Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

lunedì 7 marzo 2011

Ucronie e altre amenità

E' stato un fine settimana proficuo per la lettura, quindi ora sono qui, come lunedì scorso, a resocontarvi sui miei peregrinaggi nel mondo degli autori e delle storie.
Ma prima di arrivare alle cose del mio garage, è doverosa la segnalazione della conclusione, con la proclamazione dei vincitori, del concorso Ucronie Impure, organizzato dall'amico Alex Girola. Sul suo sito troverete ogni cosa che possa saziare la vostra curiosità. Naturalmente congratulazioni ai vincitori e all'organizzatore. Aspetto, speriamo a breve, l'ebook con i racconti finalisti.
Ma torniamo alla mia domenica di letture.
Questa volta, accanto a due letture prese dal mio fidato Cybook, c'è anche un racconto "di carta", tratto da un'antologia curata da Marco Vichi, Delitti in Provincia, ed. Guanda.
Se avrete la fortuna di tenere in mano questo bel volume grigio, da pagina 153 a pagina 182 trovate un piccolo gioiellino di Gianluca Morozzi, Il ghiaccio sottile. E' una storia che vi colpirà duro e vi lascierà senza fiato, anche grazie ad un finale per nulla scontato, ma in qualche modo annunciato da una serie di piccoli indizi lasciati qua e là con sapienza. E' uno di quei lavori che mi sarebbe piaciuto aver scritto io, visto che lo stile, asciutto ma non scarno, mi piace molto. Un padre straziato dal dolore per l'incidente di cui è vittima il figlio può conservare la lucidità per scoprire il vero autore di questa atrocità? e soprattutto resistere alla soluzione del mistero? Sicuramente: placet.
E veniamo alle letture dallo schermo del mio ereader. Entrambi i lavori li ho pescati dalle Edizioni Scudo che ha il pregio di fornire gratuitamente tanta bella roba. Anche Glauco e Simone si sono serviti di loro per la distribuzione delle proprie opere. Quelli della Scudo dicono nella presentazione: Lo scopo delle nostre attività è promuovere la conoscenza di opere e di autori che ci piacciono, come primo requisito, e che pensiamo possano dare "qualcosa" al lettore, ma senza che questo debba precludere il divertimento (che spesso è la chiave della passione e quindi del vero apprendimento). Cosa li spinge? Innanzitutto l'amore atavico che portiamo per la letteratura fantastica, poi una fettina di gloria, un angolino di fama, molta soddisfazione personale e un mecenatismo (parola questa oramai poco utilizzata nel nostro paese) che ci porta a promuovere gli autori che meritano. Davvero una bella operazione! E' anche vero che non tutto quello che pubblicano vale la pena di essere letto, ma almeno tutti possono avere il loro quarto d'ora di celebrità con la possibilità di un prodotto confezionato come si deve, con le belle copertine di Luca Oleastri che non saranno capolavori estremamente originali, ma danno soddisfazioni. Se poi l'autore vale veramente, avrà avuto la sua possibilità e l'avrà saputa sfruttare. E soprattutto sarà stato il lettore a giudicare e non un qualche editor di convenienza.
Una delle due cose che ho letto ieri è stato Le serate del Blue Buzzard di Pierre Jean Brouillaud, scrittore di FS francese, con all'attivo un mucchio di lavori. A me sinceramente questa antologia di racconti legati al Blu Buzzard, un locale pieno di tipi strani, non è piaciuta affatto. Le storie potrebbero avere anche un senso, ma solo nella testa dello scrittore, e al linguaggio che vuol essere da giallista duro, invece, si fa fatica a star dietro; tanto che dopo tre racconti, ho lasciato perdere l'improbabile cronista del San Juan Chronicle e le sue storie. C'è da tener conto che si tratta di un'opera nata in francesce, e molto potrebbe giocare una traduzione fatta male. Qualche sintomo c'è se badate che, ad esempio, una non vedente è 'ceca' invece che 'cieca' e che riferendosi ad una donna il pronome diventa 'gli' invece di 'le'. Il mio giudizio di pancia è, comunque, che non placet.
Lasciata la Francia sono tornato in Italia e sempre dal cappello della Scudo ho tirato fuori Fabio Calabrese con il suo Dentro e fuori di noi, 4 belle storie di FS in tutte le salse. Se ci si abitua alle frasi chilometriche (anche una pagina intera di ereader!) è scritto bene. Le storie filano e i personaggi sono sempre al loro posto, né sopra né sotto le righe. C'è da dire che uno di questi racconti, Inner Space, è scritto con Roberto Furlani, e anche questa prova non mi è dispiaciuta, specie se si tiene conto del fatto che scrivere a quattro mani è sempre rischioso oltre che faticoso. Alla fine, placet.
Bene, non voglio tediarvi oltre con le mie lungaggini, perciò vi dò appuntamento alla prossima. E vi lascio da inguaribile romantico!
TIM

4 commenti:

  1. Si, tranne che per il francese mi sono divertito.
    Temistocle

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  2. La Scudo è una realtà interessante, spero che le letture e il tuo Cybook restino sempre soddisfacenti!

    Simone

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  3. Finora non hanno mancato un colpo (ma devi anche sapere dove sparare!).
    Temistocle

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