Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

giovedì 27 marzo 2014

Dispensare i doni dello Spirito... cum grano salis!

Un breve post, oggi, che prende spunto da due... coincidenze.
Ma si sa che le coincidenze non esistono. Sono solo avvisi che è bene soffermarsi su quel qualcosa perché, anche se in quel momento non conosco il motivo del loro apparire, sicuramente mi sarà chiaro in seguito.
Su cosa la mia attenzione si è soffermata questa mattina?
Su due articoli.
Il primo è un post su FB di Monica Angeli, collaboratrice da qualche tempo di questo blog.
Il secondo è un pezzo tratto da Visione Alchemica e intitolato Dio in te
In fondo non trattano dello stesso argomento, perché il primo (che è molto lungo e quindi lascio alla vostra lettura personale) riguarda una riflessione su come sia importante amare sé stessi e sapere anche quando allontanare da noi anime che richiedono il nostro aiuto ma lo fanno in modo da vapirizzare (per usare il termine di Monica) la nostra energia. E noi abbiamo bisogno della nostra energia, per noi stessi e per chi ci sta intorno. Il secondo post, invece, è un pensiero di Ramtha, un'entità vissuta ai tempi di Lemuria. * Essendo quest'ultimo breve, lo riporto:
Ama te stesso, e ascolta ciò che il sé dice, ciò che ha bisogno di sentire,
e poi realizzalo con tutto il cuore, fino a quando ne sarai annoiato.
La noia è il segnale che proviene dalla tua Anima per avvisarti che hai imparato tutto ciò che c’era da imparare da un’esperienza, e che è ora di proseguire verso una nuova avventura.
Se dai ascolto unicamente ai sentimenti dentro di te,
sei libero di diventare qualsiasi cosa tu voglia diventare in questo momento.
E sappi che non devi mai render conto a nessuna legge, a nessun insegnamento, a nessun’entità.
Il presente e i sentimenti che ne ricevi sono l’unica cosa che abbia valore.
La mia riflessione è molto semplice.
Entrando in un certo mondo spirituale, spesso sento parlare di questo amare sé stessi, di come la divinità abiti in noi in modo pieno, di come noi stessi siamo Dio...
E su questo sono pienamente d'accordo.
Quello che mi fa invece pensare è come questi argomenti, in mano ad anime ancora troppo grezze (senza voler dare giudizi che non posso dare!) o non ben guidate, possono far nascere un'alterigia spirituale e psicologia non solo diseducativa, ma persino pericolosa e deleteria.

Spesso basta poco per diventare orgogliosi...
Pensate l'effetto di sentirsi dire: devi amare te stesso! in te c'è la divinità! in fondo, tu stesso sei dio! da una persona portata all'egoismo, alla voglia di prevalere sugli altri. Chi non avesse le giuste predisposizioni, psicologiche prima e spirituali poi, sarà portato ad inorgoglirsi e a cominciare a pensare di essere l'unico depositario della Verità (con la V maiuscola!); potrà sentirsi in obbligo di diventare dispensatore di consigli senza senso e stravaganti, col pericolo di trascinare dietro alla sua follia gruppi affamati e alle prime armi di anime che andranno prima o poi allo sbando.
Questo mio piccolo sfogo non vuole togliere a nessuno la possibilità di riversare in rete o su carta i tesori preziosi della propria anima e della propria intelligenza. Di questo bisogna sempre ringraziare Dio che mette sulla nostra strada tali persone!
Vuole solo far riflettere su come noi stessi per primi, quando leggiamo di queste cose, dobbiamo farlo cum grano salis, con un pizzico di buon senso. E quando scriviamo o diciamo qualcosa dobbiamo tenere conto che, parafrasando le parole di Gesù, non dobbiamo dare le perle ai porci.
I tesori di grazia che tutti riceviamo (e che qualcuno è in grado anche di comprendere e ridistribuire, ma non tutti) sono come la luce delle lampade che vanno messe sul tetto della casa (Mt 5,15) **, o come le cose ascoltate nel segreto e che vanno poi proclamate pubblicamente (Mt 10,27) ***. Ma...
... pur senza voler tornare alle sette segrete, dobbiamo sapere con chi e di cosa parlare.
Anche questa è saggezza!  
   
Juan Segundo

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* Non mi pronuncio sulla veridicità o meno di quest'ultima realtà, perché non ho approfondito l'argomento. Siamo circondati, infatti, di persone che dicono di essere reincarnazioni o canalizzatori di entità spirituali vissuti anni o secoli prima. Spesso si tratta di imbroglioni che hanno trovato un modo (lucroso) di sbarcare il lunario mettendo insieme un'accozzaglia di notizie e notiziole tratte da qualche sito specializzato in questi argomenti. E, purtroppo, vista la sete di spiritualità (ma spesso solo di stranezze per giustificare idee e comportamenti senza senso) dell'uomo, prolificano anche a danno di chi è veramente studioso o fa esperienza di messaggi e visioni da un'altra realtà.
** "... né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa."
*** "Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti."

2 commenti:

  1. Beh, similmente Voltaire, che contrariamente alla credenza comune non era ateo ma deista (credeva cioé in un qualcosa di superiore all'origine delle cose, ma si rifiutava di credere che fosse il "bislacco" Dio di cui parla la Bibbia) sosteneva che la religione era importante soprattutto per il popolino ignorante, poiché un principe o un letterato di grande istruzione possono credere che non ci sia alcun dio e tuttavia seguono una disciplina morale basata sulla loro cultura e sugli insegnamenti ricevuti, mentre un popolano analfabeta - secondo l'ipotesi del filosofo francese che ovviamente poò essere approvata o meno - se si convincesse che non esiste alcun dio che giudichi il suo operato finirebbe col commettere ogni sorta di abuso.
    Ogni insegnamento in effetti necessita di un adeguato insegnante che sappia impedire le degenerazioni interpretative. Come diceva padre Brown, il detective creato da Chesterton, lui preferiva il metodo cattolico (la Bibbia letta e spiegata ai fedeli dal clero) rispetto alle chiese protestanti in cui ognuno legge la Bibbia e ci trova quel che gli pare e lo adatta alle proprie esigenze...

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    1. Beh, non voglio naturalmente polemizzare con Chesterton sulla sua affermazione della diversità catolici-protestanti, anche perché amo il suo personaggio, sia dal punto di vista letterario che umano.Ma anche tra i protestanti c'è bisogno di credere ai fondamenti della (loro) fede per far parte di una chiesa, non è che regni l'anarchia più assoluta. Su tutto quello che non è ritenuta, poi, "fede comune" ognuno valuta secondo la propria coscienza. Quanto a Voltaire non posso che dissentire (ma mi rendo conto che i tempi sono molto cambiati!): oggi il popolino "ignorante" è spesso più 'morale' dei principi o dei letterati di grande istruzione, perché l'avvento dei mezzi di comuicazione di massa ha portato a tutti la possibilità di formarsi e informarsi. Basti vedere quanti canali esistono su Youtube che sono dedicati ad aspetti religiosi, di ogni tipo e di ogni confessione (compresi quelli 'spazzatura'). Purtroppo a livello ufficiale in italia esiste solo la chiesa cattolica che monopolizza ogni aspetto della nostra vita.

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