Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

mercoledì 14 settembre 2011

11 settembre 2011: 23.000 morti

rubata qui
Vi ho anticipato ieri mattina una breve pausa... causa lavoro.
Ma prima di lasciarvi orfani del mio sigaro, volevo riprendere un attimo il commento fatto sul blog di Nick.
In margine alle commemorazioni dell'11 settembre, un gesto terroristico affibbiato ad uno dei tanti terroristi del mondo e della storia, mi chiedevo come mai facciamo tanto clamore e celebrazioni e pianti e discorsi altisonanti per quelle 3000 persone, quando nel mondo ogni giorno muovono 23000 bambini solo per fame e sete.
Nel primo caso abbiamo individuato il cattivo di turno, quello che fa da paravento alle nostre mancanze, che abbiamo armato con le armi prodotte dal nostro occidente integralista (nei confronti delle nostre idee di democrazia, religione).
Nel secondo la colpa non è del terrorismo (nessuno spara o getta aerei e bombe), ma di...
Già, di chi è la colpa?
Della cielo che non manda l'acqua? Della terra che è troppo arida e non produce belle palme da mettere in giardino vicino alla piscina a forma di cuore? E' dei bambini che sono poveri e sporchi e neri e non vogliono migliorare la propria condizione?
Mi sa che ci dobbiamo pensare.
E quanto alla commemorazione, io un'idea me la sono fatta del perché non ci siano manifestazioni e dirette televisive che ogni tanto ricordino questo massacro terroristico quotidiano: non si trova nessuno sponsor disposto a pagare uno spot da inserire tra una raffica di idiozie del direttore Minzolini e una tetta della presentatrice Simona Ventura.

TIM

9 commenti:

  1. Condivido la tua riflessione.
    (Che mondo ipocrita...)

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  2. Purtroppo la miseria e la povertà restano la piaga del mondo. E la sovrappopolazione, l'aumento dei prezzi dei prodotti agricoli (e quindi del cibo) e la globalizzazione non sono certo' d'aiuto, anzi...

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  3. Non credo sia ipocrisia. Credo più che altro sia una questione psicologica. Il cattivo che uccide è più facile da comprendere, e per certi versi, ci offre la possibilità di "contrastare il male" dandogli la caccia.
    I morti di fame per le carestie, le malattie, la povertà, l'indigenza sono cose... difficili da tradurre con concetti semplicistici. Senza contare che il 90% di queste morti sarebbe eliminabile con un sistema sociale basato sulla condivisione dei beni piuttosto che sull'accumulo, sul benessere a tutti i costi, e sul consumo insostenibile.
    La povertà di certi paesi è fondamentale affinché qui si navighi nell'abbondanza. Ma la coperta è corta e... forse stiamo cominciando a capirlo con questa scarica di crisi economiche che non sembrano più finire.
    Per certi versi, il nostro modo di agire, sembra quello delle cavallette...

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  4. Io credo che i colpevoli siano molteplici per questa situazione, però credo che se si fosse voluto il problema della carestia e della penuria d'acqua si sarebbero potuti risolvere già negli anni '70.
    Mi accomiato con una riflessione, ma possibile che con tutta la gente che muore di fame, ogni giorno nei paesi civilizzati debbano essere distrutte quantità impressionanti di prodotti agricoli per "eccedenza di sovrapproduzione"?
    Il caso delle Arance e dei Pomodori (o del Latte ) Italiano è esemplare.

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  5. Non voglio dilungarmi in polemiche o elucubrazioni assurde su cosa è vero o cosa no, ma una cosa la voglio dire: non si parla di chi muore di fame semplicemente perché non serve a chi di dovere. Punto.
    è un sistema schifoso, ai limiti (anche se forse i limiti sono già stati superati da un pezzo) che sfrutta le nostre paure, i nostri principi morali, a favore di politiche che a prima vista possono sembrare giuste...
    Bin Laden è stato lo spauracchio dell'ultimo decennio, e ancora il suo eco risuona ogni volta che si parla di America o terrorismo, ma a cosa è servito?

    Ti chiedi di chi sia la colpa... penso che sia solo nostra, del nostro facilismo a farci condizionare da quello che vediamo o che sentiamo. Se cercassimo di leggere fra le righe e di capire cosa realmente accade nel mondo, forse i problemi si potrebbero risolvere.
    Forse...

    @Gloutchov: sono d'accordo, la coperta è davvero troppo corta e c'è già chi dorme con i piedi scoperti...

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  6. Credo che l'11 Settembre colpisca di più perché è più "vicino": i bambini che muoiono non li conosce nessuno, mentre alla cerimonia dell'11 Settembre c'erano figli, madri e amici di tutte le 3000 vittime.

    Oltre a quello, dopo i 3000 morti finiti lì sotto quello che è successo 10 anni fa e quello che è stato fatto dopo (giusto o ingiusto che sia, è comunque successo) ha datto l'avvio a una fase decadente della società occidentale fatta di guerre inutili, crisi economica e paura nel futuro che ha fatto vivere male noi, e si è ripercossa anche sui paesi più poveri: se io non ho un lavoro e se il mio paese fa 3 guerre l'anno con la scusa dell'11 Settembre, io i soldi ai bambini poveri non glieli do.

    Poi ovvio che ci sia una volontà politica dietro per sfruttare anche l'accaduto. La politica però sta dietro a tutto, anche sui paesi poveri e sulla solidarietà nascono partiti politici e campagne e mobilitazioni varie.

    Comunque proprio ieri ho visto uno spot di Verdone per una delle tante organizzazioni che aiutano i bambini. Per me questo vuol dire anche che la volontà di fare qualcosa c'è sempre e l'occidente non è completamente cieco.

    Solo purtroppo per salvare quei 30000 bambini al giorno bisognerebbe mettere mano al portafoglio o agire in modo concreto, mentre la maggior parte di noi di rinunciare a qualcosa non vuole sentirne parlare e vorrebbe che il problema - semplicemente - sparisse da sé.

    Simone

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  7. E' più facile commemorare l' 11 settembre.
    Lì si dà la colpa ai terroristi.
    Mentre per i bambini senza cibo la colpa è NOSTRA.
    E' più grave e pesante.
    Più facile addossare colpe inesistenti agli altri...

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  8. @Simone:
    Io, assieme ai miei colleghi di lavoro, ho adottato un bimbo a distanza. In pratica aiutiamo tutta la famiglia (papa con tubercolosi, mamma, sei fratelli)... ma è durissima.
    L'anno scorso, la tipa che tiene i contatti con le famiglie aiutate, è stata arrestata dal signorotto locale e tenuta in detenzione per 6 mesi. Cosa voleva il signorotto? I soldi che noi mandiamo alla famiglia.
    :/

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  9. @ tutti: ho due minuti e rispondo. Sapevo di aprire un discorso 'pesante', ma non pensavo che avesse così tanti commenti. Evidentemente, come dice Simone e come concretizza Glauco, c'è chi si preoccupa della cosa. Solo che un conto è interessarsi (giustamente e lodevolmente) dei singoli casi, e noi privati possiamo fare solo quello, un conto è affrontare il problema, e questo riguarda le organizzazioni internazionali. Non voglio fare demagogia, ma se eliminassimo anche solo una delle millemila guerre che si fanno in un anno, quanti soldi si potrebbero risparmiare? sia per i singoli interventi, sia, soprattutto, per gli interventi strutturali che permetterebbero di iniziare un lavoro profondo e risolutivo. Purtroppo le guerre si fanno perché c'è bisogno di vendere le armi che produciamo (e l'Italia è una dei primi produttori al mondo) e poi perché è più facile andare a rubare le materie prime piuttosto che comprarle. Osama Bin Laden ha tenuto i propri soldi nelle banche americane fino a due anni fa e nessuno ha deciso di sequestrarglieli, forse perché con quei soldi le banche ci mangiavano. E i soldi 'europei' di Gheddafi? che fine hanno fatto? perché non sono stati sequestrati subito quando pubblicamente gli stati hanno cominciato a parlare di lui come di un 'dittatore'?

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