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Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

mercoledì 27 luglio 2011

Due racconti da Fratelli di razza: Al bivio e L'uomo che non voleva morire

Oggi due piccole recensioni, quelle mie, non professionali, solo suggerimenti derivati dalle mia letture.
E parliamo di due racconti inseriti nella raccolta Fratelli di razza a cura di Nicola Roserba.
Ho letto tutti lavori del volume che potete acquistare (e vi consiglio di farlo!) al link precedente per soli  €5,90, ma inizio da questi due perché gli altri li voglio lasciare per quando la rete si ripopolerà e ci potrà essere (per gli autori) più visibilità.
I racconti passati al vaglio sono due, dicevo.
Il primo è Al bivio di Federica Maccioni.
Siamo in Sardegna, in un medioevo moderno, immersi nell'atmosfera di un villaggio dove il tempo è fermo, cristallizzato all'interno di realtà che ad una mentalità illuminista potrebbero sembrare veramente fuori dal mondo reale, fatta di spiriti, buoni e cattivi, di donne che fanno nascere e accompagnano a morire. Donne che vivono però anch'esse tutti i sentimenti dei comuni mortali.
Chi ha conosciuto determinate realtà rurali, di campagna o montagna, non solo sarde come nel nostro caso, ma di ogni posto in Italia e, penso, nel mondo, sa che queste persone esistono realmente. Io personalmente sono vento a contatto con personaggi simili scorribandando per i monti e le colline calabresi. Non sto dicendo che i poteri riconosciuti a loro siano reali (a queste cose bisogna credere; ma se crediamo a vampiri e zombi vari non vedo perché non dobbiamo farlo anche in questo caso!), o che uccidessero materialmente quelli affidati alle loro cure; ma dico che ci sono donne considerate alla stregua degli psicopompi, chiamate al capezzale dei morenti per accompagnarli nell'ultimo viaggio. D'altra parte S. Michele Arcangelo e S. Pietro hanno la stessa funzione nella fede cattolica.
Chiusa questa parentesi antropologica, torniamo al racconto. Dicevo che siamo in un medioevo moderno dove le favole si vestono di realtà e viceversa. Una storia, come si suol dire, d'amore e di morte, o forse meglio ancora d'amore oltre la morte. Una lotta tra una giovane accabadora, ancora allieva alle dipendenza di una maestra anziana, e le potenze del male, sotto le spoglie di una bambina che diventa subito ragazza, che cercano di sedurre il suo uomo. Non vi dico di più sulla trama e sul finale, perché il racconto è costruito veramente bene e si fa leggere tutto d'un fiato.
La scrittura è perfetta, senza sbavature, affascinante, si sente la mano di chi è nato per scrivere (anche se l'autrice è perito elettronico e fa l'infermiera!).
Insomma: placet. Voto 8.
Il secondo racconto è L'uomo che non voleva morire, di Simone Lega.
In questo caso ci troviamo nel 1789 e una ragazza di buona famiglia lascia il convento dove ha ricevuto la sua educazione in vista dell'ingresso in società. Il suo mondo è riempito completamente dal sogno di ogni ragazza della sua eta: trovare il principe azzurro. E la sua famiglia organizza una festa in cui questo avverrà. Ma Viviana ha una certezza: il suo futuro sposo lei lo conosce già, e l'ha visto in un quadro appeso nella sua cella. Chiunque sia, dovrà assomigliare all'Arcangelo Michele con cui ha convissuto per otto anni. Spesso, come accade in tutte le favole, il sogno si tramuta in incubo e quando Viviana incontra l'uomo della sua vita... leggetevi il resto!
Anche questo racconto si fa leggere, non al livello della precedente, ma c'è la storia, c'è il mistero, c'è il finale (quasi) a sorpresa. La scrittura ha qualche piccola sbavatura (ad un certo punto si legge: adducendo il suo pallore; ma penso dovrebbe essere: imputando...) e mi permetto di segnalarla perché io non faccio il critico o il recensore, perciò mi prendo la licenza di farlo.
Anche questo: placet, ma con  voto 7.
Ora due parole sul volume digitale. Ne ho discusso anche con Glauco (che è presente nella raccolta col suo Neque cruore imbibo, di cui parlerò alla riapertura delle danze dopo le vacanze): sono rimasto molto deluso dalla sua qualità. L'impaginazione è un disastro: è un continuo di trattini di separazione delle sillabe; ad ogni cambio pagina compare titolo e autore in mezzo alla pagina; le note (nel racconto di Glauco) poi, interrompono continamente la lettura, visto che la pagina del lettore non coincide necessariamente con la pagina del testo. In alcuni punti mi sono ritrovato a dover passare due pagine per ritrovare il testo del racconto, e meno male che sono in corsivo. Forse si poteva fare diversamente, magari non scegliendo come formato unico il PDF. Ho trovato lavori, anche autoprodotti, impaginati molto meglio e quindi molto più leggibili dal mio lettore. E anche l'editing lascia un po' a desiderare. Non so se sia stato lascito alla buona volontà degli autori (ma non credo, visto l'importanza -e il prezzo- del prodotto) ma comunque una lettura ulteriore ci andava perfettamente.
Questo è quanto.
I giorni delle mie vacanze si avvicinano, ancora più o meno una settimana. Il garage chiuderà per ferie dal 6 di agosto, ma dovrebbe riaprire già il 16, anche se sicuramente a mezzo servizio, un po' come ora.
Alla prossima.
TIM

6 commenti:

  1. Bravo Tim, bella rece: onesta, lucida ed obiettiva.

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  2. @ Nick: grazie. tutti i racconti della raccolta meritano. Purtroppo, come diveco, la parte editriale è molto scarsa (almeno dal mio punto di vista). Ho notato comunque che ultimamente molte case editrici (Nord, Fanucci...) hanno un editing che fa schifo, con parole incartate, frasi incomprensibili, verbi sbagliati, ecc. Purtroppo i prezzi aumentano e la qualità diminuisce, sia quella delle storie che quella editoriale.
    Temistocle

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  3. Hai ragione, l'editing in generale sta peggiorando e gli eBook non sono sempre all'altezza di quello che uno, perlomeno, si aspetta.
    Poi hanno voglia a parlar male degli autori autoprodotti, "loro" se li sognano editor come Angelo Benuzzi e impaginatori come Matteo Poropat.

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  4. @ Enzo: sarà che nel mio piccolo faccio anch'io qualcosa che mi ostino a chiamare editing, ma certe cose mi saltano subito agli occhi e mi sembra che qualcuno mi stia dando una stilettata nel fianco quando le vedo. Mi fanno quasi distrarre dal testo. E poi un testo che costa quasi 6 euro dovrebbe essere impaginato meglio. Non sarà una grande cifra (specie per la qualità dei testi!) ma ci vuole un po' più di rispetto!
    Temistocle

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  5. Conosco entrambi gli scrittori che citi. Di Federica Maccioni ho ben presenta la classe e Simone Lega e capace di colpi di genio. Non possiedo questa antologia, la desidererei. Ma devo farlo sul momento altrimenti le cose mi sfuggono:-)

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  6. A me i racconti sono piaciuti quasi tutti. D'altra parte gli autori sono quelli che sono e conosci anche tu.
    Temistocle

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