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Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

lunedì 3 marzo 2014

La Bibbia? Una gran bella favola!

Sansone e la mascella dell'asino
Pensate che io creda veramente che la Bibbia sia solo una gran bella favola, come dice il titolo?
Anzitutto sapete che i titoli servono ad accalappiare lettori. Quindi sono da prendere con le molle.
Però, qualcosa di vero c'è sempre, sotto sotto, nei titoli.
E lo stesso avviene in questo caso, parlando della Bibbia.
Volevo fare subito una precisazione: quello che dirò in questo breve articolo andrebbe discusso personalmente, chiarito passo passo, bisognerebbe poter rispondere una ad una alle domande che nasceranno in voi. Ma questo non è possibile. Perciò fate, se ne avete, le domande che volete nei commenti e cercherò di rispondere.
Torniamo alla domanda iniziale: la Bibbia è una gran bella favola?
Chi di voi è genitore e ha passato del tempo coi figli piccoli a raccontare fiabe per divertirli o farli addormentare, forse sa' già di cosa parlo.
Raccontare un favola (inventata di sana pianta o letta da qualche libro) vuol dire non solo occupare i bambini per un po', ma anche cercare di veicolare loro un messaggio attraverso la storia e i personaggi che si muovono in essa.
La Bibbia, pur essendo un insieme di 72 libri diversi, è comunque una grande storia, un grande affresco che ha come filo conduttore le vicende di un popolo, quello ebraico, che scopre di avere un Dio che lo crea, lo segue nella sua crescita, lo punisce e lo premia. E la storia continua anche quando parte di questo popolo accetta l'avverarsi di una promessa fatta da questo Dio amorevole e temibile allo stesso tempo: avere la salvezza una volta per sempre attraverso l'arrivo di un Messia.
La Bibbia, allora, è una storia narrata oralmente da decine e decine di personaggi che nell'arco di millenni l'hanno vissuta; e poi messa per iscritto da altre persone che hanno raccolto queste narrazioni e fissate sulla carta.
Su questo penso che siamo tutti d'accordo.
Le difficoltà nascono quando ciò che viene narrato diventa impensabile o assurdo. *
Chi era presente, ad esempio, quando Dio creò il mondo in sei giorni, tanto da poterlo mettere per iscritto nei primi capitoli della Genesi, visto che l'uomo ancora non era stato tratto dalla polvere della terra? Allora questo fatto, che cioé Dio ha creato la terra, è falso?
... un po' modernizzata...
E può essere vera la storia di Mosè che apre le acque e fa' passare all'asciutto il popolo ebraico che scappava dal Faraone? Vi sembra possibile una cosa del genere?
E allora che facciamo? Tra le storie della Bibbia, crediamo a qualcosa sì e a qualcosa no?
E qui, mi sembra, vengono in soccorso le fiabe.
Con ciò non voglio dire che nella Bibbia sia tutto falso o inventato. Se Giovanni e altri apostoli erano ai piedi della croce (oddio, in verità sotto la croce c'erano solo un ragazzino -appunto Giovanni- e tre donne, perché tutti gli altri se l'erano data a gambe levate!) e la cosa viene raccontata, ci si può anche credere.
Ma voglio dire che gli scrittori dei vari libri della Bibbia, nel corso dei secoli, hanno raccontato le storie che avevano vissuto in prima persona o che avevano ascoltato dagli anziani delle tribù d'Israele o dagli apostoli nelle prime comunità cristiane. E che in questo loro lavoro hanno avuto un aiutino un po' particolare: quello di Dio in persona, tramite l'azione dello Spirito Santo.
E così Dio ha fatto in modo che quanto scritto fosse non tanto vero nel senso che noi diamo oggi a questa parola (se qualche storia era conosciuta in un certo modo, poteva andare anche bene, perché Dio riconosce agli uomini il libero arbitrio), quanto che rispondesse ad un criterio di verità diciamo così particolare che è quella di Dio. 
Dio, in conclusione, ha voluto raccontarci una storia, lasciando a noi la narrazione nei particolari, ma mettendoci il suo significato.
Cerco di fare un esempio.
Apriamo il libro dei Giudici. Al capitolo 15 si narra di Sansone che va a trovare la moglie che era andata dal padre. Ma trova una sorpresa: il suocero, pensando che Sansone l'avesse ripudiata, l'aveva data in moglie ad un altro; gli offre però in cambio la cognata più piccola (eh, sì, a quei tempi si faceva anche così!). Sansone non la prende bene e così, tanto per cominciare, lega alle code di trecento volpi delle fiaccole, gli da fuoco e le manda a bruciare i covoni di grano ammassati dal suocero. Inizia allora tutta una serie di azioni e reazioni da parte di Sansone, i giudei (il suo popolo) e i Filistei (il popolo del suocero). Finché Sansone e i Filistei non si trovano l'uno di fronte all'altro. Ma cosa può fare un uomo solo contro migliaia di nemici?
Sentiamo quel che accadde, così come è raccontato dalla Bibbia:



(Sansone) trovò allora una mascella d'asino ancora fresca, stese la mano, l'afferrò e uccise con essa mille uomini.
Sansone disse: «Con la mascella dell'asino, li ho ben macellati! Con la mascella dell'asino, ho colpito mille uomini!».
(Giudici 15, 15-16)
Ora cercate di immaginare la scena: Sansone che prende una mascella d'asino morto e uccide mille uomini!
Evidentemente lo scrittore aveva sentito la storia narrata in questo modo quanto meno colorito, fuori da ogni credibilità; eppure Dio ha permesso che essa rimanesse nella Bibbia raccontata proprio con queste parole.
Applicando il mio precedente ragionamento (la Bibbia è una gran bella favola), possiamo spiegarci così la cosa:
- non sappiamo come si siano svolti i fatti precisamente;
- sta di fatto che Sansone riuscì ad uccidere mille nemici, magari non con una mascella d'asino e non da solo.
Io mi chiedo: e se Dio ha permesso che lo scrittore raccontasse questa avventura proprio in questo modo per un motivo particolare?
Per esempio, Egli vuole che noi comprendiamo una cosa: se Lui è dalla nostra parte, ci ama, ci guida, ci protegge, noi possiamo battere ogni nemico, anche il più forte, potente e numeroso, utilizzando le cose più semplici, più a portata di mano, persino una mascella d'asino trovata per terra.
Ecco, mi sembra che un ragionamento così ci possa anche stare.
E voi che dite? Messa in questi termini, la Bibbia può essere una gran bella favola per bambini cresciuti come noi?

Juan Segundo

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* sì, è vero, ci sono i miracoli, ma qui è un altro discorso e vi dicevo che l'argomento richiederebbe un bel po' di spiegazioni; ma il tempo e lo spazio sono quelli che sono...

7 commenti:

  1. Beh, ovvio che non va interpretata letteralmente. Il mio insegnante di religione - quindi sicuramente una persona di cui non si può sospettare atteggiamenti preconcetti o ostili nei confronti della Bibbia - diceva appunto che i passaggi assurdi nella Bibbia sono tantissimi. Ma la loro assurdità ci deve spingere a capire il significato metaforico, che in molti casi è abbastanza ovvio peraltro.

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    1. Sono tantissimi i modi di leggere la Bibbia, e ogni religione ne ha fatto proprio uno. Io non ne ho uno particolare, ma leggo così come mi viene in quel momento, anche se prediligo una lettura che richiama molto il mondo degli archetipi, dei sogni, allegorico. E molto lo devo anche a Franco Morandi (il padre dell'amico Luca) che scrisse diversi libri sull'argomento, e che capitò sulla mia strada di studente di teologia al momento opportuno. Ma ho appreso molto anche da Eugene Drewermann. E poi c'è lo Spirito Santo, che funziona sempre meglio di tutti!

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  2. Oddio... una bella favola! Ho sempre pensato fosse il romanzo più diffuso di tutti i tempi, ma di sicuro non una "bella" favola. Molte storie contenute nella Bibbia sono legate a valori quantomai discutibili... la stessa questione di Sansone lo dimostra. La donna è considerata un oggetto da conquistare (Sansone la vuole, il padre si rifiuta, Sansone scatena una guerra...) più che un individuo. In una favola moderna la ragazza avrebbe mandato al diavolo il padre e sarebbe andata via con Sansone... senza che morissero mille uomini (inutilmente). Ed è difficile leggere in quella vicenda la tragedia di Filistei contro gli Israeliti perché... il padre offre a Sansone la cognata (filistea anch'essa immagino)... Per cui le vicende di Sansone le paragonerei a Romeo e Giulietta di Shakespeare. In quest'ultima, per lo meno, le vittime sono solo i protagonisti, e non un popolo intero.

    Ecco... mettiamola così... la bibbia avrebbe bisogno di una premessa storica da evidenziare, ovvero i limiti culturali che essa si trascina dietro, e il fatto che - tra vecchio e nuovo testamento - il carattere di Dio cambia per motivi di... ehm... qui verrò bruciato all'istante da un fulmine caduto dal cielo - proselitismo (chi vuole venerare un Dio vendicativo, burbero, e omicida?).

    Ok... ci sono andato giù pesante. :P

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    1. Poi... lo sai! Io credo in Dio, non nelle religioni. Queste ultime sono fatte da uomini, e i testi sacri sono scritti da uomini. Ho molti dubbi nel fatto che alcuni uomini abbiano il dono di fare da tramite tra il volgo e Dio. Ne comprendo i motivi - specie in epoche passate dove la vita non era facile, e ancor meno era facile avere un'istruzione - però non posso, non riesco, a chiudere un occhio sul fatto che chi ha scritto quei testi sacri, e chi si sia autodefinito tramite tra Dio e noi, goda di privilegi quantomai discutibili.

      Ora non ricordo i dettagli, non mi sono mai dimostrato molto attento in questioni di religione, ma mi par di ricordare che su qualche testo sacro (vangeli apocrifi?) sia indicato che Cristo chiese ai propri apostoli di non fondare una chiesa su di lui... ovviamente è stato disatteso (me ne ha parlato un collega molto interessato all'argomento - credente - e allo stesso tempo studioso dell'argomento in maniera "scientifica", viste le sue due lauree scientifiche). Io banalizzo molto perché non sono all'altezza di un dibattito approfondito.

      Ragionando con lo stomaco, credo non sia necessaria una chiesa, o un libro, per parlare con Dio e seguirne gli insegnamenti. Credo che quando ci abbia fatti, se ci ha fatti, ci abbia dotati di coscienza, buon senso, etc etc... poi ovviamente nessuno nasce perfetto. Ma lo stesso Sansone non mi pare abbia usato buon senso nella sua vicenda personale: uccidere più di mille uomini perché non può stare con una donna?).

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    2. Rispondo a un commento per volta.
      1. Forse non ho espresso bene il concetto, ma io intendevo parlare di 'favola' facendo un paragone per dire anzitutto che la Bibbia ha la stessa valenza educativa: si racconta una storia (che può avere anche un fondo di verità più o meno grosso) per far comprendere alcuni principi, etici, spirituali, di comportamento. Ciò dove questo è possibile, perché specie per il nuovo testamento c'è poco da... raccontare storie! Davanti a Paolo che scrivendo a Corinto elenca quali sono le virtù della carità, c'è poco da interpretare: o si crede o si lasca perdere! Certamente la Bibbia è stata scritta da persone che avevano interessi di... proselitismo come dici tu, e in un modo o nell'altro noi siamo figli di quei proseliti.
      2. Sul secondo blocco-commenti bisogna andare un po' più calmi. Io ho parlato solo dei libri presenti nella Bibbia "canonica", il cui elenco già comunque cambia tra cattolici e protestanti e anche all'interno delle chiese protestanti. Inoltre all'interno della Bibbia ci sono libri cosiddetti storici, sapienziali (pensiamo ai salmi o al cantico dei cantici), dottrinali (le lettere di Paolo... ), apocalittici (Apocalisse... ), per cui ognuno andrebbe 'trattato' in modo a sé stante. Poi, proprio per il principio che Dio ha 'ispirato', in un modo o nell'altro, qualcuno a raccontare quelle storie in quel modo, e che sono stati uomini ad ammettere come 'canonici' (cioè facenti parte di un elenco 'accettato') alcuni libri e altri no, non escludo assolutamente che altri testi possano essere stati 'ispirati' da Dio; vedi i cosiddetti vangeli apocrifi e altri libri dell'epoca dell'antico testamento e del periodo chiamato 'infratestamentario' cioè scritti fra l'ultimo testo del vecchio e il primo del nuovo. Chiaramente, come ho detto all'inizio del post, il mio titolo era provocatorio e quindi anche riduttivo, e (sempre come detto nel corpo del pezzo) le questioni sarebbero tante. Io sono anche convinto che ancora oggi ci sono tanti che ricevono da Dio, o da entità che lo fanno per conto di Dio, messaggi personali o per l'umanità (ma non voglio addentarmi perché entrerei in un ginepraio enorme e senza uscita!!!). D'altra parte già Giovanni scriveva nel suo vangelo: "Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro" (Gv 20,30) perciò... Spero di aver chiarito tutto, altrimenti, riscrivi pure!

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  3. Noi possiamo solo fare discorsi di carattere puramente interpretativo (quasi filosofico) o teologico (a mio avviso il più errato) ma permettetemi di dare la parola ad una persona più che competente:

    https://www.youtube.com/watch?v=5I87ujpdM5g

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    1. Anche Biglino, di cui ho letto due libri sull'argomento, espone il suo punto di vista. Partire da dati reali (ho una laurea in teologia e qualcosina ne capisco anch'io) non significa per forza arrivare a giuste conclusioni e con questo non sminuisco o contesto quelle di Biglino. Dico solo che io vedo le cose così come espresse nel post. Per il resto, parafrasando la canzone di Battisti, scopriremo la verità... solo morendo! Grazie di esser passato/a e di aver lasciato il tuo commento (anche se anonimo!)

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