Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

sabato 6 ottobre 2012

Alessandro Forlani e la camera del tempo


l'ho rubata dalla sua pagina FB,
ma non glielo dite!
(lui è il primo a destra, eh!)
Tra pochi giorni potremo acquistare in edicola un bel libro dal titolo I senza-tempo, di Alessandro Forlani; e sulla copertina, probabilmente, troveremo un bollino che ci avvisa che questo libro ha vinto il Premio Urania 2012.
Ma non è per questo che oggi vi propongo un post proprio sul cinquantenne (e sì, il tempo passa per tutti!) professore pesarese (Errata corrige delle 14.30: -- chiedo venia: di anni ne ha 40! --) che si presenta così sul suo blog: sedicente scrittore, è nato negli anni ’70 del XVII secolo, si è reincarnato nel XIX, nel XX e XXI. Vive su vagoni TrenItalia, non risponde al telefono ma è colpa delle gallerie. Nerd, roleplayer e alchimista: ciò ne fa immancabilmente un autore di racconti fantastici. Di giorno si impaluda da docente universitario e ciacola di sceneggiatura, drammaturgia, cinema, scrittura e teatro. S’aggira fra l’Accademia di Belle Arti di Macerata, ScuolaComics Pescara e l'Università di Bologna (Polo di Rimini). Di notte, che dovrebbe far l’artista, piuttosto va al cinema, legge fumetti, ascolta musica barocca, gioca a soldatini e poi va a dormire. Perché crede che sia più sano scrivere così.
Sapete che la letteratura non è il mio forte: non saprei riconoscere un racconto di Verga solo dallo stile e confonderei tranquillamente Edgar Allan Poe con Liala (beh, proprio fino a questo punto no! ma avete capito cosa voglio dire!).
Tuttavia la scrittura di Forlani è veramente inconfondibile. Ed è per questo che vi voglio raccontare un paio di cosette su cosa lascia in me la lettura di un suo lavoro.
Come sempre vi do' qualche link dove andarvi a leggere qualcosa di serio e sensato sull'argomento, e non potevo che sceglierne un paio dall'interessante blog di Mauro Longo: quello sui racconti e quello sullo stile e il mondo di Alessandro.
Come immagino io la vita del professore? Anzitutto penso che non viva in una vera e propria casa: sapete, quelle cose con ascensori, androni, porte blindate e citofoni.
Ma che a notte fonda arrivi davanti al suo piccolo maniero immerso nelle sopraevelate di una tangenziale metropolitana a bordo di un automotiva lucente e sbuffante e col telefonino metta in funzione il sistema computerizzato che permette di azionare il ponte levatoio e accendere, contemporaneamente, le luci di casa e il forno a legna, dove un robotico domestico ha lasciato a mezza cottura la cena a base di patate aromatizzate e un qualche cosciotto d'agnello o cinghiale.
Forse neanche lui sa esattamente cosa troverà una volta entrato a casa, visto che il suo mondo è in continuo movimento e vive di vita propria, con personaggi che mutano (spesso anche fisicamente!) e prendono iniziative che possono anche non piacere.
Non che disdegni il mondo moderno, Alessandro Forlani, è solo che la sua visione del presente è l'unione perfetta di un passato barocco e di un futuro remoto, dove i verbi e gli aggettivi rispondono a leggi proprie, nascono dai suoni della strada e si sviluppano sulle melodie di Handel e dei Cranberries.
Se in un inseguimento un poliziotto cercherà di fermare il mostro di turno, non sarà una cosa scontata, ma

... due bipodi si lanciarono all’inseguimento del golem coi fucili mitragliatori ruttanti: ma i colpi esplodevano sulla schiena di argilla senza nulla ottenere, il mostro non si fermava.
A quel punto un ardito, temerario sergente tentò il tutto per tutto e si lanciò in un assalto: spinse il camminatore alla massima velocità, e la macchina fischiando e sbuffando avvinghiò la creatura in una mischia furibonda, tempestandola di pugni colle chele d’acciaio. Il golem rispondeva coi destri di fango: e Rialto divenne il quadrato di quegli immani prodigiosi pugilatori.* 
E gli ammennicoli che seguono ogni essere umano nella sua quotidianità?
L’indomani Rabbi T si trasferì coi suoi incunaboli, i suoi lambicchi, i pantacoli, le reliquie, gli amuleti, gli elisiri, i grimori, i talismani e le polveri, e insomma quanto occorre a praticare la qabbalah, dal segreto della sua sinagoga a una caserma dei Carabinieri in Giudecca. Qui gli si attrezzò una guardiola ad alloggio, di due celle si ricavò un laboratorio, della cappella militare cattolica si fece un tempio dell’ebraica religione: insomma tutto un braccio dell’edificio fu riservato al rabbino, tutto interdetto; ogni accesso guardato dai militari dell’Arma. 
Non male per un povero rabbino chiamato a salvare il mondo! E vogliamo parlare delle
motogondole scalatrici Sleipnir, orgoglio tecnologico delle truppe da montagna austroungariche 
che non sono semplici mezzi di trasporto, se
Rabbit ingaggiò quell’autonavi rampicatrici che pure lo sopravanzavano per massa e armamenti: le afferrò per le appendici d’aracnide e ne storse e ne schiantò l’acciaio. Prostratele calò il maglio a mezzo degli scafi, ne aprì i ventri blindati; cogli artigli forzò i boccaporti e ne trasse i piloti dai vani di manovra. Spacciò i più fortunati col lanciafiamme o col mitra: gli altri li stritolò, li triturò fra le mandibole d’argilla.
Steampunk? Fantascienza? Fantasy? Ucronia? Boh! Per me è solo il tipo che vedete a destra nella foto di copertina.
E così, se volete deliziare il vostro leggere in questo fine settimana, non avete che da guardare anche qui, dove in vetrina è parte del mondo fantastico e visionario di Alessandro Forlani.
In attesa andare in edicola agli inizi di novembre.
Spero che queste poche righe abbiano potuto suscitare un minimo di curiosità in chi ancora non conosce Alessandro, e siano state quanto meno sufficienti a spiegare come la vedo io a chi invece legge Forlani da tempo.
Un solo rammarico: non aver fatto in tempo ad acquistare, alla sua uscita, l'antologia forlaniana Qui si va a vapore o si muore, edita dalla purtroppo prematuramente scomparsa editrice Pyra.
E, infine, una sorpresa che riguarda sempre il nostro amico: ... E no! non posso dirvi niente, altrimenti che sorpresa sarebbe?

TIM
_____________________________
* brani tratti da RabbiT, racconto presente nella raccolta steampunk del concorso indetto da Baionette Librarie, il blog del Duca Marco Carrara. Nello stesso libro è presente un altro racconto, altrettanto godibilissimo: Photophantastes.




6 commenti:

  1. Io una copia di Qui si Va a Vapore ce l' ho.
    Mi fu inviata da Angelo per aver vinto un suo concorso.
    Aspetto anche io con piacere il libro di Forlani in edizone Urania, per come la vedo io potrebbe essere una delle poche volte che vengano messi d' accordo tutti i lettori e tutti i critici.

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    1. "Ufficialmente" nessuno ha ancora letto il libro di Forlani, ma penso anch'io che sarà una delle poche cose veramente nuove di questi ultimi anni! Io purtroppo non ho "Qui si va a vapore", ma dovrò trovare un modo per leggerlo presto.

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  2. Io pure ho provato con l'Urania almeno 2 volte, ma niente. Però con la Pyra ci stavo pure io, anche se ha chiuso prima della pubblicazione.

    Insomma è un po' come avessi vinto anche l'Urania, no?! Io ho deciso di sì.

    Simone

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    1. l'importante è esserne convinti! anch'io sono arrivato ad un passo dalla pubblicazione con la Pyra, ma ha chiuso prima! che portassimo un po' sfiga noi due?

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  3. Anch'io attendo l'uscita del suo primo romanzo uraniano.

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    1. ormai manca poco, ma ci possiamo occupare l'attesa con i suoi racconti. E a breve su questo blog... una sorpresa che lo riguarda!

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