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La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

venerdì 14 marzo 2014

L'energia del Reiki

Quest'oggi volevo proporvi di fare la conoscenza con il Reiki (argomento che ho affrontato già altre volte).
Per farlo, mi affido al sito Fisica Quantistica da cui prendo questa pagina

Voglio solo ricordare che in diversi ospedali italiani (all'estero, invece, è una realtà molto più consolidata!) gli operatori di Reiki possono svolgere la loro opera come coadiuvanti nella cura del dolore.

Buona lettura!


L'energia Reiki

Reiki, è la capacità di riunire la forza vitale del corpo con l’energia universale dalla quale deriva. La forza vitale è calore ed energia emanati dal corpo.
In India, questa forza viene chiamata Prana, in Cina Ch’i, ed in Giappone Ki. Con l’apertura dei canali energetici del corpo, una persona acquisisce la capacità di riequilibrare la propria energia vitale: si collega all’energia universale, diventando così esso stesso un elemento che la veicola.
Una volta appresa tale capacità, basterà appoggiare le mani al corpo, proprio o altrui, perché l’energia del Reiki inizi a scorrere e a riequilibrare la forza vitale di chi la riceve. La prima sensazione sarà quella del calore, poi della distensione, ed infine del sollievo. Grazie al Reiki, è quindi possibile superare tutti i problemi che derivano da blocchi energetici, responsabili poi dell’insorgere di sintomi fisici e malattie.
Reiki è una disciplina molto semplice da applicare. Non servono doti personali particolari, né tanto meno anni di studio. Dato che l’energia fluisce automaticamente dalle nostre mani, basterà apprendere la semplice tecnica per appoggiarle in modo corretto sul corpo. Esistono tuttavia diversi livelli di insegnamento e di pratica del Reiki. Nel primo livello, si imparano l’auto-trattamento per il riequilibrio energetico ed il trattamento rapido per punti definiti; nel secondo e terzo livello vengono insegnati alcuni simboli atti a rafforzare il potere dell’energia Reiki e ad indirizzandola verso luoghi lontani (trattamento a distanza), e tecniche più specifiche per il trattamento * di disturbi precisi come: disturbi nervosi, respiratori, digestivi, circolatori, cardiovascolari, metabolici e sanguigni.
Nell’ultimo livello, il quarto, si acquisiscono tutte le tecniche per indirizzare l’energia dove si vuole, permettendole così di aprire i canali e di iniziare a fluire libera. La tecnica per l’applicazione è molto semplice: l’energia scorre da tutta la mano, motivo per cui è sufficiente appoggiarla aperta, perché il Reiki inizi ad agire. Chiaramente più aumenta il livello di apprendimento, maggiori sono le nozioni da apprendere, ma la cosa fondamentale è che già dal primo livello, si possono avere benefici. Bisogna sempre rammentare che “più è lontano l’ego, meglio il Reiki funziona”.
Mikao_Usui
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Il Maestro “Mikao Usui”, fondatore della disciplina Reiki:

Mikao Usui, nacque in Giappone nel villaggio Taniai-Mura il 15 agosto 1865. Buddista, visitò l’Europa e l’America e studiò in Cina. Sperava di avere successo nella vita, ma incontrò molte difficoltà. Depresso a causa dei diversi intoppi, Usui salì sulla sacra montagna Kurama in Kyoto (l’antica capitale giapponese) e dopo avervi meditato senza cibo per ventuno giorni, sentì all’improvviso una grande energia sopra di sé, fu illuminato ed ottenne il trattamento Reiki.
Inizialmente egli utilizzò i trattamenti Reiki su sé stesso e sui membri della propria famiglia, constatandone l’immediata efficacia. In seguito, Usui comprese che doveva condividere i benefici di questa tecnica, con chiunque ne volesse usufruire. Nel 1922, quindi, ad Aoyama, Tokyo, Mikao Usui fondò la “Usui Reiki Rioho Gakkai” per insegnare il Reiki. Questo luogo divenne presto un punto di riferimento per molte persone, che arrivavano anche da molto lontano, per sottoporsi ai trattamenti reiki di Usui. Nel settembre del 1923, ci fu un grande terremoto e Mikao Usui curò e salvò molte persone. Morì il 9 marzo 1926 a Fukuyama, nelle vicinanze di Hiroshima.

Il Trattamento ed l’auto-trattamento Reiki:

Durante il trattamento Reiki, dobbiamo imparare ad abbandonarci totalmente all’Energia Universale. Perciò quando trattiamo una persona, l’ego deve restare il più lontano possibile, per lasciar fluire liberamente l’Energia Universale, che ha un potere illimitato.
Imparare il Reiki è facilissimo: dopo aver ricevuto i quattro “Reiju” del primo livello da un insegnante, ovvero “le armonizzazioni”, che servono per aprire i “canali energetici” della persona, ci si auto-attiva. Il nostro corpo subisce un riequilibrio energetico di mente, corpo e spirito. Ed è possibile farsi l’auto-trattamento. Quando un insegnante di Reiki dona un Reiju ad uno studente, alza il suo livello energetico, la cui frequenza vibrazionale inizia a risuonare con quella dell’Energia Universale. Avviene così un contatto che risveglia la sua coscienza, apre i canali del corpo, lasciando fluire l’Energia esterna.
Durante l’auto-trattamento, le mani devono restare in ogni posizione (sono dodici in tutto) per due, tre, cinque minuti, o per quanto ci si sente. Se si sbaglia posizione durante l’auto-trattamento, non importa, poiché l’energia Reiki sa sempre dove andare. In totale, un trattamento Reiki dura circa mezz’ora, ed è comunque meglio fare trattamenti brevi ma frequenti, che lunghi e saltuari. Dopo il trattamento completo, si può procedere e porre le mani su una parte specifica del corpo da guarire.
Le persone che non riescono a trovare mezz’ora al giorno per prendersi cura di sé, non vogliono veramente guarire. Non si rendono conto dell’opportunità che stanno sprecando. In sostanza, la responsabilità della guarigione dipende esclusivamente da noi stessi.
Per passare dal primo al secondo livello, occorre tanto esercizio: almeno tre settimane. Non servono regole specifiche o concentrazione mentale, basta usare periodicamente l’Energia Reiki, per imparare a gestirla e poterla così avere a disposizione ogni volta che vogliamo. Si tratta di un allenamento quotidiano.
Il Reiki non esce solo dal palmo delle mani, ma anche dalla punta delle dita. È inoltre indifferente come si pongono le mani: destra e sinistra si possono indifferentemente sovrapporre, poiché mano su mano rafforza l’energia, oppure anche allineare; si fa come ci si sente, dove guida l’istinto. Ognuno deve seguire il proprio intuito e la propria esperienza. E’ inoltre corretto strofinare le mani per terminare la sessione Reiki. Mentre se si sente troppa energia, è possibile scuoterle per fermare il flusso energetico.
In generale, più utilizziamo l’energia Reiki, più saremo connessi all’Energia Universale. La felicità è una scelta: se decidiamo in questo momento di essere felici, lo saremo. Indipendentemente da ciò che accade intorno a noi, indipendentemente dalla nostra condizione psico-fisica. L’importante nella vita non è ciò che abbiamo, ma come ci sentiamo.

Filosofia ReikiI cinque principi del Reiki:

Il modo più semplice per spiegare la filosofia alla base del Reiki, è sicuramente quello di usare le stesse parole del suo fondatore Mikao Usui, il quale disse:
“Il Reiki è il metodo segreto per invitare la felicità, la medicina spirituale per tutte le malattie”.
Egli disse: ”Solo per oggi… “
” Non ti arrabbiare” ” Non essere ansioso” ” Sii grato e diligente” ” Sii gentile con gli altri” ” Ricorda di pregare ogni mattina e sera.”
Una delle cose fondamentali, nei precetti Reiki, è quella di vivere il presente (solo per oggi). Il passato è ricordo. Il futuro è un’illusione. Va bene fare progetti per il futuro, ma non bisogna preoccuparsene. Il futuro non è ancora stato scritto. Non vuol dire rinunciare ai propri progetti, semplicemente sta a significare che non ci si deve preoccupare (non essere ansioso). L’ansia corrisponde ad un’energia negativa, che racchiusa nel nostro corpo lo avvelena. Il rischio è quello di perdere il momento nel quale si vive, di perdere la gioia per le piccole cose del quotidiano, di perdere la felicità.
Non bisogna inoltre ignorare la rabbia, o cercare di reprimerla. “Non ti arrabbiare” significa che si deve imparare a riconoscere i propri sentimenti di rabbia, cercando poi di comprendere, perdonare e lasciare andare le cause dell’ira. Come per l’ansia, se non permettiamo alla rabbia di abbandonare il nostro corpo, ma al contrario la interiorizziamo, potrebbe nel tempo essere causa di malattie. I principi del Reiki indirizzano verso la liberazione dai blocchi energetici, consentendo così alla “vita” di procedere serenamente.
Per essere grati (alla vita) e diligenti (verso il proprio spirito), bisogna vivere nella rettitudine morale. Ringrazia sempre chi ti ha fatto un dono o chi è stato gentile con te. Ringrazia l’Energia Universale per la vita che ti ha donato, e per tutte le lezioni che ti da quotidianamente. Il lavoro è un mezzo necessario per mantenere sé stessi e contribuire anche al sostentamento della comunità. Va svolto sempre nel modo più corretto ed onesto possibile. Cedere alla disonestà e a comportamenti maligni ed intrighi, è sintomo di inettitudine morale.
Rispettare il prossimo e la natura, vuol dire aver compreso che ogni azione, nel bene e nel male, ha un effetto prima di tutto verso noi stessi. Se sei gentile con gli altri, sei gentile con te stesso: tutta l’energia positiva che mandi fuori prima o poi tornerà indietro moltiplicata, in questa vita o nella prossima.
Nella preghiera si concretizza il riconoscimento dei propri limiti e l’apprezzamento per tutto quello che ha contribuito ad accrescere il nostro spirito. Dobbiamo cercare di essere felici nella semplicità del quotidiano, perché questa è la vera medicina per la cura dello spirito e del corpo. La vera guarigione è prima di tutto spirituale.

(Fonti: “Komyo Reiki Kai Italia: le origini della tradizione” di Chiara Grandi, http://www.chiaragrandi.it/libro_reiki_gratis.htm e http://www.chiaragrandi.it

Juan Segundo


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* con il termine trattamento non si vuole intendere, naturalmente, l'evento della cura, che è e resta di competenza della scienza medica.  

4 commenti:

  1. Mia moglie è "praticante" io assisto assorto.
    Sono dell'idea che c'è sempre qualcosa che sfugge alle nostre piccole menti che inesorabilmente mentono.

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  2. meno male che ci sono cose che sfuggono, perché se avessimo tutto sotto controllo saremmo dei e allora, sai che responsabilità sulle spalle! E se tua moglie 'pratica' approfittane che il reiki fa davvero bene! (parola di uno che pratica(va) e riceveva!

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  3. Conosci bene la mia nipponofilia, però riguardo il reiki ho sempre mantenuto le distanze perché è al di sopra delle mie possibilità.
    Non riesco ad evitare di arrabbiarmi (almeno ogni tanto) e non sempre sono gentile con gli altri. Un tempo ero anche particolarmente ansioso, da qualche anno per fortuna ho imparato a "occuparmi" anziché "(pre)occuparmi"

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    1. Niente è al di sopra delle nostre possibilità. Al massimo le cose rientrano o meno nei nostri interessi e non c'è niente di male a non volerci interessare di qualcosa. Chiaramente il reiki non si limita ai suoi 5 principi, ma è un sistema complesso di influenza dell'energia sul nostro corpo fisico e spirituale. Ti consiglio di ricorrere, almeno per una volta, ad un trattamento reiki: non potrai che trarne giovamento a livello spirituale e rilassamento a livello fisico!

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