossi nella prima gara di moto dell'anno. Ma io mi chiedo (quante domande!): ma tutta questa gente dov'era quando anni fa il tipo in sella alla moto blu e bianca ha patteggiato col fisco uno sconto di... 75 milioni di euro? Qualcuno ha spiegato loro che quei 75 milioni regalati sono stati presi, euro per euro, dalle loro (e nostre) tasche?^
*** Folla oceanica ieri anche a Pontida, dove i leghisti rimasti si sono riuniti per celebrare il funerale di un mondo che sta scomparendo. Ad un certo punto, coupé-de-theatre, il Bobo-Batterista (che ci volete fare: è una caratteristica di Maroni non dimenticare mai i suoi trascorsi, di voler ricomporre sempre in qualche modo la banda, un po' come i Blues Brothers) comincia a sventolare davanti alla folla sbavante i 13 diamanti che Belsito aveva accattato sottobanco; e proclama che li restituirà alle sezioni del partito. Alle sezioni del partito?!? Ma quella è roba nostra, del popolo italiano che aveva deciso con un bel referendum di non dare più finanziamenti ai partiti e si è ritrovato a dargli il rimborso, proprio grazie agli amici del senatur e dei caporioni di tutti gli altri partiti!
Insomma, una domenica da farsi ingrossare un bel po' il fegato.
**** In compenso, al mattino ho fatto la solita visita al mercatino dell'usato che si tiene ogni prima domenica. E, qui di seguito, c'è l'elenco dei trofei portati a casa dopo la caccia (tra parentesi il prezzo d'acquisto):
- La valle delle croci spezzate, di Franca Clama. Ho inziato a leggerlo e devo dire che è simpatico, con personaggi strani per un giallo, non in quanto personaggi, ma per come vengono descritti: pare di stare a guardare dal buco della serratura di una vecchia zitella. (0,50 euri)
- Estate Gialla 1980 e Inverno Giallo 85-86: classiche raccolte del Giallo Mondadori, quelle che preferisco, dove puoi incontrare autori sconosciuti (almeno per me!) e storie davvero interessanti. (0,50 euri cadauno)
- I dieci volti del delitto, di E. Wallace. Un Mammut(tone) Newton Compton del 1995, ormai fuori catalogo. Non mi sono lasciato scappare quest'occasione: 10 romanzi di Wallace tutti insieme, roba da portare, per esempio, in vacanza per una full immersion d'annata! (1 euro) Magari accompagnato da qualcosa di un po' più forte, come questo
- Tutto ciò che muore, di J. Connolly (2 euri) Tempo fa avevo acquistato il sesto libro della serie del detective Charlie Parker (che già solo il nome mi fa tremare, vista la mia venerazione per il Parker jazzista!), Anime morte, ma dopo poche pagine l'avevo messo da parte perché non riuscivo a seguirne il filo. Poi un amico blogger, che non ricordo chi fosse, mi disse che per gustare appieno questa serie di Connolly avrei dovuto iniziare dal primo romanzo, appunto questo Tutto ciò che muore. Ora ce l'ho finalmente in mano e non vedo l'ora che arrivi il suo turno di prendere posto sul mio comodino!
- L'istinto del lupo - La legge del lupo solitario, di M. Lugli. Bis di romanzi in unico volume (3 euri). Ho già letto Sei passi nella nebbia e Delitto perfetto (entrambi in ebook) di Lugli e questo mi ha spinto ad investire l'esorbitante cifra che vedete in alto per entrare nel mondo del suo Lupo. (Solo ora, a distanza di 10 giorni, mi accorgo dell'errore di persona! I due ebook sono di Francesco Lugli, mentre il libro è di Massimo Lugli. Chiedo venia! Però, pure tutti quelli che hanno letto il post, non se ne sono accorti?)
- Prega detective, di J. Ellroy. (3 euri) L'ho preso perché volevo leggere qualcosa di minore di Ellroy. Molti non ne parlano benissimo, ma... come si dice: leggere per credere!
- La lunga calda estate del Commissario Charitos, di P. Markaris (3 euri). Ho sempre sentito parlare di Markaris e del suo personaggio seriale commissario Charitos, ma non avevo mai avuto l'occasione di mettere le mani su un suo libro. Ora l'occasione è arrivata.
- Segreto di famiglia, di R. MacDonald (0,50 euri). Non c'è un motivo particolare per l'acquisto di questo libro se non che... è un'edizione del 1961! Mi ha affascinato tenere in mano quel volumetto, leggerne la data di pubblicazione (io avevo appena un anno e un paio di mesi), vederne la rilegatura approssimativa ma resistente nonostante i suoi 50 e passa anni, ammirarne la copertina un po' retrò, sentire... l'odore della carta antica (sperando che nessuno, a questo punto, mi tiri virtualmente appresso tastiera, monitor e colonna)! Mi ha riportato a quando, appena 14-15enne passavo le mie estati in montgna a leggere sotto i pini e gli abeti edizioni simili del Giallo Mondadori, tenendo conto che a quel tempo, i volumetti avevano appena 3 lustri. Ma allora tenevo in mano anche edizioni degli anni '50.
Bene, ho concluso.
Vi lascio alle vostre cose, sperando che nei prossimi giorni il tempo sia clemente e che tutto fili liscio.
Mantenetevi forti e in ascolto!
TIM
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^ Prevengo qui le osservazioni che mi vengono fatte ogni volta che parlo di questa cosa: io non ce l'ho con VR di persona personalmente. Ce l'ho con lui in quanto evasore graziato dallo stato. Così come ce l'ho con Pavarotti (pace all'anima sua e alla sua eredità), con Grillo, con tutti quelli che a fronte di milioni di euro rubati alle mie e tue (di te che stai leggendo) tasche hanno patteggiato un'elemosina da fare all'erario. E naturalmente ce l'ho con tutti queli che le tasse non le pagano per niente, con tutti queli che non assumono regolarmente i dipendenti... avete capito insomma! E ce l'ho con lo stato che fa i condoni. Dite che si legge che sono molto inc***to?
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mercoledì 3 aprile 2013
La chiesa che uccide il vangelo
C'è modo e modo di raccontare una storia, a maggior ragione di raccontare la storia, che di storie è fatta.Quella che voglio raccontarvi di oggi è la storia di un uomo e della sua lotta contro il potere. Che non è solo la lotta contro un gruppo che ha il comando, ma contro un modo di leggere, intendere la realtà.
Parlo di Francesco di Assisi, tornato pubblicamente sulla bocca di tutti oggi, dopo l'elezione del nuovo capo della chiesa di Roma che ha scelto per se proprio il suo nome, per quella che dovrebbe essere (nelle sue intenzioni senz'altro condivisibilissime, almeno dai cattolici) un'operazione di restyling profondo.
Ma prima di arrivare all'oggi, voglio tornare all'uomo di Assisi e alla sua storia vera. Per vera intendo non quella agiografica, ufficiale, ma quella che si può intravedere dalla lettura di tutti gli scritti dell'epoca che lo riguardano. Scritti che si possono trovare nelle cosiddette Fonti Francescane. *
Sappiamo tutti della sua vocazione alla chiesetta di san Damiano d'Assisi (chi non ne ricorda il crocifisso, ormai simbolo di Francesco e comparso in tutti gli innumerevoli film girati sulla sua storia?) quando, mentre era in preghiera, sentì le parole di Cristo che l'invitavano ad andare a riparare la sua chiesa che, come lui poteva vedere, era in rovina. La semplicità dell'uomo-Francesco gli fece credere che l'invito era a restaurare materialmente quell'edificio; cosa che lui fece, andando a rimettere in sesto anche altre due chiesette abbandonate nelle vicinanze.
Ma l'opera che gli era stata richiesta era ben più grande, come Francesco capì ben presto: si trattava di rimettere in piedi la chiesa gerarchica, l'istituzione, fatta di papi, vescovi, cortigiani, preti.
Il rapporto di Francesco con l'istituzione e quindi anche con la chiesa gerarchica, fu sempre particolare, se non difficile: egli accettò di sottomettersi, ma solo per una sorta di convenienza, per avere le mani libere di agire. Ed infatti ecco cosa accadde.
Siamo tra la fine del 1100 e l'inizio del 1200 e sono moltissimi i movimenti cristiani formati da semplici credenti che stanno nascendo; pensiamo anche solo ai catari (o albigesi), per fare l'esempio di un gruppo molto conosciuto. Tutti questi gruppi sono considerati eretici dalla chiesa ufficiale, perché professano dottrine contrarie a quelle dogmatizzate dalla curia papale (e perciò imposte a tutti i cristiani). In verità i catari, come anche i valdesi e i dolciciani -per restare più o meno nell'epoca-, professavano una sola, essenziale, volontà: la possibilità di leggere personalmente la bibbia, senza il passaggio attraverso la spiegazione data dalla chiesa di Roma. Dalla lettura diretta della bibbia, queste comunità traevano insegnamenti spesso contrari a quelli predicati dai preti e dai vescovi, specie per ciò che concerneva l'autorità all'interno della chiesa stessa, la povertà, e anche questioni teologiche di non poco conto ma che qui non mi interessa affrontare.
A noi oggi quest'aspetto della lettura personale della bibbia può sembrare marginale se non ridicolo, visto che chiunque può andare in un qualsiasi centro commerciale e acquistare una copia della bibbia a 3 euro e 90. Ma se ci pensiamo bene non lo è. Anzitutto c'è da tenere conto che a quei tempi non esisteva ancora la stampa e possedevano una copia della bibbia solo i ricchi che si potevano permettere di farsene fare una copia a mano. Questo aveva come conseguenza che nessuno (tranne appunto i pochi ricchi e i preti) conoscevano il testo vero della scrittura: la stragrande maggioranza dei credenti conosceva della rivelazione cristiana solo ciò che i professionisti della scrittura sacra, i preti appunto, divulgavano.
Francesco, ricco di famiglia prima di fare la sua scelta, era riuscito ad entrare in possesso di una copia del vangelo da un mercante francese che era in affari col padre. Ed è lì che viene a conoscenza diretta delle parole e della vita di Cristo.
Accorciamo un po' la storia e arriviamo al momento in cui egli lascia ogni cosa, si spoglia materialmente dei vestiti lussuosi e inizia, con pochi amici, una vita di povertà, preghiera e assistenza ai poveri e lebbrosi.
Il movimento negli anni era cresciuto a dismisura, accogliendo persone di ogni ceto e di ogni cultura, e proprio per la paura che il gruppo venga considerato alla stregua di un qualsiasi movimento eretico, e quindi perseguitato, Francesco capisce che è importante avere una qualche autorizzazione da parte della chiesa ufficiale per poter andare in giro a predicare la parola della scrittura. Consigliato anche da un suo compagno esperto di diritto, decide di dare una regola al suo piccolo gruppo e di farla approvare dal papa, in modo da avere un lasciapassare per il loro progetto.
Raggruppa in una ventina di capitoletti (di cui non resta niente ma che sono conosciuti come la Regola non bollata) gli orientamenti di vita che il suo gruppo si era già dato a partire da alcuni pochi versetti tratti dal vangelo: egli descrive la vita cristiana così come viene fuori da quei documenti sacri e come egli e i suoi fratelli vogliono viverla.
E qui Francesco si scontra frontalmente col potere: il papa non accetta questa regola, ritenendola un semplice elenco di passi evangelici e, soprattutto, mancante di una qualsiasi riferimento alla chiesa e all'obbedienza che i frati devono ad essa.
È lo scontro tra due mentalità, tra due modi di intendere la fede. Da una parte Francesco, che ritiene di dover vivere secondo quello che al proprio cuore e alla propria coscienza dettano i vangeli. Dall'altra Onorio, discendente e attuale regente della gerarchia ecclessiastica, che ritiene che solo attraverso i dettami, gli obblighi e l'obbedienza alla chiesa si possa diventare cristiani.
Francesco accusa il colpo, ma pensa anche a ciò che è più importante in quel momento: avere un'autorizzazione per poter liberamente andare a predicare e vivere il vangelo.
Siamo nel 1221 e Ugolino ed Elia, due suoi compagni, esercitano una forte pressione su Francesco perché riscriva la regola inserendo i desiderata del papa. Francesco si ritira con alcuni pochi e fidati fratelli d'avventura a Fonte Colombo, vicino Rieti e qui dopo molti travagli interiori (deve controbilanciare la sua volontà di vivere il vangelo in pienezza e gli ordini papali) mette giù una nuova regola di vita (ufficiale) per i suoi frati, tale da, come suol dirsi, salvare capra e cavoli. Ma passeranno ben due anni.
Naturalmente papa Onorio III approva questo documento e il 29 novembre 1223 emette la bolla papale Solet annuere, con cui nasce giuridicamente l'ordine religioso di Francesco di Assisi: da questo momento nessuno potrà fermare i frati che potranno andare così in giro per i mondo a vivere la propria vita secondo i dettami del vangelo.
Francesco è ormai molto malato (soffriva agli occhi e al fegato) e quest'ultima battaglia ha minato ancor di più la sua salute e, soprattutto, il suo stato d'animo. Così abbandona definitivamente l'ordine e va a vivere con pochi frati nei boschi, dove continua la sua ricerca della verità evangelica.
In estrema sintesi, questi sono i passi che mi interessavano.
Oggi.
Non voglio entrare nel merito di ciò che papa Francesco fa e farà.
Ma mi preme sottolineare che, finché esisterà una chiesa gerarchica, dove i credenti sono tenuti all'obbedienza ad un uomo prima ancora che ai dettami del vangelo (il cattolico è tenuto a dare il proprio assenso del cuore e della mente a ciò che il papa dice e sentenzia in materia di fede e morale), ci sarà poco spazio per lo spirito del vangelo e della scrittura tutta.
= Piccola parentesi. Qualcuno sicuramente dirà che nella chiesa cattolica esistono uomini come don Gallo, don Ciotti, Peppino Puglisi e tanti altri. Ma mi si darà atto che il loro lavoro e la loro testimonianza non hanno la stessa rilevanza all'interno della chiesa di un pronunciamento papale o curiale. E non voglio neanche sfiorare altri argomenti (tipo la ricchezza dell'istituzione-chiesa) che sono davanti a tutti. Alcuni di questi discorsi, devo dire per completezza di pensiero, possono essere fatti anche per altre chiese che si richiamano a Cristo e al suo vangelo. =
Allora forse il rinovamento di una chiesa che si richiama a Cristo, dovrebbe partire anzitutto da Cristo.
Francesco (l'uomo di Assisi) l'aveva capito e aveva tratto le conseguenze.
TIM
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* Fonti Francescane: volume che raccoglie tutti gli scritti e le biografie di Francesco e Chiara d'Assisi e i documenti che su loro furono scritti all'epoca, quindi nell'immediatezza dei fatti avvenuti.
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giovedì 28 marzo 2013
Reportage dalla Repubblica dello Stato Libero di Ananas
![]() |
| Mara: la portavoce del neo presidente della Repubblica |
Un'aria di primavera tipicamente copacabana ha salutato l'apertura delle finestre del nuovo inquilino del Monte questa mattina.
Dopo aver chiesto il nome alla ragazza che aveva avuto l'onore di passare la nottata con lui, il nuovo presidente della Repubblica dello Stato Libero di Ananas ha messo la dentiera e si è liberato del pannolone.
Queste indiscrezioni, avute peraltro da fonte più che attendibile, confermano che il dr. Pier Lisio Belin Scuro non ha perso lo smalto.
C'è da segnalare nel frattempo che, nella riunione di ieri sera col suo staff, il neo presidente ha rivelato alcune delle innovazioni che apporterà nell'immediato.
Anzitutto, per abbattere i costi della politica, la parata militare per i festeggiamenti della repubblica sarà spostata in un giorno (ancora da decidere, ma probabilmente verso la fine) del mese di settembre e sarà sostituita da una sfilata di Escort. Alla domanda di un collaboratore sul perché avesse scelto proprio una marca d'auto straniera, il neo presidente ha specificato che non si tratta di sfilata di auto, ma di uno spettacolo a cura di una categoria di lavoratrici protetta, le quali marceranno in lingerie e metteranno in scena, alla fine, uno spettacolo di burlesque. Pensava poi ad un'estrazione a sorte tra le partecipanti per stabilire turni di servizio al Monte. Ma su questo punto ha rimandato la decisione a dopo l'incontro col nuovo presidente del consiglio dei ministri.
Quest'ultimo, incalzato qualche giorno fa da un gruppo di pensionati che manifestavano in piazza scandendo slogan tipo: "Sai dove te la puoi infilare la banda larga!" e ancora "Se uno vale uno, una testa di c***o è pur sempre una testa di c***o!", ha risposto con un post sul suo blog in cui ribadisce con chiarezza uno dei punti fermi del suo programma di governo: "Siete tutti morti!".
Ma tornando al nuovo inquilino del Monte, è trapelata un'altra notizia, questa volta su una proposta di legge che suggerirà al nuovo premier per rilanciare nell'immediato l'economia. Pare, ma le voci non sono state ancora confermate, che si tratti di un progetto riguardante alcuni contratti part time, praticamente "a ora, mezz'ora e veloci" denominato cchiu pilu ppi tutti. In questo progetto rientreranno anche le nuove tecnologie tanto care al neo premier del consiglio. Infatti saranno creati cataloghi digitali dove le lavoratrici potranno inserire i loro curricula, corredati da foto e dai commenti di chi ha già potuto testare la loro professionalità. Anche le richieste da parte dei futuri clienti potranno avvenire per via digitale, la qual cosa renderà più democratica la discussione politica e il mondo del lavoro.
Siamo certi che con queste premesse si potranno non solo sbloccare potenzialità lavorative, ma si incentiverà anche lo sviluppo della libera impresa.
La lungimiranza dei nuovi governanti, che risalta fulgidamente persino da queste poche ed elementari proposte, ci fa ben sperare per una ripresa sociale ed economica della beneamata Repubblica dello Stato Libero di Ananas.
Restiamo sempre pronti ad informarvi su tutto ciò che avviene in questo paese, che sta diventando esempio di rinascita culturale e sociale e che potrà un giorno, ne siamo certi, esportare nuovi esempi di democrazia e di sviluppo.
Gegè Poparuolo
(inviato speciale de Il Prostrato
- Libero Giornale)
TIM
martedì 26 marzo 2013
Alcune cose... tra il serio e il faceto
* Io sono il migliore. Non ci sono santi che tengano.Chi è come me?
Sono il più bello e contemporaneamente il più intelligente. Forse ci può essere uno che sia il più bello al mondo, ma non sarà anche il più intelligente. E viceversa il più intelligente non sarà il più bello.
Ma io incarno tutte e le due le forme dell'essere umano, da quando è sceso dagli alberi fin quando si è seduto in poltrona a guardare la farfalla di Belen.
Io sono il migliore. Lo ripeto perché questo concetto vi entri bene in testa. Perché poi vi interrogo e voglio che mi diciate tutto ben bene per filo e per segno.
Io sono il migliore. E ve ne do la riprova, qui e adesso, non come i politici che promettono, promettono e dopo eletti non mantengono mai.
Io, cari miei, sono il migliore perché conosco cose che voi non potete neanche immaginare: il PIN del mio bancomat.
** Devo sbrigarmi a raggiungere il Nirvana nel mio ciclo di reincarnazioni: tra 5 miliardi di anni la terra finirà.
*** Morirò giovane, lo so'. Ma l'unico rammarico che ho e che non potrò vivere abbastanza da trascorrere gli ultimi anni da pensionato: un sigaro, una panchina, e un pannolone di ultimissima generazione, ultrapiatto e a prova di fuoriscite maleodoranti.
**** Certe notizie mi turbano: la crisi colpisce proprio tutti!
Ed ora che siete arrivati fin qui, ho qualcosa di serio da dirvi.
Prendetemi pure per pazzo, mettetevi tra quelli che hanno le visioni e che dovrebbero essere trattati medicalmente, ma sono fermamente convinto che qualcosa sta per succedere. Non parlo di politica, di calcio, dell'eruzione di qualche vulcano che oscurerà la terra per mesi e mesi.
Parlo di un cambiamento silente, invisibile, radicale.
Un cambiamento che parte da dentro di noi, o almeno dovrebbe se gli dessimo spazio. Un cambiamento che deve avvenire, perché così è nella natura delle cose e chiunque faccia resistenza pagherà le conseguenze.
Tutta la natura, il cosmo, l'umanità sono coinvolti. Non sto parlando di qualcosa di religioso, almeno non così come noi intendiamo la religione, ma è qualcosa che può riguardare la fede.
E anche qui, non la fede appiccicata all'immagine di una chiesa di mattoni o alla sottana di un prete o di una suora. Una fede libera da ogni vincolo finora conosciuto.
Una fede che ha a che fare con l'energia che noi incanaliamo e rimandiamo quotidianamente.
Per ora non ne sono di più neanch'io.
TIM
venerdì 22 marzo 2013
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